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SONDAGGIO NAPOLI: VINCE DE MAGISTRIS, LETTIERI AL BALLOTTAGGIO, LEPENOSI ULTIMI AL 2%

Aprile 30th, 2016 Riccardo Fucile

SCENARI POLITICI: AL PRIMO TURNO DE MAGISTRIS 38%, LETTIERI (FORZA ITALIA) 23%, VALENTE (PD) 21%, BRAMBILLA (M5S) 14%, TAGLIALATELA (FDI-LEGA) 2%… AL BALLOTTAGGIO IL SINDACO USCENTE VINCE CONTRO TUTTI

A Napoli il Partito Democratico non arriva al ballottaggio.
Secondo un sondaggio di Scenari Politici per l’Huffington Post, se si tenessero oggi le amministrative nella città  partenopea, al secondo turno se la giocherebbero l’attuale sindaco Luigi De Magistris e il candidato di centrodestra Gianni Lettieri.
Come cinque anni fa, i democratici resterebbero fuori dalla competizione per sedere sulla poltrona di Palazzo San Giacomo.
E, come cinque anni fa, il Pd si presenta alle elezioni con un’immagine non priva di macchie.
In primis, i brogli alle primarie cittadine documentati da Fanpage: le telecamere hanno ripreso consiglieri, municipali e comunali, indirizzare il voto di alcuni cittadini verso Valeria Valente. La candidata sostenuta dal partito ha superato il suo avversario Antonio Bassolino grazie a poche centinaia di preferenze.
Le irregolarità  registrate hanno dato la stura a una serie di ricorsi presentati dall’ex governatore campano ma che sono andati a sbattere contro il muro di gomma delle commissioni di garanzia. Tutti rigettati.
Lo stesso Bassolino è tornato alla carica della classe dirigente del Pd campano chiedendo l’intervento del segretario nazionale Matteo Renzi dopo l’inchiesta della magistratura che ha coinvolto il presidente del Pd Campano Stefano Graziano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. “Si rischia un burrone morale” del Pd in Campania, ha attaccato Bassolino. Brogli e inchieste sembrano quindi condizionare l’elettorato napoletano che in cinque anni non mostra di aver cambiato la sua opinione sui democratici.
Ma dalla rilevazione di Sp emerge anche un altro dato: il sindaco uscente Luigi De Magistris vola dritto verso la riconferma.
Niente da fare quindi per Valeria Valente, candidata dem, nè per Gianni Lettieri, espressione di Forza Italia, nè tantomeno per Michele Brambilla, candidato del Movimento 5 Stelle.
Secondo il sondaggio di SP, al primo turno il primo cittadino con la sua lista civica otterrebbe il 38% dei consensi.
Al secondo posto Lettieri con il 23 per cento, seguito a sua volta dalla Valente con il 21 per cento e da Brambilla con il 14 per cento, Taglialatela (Fdi-Lega) al 2%.
De Magistris quindi dovrà  affrontare il ballottaggio.
E SP presenta alcuni scenari possibili: nel caso di scontro (probabile) al secondo turno tra De Magistris e Lettieri, il primo otterrebbe il 63 per cento dei consensi contro il 37 per cento del secondo.
Se invece il ballottaggio dovesse essere tra il sindaco attuale e Valeria Valente, il primo otterrebbe il 58 per cento dei voti contro il 42 per cento della candidata democratica.
Infine, un eventuale scontro a due tra De Magistris e il Brambilla, il sindaco vincerebbe con il 60 per cento dei voti.

(da “Huffingtonpost”)

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INTERVISTA A BASSOLINO: “IL PD IN CAMPANIA E’ ORMAI IN BALIA DI FORZE ESTERNE ALLA POLITICA”

Aprile 28th, 2016 Riccardo Fucile

“RENZI AVREBBE DOVUTO GIA’ INTERVENIRE”

L’allarme di Antonio Bassolino è arrivato su Facebook: «Renzi intervenga sennò il Pd rischia di finire in un burrone politico e morale».
L’ex sindaco e governatore della Campania, ministro nel governo D’Alema e storico dirigente del Pci, del Pds, dei Ds e del Pd, interviene con queste poche ma pesanti parole sullo scandalo che ha colpito il Pd dopo che il suo presidente regionale, Stefano Graziano, è stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
E prima di lui era toccato a Nello Mastursi, responsabile dell’organizzazione del Pd, indagato per corruzione di un giudice.
Bassolino, ma bastano due indagati per parlare di “burrone politico e morale”?
«Ovviamente non bastano, loro si difenderanno e io mi auguro che possano dimostrare la loro innocenza. Ma magari fossero solo questi gli episodi. Qui da noi, in molte zone del Mezzogiorno e anche in altre aree del Paese, al Centro e al Nord, il partito, anzi i partiti, non controllano più il territorio. Sono in balìa di forze esterne alla politica, che si infiltrano, a volte prima delle elezioni facendo votare questo o quel candidato in cambio di favori; a volte dopo, intervenendo su funzionari dell’amministrazione per aggiudicarsi gli appalti, per mettere le mani sulle risorse del territorio… Forse a Roma non si rendono conto di quanto grave sia la situazione. Forse al Centro vengono fornite notizie false, tranquillizzanti, ma non c’è proprio niente di cui stare tranquilli. Manca la percezione di quale sia la situazione reale».
E qual è la situazione reale?
«Nonostante i colpi inferti alla criminalità  organizzata che non sono stati leggeri, siamo di fronte a una camorra che cambia, si ringiovanisce. Pensi solo a quei ragazzini che hanno sparato contro una caserma dei carabinieri a Secondigliano, il mondo alla rovescia. Oppure a quelli che nei quartieri di Soccavo e Traiano imparano a sparare mirando alle parabole sui tetti delle case, una sorta di poligono in città . Il traffico di droga da Scampia si è spostato in questi quartieri, dove dopo le otto di sera, per ordine della camorra, gli autobus non possono passare sul corso principale perchè bisogna lasciare gli spacciatori liberi di lavorare…».
Lei si rivolge direttamente a Renzi: ma cosa potrebbe o dovrebbe fare il premier e leader del Pd?
«Dovrebbe intervenire, anzi già  avrebbe dovuto intervenire da molto tempo. Non può lasciare la situazione a marcire. Il Paese si riesce a smuoverlo solo se si lavora dall’alto e dal basso. Ma qui, qui in basso, c’è il deserto. Durante le primarie ho visitato enormi quartieri di 70, 80, 100 mila abitanti dove non esiste neanche una sezione del Pd e nemmeno del sindacato. Al massimo, e meno male, sedi di associazioni laiche o cattoliche che fanno quel lavoro che una volta facevamo noi».
Scusi, ma intervenire come, facendo cosa?
«Aprendo porte e finestre del Pd. Rinnovando un partito che ormai è una somma di correnti nazionali e di subcorrenti locali. Che lo espongono a infiltrazioni e pressioni di ogni tipo, anche criminali. Basti pensare che a giugno si vota e ci saranno migliaia di candidati, nei partiti e nelle liste civiche che spesso di civico hanno solo il nome. Ecco, senza un controllo ferreo rischiamo di far entrare nelle istituzioni locali persone molto pericolose. Addirittura il tesseramento è ormai in mano a forze organizzate: spesso non ci si iscrive al Pd ma a quella o quell’altra corrente. Naturalmente per avere poi qualcosa in cambio».
Lei alle primarie per il leader del Pd ha votato proprio per Matteo Renzi. Si è pentito?
«No, però… Penso che il segretario sia stato molto bravo nella prima fase, quella in cui ha preso in mano un partito che sembrava un pugile suonato, messo Ko. Lui l’ha risvegliato e ha mosso le acque. Ora quella fase è finita, ne deve aprire un’altra. Prima lo fa e meglio è per lui e per il Paese. E’ la fase del rinnovamento e del rafforzamento del governo e del partito».
Ha qualche consiglio da dargli in merito?
«Dico a Matteo di guardarsi bene intorno, di cercare le persone giuste, di non circondarsi solo di gente che gli dice sempre sì ma anche di chi gli dice che a volte sbaglia. Vedo che nel mio partito c’è poco pluralismo delle idee e molta disciplina di corrente. Andando avanti così rischiamo di perdere contatto con la realtà  e di rinsecchirci in noi stessi».

Riccardo Barenghi
(da “La Stampa”)

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GRAZIANO E IL BOOM DI VOTI NELL’AREA DEI CASALESI

Aprile 28th, 2016 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE INDAGATO HA RADDOPPIATO I CONSENSI IN ALCUNE ZONE

Si sono incontrati in occasioni pubbliche, ma anche privatamente. Si sono parlati frequentemente al telefono. E l’ultimo contatto risalirebbe addirittura a meno di un mese fa.
«Prova – è la tesi dell’accusa – che il politico continuava ad essere a disposizione del clan». Si concentra sul legame tra il presidente del Pd campano (che si è autosospeso) Stefano Graziano e l’imprenditore arrestato con l’accusa di essere affiliato ai Casalesi, Alessandro Zagaria, l’indagine della Procura di Napoli sugli appalti che sarebbero stati agevolati in cambio dei voti alle ultime Regionali.
Ed evidenzia anche il boom di consensi che l’esponente dem ha ottenuto proprio in quei Comuni controllati dai camorristi, sottolineando come in alcune aree siano addirittura raddoppiati rispetto alle precedenti elezioni.
Un dato che serve a dimostrare – questo l’obiettivo dei pubblici ministeri coordinati dall’aggiunto Giusepe Borrelli – la sua consapevolezza di avere a che fare con un esponente della criminalità  organizzata e dunque la sussistenza del reato di concorso esterno in associazione mafiosa che gli è stato contestato.
Un imprenditore che in cambio dell’appoggio aveva chiesto e ottenuto un intervento «per lo spostamento della “appostazione di bilancio” dei fondi necessari a ristrutturare Palazzo Teti Maffuccini a Santa Maria Capua Vetere».
«Entrature negli enti pubblici»
Sono i pentiti a raccontare il ruolo di Zagaria specificando come «Alessandro è figlio di Ciccio Zagaria, gestore del ristorante Il Tempio di Casapesenne. Insieme ai fratelli erano vicini a Michele Zagaria e avevano la sua protezione con riferimento agli appalti e alle forniture presso gli istituti di istruzione».
Il collaboratore Antonio Pellegrino «racconta di aver appreso dal pentito Massimiliano Caterino di come Alessandro si fosse fatto strada nel settore degli appalti pubblici, in particolare mense scolastiche e bar, non solo grazie al fatto di avere il cognome Zagaria, ma soprattutto per godere anche del beneplacito dello stesso Michele Zagaria in forza del quale poteva introdursi all’interno dei Comuni e degli enti pubblici dove poi prendeva gli appalti; che non aveva bisogno di ricorrere ad ati intimidatori in quanto godeva di forte entrature negli enti pubblici grazie alla sua riconosciuta aderenza al clan».
La richiesta di appoggio
È dunque a lui che Graziano si rivolge quando si candida. E il fatto che avesse ben chiaro «lo spessore criminale di Alessandro Zagaria» è provato – secondo l’accusa – dal fatto che «avesse chiesto aiuto proprio a lui, preferendolo all’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro che invece avrebbe dovuto essere il suo naturale interlocutore». Il risultato effettivamente è soddisfacente.
L’analisi dei flussi non è terminata, ma si sa che in almeno tre Comuni dove i Casalesi governano – Casapesenna, Trentola Ducenta e Casal di Principe – Graziano ha ottenuto una valanga di consensi. In cambio, si sarebbe adoperato per favorire quell’appalto legato al palazzo per il quale l’accusa ritiene siano state versate tangenti. Una tesi che Di Muro – anche lui finito in carcere – ha negato categoricamente, specificando di non aver «mai saputo che Zagaria era collegato ai Casalesi» ed escludendo che tra quest’ultimo e Graziano «ci siano stati rapporti». Una difesa smentita – sottolineano i pm – dai filmati che documentano gli incontri e dalle conversazioni intercettate durante le quali «è proprio Zagaria a chiedere all’amico sindaco di sostenere Graziano».
Un impegno che il politico apprezza «visto che dopo le elezioni chiama direttamente Zagaria e si mostra riconoscente».
Le verifiche al Viminale
I magistrati dovranno adesso verificare anche l’iter seguito dalla pratica che sarebbe stata agevolata da Graziano.
E per farlo acquisiranno tutti gli atti custoditi al ministero dell’Interno, competente ad autorizzare il diverso utilizzo dello stanziamento previsto. Un provvedimento necessario per verificare che tipo di collaborazione Graziano abbia sollecitato e soprattutto se si trattava di una procedura legittima.
Restano e pesano le parole di Bassolino: «Prima l’ex responsabile dell’organizzazione accusato di corruzione di giudice, ora il presidente regionale. La giustizia faccia il suo corso, e si vedrà . Ma la politica ha i suoi doveri. Cos’altro deve ancora accadere? Renzi intervenga con determinazione, prima che il Pd precipiti in un burrone politico e morale»

Fiorenza Sarzanini
(da “il Corriere della Sera”)

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PER RENZI MEZZOGIORNO DI FUOCO A NAPOLI: IL PREMIER LANCIA IL PIANO PER BAGNOLI

Aprile 6th, 2016 Riccardo Fucile

DE MAGISTRIS: “STIA SERENO, NON METTERA’ LE MANI SULLA CITTA'”

Scontri fra manifestanti e polizia, lanci di pietre e fumogeni finiti anche sui bus turistici, la risposta con gli idranti.
Il bilancio di una giornata di guerriglia a Napoli, nel giorno della visita di Matteo Renzi, è di 15 agenti e due attivisti feriti.
Il premier scopre un Mezzogiorno infuocato, dopo le vibranti polemiche attorno al petrolio della Basilicata arriva una Napoli pronta a far sentire la sua voce contro il progetto Bagnoli, a cominciare dal primo cittadino, Luigi De Magistris, scottato per il rifiuto di Renzi a un incontro e contrario alle strategie governative per Napoli.
Matteo Renzi sfida la piazza e il sindaco, lanciando un masterplan per far rinascere Bagnoli in tre anni, noncurante di fronte alle proteste di comitati civici, centri sociali, studenti e disoccupati: “Possono insultare, minacciare, tirare sassi e lacrimogeni. Noi siamo più forti delle minacce e più decisi dei loro insulti”.
Avanti tutta, insomma, su quella che vuole essere “la più grande opera di recupero ambientale della storia italiana”, promette Renzi.
Il messaggio politico di Renzi è lo stesso dei giorni scorsi: il suo governo è il governo “del cambiamento” che vuole “sbloccare l’Italia”. La spinta non si è esaurita, l’obiettivo non cambia.
Per Bagnoli Renzi annuncia un piano da 272 milioni, senza aumentare la cementificazione, con obiettivo di chiudere la bonifica nel 2019.
vrebbe preferito, scherza, il 2018, quando ci sarà  il “grande” appuntamento delle elezioni politiche. Ma intanto, sbloccare l’opera vuol dire portare avanti “la grande scommessa di far tornare i cittadini a credere nel cambiamento e nelle opere che sembravano impossibili”. Contro i “gufi” e chi “lancia sassi”.
“I cittadini ci chiedono di non cadere nella trappola della rissa”, dice. E torna a marcare, con immagine a lui cara, la differenza “tra chi ci prova e chi urla solo”.
La manifestazione di chi giudica il piano del Governo, con relativo commissariamento, un “esproprio della città “, parte in mattinata; al via ci sono anche due assessori comunali, Sandro Fucito e Carmine Piscopo.
Il corteo attraversa la città  in modo pacifico fin quando, sul lungomare, una parte dei manifestanti prova a forzare il cordone delle forze dell’ordine.
In pochi istanti è il caos: lancio di pietre e di fumogeni, idranti in azione per disperdere i manifestanti. I gas avvolgono anche auto private e bus turistici in transito, senza conseguenze per gli occupanti. Due manifestanti e undici agenti invece restano feriti, uno dei poliziotti finisce in ospedale.
In seguito la situazione torna tranquilla, gli attivisti si ritrovano per un’assemblea pubblica e proseguono la loro lunga giornata fino alla conclusione dei lavori della cabina di regia.
Riunione disertata, come d’abitudine, dal sindaco Luigi de Magistris, che attacca: “E’ una torbida saldatura tra presunto interesse pubblico e ben individuato interesse privato. Questa è una grande battaglia democratica e Renzi la perderà , stia sereno. Non metterà  le mani sulla città  fino a quando ci sarà  gente con mani pulite che difende la Costituzione”.
La replica del premier arriva in un forum del quotidiano Il Mattino: “Siamo al quinto anno di amministrazione cittadina: se avessero fatto quello che potevano e dovevano non avremmo avuto bisogno di commissariamento. Siamo qui perchè altri non hanno fatto”.
“La procedura – aggiunge Renzi al termine della riunione in prefettura – sarà  trasparente, verificabile costantemente su tutti gli strumenti di comunicazione, la gara sarà  europea. La parola chiave è trasparenza con tempi certi. Chiameremo i napoletani a una grande campagna di ascolto: non intendiamo decidere in autonomia”. Soprattutto, massima vigilanza – con l’aiuto dell’Anac – contro il rischio di infiltrazioni malavitose.
L’Italsider di Bagnoli spense le ciminiere nel 1990, e da allora si parla del futuro di questi terreni, potenziale Eden sospeso tra verde e mare ma finora confinato nel libro dei sogni.
Così invece sarà  il futuro delineato dal premier: “Nessuna cementificazione. Bonifichiamo le terre e il mare: stiamo procedendo alla più grande opera di recupero ambientale della storia italiana. Vale più di dieci abbattimenti di ecomostri. Eliminiamo il più grande scandalo ambientale, bonificando 230 ettari e rimuovendo due milioni di metri cubi di rifiuti lasciati per anni in condizioni atroci”.
Andrà  via in particolare la cosiddetta ‘colmata’, costruita lungo la costa durante le attività  siderurgiche per agevolare le procedure di carico e scarico dei materiali, fatta in gran parte di scarti industriali.
I fondi: “162 milioni per i terreni, 48 per il litorale, 59 per il mare. Per un totale di 272 milioni”. Previsti un porto turistico con 700 posti barca, uno stadio della vela per regate, alberghi, un polo per l’eccellenza artigianale e del food, un campus universitario, piscine e una terrazza sul golfo per rilanciare un turismo non solo estivo.
Piano imponente ma i manifestanti non cambiano idea, e rilanciano la mobilitazione: “Da Napoli inizia la grande battaglia contro il governo Renzi e contro le sue politiche di macelleria sociale”, ripetono davanti a una sagoma che raffigura un Pd-Pinocchio. Il presidente del Consiglio risponde dicendosi “quasi affezionato” alle proteste: “Tutte le volte che vengo a Napoli ho delle contestazioni molto veementi. Esprimo solidarietà  agli agenti feriti, tutti lievemente. Sono grato alle forze dell’ordine. E se qualcuno pensa che, visto il comitato d’accoglienza, io non torni a Napoli, credo che tornerò una volta al mese”.

(da “Huffingtonpost”)

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BASSOLINO, BOCCIATO ANCHE IL TERZO RICORSO, TESI ESILARANTE: “NON E’ IRRAGIONEVOLE PAGARE PER CHI NON PUO'”

Marzo 23rd, 2016 Riccardo Fucile

I GARANTI NAZIONALI SI DICHIARANO “INCOMPETENTI AL GIUDIZIO”… LE CONTESTAZIONI SAREBBERO “INFONDATE”

E’ stato respinto anche il terzo ricorso di Antonio Bassolino, sull’esito delle primarie di centrosinistra di Napoli.
La Commissione nazionale di garanzia del Pd ha stabilito che l’unico organo deputato a dirimere le questioni era il comitato di organizzazione e si è per questo dichiarata incompetente.
Nonostante questo il presidente della commissione, Gianni Dal Moro, e Franco Vazio, incaricato di istruire il caso, hanno sottolineato che le contestazioni analizzate sono state giudicate “infondate nel merito“.
Il fatto che chi “non è in condizione economica di pagare quanto dovuto per votare”, sia fatta votare comunque, “è un elemento che non riteniamo irragionevole“, ha aggiunto Vazio.
In linea generale, invece, “il regolamento delle primarie stabiliva che l’unico organo per dirimere le questioni era il comitato organizzatore — ha specificato Dal Moro — e noi abbiamo quindi accettato il parere del comitato delle primarie. Un partito che fa parte della coalizione non può decidere della coalizione”.
Il 14 marzo la commissione di garanzia delle primarie Pd aveva rigettato il secondo ricorso, confermando la vittoria di Valeria Valente: “Il rispetto verso migliaia di votanti impone a questo comitato di affermare che nessun broglio è rilevabile nelle primarie di Napoli” aveva decretato, ponendo fine alla questione.
Secondo i garanti “i limitati episodi evidenziati,(dal video pubblicato da Fanpage, ndr) probabilmente dopo ore di registrazioni, non segnalati da nessun componente dei seggi o dai rappresentanti di lista che, numerosi, presidiavano i seggi, non sono suscettibili di inficiare il voto nei seggi segnalati dove hanno votato centinaia di persone”.
Due giorni dopo Bassolino in 17 pagine aveva presentato il terzo ricorso chiedendo ai garanti nazionali che nei cinque seggi contestati si tornasse al voto.
Ricorso che oggi è stato respinto.
Dopo l’ennesima pronuncia la candidata a sindaco Valente ha rivolto un nuovo appello “a tutti gli altri concorrenti delle primarie, a partire da Bassolino, affinchè si possa lavorare insieme per il centrosinistra alla guida della città , nell’esclusivo interesse di Napoli” perchè “si possano costruire tutte le condizioni utili a vincere la sfida di giugno”.
Ora la prossima mossa tocca a Bassolino.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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INSULTI, MONZA E LA JUVE: IL BRIANZOLO BRAMBILLA E’ IL MARZIANO M5S A NAPOLI

Marzo 19th, 2016 Riccardo Fucile

“SE DICO CHE SALVINI E’ UNA MERDA INTERPRETO IL SENTIMENTO DEI NAPOLETANI”

“Scetateve guagliù, non possiamo più restare a guardare”.
Sceglie il napoletano per la sua prima uscita da candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Matteo Brambilla, il brianzolo scelto sul web da circa 250 attivisti che definisce “consapevoli” liquidando le polemiche su un voto poco partecipato in termini di numeri.
L’ingegnere, che si è trasferito nel capoluogo campano dopo aver sposato la moglie Teresa, nel 2006, ha detto di voler vivere “a Napoli tutto il resto della mia vita. Non mi sento un monzese, io sono un napoletano che abita a Napoli. Sono stato scelto da una napoletana, sono stato scelto dagli attivisti di questa città  e sono stato rapito dalla sua bellezza. Oggi vivo nel quartiere di Chiaiano, pago le tasse qui e vivo tutti i problemi di Napoli”.
Malgrado la sua fede nella Juventus — “sono gobbo bianconero dalla nascita”, ammette — Brambilla spera di “festeggiare da sindaco il terzo scudetto del Napoli”.
Parlando con i giornalisti, Brambilla racconta di esser stato per la prima volta in città  nel 1992: “Una bambina mi disse ‘tu nun si e Napule, si vede perchè tien na facc e cazz’. Poi mi invitò al suo compleanno”.
“Sono stato criticato perchè dico le parolacce su Facebook. Ma il signor Salvini che canta ‘Senti che puzza scappano anche i cani’ e viene a cercare voti a Napoli non insulta Napoli? – attacca poi Brambilla – se dico a Salvini che è una m…, interpreto il sentimento di quei napoletani schiacciati da questa gente”.
E ancora: “Salvini pensa che i rifiuti di Napoli puzzino. Eppure a Napoli ci hanno mandato i rifiuti di Milano quando eravamo in emergenza. I rifiuti di Milano sotterrati qui puzzano come quelli del Sud che la ‘ndrangheta ha sotterrato in Lombardia”, aggiunge.
Il ‘marziano’ M5S a Napoli ne ha anche per il governatore della Campania Vincenzo De Luca, definito ‘lota’ (acqua mista a fango, ndr) perchè “vuole nascondere i rifiuti nelle cave dismesse”.
Del suo programma elettorale, Brambilla annuncia che sarà  “un documento scritto da un gruppo che ci lavora da tempo nei tavoli programmatici. Noi abbiamo deciso di metterci la faccia per cambiare le cose dopo che per troppi anni siamo stati presi in giro dai politicanti che facevano i propri interessi. Ho scelto il M5S perchè fatto di cittadini consapevoli di voler cambiare Napoli”.
Tra i primi punti, la questione ambientali: “Pianura va bonificata, come la Terra dei Fuochi, a Chiaiano bisogna chiudere la discarica. Sui rifiuti, l’obiettivo è raggiungere il 100% di differenziata ma soprattutto produrne meno. Su Bagnoli bisogna investigare sulla mancata bonifica”.
Quanto alla camorra, sostiene, “le mafie avanzano quando trovano una sponda istituzionale, quando c’è qualcuno che si fa corrompere. La camorra si combatte con l’onestà . Nelle istituzioni vanno fatte gare d’appalto controllate. Senza soldi la camorra non è niente”.
“Io non mi rivolgo all’elettorato di De Magistris come non mi rivolgo all’elettorato di nessuno – aggiunge – i cittadini devono scegliere il candidato da votare e non guardare il nome, Brambilla o De Magistris che sia”.
E dell’ex pm attuale sindaco, Brambilla dice che “ha avuto 5 anni per fare quella rivoluzione arancione che aveva annunciato e cinque anni bastano almeno per iniziarla. Lui, però, non ha avuto il coraggio di portarla avanti fino in fondo la battaglia. Pur avendo apprezzato “la battaglia in difesa dell’acqua pubblica, sul resto è stato un mezzo fallimento. In 5 anni di mandato si è dovuto rivolgere a disparati soggetti solo per tirare a campare”.
Il candidato del Movimento Cinque Stelle racconta di aver votato per De Magistris “quando si candidò alle europee. Poi ha disatteso quel mandato per venire a fare il sindaco. Ora si presenta con 13 liste, dovrà  mettere insieme un puzzle perchè dietro non ha un gruppo unito”.

(da agenzie)

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PRIMARIE NAPOLI, IL VOTO E’ LIBERO ANCHE SE PAGATO: “REGALARE SOLDI NON VIOLA LA LIBERTA’ DELL’ELETTORE”

Marzo 14th, 2016 Riccardo Fucile

GLI AZZECCAGARBUGLI DEM BOCCIANO IL RICORSO DI BASSOLINO CHE ORA HA LE MANI LIBERE

“Il rispetto verso migliaia di votanti impone a questo comitato di affermare che nessun broglio è rilevabile nelle primarie di Napoli”.
Così la commissione di garanzia delle primarie Pd di Napoli chiude la partita e rigetta il secondo ricorso di Antonio Bassolino, confermando la vittoria di Valeria Valente. L’ex sindaco ha reagito al momento solo su facebook: “Non se ne possono uscire così, è una presa in giro”.
“Ora lista civica”, “Basta con questo Pd”, “#Andiamoavanti” commentano alcuni suoi sostenitori.
Secondo i garanti “i limitati episodi evidenziati, probabilmente dopo ore di registrazioni, non segnalati da nessun componente dei seggi o dai rappresentanti di lista che, numerosi, presidiavano i seggi, non sono suscettibili di inficiare il voto nei seggi segnalati dove hanno votato centinaia di persone”.
Si tratta dei cinque seggi periferici immortalati dai video di Fanpage sui quali si è concentrato il ricorso di Bassolino che puntava all’annullamento del voto.
Il ricorso è stato rigettato con 7 voti contrari all’accoglimento, tra i quali quello del presidente della commissione Giovanni Iacone, e 4 favorevoli all’accoglimento: quelli di Enzo Giordano e Salvatore Barbato, vicini all’ex sindaco, Alfredo Affatato, vicino al Giovane Democratico Marco Sarracino, e Fabio Benincasa, del Centro Democratico.
Il comitato dei garanti ha ricordato che il Tar non ha mai annullato i risultati delle elezioni “vere” anche dove si siano riscontrate delle violazioni alle leggi sul divieto di propaganda elettorale entro i 200 metri dal seggio.
Ed ha poi affrontato anche la questione dello scambio di euro avvenuto fuori ai seggi, in particolare a quello di San Giovanni. Per Bassolino questo era un elemento essenziale “per capire la volontà  dell’elettore”, di qui l’equazione che “è stata violata la libertà  di voto costituzionalmente garantita”.
La commissione respinge pure questa osservazione: “Il regolamento inquadra detto versamento (l’euro per votare, ndr) nella categoria dei ‘contributi’ evidentemente per coprire le spese organizzative delle primarie e non certo, anche per l’estrema modestia della cifra, per individuare l’elemento psicologico della volontà  di partecipazione al voto. Se così non fosse ci troveremmo in una mercificazione della partecipazione al voto nel quale l’elemento di partecipazione popolare — secondo le motivazioni della commissione Iacone — non sarebbe costituito dal recarsi volontariamente al voto per concorrere a scegliere il candidato sindaco di Napoli ma il versamento di una monetina di un euro”.
Conclusioni: “Il comitato ritiene che, pur in presenza di comportamenti individuali da censurare in altri organismi per gli iscritti ai partiti, non vi siano elementi, in punto di fatto e di diritto, tali da consentire l’annullamento del voto nei seggi indicati”.

Vincenzo Iurillo
(da “il Fatto Quotidiano”)

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NAPOLI, LA DESTRA E’ AI MARGINI DELLO SCENARIO POLITICO

Marzo 12th, 2016 Riccardo Fucile

UN’ALTRA OCCASIONE MANCATA… VERSO IL BIS DI DE MAGISTRIS

Questa mattina a Napoli si sono svolte due manifestazioni politiche.
Una l’ha organizzata ‪Bassolino‬ e si è tenuta al Teatro Augusteo.
L’altra l’ha organizzata ‪‎Rivellini‬ per lanciare la propria candidatura a Sindaco di Napoli con la lista “Napoli Capitale” di Azione Nazionale.
Bassolino ha mobilitato 1500 persone facendo il tutto esaurito   a “l’Augusteo”.
Rivellini e ‪Storace‬ (che e’ intervenuto all’adunanza) hanno parlato in una saletta con una capacità  di appena 120 posti.
Sul messaggio pseudo-politico e sulla conseguente capacità , per il presunto centro-destra cittadino, di “dire la propria” in vista delle imminenti amministrative, c’è poco da dire.
La destra e’ ai margini dello scenario politico, in perenne bilico tra il 1,9% “accreditato” dai sondaggi a Rivellini di ‪Azione Nazionale‬ e il 2,3% “accreditato” a ‪Taglialatela‬ di ‪FdI‬.
Il ‪PD‬, dal canto suo, con la storia delle primarie “pezzotte”, rischia un serio capitombolo. I “grillini” combineranno poco: saranno irrilevanti.
Resterebbe il “Candidato Sindaco Scugnizzo”, ‪‎Lettieri‬, ma non credo proprio che, stante la frammentazione politica in atto nell’area potenzialmente alternativa a quella “arancio-rosso”, possa andare oltre il 15, 18%…
Insomma, ‪deMagistris‬ si prepara al bis con “buona pace” delle speranze, sia di quella parte di popolo che vorrebbe vedere una politica capace di “fare” una “grande Napoli”, sempre più cosmopolita ed europea, sia della “Napoli delle periferie”, quella sistematicamente dimenticata dalla politica degli ultimi 20 anni e più…
“Panta rei”, insomma, anche nell’ennesima ridda delle occasioni mancate.
Per fortuna resta il “panorama naturale”: quello è sempre bellissimo.

Salvatore Castello
Right BLU – La Destra Liberale

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BASSOLINO NON DECIDERA’ NULLA A BREVE: INAUGURA LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO

Marzo 12th, 2016 Riccardo Fucile

DOPO IL TRIONFO ALL’AUGUSTEO, IL VECCHIO LEONE CENTELLINERA’ LE MOSSE

“Abbiamo vinto moralmente, politicamente e, se si dice la verità  su quei seggi, anche numericamente”.
Antonio Bassolino, cravatta rosso fuoco, arringa la folla dei suoi sostenitori riuniti al teatro Augusteo di Napoli: 1500 persone sedute, ma molti sono rimasti in piedi.
Un pienone che stupisce anche i più stretti collaboratori dell’ex sindaco.
“Non sono in campo per veder perdere il Pd o per perdere io, per fare dispetti a qualcuno ai danni della città . Se sono in campo è perchè so che posso vincere. Attendo fiducioso l’esito del nuovo ricorso per una riflessione sul nuovo punto di partenza. Una riflessione a cui invito anche i vertici di partito”.
“Abbiamo fatto un miracolo: oggi in questo teatro c’è lo stesso numero di persone rispetto agli iscritti Pd di Napoli, senza questa gente che abbiamo mobilitato il Pd non va da nessuna parte”. Standing ovation.
Ma non è (ancora) il momento della resa dei conti, del modello Liguria, come quando Cofferati nel 2015 diede vita a una lista contro il Pd. “Altro che guerre e rese dei conti, bisogna misurare le parole. A Napoli non c’è bisogno di una guerra interna, abbiamo già  la camorra. Io sono qui per un atto d’amore nei confronti della città ”.
Ora è il momento della discussione dentro il Pd.
Il vertice con Lorenzo Guerini venerdì pomeriggio a Napoli è stato solo un primo passo, Renzi e i suoi non hanno ancora realmente deciso cosa fare.
E così la commissione di garanzia, nella riunione prevista per domenica mattina alle 11, potrebbe prendere tempo. Rinviare ad una ulteriore riunione la settimana prossima.
Valeria Valente, la vincitrice delle primarie, per il momento resta ferma. Ribadisce “dialogo e disponibilità ” verso Antonio, suo maestro politico, consapevole che una lista alternativa metterebbe la parola fine ad ogni speranza dei dem di arrivare al ballottaggio. Ma confida che i vertici romani non sconfessino la linea decisa già  domenica scorsa, e dunque ribadire la validità  della sua vittoria, senza alcun annullamento del voto nei 5 seggi incriminati.
“Ma prima di tutto Antonio deve riconoscere la nostra vittoria”, è il concetto ripetuto nello staff di Valente.
Semmai, questa è la linea, pugno duro con gli esponenti dem che hanno passato denaro agli elettori e fatto campagna fuori dai seggi.
Secondo l’agenzia Omninapoli, la commissione di Garanzia del Pd nazionale starebbe per prendere provvedimenti contro Antonio Borriello, il consigliere comunale di Napoli che è stato filmato mentre fa campagna fuori dal seggio di San Giovanni per Valente. Sospensione, o forse un provvedimento ancora più pesante, per dare un segnale di trasparenza e legalità .
Ma a Bassolino e ai suoi sostenitori, ancor più dopo il bagno di folla al teatro Augusteo, questa soluzione non può bastare. “Sarebbe come colpire il reo ma non il reato”, spiegano.
E insistono per l’annullamento dei 5 seggi, o al limite per una nuova votazione.
La battaglia si annuncia lunga e complessa, a cavallo tra carte bollate e politica.
Almeno fino a Pasqua, a quanto si apprende, Bassolino non ha alcuna intenzione di lanciare una lista civica.
“Non abbiamo alcuna fretta…”. Già , perchè dopo una campagna di quasi sei mesi, la stella di Bassolino, paradossalmente, sembra accendersi proprio dopo la sconfitta di misura ai gazebo.
“La città  non ci è mai stata vicina come in questi giorni…”.

(da agenzie)

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