Destra di Popolo.net

SENZA ACCORDO CON FINI, IN PARLAMENTO SARA’ GUERRIGLIA: A RISCHIO LEGGI SU INTERCETTAZIONE, IMMIGRAZIONE, TEMI ETICI

Aprile 22nd, 2010 Riccardo Fucile

NEI PROSSIMI DUE MESI IL GOVERNO POTREBBE FINIRE SOTTO SUL DISEGNO DI LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI GRADITO SOLO AL PREMIER, SULLA RIFORMA DELL’UNIVERSITA’ E SULLA PROROGA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO PER GLI IMMIGRATI CHE HANNO PERSO IL LAVORO PER LA CRISI…. ANCHE BIOTESTAMENTO, PROBLEMI ETICI, NOMINE DEL CSM   RISCHIANO DI ESSERE BLOCCATI

Già  il governo, nonostante un’ampia maggioranza, è andato spesso “sotto” in aula, a causa delle assenze e di “missioni” varie di troppi parlamentari.
Spesso a causa anche dei doppi incarichi di molti che, pur essendo ministri e sottosegretari, non hanno mai mollato il posto di deputato o senatore.
Il divieto del doppio incarico era stato sottoscritto da tutti al momento della candidatura, ma quando si è trattato di metterlo in atto, rinunciando a uno dei due posti, la classe dirigente di Pdl e Lega ha dato il peggio di sè, ostinandosi a mantenere il doppio incarico, con relativa maggiorazione economica.
A nulla sono valsi gli inviti del premier, cui non hanno peraltro mai fatto seguito fatti concreti.
Berlusconi si preoccupa di questo aspetto solo quando la maggioranza in aula si dissolve, ma non ha mai preso provvedimenti contro tale scandalosa mancanza alla parola data e alla firma apposta.
Non a caso è uno dei temi interni che Fini ha più volte richiamato, chiedendo che vengano fatte rispettare le regole etiche di partito.
I cento voti di margine alla Camera quindi di fatto si assottigliano: fino a giungere alla conclusione che se 20 deputati o 10 senatori cambiassero voto o si astenessero, il Governo andrebbe sotto e non avrebbe più la maggioranza.
Ora che Fini ha creato una sua corrente, è evidente che, su temi che gli stanno particolarmente a cuore, il rischio di “franchi tiratori” si fa più pressante.
Di fatto se 29 deputati e 13 senatori finiani non votassero col governo, per Berlusconi sarebbe il de profundis.
Ma vediamo quali sono i provvedimenti a rischio nel breve, ovvero da qui a giugno.   Continua »

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SECONDO I SONDAGGI FINI VOLA GIA’ AL 9%: I CONIGLI TREMANO E LE OCHE STARNAZZANO

Aprile 21st, 2010 Riccardo Fucile

E’ PIU’ CONIGLIO CHI HA IL CORAGGIO DEL DISSENSO O CHI SFUGGE AI PROCESSI CHE INVECE UN NORMALE CITTADINO AFFRONTA?….CHI CHIEDE LEGALITA’ O CHI PRETENDE LEGGI AD PERSONAM? …CHI AUSPICA IL CONFRONTO INTERNO O CHI MONOPOLIZZA LE TV PER MANIPOLARE L’INFORMAZIONE E NON DARE SPAZIO ALLE CRITICHE?

“Non posso accettare che qualcuno si svegli   e voglia farmi opposizione nel mio partito”: dopo che Fini ha dimostrato che non tutti gli ex aennini sono in vendita, ieri è esplosa la rabbia di Berlusconi che, rivolgendosi ai suoi impietriti coordinatori, ha ordinato: “Per me Fini ha chiuso, pensate voi a come liquidarlo”.   Figurarsi se qualcuno si può permettere di opporsi a lui: sono concetti che non rientrano nella sua concezione cesarista e aziendale e neppure in quella psicologica.
Il Pdl è un partito azienda, chi non si adegua alle tartarughine e ai tubini neri, alle barzellette e alla vacuità , deve solo togliere il disturbo.
Ma questa volta le telefonate di “avvertimento”, blandendo promesse e minacce, non sono servite.
Fini resiste: “Non me ne vado e sarà  battaglia” e alla fine raccoglie sotto le sue insegne non i “quattro gatti” che Perdente Feltri e Mascella Volitiva Belpietro annunciavano da giorni, ma la bellezza di 39 deputati, 13 senatori e 5 parlamentari europei.
Gente coraggiosa che sa di rischiare il posto e che ha resistito ai bombardamenti da “fuoco amico”, quelli che, americani insegnano, fa più vittime.
Considerando che sono sufficienti 20 deputati e 10 senatori per far saltare qualsiasi provvedimento del governo, traete voi le conclusioni su chi ha vinto e chi ha perso.
Unendo altri due considerazioni: che Fini ha abilmente nascosto almeno 10 parlamentari ex Forza Italia che lo seguiranno e che tra i 75 ex An dichiaratisi fedeli a Silvio c’è chi “è d’accordo con me, ma ufficialmente non vuole che si sappia”.
Avranno modo e tempi per esprimersi insomma.
Ma lasciamo parlare altri dati di ieri, rivolti invece all’elettorato esterno: Ipr sondaggi conferma che la fiducia in Fini è alta, tocca il 63% complessivo, e il 59% tra gli elettori del Pdl.
Pagnoncelli ha sondato invece chi voterebbe un “nuovo partito” di Fini da subito: il 9% degli italiani, con un altro 9% interessato e possibilista.
Un dato in costante aumento da giorni, tanto da far tremare il lettone di Putin a Palazzo Grazioli. Continua »

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LA LEGA E’ SOLO UNA TIGRE DI CARTA, IL PDL LA CARTA DI UNO SPARTITO CONSUNTO

Aprile 21st, 2010 Riccardo Fucile

LA LEGA E’ AUMENTATA APPENA DELL’1%, MA HA PERSO 195.000 ELETTORI IN UN ANNO, 110.000 SOLO IN LOMBARDIA…IN PIEMONTE HA PERSO 1 ELETTORE SU 6, IN LIGURIA 1 SU 10….IL PDL NE HA PERSI 2.500.000 OVUNQUE, MA SI E’ AUTOPROCLAMATO VINCITORE… QUANDO TORNERANNO A VOTARE 10 MILIONI DI ITALIANI CHE ACCADRA’?

Per gli inguaribili sostenitori del “tutto va bene”, confrontarsi con le cifre è sempre traumatico.
Sentiamo in queste ore un premier che si aggrappa alla canottiera di Bossi e ne glorifica la lealtà  (ma non era forse stata la Lega a far cadere il primo governo Berlusconi e la Padania a dare del mafioso al premier?).
Vediamo i cortigiani ululare e i colonnelli disertori raccogliere firme a salvaguardia della propria poltrona, dopo aver bazzicato per anni le anticamere di via della Scrofa in attesa di genuflettersi al capo.
Mentre qualcuno stacca assegni e altri si contano, sarebbe opportuno che si evitasse almeno di contare palle agli italiani.
Facciamo un passo indietro e ritorniamo ai risultati elettorali che hanno avuto un solo reale vincitore, a destra come a sinistra: l’astensionismo.
Con una percentuale di votanti del 62%, sotto persino la soglia delle Europee del 2009, notoriamente l’appuntamento elettorale meno sentito.
Il Pdl ha perso in due anni 4.000.000 di elettori, il Pd poco meno, i partiti minori tra 500.000 e 1.000.000, la Lega circa 200.000.
In un Paese normale un disamore di questo genere avrebbe determinato le immediate dimissioni dei leader dei due principali partiti.
Infatti nel Pd sono cambiati due segretari, mentre nel Pdl la perdita del 6-7% di voti in due anni e del 10% rispetto alla somma dei partiti che l’hanno creato, ha prodotto solo la celebrazione di una sedicente vittoria.
Significativi sono poi alcuni dati che la dicono lunga su come in Italia non contino i numeri, ma solo la capacità  di manipolarli.
Vediamo il “fenomeno” Lega e il suo “travolgente” successo che non esiste nei fatti.
E’ vero che in percentuale c’è stato un lieve incremento dell’1%, ma solo perchè gli elettori degli altri partiti hanno avuto una percentuale di assenteisti più forte. La Lega in un anno ha perso infatti anch’essa per strada 195.000 voti. Continua »

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NON SONO RIUSCITI A COMPRARSELI TUTTI: 55 PARLAMENTARI FIRMANO IL DOCUMENTO DI FINI

Aprile 20th, 2010 Riccardo Fucile

NASCE PER LA PRIMA VOLTA UNA MINORANZA INTERNA NEL PDL CHE SPACCA L’EX AN… MAI COSI’ ATTIVI IN VITA LORO I VECCHI CAPORALI DI GIORNATA NEL FAR FIRMARE IL DOCUMENTO DELLA SERVITU’… FINI AVREBBE I NUMERI PER FARE UN GRUPPO AUTONOMO, MA PER ORA CHIEDE UN “PARTITO LIBERO E ATTENTO ALLA COESIONE SOCIALE E UNA COALIZIONE NON PRONA ALLA LEGA”… CON QUESTI NUMERI IN PARLAMENTO SENZA INTESA NON PASSA PIU’ NULLA

Alla fine le truppe finiane hanno fatto quadrato: qualcuno forse si aspettava una scissione o la creazione di un gruppo parlamentare e sarà  rimasto deluso, ma Fini, da abile tessitore, ha scelto la strada della creazione di una “minoranza interna” legittimata a dire la sua ogni volta che se ne presenterà  l’occasione e la necessità .
Ha così aggregato gli incerti che non avrebbero gradito una soluzione traumatica ed è riuscito a respingere il mercato delle vacche di chi con promesse e minacce ha cercato fino all’ultimo di comprarsi anime e corpi.
I sistemi peraltro sono noti e anche oggetto di iniziative giudiziarie, in base al sacro principio che “ogni uomo ha un prezzo”.
Onore al merito ai 55 coraggiosi che potranno costituire, se ne saranno all’altezza, un piccolo avamposto di una destra libera, sociale e democratica nel nostro Paese.
Oggi forse l’Italia si è avvicinata un minimo alle destre francesi e tedesche, a quelle che sanno trasmettere valori di libertà  e di tolleranza.
In fondo si è assistito a uno spaccato tipico della politica italiana: quella specie di classe dirigente che Fini ha colpevolmente coltivato per anni, quei caporali di giornata che devono a lui poltrone e prebende, in parte lo hanno abbandonato di fronte a una tavolata ancora più imbandita, riuscendo a dare   il peggio di sè.
Qualcuno li ricorda ai vecchi congressi del Msi, con il loro codazzo di corte, mentre raccoglievano consensi per Fini e per “mantenere dritta la barra” del “non restaurare e non rinnegare”.
Fini avrà  rinnegato la sua parte, certo, ma almeno sa esprimere idee nuove, parla di politica, ha il coraggio del dissenso.
I caporali in livrea sono riusciti ad andare oltre, a rinnegare persino la loro esistenza di uomini liberi, le loro idee, i loro valori: continuano a servire il comandante supremo sul Titanic mentre la nave imbarca sempre più acqua, mentre l’elettorato li abbandona, mentre si brinda e si balla sparando cazzate un giorno contro la Piovra in Tv e un altro glorificando gli alleati razzisti.
Quella Lega che all’estero, per bocca di un dirigente leghista, è considerata peggio del Ku Klux Klan, ma a cui il premier augura lunga vita, visto che grazie alla Lega e ai servi di corte evita i suoi processi. Continua »

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LA POLITICA SUICIDA DEL PDL: REGALA SPAZI ALLA LEGA AL NORD E PERDE AL SUD…ECCO COME FINI PUO’ DARE UNA SVOLTA

Aprile 20th, 2010 Riccardo Fucile

IL PDL HA PERSO IN UN ANNO 2.600.000 VOTI, MA PER I NOTABILI DI SILVIO VA TUTTO BENE…NEL CENTRODESTRA IL PESO DELLA LEGA PASSA DAL 24% al 29%, MA AL NORD E’ AL 47%…AL SUD IL PDL HA PERSO UN MILIONE DI VOTI ED E’ SCESO DAL DAL 45% AL 32%…SE FINI   RIESCE A RECUPERARE L’ELETTORATO DEL CENTROSUD DELUSO FA SALTARE IL BANCO

Bossi, uno dei pochi animali politici in circolazione nel centrodestra, lo ha capito: mentre i caporali di giornata di An si stanno giocandosi la testa (La Russa e Gasparri in primis) consci che Fini gliel’ha giurata e che se non lo seppelliscono ora, coi vecchi metodi delle pressioni e delle promesse agli ex colleghi di An, per loro il futuro è nero, il senatur evita la polemica con Fini e aspetta di vedere che aria tira.
Che Fini conti più di quello che “il Giornale” e “Libero” vorrebbero far credere, è dimostrato proprio da una serie indiretta di circostanze.
Il tentativo di “comprarsi” la fedeltà  dei parlamentari, con telefonate a tappeto, il tentativo di far credere che le truppe finiane siano esigue, la frase di Letta al premier “la stai facendo troppo facile”, la prudenza di Bossi che si limita a dire “Fini avrà  comunque bisogno di noi”, la tranquillità  con cui i finiani si avvicinano alla scadenza di giovedi, la agitazione che sta pervadendo Gasparri e La Russa, intenti   a far firmare documenti di solidarietà  al premier.   Assistiamo, comunque vada, all’ ultimo tentativo di riportare il Pdl alle sue origini di destra moderata e pensante, prima che qualcuno si venda anche il mobilio a qualche rigattiere padano.
Come essere di fronte a un padrone di casa che, non avendo le capacità  di riconoscere la qualità  dei suoi arredi e la potenziale ampiezza delle stanze, nel timore di qualche pignoramento giudiziario, preferisca vendere la magione a qualche rozzo antiquario che ha le dovute conoscenze per evitargli il sequestro dei beni.
Se si aggiunge la presunzione dell’uno e l’arroganza dell’altro, abbiamo dipinto il quadro dei due bibini Berlusconi e Bossi.
Per chi suona la campana? Se lo chiedono in molti.
In realtà  l’unico che non ha nulla da perdere è proprio Fini: se fa un partito, parte con il 7-8% secco dei voti subito (diversi sondaggi lo confermano), lo sanno benissimo sia Silvio che Umberto.
Come Silvio sa che 32% meno 7% fa 25% e il Pdl scivola a secondo partito italiano.
A quel punto   Silvio si attacca al tram per le Cayman e Bossi alla ridotta per Val Brembana.
Senza contare che Napolitano non scioglierà  le Camere e quindi qualcuno resterà  senza poltrone per anni.
Guai a sottovalutare Fini: quando parte ha le spalle coperte.
Rimane uno dei pochi politici puri in circolazione e sa fare di conto, simpatico o meno che sia. Continua »

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MAFIA, LE DUE DESTRE: IL SILENZIO INVOCATO DA BERLUSCONI, IL CORAGGIO E IL PROFUMO DELLA LIBERTA’ DI BORSELLINO

Aprile 19th, 2010 Riccardo Fucile

“CERTI FILM E LIBRI FANNO CATTIVA PUBBLICITA’ AL NOSTRO PAESE” DICE IL PREMIER…LE STESSE COSE CHE AVEVA DETTO IL BOSS MICHELE GRECO: “E’ COLPA DEL “PADRINO” SE IN SICILIA SI FANNO I PROCESSI PER MAFIA”… PAOLO BORSELLINO, DA UOMO DELLO STATO, DISSE INVECE: “PARLATE DELLA MAFIA: ALLA RADIO, IN TV, SUI GIORNALI, PERO’ PARLATENE: NON BASTA LA REPRESSIONE, OCCORRE UN MOVIMENTO CULTURALE   E MORALE CHE COINVOLGA TUTTI”

Pochi giorni fa, al termine di un Consiglio dei ministri, in sala stampa, il premier aveva espresso per la seconda volta il medesimo concetto: “La mafia in Italia? Sono i libri, i film e le fiction a farle promozione. La mafia italiana è la sesta al mondo, ma è la più conosciuta grazie al supporto promozionale che ha ricevuto dalle otto serie tv della Piovra e anche dalla letteratura, come nel caso di Gomorra”.
Parole meditate che già  si scontrerebbero con il fatto che la sua famiglia produce e edita quei film e quei libri.
Ma parole troppo simili a quelle espresse da Michele Greco, boss di Cosa Nostra, morto in carcere, (“è tutta colpa del film ‘il Padrino’   se in Sicilia vengono istruiti i processi per mafia”), per non destare allarme.
E ancora il boss Nicola Schiavone quando afferma che “la camorra esiste solo nella testa di chi scrive”.
Eppure è risaputo che la mafia ha un volume d’affari di 100 miliardi l’anno, superando di gran lunga le più solide aziende italiane.
L’affondo del premier contro scrittori e registi eccheggia da giorni nei Palazzi della politica ed è sintomo di una mentalità  secondo la quale è meglio il silenzio e chi racconta il potere della criminalità  organizzata fa solo cattiva pubblicità  al Paese e peggiora la sua immagine.
A parte che riteniamo che siano altre le vicende che fanno precipitare la considerazione del nostro Paese e delle nostre istituzioni nel mondo, non ultime le dubbie frequentazioni e gi interessi privati di certi esponenti politici, fa specie che certe frasi arrivino proprio in un momento in cui le mafie si stanno infiltrando nei sistemi economici e finanziari occidentali sempre più a fondo e in cui il livello di guardia debba semmai essere alzato.
L’Italia è il Paese che, grazie a tanti magistratie giuristi, ha messo a punto la migliore legislazione antimafia del mondo, da cui attingono i nuclei antimafia di tutti i Paesi.
Certo essere additati come mafiosi quando si varca il confine non fa piacere, ma non è certo con il silenzio che mostriamo di essere diversi. Continua »

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I FINTI DESTRI: UNA VITA DA SERVI SENZA CULTURA, ORA IN SOCCORSO AL NUOVO PADRONE

Aprile 17th, 2010 Riccardo Fucile

SE L’AIUOLA E’ RASATA BENE, LE DEIEZIONI CANINE SONO RACCOLTE , GLI IMMIGRATI LAVORANO SODO DI GIORNO, MA EVITANO DI FARSI VEDERE PER STRADA DALLE 20 DI SERA ALLE 6 DEL MATTINO, PER LORO E’ L’APOTEOSI DELLA DESTRA… SI SONO SEMPRE ACCONTENTATI DELLE BRICIOLE DI PANE ELARGITE DAL PADRONE DI TURNO E AMANO GLI SPOT, I SALOTTI E GLI ABITI FIRMATI

La prospettiva della rottura più che giustificata da parte di Fini nei confronti del mono-incolore leghista, con appoggio interno di Berlusconi, che fa finta da due anni di governare il nostro Paese, li ha prima preoccupati e poi scatenati. Il presidente della Camera è divenuto per loro il “traditore” della destra, colui che mette in discussione il “padrone buono”, quello per cui ci si accomoda in fila, confidando che prima o poi elagisca una escort usata, per poter magari diventare a loro volta degli utilizzatori finali.
Si riconoscono dalla livrea, quella con cui sono nati e con cui periranno, portata spesso con scarso stile sotto gli abiti firmati cui tengono tanto.
Si riconoscono dai bonifici che ricevono sul loro conto corrente: spesso nati con le pezze al culo, ma con la lingua usurata dal lecchinaggio, hanno cambiato diversi padroni al momento opportuno, facendo sempre in modo che l’accredito fosse garantito a fine mese.
Si riconoscono dal fatto che si definiscono “di destra”: la loro massima realizzazione è uscire di casa, non rischiare di calpestare la cacca dei cani, vedere le aiuole ben tagliate e pochi immigrati in giro.
Questi ultimi per loro devono infatti lavorare possibilmente in nero dalle 6 del mattino alle 18 di sera, per poi ritirarsi nelle loro case e non farsi vedere in giro.
I treni devono marciare in orario, la loro auto inquinare liberamente la città , i profughi essere affogati a pagaiate, le prostitute nascoste alla vista della moglie (salvo frequentarle in sua assenza).
Non vorrebbero mai pagare le tasse e sono invidiosi di chi ci riesce, spesso i meridionali sfruttatori, ovvio.
Non seguono troppo i figli perchè hanno “da pensare alla carriera”: se ne liberano regalando loro una bella auto al compimento dei 18 anni, salvo poi scoprire che il figlio, fatto di coca, si è schiantato contro un muro o che la figlia fa marchette per pagarsi l’abito firmato.
Chi poi, tra loro, si impegna in politica ama anche cantare melodie patriottiche come “meno male che Silvio c’è”.
Chi cantava “Giovinezza” ha fatto presto a cambiare musica, grazie ad Apicella: persino chi difendeva i ragazzi che contestavano il Grande Fratello (e chi li ha mandati a contestarlo) è finito, più che orizzontale, a novanta gradi.
Però ha occupato qualche poltoncina in similpelle.
Chi sgomita per un posto in qualche fondazione bancaria, chi per una nomina da consigliere in qualche ente locale, chi si accontenta anche di fare il portaborsetta, chi fa l’intellettuale e si scrive addosso, lasciando evidenti tracce di “urina del suo sacco”, chi tenta di giustificare la sua resa al sistema con osservazioni del tipo “bisogna adeguarsi ai tempi”. Continua »

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FINI LASCIA BOSSI IN CANOTTIERA E BERLUSCONI ALLE BERMUDA

Aprile 16th, 2010 Riccardo Fucile

INTERROTTO IL MATRIMONIO D’INTERESSE DELLA COPPIA DI FATTO UMBERTO-SILVIO CHE STA AFFOSSANDO IL PAESE, TRA EGOISMI E INTERESSI PRIVATI….DIMETTERSI FINI? MA SI DIMETTA CHI HA FATTO PERDERE IL 10% DI CONSENSI AL PDL IN DUE ANNI, VENDENDOSI AI RAZZISTI PADANI

Alla fine di una giornata ad alta tensione, il commento più simpatico ma pertinente alla frattura probabilmente definitiva tra Berlusconi e Fini, è stato quello dell’attore Luca Barbareschi: “La verità  è che le teste pensanti del partito si sono rotte i coglioni”.
D’altronde sono due anni che Berlusconi sta tradendo il programma del partito e spostando l’asse del governo sempre più in mano del pregiudicato Bossi (condanna definitiva a 8 mesi per aver intascato 200 milioni di finanziamento illecito ai tempi di Tangentopoli). Tutto per evitare due processi personali davanti alla corte di MIlano.
E i risultati sono visibili: il Pdl pesa dentro la maggioranza in misura inversamente proporzionale ai voti che ha, l’esatto contrario della Lega.
Manca una politica economica e sociale che aiuti le famiglie in difficoltà : i famosi 9 miliardi sbandierati per gli ammortizzatori sociali sono solo fondi Ue destinati al mezzogiorno e rubati dal governo per pagare la cassa integrazione agli operai delle fabbriche del nord.
Dire che la coalizione al nord è a trazione leghista è ormai un eufemismo: il Pdl ha regalato Veneto e Piemonte alla Lega senza una ragione, essendo la Lega il secondo partito in Veneto e il terzo in Piemonte.
L’organizzazione interna del Pdl è stata trascurata, non esistono strutture radicate sul territorio, tutto è in mano a boss locali che pensano solo a occupare poltrone: una corte di miracolati della politica, di varie e dubbie origini, che vivono solo grazie al traino del premier.
Senza Fini, Berlusconi non sarebbe mai diventato presidente del Consiglio, Forza Italia sarebbe rimasta a navigare intorno al 26% e non sarebbe neanche il primo partito italiano.
La Lega era finita anni fa al 4% ed è risalita al 12% solo grazie alle concessioni del premier.
Non a a caso ieri Fini ha ricordato a Berlusconi: “Il tuo partito è il Pdl, non la Lega, il Pdl deve essere il partito della coesione nazionale: non sono disposto a seguirti nei tuoi progetti folli, il nostro Paese non conoscerà  mai la tua monarchia”.
Da qui la decisione di Fini, in mancanza di un cambio di rotta, di costituire gruppi autonomi in Parlamento chiamati “Pdl-Italia”che appoggieranno il governo caso per caso: avranno il via libero le proposte contenute nel programma di governo, saranno bocciate quelle non previste.
A questo punto Bossi rischia di ritornare in canottiera sulle rive del Po e Berlusconi in Bermuda(s), intese come isole dove espatriare . Continua »

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SCANDALO MENSA SCOLASTICA AD ADRO: UN IMPRENDITORE HA SALDATO IL DEBITO, RESTA LO SCONCIO MORALE

Aprile 13th, 2010 Riccardo Fucile

LA GIUNTA LEGHISTA AVEVA PRECLUSO IL SERVIZIO MENSA A 42 BIMBI, LE CUI FAMIGLIE ERANO IN ARRETRATO COI PAGAMENTI…. UN IMPRENDITORE LOCALE   SALDA IL DEBITO E INDIRIZZA UNA LETTERA AL SINDACO, ALLA POLITICA,   AI SUOI CONCITTADINI…UNA DURA REQUISITORIA CONTRO IGNORANZA ED EGOISMO

Si è arrivati a una svolta nella triste vicenda della mensa scolastica di Adro, in provincia di Brescia, dove 42 bambini erano stati esclusi dal servizio a causa degli arretrati nel   pagamento della retta da parte delle famiglie.
Un anonimo imprenditore del paese ha saldato tutto il debito pregresso (9.900 euro), con un bonifico all’associazione dei genitori che gestisce la mensa.
Ma non si è limitato a questo: ha voluto che fossero rese pubbliche le motivazioni del suo gesto in una nobile lettera indirizzata al comune di Adro, dal titolo “Io non ci sto” e che qua riportiamo.
“Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi, ma un infinito patrimonio di dignità , ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”.
Ho studiato molto e ho ancora intatto il patrimonio di dignità  e ho guadagnato per vivere bene.
Ora voglio urlare che non ci sto, io che non sono comunista e ho votato Formigoni alle regionali, ma, per non urlare e basta, ho deciso di compiere questo gesto che vuole tentare anche di svegliare le coscienze dei miei compaesani.
Ho sempre la preoccupazine di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari.
Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano, mentre la loro mamma è assistita a casa da una signora ucraina.
I miei compaseani si sono dimenticati da dove vengono, mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno.
E ancora: dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo?
Se esponiamo un bel rosario in casa, possiamo forse fare quello che vogliamo?
E dov’è il segretario del partito che ho votato e che vuole chiamarsi “partito dell’amore”?
Dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro?
Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi 10anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei essere io a pagare anche per loro. Continua »

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