“BASTA OMERTÀ DALL’ALTO PER QUESTI ESTREMISTI SOSPINTI AL FANATISMO. VENGANO DISCIOLTI QUESTI NUCLEI PARAMILITARI. CHI SA PARLI” : GAD LERNER DOPO IL CASO EITAN BONDI, IL CECCHINO DEL 25 APRILE, APPARTENENTE ALLA COMUNITA’ EBRAICA, DENUNCIA LA “DEGENERAZIONE SQUADRISTICA” DI “ELEMENTI CHE IN NOME DELL’AUTODIFESA MINACCIANO E AGGREDISCONO NELLE SCUOLE E PER STRADA CHI INDIVIDUANO COME NEMICO DI ISRAELE”
MA CHI FA PARTE DI QUESTI NUCLEI PARAMILITARI? SONO VENTENNI CHE FREQUENTANO PALESTRE E CURVE, “MAGNANO COME SCROFE”, SI SCONTRANO CON I PRO PAL E INVOCANO L’AUTODIFESA: “NON TOLLEREREMO PIÙ L’ANTISEMITISMO”
«Sono ragazzi normali che studiano, si divertono, vanno allo stadio insieme e quando si
ritrovano magnano come scrofe…», dice un anziano verace del Ghetto che non sa dire, però, se Eitan Bondì, il ventunenne sparatore di Parco Schuster, appartenesse al gruppo delle sciarpette giallorosse.
Intanto, però, Gad Lerner, che il 4 ottobre scorso salì sul palco di San Giovanni davanti a migliaia di persone che cantavano Free Palestine ed esordì dicendo: «Sono un sionista», ieri su Facebook, dopo l’arresto di Bondì, ha pubblicato un post che è suonato come un allarme.
«Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che in nome dell’autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele — ha scritto —. Basta omertà dall’alto per questi estremisti
sospinti al fanatismo da leader irresponsabili. Vengano disciolti questi nuclei paramilitari. Chi sa parli».
Addirittura nuclei paramilitari? «Ricordano i servizi d’ordine degli anni ’70 dei gruppi extraparlamentari — racconta Lerner —, giovani ebrei che col mito della sicurezza si addestrano oggi nelle palestre romane per sentirsi all’altezza di assicurare il presidio dei loro quartieri. Come fossero loro stessi di Tsahal, militarizzati» .
«In Italia viviamo male, i nostri ragazzi a Roma vengono scortati fin dall’asilo», aveva detto il mese scorso la neo presidente dell’Ucei, Livia Ottolenghi. Ma la sindrome d’accerchiamento alla lunga può produrre reazioni scellerate, come sabato al Parco Schuster. O lettere di minacce come quelle spedite all’Anpi dal sedicente «Gruppo sionistico giovanile».
Solo una minoranza, certo, ma questa frangia di ventenni fa paura. Angelo Sermoneta, 78 anni, il leggendario presidente del «Circolo ’48», a cui pure le mani prudevano molto in gioventù, non è d’accordo però con Gad Lerner: «Niente mostri, per favore, Eitan Bondì ha fatto danni enormi alla Comunità col suo gesto, ma l’ha fatto a forza di riempirsi la testa di idiozie, perché l’arma superiore a tutte, altro che softair, si chiama propaganda».
Il 2 ottobre scorso nel cortile del liceo «Caravillani», a Monteverde, un gruppo di studenti intonando Free Palestine scatenò la reazione violenta di decine di ebrei che pregavano nella vicina sinagoga.
A uno degli studenti, «ebreo dissidente», ricorda Gad Lerner, venne strappata una ciocca di capelli. La realtà è che si soffia sul fuoco da entrambe le parti: all’imbrattamento delle pietre d’inciampo e perfino della targa del piccolo Stefano Gaj Taché, ucciso dai terroristi palestinesi nel 1982 davanti al Tempio Maggiore, si è risposto a settembre con l’ordigno al centro sociale « La Strada» alla Garbatella.
Una contrapposizione continua, anche feroce, come negli anniversari del 25 Aprile a Porta San Paolo post 7 ottobre.
O negli assalti ai licei. Quello al Manara del 2025, ad esempio, firmato dalla «Brigata Dario Vitali», l’ardito ebreo della Grande Guerra, poi fascista.
Nella rivendicazione gli attivisti con il simbolo del teschio con la rosa fra i denti e la Stella di David, annunciarono: «Non saranno più tollerate azioni di bullismo e antisemite volte ad allontanare studenti ebrei dai licei pubblici».
E poi ci sono le aggressioni: l’ultima in viale Marconi a un dirigente della Comunità perché indossava la kippah. Prima ancora all’influencer italo-palestinese Karem Rohana e a Chef Rubio — già denunciato dalla Comunità per diffamazione aggravata e istigazione alla violenza — che parlò di «squadraccia sionista».
(da agenzie)
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