Maggio 14th, 2012 Riccardo Fucile
DEL SIMPATICO ANIMALE SECESSIONISTA RIMANGONO ORMAI POCHI ESEMPLARI, GUIDATI DA UN TASTIERISTA CON GLI OCCHIALINI DA PIRLA…LE AMMINISTRATIVE SEGNANO UNO STORICO SORPASSO: IL PDL HA PIU’ FUNZIONARI RAI CHE ELETTORI
Le segreterie dei maggiori partiti italiani sono riunite per la tradizionale analisi del voto, la
pittoresca cerimonia enigmistica in cui alcuni esperti cercano nuovi sinonimi per dire “figura di merda”.
Si tratta di un esercizio dialettico molto difficile in cui primeggia per ora il PdL che ha diffuso un trionfale comunicato dal titolo “Però abbiamo vinto a Lecce”.
Il testo, un po’ criptico, parla dei risultati “deludenti” della periferia di Lecce, da Bolzano a Trapani.
“Continuiamo ad essere ottimisti — ha dichiarato Angelino Alfano — e riusciamo a vedere il bicchiere di cicuta mezzo pieno”.
Di tono più dimesso le riflessioni emerse da una riunione del Terzo Polo: “Non esistiamo più — dice con franchezza una nota attribuita a Rutelli — ma ci consola il fatto che non esistevamo nemmeno prima”.
Secondo le prime indiscrezioni Pierferdinando Casini avrebbe manifestato il desiderio di incontrare personalmente tutti i suoi elettori, ma uno ha detto di avere l’influenza e l’altro un improrogabile impegno di lavoro, quindi l’incontro è saltato.
Diverse invece le preoccupazioni in casa leghista.
Bobo Maroni ha ingaggiato due etologi belgi, incaricati di trovare almeno due elettori della Lega in buona forma fisica e i n età riproduttiva.
“Facendo accoppiare loro e i loro figli per 106 generazioni — si legge in un documento riservato — potremmo puntare al 7 per cento nella zona di Monza entro il 2234, anno in cui lanceremo una nuova proposta di federalismo”.
Ma la doccia fredda è arrivata in serata: i leghisti non si accoppiano in ambiente ostile e quindi tutto il Nord non è adatto all’esperimento.
Le uniche note positive tra i partiti tradizionali vengono dal Pd: “Abbiamo tenuto — dice il segretario Beppe Bersani — ora sarebbe il caso di cambiare nome al partito. Ne parlerò in serata con Beppe Veltroni, e sentiremo anche Beppe Letta”.
Favorevole la corrente di Beppe Bindi, come anche i cattolici di Beppe Fioroni.
Alessandro Robecchi
(da “Il MisFatto”)
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Maggio 14th, 2012 Riccardo Fucile
SEI ANNI FA ERANO IL 56%… E ANCHE TRA CHI VOTA CRESCE LA SFIDUCIA NEI PARTITI
I risultati delle ultime amministrative hanno dato una scossa violenta alla vita dei partiti.
L’elevato tasso di astensione, il gran numero di schede bianche e nulle (di cui troppo poco si è parlato) e il successo di un movimento antipartitico come la lista 5 stelle hanno mostrato tutta la debolezza delle forze politiche tradizionali nell’opinione pubblica italiana.
D’altra parte, questo scarso appeal dei partiti era già stato indicato dalle ricerche che mostravano il decrescere progressivo del grado di fiducia nei loro confronti.
Diversi esponenti politici avevano obiettato che, malgrado il consenso per l’insieme delle forze politiche si fosse costantemente ridotto, il supporto per i singoli partiti – ciascuno si riferiva in particolare al proprio – non aveva probabilmente subito un trend siffatto.
I risultati delle elezioni hanno mostrato che le cose non stanno così.
Ma lo hanno indicato, prima e dopo le consultazioni, anche le risposte ai sondaggi, che ci offrono una serie di indicazioni ulteriori a quelle emerse dal voto.
Essi confermano ad esempio come anche la fiducia espressa per ciascun partito sia molto esigua.
Ad esempio, dichiara di avere fiducia nel Pd, che è la forza che ottiene il maggiore livello relativo di consenso, solo il 16% dell’elettorato, mentre il 77% manifesta l’atteggiamento opposto.
Naturalmente la maggioranza (67%) degli elettori di questo partito gli conferma il proprio supporto, ma ben un terzo di questi ultimi afferma invece di non nutrire fiducia.
Ancora più critica è la situazione del Pdl, verso il quale la fiducia espressa ammonta, nell’insieme dell’elettorato, al 9%, mentre assume un orientamento contrario l’85%.
Anche in questo caso, la maggioranza (ma meno ampia, il 59%) dei votanti per Berlusconi e Alfano ribadisce il proprio consenso, ma il 40% degli stessi lo nega.
Questi dati spiegano in larga misura il recente risultato elettorale negativo del Pdl, ma mostrano al tempo stesso come la crisi di questo partito perduri ben oltre il momento del voto.
Anche per le altre forze politiche, la grande maggioranza degli italiani esprime sfiducia.
La forza in assoluto meno «gettonata» è, coerentemente con altre rilevazioni precedenti, la Lega.
La sfiducia verso i partiti si inquadra in un più generale trend di disaffezione da tutte le principali istituzioni politiche, anch’esso accentuatosi nelle ultime settimane.
L’indice sintetico di fiducia per le istituzioni politiche elaborato da Ispo (che misura, attraverso un algoritmo statistico, il consenso verso diverse istituzioni, dall’Ue al Parlamento, al Governo, fino al presidente della Repubblica) mostra al riguardo un calo drastico dal valore di 48,4 registrato lo scorso novembre al 25,5 di oggi.
A questo calo di fiducia complessiva corrisponde una altrettanto drastica diminuzione del livello di interesse verso gli avvenimenti politici.
Anche questo è un trend in corso da molto tempo: sei anni fa, nell’aprile 2006, il 56% della popolazione dichiarava di essere in qualche misura («molto» o «abbastanza») interessato alla politica.
Oggi questa percentuale si è drasticamente contratta, superando di poco il 30%, ciò che significa che il 70% degli elettori – era il 43% nel 2006 – afferma di non occuparsi di vicende politiche.
Insomma, la politica è seguita oggi da meno di un italiano su tre.
Appare relativamente più interessata la generazione di età centrale (35-55 anni), specie tra coloro che si collocano nel centrosinistra o nella sinistra tout court .
L’interesse è poi notevolmente più alto (61%) tra i laureati.
D’altra parte, il calo di attenzione per la politica è percepito anche soggettivamente dagli stessi cittadini.
Ben il 43% dichiara infatti di avere ridotto il proprio interesse per le tematiche politiche anche (per alcuni, specialmente) a seguito dei numerosi scandali che hanno coinvolto in questi mesi svariati partiti ed esponenti politici.
Un fenomeno siffatto si è manifestato con particolare intensità tra i meno giovani, tra le casalinghe e, ovviamente, tra i meno partecipi politicamente.
Il quadro complessivo che emerge da questi dati è dunque assai critico.
I risultati del primo turno della amministrative non sono che un segnale evidente del clima di opinione del Paese.
Alla sfiducia nelle istituzioni – e nei partiti in particolare – corrisponde un senso di impotenza (e talvolta, ma in modo minoritario, di rabbia) tra i cittadini che finisce col tradursi nella scelta di forze politiche che «rappresentino» la protesta o, più spesso, in un disinteresse per quanto accade nel mondo politico che si traduce nell’astensione.
E persino per il governo Monti – che ha assunto inizialmente l’immagine di reazione «tecnica» ai partiti tradizionali – si registra in queste settimane un drastico calo di consensi.
Renato Mannheimer
(da “Il Corriere della Sera”)
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Maggio 11th, 2012 Riccardo Fucile
SE FLI AVESSE PRESENTATO UNA SUA LISTA DI APPOGGIO CON IL PROPRIO SIMBOLO, CON UN 2,7% AVREBBE AVUTO UN CONSIGLIERE… E NON CI SI VENGA A DIRE CHE NON LO AVEVAMO DETTO…ORA VEDIAMO SE GLI UDC ELETTI TERMINERANNO I CINQUE ANNI DI MANDATO SENZA FARE IL SALTO DELLA QUAGLIA
Non siamo tra quelli che amano attendere i risultati elettorali per poi dire “lo avevamo detto”, magari estrapolando qualche
dichiarazione che si possa prestare a doppie interpretazioni.
Abbiamo preferito sostenerlo a chiare lettere mesi fa, quando era evidente che la strategia di Futuro e Libertà a Genova, quella di mimetizzarsi nella lista civica di Musso per non farsi contare, non avrebbe portato a nessun risultato concreto.
La rinuncia a presentare il proprio simbolo in appoggio alla candidatura a sindaco di Enrico Musso e della sua lista civica, sia da parte di Fli che dell’Udc, aveva due opposte valenze.
Per Fli la paura di dover trovare il riscontro sul terreno elettorale di due anni di inattività assoluta (a parte le presenze sui media per aver ricevuto attenzionati dalla Dia nella sede di partito concessa gratuitamente da un ricercato colpito da mandato di cattura internazionale), di gestione fallimentare e di mancanza assoluta di saper veicolare le tesi di Bastia Umbra.
Per l’Udc invece sarebbe stata l’occasione, sfruttando il traino di Musso, di andare oltre il singolo eletto che il modesto 3% locale gli avrebbe garantito.
Il trappolone del segretario Udc Monteleone ha funzionato perfettamente, grazie anche al radicamento sindacale su cui può contare.
Gli eletti della lista Musso sono risultati, oltre al candidato sindaco, quattro, di cui tre targati Udc, il quarto è la sorella di Enrico Musso.
Monteleone è così riuscito a prendersi tre volte i consiglieri che avrebbe raccolto in caso di battaglia solitaria, mentre Futuro e Libertà è rimasta al palo e il suo primo esponente è al settimo posto.
Complimenti per la strategia, avallata dai vertici nazionali.
Se Futuro e Libertà si fosse presentata da sola, col proprio simbolo, sempre in appoggio a Musso sarebbe riuscita a prendere un consigliere?
Partendo da una realistica e pessima base dell’1,5%, con una presenza aggressiva e movimentista, fatta soprattutto di contenuti, proposte politiche e visibilità sul territorio, in due mesi si sarebbe potuta traguardare la meta del 2,5%-3%, la soglia per avere un consigliere.
Era quello che Liguria Futurista aveva suggerito e che non è stato preso in considerazione: fare una battaglia per il partito e le idee, non per un candidato piuttosto che un altro.
Si è scelto il suicidio politico: che senso aveva, ad es., presentare quattro candidati di Fli nella lista Musso che hanno finito per togliersi voti a vicenda?
Quanto al trappolone di Monteleone è perfettamente riuscito: ora attendiamo per cinque anni la seconda parte.
Restiamo in attesa di vedere se coloro che sono stati eletti per fare opposizione a Doria termineranno il loro percorso in sintonia con il mandato ricevuto dai propri elettori o se ci saranno cambi di campo.
Nel caso, ricordatevi che lo avevamo detto, anche questo, un paio di mesi fa.
LIGURIA FUTURISTA
Ufficio di Presidenza
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Maggio 9th, 2012 Riccardo Fucile
L’ANALISI DI MANNHEIMER, DAL VOTO EMERGONO TRE TENDENZE: L’ALTA ASTENSIONE. IL FENOMENO GRILLO E I BASSI CONSENSI AI PARTITI
Le caratteristiche principali del voto di queste amministrative sono almeno tre, diverse tra loro, ma tutte in qualche modo legate al
fenomeno sociopolitico prevalente di questo periodo: la disaffezione degli elettori dalla politica e, in particolare, dai partiti.
C’è in primo luogo il considerevole incremento dell’astensione, di ben 7 punti, superiore quindi a quanto registrato domenica sera.
In alcuni contesti, specialmente nelle regioni meridionali, l’erosione dal voto è stata frenata dalla dimensione locale della consultazione e dalla conseguente presenza di molte forze politiche e di candidati legati al territorio.
Ma altrove, al Nord e al Centro, ciò non è bastato e si è registrata una più significativa diminuzione di votanti.
Non si tratta di una sorpresa, poichè questa tendenza era stata ripetutamente annunciata nelle scorse settimane: ne abbiamo fatto più volte cenno anche su queste colonne.
Basti ricordare che, secondo gli ultimi sondaggi, la percentuale di chi è orientato all’astensione e comunque indeciso se o cosa votare, supera il 55 per cento.
I voti dirottati verso l’astensione derivano da tutto lo schieramento politico, nessun partito escluso.
Ma la parte più consistente proviene da opzioni in passato destinate al Popolo della libertà : secondo una ricerca realizzata a livello nazionale, più del 40 per cento dei votanti per il Pdl nel 2008 dichiara oggi un comportamento astensionista
Di qui il secondo fenomeno caratterizzante di queste elezioni amministrative: il crollo, specie in alcuni contesti, del seguito della forza politica creata dal Cavaliere.
Verso l’astensione si è dunque incanalata soprattutto la disaffezione proveniente dal centrodestra, in particolare da parte di chi è meno partecipe politicamente.
Ma vi è stato–e si tratta della terza caratteristica di queste elezioni – un altro importante collettore della protesta: il Movimento Cinque Stelle.
Anche verso Grillo si è diretto un elettorato connotato da sentimenti di ostilità verso la politica tradizionale, con caratteristiche tuttavia assai diverse dagli astenuti.
Mentre questi ultimi sono più animati dall’antipolitica in generale e spesso dal disinteresse, il pubblico del comico genovese appare più specificatamente antipartitico: si tratta di elettori mediamente assai più giovani che, al contrario di chi si dice tentato dall’astensione, segue con attenzione e costanza gli avvenimenti politici.
Nell’insieme, è comunque il progressivo distacco dai partiti tradizionali ad avere caratterizzato questa tornata elettorale: si tratta di una tendenza spesso sottovalutata dalle forze politiche che, con tutta probabilità , connoterà – e forse anche in misura maggiore di oggi – lo scenario politico nei prossimi mesi
Renato Mannheimer
(da “Il Corriere della Sera“)
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Maggio 8th, 2012 Riccardo Fucile
NEL CURRICULUM NON CITA NEANCHE IL SUO PASSATO NEI VERDI…PUTTI NON E’ UN GRILLINO, SI E’ ISCRITTO DOPO ESSERE STATO CANDIDATO SINDACO….LA DENUNCIA DELLA “CASA DELLA LEGALITA'”: “BURLANDO SI E’ SCELTO SIA IL SINDACO DORIA CHE LA FINTA OPPOSIZIONE CINQUESTELLE”
Paolo Putti era già stato candidato nella lista dei “Verdi” alle passate elezioni per la vecchia Circoscrizione Val polcevera, ma si è
dimenticato di indicarlo nel curriculum messo sul web.
Putti è stato inoltre nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio Agorà dal 2004 al 2009.
Nell’Agorà avvenivano strane cose, cose che non notava (prima dal Cda e poi come lavoratore con alcune funzioni di responsabilità , cose tutte “a sua insaputa”… cose che ha invece notato la Guardia di Finanza con la Procura di Genova).
Di che si tratta?
Il Consorzio Agorà era uno dei tasselli (insieme ad altri consorzi cooperativi) di un sistema di corruzione, turbativa d’asta e clientela che unificava i fronti politici (da una parte i Burlandi e dall’altra gli Scajola), e che ha comportato la distrazione di milioni e milioni di fondi europei per il sociale, come da rapporto della Guardia di Finanza.
Non solo Paolo Putti non si è accordo di ciò che avveniva nel consorzio in cui è stato, per 5 anni, nel Consiglio di Amministrazione, ma quando abbiamo sollevato la questione, durante un dibattito con i candidati sindaco, ha risposto che gettavamo fango.
Putti non è nuovo alla politica, e per il lavoro che svolge (sempre presso il Consorzio Agorà ) è un soggetto condizionabile.
Perchè la logica è: se non sei fedele sei fuori… e lui al dibattito ha dimostrato di essere fedele e di scagliarsi contro chi osa indicare quanto emerso su quel consorzio e sul sistema di potere a cui fa riferimento.
Putti è quel portavoce del “Coordinamento No Gronda” con i partiti al proprio interno.
E’ quello che non si è opposto all’uso del logo “No Gronda” da parte di un candidato di RC alle regionali del 2010.
E’ quello che si era candidato con i Verdi e non lo dice, facendo cadere nell’oblio questo dettaglio che forse potrebbe renderlo meno “grillo dei grillini”…
Putti non è un “grillino”.
Si è iscritto al Meetup del “gruppo storico” dopo che è stato scelto come candidato sindaco. Non aveva nemmeno un sito e neppure una pagina facebook… ha aperto quest’ultima dopo che, in piena campagna elettorale, in molteplici hanno scritto in rete che il candidato “grillino” era inesistente sul web.
Per scegliere Putti come candidato sindaco, non solo non è stato coinvolto il meetup “Genova 1”, quello con oltre 1.200 iscritti, non sono stati nemmeno chiamati ad esprimersi gli iscritti al MoVimento 5 Stelle.
Quelli che, credendo al principio “uno vale uno” urlato da Beppe Grillo, che si erano iscritti sul sito di Grillo al M5S, ignorati completamente… tranne, ovviamente, quelli del “gruppo storico” facente capo alla Cappello.
Per votare Paolo Putti hanno indetto una riunione a Murta.
Niente consultazione via web, come predica Grillo in ogni dove. Solo gli invitati della cerchia potevano sapere e partecipare.
E così a scegliere il candidato del M5S a Genova, con i pochi componenti del “gruppo storico” si sono aggiunti quelli del “Coordinamento No Gronda” (quello colonizzato dai partiti) che non erano iscritti nè al M5S nè ad alcun Meetup di Grillo.
Ma guardiamo un pochino che cosa ha detto in questa campagna elettorale il Putti.
Nella prima uscita pubblica ovvero nella conferenza stampa di presentazione ha puntato molto su Scuola, Formazione e Sanità .
Peccato che su questi tre temi il Comune che si candida ad amministrare ha scarsissime se non nulle deleghe e quindi potere di intervento.
Ad una domanda su cosa si pensa di fare sulla corruzione e l’illegalità che strangola questa città non ha risposto…
Alla prima uscita in televisione, sugli schermi di Primocanale, ha portato come esempio del loro modo di intendere la politica Don Luigi Sturzo, il padre del Partito Popolare, alias Democrazia Cristiana.
Alla seconda uscita televisiva ha cambiato soggetto, e dagli schermi di Telenord, ha portato il libro dei Barbapapà …
Arriviamo al convegno organizzato da “Il Fatto Quotidiano” al teatro della Corte il 16 aprile scorso con tutti i candidati sindaco.
Al primo giro di domande, Putti non ha risposto neppure a mezza.
Al secondo giro a qualcosina, sempre molto generico e demagogico.
Come Casa della Legalità abbiamo posto alcuni semplici quesiti ai candidati sindaco, nei 4 minuti a disposizione.
Ecco una sintesi:
1) la sindaco Vincenzi ha nominato il cognato di Totò Cuffaro nel Cda dell’ Istituto Gaslini, come motivazione diede quella che è farmacista.
Chi diventa sindaco lo conferma oppure nomina qualcuno più competente per il Cda del Gaslini?
2) gli appalti ed incarichi pubblici, così come le somme urgenze, in questa città finiscono a società come quelle dei Mamone, famiglia della ‘ndrangheta secondo i Rapporti della DIA… e con un’interdizione prefettizia, a ditte interdette o di soggetti “attenzionati”.
Questi incarichi verranno revocati o no?
3) si continuerà ad adottare il sistema del massimo ribasso per assegnare gli appalti, agevolando chi ricicla, oppure si adotteranno altri criteri, già previsti dalla legge?
4) vi è un’indagine in corso della Finanza su una truffa di milioni di euro di fondi pubblici destinati al sociale, sottratti da un sistema clientelare e corrotto. Al centro di questo sistema ci sono dei consorzi cooperativi, come Agorà e Cress. Si terranno questi consorzi o li si manda a casa?
Le risposte di Putti sono state: sulla 1) silenzio assoluto; sulla 2) “non so se avrà la capacità di denunciare queste cose”; sulla 3) “sugli appalti le cose dette crede che siano giuste e importanti”; poi ha detto che queste cose è anche doveroso farle nelle istituzioni… ma non possiamo sempre ergerci a giudici, a boia, non possiamo ergerci a giuria perchè si devono dire le cose sempre esattamente” sulla 4) che ci sono cooperatori che guardano pochissimo per portare a spasso gli anziani… ed i Consorzi in quanto tali non sono stati inquisiti!
Putti gira ogni manifestazione di questa città . Ovunque ci sia uno scontento lui arriva… è in campagna elettorale ed è normale che sia così.
Ma non le hanno solo dette, le hanno anche fatte…
Nelle rassegne stampa su gran parte delle inchieste su corruzione e mafia a Genova ed in Liguria per loro era uno slalom continuo.
Il M5S di Genova, sull’onda dello scontento, incasserà anche a Genova un bel po’ di voti… Ma noi queste cose le dobbiamo raccontare… soprattutto perchè ci pare proprio che in questo M5S genovese si confermi una pesante anomalia… che Grillo avalla ed approva.
Come facciamo a dirlo?
Un mattino, alle 8, Grillo ha chiamato il Presidente della Casa della Legalità per dirgli che ormai c’era la lista a Genova, riconoscendo che è “gente strana”… e che si erano lamentati per il post della Casa della Legalità che aveva pubblicato la sera prima.
Che post era? Quello sul Cemento di Burlando e l’alluvione…
Grillo è consapevole dell’anomalia genovese ma gli va bene che sia così.
Ne è consapevole perchè ha chiamato per chiedere “soccorso”, visto che è “gente strana”, anche gli eletti a Bologna e non solo.
Ma allora, se sa che c’è un problema, perchè non lo ha risolto?
Burlando si è garantito a 360 gradi… per l’oggi e per il domani.
Casa della Legalità
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Maggio 6th, 2012 Riccardo Fucile
INVESTIMENTI IMMOBILIARI PER DIVERSI MILIONI DI EURO… CONTATTI CON UN PERSONAGGIO POTENTE, ANELLO DI COLLEGAMENTO CON LA ‘NDRANGHETA
Più passano i giorni più sembrano aumentare i guai per il leader leghista Umberto
Bossi. Secondo quanto riferisce il quotidiano la Repubblica, alcune delle operazioni finanziarie fatte dall’ex tesoriere Francesco Belsito sarebbero state suggerite dallo stesso Bossi.
In particolare, si legge nei verbali dell’interrogatorio, “in alcune occasioni” il Senatur avrebbe fatto proposte per investimenti immobiliari, tra cui quello per una casa di cura.
La famiglia Bossi sarebbe stata, quindi, non solo informata dei fatti, ma anche parte attiva nelle operazioni per cui l’ex tesoriere è indagato per riciclaggio.
“Ho sempre informato il segretario federale del partito, la scelta era lasciata al tesoriere e gli investimenti ordinari sono stati proposti da Banca Aletti e dalla Barca Arner Italia”, riporta il quotidiano romano.
Si parla per esempio di 4,5 milioni di euro trasferiti da Banca Aletti sul conto di Cipro intestato all’imprenditore veneto Stefano Bonet, anche lui indagato.
Ma non sono gli unici dati emersi dai documenti sequestrati all’ex tesoriere dalla Dia di Reggio Calabria.
Da carte, file e pen drive sarebbe emerso un vero e proprio sistema di controspionaggio. Belsito avrebbe ingaggiato un investigatore privato e un membro delle forze dell’ordine ancora in servizio per raccogliere informazioni su Roberto Maroni e altri membri del partito. Non solo intrusioni telematiche, ma anche sottrazioni di documenti, dati e intercettazioni ambientali e telefoniche, con i quali ricattare gli esponenti leghisti.
In più, nelle intercettazioni telefoniche ritrovate, una conversazione tra persone non ancora identificate confermerebbe i traffici tra Belsito e politici ed esponenti della ‘ndrangheta.
In una di queste, come riporta ancora Repubblica, un uomo e una donna parlano di un “personaggio potente”di Genova, Bonanno o Buonanno, in affari con Belsito, che avrebbe svolto il ruolo di collegamento tra l’ex tesoriere e la ‘ndrangheta.
Intanto, tutti i vertici della Lega Nord saranno chiamati a comparire davanti al pm di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo. Da Maroni a Calderoli, da Rosy Mauro e Roberto Castelli, dovranno dire, come persone informate sui fatti, se il partito sapeva, come dichiara Belsito, degli investimenti fatti con i soldi dei rimborsi elettorali.
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Maggio 6th, 2012 Riccardo Fucile
UN’ATTIVISTA ARRESTATA DENUNCIA: “HO VISTO CANI FERITI E CHIUSI NELLE CELLE IN UN SILENZIO SPETTRALE”…. COSA ASPETTA IL PARLAMENTO A INVIARE UNA COMMISSIONE PER APPURARE LA VERITA’?
Un silenzio spettrale. Non è stato l’arresto da parte delle forze dell’ordine, nè i due giorni di
carcere patiti a Brescia.
Neppure la preoccupazione di doversi difendere dall’eventuale richiesta di risarcimento che pende sul suo capo.
A sconvolgere Beata Stawycka era “quel silenzio spettrale” percepito all’interno di Green Hill.
La donna polacca, 39enne istruttrice di nuoto, residente a Ferrara da 9 anni (da 15 in Italia), era tra le dodici persone arrestate lo scorso 28 aprile a Montichiari (Bs), dopo il blitz che aveva liberato una cinquantina di cani beagle destinati alla vivisezione.
Beata Stawycka non è un’animalista “organizzata”.
A Green Hill era andata da sola, dopo aver letto della manifestazione su internet.
A causa di quell’episodio è stata arrestata per violazione di domicilio. L’arresto è stato convalidato e il gip ha emesso nei suoi confronti il divieto di ritorno nel comune di Montichiari.
Ora però su di lei pendono anche le accuse di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale. Oltre alla possibile richiesta di risarcimento danni che Green Hill potrebbe avanzare in tribunale (si parla di 250mila euro).
Beata quel 28 aprile era riuscita a oltrepassare le recinzioni dell’allevamento e a vedere in faccia le centinaia di animali rinchiusi nelle gabbie.
“C’erano file interminabili di cellette — racconta -, lungo corridoi bui e maleodoranti. Non ho visto recipienti con acqua. Molti cani avevano tagli lungo tutta la pancia che arrivavano fino al collo, come se fossero stati appena operati”.
Su quella visione però ha preso il sopravvento l’assenza di rumore. Un silenzio totale.
Nonostante il clamore della protesta, la reazione delle forze dell’ordine, il facilmente immaginabile scompiglio all’interno del campo, “da quei corridoi non si è levato nemmeno un rumore. Nessun animale ha abbaiato. Nemmeno un guaito. È stato straziante: come è possibile che un cane non reagisca con spavento, curiosità o rabbia in una situazione del genere? Cosa è successo?”.
Beata ha cercato subito di fuggire da quelle immagini spettrali e si è trovata di fronte a un carabiniere. “Ci ho sbattuto contro perchè mi voltavo come a chiedermi se fosse vero quello che avevo visto”.
Il militare la arrestò, “anche se in braccio non avevo alcun beagle; non avevo sottratto alcun animale”.
Ora la donna è tornata a casa, ma — a parte le questioni giudiziarie (per la rapina impropria si rischiano fino a 5 anni di reclusione) — non vuole rimanere con le mani in mano.
“Qualcuno deve intervenire, le istituzioni devono attivarsi. Non è giusto che si mettano le manette ai polsi di chi voleva liberare quei poveri animali e si lascino i cani dentro le gabbie”.
Il motivo per cui “nessuno ha pensato, per quanto ne sappiamo, di verificare le condizioni dei cani” rimane oscuro anche per il suo avvocato, David Zanforlini, che promette che di “Green Hill si tornerà presto a parlare”.
Il riferimento è alla manifestazione internazionale contro l’allevamento di Montichiari e la vivisezione fissata per martedì 8 maggio.
Hanno annunciato la propria adesione il Coordinamento fermare Green Hill, il Comitato Montichiari contro Green Hill e Occupy Green Hill.
L’iniziativa cade giusto alla vigilia della riunione della XIV Commissione del Senato che dovrà esaminare gli emendamenti al testo dell’articolo 14 per il recepimento in Italia della Direttiva europea sulla sperimentazione animale.
A Brescia la protesta partirà alle 15 da corso Zanardelli. L’appuntamento nazionale è invece a Milano, sempre alle 15, in piazza Mercanti.
Gli organizzatori annunciano presidi e proteste anche fuori dai consolati e dalle ambasciate italiane nelle principali capitali mondiali.
Marco Zavagli
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Aprile 30th, 2012 Riccardo Fucile
MIGLIAIA DI MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ DA TUTTO IL MONDO PER LE RAGAZZE CHE AVEVANO ASSALTATO LA FABBRICA DELLA MORTE… LA LEGGE VA RISPETTATA QUANDO ESSA RISPETTA LA DIGNITA’ DEGLI ESSERI VIVENTI, NON QUANDO GIUSTIFICA ATROCITA’
Per loro si è mossa anche Brigitte Bardot. L’ex sex symbol, che da anni ha abbandonato la carriera di attrice per condurre una dura battaglia per la difesa dei diritti degli animali, ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Paola Severino, per chiederle di «vegliare alla liberazione» dei militanti di Green Hill.
Non è stato certo per il suo appello, ma in serata i 12 attivisti, 4 uomini e 8 donne, arrestati per il blitz di sabato, hanno lasciato il carcere. I
l Gip ha disposto per uno l’obbligo di dimora per tutti gli altri il divieto ad avvicinarsi al territorio di Montichiari.
È durata 48 ore la detenzione dei 12 animalisti, provenienti da tutta Italia, fermati per aver liberato una ventina di cuccioli di beagle dall’allevamento di animali per laboratorio nel bresciano.
Sono usciti dal carcere in tarda serata, alcuni con ancora le magliette «No alla vivisezione», che indossavano l’altro giorno durante la manifestazione davanti Green Hill.
Ad accoglierli come eroi gli altri attivisti, ma soprattutto familiari e parenti desiderosi solo di riportarli a casa al più presto.
A quanto si è appreso negli interrogatori del pomeriggio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere tutti, tranne una donna romana 51/enne. «Con il blitz dentro l’allevamento non c’entro nulla», avrebbe detto.
Anche gli hackers di Anonymous oggi hanno dato il loro “contributo” alla lotta animalista, attaccando il sito dell’ Associazione italiana per la lotta contro l’Aids (Anlaids), che dalla scorsa notte mostra un comunicato di sostegno al blitz animalista di Montichiari. «Vogliamo mandare un forte messaggio di solidarietà agli arrestati — affermano — e a tutti coloro che si battono per dare voce a chi non ce l’ha. Ci scagliamo contro l’industria della vivisezione: pratica barbara, arretrata e sanguinaria finalizzata alla sofferenza e al profitto delle avide Lobbies».
Sul sito dell’Anlaids, sotto il titolo “Occupy Green Hill” l’associazione viene direttamente chiamata in causa: «Salve, Mengele del nuovo millennio – si legge -. Se Voi assaltate la Vita, noi assaltiamo i Vostri siti».
Poco prima, un analogo attacco aveva avuto come obiettivo il sito di una azienda che distribuisce e commercializza apparecchiature e strumenti medicali veterinari fornitrice dell’allevamento Green Hill, la Riccò Alete.
Anche qui gli hackers chiedono la liberazione degli arrestati, sostenendo le ragioni del blitz e criticando l’attività dell’allevamento.
Ma per la comunità di animalisti, attivisti, ambientalisti il blitz di sabato pomeriggio verrà ricordato come una delle azioni più esaltanti contro la vivisezione.
Dei venti cuccioli “liberati” tre sono stati riacciuffati dalle forze dell’ordine e riportati nelle gabbie. Ma gli altri sono rimasti nelle mani di chi li ha accolti con affetto.
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Aprile 30th, 2012 Riccardo Fucile
ITALIA NEL RIDICOLO IN TUTTO IL MONDO: CONTESTATA AI MANIFESTANTI LA RAPINA, IL FURTO E IL DANNEGGIAMENTO… NEL PAESE IN CUI I BLACK BLOC POSSONO IMPUNEMENTE BRUCIARE UNA CITTA’, IL PUGNO DI FERRO LO SI USA SOLO CON LE CASALINGHE
Sono stati rinchiusi in carcere a Verziano i 12 manifestanti (8 donne e 4 uomini) fermati sabato sera dalla Digos per il blitz a Green Hill,
l’allevamento di cani beagle di Montichiari.
Le accuse di cui devono rispondere sono rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, furto aggravato in concorso e violazione di domicilio aggravata.
Secondo la società Green Hill e le forze dell’ordine il danno provocato dall’invasione degli attivisti ammonta a circa 250mila euro.
In carcere sono finite dodici persone: una 39enne polacca residente a Ferrara; Alessandra, insegnante 47enne di Bologna; Teresa 51enne di Roma, impiegata alle poste; Benedetta, studentessa 21enne di Cascina, in provincia di Pisa; un 40enne di Argelato, nel bolognese; una 44enne di Pelago e un 37enne di Castelfiorentino, entrambi in provincia di Firenze, un 25enne di Torino, Veronica, studentessa 22enne di Roma; una 26enne di Firenze; Raffaele 42enne di Pomezia impiegato alle Poste, e una 38enne di Treviso.
Una ragazza minorenne è stata denunciata a piede libero.
Oggi il processo per direttissima e l’udienza di convalida.
Domenica sera davanti al carcere bresciano si è tenuta una manifestazione di solidarietà mentre sul web si stanno mobilitando gli animalisti di mezzo mondo e si moltiplicano gli appelli alle organizzazioni animaliste per dare sostegno agli attivisti incarcerati.
La parlamentare Pdl ed ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla domenica sera ha fatto visita agli attivisti incarcerati.
Secondo l’ex ministro il gesto dei manifestanti dà la misura «di quanto sia alto il livello di esasperazione dei cittadini, che non intendono più tollerare la presenza di tale vergognosa attività nel nostro Paese.
Le migliaia di persone – aggiunge Michela Vittoria Brambilla – che da mesi hanno messo in campo ogni forma civile di protesta contro Green Hill, interpretano il sentimento di milioni di italiani»: l’86% dei cittadini, infatti, è fortemente contrario alla vivisezione (Eurispes) ed è ben noto che la parte più avanzata del mondo scientifico giudica tale pratica inutile e dannosa per la salute umana.
«Le persone arrestate – afferma la parlamentare Pdl – sono mosse soltanto dal desiderio di salvare la vita alle migliaia di cagnolini che ogni anno muoiono tra atroci sofferenze sui tavoli dei laboratori di vivisezione di mezza Europa».
La Brambilla ha rinnovato il suo appello ai colleghi senatori perchè approvino al più presto l’articolo 14 della legge comunitaria, con la norma, di cui è autrice, che vieta su tutto il territorio nazionale di «allevare cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione» e che comporterà quindi la chiusura di Green Hill».
argomento: Animali, radici e valori | Commenta »