Giugno 22nd, 2011 Riccardo Fucile
ATTESO APPUNTAMENTO PER LA DESTRA GENOVESE CON IL DIRETTORE DELLA RIVISTA MOVIMENTISTA E IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA…. I DUE ESPONENTI FINIANI PARLERANNO NELLA PRESTIGIOSA LOCATION DI PALAZZO DUCALE, IN PIAZZA MATTEOTTI… FUTURO E LIBERTA’ PER UNA GENOVA FUORI DAGLI STECCATI
Due voci fuori dal coro, sicuramente due esponenti di area finiana fuori da schemi
precostituiti e dal carattere anticonformista che li ha portati ad assumere posizioni anche “provocatorie”. Filippo Rossi è stato uno degli intellettuali di riferimento di FareFuturoweb per lungo tempo, fino alla realizzazione del nuovo progetto “il Futurista” che ha assunto sia la forma redazionale sul web che la cadenza settimanale in edicola.
Animatore di Caffeina e organizzatore di numerosi confronti con intellettuali di aree diverse, Filippo è uno spirito libero, slegato da schemi culturali pregressi, convinto che la destra del futuro vada fondata su nuovi presupposti, costruiti attraverso un percorso nuovo e comune, patriottico, laico e repubblicano.
Le stesse basi, ma in chiave politica, sono l’elemento che caratterizzano Fabio Granata, considerato uno dei più stretti collaboratori di Gianfranco Fini nella nuova avventura di Futuro e Libertà .
Fabio è un punto di riferimento per la Destra che difende la legalità , il rispetto delle Istituzioni e della magistratura.
Nelle sua veste di stimato vicepresidente della Commissione Antimafia è stato protagonista di numerose iniziative a sostegno degli operatori della giustizia e della sicurezza nella lotta che portano avanti contro la criminalità mafiosa in territori difficili come in Sicilia.
Si è impegnato nell’opera di moralizzazione della casta politica, proponendo un rigoroso codice etico per chi entra nelle Istituzioni.
Spesso ha rappresentato l’anima critica anche in Futuro e Libertà convinto che nella coerenza delle scelte politiche risieda il futuro di una destra deberlusconizzata che ambisca un domani a governare il Paese.
Un partito nuovo che sappia volare oltre i vecchi schematismi e le tradizionali alleanze., per ritornare a parlare di valori, di idee e di programmi.
La presentazione de “il Futurista” è fissata per le ore 18 di giovedì 23, a Genova , nella splendida cornice di Palazzo Ducale (P.za Matteotti 5, primo piano) e nella prestigiosa sala (g.c.) della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche.
Ora che lo sapete, cercate di esserci…
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Giugno 21st, 2011 Riccardo Fucile
ATTESO APPUNTAMENTO PER LA DESTRA GENOVESE CON IL DIRETTORE DELLA RIVISTA MOVIMENTISTA E IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA…. I DUE ESPONENTI FINIANI PARLERANNO NELLA PRESTIGIOSA LOCATION DI PALAZZO DUCALE, IN PIAZZA MATTEOTTI… FUTURO E LIBERTA’ PER UNA GENOVA FUORI DAGLI STECCATI
Due voci fuori dal coro, sicuramente due esponenti di area finiana fuori da schemi precostituiti e dal carattere anticonformista che li ha portati ad assumere posizioni anche “provocatorie”. Filippo Rossi è stato uno degli intellettuali di riferimento di FareFuturoweb per lungo tempo, fino alla realizzazione del nuovo progetto “il Futurista” che ha assunto sia la forma redazionale sul web che la cadenza settimanale in edicola.
Animatore di Caffeina e organizzatore di numerosi confronti con intellettuali di aree diverse, Filippo è uno spirito libero, slegato da schemi culturali pregressi, convinto che la destra del futuro vada fondata su nuovi presupposti, costruiti attraverso un percorso nuovo e comune, patriottico, laico e repubblicano.
Le stesse basi, ma in chiave politica, sono l’elemento che caratterizzano Fabio Granata, considerato uno dei più stretti collaboratori di Gianfranco Fini nella nuova avventura di Futuro e Libertà .
Fabio è un punto di riferimento per la Destra che difende la legalità , il rispetto delle Istituzioni e della magistratura.
Nelle sua veste di stimato vicepresidente della Commissione Antimafia è stato protagonista di numerose iniziative a sostegno degli operatori della giustizia e della sicurezza nella lotta che portano avanti contro la criminalità mafiosa in territori difficili come in Sicilia.
Si è impegnato nell’opera di moralizzazione della casta politica, proponendo un rigoroso codice etico per chi entra nelle Istituzioni.
Spesso ha rappresentato l’anima critica anche in Futuro e Libertà convinto che nella coerenza delle scelte politiche risieda il futuro di una destra deberlusconizzata che ambisca un domani a governare il Paese.
Un partito nuovo che sappia volare oltre i vecchi schematismi e le tradizionali alleanze., per ritornare a parlare di valori, di idee e di programmi.
La presentazione de “il Futurista” è fissata per le ore 18 di giovedì 23, a Genova , nella splendida cornice di Palazzo Ducale (P.za Matteotti 5, primo piano) e nella prestigiosa sala (g.c.) della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche.
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Giugno 20th, 2011 Riccardo Fucile
ATTESO APPUNTAMENTO PER LA DESTRA GENOVESE CON IL DIRETTORE DELLA RIVISTA MOVIMENTISTA E IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA…. I DUE ESPONENTI FINIANI PARLERANNO NELLA PRESTIGIOSA LOCATION DI PALAZZO DUCALE, IN PIAZZA MATTEOTTI… FUTURO E LIBERTA’ PER UNA GENOVA FUORI DAGLI STECCATI
Due voci fuori dal coro, sicuramente due esponenti di area finiana fuori da schemi precostituiti e dal carattere anticonformista che li ha portati ad assumere posizioni anche “provocatorie”. Filippo Rossi è stato uno degli intellettuali di riferimento di FareFuturoweb per lungo tempo, fino alla realizzazione del nuovo progetto “il Futurista” che ha assunto sia la forma redazionale sul web che la cadenza settimanale in edicola.
Animatore di Caffeina e organizzatore di numerosi confronti con intellettuali di aree diverse, Filippo è uno spirito libero, slegato da schemi culturali pregressi, convinto che la destra del futuro vada fondata su nuovi presupposti, costruiti attraverso un percorso nuovo e comune, patriottico, laico e repubblicano.
Le stesse basi, ma in chiave politica, sono l’elemento che caratterizzano Fabio Granata, considerato uno dei più stretti collaboratori di Gianfranco Fini nella nuova avventura di Futuro e Libertà .
Fabio è un punto di riferimento per la Destra che difende la legalità , il rispetto delle Istituzioni e della magistratura.
Nelle sua veste di stimato vicepresidente della Commissione Antimafia è stato protagonista di numerose iniziative a sostegno degli operatori della giustizia e della sicurezza nella lotta che portano avanti contro la criminalità mafiosa in territori difficili come in Sicilia.
Si è impegnato nell’opera di moralizzazione della casta politica, proponendo un rigoroso codice etico per chi entra nelle Istituzioni.
Spesso ha rappresentato l’anima critica anche in Futuro e Libertà convinto che nella coerenza delle scelte politiche risieda il futuro di una destra deberlusconizzata che ambisca un domani a governare il Paese.
Un partito nuovo che sappia volare oltre i vecchi schematismi e le tradizionali alleanze., per ritornare a parlare di valori, di idee e di programmi.
La presentazione de “il Futurista” è fissata per le ore 18 di giovedì 23, a Genova , nella splendida cornice di Palazzo Ducale (P.za Matteotti 5, primo piano) e nella prestigiosa sala (g.c.) della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche.
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Giugno 19th, 2011 Riccardo Fucile
ATTESO APPUNTAMENTO PER LA DESTRA GENOVESE CON IL DIRETTORE DELLA RIVISTA MOVIMENTISTA E IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA…. I DUE ESPONENTI FINIANI PARLERANNO NELLA PRESTIGIOSA LOCATION DI PALAZZO DUCALE, IN PIAZZA MATTEOTTI… FUTURO E LIBERTA’ PER UNA GENOVA FUORI DAGLI STECCATI
Due voci fuori dal coro, sicuramente due esponenti di area finiana fuori da schemi precostituiti e dal carattere anticonformista che li ha portati ad assumere posizioni anche “provocatorie”. Filippo Rossi è stato uno degli intellettuali di riferimento di FareFuturoweb per lungo tempo, fino alla realizzazione del nuovo progetto “il Futurista” che ha assunto sia la forma redazionale sul web che la cadenza settimanale in edicola.
Animatore di Caffeina e organizzatore di numerosi confronti con intellettuali di aree diverse, Filippo è uno spirito libero, slegato da schemi culturali pregressi, convinto che la destra del futuro vada fondata su nuovi presupposti, costruiti attraverso un percorso nuovo e comune, patriottico, laico e repubblicano.
Le stesse basi, ma in chiave politica, sono l’elemento che caratterizzano Fabio Granata, considerato uno dei più stretti collaboratori di Gianfranco Fini nella nuova avventura di Futuro e Libertà .
Fabio è un punto di riferimento per la Destra che difende la legalità , il rispetto delle Istituzioni e della magistratura.
Nelle sua veste di stimato vicepresidente della Commissione Antimafia è stato protagonista di numerose iniziative a sostegno degli operatori della giustizia e della sicurezza nella lotta che portano avanti contro la criminalità mafiosa in territori difficili come in Sicilia.
Si è impegnato nell’opera di moralizzazione della casta politica, proponendo un rigoroso codice etico per chi entra nelle Istituzioni.
Spesso ha rappresentato l’anima critica anche in Futuro e Libertà convinto che nella coerenza delle scelte politiche risieda il futuro di una destra deberlusconizzata che ambisca un domani a governare il Paese.
Un partito nuovo che sappia volare oltre i vecchi schematismi e le tradizionali alleanze., per ritornare a parlare di valori, di idee e di programmi.
La presentazione de “il Futurista” è fissata per le ore 18 di giovedì 23, a Genova , nella splendida cornice di Palazzo Ducale (P.za Matteotti 5, primo piano) e nella prestigiosa sala (g.c.) della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche.
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Giugno 19th, 2011 Riccardo Fucile
“ENERGIE SPRECATE PER LE LEGGI AD PERSONAM”…”LE PRIORITA’ DEL GOVERNO SONO DIVERSE DA QUELLE DEI CITTADINI”…”LA LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI”
Presidente, secondo lei le due ultime sconfitte elettorali della maggioranza sanciscono
anche la sconfitta della politica della giustizia fin qui seguita?
Tre. Non bisogna dimenticare il 13 febbraio, quando per la prima volta si è manifestata in modo chiaro l’insofferenza verso il premier. Le donne hanno riempito le piazze spontaneamente, mosse dal desiderio, direi quasi dalla necessità , di prendere le distanze dal modello femminile proposto da Silvio Berlusconi. Quindi rivendico il primato delle donne: il primo colpo è stato il loro.
Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e alter ego di Gianfranco Fini sulla giustizia, non ha dubbi sul peso politico di quella manifestazione
Dietro non c’erano disegni o strategie, solo l’impulso e la responsabilità di dire basta Molte scendevano in piazza per la prima volta, ma l’insofferenza era tale che non hanno potuto fare a meno di partecipare.
Poi ci sono state le urne. Quanto hanno contato le vicende processuali di Berlusconi?
Non credo abbiano avuto un peso le vicende processuali in sè, piuttosto il modo in cui lui ha scelto di comportarsi
L’attacco alle toghe non doveva essere la carta vincente?
Questa strategia ha avuto un appeal subito dopo Mani pulite. Quando emerse la consapevolezza degli eccessi nella carcerazione preventiva, mentre alcuni continuavano a solidarizzare con i pm, altri ne misero in discussione i metodi e Berlusconi intercettò questi umori, tanto che all’inizio la sua sembrò una battaglia garantista, quasi nell’interesse generale. Oggi, invece, è chiaro a tutti che quando inveisce contro la magistratura lo fa unicamente nel proprio interesse.
L’azione di questo govemo sulla giustizia muove da una premessa politica: c’è una persecuzione giudiziaria nei confronti del premier, paradigmatica di una magistratura faziosa e irresponsabile. Da qui le leggine per fermare i processi, e la riforma “epocale”. Condivide questo ragionamento politico?
Per esperienza personale, posso dire che un po’ tutti gli imputati si sentono vittime di complotti. Il punto è che se tutti si sentissero legittimati ad attaccare i giudici, a eludere i processi, a “vendicarsi”, sarebbe il caos. Berlusconi non è molto diverso da ogni altro imputato se non fosse che ha il potere di legiferare, e così tenta di farsi giustizia da sè.
In tre anni,per la giustizia è stato fatto poco o niente. Come presidente della commissione Giustizia non si sente frustrata per questo magro bilancio?
Di certo, una notevole parte di energie, di risorse e di tempo è stata impiegata per leggi pro-Berlusconi. E questo è molto grave, il Parlamento non dovrebbe mai essere utilizzato per full personali. Inoltre, poichè energie, risorse e tempo non sono illimitati, è evidente che quelli utilizzati per fare le leggi ad personam sono stati giocoforza sottratti ad altre leggi utili alla comunità L’anomalia quindi è doppia per quel che si è fatto e per quel che si è trascurato di fare.
Un po’di autocritica?
A dire il vero io ho contrastato una serie di leggi che voleva Berlusconi prima ancora della rottura tra il premier e Fini. La mia posizione aspramente critica risale alla legge sulle intercettazioni, il primo provvedimento fortemente voluto da Berlusconi. Non credo si possa dire che ho cambiato idea solo quando Fli è passata all’opposizione.
Lei è anche avvocato e di pm e giudici ne ha incontrati molti. Quante volte si è imbattuta in una giustizia “ingiusta” perchè il pm non è separato dal giudice?
Ho visto un po’ di tutto: giudici succubi dei pm, ma anche giudici e pm del tutto autonomi e indipendenti La separazione delle carriere è un principio di civiltà . ll giurista britannico Herbert Hart sosteneva che nella legge c’è una parte di facile interpretazione e una zona di penombra in cui il giudice di volta in volta esercita la sua discrezionalità . Ecco, il fatto che il giudice sia “terzo” garantisce che la discrezionalità sia esercitata in assoluta indipendenza.
La guerra presuppone che vi siano due litiganti: anche lei ritiene che la magistratura abbia le sue responsabilità ?
Che alcuni magistrati non siano stati all’altezza del loro compito è un dato certo, e un magistrato non all’altezza può creare danni gravissimi e irreparabili. Ma trovo sbagliato il concetto di guerra, e inaccettabili i toni usati. Credo inoltre che il premier attacchi la magistratura con un duplice scopo: difendere se stesso e guadagnare consensi. Mi ha colpito vedere in tv persone, evidentemente non in grado di valutare l’operato della magistratura, che insultavano giudici e pm proprio come fa Berlusconi. Finora il premier è stato abile nel fornire un bersaglio all’aggressività di quella parte di opinione pubblica che sente sempre e comunque il bisogno di avere un nemico. Un bersaglio che, guarda caso,è anche il suo. Ma ora anche questa strategia ha stancato tutti.
Mancano due anni alla fine della legislatura, se ci si arriverà : la riforma “epocale” è davvero la priorità ?
Innanzitutto, una riforma costituzionale che viene definita “epocale” sarebbe dovuta partire all’inizio e non poche settimane fa. Ma a parte questo, il problema è lo scollamento tra le priorità del governo e quelle dei cittadini Come ha ricordato anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, ai cittadini e al paese serve una giustizia credibile ed efficiente. Dunque è in questa direzione che bisognava e bisogna muoversi.
Stasio Donatella
(da “il Sole 24 Ore”)
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Giugno 18th, 2011 Riccardo Fucile
FABIO GRANATA SI SCHIERA CON LA BASE DI FUTURO E LIBERTA’, INDIGNATA PER L’ASTENSIONE DEL PARTITO ALLA CAMERA SULLA RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE NEI CONFRONTI DEL DEPUTATO PDL LANDOLFI….ECCO IL DOCUMENTO SOTTOSCRITTO DAI CIRCOLI E INDIRIZZATO A FINI
Pubblico sul mio blog un documento redatto da un arcipelago di circoli di Futuro e Liberta’sul delicatissimo tema della coerenza tra valori enunciati e comportamenti politici e parlamentari.
Il documento nasce dal forte dissenso rispetto alla decisione del Gruppo Parlamentare di Fli sulla richiesta di autorizzazione all’utilizzabilità delle intercettazioni da parte della magistratura che indaga sul parlamentare del Pdl Mario Landolfi.
In sede parlamentare mi sono limitato a non esprimere il voto, per evitare polemiche interne delle quali non si sente minimamente il bisogno .
Va’pero’detto che la base, i Circoli,la nostra comunità umana va’ascoltata. Magari senza i sofisticati mezzi di consultazione sulle decisioni,restati peraltro lettera morta dopo l’altisonante annuncio congressuale.
Capacità d’ascolto e dibattito interno possono essere stimolati anche con i tradizionali strumenti della politica:questo il senso del documento che riproduco e che rilancio.
Anche perchè non si fa una battaglia epocale in Parlamento per difendere lo strumento delle intercettazioni per poi astenersi alla prima richiesta nei confronti di un parlamentare.
Se la legge e’ uguale per tutti questo non vale solo per Silvio Berlusconi ma anche per Landolfi o Papa.
Su quest’ultimo chiederò coerenza al gruppo senza se e senza ma.
Per poter continuare a dire,e poter dire, di essere la Destra di Paolo Borsellino.
Fabio Granata
Signor Presidente,
nell’intervista apparsa sul Corriere della Sera in data 16 u.s., abbiamo apprezzato le Sue parole di saggezza e lungimiranza politica, capaci di raccogliere da sole quella profonda condivisione che ci ha spinto a radunarci attorno al progetto di Futuro e Libertà per un radicale rinnovamento del Paese, per il Paese.
Più in particolare l’affermazione che “La partita si gioca sul cambiamento. Il terzo polo dei moderati e dei riformisti deve mettere l’accento sul secondo aggettivo. Non si tratta di raccogliere voti pescando un po’ qua e un po’ là , senza scegliere mai e rischiando di finire come l’asino di Buridano.
Si tratta di fare le riforme, di operare il cambiamento: cittadinanza, legalità , piano contro la precarietà e per il lavoro ai giovani. E laicità delle istituzioni, che non significa mancare di rispetto alla Chiesa” non ci lascia indifferenti, ed infatti in ognuna di queste parole ritroviamo le sementi del progetto del nostro Partito e dell’impegno che ciascuno di noi, singolarmente e collettivamente, ha profuso e continua a profondere nel superiore interesse del Paese.
A fronte dell’entusiasmo suscitato dalle parole riferite nell’intervista, di contro, siamo rimasti sconcertati nell’apprendere dell’astensione dal voto da parte dei rappresentanti parlamentari FLI in relazione alla richiesta di autorizzazione all’uso delle intercettazioni nei confronti del deputato del PDL Mario Landolfi; autorizzazione richiesta dal GIP di Napoli nell’ambito di indagini su gravi ipotesi di reato per corruzione in materia ambientale.
Abbiamo fatto della legalità il nostro vessillo e, non più lontano di una settimana fa, questo Paese con una consultazione referendaria ha ribadito con forza ciò che la nostra Costituzione contempla inequivocabilmente all’art. 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge…”.
Quotidianamente ci facciamo testimoni dell’imprescindibilità del rispetto di questi principi al quale ci richiamiamo e, in questa ottica, non possiamo comprendere o accettare la scelta dei Parlamentari di FLI di astenersi dal voto in Aula il 16 u.s.
Non è assolutamente comprensibile una tale incoerenza; dobbiamo avere il coraggio delle nostre idee, dobbiamo cioè essere capaci di tradurre in fatti nelle sedi deputate i propositi e le dichiarazioni.
SeguendoLa, Presidente, abbiamo riposto la nostra fiducia non solo nel Suo operato, ma anche nella Sua capacità di farsi interprete della profonda esigenza di rinnovamento del Paese.
L’astensione dei Parlamentari di Futuro e Libertà costituisce a nostro giudizio un gravissimo errore, l’assenza cioè della capacità di assunzione di responsabilità promessa oltre che una innegabile contraddizione con le premesse stesse della nascita e costituzione del Nostro Partito.
Abbiamo perso un’altra preziosa ed irripetibile occasione per segnare la nostra distanza da certo malcostume ed abbiamo, di contro, offerto il fianco ad asprissime e legittime critiche da parte del Paese ma, soprattutto, si è deluso quel genuino elettorato di Futuro e Libertà che ogni giorno si fa propugnatore e testimone dei valori della legalità , della giustizia e dell’eguaglianza.
E’a tutti noto il disagio della collettività rispetto a quelle sacche di privilegio di cui purtroppo gode la politica; sebbene si voglia riconoscere una forma di tutela a chi agisce in qualità di membro del Parlamento, è d’altra parte inconcepibile ed inaccettabile che la politica, e per essa i suoi componenti, confermino costantemente l’iper protezionismo verso se’ stessi, ma, soprattutto, tutto ciò non è ricevibile da parte di quell’elettorato che della difesa della legalità , del rispetto delle leggi e dell’eguaglianza di ogni cittadino Italiano di fronte alla legge, ha fatto la propria bandiera, il proprio credo.
Lei, Signor Presidente, ha detto una volta che non si dovrebbe confondere “l’immunità con l’impunità ”.
Benchè il riferimento fosse ben altro, a nostro giudizio questa è l’immagine che di se’ il Parlamento Italiano offre ai propri cittadini, e con il voto in Aula del 16 Giugno, anche i membri di Futuro e Libertà .
Non possiamo accettare tentennamenti o incapacità di prendere posizione. Non è tempo per tatticismi e strategie.
L’unica strategia accettabile e consentita è quella di dichiarare apertamente la nostra posizione sui fatti socialmente rilevanti e l’attuazione nelle sedi opportune di tutte quelle misure volte a testimoniare una volta e per tutte chi e cosa sia Futuro e Libertà .
E’ tempo che Futuro e Libertà marchi la differenza che la separa da ogni altra formazione politica.
E’ tempo di coerenza ma, soprattutto, è tempo di prendere posizione inequivocabilmente e coerentemente prima che quell’Anima vibrante che ne è l’essenza volga lo sguardo OLTRE.
Questo accorato appello ha l’intento duplice di testimoniarLe tutto il nostro disagio e, al contempo, manifestarLe la necessità di un Suo intervento sull’accaduto al fine di chiarire e confermare l’impegno di Futuro e Libertà a farsi rappresentante di quegli altissimi principi ispiratori ai quali abbiamo scelto di aderire.
Con rinnovata stima e fiducia.
La base militante di Futuro e Libertà
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Giugno 15th, 2011 Riccardo Fucile
I PARTITI: PD 27,5%, SEL 6,5%, IDV 4,5%, VERDI 1,5%, RADICALI 1,5%, PSI 1%….PDL 27,5%, LEGA 9,5%….UDC 7%, FLI 3,5%, API 2%…5 STELLE 2,5%, FEDER. DELLE SINISTRE 1,5%…CROLLA AL 29% LA FIDUCIA NEL PREMIER
Una brutta aria che trova nel voto referendario un’ulteriore conferma di un vento nuovo che
spazza l’elettorato.
Perchè, leggendo il sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it, il crollo di fiducia in Silvio Berlusconi e il suo governo è costante.
Al punto che, adesso, il gradimento di una ipotetica coalizione di centrosinistra, formata da Pd, Idv e Sel, supera il blocco leghista e pidiellino di 3,5%.
Crolla la fiducia nel Cavaliere che sembra pagare le carenze dell’agire (o del non agire) economico dell’esecutivo, le mancate promesse (liberalizzazioni, meno burocrazia e via dicendo), il passaggio dal “miracolo italiano” alla scialuppa di salvataggio parlamentare guidata dal “reponsabile” Scilipoti.
Ma se Berlusconi piange, il centrosinistra non deve cullarsi sugli allori.
Perchè l’ultima ondata di successi non può far dimenticare che, ad oggi, la costruzione di una coalizione che sia un’alternativa chiara al berlusconismo è ancora da definire.
Intenzioni di voto. Il sorpasso è nelle cifre.
Il centrosinistra (Pd, Idv, Sel, Verdi, Psi e radicali) si attesta al 42,5%, il centrodestra (Pd, Lega e satelliti vari) si ferma al 39%.
Il terzo Polo si ferma al 13% (con l’Udc al 7% e Fini al 3,5%).
Fuori dai tre blocchi si piazzano Rifondazione e i Comunisti italiani (1,5%) e il movimento Cinque stelle (2,5%).
Significativa la questione Lega. Mentre in passato il Carroccio e il Pdl funzionavano come vasi comunicanti (al calo di uno corrispondeva l’incremento dell’altro), stavolta le cose sono andate diversamente.
In particolare per gran parte dell’elettorato leghista sempre più insofferente alla deriva presa dal Pdl, stretto tra leggi ad personam e festini ad Arcore.
Se queste sono le cifre, però, non bisogna immaginare una partita dall’esito certo.
Se da una parte il “disamoramento” dell’elettorato di centrodestra è evidente, se l’appeal del centrosinistra cresce, questo non basta per dichiarare chiusa la partita.
Perchè da una parte un centrodestra “di nuovo conio” e senza Berlusconi potrebbe tornare ad attirare l’elettorato moderato, dall’altra il centrosinistra sembra ancora carente dal punto di vista della leadership e dei programmi.
Ed è bene ricordare il 2006 quando la coalizione guidata da Romano Prodi fece i conti con una rimonta berlusconiana che nessuno aveva previsto.
Fiducia in Berlusconi? Poca. 29%. E basterebbe questo dato per capire quanto l’appeal del Cavaliere sia in caduta libera.
Anche solo rispetto al gennaio di quest’anno (40%) a pochi giorni dalla fiducia conquistata con l’arrivo dei Responsabili.
Paga, Berlusconi, lo sgretolamenbto dell’icona dell’efficenza. Quel “ghe pensi mì” suona ormai stonato. Soffocato da scandali privati, dall’attivismo a senso unico sulla giustizia e dalla consunzione della leadership.
In crescita, all’opposto, il numero di coloro che non hanno più fiducia nel presidente del Consiglio. Per la prima volta si arriva a quota 60%. Tetto mai toccato fino ad oggi.
Male anche il governo: solo il 23% dichiara fiducia a fronte di un robusto 62%.
Ministri, Alfano in testa.
Al top c’è l’uomo a cui il Cavaliere ha affidato il compito di mettere ordine nel Pdl. Quell’Angelino Alfano, attuale ministro di Giustizia, nominato segretario del partito del Cavaliere.
Compito improbo il suo, ma che gli fa guadagnare due punti che lo piazzono in testa alla lista dei ministri.
Alle sue spalle il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il leghista, che in questi giorni ha più volte suonato la sveglia all’esecutivo, arriva al 58%, superando di un punto il titolare del Welfare Maurizio Sacconi.
Da notare il calo secco (-3%) di Giulio Tremonti che, in questi giorni è finito più volte nel mirino della sua stessa maggioranza per le sue politiche “eccessivamente rigoriste” in tema di spesa.
argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, elezioni, Futuro e Libertà, Giustizia, PD, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »
Giugno 14th, 2011 Riccardo Fucile
NELLE AMMINISTRATIVE DI IERI IL PDL HA PERSO I SINDACI…IL TERZO POLO: “E’ LA SVOLTA”…DA BAGHERIA A VITTORIA, DA NOTO A LENTINI IL PDL ESCE SCONFITTO…SU 11 COMUNI IL PDL NE PERDE 9
L’onda lunga del referendum abbatte anche il tradizionale fortino del centrodestra.
E in Sicilia Pd e Terzo Polo fanno man bassa di successi nel secondo turno delle amministrative.
Da Bagheria a Vittoria, i centri più grandi interessati dai ballottaggi, da Noto a Lentini: l’alleanza che sostiene il governo regionale vince quasi ovunque.
Conquista sei Comuni su undici, mette lo zampino nelle affermazioni di altri candidati sostenuti da liste civiche e lascia al Pdl la guida di due soli enti, Favara e Patti.
Un risultato che fa esultare Pierferdinando Casini: «Questo straordinario successo dimostra che il Terzo polo è decollato nella regione e che si possono prospettare nuove forme di collaborazione con il Pd, davanti a una pretesa di autosufficienza assai arrogante del Pdl e dei suoi alleati. Oggi è la giornata dei referendum – dice il leader dell’Udc – ma invito a riflettere su ciò che è maturato in Sicilia».
Quello di far coincidere i ballottaggi delle amministrative con il referendum, d’altronde, era stata una scelta precisa, fatta dalla giunta di Raffaele Lombardo su richiesta del Pd.
Tutti i candidati anti-berlusconiani, nell’Isola, avevano fatto campagna elettorale per se stessi e per i quattro “sì”.
L’effetto-traino, alla luce dell’esito elettorale, ha funzionato.
A cominciare da Bagheria, centro di oltre cinquantamila abitanti alle porte di Palermo, dove l’Udc ha candidato un ex consigliere provinciale del Pdl, Vincenzo Lo Meo, che al secondo turno ha trovato l’appoggio di un Pd prima diviso.
Era venuto lo stesso Casini, venerdì, a sostenere la volata finale del suo rappresentante, e mercoledì lo aveva preceduto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
In quello che è stato il regno di Totò Cuffaro, il candidato sostenuto da Terzo Polo e Pd ha sconfitto l’ultimo erede dell’ex governatore in carcere per favoreggiamento alla mafia: Bartolo Di Salvo, un ingegnere sponsorizzato dal ministro delle Politiche agricole Saverio Romano.
Ce n’è abbastanza perchè Giampiero D’Alia, capogruppo al Senato dell’Udc, parli di «terza sberla per Berlusconi».
Anche perchè la stessa alleanza, dall’altra parte dell’Isola, a Noto, ha premiato Corrado Bonfanti, candidato di Fli vicino a Fabio Granata: «La terra del 61 aO – dice il vicepresidente della commissione Antimafia – può diventare esattamente l’opposto, ovvero terra bruciata per questo centro- destra capeggiato dal Pdl».
«Quella fra Terzo Polo e Pd è un’alleanza decisiva», dice il senatore del Pd Beppe Lumia e in tanti ora parlano di conferma del «modello Macerata», di una indicazione a favore del centrosinistra allargato che giunge dall’estremo Sud.
A Vittoria il candidato del Pd Giuseppe Nicosia ha vinto con un cartello che, al ballottaggio, si estendeva dall’Udc a Sinistra e Libertà .
E a Lentini, in provincia di Siracusa, il nuovo sindaco Alfio Mangiameli rappresenta una coalizione che va dal Terzo Polo all’intera Federazione della Sinistra.
In Sicilia, già nel 2009, c’erano state le avvisaglie della crisi del Pdl: Lombardo aveva rotto con i “lealisti” fedeli a Schifani e Alfano e aveva formato una giunta con i finiani, aprendo poi al Pd e all’Udc dei casiniani sopravvissuti a Cuffaro.
Una parte dei democratici ora chiede a Lombardo di contribuire alla costruzione di una alleanza ancora più vasta, con l’apporto di Idv e Sel, in vista delle future elezioni regionali.
Ma sia la sinistra che il governatore non si sono detti sinora disponibili.
Il voto di ieri può aprire nuovi scenari.
argomento: Casini, Comune, Fini, Futuro e Libertà, Giustizia, governo, PdL, Politica, Udc | Commenta »
Giugno 14th, 2011 Riccardo Fucile
L’ANALISI DEL VOTO HA EVIDENZIATO CHE IL 40% DEGLI ELETTORI DI PDL E LEGA SONO ANDATI A VOTARE E QUATTRO SU CINQUE SI SONO SCHIERATI PER QUATTRO SI’…. O SI SA INTERPRETARE IL CAMBIAMENTO E SI OPERANO SCELTE CORAGGIOSE O SI MORIRA’ CON I RONCHI IN CASA E GLI URSO ALLA PORTA
Gli elettori di centrodestra che sono andati a votare (secondo le stime diffuse dal Tg La7 oltre il 40 per cento dell’elettorato di Pdl e Lega) non hanno rifiutato di ritirare la scheda verde, quella in cui si chiede agli elettori se vogliono che il presidente del consiglio e i ministri siano protetti da norme particolari.
Ma si sono espressi chiaramente.
Contro Berlusconi e i suoi, che da 17 anni continuano a sostenere la necessità di leggi per mettere la politica al riparo dai processi.
Un colpo durissimo che conferma l’esito delle elezioni amministrative, ma soprattutto un segnale di cui l’esecutivo non potrà non tenere conto, quando si tratterà di discutere e approvare altre norme in questo senso, come il processo breve o i limiti sulle intercettazioni telefoniche.
L’analisi è chiara: ben il 40% dell’elettorato di Pdl e Lega è in libera uscita, non risponde più ai comandi della premiata copia Be-Bo e va “dove lo porta il cuore” (e il cervello).
Il che vorrebbe dire, in termini di voti, il 40% del 37% di consensi derivanti dalla somma dei due partiti, qualcosa come il 14% di proiezione reale alle politiche.
Qualsiasi partito di centrodestra che avesse come ambizione quella di puntare a fare propria quella parte di elettorato avrebbe intuito il vento di cambiamento nel Paese e avrebbe rischiato i 4 Sì.
Come, per convinzione ideologica, abbiamo fatto noi e, in Fli, solo i fans di Fabio Granata e Flavia Perina.
Dato che quei vecchi arnesi della politica come Ronchi e Urso volevano 4 No (grande capacità la loro di captare i segnali del popolo italiano), si è preferito lasciare libertà di voto.
Questo dimostra due cose:
1) una strategia rinunciataria dove “non si perde e non si vince mai”.
2) una carenza culturale di fondo che fa emergere le contraddizioni di un partito che da un lato reclama il rispetto delle istituzioni e la funzionalità delle stesse, ma che poi, di fronte alla scelta “rendere efficiente il settore pubblico o regalare la gestione dei servizi ai privati” preferisce abdicare al suo ruolo.
Se Fli si fosse schierata per il Si’ sul nucleare e l’acqua pubblica, oggi sarebbe l’unico partito non di sinistra a poter dire di aver vinto i referendum.
Futuro e Libertà pare invece vittima della sindrome di Stoccolma, quella per capirci che fa innamorare la rapita dei suoi sequestratori.
Nel caso di Fli le sembianze dei rapinatori assumono quelle di Ronchi e Urso che condizionano sempre la scelta di Fini, costretto a mediare come se glielo avesse ordinato il medico.
Se qualcuno vuole un partito del 3% è giusto continuare così fin alla consunzione, ma se si ha l’ambizione di volare alto occorre da un lato coraggio nelle scelte, unito a capacità autocritica, dall’altro la sensibilità di captare il vento che cambia e saper prendere la posizione giusta nel momento adatto.
Non si può stare irrigiditi alla fermata del tram e lasciare passare tutte le vetture senza mai salire a bordo non avendo chiara la direzione di guida e le fermate successive.
Inutile a quel punto munirsi persino del biglietto.
argomento: Costume, denuncia, economia, elezioni, Fini, Futuro e Libertà, governo, PdL, Politica, radici e valori | 2 commenti presenti »