Destra di Popolo.net

PRIMARIE ANCHE PER LA CGIL, LA GAFFE DEI DEMOCRATICI

Dicembre 7th, 2012 Riccardo Fucile

LO AVEVA ACCENNATO BERSANI COME PROPOSTA PER SELEZIONARE I GRUPPI DIRIGENTI DEL SINDACATO, MA HA TOCCATO QUALCHE NERVO SCOPERTO

È stata solo una battuta ma nel sindacato qualche mal di pancia l’ha provocato.
In una delle interviste rilasciate il giorno dopo l’affermazione nel ballottaggio il vincitore Pier Luigi Bersani ha sostenuto la bontà  del metodo delle primarie anche per quanto riguarda la selezione dei gruppi dirigenti del sindacato.
Bersani sicuramente lo aveva dimenticato ma questa parola d’ordine era già  risuonata in casa Cgil nel 2009 creando qualche turbamento.
Un corsivo di un ex dirigente, Michele Magno, pubblicato sul Foglio aveva sostenuto le primarie «come antidoto contro lo strapotere delle burocrazie e delle nomenklature».
E poco dopo la minoranza della Cgil, che in quella circostanza si opponeva al segretario Guglielmo Epifani per sbarrare la strada alla staffetta con Susanna Camusso, aveva fatto sua la proposta di far votare almeno tutti gli iscritti con esplicite dichiarazioni di due dirigenti di peso come Gianni Rinaldini e Guglielmo Podda.
Anche oggi la parola «primarie» provoca qualche reazione nell’alta dirigenza Cgil e il motivo è semplice: si teme che un giorno o l’altro possa diventare il grido di battaglia della minoranza e in particolare di Maurizio Landini, leader della Fiom.
Oggi però Landini ha davanti a sè ben altre priorità  (il contratto separato dei metalmeccanici, la legge sulla rappresentanza) e quindi il confronto sulle regole interne di governance è rimandato nel tempo.
Comunque Bersani ha capito di aver fatto una gaffe propagandando le virtù onni-salvifiche delle primarie e nelle successive sortite si è ben guardato dal riproporre l’idea.
Se infatti il segretario ha una preoccupazione è quella di dosare i rapporti con la Cgil che lo ha sostenuto con trasporto e dedizione nel derby con Matteo Renzi e che di conseguenza va in qualche maniera ricompensata.
Bersani in cuor suo avrebbe preferito che Camusso avesse firmato l’accordo sulla produttività , come si può tranquillamente evincere dalle dichiarazioni rilasciate a caldo da Stefano Fassina, ma non ha nessuna voglia di tornare anche su questo spinoso argomento.
Il messaggio che invece ha voluto mandare riguarda la concertazione.
Camusso è sempre feroce nelle dichiarazioni anti-Monti per valutazioni di merito sui suoi provvedimenti ma anche perchè non ha mai digerito la derubricazione del tradizionale schema di rapporti imprese-sindacato-governo.
Bersani l’ha rassicurata che «se dovesse toccare» a lui si tornerebbe all’antico e per la Cgil è musica visto che incasserebbe non solo il replay della concertazione ma anche il vantaggio di avere a Palazzo Chigi un «premier amico».
Prima però che tutto torni al suo posto ci sarà  modo per entrare nel merito delle diverse concezioni del metodo concertativo.
In Cgil tutto sommato il tavolo a tre viene considerato come il presupposto di un intervento finanziario pubblico keynesianamente necessario per risolvere i problemi. Non è detto, invece, che Bersani e Fassina la pensino proprio allo stesso modo.

Dario Di Vico
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Bersani, sindacati | Commenta »

PD, OPERAZIONE SMARCAMENTO DALL’UDC

Dicembre 6th, 2012 Riccardo Fucile

IN CERCA DI UN ALTRO CENTRO… ALLARGAMENTO AD ACLI E PEZZI DELLA CISL

Pier Luigi Bersani lo aveva spiegato ai suoi un mesetto fa, giorno più, giorno meno: «Non inseguiamo più Casini, se vuole, deve essere lui a venire da noi».
Contrariato per quello che giudica «un eccesso di tatticismo» da parte del leader dell’Udc, il segretario del Partito democratico ha deciso di invertire la rotta.
E di costruirsi un centro fatto in casa.
Sì, perchè Bersani sa bene di non potersi presentare alle elezioni solo con Sel (i socialisti verranno inglobati nelle liste del Pd).
Perciò da qualche tempo ha maturato il convincimento che occorra tenere nella coalizione una pattuglia di moderati.
Tanto più se resterà  il Porcellum, magari con una soglia del 40 per cento per il premio di maggioranza: con questo sistema è meglio avere più liste alla Camera, mentre al Senato si andrà  tutti in un unico listone.
E infatti il segretario del Partito democratico tesse la sua tela anche con i sindaci Giuliano Pisapia, Michele Emiliano e Marco Doria: loro dovrebbero organizzare una sorta di raggruppamento civico con dentro i verdi di Angelo Bonelli, altre formazioni tipo Libertà  e giustizia, e gli scissionisti del Idv (ieri in un angolo buio della Camera, seduti su un divanetto, Maurizio Migliavacca e Fabio Evangelisti hanno parlato a lungo dell’argomento).
Ma tornando al «centro fai da te» del Pd.
L’obiettivo massimo sarebbe quello di coinvolgere le Acli di Andrea Olivero, il presidente della provincia di Trento Lorenzo Dellai, il ministro Andrea Riccardi, un pezzo della Cisl tramite Raffaele Bonanni, una fetta della Coldiretti, e, potendo, anche qualche esponente di «Italia futura», oltre che Bruno Tabacci e Giacomo Portas, che con la sua lista dei «Moderati per il Piemonte» ha un bel gruzzolo di consensi in quella regione, e che già  collabora con il Partito democratico, visto che è deputato indipendente nel gruppo del Pd.
Sono serbatoi di voti che darebbero consistenza ai moderati filo-Pd.
Dopodichè se Casini vuole aggregarsi, ben venga, ma se dice di «no» i Democrat se ne faranno una ragione.
È questo l’obiettivo massimo di Bersani ed è un obiettivo difficile da raggiungere.
Anche perchè, come ha rivelato sul sito «Lettera 43» Ettore Colombo, un giornalista addentro alle segrete cose della Chiesa e del mondo cattolico, gli ambienti che gravitano attorno al presidente della Cei Angelo Bagnasco sono contrari all’ipotesi di un’alleanza elettorale tra una parte del cosiddetto gruppo di Todi e il centrosinistra.
Forse l’operazione sarebbe più agevole se venisse coinvolto Beppe Fioroni, che ha buoni rapporti Oltretevere.
Il responsabile Welfare farebbe una sorta di separazione consensuale con il Pd e lavorerebbe per allargare il perimetro dell’area dei moderati disposti a collaborare con il centrosinistra.
Ma Fioroni al momento è restìo a intraprendere questa strada.
Se l’obiettivo massimo si rivelasse una missione impossibile, allora Bersani, con il pragmatismo che lo contraddistingue, è pronto a ripiegare su un progetto meno ambizioso. Cioè quello di dare vita a una lista centrista alleata del Pd di più modeste proporzioni con Giacomo Portas, Bruno Tabacci e qualche altro esponente dell’Api di Francesco Rutelli.
Tanto il Porcellum prevede che il quorum per una lista collegata si abbassi fino al 2 per cento. Una cifra che può essere agevolmente raggiunta e anche superata da una formazione siffatta.
È chiaro che al termine di questa strada, dopo le elezioni, nascerebbe il soggetto politico unitario che il segretario accarezza nei suoi sogni: «il grande Pd».
Ma c’è un possibile intoppo.
E al Partito democratico stanno valutando con attenzione anche quello con l’occhio rivolto alle mosse dell’imprevedibile Silvio Berlusconi.
Grazie al Porcellum, alleandosi anche con la Lega e «spacchettando» il centrodestra in diverse formazioni, l’ex presidente del Consiglio non punta certo a vincere, perchè sa che non è più il tempo dei successi, ma a mettere in piedi una coalizione che si attesti attorno al 27 per cento.
In questo modo Berlusconi ritiene che, grazie all’apporto fondamentale della Lega in Lombardia e Veneto, il centrosinistra non riuscirà  a ottenere la maggioranza al Senato.
E a quel punto si riaprirebbero tutti i giochi: il Cavaliere, a sorpresa, potrebbe spianare la strada al Monti bis, giocando un ruolo da protagonista per la costituzione di questo esecutivo.
È un sospetto che non circola solo nel Partito democratico…

Maria Teresa Meli
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Bersani, Casini | Commenta »

LA TRIPLICE SFIDA DI BERSANI PER PRENDERE PALAZZO CHIGI

Dicembre 3rd, 2012 Riccardo Fucile

UNIRE ANCHE GLI SCONFITTI, RINNOVARE E RISOLVERE IL RISIKO ISTITUZIONALE

Per arrivare a Palazzo Chigi il team di Bersani immagina di unire il partito tenendo conto delle istanze di Renzi rinnovare i gruppi parlamentari, sbrogliare la matassa della successione al Colle
Le Primarie le ha volute a tutti i costi, vincendo le resistenze della sua «Curia», ma ora Pier Luigi Bersani ha cento giorni per acquisire la forza e lo standing per diventare Papa.
Arrivando a Palazzo Chigi dopo una vittoria elettorale, la prima volta per un uomo politico che è stato iscritto al Partito comunista italiano.
Dal podietto messo in piedi a caldo al teatro Capranica, la cravatta rossa slacciata sul colletto, Bersani ha mostrato di aver capito quale sia la sua mission, lanciando subito tre messaggi forti: «Dare al centrosinistra un forte profilo di governo e di cambiamento», «predisporre i percorsi e gli spazi per le nuove generazioni». E soprattutto: «Si deve vincere senza raccontare le favole».
Un appello anti-demagogico che è stato accolto con un applauso tiepido dai suoi fans che erano pronti a spellarsi le mani per qualsiasi battuta avesse detto il vincitore delle Primarie
Certo, per ora si tratta di impegni generici, ma Bersani sa che per conquistare Palazzo Chigi, è atteso da una via crucis scandita in tre stazioni: tenere e non disperdere subito la ritrovata forza elettorale del Pd; rinnovare in profondità  gruppi parlamentari e dirigenza del partito; apparecchiare un risiko istituzionale da rompicapo, che prevede per i vincitori delle prossime elezioni politiche le indicazioni per il Quirinale e per le presidenze delle due Camere.
La prima «stazione» della via crucis da superare per arrivare a palazzo Chigi è dentro il suo partito.
Dice Giorgio Tonini, già  presidente della Fuci, uno dei pochissimi parlamentari che ha sostenuto Renzi: «Bersani ha avuto un mandato pieno che non lascia dubbi a recriminazioni ed ora si parrà  la sua nobilitate: per evitare l’effetto-depressione degli elettori di Renzi, dovrà  fidelizzare quell’elettorato, interpretando il segnale forte di rinnovamento emerso dalle Primarie».
Miguel Gotor, un intellettuale che è anche uno dei primi consiglieri di Bersani, all’«Espresso», ha dato un’indicazione molto interessante: «C’è la consapevolezza in Bersani che dopo il governo Monti non si può tornare indietro, al manuale Cencelli tra le correnti per nominare i ministri. Servono autorevolezza e competenza, bisogna alzare il livello».
Una lettura che convince un altro sostenitore di Bersani come Pier Luigi Castagnetti, che però da uomo di partito, già  indica le resistenze: «Il segretario del Pd, tornando a Roma dopo una campagna elettorale che ce lo ha proposto più forte e diverso, ora dovrà  stare attento ai rischi della sua “Curia”, che è sempre conservatrice.
Papa Giovanni, quando annunciò il Concilio, spiazzò e inquietò la Curia romana.
Per vincere quelle resistenze, il Papa rifece l’annuncio per altre due volte e i suoi successivi discorsi dal balcone erano diretti proprio a vincere le resistenze della Curia».
Un patto Bersani-Renzi?: «Se Bersani cercherà  e troverà  un’intesa di fondo col sindaco di Firenze, sia pure in ruoli diversi – dice l’ex ministro Paolo Gentiloni – il Pd potrà  continuare quella ascesa elettorale, testimoniata dai sondaggi, che può portarlo verso percentuali ancora più alte, vicine al 40%».
Tradotto in soldoni?
Renzi, come ha fatto capire nel suo discorso a caldo, si prepara a fare il capo della opposizione interna, ma la sua «costituzionalizzazione» può passare attraverso una corposa offerta da parte di Bersani?
Sugli oltre trecento parlamentari che il Pd si prepara a portare nel prossimo Parlamento, il segretario quanti ne offrirà  al sindaco di Firenze? Ottanta? Cento?
Ma offerte così importanti – ecco il punto – potrebbero mettere Bersani in collisione con la sua «Curia», i gruppi organizzati raccolti attorno a D’Alema, Franceschini, Bindi, Letta e Fioroni, che qualche giorno fa, un po’ scherzando e un po’ no, diceva: «Saremo fatti tutti fuori».
Ma per poter vincere senza sbavature le elezioni, la seconda «stazione» che attende Bersani è la riforma elettorale.
Con una forza attuale del 30-35%, il Pd per conquistare Palazzo Chigi deve mantenere in vita il tanto detestato (a parole) Porcellum.
Bersani non potrà  mai dirlo, ma il suo obiettivo è proprio quello e d’altra parte una mano gliel’ha data nientedimeno che Romano Prodi.
Intervenendo a Sky, l’ex presidente del Consiglio ad un certo punto ha indicato la strada a Bersani: «Se il Porcellum resterà , si potrebbero fare primarie per i parlamentari».
Ma se il Porcellum resta, proprio Romano Prodi diventa il candidato dei progressisti per il Quirinale, non solo perchè è il candidato che può mettere d’accordo anche Vendola e Renzi, ma anche perchè l’ex premier ha un identikit che su un punto essenziale si sovrappone a quello di Monti: «Prodi – dice Sandro Gozi, responsabile Pd per le Politiche europee – ha il profilo giusto per fornire le necessarie garanzie a livello internazionale».

Fabio Martini
(da “La Stampa”)

argomento: Bersani | Commenta »

PRIMARIE: I PROGRAMMI DI BERSANI E RENZI A CONFRONTO

Novembre 29th, 2012 Riccardo Fucile

IL SINDACO DI FIRENZE PROPONE TAGLI DRASTICI AI PRIVILEGI DEI POLITICI, IL SEGRETARIO PUNTA SU PENE PIU’ SEVERE PER CORRUZIONE E FALSO IN BILANCIO…LA LOTTA ALLA PRECARIETA’ E’ UN OBIETTIVO COMUNE MA CON DIVERSE STRATEGIE

Tutti e due le chiamano idee.
“Dieci idee per cambiare” quelle di Pierluigi Bersani in altrettante brevi schede tricolori.
“Idee” soltanto, ma 12 e ampiamente declinate, quelle di Matteo Renzi.
Tutte in belle vista nei rispettivi siti; giudicabili, tweettabili, spedibili, scaricabili come meglio si crede.
Sulle pagine web a regola d’arte del sindaco di Firenze ci sono anche gli indici di gradimento di Facebook: i “mi piace”, che però calano progressivamente, insieme all’attenzione dei lettori, dai 2.700 giudizi positivi della prima scheda sulle riforme istituzionali ai soli 15 dell’ultima sul ruolo dell’Italia nel mondo.
CONTRO LA CASTA
D’altronde per il sindaco “rottamatore” le riforme della politica sono anche uno dei temi punta. Quindi: abolire tutti i vitalizi, abolire le Province, abolire il finanziamento pubblico ai partiti, abolire anche una delle due Camere.
E ancora: stabilire per i consiglieri regionali “un compenso e un budget per le attività  di servizio uguale in tutte le Regioni” e affidare ai cittadini la scelta dei deputati e di un leader “messo in condizione di governare per l’intera legislatura e di attuare il programma proposto alle elezioni”.
Parole che trovano orecchie attente nel clima di risentimento che aleggia nei riguardi della classe politica e dei suoi privilegi.
Difatti neanche Bersani si sottrae dal mettere al primo punto le riforme: “Occorre adeguare gli emolumenti della classe politica italiana alla media europea, riformare i partiti, ridurre il finanziamento pubblico, rafforzare la normativa contro la corruzione”, elenca la prima idea del segretario.
Che però dopo la stagione berlusconiana vede finalmente nella prossima “una legislatura costituente” che affronti “il tema del rapporto tra stato, regioni e enti locali” e vari “norme stringenti in materia di conflitto d’interessi, legislazione antitrust, libertà  l’informazione, falso in bilancio”.
“STATI UNITI D’EUROPA”
Poi viene l’Europa, tanto per il segretario che per il sindaco.
E con l’orizzonte comune degli “stati uniti d’Europa”. Bersani chiede il coordinamento delle “politiche economiche e fiscali attraverso istituzioni comuni direttamente legittimate dalla popolazione tramite elezioni”.
E lo stesso fa Renzi quando chiede “l’elezione diretta da parte dei cittadini europei” delle istituzioni continentali per “venire incontro ai problemi di milioni di disoccupati, soprattutto giovani, favorire l’inclusione sociale e combattere la povertà ”.
La differenza si pone però sul piano nazionale, in Italia, dove il segretario del Pd   ritiene che “un patto di legislatura con le forze moderate rappresenti l’alternativa alle regressioni nazionaliste, antieuropeiste e populiste che sono e restano incompatibili con le radici di un’Europa democratica, aperta e inclusiva”.
A sancire quella mano protesa verso i centristi che distingue Bersani da Renzi, quasi invertendone i ruoli.
ISTRUZIONE
In quanto all’istruzione, il segretario del Pd invoca “un piano straordinario contro la dispersione scolastica, misure per il diritto allo studio e investimenti sulla ricerca avanzata nei settori trainanti e a più alto contenuto d’innovazione”; non senza trascurare la qualificazione del corpo insegnante sottopagato.
Renzi la prende invece dalla scuola dell’infanzia, proponendo di “dare al 40% dei bambini sotto i tre anni un posto in un asilo pubblico entro il 2018”.
Anche il sindaco sente il bisogno di “un forte investimento sulla scuola e, in particolare, sulla formazione e l’incentivazione degli insegnanti, sull’edilizia scolastica e sull’upgrade tecnologico della didattica”; sempre insieme alla “formazione in servizio per gli insegnanti”. In più lo sfidante invoca anche il dimezzamento degli atenei e dei privilegi dei cui godono i formatori, gli accademici, a discapito degli studenti.
FISCO.
Altro snodo chiave e comunque è quello del fisco, diversamente articolato nelle schede dei due sfidanti. Il ridisegno del sistema proposto da Bersani prevede di “alleggerire il peso del fisco sul lavoro e sull’impresa, lottando contro l’evasione e spostando il peso del fisco sulla rendita e sui grandi patrimoni finanziari e immobiliari”.
Secca e circostanziata la controproposta di Renzi: “Ridurre l’imposizione tributaria sui lavoratori dipendenti che percepiscono meno di 2000 euro netti al mese per un ammontare di 100 euro al mese” da finanziare “con i proventi del recupero della lotta all’evasione fiscale”. Inoltre il sindaco propone una lunga e dettagliata scheda sulla semplificazione fiscale a favore sia dei cittadini che delle imprese.
LAVORO E PRECARI.
“Contrasteremo la precarietà , cambiando le norme e rovesciando le politiche messe in atto dalla destra nell’ultimo decennio — assicura il programma di Bersani — Combatteremo l’idea di una competitività  giocata solo sull’abbassamento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori”.
Non è altrettanto categorico, ma più circostanziato, il sindaco di Firenze.
Al punto 6 si legge infatti: “Proponiamo la sperimentazione, in tutte le imprese disponibili, per i nuovi insediamenti e/o le nuove assunzioni, di un regime ispirato al modello scandinavo: tutti assunti a tempo indeterminato (tranne i casi classici di contratto a termine), a tutti una protezione forte dei diritti fondamentali e in particolare contro le discriminazioni, nessuno inamovibile; a chi perde il posto per motivi economici od organizzativi un robusto sostegno del reddito e servizi di outplacement per la ricollocazione”.
WELFARE.
Renzi colloca il tema della lavoro entro quella riforma del welfare che, osserva, manca solo a Grecia e Italia. Il sindaco pone l’attenzione anche sulla riforma del terzo settore e i nuovi servizi alla persona, mentre in materia di sanità  il suo dettagliato decalogo in nove punti parte dall’idea di “abbandonare il criterio dei tagli lineari a favore di una definizione di standard su costi/efficacia”.
Quanto poi alla riforma previdenziale introdotta da Elsa Fornero, per il sindaco “non verrà  messa in discussione”.
A questo riguardo il programma di Bersani invece tace.
Per il segretario è “lo squilibrio nel rapporto tra rendita e lavoro” che “mina alle fondamenta la sostenibilità  del nostro welfare”.
Occorre quindi che “chi ha di più” sia “chiamato a dare di più”, in modo di aiutare a migliorare le condizioni di vita di chi ha di meno.
Chiosano invece le idee di Renzi che occorre anche “riformare il settore bancario, inserendo una più netta separazione tra attività  commerciali e di investimento”.
BENI COMUNI.
L’idea di Bersani è quella dei beni comuni quando dice che “sanità , formazione e sicurezza devono essere accessibili a tutti”. Secondo il segretario “l’energia, l’acqua, il nostro patrimonio paesaggistico e culturale, il welfare come la formazione sono beni che vanno tutelati” e per cui “bisogna introdurre normative che definiscano i parametri della gestione pubblica o, in alternativa, i compiti delle autorità  di controllo a tutela delle finalità  pubbliche dei servizi”.
GLOBALIZZAZIONE
Secondo il leader del Pd per “vincere la sfida della globalizzazione” occorre “tornare a puntare sull’eccellenza del Made in Italy”.
Perciò è necessario individuare “aree d’investimento, ricerca e innovazione nell’industria, nella agricoltura e nei servizi”. In quest’ottica “siamo per una politica industriale che rispetti l’ambiente”, recita il programma di Bersani. “Dare la priorità  alle manutenzioni e alle piccole e medie opere”, scegliendo “le grandi opere che servono davvero”, risponde Renzi.
A questo proposito “il Mezzogiorno non è un’area geneticamente modificata, ma il banco di prova delle nostre proposte: ricambio della classe dirigente e rottamazione dei privilegi”.
Renzi propone inoltre l’istituzione di un ministero della cultura e l’investimento nel turismo. Tutto ciò puntando sulla “sostenibilità  ambientale: energie rinnovabili e riduzione dei rifiuti”.
DIRITTI.
In coda ai due programmi le tematiche dei diritti.
Renzi aggiunge anche la necessità  di “ridurre il numero delle forze di polizia” e di “un solo numero di emergenza”.
A discapito della matrice confessionale, il catalogo sui diritti del sindaco di Firenze poi spazia dalla “depenalizzazione” rispetto alla legge Fini/Giovanardi sulle tossicodipendenze, ai diritti delle coppie di fatto, la lotta omofobia, il divorzio veloce, i diritti delle famiglie omogenitoriali, la lotta alla violenza domestica, il testamento biologico.
Si legge invece nella scheda di Bersani l’impegno “per contrastare la violenza sulle donne e promuovere con urgenza una legge contro l’omofobia”, il riconoscimento della cittadinanza ai nati in Italia e quello giuridico alle coppie omosessuali.
Memore delle precedenti esperienze di governo del centrosinistra Bersani aggiunge infine un’idea sulla responsabilità  non petita.
Cioè sul fatto che la coalizione si impegna a “sostenere in modo leale e per l’intero arco della legislatura l’azione del premier scelto con le primarie”, affidandogli la guida della maggioranza e la risoluzione delle controversie.

Cosimo Rossi
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Bersani, Renzi | Commenta »

BERSANI AVANTI NEI SONDAGGI: “MA SE PERDO VOTO PER MATTEO”

Novembre 24th, 2012 Riccardo Fucile

ULTIME DICHIARAZIONI E POLEMICHE DEI CANDIDATI ALLE PRIMARIE, REGISTRATE OLTRE UN MILIONE DI PERSONE

La polemica sulle registrazioni difficili tiene banco da giorni, ma Roberto Cuillo, responsabile comunicazione per le primarie, può fare un annuncio significativo: «Sono già  più di un milione le persone che si sono registrate».
Tanto che domenica nei 9.000 seggi ci saranno ben 100 mila volontari.
Intanto Matteo Renzi si candida a vincere le elezioni per il centrosinistra.
E Pier Luigi Bersani, nel caso di sconfitta del rivale, spiega che «probabilmente continuerà  a fare il sindaco di Firenze e comunque c’è il congresso con le primarie per il segretario: chi ha interesse a organizzare un’area o a candidarsi può farlo tranquillamente»
Il coordinatore bolognese del comitato pro Bersani ha presentato un esposto contro Renzi, perchè la tv locale «eTv» avrebbe mandato in onda «un lungo spot» a pagamento, in violazione del regolamento».
Ma quale spot, ribatte Renzi, era «un documentario» e «non pagato».
Bersani, alle polemiche renziane sul voto difficile, già  di prima mattina rispondeva: «Cerchiamo di non mettere in giro argomenti che non sono dignitosi per noi, che siamo gente seria. Abbiamo deciso tempo fa di costituire l’albo, non so se Renzi fosse presente, credo di no visto che frequenta poco». E la dichiarazione di voto per Renzi, nel caso di (improbabile) ballottaggio tra Vendola e il sindaco di Firenze, è un po’ obtorto collo: «Lo voterei per dovere d’ufficio. Sono legato a Nichi da grande simpatia, ma avrei difficoltà  a votare il leader di un altro partito».
Secondo i dati pubblicati sul Sole 24 Ore da Roberto D’Alimonte, Bersani sarebbe in vantaggio di dieci punti su Renzi (48 a 38).
Ma se a guidare il centrosinistra alle elezioni fosse il sindaco di Firenze, la coalizione otterrebbe il 44 per cento dei voti, contro il 35.
Quanto basta per far dire a Renzi: «Se noi vinciamo, i democratici hanno più chance di vittoria».
Il sindaco di Firenze prosegue anche la polemica con Rosy Bindi, invitata a «lasciare la poltrona» anche perchè «la sinistra è Obama, non lei».
Replica della dirigente: «Le liste le farà  il partito non Renzi».
Ma lo scontro è anche sulle alleanze.
Il «rottamatore» spinge sul bipolarismo: «A me di fare un accordo con Casini non frega nulla. Dobbiamo prendere noi i voti dei delusi, non appaltarli a Casini o a Montezemolo». Di parere diverso Bersani: «Noi siamo interessatissimi a un rapporto con il centro, a patto di sapere chi dirige il traffico».
Nichi Vendola si dice sicuro di arrivare al ballottaggio e attacca Renzi: «È una bolla mediatica che si sta già  sgonfiando».
Poi rivendica il sostegno di Lino Banfi, «una grande maschera tragica, oltrechè comica, del cinema italiano».
E se Renzi può vantare l’appoggio di Jovanotti e Bersani quello di Sabrina Ferilli, a Laura Puppato vanno i favori di Marco Travaglio e (ma è solo una voce) di Nanni Moretti.

Alessandro Trocino
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: Bersani | Commenta »

BROGLI, REGOLE E SPESE, ACCUSE INCROCIATE TRA RENZI E BERSANI

Novembre 19th, 2012 Riccardo Fucile

SPOSETTI ACCUSA: “RENZI HA SPESO TRE MILIONI DI EURO PER LA CAMPAGNA DELLE PRIMARIE: CHI PAGA?”

E alla fine, ha scelto la guerra. Perchè «è meglio vincere male che perdere bene». «Non ci sono due curriculum, ma due modelli di futuro a confronto. Da un lato l’usato sicuro di Bersani, dall’altro la sfida per un’Italia diversa».
Renzi cerca di «vendere» il sogno, sempre più a suo agio nei panni del Grande Imbonitore, sospeso tra Obama e Bonolis.
E se il partito «nei sondaggi è sopra il 30%, io dico andate a ricercare quelli che dicevano che le primarie ci avrebbero distrutto».
La tesi per convincere gli ultimi indecisi: «Con noi si vince. Loro non hanno fatto nulla, nemmeno la legge sul conflitto di interessi. E per favore, niente renziani: queste malattie lasciamole agli altri».
Sottopalco Gori, Lotti e De Siervo annuiscono.
Giuliano da Empoli ascolta assorto. C’è anche Fausto Brizzi. Agnese Renzi no, aveva una lezione a scuola.
Ma a rilanciare il tema finanziamenti ieri ci pensa, a distanza, l’ex tesoriere ds Ugo Sposetti: «La Leopolda è costata 350 mila euro. Finora Renzi ha speso circa 2 milioni e 800 mila euro. Il tetto è 200 mila».
La replica: «Metto online tutte le fatture. Non abbiamo finanziatori occulti».
E la portavoce dei comitati Simona Bonafè: «Sposetti spara cifre in libertà . Che ha fatto con i soldi dei finanziamenti dei Ds?».
Già , ma se si perde? Renzi: «Non esiste un piano B. Non accetteremo premi di consolazione».
Poi c’è la questione del centrodestra. «Mi hanno dato del fascistoide. Ma perchè dovremmo vergognarci di prendere quei voti? Meglio Bersani che li raccoglie conto terzi, con Casini?». Intanto un voto lo incassa ieri.
In sala stampa lo avvicina un ragazzo sulla trentina: «Matteo, sono un elettore di destra. Però stavolta voto per te». Lui gli stringe la mano: «Vai, grande».
E tira via.
Ma il vero timore di Renzi è che la polemica sulle regole spinga le persone a non votare.
E così lancia lo slogan: «Meglio perdere un quarto d’ora oggi a fare la fila piuttosto che perdere i prossimi 5 anni».
Quanto ai rottamati, la butta sul ridere: «Bindi, D’Alema, Veltroni… Sono come quei bambini che non vogliono scendere dall’altalena».
Ma la presidente ds replica: «Sulle deroghe decide il partito, non Renzi».
Sempre il sindaco: «Di Pietro? Non ci alleeremo con nessun partitino come il suo, che poi fa gruppo a sè per beccare i finanziamenti».
Sull’ipotesi brogli alle primarie ieri però gli ha replicato da Bari Pier Luigi Bersani: «Non mettiamo sospetti, stiamo facendo una cosa meravigliosa che verrà  sostenuta da migliaia di volontari, tutta gente per bene. L’affluenza? La voglio altissima».
E Nichi Vendola: «Sono ottimista: ho sempre perso nei sondaggi ma ho sempre vinto nelle urne»

Angela Frenda
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Bersani, Primarie, Renzi | Commenta »

TRAGEDIA DIETRO LE QUINTE DELLE PRIMARIE: GORI SBAGLIA NUMERO E DA’ CONSIGLI A BERSANI

Novembre 18th, 2012 Riccardo Fucile

TELEGRAMMA DELLA NASA DOPO IL CONFRONTO DEI CANDIDATI IN TV: “COMPLIMENTI PER IL PRIMO DIBATTITO POLITICO IN ASSENZA DI GREVITA'”… TABACCI CITA DE GASPERI E VIENE SQUALIFICATO PER ESTREMISMO

Gioia ed entusiasmo da tutto il mondo per il confronto televisivo tra i candidati alle primarie del centrosinistra svoltosi in settimana in Italia.
“Nemmeno i nostri topini si comportano così bene durante gli esperimenti — dicono dal dipartimento di biologia del Mit di Boston — …   ma sapreste dirci alla fine quale delle cavie è sopravvissuta?”.
Più tecnico il commento del dipartimento di scienze comportamentali di Bruxelles: “Cinque esponenti della sinistra italiana per due ore nella stessa stanza che non si mandano affanculo a vicenda! Per la scienza è una svolta epocale”.
Ma se il mondo strabilia di fronte a ciò che sembrava impossibile, in Italia prevale la lettura politica: per i renziani ha vinto Renzi, per i bersaniani ha vinto Bersani e per i vendoliani ha vinto Vendola, anche se permane qualche dubbio tra i sondaggisti: “Abbiamo tentato di rintracciare i puppatiani, ma erano solo tre e si sono suicidati durante la diretta”.
Gli esperti di comunicazione e mass-media valutano molto positivamente il comportamento di Matteo Renzi, l’unico candidato veramente multitasking: “Riusciva a parlare, leggere i consigli di Gori sul cellulare, fare l’imitazione di Mister Bean e gesticolare, tutto in una volta, davvero notevole. Quando poi ha scambiato il pacco del Molise con quello della Calabria è stata l’apoteosi”.
Vero brivido della serata, la scelta delle figure più rappresentative nel Pantheon dei concorrenti: vedere l’ala sinistra sfidarsi a colpi di papi e cardinali ha reso più interessante l’incontro, mentre Tabacci ha sorpreso tutti dicendo qualcosa di sinistra: “De Gasperi”, ed è stato squalificato per estremismo.
A Sky esultano per i risultati d’ascolto, di poco inferiori a Udinese-Atalanta del 2004, ma anche i protagonisti della serata si sono mostrati soddisfatti, specie Renzi che per una volta ha potuto andare a letto dopo Carosello.
Interessante anche l’esperimento di coinvolgere gli elettori: “Le loro domande sono state molto utili — dicono alla direzione del Pd — anche perchè per la prima volta dai tempi di Berlinguer i leader del partito sono sembrati più intelligenti di chi è disposto a votarli”.

Alessandro Robecchi
(da “il Misfatto“)

argomento: Bersani, PD, Renzi | Commenta »

SONDAGGIO QUORUM SUL CONFRONTO CANDIDATI PRIMARIE SU SKY: BERSANI BATTE RENZI 33-31

Novembre 13th, 2012 Riccardo Fucile

SEGUONO VENDOLA CON IL 12%, TABACCI CON IL 5% E LA PUPPATO CON IL 4%

Sostanziale pareggio tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi nel dibattito tra i candidati alle primarie trasmesso da SKY.
Secondo il 33% dei telespettatori il più convincente è stato il segretario del Pd, seguito dal sindaco di Firenze al 31%.
Lo rileva un instant poll condotto dall’istituto Quorum in collaborazione con Repubblica. it.
Secondo il 12% degli intervistati, ha invece prevalso Vendola.
Solo il 5% ha indicato Bruno Tabacci e il 4% ha premiato Laura Puppato. Per il 15%, dal dibattito non è emerso nessun chiaro vincitore.
Il sondaggio è stato condotto online, con metodologia CAWI, su un campione statisticamente rappresentativo di 2.700 potenziali elettori delle primarie che hanno seguito il confronto di questa sera.
Bersani vince tra le donne (34% a 26% su Renzi), pareggio tra gli uomini (33% a 33%).
Tra gli under 35 successo del sindaco di Firenze, che stacca Bersani 38% a 23%, con Vendola al 17 per cento.
Opposto il risultato tra gli over 55, con Bersani al 51% contro il 20% di Renzi. Sono i dati dell’instant poll condotto dall’istituto Quorum in collaborazione con Repubblica. it su un campione di 2.700 potenziali elettori delle primarie che hanno seguito il confronto tra i candidati. Inoltre, ben il 26% del campione dice che potrebbe aver cambiato idea su chi votare alle primarie: tra questi elettori, Renzi è in lieve vantaggio su Bersani nelle intenzioni di voto, con 26% contro il 22, mentre in questo segmento gli indecisi sono quasi il 30 per cento.

argomento: Bersani, Partito Democratico, PD | Commenta »

BLITZ DELLA FINANZA NELLA SEDE PD

Novembre 7th, 2012 Riccardo Fucile

INCHIESTA PER TRUFFA SULLA SEGRETARIA DEL LEADER: PERQUISITI GLI UFFICI DELLO STAFF

Si sono presentati di   buon mattino, tra le   mani un mandato di   perquisizione. Indirizzo,   via Sant’Andrea delle   Fratte, Roma, sede del Pd, ufficio   della segreteria di Pier   Luigi Bersani.
Una visita per   niente annunciata.
Obiettivo:   raccogliere informazioni nei   computer in cui la Guardia di   Finanza spera di trovare risposte   per l’indagine che coinvolge   la segretaria storica di Bersani,   Zoia Veronesi, indagata   per truffa aggravata, assunta   dalla Regione Emilia Romagna   e utilizzata dal segretario   del Pd per tenere e aggiornare   la sua agenda politica.
Un danno   alle casse pubbliche — secondo   l’accusa — che supera i   140 mila euro.   “Sentivamo rumori, porte   che sbattevano, c’erano estranei   che entravano e uscivano”,   hanno raccontato ieri i dipendenti   del Partito democratico.   “Nell’affacciarmi ho visto delle   persone che scaricavano file   dai computer, cercavano documenti   nei cassetti, ma allontanavano   tutti”, ha riferito uno   dei testimoni della scena.
Il   pensiero è corso al caso Lusi.
Ma stavolta non si tratta dell’ex   eredità  della Margherita.
La Finanza   era nella sede del Pd per   indagare sul caso di Veronesi,   appunto.
È stato anche sentito   un impiegato del Pd presente   nella sede, con l’obiettivo di   chiarire meglio se quanto raccontato   da Zoia Veronesi in   queste settimane risponda a   verità .
Cioè che lei lavorasse   per Bersani solo nelle ore extra   rispetto al lavoro.
La conferma della visita in casa Pd delle   Fiamme gialle è arrivata in serata   da fonti vicine agli inquirenti.
I finanzieri hanno perquisito   nei giorni scorsi la sede   distaccata della Regione a Roma   e ieri, dopo aver ascoltato   una serie di persone informate   sui fatti, hanno deciso di andare   a cercare negli uffici del   partito.
Non è escluso neppure   che il lavoro sia terminato: i finanzieri   per ora hanno copiato   i dati su dischetti, ma potrebbero   non bastare.
Gli inquirenti   sono convinti che Veronesi   lavorasse solo ed esclusivamente   per il segretario e che il   suo incarico a Roma da parte   della Regione in realtà  non sia   mai stato svolto.
La donna, che   è stata dipendente del palazzo   di viale Aldo Moro a Bologna   fino al 28 gennaio 2010, era stata   distaccata con un provvedimento   della stessa Regione a   Roma, dove doveva intrattenere   rapporti con le “istituzioni   centrali e con il Parlamento”.
Ma la GdF ha appurato che   non esiste traccia della sua prestazione   lavorativa a favore   della Regione in quel periodo,   tra il 2008 e il 2009.
Nei giorni   scorsi, a casa sua, le è stato recapitato   un invito a rendere interrogatorio   con l’accusa truffa   aggravata contestato a lei e   abuso d’ufficio a Bruno Solaroli,   ex capo di gabinetto della   Regione Emilia Romagna, uomo   vicino a Errani e a Bersani,   che le avrebbe confezionato   l’incarico su misura.
La donna   si è presentata molto tranquillamente   dal pm e ha risposto a   tutte le domande.
Nella sostanza   il legale di Veronesi, l’avvocato Paolo Trombetti, ha spiegato:   “Noi”, ha detto, “abbiamo interesse a chiarire che non   c’è stata alcuna irregolarità  da   parte di chicchessia, tanto più   dalla signora Veronesi. Respingiamo   l’accusa di truffa,   non c’è alcuna ombra. Abbiamo   chiarito tutto. È una vicenda   in cui nulla le può essere   rimproverato”.
Il verbale d’interrogatorio, al quale hanno   assistito il pm Giuseppe Di   Giorgio e il procuratore aggiunto,   Valter Giovannini, è   stato comunque secretato.
Non per la delicatezza dell’indagine, ma per il particolare   ruolo che Veronesi ricopriva e   il contesto di oggi in cui il suo   diretto superiore, il segretario   del Pd, corre per le primarie   con possibilità  di diventare inquilino   a Palazzo Chigi.
Una cautela, quella di mantenere   il silenzio sull’inchiesta,   che ha anche funzionato: nessuno   tra i nemici (e non sono   pochi) del segretario del Pd   Bersani ha usato come arma   l’inchiesta della magistratura.
Situazione simile a quella che si   presenterà  questa mattina,   quando — per un’altra indagine   — comparirà  davanti al giudice   per l’udienza preliminare, Vasco   Errani, presidente della Regione   Emilia Romagna, coordinatore   della conferenza dei   presidenti delle Regioni, commissario   straordinario per l’emergenza   terremoto e, soprattutto,   uomo macchina nella   corsa alle primarie di Bersani.
Se i giudici dovessero decidere   il rinvio a giudizio non si metterebbe   bene nè per Errani, costretto   a fare i conti con i suoi   incarichi, nè per Bersani che,   negli ultimi mesi, a lui si è appoggiato   per creare il partito   del 2013, quello che deve affrontare   le elezioni politiche e   ambisce a governare.

Caterina Perniconi e Emiliano Liuzzi
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Bersani | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.666)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (370)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SALVINI HA IL SABOTATORE IN CASA: GIORGETTI. NEGLI UFFICI DEL TESORO SONO INCAGLIATI 27 PROVVEDIMENTI PRESENTATI DAL MINISTERO DEI TRASPORTI GUIDATO DAL LEADER LEGHISTA
    • MELONI FULMINATA! PRODUTTORI ENERGETICI E PICCOLE E MEDIE IMPRESE SONO IN RIVOLTA PER IL DECRETO BOLLETTE, ATTESO DOMANI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, CHE CAMBIA IL MECCANISMO DI FORMAZIONE DEL PREZZO DELL’ENERGIA ALL’INGROSSO SUL MERCATO ITALIANO E MODIFICA IL SISTEMA DEGLI INCENTIVI ALLE RINNOVABILI
    • “LO STESSO COLONO CHE MI AVEVA AGGREDITO L’ANNO SCORSO HA NUOVAMENTE GUIDATO UN ATTACCO CONTRO LA MIA CASA E LA MIA FAMIGLIA”: IL REGISTA PALESTINESE HAMDAN BALLAL, VINCITORE DEL PREMIO OSCAR PER IL DOCUMENTARIO “NO OTHER LAND”, RACCONTA DI ESSERE STATO AGGREDITO DA UN GRUPPO DI COLONI ISRAELIANI NELLA SUA CASA IN CISGIORDANIA
    • L’AFFETTATRICE ESIBITA A “OTTO E MEZZO” DA ALESSANDRO SALLUSTI, OVVERO DIMMI CHE AFFETTATRICE HAI E TI DIRÒ CHI SEI, : “È PER DEFINIZIONE UN SIMBOLO DI STATUS, CREDO SIA UNA BERKEL, LA ROLLS ROYCE DELLE AFFETTATRICI”
    • “QUANDO LA SMETTERÀ ELLY SCHLEIN DI CHIEDERE A GIORGIA MELONI DI DISSOCIARSI DAI SUOI FEDELI ESECUTORI?”
    • IN UN MONDO DI TRUMP, ANCHE GEORGE W. BUSH SEMBRA UN GIGANTE. L’EX PRESIDENTE REPUBBLICANO IN UN SAGGIO ELOGIA GEORGE WASHINGTON E ATTACCA INDIRETTAMENTE IL TYCOON: “AVREBBE POTUTO MANTENERE UN POTERE ASSOLUTO, MA PER DUE VOLTE SCELSE DI NON FARLO. RINUNCIANDO AL POTERE, HA GARANTITO CHE L’AMERICA NON DIVENTASSE UNA MONARCHIA O PEGGIO. FISSÒ UNO STANDARD A CUI TUTTI I PRESIDENTI DOVREBBERO ATTENERSI”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA