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LE PROPOSTE DI RENZI A “PORTA A PORTA”: SFIDUCIA A BONAFEDE, FASE RIFORMISTA CON TUTTI COINVOLTI PER RINVIARE LE ELEZIONI E SPERARE IN SONDAGGI MIGLIORI, ELEZIONE DIRETTA DEL PREMIER O DEL CAPO DELLO STATO, ALTRA MARCHETTA A SALVINI

Febbraio 19th, 2020 Riccardo Fucile

LE ANTICIPAZIONI SULLA INTERVISTA GIA’ REGISTRATA DEL MICRON DI PONTASSIEVE

Matteo Renzi a Porta a Porta per registrare alle ore 18. Si accomoda sulla poltrona di Bruno Vespa e inizia a raccontare la sua strategia per dettare l’agenda, imprimere la sua svolta all’esecutivo e mantenere in piedi la legislatura fino a nuovo ordine, ovvero fino a quando i sondaggi per Italia Viva saranno migliori.
Ed eccoli, quindi, i punti tanto attesi che porteranno il premier Giuseppe Conte a una riflessione.
Il primo, innanzitutto. Matteo Renzi vorrebbe presentare la mozione di sfiducia ad Alfonso Bonafede. Il ministro della Giustizia che ha bloccato la prescrizione dopo il processo di primo grado non può, secondo il leader di Italia Viva, continuare a essere il guardasigilli dell’esecutivo. Pertanto, Italia Viva andrà  avanti nel suo proposito e presenterà  la mozione di sfiducia individuale.
Questo, quindi, il primo sasso scagliato da Matteo Renzi.
Poi, arriva la proposta di pace. Che però ha sempre l’aspetto di un ultimatum. Un serio piano di crescita aperto e allargato a tutte le forze politiche, in modo tale da rendere Italia Viva protagonista di questa fase di governo, nonostante il numero esiguo di deputati e senatori a disposizione.
In più, ci sarebbe la proposta di votare insieme la proposta di riforma costituzionale per l’elezione diretta del presidente del Consiglio o, in alternativa, del Capo dello Stato. Una proposta che, com’è noto, è molto gradita alla destra e che, quindi, incontrerebbe il favore anche della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.
Il tutto per allungare i tempi di questa legislatura e rinviare il voto.
Saranno queste le carte in tavola all’ordine del giorno dell’agenda politica nei prossimi giorni. Si aspetta la risposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che dovrà  decidere il da farsi.

(da agenzie)

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CONTINUA LO SHOW DI RENZI CHE NON GLI RENDE NEANCHE UN VOTO IN PIU’

Febbraio 18th, 2020 Riccardo Fucile

“AVANTI CON LA SFIDUCIA A BONAFEDE SE NON SI CAMBIA SULLA PRESCRIZIONE”… ORMAI LA POLITICA E’ IN MANO A MEGALOMANI

Tornato dal Pakistan, Matteo Renzi si presenta in Senato con tanto di selfie che sa di sfida agli alleati e al premier Conte: “In Aula puntualissimo. Con un pensiero affettuoso a tutti quelli che hanno detto che per sciare saltavo i lavori parlamentari”.
Il leader di Italia Viva, nei fatti, non sembra sia tornato con toni distensivi nonostante si dica “tranquillissimo”. §
Le voci di una pattuglia di responsabili pronta a sostenere il premier Giuseppe Conte, qualora Italia Viva si sfilasse, si fanno sempre più insistenti. Dunque l’ex premier passeggia in Transatlantico e di fronte ai taccuini dei cronisti prova a ribaltare questa narrazione, forte del passaggio di una deputata da Leu e di un senatore dal Pd. Vuole tenere il governo sulle spine, lanciando minacce più o meno velate: “I nostri numeri sono decisivi. Conte deve ascoltarci. Altrimenti, se ha i numeri, ma non credo, ce ne andiamo all’opposizione”.
Renzi vuole i riflettori su di sè per continuare a indebolire il presidente del Consiglio, convinto che si possa formare un nuovo governo con la stessa maggioranza. Dipenderà  dai 5Stelle e da Luigi Di Maio, i contatti sono in corso. Intanto il leader di Italia Viva domani sera sarà  nel salotto di Porta a Porta a prendersi la scena provando a dettare la sua di agenda. L’obiettivo è fare ancora battaglia sulla prescrizione, “tema che può portarci un po’ di voti”, sostengono i suoi, e che diventa anche un pretesto casomai per far venire giù tutto.
Se il lodo Conte arriverà  in Aula, inserito nel disegno di legge sul processo penale, Italia Viva annuncerà  immediatamente la mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Sarà  questo uno dei passaggi dell’intervista di domani insieme all’ostentazione che difficilmente potrà  esserci un nuovo governo senza Italia Viva: “A noi va bene anche il Conte ter. Andiamo all’opposizione. Conte è contento e sono contento io. Io però questi 10 senatori di Italia Viva che vanno via non li vedo. Per il momento è entrata una deputata”, Michela Rostan, arrivata da Leu.
Cambio di casacca che Renzi rivendica dal momento che, dopo giorni di rumors che riferivano di parlamentari in uscita da ‘Italia viva’ per fare da stampella al governo Conte, in disaccordo con la linea dell’ex presidente del Consiglio, in realtà  gli unici ‘movimenti’ che al momento si segnala è verso il senatore di Rignano sull’Arno. Come quello del senatore Tommaso Cerno.
Forte di questo Renzi andrà  in tv. È possibile che chieda un patto di legislatura “per far ripartire l’economia e il lavoro cominciando con lo sblocco dei cantieri”. Su questi temi il leader di Italia Viva chiederà  a Conte di arrivare al 2023 modificando prima di tutto la riforma sulla prescrizione “che io non condivido, la porto in discussione in Aula e su questo vado avanti fino in fondo”.
L’offensiva dei renziani sulla giustizia continua anche se, dopo una giornata di suspense, si è trovato un accordo sulle intercettazioni. Ma a metà  pomeriggio mentre sorseggia un succo di frutta nella buvette del Senato, il leader di Italia Viva incrocia Pietro Grasso, che ha presentato l’emendamento della discordia poi ritirato: “Così la situazione politica si fa sempre più incasinata”. Domani Renzi proverà  a dettare le condizioni per proseguire la legislatura sfidando il premier e senza fare marcia indietro sulla prescrizione.

(da “Huffingtonpost”)

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SE SI ANDASSE A VOTARE CON IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI E LA SOGLIA AL 5% ITALIA VIVA AVREBBE SOLO UN SENATORE E CINQUE DEPUTATI

Febbraio 17th, 2020 Riccardo Fucile

CON UNA MEDIA SONDAGGI ATTUALMENTE AL 4,3% RENZI NON CONTEREBBE NULLA

I sondaggi su Italia Viva, che dopo una buona partenza non sono decollati. Una cosa balza subito all’occhio: la formazione dell’ex premier dopo una prima leggera impennata non è mai riuscita a crescere nei consensi, anzi.
Negli ultimi tempi, mentre il Pd sale, Iv resta ben sotto la soglia del 5%: da qui il tentativo di Renzi di ritagliarsi nuovi spazi politici.
Secondo la supermedia dei sondaggi Youtrend Italia Viva arranca dopo aver toccato il picco nel novembre 2019, qando è arrivata al 5,2%, e ora balla intorno al 4,3%.
Una situazione che potrebbe portare a un’ecatombe di parlamentari in caso di elezioni, sia con il sistema attualmente in vigore che con la nuova legge su cui hanno trovato l’accordo il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle.
Questo soprattutto a causa della riforma che ha dimezzato il numero dei parlamentari. In base alla Supermedia dei sondaggi YouTrend per Agi del 19 dicembre, e considerando il nuovo scenario post taglio dei parlamentari (Camera con 400 deputati e Senato con 200 senatori ai quali sono stati sottratti gli eletti all’estero), sarebbero 5 i deputati di Italia Viva
Al Senato Italia Viva avrebbe un solo senatore.
Il “Brescellum” prevede che tutti i seggi di Camera e Senato — con l’eccezione di quelli riservati all’Estero e alla Valle d’Aosta — siano assegnati in maniera proporzionale, con una soglia di sbarramento al 5% ma al contempo un diritto di tribuna per le forze politiche che non riescano a raggiungere tale soglia.
Rispetto al Rosatellum, dunque, verrebbe completamente azzerata la quota di parlamentari eletti in collegi uninominali.

(da agenzie)

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IL TIZIO CHE TENTA DI FAR STACCARE LA LUCE A CASA DI RENZI

Febbraio 15th, 2020 Riccardo Fucile

QUANDO NEL 2016 I TECNICI DELL’ENEL SI PRESENTARONO A CASA DI RENZI PER ESEGUIRE UN RICHIESTA DI DISTACCO

Venerdì 14 febbraio 2020, è iniziato al tribunale di Piacenza il processo nei confronti di un consulente Enel che nel 2016 si sarebbe introdotto nei sistemi informatici dell’azienda energetica, carpendo le informazioni di Matteo Renzi e facendo partire una richiesta di distacco come se provenisse direttamente da quello che all’epoca era il presidente del Consiglio.
Quando i tecnici si presentarono però nell’abitazione toscana di Renzi, si scoprì subito che qualcosa non andava e furono avviate le indagini, che ben presto portano all’individuazione del consulente del Punto Enel di Piacenza, ora accusato di accesso abusivo a sistema informatico e sostituzione di persona.
Nel corso della prima udienza sono stati ascoltati alcuni testimoni che avrebbero confermato gli accessi abusivi nella banca dati provenienti da Piacenza.
Il processo continuerà  in ottobre, quando in aula sarà  chiamata una funzionaria del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) che spiegherà  come si è arrivati a identificare l’autore dell’ingresso al sistema e della telefonata.
Secondo l’accusa l’imputato, che si professa innocente, sfruttando la sua professione di consulente presso Enel, avrebbe prelevato gli estremi dell’utenza Renzi di Pontassieve, telefonando al call center dell’azienda dell’energia elettrica e chiedendo la disdetta.
Quando i tecnici si presentarono a casa Renzi furono però fermati prima di procedere al taglio della luce e scattò un’indagine.
In seguito agli accertamenti il piacentino (che si dichiara estraneo ai fatti) è stato rinviato a giudizio con le accuse di accesso abusivo a un sistema informatico e di sostituzione di persona.

(da agenzie)

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ITALIA VIVA SI QUIETA

Febbraio 14th, 2020 Riccardo Fucile

“VOTIAMO SI’ AL MILLEPROROGHE”… “SIAMO ALLEATI, NON SUDDITI”

Italia Viva voterà  la fiducia al governo sul Milleproroghe e, soprattutto, la riforma del processo penale che contiene anche il Lodo Conte Bis sulla prescrizione.
Lo hanno spiegato fonti di Italia Viva alla Camera sottolineando, però, che sulla prescrizione se ne parlerà  quando il tema arriverà  all’esame del Parlamento.
Anche ieri, Matteo Renzi ha sottolineato che sulla prescrizione avrebbe accettato un compromesso diverso da quello uscito da palazzo Chigi, un compromesso nel merito: “Ai tavoli avevamo detto che eravamo disponibili anche ad accettare che la prescrizione potesse essere cancellata, ma solo dopo l’appello”, ha spiegato Renzi ieri, in diretta Facebook.
E oggi, dal suo partito arrivano segnali sulla volontà  di votare il pacchetto che riforma il processo penale, affrontando il nodo della prescrizione non appena i lavori parlamentari lo permetteranno.
Una linea confermata da fonti renziane di primo piano: “Come si fa dire che non votiamo la riforma del processo penale? Poi, quando arriverà  la discussione sulla prescrizione, si lavorerà  per le modifiche. Ma sulla velocizzazione dei tempi della giustizia abbiamo sempre detto che per noi è una priorità ”.
Il giudizio sul Lodo Conte Bis non cambia: “Non è che non ci piace nel merito, è incostituzionale”. E sulla prescrizione interviene, per l’ultima volta, assicura, l’ex premier: “La posizione del lodo Conte è incostituzionale secondo i principali esperti. Cercheremo di cambiarla in parlamento prima che venga bocciata dalla corte costituzionale come già  avvenuto in settimana alla legge Bonafede”, ha scritto su Facebook.
E ancora: “Questa per noi – aggiunge – è una battaglia culturale. Non molleremo di un solo centimetro. Il pd ha scelto di seguire i grillini, noi abbiamo scelto di seguire le persone competenti: avvocati, magistrati, esperti della materia. Questo è il mio ultimo post sulla prescrizione. Adesso che la posizione è chiara, parliamo di tasse, di cantieri, di crisi aziendali”.
Poi un altro messaggio agli alleati di governo e al premier: “Se vogliono un Conte ter, si accomodino pure. Se il Premier vuole cacciarci, faccia pure: è un suo diritto”.
Sul punto il presidente del Consiglio risponde: “Io ho una responsabilità  di governo, sono andato davanti al Parlamento e ai cittadini a chiedere la fiducia su un programma, secondo voi sarebbe normale lavorare a un Conte ter? Io sono qui a realizzare un programma, sono qui e fino all’ultima ora utile lavorerò sul programma su cui ho chiesto fiducia. Orizzonti futuri non mi appartengono”.

(da “Huffingtonpost”)

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ITALIA VIVA MORTA

Febbraio 14th, 2020 Riccardo Fucile

RENZI E’ L’OMBRA DI SE STESSO E LE STA SBAGLIANDO TUTTE

Possiamo dirlo? Italia Viva è un esperimento politico finora del tutto fallimentare, a quasi sei mesi dalla sua nascita.
Era nato per drenare consensi e voti al centrosinistra disilluso, all’area moderata e al centrodestra, e tuttavia non è possibile finora attribuirgli nulla di tutto questo.
Doveva essere il nuovo partito libero e scevro dalle dinamiche del Pd, il nuovo partito liberale ed europeista anti-Matteo (Salvini), argine al populismo, e invece è il vuoto cosmico. Il nulla.
Incapace di penetrare e di incidere, Matteo Renzi — ahimè — le sta sbagliando davvero tutte. E il suo partito, svuotato il contenitore, privo di personalità , senz’anima, non ha strategia giacchè lo stesso Renzi ha smarrito completamente una strategia degna del Rottamatore che aveva colpito nel segno e che ci aveva lasciati ammaliati. Più che Italia Viva Italia Morta
Non fosse per i parlamentari che fece eleggere con le liste che lui stesso compilò scrupolosamente e impose nelle notti precedenti al 4 marzo 2018, in occasione delle elezioni politiche che hanno cambiato gli equilibri di potere, oggi Renzi sarebbe completamente fuori gioco.
Ripete spesso di voler essere un semplice senatore, ma oggi somiglia più a quei politici che un tempo voleva giustamente e a tutti i costi rottamare.
Aggrappato a quel poco di potere che gli è rimasto, outsider d’eccellenza, picconatore, ai margini ma sempre protagonista, lui e il suo partito fanno da ago della bilancia in parlamento. Ma la festa prima o poi, presto o tardi che sia, finirà  e allora le cose si faranno sul serio.
Di quel celebre duello con Matteo Salvini a Porta a Porta, e della sua promessa di fare di Italia Viva un partito nuovo e determinante, oggi si vede ben poco. Il Pd da cui è fuggito al cospetto sembra un partito forte e coeso (e il segretario Nicola Zingaretti una vittima del suo gioco delle tre carte).
Ma come, doveva essere il nuovo Macron italiano — con i consensi dell’Ue e dei leader mondiali — e oggi l’unica battaglia significativa di Italia Viva, per quanto nobile, è la prescrizione? E, no, non basta una timida proposta di bonus cultura.
In termini di consensi attribuitogli dai sondaggi, quella di Iv è stata finora un’operazione politica più simile a quella a cui ha dato vita Carlo Calenda che ad un vero partito rinnovatore e collegiale. Del resto Italia Viva, è, Renzi. Un 3 per cento e poco più.
Oggi Iv è un contenitore vuoto, non portatore di alcun valore se non di quelli più ovvi e per questo a tutti riconducibili. Questo vuoto lo avevamo per la verità  già  intravisto durante il lancio di Italia Viva lo scorso ottobre alla Leopolda di Firenze.
E proprio in quella occasione avevamo già  messo in dubbio la sua natura e il suo contenuto politico. Ammiccante ma per nulla convincente: salvo spendere tantissimo sui social.
Le dure parole di Luciano Nobili nei confronti del Pd sono eloquenti e rappresentative della tensione Renzi-Pd/M5S. Ma è proprio da questo guardarsi in cagnesco che Italia Viva perde credibilità  perchè ‘vive’ — si fa per dire — e si nutre in larga parte di rancore e disillusione nei confronti del Pd. Che paradossalmente, senza nulla fare, ne esce vincente.
Non vuole che si parli di lui, ma si innervosisce se non è al centro del dibattito; non vuole far cadere il governo ma di fatto minaccia di farlo cadere un giorno si è un giorno no. Renzi ha finito per essere l’ombra di se stesso, di quel campione che era cinque anni fa, incapace neppure di raccogliere l’eredità  di un Berlusconi moribondo. Si è sentito tradito da tutti e ha mollato tutti, anche chi gli ha prestato il fianco più del dovuto. Erano i suoi uomini, oggi non ha più nemmeno quelli
Possiamo solo auspicare che Renzi rinsavisca e torni Matteo Renzi. Se così fosse, saremo qui ad aspettarlo. Perchè è con buona probabilità  ancora oggi l’unico vero leader politico davvero in grado di cambiare l’Italia. A tratti lo ha dimostrato. Poi si è perso nella sete di potere. Un po’ come tutti in questa era breve di leader (soli) al comando.

(da TPI)

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FALLISCE ANCHE IL SECONDO ASSALTO RENZIANO ALLA PRESCRIZIONE: BOCCIATA LA PROPOSTA

Febbraio 12th, 2020 Riccardo Fucile

LODO ANNIBALI RESPINTO PER NOVE VOTI

Con 49 no a 40 sì le commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno bocciato il ‘lodo Annibali’, l’emendamento di Italia Viva al Milleproroghe per rinviare di un anno la riforma Bonafede sulla prescrizione. Hanno votato sì i deputati dell’opposizione e di Italia Viva, mentre ha votato contro il resto della maggioranza. Il governo aveva dato parere negativo.
Il ministro della Giustizia Bonafede dice stop alle mediazioni sulla prescrizione. Per il Guardasigilli “domani il ddl sulla riforma del processo penale e il lodo Conte bis dovrebbe andare in Cdm. Sul lodo Conte bis si sta valutando il veicolo normativo migliore. Non esiste alcun lodo Conte ter. Adesso dobbiamo andare avanti e nel frattempo resta in vigore la riforma della prescrizione”.
In attesa del voto sul Lodo Annibali in Commissione alla Camera proposto dai renziani l’opposizione ha comunque pronta un’altra ‘trappola’ da inserire al Senato dove i numeri sono più ballerini: Forza Italia ha depositato un emendamento all’interno del dl Intercettazioni che dovrà  essere convertito in legge la settimana prossima, riproponendo la riforma Orlando.
I timori nella maggioranza sono legati alle prossime battaglie che ci saranno proprio nell’emiciclo di Palazzo Madama.
Ecco il motivo per cui una parte dei senatori del Pd non chiuderebbe ad un’ulteriore mediazione che vada oltre il ‘Lodo Conte bis’: si tratta di prevedere lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di appello.
Una soluzione che sarebbe gradita a Matteo Renzi e che sarebbe stata prospettata nei giorni scorsi anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci oggi in un’intervista si è limitato a dire che una soluzione è ancora possibile.

(da “Huffingtonpost”)

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PRESCRIZIONE, LA MINACCIA DI RENZI A CUI NESSUNO CREDE

Febbraio 11th, 2020 Riccardo Fucile

L’IDEA DEL MEGALOMANE DI VOTARE LA FIDUCIA AL GOVERNO E UN MINUTO DOPO SFIDUCIARE BONAFEDE… RENZI ABBIA LE PALLE DI VOTARE CONTRO LA FIDUCIA E VEDIAMO POI QUANTI VOTI PRENDE ALLE ELEZIONI

Immaginate la scena: un partito di governo, in questo caso Renzi, anzi il partito che ha innescato con grande convinzione questo governo lo scorso agosto, vota la fiducia su un provvedimento che recepisce l’accordo sulla prescrizione, il cosiddetto “lodo Conte”, pur non essendo d’accordo; poi, il minuto dopo, lo stesso partito presenta una mozione di sfiducia individuale al ministro Bonafede, come se fosse un partito di opposizione, e la vota con tutta la destra – Berlusconi, Salvini e Meloni — che il minuto prima ha votato la sfiducia per mandare a casa il governo e ci riprova il minuto dopo.
In un paese normale, dove le mozioni di sfiducia le fanno quelli che i governi in carica li vogliono far cadere, si aprirebbe, immediatamente, una crisi. Anche perchè, chi ha il compito istituzionale di custodire la Costituzione e anche un certo decoro della vita politica nonostante l’imminente carnevale, difficilmente potrebbe ignorare l’enorme questione politica che si porrebbe.
Ed è proprio questo che hanno pensato al Nazareno, cioè che l’assurdità  della mossa renziana, sia, in fondo, il più classico dei bluff: un modo per far rumore, per nulla. Perchè è evidente che sfiduciare un ministro, anzi il capo-delegazione dei Cinque stelle al governo, significherebbe mettere in discussione l’esistenza stessa del Conte 2.
Peraltro, in questa sorta di martedì grasso d’Aula anticipato, non si capisce perchè, se l’obiettivo è far saltare il governo, Renzi voti la fiducia sul “lodo Conte”, il lodo della discordia, per poi scaricare il suo dissenso sul Guardasigilli, la cui norma attualmente vigente da quel lodo esce cambiata.
E non si capisce perchè, se l’obiettivo è far saltare il governo, il coraggioso crociato del garantismo non si alzi in Aula in modo solenne, annunciando il suo no al provvedimento che violerebbe i suoi non negoziabili principi, ma sceglie la via di una rappresaglia individuale al ministro.
Parliamoci chiaro: quella di Renzi è una classica minaccia, l’ennesima sul tema, che non sortisce nemmeno l’effetto che una minaccia degna di questo nome dovrebbe avere incorporata, ovvero la capacità  di spaventare i propri interlocutori, il che è forse il dato più significativo che qualifica il declino di una leadership e il baratro che separa la concezione di sè dal principio di realtà .
Solo tre giorni fa Renzi ha dichiarato che il governo non è in discussione, per poi inventarsi una mossa che lo farebbe saltare, con lo spirito di un Giamburrasca ossessionato dall’apparire sconfitto, attento più ai titoli del Giornale sulla sua fragilità  “garantista” — quelli sì che se ne intendono di bluff in materia, dalle parti di Berlusconi — che agli allarmi del paese reale.
Non c’è da scomodare il senso di responsabilità , o l’amore verso il paese per cogliere lo iato tra l’eccitazione sulla trovata del giorno e le emergenze che pone l’agenda reale, dal coronavirus ai dati sul Pil. Agenda ignorata da un leader che si muove come un capo-ultrà , ignaro di una curva sempre più stretta, che, in quanto opposizione al governo, è riuscito a silenziare in questi giorni — e non è poco — il suo rumoroso omonimo, con tanto di alleati al seguito.
La destra si limita a godersi lo spettacolo e il meritato riposo, avendo trovato chi fa gratis il suo lavoro. Lavoro reso possibile anche dalla confusione attorno allo strumento da adottare per trasformare questo benedetto “lodo Conte” in provvedimento.
Scartata la via del decreto, non sembra possibile neanche un emendamento nel mille-proroghe perchè su di esso si addensano nubi di incostituzionalità . Ed è slittato il consiglio dei ministri che, pare, si svolgerà  giovedì. Il che consentirà  al Renzi di attribuirsi il merito di questo pasticcio e di presentarlo come il frutto della sua opera di interdizione. Al momento l’ipotesi sul tavolo è quella di un emendamento alla cosiddetta legge Costa che dovrebbe andare in Aula il 24 febbraio.
Al fondo, però, il dato politico è questo: la maggioranza, intesa come dinamica, vincolo politico, disciplina di coalizione, non c’è più.
Quello di Renzi non è ancora un “appoggio esterno” perchè i ministri sono ancora in carica, ma sostanzialmente gli assomiglia molto. E in questo dato c’è tutta l’ansia e la disperazione da recupero di voti, dopo una valanga di operazioni e previsioni sbagliate: la scissione, che ha prodotto un partitino del 3 per cento che ancora non trova un candidato in Puglia e teme di presentate le liste in Toscana; l’imprevista vittoria in Emilia che ha rinsaldato la centralità  del Pd e di Zingaretti; l’idea di poter sostituire Conte giocando di sponda con Di Maio, fallita col compromesso trovato, l’inquietudine dei gruppi parlamentari dove in parecchi non sono disposti a seguire Renzi di fronte a uno strappo. Ecco, nasce da qui la minaccia quotidiana.
La notizia è che non lo prende più sul serio nessuno.

(da “Huffingtonpost”)

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DIETROFRONT DI RENZI SULLA PRESCRIZIONE, VOTERA’ SI’

Febbraio 9th, 2020 Riccardo Fucile

SUCCESSIVAMENTE PRESENTERA’ UNA PROPOSTA DI LEGGE PER TORNARE ALLA RIFORMA ORLANDO

Ieri Matteo Renzi, intervistato da Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera, aveva detto che Italia Viva avrebbe votato no in Senato sulla mediazione raggiunta da MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico sulla prescrizione.
Oggi, fa sapere Goffredo De’ Marchis su Repubblica, Italia Viva ha deciso di dire sì in Aula alla mediazione raggiunta da M5S e PD anche se Renzi è determinato a presentare una legge che la cambi in Aula.
Primo tempo: Renzi nell’angolo. Italia Viva voterà  la fiducia al decreto Milleproroghe nel quale verrà  inserita la nuova norma sulla prescrizione voluta da Pd, M5S e Leu. Se l’emendamento sarà  tecnicamente impeccabile può anche annullare il lodo Annibali (deputata di Iv) e il disegno di legge del forzista Costa che va alla Camera il 24 febbraio. Sembra scacco matto. Accompagnato dalla ritirata renziana per evitare la caduta del governo.
Secondo tempo: Renzi esce dall’angolo. Un minuto dopo l’entrata in vigore del compromesso firmato Conte, il senatore di Firenze presenterà  una proposta di legge (di cui sarà  il primo firmatario) per spazzarlo via e tornare alla legge di Andrea Orlando sulla prescrizione. «Vediamo come si comporterà  il Partito democratico e se al Senato hanno i numeri per bocciarla», dice l’ex premier ai fedelissimi annunciando dunque la riscossa dopo l’arretramento strategico.
Secondo Repubblica il testo verrebbe discusso a marzo-aprile in piena campagna elettorale per le regionali.
Può diventare potenzialmente dirompente per gli equilibri del centrosinistra. Il mantra di Renzi non cambia: «Stanno solo spostando il problema in avanti di qualche settimana. Ma prima o poi esplode».
Dario Franceschini annusa l’aria e con i colleghi dem ormai parla di navigazione a vista, di fibrillazione permanente legata a Renzi e al caos dei grillini.
Superare il nodo della prescrizione sarà  solo il primo di una serie di ostacoli. Si vive alla giornata. Un guaio alla volta. Gli uffici sono al lavoro per mettere nero su bianco la mediazione raggiunta dal governo con il dissenso di Italia Viva.
La realtà  è che quando si discutono i disegni di legge lo decide la maggioranza di governo.

(da “NextQuotidiano”)

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