Ottobre 30th, 2019 Riccardo Fucile
NESSUN BAMBINO DOVREBBE RISCHIARE LA VITA PER RAGGIUNGERE UN LUOGO SICURO
Ora è il momento di cambiare. Un’azione decisa contro i lager della Libia, corridoi umanitari degni di questo nome, una reale politica di cooperazione con l’Africa e gli altri paesi poveri, una solidarietà europea reale.
Ma nel frattempo non abbandonare chi fugge da fame, guerra e torture.
Open Arma lancia l’appello: “I bambini sono la speranza e il futuro. Le autorità competenti continuano a non rispettare le convenzioni e non assegnano un porto di sbarco sicuro. L’Italia si appresta a rinnovare gli accordi con i trafficanti libici. Basta giocare con la vita delle persone”.
Open Arms ha anche diffuso la foto di un bambino: Si chiama Wasim. Oggi compie 1 anno. Ha passato gli ultimi due giorni della sua vita su una barca nel Mediterraneo.
Oggi è nato di nuovo su OpenArms.
Nessun bambino, nessuno, dovrebbe rischiare la vita così per raggiungere un luogo sicuro.
Buon compleanno, Wasim!
(da agenzie)
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Ottobre 30th, 2019 Riccardo Fucile
SUL MEMORANDUM CON LA LIBIA SI SMARCA: “E’ UNA SCELTA POLITICA, DECIDE IL GOVERNO”
“Penso di sì”. Così il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha risposto a margine
dell’audizione in Commissione antimafia a chi gli chiedeva se i decreti sicurezza del governo gialloverde verranno modificati entro la fine dell’anno.
“C’è stato un intervento del Capo dello Stato – ha detto il ministro – quindi noi certamente faremo delle modifiche” in modo da “rendere conforme” i testi “alle osservazioni che sono arrivate dal Quirinale”. “Secondo me – ha concluso – nel giro di poco si affronterà il problema”.
Quanto al memorandum Italia-Libia, ”è una questione di carattere politico che si farà a livello governativo e del presidente del Consiglio”.
L’intesa con la Libia scade il prossimo 2 novembre e, senza un intervento, il rinnovo è automatico.
A chiedere un cambio radicale è il segretario dem Nicola Zingaretti. “Il memorandum con la Libia deve cambiare radicalmente, oggi il Pd lo chiederà al ministro Di Maio al question time”, ha detto Zingaretti riferendosi, a Radio Capital, agli accordi con Tripoli sui migranti.
“Io – aggiunge – non ho mai creduto al disimpegno unilaterale. la soluzione non è scappare dagli scenari di crisi. Questo governo deve darsi con più chiarezza una politica sulle migrazioni: il pre-accordo di Malta va allargato ad altri paesi, bisogna poi fare i corridoi umanitari”, conclude.
Ps
Cari Zingaretti, Renzi & Co., basta rendere noto un semplice concetto: o il M5S si adegua e disdice l’accordo con i criminali libici o salta il governo. La politica sui “valori” si fa così.
(da agenzie)
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Ottobre 29th, 2019 Riccardo Fucile
“QUEI CITTADINI CHE SI SCHIERANO DALLA PARTE DELLO STATO, FINO AD ARRIVARE A DENUNCIARE IL PROPRIO FIGLIO, SAPPIANO CHE MI TROVERANNO SEMPRE AL LORO FIANCO”… QUESTO E’ IL SENSO DELLE ISTITUZIONI, ALTRO CHE LE CIALTRONATE
Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno, scrive una lettera al Messaggero sulle madri coraggio prendendo spunto dalla vicenda di Giovanna Proietti Del Grosso, la mamma che ha denunciato il figlio Valerio che ha sparato a Luca Sacchi a Roma:
Gentile Direttore,
il tema sollevato dall’intervento di Maria Latella sul Messaggero (“Lo Stato ora segua l’esempio di mamma Giovanna”) merita grande attenzione da parte delle istituzioni e non solo quella del ministro dell’Interno. Lo affermo perchè riguarda i tanti genitori, madri e padri, che spesso in solitudine si trovano a dover compiere scelte difficili: passi dolorosi e carichi di sofferenza per proteggere i propri figli, fino anche a costo di denunciarli se essi sono accusati di aver compiuto un reato.
Da ultimo è successo a Roma dove una madre si è rivolta alla Polizia di Stato dopo l’omicidio di Luca Sacchi e prima ancora era accaduto a Siena quando, poche settimane fa, un’altra mamma ha avuto il coraggio di segnalare all’Arma dei Carabinieri i contenuti illegali rinvenuti nel telefonino del figlio minorenne coinvolto con molti altri giovanissimi in una chat.
Si tratta di casi sui quali sono in corso indagini della magistratura sui quali ritengo di dovermi astenere da commenti e considerazioni.
Due anni fa, in Puglia, un’altra madre aveva segnalato alle forze di polizia i movimenti del figlio latitante per contribuire a mettere fine alla sua fuga.
A questi genitori, ma non solo a loro perchè i casi di madri e padri che si rivolgono allo Stato spesso non arrivano sulle pagine di cronaca dei giornali, le istituzioni e la società civile dovrebbero saper assicurare protezione, solidarietà e, se necessario, anche assistenza psicologica.
Sappia qualsiasi cittadino e cittadina che si schiera dalla parte dello Stato, fino anche a denunciare il proprio figlio, che non mancherà il mio impegno per assicurare loro il massimo appoggio e la vicinanza del ministero dell’Interno.
(da agenzie)
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Ottobre 29th, 2019 Riccardo Fucile
HANNO ASPETTATO LE ELEZIONI IN UMBRIA? SE LI FACEVANO SBARCARE AVREBBERO GUADAGNATO VOTI… I RAZZISTI NON SI NEUTRALIZZANO CON LE CARAMELLE, MA RADICALIZZANDO LO SCONTRO ETICO: INFAMI DA UNA PARTE, PERSONE CIVILI DALL’ALTRO
Dopo undici giorni in mare alla Ocean Viking è stato assegnato il porto di Pozzallo mentre Francia,
Germania e Italia hanno giusto giusto or ora trovato un accordo per la ricollocazione dei 104 che si trovano sulla nave e per i novanta che erano sulla Alan Kurdi.
La decisione del Viminale segue temporalmente tre eventi: il primo è il voto in Umbria, il secondo l’intervista rilasciata da Luigi Di Maio al Corriere della Sera in cui il leader del MoVimento 5 Stelle diceva che «Bisogna fare la cosa giusta, non quella che spaventa di meno» e quindi che «Non è possibile che la Viking per l’ennesima volta sbarchi sempre e solo in Italia» e le dichiarazioni di Matteo Renzi, Dario Franceschini, Francesco Delrio e altri di Italia Viva e del Partito Democratico sulla necessità di dare un porto sicuro alla nave.
“Con riguardo ai migranti che sono a bordo della Ocean Vicking, si è appena conclusa la procedura di ricollocazione degli stessi in base al pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di Malta”, fa sapere il ministero dell’Interno in una nota sottolineando che “Francia e Germania, in particolare, accoglieranno 70 migranti. A questo punto è stato individuato in Pozzallo il porto di sbarco”. Per una mera casualità , la decisione arriva subito dopo la presa di posizione di Matteo Renzi
Il Viminale ci tiene anche a far sapere che i naufraghi verranno ricollocati “in base al pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di Malta”, anche se non ci risulta che l’accordo prevedesse una pausa elettorale negli sbarchi
“Siamo sollevati ed apprezziamo che Francia, Germania ed Italia abbiano finalmente trovato una soluzione per il ricollocamento di tutti i 104 naufraghi a bordo della Ocean Viking e per i 90 sulla Alan Kurdi (in realtà , per quest’ultima nave, non c’è ancora un’autorizzazione allo sbarco, ndr.)”, afferma intanto Michael Fark capomissione di Medici senza frontiere che gestisce la nave insieme a Sos Mediterranee.
“Dopo giorni bloccati in mare — osserva Fark — e con alle spalle le orribili condizioni sopportate in Libia e lungo tutto i loro viaggio, finalmente i migranti potranno essere portati al sicuro. Questi prolungati, inumani, blocchi non devono continuare”.
(da agenzie)
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Ottobre 28th, 2019 Riccardo Fucile
AVEVA 76 ANNI. NEGLI ANNI ’70 DENUNCIO’ CHE NELL’URSS I DETENUTI POLITICI VENIVANO INTERNATI IN ISTITUTI PSICHIATRICI… DOPO 12 ANNI DI PRIGIONE, DAL 1976 VIVEVA IN INGHILTERRA
È morto uno storico dissidente sovietico: Vladimir Bukovskij si è spento domenica in un ospedale di Cambridge, in Inghilterra, all’età di 76 anni.
Negli anni Settanta denunciò che nell’Urss i detenuti politici venivano internati in istituti psichiatrici ed era riuscito a produrre prove di quello che diceva.
L’annuncio della morte è stato dato dal Bukovskij Center, che gestisce la memoria dell’ex dissidente, spiegando che è deceduto domenica sera per arresto cardiaco all’ospedale Addenbrooke. L’uomo era in precarie condizioni di salute da vari anni.
Il New York Times lo ha descritto come “un eroe di proporzioni quasi leggendarie nel movimento dissidente”. “Militante dei diritti umani, scrittore, cittadino russo, ha trascorso 12 anni nei campi e negli ospedali psichiatrici e passato metà della propria vita in esilio. Il governo sovietico lo chiamò bruto, noi lo chiamiamo eroe e gli diciamo grazie”, ha scritto su Twitter l’ong Memorial, principale organizzazione russa per i diritti umani.
Dopo dodici anni di reclusione, tra prigioni, campi di lavoro forzato ed ospedali psichiatrici, con l’accusa di “agitazione e propaganda antisovietica”, nel 1976 fu scarcerato e fatto uscire dal Paese in uno scambio con l’allora regime del generale Augusto Pinochet che scarcerò il segretario generale del Partito comunista cileno, Luis Corvalan. Bukovskij si era poi trasferito in Gran Bretagna, dove viveva da allora.
Dopo il crollo dell’Urss, Vladimir Bukovskij aveva lavorato con le autorità russe per poi allontanarsi nuovamente dal Cremlino. In aperta critica con il presidente Vladimir Putin, l’ex dissidente sovietico accusò Mosca di essere coinvolta nella morte nel 2006 per avvelenamento da radiazioni dell’ex ufficiale dell’intelligence russa Aleksandr Litvinenko. Nel 2008, tentò senza successo di correre alla presidenza russa, nelle elezioni vinte poi dai Dmitrij Medvedev.
(da agenzie)
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Ottobre 26th, 2019 Riccardo Fucile
GLI UOMINI DEL PESCHERECCIO AQUARIUS EVITARONO L’AFFONDAMENTO: “PERSI TRE GIORNI DI LAVORO, MA ABBIAMO FATTO IL NOSTRO DOVERE DI UOMINI”
Sono gli uomini dell’equipaggio Accursio, il peschereccio che lo scorso 26 luglio ha salvato dall’affondamento 50 migranti al largo delle coste siciliane
Pescatori e salvatori di uomini. È a loro che L’uomo Vogue ha deciso di dedicare la sua copertina nel numero in edicola dal 23 ottobre. Sono gli uomini dell’equipaggio Accursio, il peschereccio che lo scorso 26 luglio ha salvato dall’affondamento 50 migranti al largo delle coste siciliane.
La rivista ha deciso di ricordare il gesto umanitario dei pescatori, di omaggiare le storie di un gruppo di italiani che lontani dalle urla e dalle grida della politica hanno messo da parte il loro lavoro per il benessere dell’altro.
«Tre giorni di lavoro perduti, vero, ma abbiamo salvato vite umane: cosa c’è di più importante?», ha detto il capitano Carlo Giarratano, come riportato da RivistaStudio.
A immortalare gli uomini dell’Accursio ci ha pensato una conterranea, la fotografa di Gela Roselena Ramistella, vincitrice nel 2018 del Sony world photography award.
Il punto, a mio avviso, sta nel fatto che questi marinai non hanno fatto una scelta di vita radicale e di rottura: semplicemente si sono trovati un giorno nella condizione di prendere una decisione, e quel giorno hanno scelto di tirare su le reti, cambiare rotta e salvare vite umane, pagandone un prezzo di tasca propria — il mancato guadagno della giornata, a volte la propria sicurezza, o persino la libertà personale. È sempre quello cui rinunciamo che dà peso alle nostre scelte», ha spiegato il direttore de L’Uomo (e di Vogue Italia) Emanuele Farneti.
(da agenzie)
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Ottobre 25th, 2019 Riccardo Fucile
L’INIZIATIVA DELLA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO E DEL VATICANO: DOCCE E LAVATRICI PER I SENZATETTO
Dare concretezza all’esperienza di grazia dell’Anno Giubilare della Misericordia: questo l’invito del Papa, accolto con il gesto della Elemosineria apostolica e dalla Comunità di Sant’Egidio di Genova, che nel pomeriggio hanno inaugurato nel capoluogo ligure la “Lavanderia” e le docce di Papa Francesco, un servizio gratuito dedicato alle persone più povere e a quelle senza fissa dimora perchè possano lavare, asciugare e stirare i propri indumenti, vestiti e coperte e anche provvedere all’igiene personale.
«Un luogo e un servizio per dare forma concreta alla carità e al tempo stesso intelligenza alle opere di misericordia per restituire dignità a tante persone che sono nostri fratelli e sorelle, chiamati con noi a costruire una “città affidabile” – ha scritto in una nota il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa – La “Lavanderia” e il servizio docce saranno gestiti dalla Comunità di Sant’Egidio Liguria insieme con gli altri servizi di accoglienza e assistenza delle persone più povere».
Nei locali destinati a questo servizio ci saranno detersivi, ammorbidenti e detergenti per la persona, oltre a lavatrici, asciugatrici e ferri da stiro donati dalle multinazionali Procter & Gamble e Whirlpool, che già nel 2017 hanno contribuito all’apertura di una “Lavanderia” simile a Roma.
A promuovere e coordinare questo progetto è stato il gruppo industriale Procter & Gamble Italia, che dal 2015 dona rasoi e schiuma da barba e altri prodotti alla barberia per i poveri del Colonnato di San Pietro: «Un gesto concreto, parte dell’impegno dell’azienda nella cittadinanza d’impresa – ha detto Riccardo Calvi, responsabile comunicazione istituzionale di P&G Italia – con l’obiettivo di migliorare, anche di poco, le condizioni di vita di chi è in difficoltà ».
(da agenzie)
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Ottobre 25th, 2019 Riccardo Fucile
SI PARTE SOPRATTUTTO DAL MERIDIONE, META PIU’ COMUNE LA GRAN BRETAGNA…EMIGRA CHI HA UN LIVELLO DI ISTRUZIONE MEDIO-ALTO
Non siamo soltanto un Paese meta di migrazioni, siamo di nuovo una nazione di emigranti, che
partono in prevalenza dal Meridione.
Negli ultimi 13 anni, dal 2006 al 2019 il numero di chi se ne va dall’Italia è aumentato del 70,2 per cento e gli iscritti all’Aire, cioè l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, sono passati da poco più di 3,1 milioni a quasi 5,3 milioni e quasi la metà (48,9 per cento) è partito dal Sud.
I dati che analizzano l’emigrazione sono raccolti, come ogni anno, dalla Fondazione Migrantes, che ha presentato questa mattina a Roma il rapporto Italiani nel mondo, arrivato alla sua 14a edizione.
Il rapporto sottolinea il fenomeno ormai noto dell’emigrazione dei giovani e, indicando il Regno Unito come meta privilegiata, obbliga a guardare con attenzione all’esito delle trattative per la Brexit, poichè a breve per chi si è trasferito in Inghilterra con le regole della libera circolazione dell’Unione Europea potrebbe essere necessario un percorso burocratico ben più complesso.
Altro dato importante rilevato dal rapporto Migrantes anche l’aumento continuo degli iscritti per nascita, a riprova che molti italiani trasferiti all’estero trovano nel Paese in cui emigrano condizioni favorevoli a mettere su famiglia.
Le cifre.
Su un totale di oltre 60 milioni di cittadini residenti in Italia a gennaio 2019, alla stessa data l’8,8 per cento è residente all’estero. In termini assoluti, gli iscritti all’Aire aggiornati all’1 gennaio 2019, sono 5.288.281.
Il 48,9 per cento degli italiani iscritti all’Aire è originaria del Meridione d’Italia (di cui il 32 per cento Sud e il 16,9 per cento Isole); il 35,5 proviene proviene dal Nord Italia (il 18 per cento dal Nord-Ovest e il 17,5 per cento dal Nord-Est) e il 15,6 per cento dal Centro.
Le italiane iscritte sono 2.544.260 (48,1 per cento).
La classe di età più rappresentata è quella di coloro che hanno tra i 35 e i 49 anni (1.236.654, cioè il 23,4 per cento).
A seguire chi ha tra i 18 e i 34 anni (1.178.717; 22,3 per cento), gli over 65 anni (1.068.784; 20,3 per cento) e chi ha tra i 50 e i 60 anni (1.009.659; 19,1 per cento).
I minori sono 794.467 (15 per cento). Il 55,9 per cento è celibe o nubile mentre il 36,7 per cento è unito in matrimonio. Meno di mille, quindi irrilevanti dal punto di vista percentuale, sono le unioni civili.
Più della metà (51,5 per cento) è iscritto all’Aire per espatrio, ma continua la crescita degli iscritti per nascita (39,7 per cento).
Le acquisizioni di cittadinanza sono il 3,4 per cento, le reiscrizioni per irreperibilità il 4 per cento.
Il 43,9 per cento è iscritto da oltre 15 anni, il 20,7 per cento da meno di 5 anni. Oltre 2,8 milioni (54,3 per cento) risiedono in Europa, oltre 2,1 milioni (40,2 per cento) in America.
Nello specifico, però, sono l’Unione Europea (41,6 per cento) e l’America Centro-Meridionale (32,4 per cento), le due aree continentali maggiormente interessate dalla presenza dei residenti italiani.
Le comunità più consistenti si trovano, nell’ordine, in Argentina (quasi 843 mila), in Germania (poco più di 764 mila), in Svizzera (623 mila), in Brasile (447 mila), in Francia (422 mila), nel Regno Unito (327 mila) e negli Stati Uniti d’America (272 mila).
Le motivazioni.
Secondo il rapporto le storie di chi emigra sono spesso caratterizzate da progetti non ben definiti, con situazioni che mutano a velocità impensabili per i motivi più disparati: la nascita di un figlio, il sopraggiungere di un problema di salute, una promozione di carriera, una opportunità lavorativa, ecc. Le cause possono essere plurime e molto differenti tra loro.
Ecco perchè, sempre secondo la Fondazione Migrantes, “non vale più la strategia del ‘per sempre’ come quando si sfidava l’oceano e dopo infiniti giorni di navigazione si giungeva dall’altra parte del mondo e ci si rimaneva per lunghissimi anni (se non definitivamente) prima di ripercorrere faticosamente e rischiosamente la strada del ritorno in patria.
Oggi, invece, si cambia più volte destinazione e Paese di residenza e non solo perchè ci si muove liberamente in uno spazio più ampio, l’Unione Europea, ma anche e soprattutto per la maggiore libertà di movimento data dalla contrazione dei tempi degli spostamenti e dall’avvento dei mezzi di viaggio più veloci e meno costosi, che hanno aperto la possibilità dello spostamento per molte più persone e per una “fetta” di mondo più vasta”.
L’impoverimento del Meridione. L’emigrazione consistente dal Sud Italia ne accresce i problemi perchè, sottolinea il Rapporto, si tratta di persone con un livello di istruzione medio-alta, quindi persone sulle quali il nostro Paese ha investito in termini di educazione e formazione.
“Se negli anni successivi al Secondo dopoguerra i flussi migratori verso le regioni centro settentrionali erano prevalentemente costituiti da manodopera, proveniente dalle aree rurali del Mezzogiorno, nell’ultimo decennio mediamente il 70 per cento delle migrazioni dalle regioni meridionali e insulari verso il Centro-Nord sono state caratterizzate da un livello di istruzione medio-alto – si legge nel report – Cedendo risorse qualificate il Mezzogiorno ha ridotto le proprie possibilità di sviluppo, alimentando ulteriormente i differenziali economici con il Centro-Nord”.
Nuovi italiani ed emigrazione.
Il rapporto analizza anche gli spostamenti degli stranieri che, arrivati in Italia e ottenuta la cittadinanza, si sono poi trasferiti altrove. Negli anni tra il 2012 e il 2017, degli oltre 744 mila stranieri divenuti italiani sono quasi 43 mila le persone che hanno poi trasferito la residenza all’estero; il 54,1 per cento (oltre 13 mila) di questi solo nel 2016.
I nuovi italiani hanno una differente propensione all’emigrazione a seconda del paese di cui sono originar: è alta la quota di emigrati italiani di origine brasiliana, con oltre 28 emigrati ogni 100 acquisizioni, con uno squilibrio di genere a favore degli uomini (oltre 36 trasferimenti ogni 100 acquisizioni per gli uomini e poco più di 22 per le donne).
Anche le comunità del subcontinente indiano sono particolarmente mobili e tra queste la prima è quella del Bangladesh, con più di 21 emigrazioni ogni 100 acquisizioni di cittadinanza, seguita dal Pakistan con quasi l’11 per cento e India con il 8,9 per cento. I paesi del subcontinente indiano si distinguono anche per una maggiore propensione delle donne rispetto agli uomini a emigrare successivamente all’acquisizione della cittadinanza.
Emigrati italiani e pregiudizi.
Dopo aver dedicato le ultime edizioni ai territori regionali di partenza, alle città di approdo, ai principali paesi di destinazione della neo-mobilità giovanile italiana, quest’anno il Rapporto introduce una novità sostanziale con il tema dello Speciale 2019: “Quando brutti, sporchi e cattivi erano gli italiani: dai pregiudizi all’amore per il made in Italy”. Per illustrare stereotipi e pregiudizi che hanno accompagnato il migrante italiano nel tempo e in ogni luogo si fa perciò riferimento ai termini spregiativi usati in passato per indicare gli italiani: da “Dago” (da dagger = pugnale) per indicare che attaccavano briga e risolvevano le questioni a colpi di coltello, a “WoP” (Without Papers) cioè illegali; ancora “Greaseball”, palle di lardo perchè mangioni e, ancora, Maccaroni, Rital, sfruttatori, mafiosi.
Attraverso analisi sociologiche e linguistiche, aneddoti e storie, il Rapporto fa riferimento al tempo in cui erano gli italiani a essere discriminati, risvegliando “il ricordo di un passato ingiusto – spiega il testo – non per avere una rivalsa sui migranti di oggi che abitano strutturalmente i nostri territori o arrivano sulle nostre coste, ma per ravvivare la responsabilità di essere sempre dalla parte giusta come uomini e donne innanzitutto, nel rispetto di quel diritto alla vita (e, aggiungiamo, a una vita felice) che è intrinsecamente, profondamente, indubbiamente laico”.
La Fondazione Migrantes auspica che questo studio possa “aiutare al rispetto della diversità e di chi, italiano o cittadino del mondo, si trova a vivere in un Paese diverso da quello in cui è nato”.
La presentazione.
Alla presentazione del Rapporto sono intervenuti monsignor Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes e la curatrice Delfina Licata. Interventi anche di Roberto Rossini, presidente ACLI; monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana; Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, con la moderazione di Paolo Pagliaro. Le conclusioni sono affidate a David Maria Sassoli, presidente del Parlamento Europeo.
(da agenzie)
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Ottobre 21st, 2019 Riccardo Fucile
PARI DIGNITA’, NESSUN PARAMETRO UNICO DI GIUDIZIO, EQUILIBRIO… IL MONDO VA AVANTI E NON HA BISOGNO DI SANTONI ESTREMISTI DEL PENSIERO UNICO
Con la “rincorsa verso il centro”, sta sempre più ritornando di moda parlare di cristianesimo, di
cristianità e della cultura che dovrebbe attingere, che dovrebbe ispirarsi al Vangelo per riscrivere pagine di “amore” e di “misericordia”.
Si, ma di quale amore stiamo parlando? A quale misericordia si allude?
A quella che giubila per gli spot dei porti chiusi o dell’invito a sparare ai barconi degli immigrati che cercano rifugio e speranza in Europa?
A quella della triade “Signore, Patria e Famiglia per negare pari dignità a tutto ciò che ne rappresenta cultura, visione e bisogno, anzi, bisogni alternativi?
Se proprio il riferimento fosse necessario, io parlerei di “misericordia” in senso ampio e nobile. Di accettazione e di doveroso riconoscimento della pari dignità per tutto ciò che possa essere considerato – che sia, anzi – espressione dell’uomo, dei suoi bisogni e delle sue necessità .
Non si possono costringere le persone a vivere secondo uno schema fisso e predeterminato additando come il male assoluto tutto ciò che vi si allontani
Non si possono piegare le vite delle persone, le loro sofferenze, il loro dolore (come avviene per i malati terminali, per esempio) e le loro stesse speranze, ad un unico modello e paramento di “giudizio”.
Anzi, che a giudicare siano i preti ed i giudici: l’uomo sia incarnazione e latore di valutazioni serene, armoniose, laiche e di rispettosa libertà !
Se la virtù riposa nel giusto mezzo tra due estremi, e allora essa riposerà anche, e soprattutto, nella rivoluzionaria sfida sottesa al raggiungimento del migliore equilibrio possibile tra tutto ciò che è politicamente, sia “corretto” che “scorretto”.
Le parole sono espressione dei concetti e delle idee.
Le parole sono lo strumento per trasmettere sogni e speranze.
Il mondo va avanti: costringerlo nei meandri di una lettura monocorde sarebbe, è, e sarà sempre, il peggiore degli errori…
Salvatore Totò Castello
Right BLU – La Destra liberale
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