Destra di Popolo.net

FINI ALLE GRANDI MANOVRE: STA CREANDO UNA RETE DI AGGREGAZIONE SIA AL SUD CHE AL NORD

Maggio 23rd, 2010 Riccardo Fucile

PATTO FEDERATIVO CON LA POLI BORTONE E L’MPA AL SUD, COLLABORAZIONE CON L’UNIONE ITALIANA DI LIBRANDI AL NORD… INTESA CON IL PRESIDENTE DI VALORE-IMPRESA CHE RACCOGLIE 180.000 PICCOLE E MEDIE IMPRESE E CON L’EX EUROPARLAMENTARE PDL MEZZAROMA…A GIUGNO LA CONVENTION SU “DEMOCRAZIA IDENTITARIA”

Le grandi manovre non si svolgono solo in Parlamento o all’interno dei gruppi del Pdl.
Il taglio che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intende dare alla sua presenza critica all’interno del Pdl è quello sui contenuti, terreno in cui si trova sicuramente avvantaggiato dalla pochezza altrui.
Due giorni fa era a Firenze, per una “lectio magistralis” all’Università  sul tema “Parlamento, federalismo e unità  nazionale”.
E non ha perso occasione di precisare: “Eventuali spinte separatiste o autonomiste vanno respinte e il Parlamento deve vigilare affinchè la riforma federale dello Stato non comporti discriminazioni fra diversi territori. Nord e Sud non possono che crescere insieme. Il Parlamento, mentre si confronta sul federalismo fiscale e ricorda doverosamente i 150 anni dell’unità  d’Italia, sono certo che saprà  farsi garante di questo obiettivo”.
E ancora: “Le caratteristiche dell’italianità  nascono dalla pluralità  di territori che caratterizzano l’identità  nazionale. Questa pluralità  è un patrimonio unico in Europa e nel mondo e se non scade nel localismo è arricchimento, che fa dell’italianità  un patrimonio inestimabile”.
Fino a una stoccata polemica, ricordando la figura di Cavour: “fu sempre immune dal cesarismo. Tenne sempre in grande considerazione il ruolo del Parlamento, tanto da affermare che la sola rappresentazione del popolo si trova in questa Camera”.
Ma intorno al Presidente della Camera si sono messi in moto diversi ingranaggi che hanno cominciato a girare. Continua »

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FINI “INTERCETTA” BERLUSCONI: “SI’ ALLA TUTELA DELLA PRIVACY, MA NO ALLA CENSURA”

Maggio 21st, 2010 Riccardo Fucile

IL PREMIER COSTRETTO A MODIFICARE IL DISEGNO DI LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI PER GIORNALISTI ED EDITORI….I FINIANI ATTACCANO: SALVAGUARDARE LE INDAGINI DI MAFIA, NON BLOCCARE LE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI,   PUBBLICARE ALMENO PER RIASSUNTO LE NOTIZIE RELATIVE AD INDAGINI IN CORSO

Sul disegno di legge relativo alle intercettazioni, la maggioranza non è affatto granitica: ieri Fini aveva fatto sapere direttamente al premier che “un conto è la giusta tutela della privacy del cittadino, altra cosa la censura”.
La prima conseguenza è stata la retromarcia del governo sull’emedamento che prevedeva pene doppie per giornalisti ed editori che pubblicano atti di un procedimento penale non ancora terminato.
Ma i finiani sono partiti all’attacco su altri aspetti del provvedimento.
Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia, richiama alla necessità  di salvaguardare le indagini di mafia e di allargare la possibilità  di ricorrere ad intercettazioni anche per i “reati collegati”, a quella di non bloccare la facoltà  di intercettazioni ambientali e anche alla possibilità    di pubblicare almeno “per riassunto” le notizie relative alle indagini.
D’altra parte il mondo dell’informazione è in rivolta: si preannunciano scioperi e ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo contro una legge che contiene “un grave attacco alla libertà  di stampa e di espressione e rappresenta una grave anomalia a livello europeo”, mentre qualcuno ricorda come l’Italia sia già  al 72° posto nelle classifiche internazionali sulla libertà  di informazione.
In Commissione Gustizia al Senato rimangono da discutere ancora 50 emendamenti, poi il provvedimento tornerà  alla Camera dove la presidente della Commissione è la finiana Giulia Bongiorno che non ha certo intenzione di accettare diktat dal governo: si preannunciano altre modifiche, insomma.
In realtà  tutta la norma non sta in piedi.
Il divieto di pubblicare intercettazioni è un provvedimento inutile e dannoso al tempo stesso.   Continua »

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LEGALITA’, MERITO, LIBERTA’: I VALORI PROPUGNATI DALLA DESTRA DI FINI

Maggio 21st, 2010 Riccardo Fucile

RACCONTARE LA DESTRA IN TRE PAROLE: NELLE RISPOSTE DEI LETTORI DI “FAREFUTURO” EMERGONO ANCHE DEFINIZIONI COME GIUSTIZIA, ONESTA’, PATRIOTTISMO, LAICITA’, SENSO DELLO STATO E DELLE ISTITUZIONI, LOTTA ALLA MAFIA…SENSIBILITA’ VERSO I DIRITTI CIVILI, INTEGRAZIONE, SOCIALITA’, CITTADINANZA, AMBIENTE, SOLIDARIETA’

Molti si interrogano su quale concetto di Destra sia caro a coloro che si riconoscono nelle posizioni di Gianfranco Fini. Riteniamo di fare cosa utile e chiarificatrice proporvi un articolo pubblicato su “Farefuturo”, la fondazione vicina al Presidente della Camera.

Libertà  e legalità . Giustizia e onestà , laicità  e patriottismo.
Ecco le parole che più ricorrono nelle tantissime risposte dei lettori di Ffwebmagazine alla nostra richiesta di “giocare” a raccontare la nostra destra in tre parole.
Tanto per spiegare che la “destra” non è protetta da nessun copyright.
E tanto per chiarire che, forse, ad essersi allontanati da alcune idee, da sempre patrimonio della destra italiana, sono stati piuttosto altri — nascosti, magari, dietro i paraventi di una retorica vuota e trombonesca.
La legalità  e la giustizia, il senso dello stato e delle istituzioni, la lotta a tutte le mafie (nel segno di Falcone e Borsellino, ovviamente), l’onestà  e la responsabilità .
Questa è destra, ci sembra.
E poi, l’amore per l’Italia, la difesa della sua unità  e del suo “spirito nazionale”, della sua bandiera e della sua lingua.
Anche questa è destra, come ci ricordano i nostri lettori.
E sono princìpi che si declinano nella quotidianità , che si professano ogni giorno e che ogni giorno vanno tutelati: lo dimostra il boicottaggio leghista del 150esimo anniversario dell’Unità  d’Italia, tanto per fare un esempio.
Ma c’è anche, e forte, la richiesta di una destra laica. Ma laicità  positiva, non “di combattimento”, certo, ma neanche remissiva.
Che non scada nella contrapposizione fine a se stessa, fra guelfi e ghibellini. E che significhi, però, rispetto dell’autonomia reciproca della sfera politica (pubblica) e di quella confessionale (privata).
Ecco allora che i diritti civili e la lotta all’omofobia, o   la richiesta di un disarmo ideologico sul fine-vita — ci scrivono molti nostri lettori — sono “di destra” esattamente come il sostegno alle famiglie (più che alla Famiglia) o la giusta difesa delle nostre radici culturali.
Ricorre – e non è una sorpresa – la voglia di merito e di opportunità , soprattutto da parte dei più giovani.
Così come, molto spesso, si impone una parola fra le tante: persona.
Anzi, dignità  della persona.
Il vero pilastro, il vero “valore” da difendere, con tutto quello che significa in termini di integrazione, cittadinanza, diritti.
E non mancano l’altruismo, l’educazione civica, la sensibilità  ambientale, la socialità , la solidarietà , la comunità : parole che spesso sconfinano nella tradizione “di sinistra”.
Ed è un’altra dimostrazione di come le barriere del Novecento si stiano finalmente — seppure con colpevole ritardo — sfaldando.
Coraggio, sogno, vitalità , futuro, persino allegria: è una destra, insomma, che si apre, che non ha paura del “nuovo” e del “diverso”, che non si arrocca nella difesa (a tratti ridicola) di un’immagine di se stessa che sfiora la caricatura.
È una destra, questa, che decide di navigare in mare aperto.
È una destra che qualcuno sogna addirittura — ed è un bell’augurio — “irregolare, metapolitica, romantica”.
Una destra che invoca l’autonomia di pensiero sempre e comunque, che rifiuta i dogmi e le ideologie, che fugge da quelle gabbie che rinchiudono la vita vera in schemi astratti e pericolosi.
Una destra che ama il libertarismo e la libertà .
Che sia libertà  vera, però.
Non uno slogan, nè un’etichetta buona per tutte le stagioni.

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GRAZIE AL PIANO CASA, BERLUSCONI SI FA I BUNGALOW A VILLA CERTOSA: SONO QUESTI I VALORI DI UNA DESTRA?

Maggio 20th, 2010 Riccardo Fucile

IL PREMIER E’ TRA I PRIMI AD AVER AVANZATO RICHIESTA DI AMPLIAMENTO DI VILLA CERTOSA, IN SARDEGNA, DOVE GIA’ SORGONO IMMOBILI PER 2.400 METRI QUADRI….IL PROGETTO PREVEDE DI ERIGERE DIVERSI BULGALOW STILE TUCUL PER GLI OSPITI…MA LE CASE POPOLARI PER LE GIOVANI COPPIE DOVE SONO FINITE?

In Italia c’è il mito del mattone: l’85% delle famiglie vive in case di proprietà , quasi tutti se le pagano sottoponendosi a estenuanti mutui trentennali che prosciugano stipendi e tolgono il sonno.
Non tutti infatti ricevono contributi gratuiti da costruttori-benefattori al momento dell’atto notarile: vi sono diversi italiani che non possono ancora sperare in 80 assegni circolari da 12.500 euro ciascuno da parte dello zio d’America a parziale copertura dell’acquisto.
Buona parte di questo 85% vorrebbe una casa più bella e più grande, una camera in più e un soggiorno più ampio.
Il sogno diventa realtà  è lo slogan di Silvio in questo campo: per andare incontro alle esigenze delle famiglie e del mondo del lavoro, lui è un maestro e un animo tenero.
Ecco sfornato il Piano Casa, sia per dare la possibilità  agli italiani di effettuare interventi di ampliamento della propria abitazione e per rilanciare il settore dell’edilizia, sia per semplificare al massimo le procedure burocratiche, attraverso un bel po’ di autocertificazioni.
Poichè spetta alle Regioni l’ultima parola in materia urbanistica, in alcune si discute ancora, ma in ben 12 sono state approvate le normative e avviato il Piano.
Tra queste la Sardegna del governatore Cappellacci (recentemente indagato per le vicende legate agli impianti eolici), la cui Commissione paesaggistica, insediatasi poche settimane fa, ha già  ricevuto 22 richieste di ampliamenti.
Tra queste, ne spicca una in particolare, quella relativa a Villa Certosa, residenza estiva del premier, teatro di ricevimenti e chiacchiere, luogo di lavoro e di summit internazionali, nonchè di tette e di piselli al vento, come certificato dai gossip estivi. Continua »

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IL GOVERNO DELLA RETROMARCIA: COME SI ENTRA IN CONCLAVE PAPI E SI ESCE (SENZA PUNTI) CARDINALI

Maggio 20th, 2010 Riccardo Fucile

RIDUZIONE DELLE TASSE, FEDERALISMO E RIFORME? NON SI FARANNO MAI: INTERESSA SOLO LA GIUSTIZIA E RIDURRE GLI SPAZI DI INFORMAZIONE…IL 56% DEGLI ITALIANI GIUDICA NEGATIVAMENTE IL GOVERNO SUI TEMI ECONOMICI, IL 41% INTENDE ASTENERSI, LE TASSE LOCALI AUMENTATE IN UN ANNO DEL 6,8%

Iniziamo da qualche piccolo, ma significativo esempio: da 15 anni il centrodestra (e non solo) annuncia il taglio della tassazione, si pubblicano persino le tabelle delle due nuove ed uniche aliquote, sembra che la torta stia per essere messa nel forno, salvo poi periodicamente dire al cliente che i tempi di cottura non sono ancora previsti e quindi occorre attendere.
Nel frattempo si sommano altre leggi finanziarie che riducono il potere d’acquisto dei cittadini.
Il federalismo viene portato da tutti in processione come l’icona del nuovo secolo, come gli ex voto cui si appellano i marinai nei santuari cristiani, ma quando si entra nel merito non se ne fa nulla.
Come nel caso del federalismo demaniale che era entrato in commissione con un testo e ne è uscito con uno completamente diverso: un leghista “duro e puro” oggi direbbe completamente stravolto, ma vivendo la classe dirigente della Lega di soli spot preferisce incassare il buono sconto spendibile presso i market Rai e Mediaset, piuttosto che raccontare la verità .
Siamo il Paese del gambero, non quello Rosso, quello di “un passo avanti e due indietro”, e non solo nel campo delle riforme.
Un giorno qualcuno annuncia la riduzione del 5% degli stipendi dei parlamentari e già  oggi si legge di “insurrezione dei deputati e senatori” che tengono a precisare che il 5% , se sarà  proprio necessario, dovrà  essere calcolato solo su un terzo di quanto ricevono (come avevamo scritto noi due giorni fa).
Un altro giorno qualcuno sta per far passare in Commissione Lavoro vitalizio e pensione anche per sindaci e assessori, ma come la notizia diventa di dominio pubblico e rischia di far perdere voti, oggi ecco la penosa retromarcia dei proponenti : “forse siamo stati fraintesi, la ritiriamo”.
Siamo di fronte a iniziative “preannunciate”, ma mai attuate.
Come quei cardinali che ntravano in conclave Papi, tanto erano favoriti, per uscirne modesti cardinali come prima. Continua »

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LA RUSSA E’ DI DESTRA O E’ SOLO UN’ALA DESTRA, SPOMPATA DALLE CORSE SULLA FASCIA PER COPRIRE IL REGISTA?

Maggio 19th, 2010 Riccardo Fucile

IL MINISTRO DELLA DIFESA DICHIARA GUERRA ALLA “DIFESA DEL SIENA”, REA DI NON AVER CEDUTO SUBITO IL PASSO ALLE TRUPPE STRANIERE DI MOURINHO…LA POLEMICA CON “FAREFUTURO” CHE SI CHIEDE SE SIANO QUESTI I CONTENUTI DI DESTRA …POVERO NOSFERATU, UNA VITA DA MEDIANO E UNA VOLTA CHE SILVIO LO METTE ALL’ALA DESTRA NON NE AZZECCA UNA

«Viene da chiedersi se è davvero così di destra – scrive Federico Brusadelli su FareFuturo, fondazione e sito web vicina alle posizioni di Fini – che il titolare della Difesa dirami un comunicato dal quale si apprende che pur ‘nel rispetto dei tragici avvenimenti che hanno coinvolto oggi i nostri militari in Afghanistan’, il ministro Ignazio La Russa ci tiene a specificare che ‘il Siena ha solo inutilmente cercato uno sterile ed inutile zero a zero con un catenaccione vecchia maniera».
E dire, è la premessa del commento della testata di Farefuturo, che «c’è chi   pensa di avere il copyright della destra in Italia. E lo ricorda costantemente, sottolineando cosa sia e non sia ‘di destra’, cosa piaccia o non piaccia al ‘popolo di destra’, cosa tradisca o non tradisca ‘gli ideali della destra».
E allora ogni tanto «viene voglia di rispondere a questi difensori della destrità , almeno per una volta, con la loro stessa lingua».
“Chi si preoccupa tanto delle etichette, finisca, come in questi due piccoli casi, per dimenticare il contenuto» conclude Farefuturo.
In verità  il ministro della Difesa inizialmente non aveva solo dichiarato guerra alla difesa del Siena, ma aveva sostenuto che la squadra toscana “si doveva vergognare per il troppo impegno e per aver giocato per la Roma”.
In realtà  il Siena, pur retrocesso, non ha fatto nulla di diverso rispetto all’Atalanta contro il Palermo, al Napoli contro la Sampdoria e al Chievo contro la Roma.
Ovvero rispettare la maglia e onorare l’impegno sportivo, senza fare sconti a nessuno.
Sicuramente un comportamento di destra.
Salvo che La Russa ritenga “di destra” taroccare una competizione sportiva e non impegnarsi per favorire l’avversario di turno.
Ma non troviamo in alcun filosofo, scrittore, storico, poeta di destra un supporto a tale tesi, ci spiace per La Russa. Continua »

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I SACRIFICI SI CHIEDONO SOLO DOPO AVERLI FATTI PER PRIMI: UNA CLASSE POLITICA CHE NON SA DARE ESEMPI

Maggio 19th, 2010 Riccardo Fucile

IN PARLAMENTO BUVETTE CON PASTI A 3 EURO,   ASCIUGAMANI DA 88 EURO, 70 MILIONI PER VOLI DI STATO, 3.000 DIPENDENTI, DIVISE DEI COMMESSI DA 1.800 EURO: DIPENDENTI IN PENSIONE A 8.000 EURO AL MESE A 52 ANNI…NEL 1946 CAMERA E SENATO FUNZIONAVANO CON 4 PALAZZI, ORA SONO PIU’ DI 30… CONSULENZE IN AUMENTO E SPESE   REGIONALI   SENZA CONTROLLI

Chiedere sacrifici agli italiani si può, ma reclamarli in nome della crisi internazionale, quando si continua a far finta di non vedere le mille contraddizioni di uno Stato che sputtana soldi a milionate ogni giorno, non può essere un alibi valido.
Il centrodestra sta governando questo Paese da ben sette degli ultimi nove anni: tempo più che sufficiente per imprimere un cambiamento che non c’è stato.
Se l’elettorato deluso diserta le scadenze elettorali e l’astensionismo ha raggiunto vette impensabili, occorre anche saper fare autocritica: è segno che il cittadino ha percepito la mancanza di una svolta.
Di tagli si parla solo per gli stipendi degli statali, mentre il potere d’acquisto è diminuito, la soglia di povertà  assorbe sempre più milioni di italiani e la corruzione dilaga come in passato.
Di fronte a una crisi che il governo ha sempre voluto ridimensionare, una classe politica adeguata avrebbe dovuto dare l’esempio, non attraverso spottoni inveritieri, ma con comportamenti reali adeguati.
Dati alla mano, le auto blu sono aumentate, le consulenze pure, i deficit di molte regioni e comuni sono prossimi alla bancarotta, come d’altronde la sanità .
Eppure sul Titanic, ovvero nel Parlamento italiano in agonia, mentre molti cittadini comuni tagliano tutte le spese possibili, l’orchestra suona sempre la stessa musica.
Alla buvette un primo costa sempre un euro, un secondo due euro, si comprano 50 asciugamani a 88 euro l’uno, quando su internet gli stessi identici si trovano a 5 euro ciascuno.
Si continua a spendere cifre incredibili come 70 milioni l’anno di aerei di Stato, si incrementa il parco di auto blu, si presentano leggi per dare il vitalizio anche ai sindaci e agli assessori comunali.
Pensate che nel 1946 Camera e Senato, per il loro funzionamento, necessitavano di 4 palazzi, mentre ora non ne bastano 30.   Continua »

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FONDI PER LA SICUREZZA NELLE SCUOLE: LE GELMINI SOTTRAE 157 MILIONI ALLE SCUOLE DEL SUD

Maggio 16th, 2010 Riccardo Fucile

VIOLATA DAL GOVERNO LA NORMATIVA CHE REGOLA I FONDI FAS: AL SUD SPETTAVANO 300 MILIONI, NE AVRANNO 140, AL RESTO D’ITALIA SPETTAVANO 50 MILIONI, NE AVRANNO 210….LE SCUOLE DEL SUD, PIU’ MALPRESE, PER IL GOVERNO POSSONO ANCHE CROLLARE?….IL MONITORAGGIO SULLA SICUREZZA E’ FERMO: MANCANO 420 MILIONI

In arrivo 350 milioni per migliorare la sicurezza degli edifici scolastici italiani, ma le Regioni del Sud parlano di “scippo”.
Il Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha approvato il Piano straordinario per l’edilizia scolastica, ma secondo alcuni deputati di Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania sarebbero 157 i milioni che le regioni settentrionali avrebbero “sottratto” a quelle meridionali.
Il ministro Gelmini sottolinea, invece, che “lo stanziamento definitivo di 358 milioni di euro da parte del Cipe per la messa in sicurezza delle scuole è un risultato importantissimo. Grazie all’impegno del ministero dell’Istruzione e del ministero delle Infrastrutture, sono stati assegnati 100 milioni in più rispetto ai fondi complessivamente investiti negli ultimi tre anni”.
Il Piano   Straordinario per l’edilizia scolastica, approvato dal Cipe, prevede in realtà  una ripartizione contraria alla normativa che regola i Fondi Fas (i Fondi per le aree sottosviluppate): al mezzogiorno andrebbe il 40% al posto dell’85% dei finanziamenti, invece al Centro-Nord andrebbe un abbondante 60%, al posto del 15%.
La Sicilia in particolare disporrà  di 35 milioni e mezzo, invece che di 74,4 milioni e la Lombardia farebbe la parte del leone con 49,7 milioni di euro.
La Calabria, con 28 interventi e 12,7 milioni di euro è tra le regioni meno fortunate. Zero gli interventi in Molise.
Le motivazioni di tale suddivisione sono inserite nella relazione tecnica di accompagnamento del Programma.
I 350 milioni verrebbero suddivisi in base “alla consistenza del patrimonio scolastico e della popolazione scolastica”, ma si tratta di una suddivisione decisa dal ministero, senza interpellare le regioni sull’individuazione delle priorità  da finanziarie e senza tenere in alcun modo conto delle suddivisioni dei Fas previsti dalla normativa.
Insomma un colpo di mano. Continua »

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IL FEDERALISMO FISCALE COSTERA’ 133 MILIARDI: DAL FISCO AL FIASCO, TREMONTI AMMAINA LA BANDIERA

Maggio 14th, 2010 Riccardo Fucile

LA CIFRA E’ INDICATA NEL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE TECNICA PARLAMENTARE SUL FEDERALISMO, APPENA DEPOSITATO …. ANCHE SE SI FORZASSE SUBITO SULLA BASE DEI MINIMI COSTI STANDARD OCCORREREBBERO 70 MILIARDI… CON LA SITUAZIONE ECONOMICA DISASTROSA DEI CONTI PUBBLICI ITALIANI, IL TESORO HA PROBLEMI PIU’ SERI DA AFFRONTARE

Sono mesi che alla domanda “ma quanto ci costerà  introdurre in Italia il federalismo fiscale?”, tutti glissano: chi cambia discorso, chi rassicura un costo zero, chi cambia discorso e parla del tempo.
A parte le comparsate in Tv dei Cota, dei Castelli in aria e degli appiccatori di incendi e spacciatori di fumogeni alla Calderoli, nel merito non era mai entrato nessuno.
Perchè oltre alle perplessità  che, una volta a regime ( tempo 10 anni), il federalismo fiscale non finisca per moltiplicare i centri di spesa e attivare una maggiore pressione fiscale dei Comuni, molte riserve erano state espresse su quanto costerebbe “da subito” il feticcio della riforma federalista.
Ora una risposta c’è, e ne segna il de profundis: la stima, aggiornata ai bilanci regionali del 2008, l’ha fornita la Commissione tecnica paritetica per il federalismo, nel rapporto curato da Luca Antonini (vicino alla Lega, quindi fonte insospettabile), appena depositato in Parlamento.
La cifra è da brividi: solo per assicurare il passaggio al federalismo nelle materie strategiche (sanità , istruzione e assistenza sociale),   occorrerebbero 133 miliardi di euro in termini di spesa storica.
Anche al netto di sprechi e inefficienze, se con un colpo di bacchetta magica si potesse passare subito ai minimi “costi standard”, ovvero ai livelli più bassi delle regioni più efficienti, il costo non sarebbe inferiore ai 70 miliardi di euro. Appresi questi costi, inutile dire che il federalismo fiscale non si farà  più, lo stesso Tremonti ha ammainato la bandiera per evidenti ragioni economiche: per il federalismo non c’è un euro a disposzione, inutile illudersi, è chiaro a tutti. Continua »

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