Settembre 7th, 2011 Riccardo Fucile
CI MANCAVANO PURE GLI SMS ALLA BEGAN PUBBLICATI COME GOSSIP: LA BASE DI FLI INDIGNATA… BOCCHINO QUERELA, MA GLI SMS NE COMPROMETTONO ORMAI L’IMMAGINE… FURBO O INGENUO CHE SIA, SI E’ DIMOSTRATO NON ALL’ALTEZZA DEL COMPITO DI GUIDARE UN PARTITO CHE HA BISOGNO DI UN RILANCIO E DI UNA LINEA POLITICA
Speravamo di non dover tornare sull’argomento del gossip estivo Bocchino-Began che peraltro
ci ha interessato solo per l’eventuale uso improprio di un’auto di servizio da parte del vicepresidente e factotum di Fli.
Perchè se un politico è libero ovviamente di frequentare chi gli pare, altra cosa è farsi beccare in castagna sull’uso improprio di un’auto di Stato.
Altra cosa ancora è invece la scorta che è obbligatoria per i segretari di partito.
Avevamo solo sottolineato che sarebbe stato opportuno che ogni tanto Bocchino scegliesse per la sua compagnia qualche persona normale e non nello specifico l’Ape regina del premier come viene definita Sabina Began.
E che certe frequentazioni fossero pericolose lo si evince ora dallo sputtanamento cui è sottoposto il vice di Fini ad opera di Dagospia e altri gossippari, alla luce degli sms che avrebbe inviato alla Began e che lei ha reso pubblici.
Qui di seguito riproduciamo l’intervista che la Began ha rilasciato a “Vanity Fair” e a seguito della quale Bocchino ha presentato querela.
Decideranno i giudici nello specifico, ma resta un risvolto politico ineludibile.
Un segretario politico deve avere una credibilità , non può apparire nè un ingenuo (nel migliore dei casi) nè un cretino che in privato contraddice quello che sostiene in pubblico.
E quella frase che citiamo nel titolo, se confermata, vale il biglietto di sola andata per altri lidi, certamente non futuristi.
Non esiste che una base politica si debba far rappresentare da un personaggio chiacchierato per vicende personali ambigue o che sia vittima costante di tranelli in cui casca con pervicace recidività .
Contestualmente a certe presunte affermazioni private poi, Bocchino pare abbia intrapreso una lenta marcia di riavvicinamento politico al centrodestra (come ama dire lui), ovvero al Pdl dei corrotti e alla Lega razzista, come preferiamo definirli noi.
Due partiti che tutto rappresentano salvo che una destra che fa della legalità , della giustizia sociale, dell’unità nazionale e della meritocrazia una bandiera.
Se Bocchino attraversa una fase di confusione, abbia l’onestà di farsi da parte e si prenda qualche mese di riflessione.
Così avrà tempo e modo di meditare sui tanti errori da lui compiuti nella gestione organizzativa e territoriale di Fli, su una linea politica che ha portato il partito a dimezzare i consensi in pochi mesi e sulle sue frequentazioni e amicizie (anche liguri).
Coerenza e credibilità non sono merce adatta a tutte le stagioni.
L’articolo di Vanity Fair con l’intervista alla Began
«All’improvviso mi aggredisci senza ragione. Io mi sono aperto con te, sto bene con te e mi piaci. Ma sono sensibile e quando mi tratti male soffro».
Così scrive, via sms, l’onorevole Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e libertà , il partito fondato da Gianfranco Fini, all’attrice Sabina Began, nota anche come l’«Ape regina» di Silvio Berlusconi, la donna che avrebbe presentato Gianpaolo Tarantini al premier.
E ancora: «Mi vuoi perchè te lo chiedo io o perchè mi desideri?».
È successo quello che non si poteva credere: tra uno dei più duri oppositori del premier e una delle dame a lui più vicine, quest’estate è sbocciata una relazione affettuosa, paparazzata, chiacchierata. E finita male.
Mentre Italo continua a inviarle messaggini («Sono entrato in casa e con tristezza penso di aver rovinato un’amicizia per cose superficiali»), Sabina, che ci ha aperto il suo cellulare, non ne vuole più sapere e dice: «Deve lasciare in pace me e il mio telefono».
Signora Began, come vi siete conosciuti?
Ero a tavola al ristorante Assunta Madre di Roma. Passa Bocchino e mi lancia uno sguardo. Dopo poco si fa presentare dal padrone del locale. Si siede, mi prende la mano e mi dice: “Mi dai un bacio?”. Ero pietrificata.
E poi?
Non gli ho dato nessun bacio, ma il numero di telefono sì. Devo ammettere che Italo è simpatico e galante. Mi ha chiamata per invitarmi a Forte dei Marmi in barca, non sono andata perchè era troppo frettoloso. Ero molto titubante, gli ho detto: “Tu odi Berlusconi che invece io adoro. Non credo che potremmo frequentarci”. Ma lui ha replicato: “Non lo odio, anzi lo stimo e sono come lui”. Così abbiamo iniziato un’amicizia.
Poi Bocchino l’ha invitata a Ravello dove vi hanno paparazzati.
Veramente è lui che è venuto con me, ospite del patron di Villa Rufolo, che è un mio amico.
Lei ha detto che in Costiera amalfitana siete andati con auto blu e scorta. Sicura?
Certo che sono sicura. Italo mi aveva chiesto di non rivelarlo, ma non voglio mentire per lui.
Bocchino sostiene che lei sia stata mandata tra le sue braccia da Berlusconi per screditarlo come avversario politico.
Falso. Ma se è lui che mi ha abbordata? Italo è una persona intelligente, parla bene, ha doti da politico moderno: ho pensato che fosse un peccato la rottura con Berlusconi. Quindi ne ho parlato con il premier, che nella mia vita è un faro assoluto, per capire se ci fossero margini di riconciliazione. Lui, pur sottolineando il fatto che era stato attaccato da Bocchino tante volte, mi ha detto: “Vedremo, sono sempre aperto alla discussione”. Quindi ho creduto fosse possibile riunirli.
Ma Bocchino era d’accordo?
Certo. Lui diceva che con Berlusconi voleva fare pace. È convinto di essere stato cacciato dal Pdl per colpa della sua relazione con il ministro Mara Carfagna.
Perchè non è riuscita a riunire Bocchino e Berlusconi?
Credo che Italo non avesse nessuna intenzione di riavvicinarsi al premier, voleva solo farsi un po’ di pubblicità : gli piace accreditarsi come latin lover. E ho avuto la sensazione che i paparazzi fossero ben informati sulle nostre uscite.
Che tipo è?
Ha il suo fascino, ma è troppo stressato. Dovrebbe trasformare la sua rabbia in energia positiva. Infatti, l’ho portato da Salvatore Simeone e Laura Poggi, gli stessi medici che hanno consigliato digiuno e agopuntura a Berlusconi. Ho cercato di fargli del bene e lui invece mi ha screditato, parlando di “trionfo di Scilipoti
Bocchino ha seguito i suoi consigli?
Sì. Ha fatto alcune sedute di agopuntura e ha digiunato per due giorni proprio prima di andare a Ravello. Lui avrebbe voluto continuare, ma io gli ho detto: “Non ti faccio da infermiera in quel paradiso”. Io venivo da cinque giorni di depurazione e volevo godermela.
Ma alla fine lei ha ceduto alla sua corte?
Diciamo che mi sono lasciata sedurre, ma ho subito capito che non era alla mia altezza spirituale. Lui parla ancora di amicizia? Non è più gradita
Giovanni Audiffredi
(da “Vanity Fair“)
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Settembre 6th, 2011 Riccardo Fucile
LO SCORSO ANNO, IN PIENA BAGARRE CON BERLUSCONI, VI FURONO MIGLIAIA DI PRESENZE… QUEST’ANNO LA FESTA NON HA RESO NE’ DAL PUNTO DI VISTA MEDIATICO NE’ IN QUELLO DELLE PRESENZE…PIU’ UNA SAGRA DI PAESE CHE UNA FESTA DI PARTITO…COLPEVOLE IL CLIMA POLITICO MA ANCHE LE CARENZE ORGANIZZATIVE
Festa nazionale di partito o sagra di paese?
In attesa del discorso di chiusura di Gianfranco Fini, che “riserverà sorprese” come promettono i suoi fidi, la festa Tricolore di Mirabello per il momento si è fatta notare per… non essersi fatta notare.
Delle migliaia di persone che lo scorso anno accorsero per tributare al partito che doveva ancora nascere il coraggio del dissenso all’interno del Pdl non sono rimasti che i ricordi.
Nemmeno l’inaugurazione alla presenza del delfino finiano Italo Bocchino ha fatto bloccare le strade e fermare il paese.
Sarebbe esagerato dire che nessuno se n’è accorto, ma ben poco veritiero sarebbe parlare di trionfo.
Difficile scorgere sulla stampa nazionale titoli relativi alla kermesse di Fli.
Ancora più introvabili le dichiarazioni riprese dalla televisioni con lo scenario di Mirabello sullo sfondo.
Ecco perchè tra gli aspiranti terzo polisti non desta nemmeno troppo scalpore Fabio Granata che, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, chiede mestamente di “ritrovare lo spirito di un anno fa, altrimenti è finita”.
Diciamo che già le premesse non erano state delle migliori.
Perso il braccio di ferro amministrativo con il Pdl per la sede storica di piazza Primo Maggio, i finiani hanno dovuto emigrare nei terreni dall’azienda agricola di Vittorio Lodi, il fondatore della festa Tricolore ai tempi di Almirante.
Il coordinatore Raisi ha fatto buon viso a cattivo gioco e si è detto contento della nuova sistemazione, che in metri quadrati si presenta raddoppiata rispetto a prima.
Ma basta guardare lo sguardo dello stesso Vittorio Lodi che di giorno in giorno si corruga sempre più e spera in fretta che arrivi la domenica conclusiva.
Anche il parterre de rois dei dibattiti si rimane con un grosso punto interrogativo che lampeggia sopra la testa.
Tornati all’ovile i vari Urso e Ronchi, spuntate le unghie di Della Vedova, Granata e Briguglio, gli organizzatori si sono affidati più che altro a nomi che nulla hanno a che fare con Fini &Co.
E così per parlare di enti locali si è ricorsi ad Alemanno e Flavio Tosi, mentre a discutere di welfare si trovano Pisapia e Giovanardi.
A Rosi Bindi, Marco Travaglio, Arturo Parisi ed Enrico Letta, infine, è affidato lo share delle prossime giornate.
E in effetti dopo i primi giorni di dibattiti a suon di Carneadi, i primi botti sono stati domenica scorsa con Bonanni.
Qui però la tempistica non è stata delle più felici.
Il segretario Cisl è arrivato per partecipare al dibattito sugli scenari dell’economia in tarda serata, dopo aver reso dichiarazioni a destra e manca durante la giornata.
A Mirabello è andata in onda quindi una semplice replica utile solo ai quotidiani locali.
Emblematico quel giorno l’arrivo, in perfetta solitudine, di Rocco Buttiglione.
Il vicepresidente del Senato era stato invitato all’ultimo, forse per sostituire qualche defezione improvvisa.
Al suo arrivo, senza accompagnatori nè portaborse al seguito, è stata una tv locale a riconoscerlo e a chiedergli, con un’ingenuità ricca di efficacia, il motivo della sua presenza alla festa.
“Mi hanno invitato… potevo rifiutare?” è stata l’imbarazzata risposta.
Ciliegina sulla torta al tavolo dei dibattiti, il suo nome sul cavaliere scritto a penna. Come alla sagra del cappellaccio.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 6th, 2011 Riccardo Fucile
“MANCA LO SPIRITO FONDATIVO DI UN ANNO FA: FLI E’ AL 3,3%”…”MAI CON IL PDL, NONOSTANTE BOCCHINO”….”VA SEPARATO CIO’ CHE E’ DI CESARE DA CIO’ CHE E’ DI DIO”…. E GRANATA DIVENTA IL LEADER DELLA BASE
“La verità è che siamo a metà strada. Siamo a metà di quel deserto che Fini ci ha chiesto di
attraversare”, sospira Fabio Granata.
E forse, qualcuno dei finiani di ferro, comincia ad avere il fiatone.
Certo non lui, non il “falco” per antonomasia, acclamato dalla base di Fli per le sue posizioni: bianche o nere, mai grigie.
Meno apprezzato dai compagni di viaggio per gli stessi motivi.
Dal primo settembre è tornata la Festa Tricolore di Mirabello, dove l’anno scorso il presidente della Camera aveva definitivamnete sancito lo strappo da Silvio Berlusconi.
Entusiasmo, gioia, orgoglio, fiducia e speranza tra i suoi.
A loro aveva chiesto di essere granitici. Passato un anno, la roccia si è sgretolata.
E chi è rimasto continua a litigare, su tutto.
Onorevole, ora vi siete divisi anche sull’appoggio al referendum contro il Porcellum
C’è una questione aperta sul metodo. Alcuni di noi pensano che il quesito possa non risolvere il problema. Però a maggioranza abbiamo deciso l’appoggio al comitato.
Qualche divisione c’è stata
Senta, la nostra gente chiede due cose: di scegliere la forma di governo e di eleggere il proprio deputato. Basta con le deleghe in bianco alle liste dei partiti, anche se non ci conviene.
Altra questione: il Molise.Tra voi cìè chi vuole appoggiare il presidente uscente Iorio del Pdl
Qui è vero, siamo divisi sul territorio: una metà è pronta a sostenere la giunta uscente, mentre l’altra è orientata su Frattura, uomo del centrosinistra (con passato in Forza Italia). Credo che Iorio abbia promesso qualche posto in lista.
La discussione non è solo a livello locale
Beh sì, è un fatto di immagine. Sta di fatto che gli ultimi sondaggi ci danno al 3,3% proprio perchè non siano stati ancora in grado di coltivare quello slancio iniziale, nato dalla rottura con Berlusconi.
Quindi?
Non possiamo appoggiare Iorio, sia perchè è candidato del Pdl, sia perchè inquisito.
Chi lo sostiene a livello nazionale?
C’è stata una spaccatura
Bocchino chi appoggia?
Iorio
Mentre chi è d’accordo con lei?
La Perina, Raisi, Croppi. Della Vedova e altri. La maggioranza.
In questo momento politico cosa teme?
Dobbiamo interpretare un ruolo vicino a una certa posizione culturale. Quindi legalitaria, repubblicana e costituzionale. più una capacità di esprimere innovazione e coerenza, aggrappati al filo rosso di quella frattura politica.
Al contrario, sono più frequenti le oscillazioni
Lo so. E le dirò di più: il problema non è Berlusconi, ma il berlusconismo. Il problema sono La Russa e Bondi, Cosentino e Dell’Utri. Il problema è la questione morale.
Alfano è un interlocutore?
No. E come? E’ stato il ministro portatore di tutti gli interessi, di tutte le leggi ad personam, principale esecutore degli ordini di un certo berlusconismo. Con lui non possiamo parlare. Eppoi ha anche ricandidato Berlusconi. Tolto lui, sopravviverà quello che costruito e qualcuno al nostro interno deve rendersi conto di questo.
Lei sembra molto lontano da Bocchino in questi tempi
Ribadisco: oggi siamo a minimo storico, al 3,3%, mentre a novenbre dello scorso anno eravamo all’8,5%. Questo è un fatto. come è un fatto che vinciamo dove ci presentiamo all’opposizione del Pdl. E’ accaduto in Sicilia e in Sardegna. Lì abbiamo intercettato anche un voto di sinistra e abbiamo sfiorato il 9%.
Lei parla a nuora-Bocchino perchè intenda suocera-Fini?
Il presidente deve fare un passo avanti: ben venga il suo tour per il Paese, previsto subito dopo Mirabello. Non solo…
Cosa?
Deve arrivare un messaggio più chiaro
Ce lo dica
Se la scelta del Terzo Polo è strategica, deve essere ovunque e al primo turno
Rispetto a un anno fa, cosa avete perso?
Siamo nel cuore della traversata del deserto
Siete stanchi?
No, ma non dobbiamo perdere il senso e la direzione di marcia.
E qual’è?
Costruire un’Italia diversa dal berlusconismo, altrimenti ci dissolviamo.
E poi?
Tornare alla forza, all’intuizione che ha avuto Fini nel creare un soggertto identitario attraverso argomenti-chiave. Senza questi, anche lui cade nel gradimento.
Quali argomenti?
Legalità , difesa dei diritti civili, cittadinanza per i figli di immigrati, contro gli sprechi della politica. E anche il voto sull’Ici alla Chiesa mi lascia perplesso. Noi dobbiamo separare ciò che è di Cesare da cò che è di Dio
Sarà contenta l’Udc
In certe cose ci possiamo anche dividere
Ancora?
Senta, noi dobbiamo ritrovare lo spirito di un anno fa, altrimenti è finita
Alessandro Ferrucci
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 2nd, 2011 Riccardo Fucile
“LA FARSA SU ROMA”: SULLA GRAVE VICENDA DI GENOVA I VERTICI NAZIONALI DI FUTURO E LIBERTA’ TACCIONO DA DUE MESI, MENTRE FLI E’ INATTIVA… CHIESTO IL COMMISSARIAMENTO DELLA LIGURIA, MA QUALCUNO LAGGIU’ PREFERISCE UN PARTITO ALLO SBANDO… O FORSE NON PUO’ PERMETTERSI DI ALLONTANARE MISTER “ZERU TITULI”?
Decine di lettori ci chiedono ogni settimana quali provvedimenti abbia preso la pregiata ditta “Bocchino e soci” sul caso Genova, diventato da due mesi, all’interno di Futuro e Libertà , un caso nazionale.
In effetti, per un partito che fa della legalità e della lotta alla mafia, della meritocrazia e della trasparenza un fiore all’occhiello della propria stessa nascita ed esistenza come organizzazione politica, è quanto meno singolare avallare una segreteria regionale che, al di là della assoluta incapacità dimostrata sul campo in quasi un anno di inattività (ma questo è un giudizio perlomeno politico), si è distinta soprattutto per aver ricevuto attenzionati dalla Dia (e sottoposti a tre processi) presso la sede di partito, per aver avuto la stessa sede in comodato gratuito da un altro pluri-inquisito con fallimenti in corso e per aver consentito l’apertura di un circolo presieduto da un personaggio contiguo ai fratelli Mamone.
Non solo: per aver mentito a dirigenti e iscritti, sostenendo di pagare 3.000 euro di affitto della sede di tasca sua (salvo poi ammettere il contrario alla stampa, una volta emersa la verità ).
Non solo: per aver mentito sostenendo che l’indagato Nucera ( il benefattore della sede gratuita) era solo un suo cliente, mentre poi sono emerse (per ora) altre due società in cui il segretario regionale di Fli Liguria è stato socio di Nucera fino a poco tempo fa.
Vicende che hanno portato il coordinamento provinciale di Fli e il 70% degli iscritti a dimettersi dal partito e alcuni deputati di Futuro e Libertà a chiedere il commissariamento del partito in Liguria.
Vicende trattate con ampio risalto anche dal maggiore quotidiano regionale, con relativa “bella immagine” del partito in tutta la Liguria.
I “protettori romani” preferiscono forse chi ha sputtanato il partito a chi ha denunciato da tempo i fatti agli organismi interni ?
O forse non possono permettersi di sostituirlo per ragioni su cui (per ora) preferiamo non soffermarci?
Mentre qualcuno si è distinto per aver raccolto “ben” 25 amici in tutta Italia sulla pagina personale di Facebook e per aver chiuso di fatto, eliminando gli amministratori, due pagine di Fb dedicate a Futuro e Libertà di Genova, i “dissidenti” hanno raccolto su Facebook in due settimane di agosto oltre 1.100 adesioni al gruppo “Futuro e Libertà contro la mafia” che ogni giorno vede partecipare decine di amici che discutono su temi di attualità .
Altro che diffide a usare il simbolo di Fli (di cui peraltro la pagina ha autorizzazione e titolo), ringraziate che vi siano ancora persone che stanno onorando il partito in Liguria da non iscritti.
Essi rappresentano quella base militante che avete allontanato coi vostri giochetti mal riusciti di potere, sono quei giovani verso i quali state dimostrando cosa significa essere “cattivi maestri”.
Noi stiamo con loro, con lo spirito futurista che dovrebbe animare Fli, con la legalità e la giustizia, con i militanti veri.
Senza se e senza ma.
Roma decida entro 15 giorni da che parte stare e se la legalità è usata da Fli solo come uno slogan o è un impegno concreto.
Comincia il conto alla rovescia.
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Settembre 1st, 2011 Riccardo Fucile
GRANATA DICHIARA CHE FUTURO E LIBERTA’ SOSTERRA’ I QUESITI REFERENDARI…POCO DOPO BOCCHINO LO SMENTISCE E SI ALLINEA A CASINI PARLANDO DI “VIA PARLAMENTARE” PER LE MODIFICHE… ANCHE NEL PD FRATTURA TRA BERSANI E FRANCESCHINI…DIO CI SALVI DAGLI ETERNI PRUDENTI (E INCONCLUDENTI)
Si allarga il fronte del referendum abrogativo della legge elettorale. 
E arriva a spaccare, dopo il Pd, anche Fli.
Mentre Pierferdinando Casini imbocca decisamente con la sua Udc la via parlamentare, invitando Pier Luigi Bersani a discutere lì della cancellazione del Porcellum, a partire dalla proposta di legge Pd.
Ma tra i democratici si allargano di ora in ora le fila di chi vorrebbe un sostegno esplicito del partito ai quesiti.
E Dario Franceschini, nella riunione del coordinamento, chiederà al segretario di cambiare rotta: «Lanciamo tutto il Pd nella battaglia referendaria».
Le divisioni tra i finiani sul fronte elettorale emergono in serata.
Al termine di una riunione dell’ufficio politico, Fabio Granata dichiara infatti che Fli «sosterrà » i quesiti.
Ma il deputato viene a stretto giro corretto dal vicepresidente Italo Bocchino, che spiega che tra i dirigenti sono emerse «posizioni diversificate».
E aggiunge che «c’è il convincimento» che il Porcellum vada cambiato, ma «non è il referendum lo strumento più adatto in una materia dove partiti e Parlamento dovrebbero prendersi le proprie responsabilità ».
Su quest’ultimo punto non ha dubbi l’Udc, che non ci pensa proprio ad avallare l’abolizione referendaria del Porcellum e tornare così al Mattarellum.
«Stiamo parlando del nulla – taglia corto Pier Ferdinando Casini – la Consulta non potrà mai accettare un referendum con questa impostazione».
Il leader Udc abbraccia dunque la via di una riforma parlamentare della legge elettorale.
E offre una sponda a Bersani, dichiarando la disponibilità del suo partito a discutere nelle commissioni di Camera e Senato la proposta presentata dal Pd
Perplesso sul referendum anche Massimo D’Alema, che definisce la proposta parlamentare del Pd «un buon punto di partenza».
La posizione del Pd sarà comunque discussa e definita domani, in una riunione del coordinamento del partito.
Bersani ancora ieri si è detto convinto che sul referendum bisogna «lasciare lavorare la società civile».
Ma Dario Franceschini ribatte che «nessuno capirebbe una prudenza del Pd ad appoggiare un’iniziativa che vuol restituire ai cittadini il diritto di scegliersi chi deve rappresentarli».
Dunque il capogruppo alla Camera, deciso a firmare i quesiti, chiederà al segretario di lanciare da subito l’intero partito nella campagna referendaria.
Ma sul punto i democratici sono divisi, perchè se Piero Fassino oggi fa seguire la sua firma a quelle di Romano Prodi e Walter Veltroni, c’è chi, come i fioroniani, chiede invece di seguire la via parlamentare.
Intanto Antonio Di Pietro, che i banchetti referendari li ha inaugurati da settimane, usa l’arma dell’ironia: «Ringraziamo le grandi personalità che finalmente hanno apposto le loro firme del giorno dopo, però vengano a raccogliere con noi le altre 499.999 sottoscrizioni necessarie».
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Agosto 29th, 2011 Riccardo Fucile
IL MERCHANDISING DI FLI E’ AFFIDATO A DUE SOCIETA’, UNA RESPONSABILE DEGLI ORDINI VIA WEB E L’ALTRA CONCESSIONARIA ESCLUSIVA DEL MARCHIO: ENTRAMBE DOMICILIATE AD AVERSA, CITTA’ DI ORIGINE DI ITALO BOCCHINO E DI GIANMARIO MARINIELLO, UNA SEMPLICE COINCIDENZA?
Marketing e politica. Un binomio sempre più attuale nella dimensione della politica moderna. 
Se Berlusconi è stato il pioniere in questo campo con i memorabili kit dell’elettore che fecero la comparsa sulla scena a partire dal 1994, progressivamente tutti i partiti si sono attrezzati ed hanno operato innovazioni in questo campo.
Il modello americano fatto di pins e gadgets personalizzati ha attraversato l’Oceano ed è diventato una realtà anche nel nostro Paese.
I nuovi partiti non sono esenti da questa moda.
Anzi, Futuro e Libertà ha immediatamente puntato con forza su questo fronte per finanziare la propria attività .
Ricorderemo, infatti, il successo di vendite alla convention di Bastia Umbra per la maglietta stile Andy Warhol con l’effige di Fini e la scritta “Che fai mi cacci?”, che immortalava l’immagine del presidente della Camera alla Direzione Nazionale del Pdl.
I futuristi hanno scommesso fin da subito sull’e-marketing, creando siti web dedicati esclusivamente al merchandising dei loro prodotti.
In principio, è stata Generazione Italia a lanciarsi in questa direzione.
Alla vigilia di Mirabello circolavano link con sconti eccezionali per l’acquisto di cappellini e posacenere.
Di lì a breve, con la nascita ufficiale di Futuro e Libertà , anche il “partito dei grandi” si è dotato di un proprio portale per vendere i prodotti del brand finiano.
Collegandosi sul sito web www.futuroelibertashop.it, attraverso un link sul sito ufficiale del partito, è possibile acquistare lo zainetto in nylon, la felpa o un set di penne targato Fini.
Alla stessa pagina reindirizza anche il link www.generazioneitaliashop.it, dove campeggia una invitante tazza in ceramica, indicata come quella “ufficiale di Fli”.
Fin qui nulla di strano, a parte la dissonanza con un partito nato per contrastare il modello edonista berlusconiano.
Ma le sorprese arrivano quando dal sito si viene indirizzati sulle pagine web di due società , l’una responsabile degli ordini, l’altra concessionario esclusivo del marchio Generazione Italia. Cliccando sul sito si scoprirà che la prima corrisponde al nome della Novezeri—Thinking Velocity (www.novezeri.it), società di Pubblicità , editoria e nuovi media con sede ad Aversa, in provincia di Caserta, precisamente in via G. Boccaccio 38.
Sarà una semplice coincidenza, ma si tratta proprio della città di origine del più famoso dei finiani, l’onorevole Italo Bocchino, e del responsabile del movimento giovanile dei futuristi, Gianmario Mariniello, consigliere comunale della città campana.
La seconda, invece, si chiama Ita2020 s.r.l. (www.ita2020.it).
Sul sito non compaiono contatti nè informazioni sulla sede legale, ma da una semplice ricerca è stato possibile verificare che si tratta di una società per attività di commercio elettronico di beni non alimentari, che ha la sede in via Firenze 8, sempre nella città di Aversa.
Semplice coincidenza?
Non conosciamo i termini contrattuali tra le società ed il partito, nè tantomeno secondo quali criteri siano state selezionate.
Si tratta di una scelta di tipo privatistico e non abbiamo motivo di dubitare che il tutto sia corrisposto ai principi di convenienza e trasparenza per tutti i futuristi.
E, tra l’altro, plaudiamo al fatto che la scelta sia caduta su due società meridionali, delle quali avremmo piacere di conoscere il nome dei proprietari per sollevare qualsiasi dubbio su ipotetici conflitti di interesse.
Del resto, sarebbe opportuno dipanare il dubbio che la nascita del nuovo soggetto politico possa aver rappresentato, per alcuni dei futuristi, anche una nuova forma di business.
Lo si deve alle migliaia di militanti ignari, che hanno acquistato in buona fede la bellissima maglietta o l’irrinunciabile bandiera.
Questa vicenda, per quanto paradossale, ha poi un risvolto del tutto politico.
Qualche settimana fa abbiamo delineato un profilo di Italo Bocchino chiudendo la riflessione con un interrogativo, ossia se la sua strategia corrisponda in pieno con quella del suo leader.
In molti casi ci è apparso che Bocchino stesse giocando una partita tutta sua, in virtù di una acquisita visibilità nazionale che gli era preclusa finchè era il vice-capogruppo nella Pdl.
Dalla nascita di Fli si è occupato in prima persona della strutturazione del partito, percorso già avviato con la nascita dei circoli di Generazione Italia, diventati automaticamente le prime cellule di Futuro e Libertà .
E’ lui a detenere le chiavi dell’organizzazione nazionale di Fli e dei contatti con i responsabili territoriali, per la cui nomina ha carta bianca da Fini.
E’ lui a gestire la cassa e i conti di Futuro e Libertà , nonchè a curare gli aspetti legati al marketing.
Fattori non irrilevanti per chi conosce le dinamiche interne ad un partito.
Sabato scorso, poi, ha addirittura rilasciato all’Unità un’intervista in cui ha candidamente dichiarato “il mio leader è Casini”, scaricando il febbricitante Fini assente alla kermesse di Todi.
Nonostante i malumori che da più parti si sollevano nei suoi confronti e della linea del partito da lui rappresentata, come testimoniano le parole di ieri di Luca Barbareschi, Italo va diritto per la sua strada e non si scompone, promuovendo una denuncia per abuso d’ufficio nei confronti del ministro degli Esteri Franco Frattini attraverso un anonimo militante di Fli.
Si è trattato di una scelta condivisa da tutto il partito?
Proprio ieri, in un articolo comparso su Libero, Francesco Borgonovo lo apostrofava come “un servitore di tre padroni”.
A questo punto il dubbio sorge spontaneo: caro Fini, ma sei sicuro di poterti fidare di Bocchino?
(da “l’Occidentale”)
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Agosto 27th, 2011 Riccardo Fucile
ANCHE AN AVEVA ESPRESSO UNA CLASSE POLITICA PIGRA E INSULSA: GENTE CHE AL MASSIMO AVREBBE POTUTO ASPIRARE A FARE L’ASSESSORE DI UNA MEDIA CITTA’ ITALIANA….IL NODO POLITICO DELLE ALLEANZE VA SCIOLTO: RITORNARE CON IL PDL O COSTRUIRE UNA DESTRA DIVERSA
La strana coppia Bocchino-Began mi fa venire in mente due cose: che la guerra non certo titanica per il controllo di Fli da parte di Urso e dello stesso Bocchino era guerricciola di mezze tacche e avrebbe in ogni caso riservato delusioni.
Colpa di Fini? Non lo so.
Aveva a disposizione quel pezzo di classe dirigente di An e quello ha usato.
Personalmente non credo che Bocchino abbia seguito Fini per convinzione politica, credo che abbia intravisto una possibilità di crescita e maggiore visibilità politica e l’ha sfruttata.
Dal suo punto di vista ha fatto bene, ma tutte queste lamentele su di lui mi fanno pensare che sono state riposte troppe aspettative su un “cavallo” sbagliato.
La seconda cosa che mi viene in mente riguarda la cronica incapacità di Fini di circondarsi di persone non deludenti.
Va detto a sua giustificazione che An aveva espresso una classe dirigente pigra e insulsa, compresi quelli che provenivano dal Fronte anni Ottanta (da me stessa aureolati in un libro). Gente che avrebbe al massimo potuto aspirare a un assessorato di una media città italiana ha voluto pensare in grande, con effetti disastrosi.
An è stata una specie di Dc molto più incline al compromesso e molto meno utile al paese. Detto questo mi interessa il dopo: guardiamo in faccia la realtà .
Fli si ricongiungerà con i fratelli separati del Pdl e ricomincerà l’eterna guerra lobbistica tra le correnti che già ammazzarono An.
Penso che allo stesso Fini non interessi il 3 per cento dei consensi di irriducibili antiberlusconiani della prima ora (tra cui me stessa, ovvio).
Perciò a Mirabello sarebbe utile una parola chiara su questo punto, su quello delle alleanze, poichè tutti sappiamo che la prossima volta a vincere sarà la sinistra.
Dunque Fli deve scegliere se arginare i “danni” assieme ai vari servitori di B. o se continuare nel cammino vagheggiato che era quello di cambiare i connotati a una destra impresentabile fino al superamento di quella stessa, logora, categoria.
Temo che questa seconda strada sia ritenuta troppo difficile.
Magari Fini è convinto della sua validità ma non ha la forza politica per andare fino in fondo.
Il nodo, purtroppo, mi sembra questo e mi sembra ben più imbarazzante delle frequentazioni di Italo.
Annalisa Terranova
argomento: AN, Costume, destra, Fini, Futuro e Libertà, Politica, radici e valori | 1 Commento »
Agosto 25th, 2011 Riccardo Fucile
SE E’ VERO CHE ALLA SCORTA NON SI PUO’ RINUNCIARE, L’AUTO BLU PER ANDARE AL MARE NON CREDIAMO SIA NECESSARIA, BASTA USARE LA PROPRIA… SI SCATENANO I BERLUSCONES, MA RIBADIAMO UN CONCETTO: “MA E’ COSI DIFFICILE PER ITALO FREQUENTARE PERSONE NORMALI?”
Sole, mare e polemiche.
Chi di lama ferisce, di lama perisce, recita il detto.
Italo Bocchino aveva puntato il dito contro le scappatelle del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, poi ha cominciato lui stesso a frequentare Sabina Began, una delle’ragazze del presidente’. Lei sostiene che sperava di far riappacificare i due uomini politici e per questo frequentava di buon grado il delfino di Fini.
Anzi la divertiva il fatto che lui, dopo aver criticato Berlusconi per le feste in compagnia di giovani ragazze, frequentasse proprio una di esse.
Ma la Began non si ferma qui e finisce per raccontare particolari che inguaiano Bocchino.
Il parlamentare non ha mai negato di aver trascorso fine settimana a Ravello (Sa) in compagnia dell’ape regina. 
Ma ora lei inavvertitamente smentisce quello che definisce «solo un amico» spiegando che i due si sono recati da Roma a Ravello al mare insieme e a bordo di auto blu, in presenza della scorta. Bocchino aveva raccontato che si erano incontrati per caso sulla costiera amalfitana.
Bocchino, di fronte alla richiesta di dimissioni avanzate dal Pdl Lehner per aver usato un’auto di servizio e la scorta, replica: “Chi ha la scorta è obbligato a portarsela dietro. Purtroppo e non per fortuna”. E fin qui dice la verità . Glissa invece sull’uso dell’auto di servizio e non fornisce altri dettaglia alla stampa. La sua versione: “L’ho conosciuta da amici comuni e l’ho rivista giorni dopo. Quando ho capito che era stata mandata per mediare ho capito che è alla frutta. La ragazza è simpatica e un po’ fuori dal mondo. Le ho spiegato chi è davvero Berlusconi”.
Nessun riferimento a evoluzioni amorose.
Amen, sono affari suoi.
Avremmo solo gradito che specificasse su che auto ha viaggiato, onde evitare di estendere una sua eventuale superficialità a tutta una comunità politica che dovrebbe rappresentare.
E ci chiediamo ancora una volta se Bocchino non possa frequentare ogni tanto, per nostra tranquillità , anche delle persone normali, dalla Liguria fino a Roma.
argomento: Berlusconi, Costume, Futuro e Libertà, Politica, radici e valori | Commenta »
Agosto 24th, 2011 Riccardo Fucile
INCONTRI, DIBATTITI, CONFRONTI: L’ELENCO DEGLI EVENTI PREVISTI NEI 10 GIORNI DI MIRABELLO CON OSPITI DI RICHIAMO…FINI CHIUDERA’ LA FESTA DOMENICA 11 SETTEMBRE ALLE 17.30
Siamo in grado di presentarvi il programma degli eventi di Mirabello 2011.
Tutte le mattine saranno organizzate attività sportive.
Sarà , inoltre, allestito uno spazio destinato al libero dibattito su temi d’ attualità politica.
Altrettanto ricco è il menù previsto per le diverse serate: spettacolo teatrale, concorso foto-letterario, contest fra rock band, cineforum, djset e altro ancora!
GIOVEDI’ 1 SETTEMBRE
Ore 18:00 – Apertura Festa Tricolore 2011
Ore 19:00 – Mario Sechi (direttore de “Il Tempo”) intervista On.le Italo Bocchino
Ore 20:00 – La militanza vera nell’epoca virtuale
On.le Roberto Menia incontra i giovani.
Modera: Giuseppe Tatarella
VENERDI’ 2 SETTEMBRE
Ore 18:00 – Università e mobilita
Intervengono:
Giovanna Riccardi
Stefano La Barbera
Raffaele Fiume
Fabio Mastroberardino
Gabriele Vitale
Federica Rampulla
Roberto Perotti
Modera: Francesco Cantoro
Ore 19:00 – Giustizia, garantismo e legalita
Intervengono:
On.le Angela Napoli (FLI)
On.le Maurizio Paniz (PDL)
On.le Lanfranco Tenaglia (PD)
Franco Maccari (segretario COISP)
Modera: Pierluigi Visci, direttore di QN (Carlino, Giorno e Nazione)
SABATO 3 SETTEMBRE
Ore 18:00 – La politica nella rete
Intervengono:
Umberto Croppi
Allessandro Gilioli
Filippo Rossi
Massimo Melica
Massimo Scialdone
Salvatore Impusino
Modera: Luca Argentin
Ore 19:00 – Lavoro e liberalizzazioni. Superare l’apartheid del mercato del lavoro
Intervengono:
On.le Enzo Raisi
David Parenzo
Nathania Zevi
Piercamillo Falasca
Marco Marazza
Alessandro De Nicola
DOMENICA 4 SETTEMBRE
Ore 18:00 – Verdeconomia
Intervengono:
On.le Aldo di Biagio
Sen. Candido de Angelis
Lucio Scudiero
Roberto Flaiani
Fernando Ferrara (Ambiente e Vita)
Eduardo Zarelli (Arianna editrice)
Massimo Di Maio (presidente FareVerde)
Simone Ferrari
Modera: Riccardo Bondi
Ore 19:00 – Scenari di economia
Intervengono:
On.le Benedetto Della Vedova (FLI)
On.le Linda Lanzillotta (API)
On.le Francesco Boccia (PD)
On.le Guido Crosetto (PDL)
Raffaele Bonanni (CISL)
Modera: Daniele Bellasio, Il Sole 24 Ore
Ore 20:00 – Il presente e il futuro di FLI
On.le Carmelo Briguglio incontra i giovani
Modera: Luigi Di Gennaro
LUNEDI’ 5 SETTEMBRE
Ore 19:00 – Pensare le citta
Intervengono:
Enrico Brandani
On. Salvatore Tatarella
Manfredi Palmeri
Gianni Alemanno (sindaco Roma PDL)
Flavio Tosi (sindaco Verona LEGA NORD)
Tiziano Tagliani (sindaco ferrara PD)
Modera: direttore de “la Nuova Ferrara”
Ore 20:00 – Presentazione libro
Sofia Ventura intervista:
Susanna Turco, autrice del libro “Che fai, mi cacci?”
Alessandro Roveri, autore del libro “Gianfranco Fini. Dal movimento sociale a Futuro e Libertà ”
MARTEDI’ 6 SETTEMBRE
Ore 18:00 – Famiglia e Welfare
Intervengono:
Carlo Giovanardi
Mario Ciampi
Monica Centanni
Sen. Maria Ida Germontani
Francesco Belletti
Ore 19:00 – Lo sviluppo del sistema sportivo italiano ed i grandi eventi: Roma 2020
Intervengono:
On.le Claudio Barbaro (FLI)
On.le Benedetto Della Vedova (FLI)
On.le Mario Pescante (PDL)
Italo Cucci
Ore 20:00 – Europa, quo vadis?
MERCOLEDI’ 7 SETTEMBRE
Ore 18:00 – Diritti civili
Intervengono:
On.le Flavia Perina (FLI)
On.le Rosy Bindi (Presidente Partito Democratico)
Silvia Noè (UDC)
Bianca Berlinguer (direttore TG3)
Carmelo Palma
Ore 19:00 – I costi della politica
Intervengono:
On.le Bruno Tabacci (API)
On.le Carmelo Briguglio (FLI)
Nunzia Penelope
Ore 20:00 – I giovani e il Terzo Polo
Intervengono:
On.le Nino Lo Presti (FLI)
Gianmario Mariniello
Andrea Varsori
Francesco Saccone (Mpa)
Gianpiero Zinzi (Udc)
Laura Venneri (Api)
GIOVEDI’ 8 SETTEMBRE
Ore 18:00 – Agricoltura
Intervengono:
Vittorio Lodi
Marco Saraceno
Paolo Galimberti
Nicola Motolese
Valentina San Felice
Marco Colombo
Andrea Di Benedetto
Mario Guidi
Ore 19:00 – Italiani senza cittadinanza
Intervengono:
On.le Fabio Granata (FLI)
Radwan Kawhatmi
Fabrizio Penna
Fred Kuwornu
Noel Felix Bugingo
Angelo Giordano
Marco Li
Modera: Angela Petroccione
Ore 20:00 – L’anima di FLI
Intervengono:
On.le Giorgio Conte (FLI)
Matteo Conti
Enrica Sfreddo
David Migneco
Niccolò Fraschini
VENERDI’ 9 SETTEMBRE
Ore 18:00 – Il ruolo dell’Italia nel mondo
Sen. Barbara Contini incontra i giovani
Modera: Francesco Aresco
Ore 19:00 – Italia 150
Intervengono:
On.le Gianfranco Paglia (FLI)
On.le Roberto Menia (FLI)
On.le Fabio Granata (FLI)
On.le Arturo Parisi (PD)
Marco Travaglio
SABATO 10 SETTEMBRE
Ore 19:30 – Tasse e spesa pubblica
Intervengono:
Sen. Mario Baldassarri (FLI)
On.le Daniele Toto (FLI)
On.le Gian Luca Galletti (UDC)
On.le Enrico Letta (PD)
Ore 20:30 – Per un nuovo meridionalismo responsabile
Intervengono:
On.le Luigi Muro (FLI)
On.le Carmine Patarino (FLI)
On.le Francesco Divella (FLI)
On.le Stefano Caldoro (PDL)
DOMENICA 11 SETTEMBRE
Ore 11:00 – Riunione enti locali
Ore 14:00 – Tra garantismo e legalita
On.le Giuseppe Consolo incontra i giovani
Ore 14:30 – Assemblea Nazionale FLI
Ore 17:30 – Intervento Presidente Gianfranco Fini
argomento: Fini, Futuro e Libertà, Politica | Commenta »