Gennaio 16th, 2018 Riccardo Fucile
“PIU’ MI MUOVEVO, PIU’ SCIVOLAVO IN BASSO, LA SINDACA FACCIA AGGIUSTARE LE STRADE”
«Devo la vita a un angelo custode comparso all’improvviso: mi ha afferrato per le braccia e
mi ha aiutato a risalire sul marciapiede. Altrimenti sarei sprofondata nella voragine». Ida Coscia ha 78 anni.
Parla dalla sua abitazione vicino piazza Bologna, «dove vivo da cinquant’anni. Una cosa del genere non l’avevo mai vista prima. Ho rischiato di farmi davvero male, e ora che ci penso ho più paura di quando sono rimasta aggrappata a quello scalino – racconta ancora – e mi chiedo: se al posto mio ci fosse stata una mamma con il bimbo sul passeggino? Ci pensi la sindaca, e pensi soprattutto ad aggiustare le strade».
La settantenne è la donna che ieri mattina, in via Catania, all’angolo con via Lomellina, è stata inghiottita da una buca che si è aperta in un attimo accanto al marciapiede.
Caduta nel crepaccio, lungo un metro e mezzo ma soprattutto profondo più di due, la signora Ida è stata soccorsa da un passante e da una pattuglia di carabinieri. Trasportata in ambulanza al Policlinico Umberto I, è stata dimessa con dieci giorni di prognosi per una forte contusione a una gamba.
«Il medico mi ha detto che ora devo riposare, mio figlio deciderà adesso se denunciare il Comune o chi ha provocato la rottura della strada – spiega la settantenne -, intanto è stato sentito dai vigili urbani. Di certo io e mio marito ce la siamo vista brutta. Lui è rimasto lì in bilico, non ce la faceva a reggermi. E pensare che eravamo usciti di casa per fare una passeggiata e andare a comprare il pane in via Catania, dove c’è un ottimo forno». L’imprevedibile – ma poi nemmeno tanto visto che si tratta di Roma – è successo poco prima di mezzogiorno.
Dopo essere stata liberata dalla voragine, la settantenne è stata fatta sedere in attesa dell’ambulanza. «Dopo essere caduta sentivo che più mi muovevo e più scendevo. È una fortuna che non mi sia fatta quasi niente», dice ancora la signora Ida.
Dopo il primo intervento dei carabinieri della compagnia Parioli sono stati i vigili urbani a transennare il marciapiede con l’asfalto danneggiato. Non si esclude che a provocare lo smottamento sia stata un’infiltrazione causata da una perdita d’acqua di una tubatura. Come anche in via Alghero, a San Giovanni dove la strada continua a essere transennata da quasi un mese per una grossa voragine che si è aperta in mezzo alla carreggiata, sulle strisce pedonali.
A fine novembre invece un’altra gigantesca buca si era aperta sempre dove passano i pedoni in via Ambrosini, all’incrocio con via Accademia degli Agiati, alla Montagnola.
Situazioni di pericolo reale per i romani, come la signora Ida ha vissuto sulla sua pelle ieri mattina. Ma il quadrante di Roma nord e Salario è sempre più al centro del dissesto stradale.
Ieri sera i vigili urbani hanno dovuto chiudere al traffico una parte di via Salaria, all’altezza di Ponte Salario per buche sull’asfalto che rendono pericolosa la circolazione dei veicoli, soprattutto di scooter e moto.
Immediate le ripercussioni sulla Tangenziale est, in entrambe le direzioni, e ancora verso Prati Fiscali.
(da “il Corriere della Sera”)
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Gennaio 10th, 2018 Riccardo Fucile
DOPO SETTIMANE DI SILENZIO LA SINDACA “FA CHIAREZZA” SULLA QUESTIONE RIFIUTI PER DIRE CHE E’ TUTTA COLPA DELLA REGIONE… MA SE STAVA ZITTA ERA MEGLIO
Il M5S va alla riscossa guidato da Virginia Raggi che ha finalmente trovato l’ispirazione e il tempo per parlare dei rifiuti della Capitale.
Come sappiamo, e come ci ha spiegato l’assessora Pinuccia Montanari a Roma non c’è alcuna emergenza rifiuti. Semmai c’è la “percezione” di un’emergenza che invece c’è solo — spiegano Giuliana Di Pillo e Paolo Ferrara — nel X Municipio e che ha comportato l’attivazione del TMB che il M5S aveva promesso di non portare a Ostia.
Da giorni il MoVimento 5 Stelle è sotto attacco per la questione della monnezza. Di quella che il Comune di Roma aveva chiesto alla Regione di poter mandare in Emilia Romagna, di quella che invece il Comune vorrebbe andasse in Abruzzo.
Fino ad oggi la Sindaca della Capitale (e della Città Metropolitana) ha lasciato parlare i suoi. Ora da brava leader ha deciso di affrontare la questione di petto e spiegare a cosa è dovuta la “non emergenza” rifiuti della città .
La sindaca ha approfittato dell’occasione per rispondere alla lettera del Presidente della Regione Abruzzo sull’attivazione di protocollo d’intesa con Ama per “fare chiarezza sui rifiuti”.
Curiosamente la Raggi dà tutta la colpa alla Regione che non ha ancora aggiornato il Piano dei rifiuti.
Dimentica però che se oggi quel piano non è stato aggiornato è anche per merito suo. La Città Metropolitana di Roma (la ex Provincia per i più distratti) avrebbe dovuto infatti individuare “le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonchè delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti”.
Cosa che però non è stata fatta, anche perchè alcune delle aree individuate dalla Città Metropolitana (che è governata dalla Raggi) ricadono in zone “di elevatissimo pregio ambientale e agricolo”.
Come abbiamo spiegato il Consiglio metropolitano ha chiesto alla Raggi di riformulare l’individuazione delle aree. Ad oggi però la sindaca non ha ancora risposto e di conseguenza anche per questo motivo l’iter del Piano regionale è fermo.
La Raggi continua spiegando che Roma raccoglie i propri rifiuti e che “prova a conferirli nelle poche strutture della Regione che, pare, siano insufficienti”. Attualmente, fa sapere l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, solo un terzo dell’indifferenziato romano viene trattato nei TMB Ama (una volta questo era “Il Problema” secondo il M5S) mentre tutti i residui di trattamento destinati a discarica (230mila tonnellate annue) nell’ultimo anno sono stati spediti in Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. Roma inoltra “esporta” in altre province laziali (Latina, Frosinone, Viterbo) circa 200.000 tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati. Non male per un sistema che la Raggi definisce “fragile”.
Secondo la Raggi il problema (che però secondo la narrazione pentastellata non esiste) è quindi ascrivibile completamente alle carenze della Regione e non, come invece scriveva nella sua relazione l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Campidoglio — con un responsabile attivista M5S nominato dall’Assemblea Capitolina — alla carenza di investimenti per impianti di trattamento e la manutenzione degli automezzi.
Gli impianti (pubblici e privati) di Provincia di Roma e Regione Lazio assorbano la quasi totalità dell’indifferenziato prodotto a Roma.
L’Abruzzo tratta solo il 4% dell’indifferenziato romano. Come è possibile se — come dice la Raggi — il sistema regionale non è in grado di farlo?
La chiusura di Malagrotta ad esempio, che da qualche tempo la giunta a 5 Stelle indica come l’inizio di tutti i mali, non è direttamente responsabile della situazione.
Il problema principale — è stato detto da più parti — è che gli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) della Capitale non sono in grado di smaltire l’indifferenziato. Di conseguenza i camion non possono raccoglierlo e rimane nelle strade.
La Raggi spiega poi che Roma sta “rendendo forte e stabile con la richiesta di autorizzazioni per costruire impianti di compostaggio e di riciclo”.
Peccato però che gli impianti di compostaggio servano per il trattamento della sola frazione organica e che — ha fatto sapere l’assessore regionale all’Ambiente Mauro Buschini “gli unici atti presenti in Regione, nel merito degli impianti, Roma li ha presentati per bloccare l’ecocentro a Rocca Cencia, progettato e presentato da Ama nell’aprile del 2015″.
Nonostante infatti oggi Luigi Di Maio abbia detto che la Capitale sta “costruendo tre impianti” le dichiarazioni dell’assessora Montanari parlano di due impianti per i quali però deve ancora iniziare l’iter progettuale e che se tutto andrà bene (e non è detto viste le proteste) entreranno in servizio fra tre anni.
La sindaca continua a fare chiarezza dicendo che “l’estensione della raccolta differenziata spinta a oltre 1 milione di abitanti nel 2018” potrà contribuire ad alleviare le sofferenze del sistema regionale.
A Roma però in questi ultimi 18 mesi la raccolta differenziata non è cresciuta.
Anche per quanto riguarda le frazioni organiche e la selezione multimateriale Ama tratta solo una piccola percentuale del “materiale post-consumo” prodotto (5,6% e 8%) il resto viene trasferito da Ama in Veneto e Friuli Venezia Giulia e in altri impianti della Regione Lazio
A dirlo, per inciso è un’agenzia comunale il cui direttore è un attivista M5S nominato dalla maggioranza dell’attuale Assemblea Capitolina.
È chiaro quindi che il problema sono gli impianti di trattamento, ma non quelli della Regione o dei comuni della Provincia che assorbono la quasi totalità dei rifiuti romani.
E fa sorridere l’uscita del deputato Stefano Vignaroli che ha diffuso una nota stampa dove fa sapere che ha paura che “queste società che trattano il prelievo dei rifiuti di Roma facciano il doppio gioco”.
Secondo Vignaroli “magari queste società offrono un prezzo più alto per mettere in difficoltà Roma, oppure promettono di prendere una certa quantità e invece ne prendono un po’ meno”, auspicando l’intervento della procura.
La situazione è disperata, ma non seria.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 10th, 2018 Riccardo Fucile
SE IL CONCORDATO NON VA A BUON FINE, SI VA AL FALLIMENTO O ALL’AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA
“Se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio”.
Così l’assessore alla Mobilità Linda Meleo nel corso di una commissione sulla proroga dell’affidamento in house ad ATAC.
Per Meleo “se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale, piano che e’ ancora work in progress, il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto”.
Il concordato è stato richiesto dall’azienda dopo una lunga polemica interna nella giunta che alla fine ha portato all’addio dell’amministratore designato dal M5S Bruno Rota e dell’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo.
Oggi però in commissione si parlava di un problema diverso anche se collegato, ovvero della proroga dell’affidamento in house del servizio ad ATAC fino al 2021, che permetterebbe all’amministrazione di non mettere a gara il servizio, come previsto da norme europee, entro l’anno prossimo.
L’argomento è politicamente sensibile perchè nel frattempo i Radicali di Roma hanno raccolto e presentato le firme per un referendum consultivo sulla privatizzazione del servizio che avrebbe dovuto svolgersi quest’anno.
L’affidamento in house ad ATAC fino al 2021 renderebbe di fatto inutile la consultazione, anche se non osterebbe la sua celebrazione
(da agenzie)
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Gennaio 9th, 2018 Riccardo Fucile
L’ABRUZZO HA RISPOSTO CHE DA LORO LA MONNEZZA NON VIENE SMALTITA E CHE DOPO IL TRATTAMENTO DOVREBBE ESSERE DISTRUTTA DAGLI INCENERITORI (EMILIANI?)… COSI’ ROMA PAGHEREBBE DUE VOLTE
Colpo di scena nell’emergenza rifiuti che non esiste. 
Ieri l’assessora all’Ambiente di Roma Capitale Pinuccia Montanari e altri esponenti del MoVimento 5 Stelle — ad esempio il presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco — hanno sostenuto che portare i rifiuti di Roma in Emilia Romagna costa 180 euro a tonnellata, molto di più rispetto all’Abruzzo.
In completa trance agonistica, l’assessora ha persino accusato “qualcuno” (il PD) di speculare “economicamente e politicamente” sulla vicenda.
Oggi la Regione Abruzzo precisa che sì, è vero che gli impianti emiliani applicano una tariffa intorno ai 180 curo a tonnellata rispetto ai 130-140 curo dell’Abruzzo, come sottolineato dal M5S, ma va detto che in Emilia il servizio, come si dice, è completo, cioè la spazzatura è anche smaltita dagli inceneritori, mentre in Abruzzo sarebbe solo trattata e poi servirebbero altri 40-50 euro a tonnellata per spedirla nelle discariche di Molise, ancora Emilia o Toscana
Così i rifiuti in Abruzzo potrebbero costare di più che in Emilia
La monnezza quindi farebbe dei giri immensi per poi ritornare, come nella canzone di Venditti, ad essere un problema.
La stessa tesi del minor costo è stata sostenuta ieri da Lorenzo Bagnacani dell’AMA. Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale abruzzese con delega all’Ambiente gli ha risposto a brutto muso: “Ci lasciano sconcertati le dichiarazioni fatte a mezzo stampa dall’amministratore delegato di Ama, secondo il quale ci sarebbe un’inversione di rotta nel voler trasportare i rifiuti dall’Emilia Romagna all’Abruzzo, tra l’altro motivandola con ragioni economiche che non sono assolutamente vere: in Emilia Romagna i rifiuti andavano per essere smaltiti, una cosa ben diversa dal trattamento, che noi possiamo fare in Abruzzo e che ha costi certamente più elevati”.”.
Il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha intanto spedito a Virginia Raggi una lettera con le condizioni della sua Regione per accogliere i camion carichi di monnezza romana.
Messaggio chiaro, scrive il Messaggero:
La Capitale voti subito un piano anti-emergenza vero, altrimenti non aspettatevi una mano da noi. Il documento è partito ieri notte da Pescara, direzione Campidoglio Dopo lo stop ego della trattativa con l’Emilia Romagna a guida Pd, l’amministrazione di Virginia Raggi ora è costretta a sperare nel «sì» dell’Abruzzo. Ma da Pescara — anzi, dagli impianti di Sulmona e Chieti — non arriverà un aiuto immediato. E la Capitale è sempre più in emergenza.
Entro cinque giorni, senza valvole di sfogo, il fragile sistema degli impianti cittadini rischia di collassare definitivamente. Ne sono convintigli esperti della Regione Lazio e fonti qualificate dell’Ama. In una delle poche strutture comunali, il Tmb del Salario, già ieri giacevano montagne di rifiuti fermi nelle vasche. E lo stesso accadeva nell’altro “Tmb pubblico, quello di Rocca Cencia. Senza alternative in campo, la situazione nel week-end potrebbe precipitare, perchè ogni domenica si ferma lo smaltimento. Il rischio è che lunedì i netturbini non sappiano più dove portare i sacchetti di pattume che già straripano da giorni dai cassonetti.
Domenica il tentativo furbo del MoVimento 5 Stelle di dare la colpa alla Regione e agli altri per la situazione si è andato a schiantare contro i commenti di cittadini infuriati che ricordavano di averli votati per trovare soluzioni ai problemi invece di sviare l’attenzione sui nemici politici.
La brillante strategia del M5S per cancellare l’emergenza rifiuti a Roma si va piano piano schiantando contro lo scoglio della realtà .
Anche perchè nel frattempo le accuse alla Regione sono state confutate dai documenti della Città Metropolitana, dai quali si scopre che il piano rifiuti di via della Pisana non è stato aggiornato anche perchè Roma non ha detto dove vuole fare gli impianti che ha promesso.
E la situazione degli impianti di trattamento è quella certificata dalla Fp Cgil Roma e Lazio che in una nota fa sapere che «Roma regge a stento e solo perchè conserva nella pancia degli impianti Ama un’enorme quantità di rifiuti, mandando oltre il 25% a smaltire fuori dal proprio territorio».
E se i rifiuti non riescono a passare per i TMB anche se fosse aperta Malagrotta non farebbe alcuna differenza perchè l’indifferenziato deve passare prima per gli impianti di trattamento meccanico-biologico che — a Roma — sono allo stremo.
Nel frattempo la decisione e la posizione ideologica della Sindaca e dalla Giunta pentastellata che si ostinano a non dire dove vorrebbero che venissero posizionati i nuovi impianti sta producendo i suoi effetti nelle strade di Roma.
I continui richiami alla differenziata e agli obiettivi futuri del porta a porta non possono risolvere il problema attuale che è dovuto alle carenze strutturali dei TMB che la Raggi non dice dove vorrebbe posizionare.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 7th, 2018 Riccardo Fucile
PER IL M5S E’ COLPA DEI MEDIA CHE MOSTRANO I CASSONETTI SPORCHI… E ARRIVANO LE RISPOSTE INFURIATE DEI CITTADINI
Mentre a Roma prosegue l’emergenza rifiuti più pazza del mondo il MoVimento 5 Stelle
Roma sulla sua pagina Facebook pubblica uno status in cui sostiene che Roma abbia “retto alla valanga di rifiuti” e che i cassonetti sono in gran parte puliti:
“Roma ha retto alla valanga di rifiuti che ogni anno, da sempre, invade tutte le città italiane nel periodo delle festività natalizie. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, oltre 1.000 tonnellate in più di rifiuti sono state raccolte e avviate a trattamento. Roma ha oltre 60mila cassonetti per strada e per uno che straborda ce ne sono dieci puliti. Ma in TV ci va sempre quello pieno. Chissà perchè.”
Lo status si è però in breve tempo riempito di gente inferocita che è andata a far notare che la ricostruzione offerta dal M5S Roma è leggermente… di parte.
“La situazione al X municipio (quartiere San Giorgio di Acilia) la situazione dei rifiuti è veramente vergognosa, secchioni stracolmi montagne di sacchetti a terra!!!”, dice Stefania; “A torre angela veramente stiamo affondando nei rifiuti vedete voi!!!!! Sono quasi due anni ci fosse stato un briciolo di cambiamento in questo municipio no ragazzi cosi non va bene sono dei vostri ma anche obbiettivo”, risponde Maurizio.
E ancora: “Non mi interessa la polemica politica: da quello che vedo nei quartieri che frequento la situazione non si può definire disastrosa ma senz’altro altamente insoddisfacente, soprattutto sul versante della raccolta differenziata e dello stato a volte allarmante dei cassonetti…dopo 2 anni speravo in qualcosa di meglio“, scrive Antonello; “State negando la realtà , che i cittadini vivono tutti i giorni. Vi state facendo solo del male. Sarebbe più intelligente ammettere il problema e affrontarlo seriamente. Una volta risolto vi arriveranno valanghe di voti”, aggiunge Mimmo.
“Uno che straborda ce ne sono 10 puliti? Maledico il giorno in cui vi ho votato . ma vi ricordate quando la cara sindachella sbeffeggiava il sindaco marino riguardo ai rifiuti?siete penosi. La scusa del PD non regge più, avete rotto le scatole voi e il PD. Basta!vergogatevi!”, fa sapere Osvaldo mentre Giovanni dice: “Nel quartiere dove abito , spinaceto, i rifiuti hanno invaso i marciapiedi ….proprio tutto sotto controllo non è”.
La parte più divertente della vicenda è che c’è chi si dedica a cancellare i commenti che provano che è stata l’AMA a chiedere aiuto all’Emilia Romagna.
Il tutto allo scopo di dare la colpa alla Regione Lazio per la situazione: “La gestione dello smaltimento è della Regione Lazio che non ha mai pianificato il problema scaricando sulle città , e Roma è una metropoli di dimensioni impressionanti. La sindaca ha sollecitato Zingaretti per la soluzione del problema e la regione ha dovuto necessariamente far richiesta ad altre disponibili a ricevere i rifiuti in eccedenza. Ci sono molti articoli di giornale al riguardo”, scrive qualcuno.
Ma Girolamo non è d’accordo: “Siete come gli altri. Bugie a non finire! Chiedete ai romani!”. In ogni caso la parola d’ordine è negare, negare tutto, negare anche l’evidenza: a Roma i cassonetti sono puliti, è tutto a posto, non si vede più nemmeno un topo.
E infatti poco dopo il post arriva anche una nota su Facebook dell’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari, che in effetti aveva dichiarato di non aver mai visto un topo a Roma qualche tempo fa, che conferma la linea dello status del M5S: “A Roma il sistema di raccolta ha tenuto, pur di fronte all’impennata di produzione dei rifiuti del periodo natalizio. Siamo intervenuti riportando le situazioni di criticità alla normalità . Le polemiche non ci interessano e soprattutto non interessano ai cittadini”.
Ma anche il post di Pinuccia Montanari non riscuote grandissimo successo: “Ma veramente dice? Ma si rende conto che siamo sommersi dall’immondizia ovunque??? Ma come si fanno a dire queste cose? Ma perchè perdete tempo a pubblicare queste slide inutili invece di pensare a come risolvere il problema, visto che a Roma siamo in PERENNE EMERGENZA immondizia???? Io sono sconcertato dal vostro atteggiamento”, scrive Emiliano.
“Quindi la spazzatura 4/5 giorni per strada quando finira?? Se vuole può controllare tutti i pagamenti ama regolari, magari parecchi che scrivono qui sono evasori totali..grazie per la sua risposta….”, aggiunge Fabrizio.
“Invece di tenere il sedere al calduccio e sparare stronzate, esci dal guscio e fatti un giro in periferia fra i cittadini per percepirne l’umore; sono partito i 22 dicembre scorso, per tornare ieri, nulla è cambiato a Tor Sapienza e penso anche nelle altre periferie, c’è purtroppo la stessa immondizia ammucchiata intorno ai cassonetti dello scorso anno con qualche cumulo in più”, chiude Franco.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 4th, 2018 Riccardo Fucile
IL LUOGOTENENTE DI DI MAIO IN CAMPIDOGLIO: “ABBIAMO EVITATO I TITOLI SULLA RAGGI A PROCESSO”
Come avevamo spiegato ieri, Virginia Raggi ha chiesto il giudizio immediato sul caso
Marra anche perchè questo eviterà al GUP di sentenziare sul suo caso, visto che gli spifferi del Campidoglio erano molto pessimisti riguardo l’archiviazione.
Oggi Alfonso Bonafede, deputato che segue per conto del MoVimento 5 Stelle quanto accade in Campidoglio, in un’intervista al Messaggero tra le righe conferma le motivazioni:
Dunque, la strategia processuale e l’opportunità politica sisono incontrate e sposate alla perfezione?
«Forse questo dispiacerà molto ai giornalisti».
A proposito: in caso di condanna Raggi si dovrà dimettere?
«Si atterrà al codice etico, come ha sempre detto».
Quindi?
«Vale quanto scritto sul codice etico».
Bonafede, lo confessi: grazie alla scelta di Raggi ora avete un peso in meno per la campagna elettorale?
«Beh, diciamo che i giornali hanno un po’ di amaro in bocca in più».
Ma no, facciamo un esempio: lei ha evitato che nei prossimi mesi in qualsiasi talk-show le rinfacciassero il caso Roma e la Raggi rinviata a giudizio. Vuole sostenere il contrario?
«Non penso che sia così».
E com’è?
«Su questo tipo di decisioni, mi riferisco alla volontà di accedere al rito immediato da parte della sindaca, l’aspetto talk è accessorio. La sua scelta si inserisce in una strategia difensiva chiara e molto più ampia».
Di cui usufruirete anche voi.
«Se c’è un riflesso mediatico favorevole? Ci può anche stare».
Ah, lo ha ammesso.
«Eh, sì. Molti giornali non vedevano l’ora di arrivare al 9 gennaio con il titolone sparato: “Raggi a processo”, dando l’impressione agli italiani di essere già arrivati a una condanna».
E si sa, il M5S questi processi mediatici senza sentenza definitiva non li può proprio sopportare.
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 30th, 2017 Riccardo Fucile
IL GOVERNATORE BONACCINI: “SOLO PER QUANTITA’ LIMITATE E PER UN TEMPO PRESTABILITO”…IL MINISTRO GALLETTI: “ORA ROMA TROVI UNA SOLUZIONE”
Quantità limitate e prestabilite, tassativamente non superabili e non reiterabili, inferiori rispetto ad analoghi interventi passati, e per un periodo limitato, poco più di 40 giorni effettivi. “Per solidarietà istituzionale e senso di responsabilità verso i cittadini e la collettività romana e per l’immagine del Paese a livello internazionale, visto che si parla della Capitale”.
L’Emilia-Romagna ha deciso di accogliere la richiesta della Regione Lazio legata all’emergenza rifiuti a Roma. In una propria delibera, la Giunta ha fissato limiti rigidi quanto a tempi e quantitativi: saranno i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo nel bolognese, individuati d’intesa con gli amministratori locali, a smaltire non più di 15mila tonnellate complessive (5mila per ogni impianto) di rifiuti indifferenziati provenienti dalla Capitale.
Quantità che rientrano nelle capacità termiche già programmate per singoli impianti: vista la necessità espressa da Roma, smaltire 350 tonnellate giornaliere, l’impegno per l’Emilia-Romagna non supererà i 43 giorni pieni.
In caso di giornate senza smaltimenti o con smaltimenti parziali, l’atto della Giunta fissa comunque in massimo 60 giorni effettivi l’impegno regionale a partire dal primo conferimento negli stabilimenti individuati.
“Una decisione non facile- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo – Abbiamo comunque scelto di raccogliere la richiesta arrivata dal governatore Zingaretti per senso di responsabilità di fronte a difficoltà e a una emergenza che non possono continuare a ricadere sui cittadini di Roma e per solidarietà istituzionale, specie di fronte all’appello a sindaci e Regioni arrivato dallo stesso Zingaretti. Negli ultimi due anni abbiamo dato una mano, una sola volta all’anno, a chi aveva bisogno e non ci tiriamo indietro nemmeno stavolta, con tempi e quantitativi certi e non superabili. Sia chiaro, però, che è ora di dire basta, di cambiare e adottare ovunque misure strutturali che portino a una svolta, senza dover ricorrere all’intervento di altri territori virtuosi.
In Emilia-Romagna siamo pienamente autosufficienti sullo smaltimento- proseguono Bonaccini e Gazzolo – e siamo tra le regioni più virtuose in Italia per la raccolta differenziata che quest’anno ha raggiunto il 62%. E con l’introduzione della tariffazione puntuale punteremo a superare il 70% nel 2020. Sono risultati frutto di scelte precise, a partire dalla legge per l’economia circolare che premia i comuni più virtuosi con sgravi sulle bollette. Nel 2018 aggiungeremo altri 2 milioni di euro per premiare ancora di più i cittadini che differenziano e per migliorare il rendimento dei territori, perchè vogliamo che il riciclo aumenti. Dunque, si può fare e bene: le amministrazioni locali ancora indietro, passino dalle parole ai fatti, per passare dall’emergenza all’autosufficienza”.
I costi di conferimento e le modalità di pagamento saranno pattuiti direttamente tra i gestori degli impianti di partenza e di arrivo dei rifiuti, in linea con i costi emiliano-romagnoli, con una quota “verde” aggiuntiva che sarà versata ai comuni di Parma da parte della società Iren Ambiente spa e di Modena e Granarolo (Bo) da parte della società Hera Ambiente spa, con il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. Il trasporto dei rifiuti dovrà avvenire nel rispetto delle norme vigenti a salvaguardia dell’ambiente e sarà monitorato da Arpae, l’Agenzia
Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “La soluzione trovata, emergenziale e dunque necessariamente limitata nel tempo, è utile a scongiurare l’ennesima situazione di crisi per Roma: si usi questo tempo e questa apertura istituzionale per individuare le soluzioni strutturali che da tempo mancano a Roma quando si parla di chiusura del ciclo integrato dei rifiuti”.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 30th, 2017 Riccardo Fucile
LA SINDACA: “LINDA, GLI EMENDAMENTI NON E’ CHE SONO DEI FOGLI CHE SI APPROVANO DA SOLI”
Il Messaggero racconta oggi che continua ad esserci una certa maretta tra la Giunta Raggi
e la maggioranza grillina in Campidoglio, a causa della manovra di bilancio e dei fondi ai quali ha attinto l’amministrazione, provenienti dal fondo di riserva del Comune pari a 11 milioni di euro. In tutto ciò c’è stato anche il tempo per una gaffe dell’assessora ai trasporti Linda Meleo, che avrebbe dimenticato di presentare gli emendamenti sui trasporti:
La vicenda della delibera sul prelievo dal fondo di riserva è segno che gli scricchiolii sugli scranni continuano ad esserci. Così come certi malintesi: per esempio raccontano che l’assessore Linda Meleo si fosse dimenticata di presentare gli emendamenti per quanto riguarda i trasporti.
Una leggerezza, poi recuperata in extremis, che però ha mandato su tutte le furie Virginia Raggi «Linda gli emendamenti non è che sono dei fogli che si approvano da soli», le ha detto la sindaca — ma anche l’assessore al bilancio Gianni Lemmetti. Per questi e per altri motivi, la maggioranza chiede alla giunta un cambio di passo e riunioni mirate prima di prendere decisioni impattanti. L’esempio dell’utilizzo dei fondi di riserva, un tesoretto messo da parte per le emergenze, ne è l’ultima riprova.
La Meleo è ormai da tempo entrata in conflitto con il presidente della Commissione Trasporti Enrico Stefà no, in passato suo pigmalione in Giunta.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 27th, 2017 Riccardo Fucile
IL DEFINANZIAMENTO DEI PROGETTI PER LA CAPITALE
Qualche tempo fa avevamo spiegato come il Comune di Roma avesse fatto quadrare i conti
nel bilancio 2018 tagliando gli investimenti in trasporti e istruzione; questo perchè la spesa “rigida”, riassunta dalle due voci dedicate al personale e agli acquisti di beni e servizi, assorbe una quota sempre più grande delle energie finanziarie disponibili, lasciando le briciole al resto.
Oggi Il Messaggero lancia l’allarme su tutta una serie di progetti, in alcuni casi anche di manutenzione, che l’amministrazione a 5 Stelle ha definanziato per far quadrare i conti.
I beni culturali sono tra le “vittime” delle ristrettezze finanziarie in cui si deve muovere la giunta: nella liste dei progetti definanziati per il 2018 ci sono il consolidamento e restauro delle Mura Aureliane, compreso l’allestimento del museo nella Torre est, il recupero dell’ex Ospedale Germanico, il restauro della Villa di Plinio a Castel Fusano e quello che riguarda Porta del Popolo dove, in particolare, si sarebbero dovuti risistemare gli ambienti interni.
Salta quasi completamente, per i prossimi dodici mesi, la prevista realizzazione del nuovo svincolo e sottopasso del grande raccordo anulare, con tanto di corsie complanari, tra via Casilina e Tor Bella Monaca: dei sei milioni e passa di euro previsti per il progetto, quest’anno ne saranno a disposizione appena 600 mila.
Il resto, in gran parte, è stato iscritto nelle poste del 2020, saltando addirittura due anni: insomma, chi vivrà vedrà .
E ancora:
Se ne riparlerà nel 2019, salvo ulteriori complicazioni, anche per il restauro conservativo di ponte Risorgimento, che collega i quartieri Flaminio e Prati, del risanamento strutturale di ponte Flaminio (quello di corso Francia) e del viadotto della Magliana.
Ma il piano di maggior impatto sulla circolazione romana, tra quelli che saltano nel prossimo anno, è il rifacimento della tangenziale est: in particolare,sono slittati al 2019 e 2020 i lavori di messa in sicurezza delle barriere di protezione e di manutenzione straordinaria del fondo stradale lungo l’intero tratto compreso tra la galleria Giovanni XXIII e la nuova circonvallazione interna (ossia il tunnel Nomentana-Tiburtina).
Stessa sorte per la manutenzione straordinaria di via Portuense (tre milioni di euro) e di via della Pineta Sacchetti (1,5 milioni). Nulla da fare, almeno nel 2018, per la sostituzione di scale mobili, tapis roulant e ascensori nelle stazioni metro B, la realizzazione dei parcheggi di scambio presso le stazioni ferroviarie di Villa Bonelli e Muratella, l’ampliamento di quello di Ponte Mammolo, i nuovi centri sportivi di Pietralata, Tor de’ Cenci e Cesano, la realizzazione del centro polifunzionale del mercato dell’Alberone, in via Appia Nuova.
Nei giorni scorsi amministratori e consiglieri comunali si erano vantati per l’approvazione a tempo di record del bilancio.
Chi ha seguito il dossier e non è così scemo da credere alla propaganda politica aveva già capito molto sul come si era arrivati al risultato.
Un vecchio detto recita: “Chi ama le salsicce e le leggi non dovrebbe sapere come sono fatte nè le une nè le altre”. Vale anche per i bilanci.
(da “NextQuotidiano”)
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