Dicembre 13th, 2010 Riccardo Fucile
INIZIATA LA DUE GIORNI IN CUI SI DECIDE IL FUTURO DEL GOVERNO…. DOMANI IL VOTO QUASI IN CONTEMPORANEA NEI DUE RAMI DEL PARLAMENTO
Ecco l’agenda del voto di fiducia
Lunedi 13 dicembre
Senato — Intervento del premier alle 9.
A seguire discussione generale sulle risoluzioni di sostegno al governo che saranno presentate sulle dichiarazioni del premier, sulle quali il governo chiederà la fiducia.
La discussione si concluderà alle 14
Camera — Alle 16 vengono presentate le mozioni di sfiducia al governo e si apre il dibattito che dovrebbe durare fino alle 19-19.30.
Segue la replica del governo che dovrebbe essere fatta dal presidente del Consiglio
Martedì 14 dicembre
Senato — Alle 9 iniziano le dichiarazioni di voto dei vari gruppi (dovrebbero durare circa un’ora).
Dopo, visto che l’esecutivo dovrebbe aver chiesto la fiducia sul discorso del presidente del Consiglio, scatteranno le votazioni con due “chiame”, con i senatori che passeranno sotto il banco della presidenza e dichiareranno la propria scelta.
Il tutto dovrebbe durare un’ora circa e l’esito dovrebbe essere in tempo reale, subito dopo la fine della seconda chiama dei senatori, intorno alle 11.30
Camera — Alle 10.30 i vari gruppi esprimono le loro dichiarazioni di voto sulla sfiducia, che dovrebbero durare circa un’ora.
A quel punto inizierà la votazione per appello nominale con due chiame.
Il voto, anche se le mozioni sono due, sarà presumibilmente uno solo.
I deputati verranno chiamati ad uno ad uno, dovranno passare sotto la presidenza e dire se sono per il ‘sì’, il ‘no’ o l’astensione.
Al termine l’esito della votazione, le cui operazioni durano per circa un’ora, un’ora e mezza: il risultato verrà immediatamente reso noto
Diciamo che domani, martedi 14 dicembre, intorno all’ora di pranzo i giochi saranno fatti.
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Dicembre 12th, 2010 Riccardo Fucile
“IL PREMIER NON VUOLE GOVERNARE, MA SOLO PROTEGGERSI DAI PROCESSI”…”BERLUSCONI NON AVRA’ LA FIDUCIA E SE CI RIUSCISSE PER UN VOTO SI LIMITEREBBE SOLO A VEGETARE: IL PAESE HA BISOGNO DI ALTRO”… “DOVEROSA L’INCHIESTA SULLA COMPRAVENDITA DEI PARLAMENTARI”…E FINI LANCIA UN GOVERNO TREMONTI
Lo scontro è pesante da mesi ma, se possibile, nella domenica di vigilia del confronto in Parlamento, la distanza tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini appare definitivamente incolmabile.
Il presidente della Camera, accompagnato da Italo Bocchino, va in televisione da Lucia Annunziata a dire la sua.
E sono parole che pesano come pietre, al di là del risultato di martedì perchè se il governo «dovesse salvarsi con un pareggio o un voto in più sarà ugualmente in crisi. Tirerà a campare» e lo farà solo perchè «vuole rimanere a palazzo Chigi» finchè c’è «il legittimo impedimento» per lui è «fondamentale restarci».
Piuttosto nell’interesse del Paese, dice Fini come in mattinata aveva già ribadito Pier Ferdinando Casini, il premier dovrebbe dimettersi «altrimenti dal giorno dopo, saremo alla paralisi con un governo che vegeta».
E con Fli formalmente all’opposizione: da mercoledì mattina, qualunque sia l’esito del voto del 14, «saremo a tutti gli effetti un movimento politico di opposizione», anche se sempre «nell’ambito del centrodestra».
Se prevarrà la sfiducia (Fini ne è convinto), allora per il presidente della Camera la strada maestra: «Un nuovo governo di centrodestra».
Magari guidato da Giulio Tremonti: «È il ministro cardine dell’attuale esecutivo ed è chiaro che sarebbe un nuovo governo di centrodestra, ma io non ne faccio una questione relativa al nome ne faccio una questione relativa al programma».
«Io non ho la sfera di cristallo ma Berlusconi non avrà la fiducia», afferma Fini ma, sollecitato da Annunziata, accetta una scommessa: quella di dimettersi da presidente della Camera se la fiducia dovesse passare con 10 voti in più. Che Silvio Berlusconi possa prendere la fiducia per «dieci voti non ci crede nemmeno chi crede a Babbo Natale, nemmeno mia figlia Carolina… Io non credo a Babbo Natale… E visto che non ci credo, accetto la scommessa».
Quanto a trattative sul filo di lana, Fini stoppa così ogni ipotesi: ormai da qualche tempo c’è una «doppia personalità che caratterizza Berlusconi» e per questo ormai non «possiamo più fidarci delle sue parole».
Fini è convinto che in Parlamento «Berlusconi dirà tutto quello che ci vogliamo sentir dire, farà un discorso tutto latte miele, ma noi non ci fidiamo più», perchè il «pomeriggio fa un discorso di apertura, salvo insultarci la mattina».
Per questo, ribadisce, l’iniziativa della colombe è stata «tardiva».
«Le parole -prosegue Fini- se le porta il vento. Qualunque cosa dirà saranno impegni verbali. Discorso diverso sarebbe stato se qualche giorno fa si fosse passati dalle buone intenzioni ai fatti».
“Saremo all’opposizione ma in un’ottica di centrodestra – ha precisato -. Anzi, lanciamo un’opa sul centrodestra perchè la destra si merita di più di quello che le viene offerto oggi da Berlusconi».
«Quella di un nostro interesse per un’alleanza con la sinistra – ha aggiunto – è una barzelletta a cui ormai crede soltanto Berlusconi».
Quindi avverte quanti stanno valutando di votare la fiducia che quel voto equivarrà ad aprire la strada al voto anticipato perchè questo «è il disegno di Berlusconi».
Infine,sulla presunta compravendita di parlamentari, per Fini è stato «gravissimo» che esponenti del Pdl abbiano considerato come un’ingerenza l’apertura di un’indagine da parte della Procura di Roma.
Ha anche parlato di Pier Ferdinando Casini sgombrando il campo dall’ipotesi che possa «tornare sotto l’ombrello di Berlusconi».
Lui, osserva, «ha fatto un enorme sforzo e ha vinto un’enorme scommessa quando è tornato in Parlamento contro il Pd e contro il blocco Pdl-Lega, quindi contro di me allora. E Casini può svendere mai la sua recente storia politica”.
Le parole del leader di Fli hanno irritato non poco il presidente del Consiglio, secondo quanto ricostruiscono diverse agenzie citando fonti del centrodestra. Il premier ha assistito all’intervista di Fini in tv e chi lo ha sentito riferisce di un premier furioso per le frasi del presidente della Camera.
«Avete visto? Fini non vuole nessuna trattativa: sa solo insultarmi e questo dimostra che il suo unico obiettivo è quello di eliminarmi» avrebbe detto Berlusconi.
Nella sua arroganza per lui è inconcepibile che qualcuno possa contestare il presidente affarista di un consiglio di amministrazione.
Ma la politica richiede qualità e lucidità mentale che il premier notoriamente non possiede.
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Dicembre 11th, 2010 Riccardo Fucile
E’ UN DOVERE CIVICO, PERCHE’ IL PAESE HA BISOGNO DI ENTRARE NEL FUTURO
Nessuna trattativa con Silvio Berlusconi. 
Sto scrivendo queste poche righe di getto, con l’impeto di chi ha la memoria che corre a questi ultimi mesi di polemiche politiche.
Nessuna trattativa con chi, un bel giorno, ha deciso di cacciare il cofondatore di un partito che doveva essere liberale ed è diventato totalitario.
Nessuna trattativa con chi ha sguinzagliato i suoi “bravi” a mezzo stampa per massacrare mediaticamente l’avversario.
Con chi ha trasformato il dibattito politico in un’ordalia medievale.
Nessuna trattativa con chi è convinto che le istituzioni siano un affare privato. E che un partito possa essere proprietà privata.
Nessuna trattativa che chi crede che la democrazia sia qualcosa che si possa manovrare a piacimento.
Con chi pretende solo sudditanza e obbedienza.
Con chi paga invece di convincere.
Nessuna trattativa con chi ha trasformato l’Italia in uno zimbello mondiale. Nessuna trattativa con chi dice che “Putin è un dono di Dio” e trasforma il suo paese nel parco giochi di Gheddafi.
Nessuna trattativa con chi pensa che la politica sia un jingle pubblicitario. Nessuna trattativa con chi ha distrutto la speranza di una destra moderna, laica ed europea.
Nessuna trattativa con che si atteggia a salvatore della patria e invece ha tradito il sogno degli italiani nel riscatto nazionale.
Nessuna trattativa con chi cerca di comprare il consenso.
Con chi usa i suoi manganelli mediatici per sbattere il traditore in prima pagina.
Nessuna trattativa con chi ha detto che Eluana Englaro poteva avere ancora figli.
Con chi va in giro a fare le corna e il dito medio, o a dire barzellette con bestemmia finale.
Con chi pensa ancora che esistano i comunisti.
Con chi pensa che un mafioso possa essere un eroe.
Nessuna trattativa con chi ha attaccato Roberto Saviano.
Nessuna trattativa con s’inventa di avere il consenso della maggioranza degli italiani.
Nessuna trattativa con Silvio Berlusconi.
Nessuna trattativa. È un dovere civico. E patriottico.
Perchè l’Italia ha bisogno di altro.
Ha bisogno di fare finalmente un passo avanti.
Ed entrare nel futuro.
Filippo Rossi
Farefuturoweb
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Dicembre 11th, 2010 Riccardo Fucile
L’INTERVISTA DI LUCA TELESE AL “FALCO” FINIANO: “NON E’ QUESTA L’IDEA DELLA DESTRA PER CUI LA GENTE HA VOTATO”…”SE NON LO AVESSE FATTO DI PIETRO, LUNEDI SAREI ANDATO IO IN PROCURA”… “METTONO IN GIRO FALSE NOTIZIE: MA I FUTURISTI SARANNO COMPATTI”
Intervisti Fabio Granata in una di queste interminabili giornate di crisi in cui la Camera sarebbe teoricamente chiusa, e in cui invece, il tam tam sulla battaglia parlamentare del 14 continua a tambureggiare per tutta la sera come un bollettino di guerra.
L’ultima notizia, a tarda sera, la regala uno dei transfughi che ha cambiato idea, l’onorevole Catone (una vita da politicone democristiano), che rivela: c’è una lettera in cui nove deputati di Futuro e libertà chiedono a Fini la libertà di coscienza, per non votare la sfiducia in cambio di un reincarico a Berlusconi (senza dimissioni).
Sofismi da tattica parlamentare a parte, sarebbe l’immagine di uno schieramento in rotta, dopo il grave colpo dei deputati dipietristi e del Pd passati nel limbo del possibile appoggio. E invece il deputato di Futuro e libertà non ci sta: “Sono tutte balle”.
Onorevole Granata, ne è davvero convinto?
Sì. Stanno facendo contro-informazione. Provano a confondere le acque. Otterranno l’effetto contrario.
Lei è ottimista.
È una presa di coscienza che sta avvenendo prima di tutto nella coscienza di tantissimi elettori di centrodestra, schifati dallo spettacolo osceno di questo crepuscolo berlusconiano.Si avverte, dentro e fuori da Montecitorio, il tono della cupio dissolvi. Il mercato delle vacche non lo aiuta.
E Catone?
Era con noi da pochissimo tempo. Ed è uno che viene da una cultura politica del tutto diversa.
È millantato credito, guerra psicologica.
Io credo alle facce dei miei colleghi.
Ma la storia della libertà di coscienza è vera?
No. E per spiegarglielo le racconto la nostra bellissima riunione di ieri. Abbiamo parlato tutti. E tutti, serenamente, eravamo d’accordo. A parte Moffa, la cui cristallina moralità impedisce qualsiasi dubbio e sospetto.
Ma allora perchè Catone lo dice?
Un’operazione di disturbo che mira a intorbidire le acque. Lo hanno contattato, ha meno anticorpi degli altri.
Non avete regalato troppo tempo a Berlusconi? C’è stata qualche ingenuità ?
Più d’una. Io, se devo dirla tutta, penso che sia stato un errore, anche se commesso in ottima fede, quello di sperare, da parte nostra, che Berlusconi potesse avere un gesto di responsabilità . È impossibile e ormai è chiaro.
C’è stato calciomercato, secondo lei?
(Ride). Secondo me? Rubo ai miei studi giovanili una formula: quella dei gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza.
Un termine da tribunale.
E infatti io sono convinto che sia stata giusta la denuncia di Di Pietro. Sarei andato io stesso dai magistrati, lunedì , a fare la stessa cosa.
E con quali prove?
Io credo che la conferenza stampa dei tre porcellini che si stanno farsescamente avvicinando alla fiducia — Calearo, Scilipoti e Cesario — sia una delle immagini più volgari di questa crisi. La prova che si è toccato il fondo. Quanto al secondo dipietrista… Razzi… La sua intervista in cui dice che voterà contro Berlusconi e che è stato avvicinato con la proposta di pagargli il mutuo, dopo questo voltafaccia repentino e inspiegabile, diventa un elemento di prova.
Ora Razzi dice che scherzava… Non ci crede?
Altro che scherzo. Stiamo vivendo un reality della compravendita.
Diversi politici che detestano il mercato delle vacche non amano che si metta di mezzo la magistratura.
Le dirò esattamente il contrario. Il fatto che sia stato aperto un fascicolo, probabilmente avrà una funzione deterrente. Quando ci sono di mezzo i reati la gente cerca di stare attenta, perchè sa che alla fine il conto si paga.
La Santanchè oggi gridava un bollettino di guerra trionfante. Siete stati ingenui?
Noi possiamo offrire solo l’adesione a un percorso politico. Loro possono offrire personali di cui noi non disponiamo e non vogliamo disporre. È una sfida impari, che siamo orgogliosi di combattere.
Parole dure, onorevole Granata.
Parole chiare. La direzione in cui portano tutti questi gesti di cui siamo testimoni è una sola.
Quale?
Quella della corruzione. A meno che qualche anima bella non voglia credere alla balla che ci sono state conversioni miracolose sulla via di Damasco e improvvise e travagliate crisi di coscienza. Parliamo di colleghi che un giorno firmano il documento contro Berlusconi e il giorno dopo si rimangiano la fiducia.
Cosa dice agli elettori che incontra, da stasera?
Non è questa l’idea della destra per cui la gente ha votato.
Luca Telese
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Dicembre 10th, 2010 Riccardo Fucile
INVITATO DA UN’ASSOCIAZIONE NELLA SUA VESTE ISTITUZIONALE PER PRESENTARE LA “CARTA DI PRINCIPI EDUCATIVI”, IL PDL LOCALE NON TROVA DI MEGLIO CHE CRIMINALIZZARE IL PRESIDENTE DI “JANUA” CHE E’ ANCHE NEL DIRETTIVO LOCALE DEL PARTITO DELL’AMORE… ORA E’ UN “TRADITORE” ANCHE LUI E VOGLIONO DEFENESTRARLO… LA REPLICA: “INVITO CHI MI PARE”
Qualcuno ricorderà il detto “la madre degli imbecilli è sempre incinta”: a Genova, il partito dell’amore deve averlo sempre ben presente e non ha perso occasione di darne plastica dimostrazione.
Accade che domani, sabato 11 dicembre, alle ore 15.30, a palazzo Ducale, nella Sala del Maggior Consiglio, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sia l’ospite d’onore del convegno “Il futuro e i giovani: la sfida delle associazioni, dei cittadini e delle famiglie”.
La finalità è etica, la predisposizione della “Carta dei principi educativi fondamentali”.
Presidente dell’associazione giovanile Janua, organizzatrice dell’evento, insieme a Gianni Testino, primario del servizio di alcologia del San Martino, è Luca Marchesi, già segretario dei giovani del Pdl e attualmente nel direttivo cittadino.
E questo è stato sufficiente perchè nel partito dell’amore si scatenasse l’inferno: telefonate infuocate tra l’establishment genovese e il giovane “traditore”, fino alle minacce di espulsione.
“Sono un privato cittadino che fa parte del direttivo di un partito politico e sono anche presidente di un’associazione culturale. Vista la natura dell’evento pensavo a una reazione diversa” si è difeso Marchesi.
“Loro possono pensare quello che gli pare, io penso ai contenuti della mia manifestazione” ha chiosato.
Neanche a farlo apposta, nella stessa location, vi sarà pure una staffetta: il mattino infatti ci sarà la riunione dei sopravvissuti del Pdl ligure, mobilitati con 15 pullman, a “sostegno del governo Berlusconi”contro il “traditore Fini”.
Finita la manifestazione dei vecchietti in gita, toccherà alla conferenza che “non ha nulla di politico, semmai ha finalità sociali”, come precisa il “neo-traditore” Marchesi.
Ma al coordinatore locale del Pdl non va giù: “Non posso impedire a nessuno di invitare la terza carica dello Stato (ma va, davvero?…), ma Fini, come sempre, si toglierà il cappello istituzionale per essere uomo di parte”.
Detto da uno che a Fini deve politicamente varie legislature tra Camera e Senato, devoto esecutore degli imput di Gianfri, uomo di parte da una vita, la frase fa sorridere chi lo conosce bene.
In fondo è anche giusto che il partito dell’amore abbia come mezzo espressivo quello di raccontare divertenti barzellette.
Il problema spesso è che l’umorismo è involontario.
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Dicembre 9th, 2010 Riccardo Fucile
BARBARESCHI: “SILVIO PENSA DI AVERE A CHE FARE CON UOMINI IN VENDITA, SI VA ALLA SFIDUCIA”… CONSOLO: “CI POSSONO ESSERE PUNTI DI VISTA DIVERSI, MA AL MOMENTO DEL VOTO SAREMO COMPATTI CON FINI”… OGGI PARLANO CALEARO, CESARIO E SCILIPOTI
Gianfranco Fini ha convocato stamane i vertici del partito e i coordinatori regionali per fare il punto in vista del 14 dicembre.
Nel corso dell’incontro, al quale sono presenti tutti gli esponenti di punta di Fli, da Italo Bocchino a Carmelo Briguglio, a Fabio Granata, Adolfo Urso, Benedetto Della Vedova, Vincenzo Consolo, Di Biagio, Viespoli, Moffa, Raisi e Barbareschi, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha ribadito la linea dura in previsione del voto di sfiducia.
Fini avrebbe confermato la richiesta di ”dimissioni del premier Silvio Berlusconi” per poi ”aprire un ragionamento sul da farsi”.
Giuseppe Consolo, considerato una delle “colombe” del partito, lasciando la sede di Farefuturo dopo la riunione con Fini ha spiegato che “c’è una linea unitaria di tutto Fli” malgrado punti di vista diversi. “Nel nostro movimento c’è chi la pensa più in un modo o più in un altro, ma poi saremo compatti”.
«Non è cambiato nulla. Si va alla sfiducia e chi in queste ore si fa prendere dai dubbi è solo un pazzo irresponsabile» afferma l’attore e deputato finiano Luca Barbareschi lasciando la sede di Farefuturo dopo il vertice con Gianfranco Fini dello stato maggiore di Futuro e Libertà .
«Siamo tutti coesi – aggiunge comunque Barbareschi -. Se esiste un calcio mercato? C’è ed è una cosa vergognosa. Berlusconi manca di serietà , pensa di avere a che fare con un gruppo di persone in vendita e invece di riflettere e fermarsi va avanti con la logica “muoia Sansone con tutti i filistei”».
Secondo quanto si apprende da fonti di Fli, la linea emersa nel corso dell’incontro Fini e lo stato maggiore del partito sarebbe proprio quella di ribadire la richiesta di dimissioni del premier. In caso contrario, riferiscono, Futuro e libertà voterà la mozione di sfiducia già presentata a Montecitorio.
La riunione di Futuro e libertà non è però l’unico appuntamento in grado di dare indicazioni sulla sorte del governo.
In giornata è prevista infatti anche la conferenza stampa congiunta di Domenico Scilipoti, Massimo Calearo e Bruno Cesario, i tre parlamentari che dopo la comprevendita di voti lanciata da Silvio Berlusconi sembrano tentati di passare al fianco del premier.
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Dicembre 9th, 2010 Riccardo Fucile
DI FRONTE A PUBBLICHE DICHIARAZIONI DI TARIFFE DI COMPRAVENDITA DEI DEPUTATI, IL PRESIDENTE DELLA CAMERA FACCIA REGOLARE DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA… CORRUZIONE NON E’ SOLO OFFRIRE DENARO, MA ANCHE PROMETTERE POSTI DI GOVERNO… LA BASE FUTURISTA VUOLE CHE BERLUSCONI SE NE VADA A CASA
Che l’avvicinarsi della data del 14 dicembre, con relativa votazione della sfiducia al
governo forzaleghista, avrebbe determinato fibrillazioni in tutti i gruppi politici era cosa scontata.
Come era da mettere in preventivo lo scatenersi della campagna acquisti da parte di chi teme di ritrovarsi senza poltrona, magari sostituita da una scomoda sedia di tribunale dove presentarsi, come tocca peraltro a tutti i comuni cittadini.
Ci chiediamo però, di fronte a una sudamericana campagna acquisti dei deputati, posta in essere per restare aggrappati disperatamente alla poltrona, denunciata non solo da tutta la stampa italiana, ma addirittura da singoli parlamentari, se sia lecito far finta di nulla.
Se di fronte a un Calearo che parla di tariffe dai 300.000 ai 500.000 euro, se dinanzi a un Razzi che parla di promessa di azzerargli il mutuo, se di fronte a offerte di posti da ministro, sottosegretario, rielezioni sicure, consulenze, qualcuno non ritenga opportuno intervenire.
In primo luogo proprio Fini che di tale manovra è vittima e che in qualità di presidente della Camera, di fronte a notizie di reato, dovrebbe chiedere l’intervento della magistratura, per porre fine a un lercio scambio che sta recando un grave danno di immagine internazionale al Paese.
Che i deputati vengano convocati dai carabinieri e mettano nero su bianco chi, come e quando sono stati “invitati” ad assicurare la fiducia al governo, in cambio di quali promesse o assicurazioni.
Se si vuole parlare di legalità , si cominci dal vertice a dare l’esempio, tutelando l’immagine delle istituzioni parlamentari.
Sarebbe una iniziativa che provocherebbe polemiche?
Caro Fini, fai in questo caso come ha detto Verdini: fregatene, gli italiani onesti sarebbero con te.
Ma sarebbe anche opportuno che Fini non rimanesse vittima dei giochi di palazzo in cui Berlusconi è esperto, da tipico commediante del teatrino della politica.
La base di Futuro e Libertà a Perugia è stata chiara, accogliendo con un boato la richiesta di dimissioni del premier.
I passaggi erano stati indicati chiaramente: dimissioni, visita a Napolitano per rimettere il mandato, stesura di un nuovo programma, non solo economico, riduzione dei poteri di Tremonti e soprattutto della Lega, riequilibrio della coalizione con l’entrata dell’Udc, nuova legge elettorale.
Berlusconi ha rifiutato con la sua solita arroganza tale ipotesi?
Suo diritto, ma a quel punto si voti la sfiduci come promesso, senza se e senza ma.
Ricordate quando si diceva che “non vogliamo morire democristiani”?
E ora dovremmo morire per puttanieri e zoccole, amichetti dei mafiosi e corrotti?
Altro che Berlusconi bis, il governo degli spot e del “fare nulla” se ne deve andare a casa.
Sono loro i traditori della vera destra sociale, nazionale e liberale.
E quanto ai collusi con la sinistra, se c’è un amico dei dittatori comunisti e dei regimi dei peggiori tagliagola marxisti quello si chiama Silvio Berlusconi che con loro ci fa pure gli affari.
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Dicembre 8th, 2010 Riccardo Fucile
LE DICHIARAZIONI RILASCIATE NEL CORSO DELL’INTERVISTA A “BALLARO”… “IL PAESE HA BISOGNO DI UN GOVERNO CHE GOVERNI, NON CHE TIRI A CAMPARE”… “BERLUSCONI DEVE DIMETTERSI E APRIRE UNA FASE NUOVA”
«Sono convinto che Berlusconi non avrà la fiducia e che non si andrà al voto
anticipato », ma in caso di urne «non ci sarà nessuna alleanza con il Pd».
Ad una settimana dal B-day Gianfranco Fini torna a chiedere a Berlusconi di dimettersi.
Cosa che lui, Fini, «certamente» non farà .
Dice di non sentirsi un traditore, come viene bollato dal Pdl: «Il vero ribaltone lo fatto Berlusconi quando ha messo alla porta chi ha contribuito a fondare il Pdl considerandosi non co-fondatore, ma padrone».
Intanto lo stesso Berlusconi — tornato a Roma in vista della settimana più lunga della legislatura — a Palazzo Grazioli incontra i vertici del Pdl e si getta a capofitto del calciomercato dei deputati, alla ricerca di quella manciata di voti che potrebbe risultare decisiva per il suo futuro politico.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini risponde alle domande di Ballarò. Premette che l’Italia «ha bisogno di un governo che governi, non che tiri a campare ».
Ribatte alle accuse di tradimento sottolineando che sono le sparate di chi «non ha più argomenti e grida ai complotti, alle congiure dei magistrati, dei giornalisti, degli alleati o delle potenze straniere».
Così come sintomo di «disperazione» sono gli attacchi dei media del Cavaliere contro di lui e i suoi.
A questo punto, spiega, «il Paese non ha bisogno di nuove elezioni», ma di un governo efficiente.
Ecco perchè «sarebbe auspicabile che Berlusconi rassegnasse le dimissioni e, se in grado di farlo, aprisse una fase politica nuova con un appello a tutte le forze parlamentari di responsabilità perchè fronteggiare la crisi è dovere di tutti, non solo di chi sta al governo».
Per il leader futurista sarebbe indifferente se il nuovo esecutivo fosse presieduto da Berlusconi: «Il punto — osserva — è cosa vuole fare» anche se «Berlusconi è parte del problema perchè è moderato solo a parole, non nei fatti».
Guardando al voto del 14 dicembre Fini esclude «che il premier ottenga la fiducia alla Camera ».
E poi confidare nelle malattie di alcuni deputati «vuol dire essere alla disperazione: tirare a campare con un governicchio di minoranza confermerebbe agli italiani che l’unica ambizione di Berlusconi è servire i suoi interessi, non quelli del Paese».
Un altro paletto è che in caso di elezioni l’ipotesi di un’alleanza con il Pd «non è possibile perchè l’orizzonte del Fli è nel centrodestra: se poi Berlusconi vuole convincere qualche elettore che siamo nel centrosinistra farebbe meglio a cambiare spartito».
Ma chi sarebbe allora il candidato premier del terzo polo? Quando si porrà la questione con Casini e Rutelli «la risolveremo in pochi secondi» (Casini alla stessa domanda risponde «no al metodo berlusconiano di un solo uomo al comando »).
Infine la richiesta a Berlusconi di assumersi le sue colpe, «di smetterla di gridare al complotto, di dire che va tutto bene e che viviamo nel paese dei balocchi e dire, come non ha mai fatto in 15 anni, che ha sbagliato. La smetta di inseguire i fantasmi e si chieda come mai segmenti della maggioranza che lo accompagnavano lo lasciano».
Berlusconi, dal canto suo, passa la giornata a Palazzo Grazioli dove tra gli altri incontra Gianni Letta, Alfano, Brunetta e l’ex ministro Brancher. Si prepara al doppio voto di martedì prossimo, ai suoi dà ordine di spargere ottimismo e per domenica convoca a cena i senatori del Pdl. Lunedì sarà la volta dei deputati.
Fini invece parla brevemente con la colomba Letta a margine del concerto di Natale di Montecitorio e si danno appuntamento per un prossimo incontro, forse già domani, per un nuovo tentativo di mediazione in extremis. Quindi vede Casini, che poi a Matrix dice che come premier di un governo tecnico voterebbe «Draghi o Letta».
Alberto D’Argenio
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 8th, 2010 Riccardo Fucile
TRADISCE CHI INFANGA UN PAESE NEL NOME DEI SUOI INTERESSI… IL CORSIVO DI FILIPPO ROSSI SU FAREFUTUROWEB
Vogliamo ancora giocare con la categoria del tradimento? 
È quello che sembra voler fare lo stato maggiore del Pdl insieme ai suoi mazzieri a mezzo stampa.
Un articoletto apparso oggi sul quel foglio sporco di propaganda che corrisponde indecorosamente al nome di Libero racconta di quando il deputato finiano Enzo Raisi tradì per la prima volta all’età di… quindici anni. Quindici anni, avete letto bene.
Sicuramente la puzza rancida di questo articolo non è la stessa delle foto sbattute in prima pagina, ma dimostra comunque quanto il berlusconismo “culturale” sia arrivato a un punto di non ritorno, di quanto stia rimestando nelle fogne dell’animo umano, nella putrida melma di biechi sentimenti che si fingono idee.
Tradimento, allora. Accettiamo la sfida.
Perchè solo i cani sono fedeli a qualsiasi padrone, brav’uomo o delinquente che sia.
Perchè solo gli schiavi hanno l’obbligo di fedeltà , senza se e senza ma.
Solo i sudditi devono giurare fedeltà a un sovrano assoluto.
Per il resto, l’obbligo di fedeltà a un uomo, a un capo, a un duce, finisce qui. La politica, invece, è materia per uomini liberi.
È materia per uomini che decidono di volta in volta se dare o no fiducia a un leader.
E se di tradimento si può parlare, non è certo quello di cui gli ascari berlusconiani vanno cianciando in questi giorni.
Il tradimento politico è piuttosto quello perpetuato da chi chiede eterna fedeltà ai suoi compagni di strada.
Da chi cerca di farsi gli affari suoi; da chi supera ogni confine del decoro e del vivere civile; da chi pretende di impartire ordini.
Ma non è finita.
Perchè se di tradimento bisogna per forza parlare, allora vero traditore è chi distrugge il buon nome della propria patria nel mondo; chi, ancora, esalta la propaganda invece del buon senso.
Vero traditore è chi fa del suo ruolo pubblico un affare privato.
E chi non sa rappresentare un intero popolo.
Chi non è in grado di fare un passo indietro.
Chi si crede inamovibile.
Vero traditore è chi calpesta le regole in nome del suo infinito narcisismo. Vero traditore è chi tratta i suoi alleati come se fossero dipendenti.
E chi non ha il senso del limite.
Se di tradimento ci costringete a parlare, l’unico vero traditore si chiama Silvio Berlusconi.
Filippo Rossi
Farefuturoweb
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