“ALMASRI E’ UN PERICOLO PER GLI STATI UNITI”: PERSINO TRUMP METTE AL BANDO L’EX GENERALE LIBICO
SOLO IL GOVERNO CACASOTTO ITALIANO E’ RIUSCITO NELL’IMPRESA DI LIBERARE UN CRIMINALE VIOLENTATORE DI BAMBINI E PORTARLO PURE IN LIBIA CON UN AEREO DI STATO… DAL QUEL GIORNO NESSUNO OSI PIU’ PARLARE DI LEGALITA’ E SICUREZZA, QUANDO LO STATO SI INCHINA A UN TERRORISTA CRIMINALE NON E’ PIU’ LEGITTIMATO A FARLO
Gli Stati Uniti sanzionano Osama Najeem Almasri e la moglie per «gravi violazioni dei diritti
umani». Il Dipartimento di Stato ha inserito entrambi nella lista delle persone soggette a restrizioni, vietando loro l’ingresso nel Paese. Alla base del provvedimento ci sono le accuse di «torture» e «trattamenti crudeli, inumani e degradanti» inflitti ai migranti nelle carceri di Mitiga e al Jadida.
La stretta del Dipartimento di Stato Usa
Secondo Washington, le condotte attribuite ad Almasri comprenderebbero anche «omicidi, lavori forzati e persecuzioni» contro cristiani e appartenenti ad altre minoranze religiose. Attività che, secondo l’amministrazione americana, rappresentano una «minaccia» per la popolazione libica e per gli Stati Uniti.
Lo scontro politico in Italia
La decisione riaccende lo scontro politico in Italia. Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra, attacca il governo Meloni e chiama in causa i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano. «Ed ora perfino l’amministrazione Trump sanziona il miliziano libico Almasri, con il Dipartimento di Stato e con Rubio che denunciano il suo ruolo in torture, in violazioni dei diritti umani, in trattamenti disumani. In tutto il globo terracqueo rimangono al fianco del torturatore e trafficante Nordio, Piantedosi e Mantovano», ha dichiarato Fratoianni, allegando lo screenshot della comunicazione del segretario di Stato americano Marco Rubio.
Dall’arresto a Torino al rimpatrio del governo Meloni
Negli Stati Uniti, la vicenda Almasri ha avuto una risonanza decisamente inferiore rispetto all’Italia. Il 18 gennaio 2025 la Corte penale internazionale emise un mandato d’arresto internazionale nei suoi confronti. Il giorno successivo Almasri fu arrestato a Torino, ma scarcerato due giorni dopo dalla Corte d’appello di Roma per un vizio procedurale: mancava la richiesta formale del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Piantedosi ne dispose quindi l’espulsione per motivi di sicurezza nazionale. Almasri fu rimpatriato in Libia su un volo dei servizi segreti italiani.
La decisione provocò uno scontro istituzionale e accuse al governo di aver sottratto alla giustizia internazionale un uomo sospettato di torture, ostacolando la Cpi. L’Italia è stata chiamata a fornire chiarimenti anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Rientrato in Libia, Almasri fu arrestato a Tripoli nel novembre 2025, dopo aver perso la propria immunità. Nel giugno 2026 è stato condannato a sette anni e quattro mesi di carcere.ma risulta sempre a piede libero.
(da agenzie)
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