Ottobre 23rd, 2018 Riccardo Fucile
AUTOBUS CHE NON PASSANO, SPAZZATURA CHE NESSUNO RACCOGLIE, PARCHI DEGRADATI, CITTADINI CHE MUOIONO PER BUCHE IN STRADA, AMMINISTRAZIONE INCOMPETENTE
Piazza del Campidoglio gremita di gente? Speriamo di sì. Se il 27 Ottobre alle 10.30 verranno tutti quelli che continuano ogni minuto a darci l’adesione il sit-in sarà affollato.
Perchè in molti hanno capito che non ci saranno sigle, nè partiti, nè grandi uomini che dal palco ci racconteranno la loro verità . Perchè non si può continuare così.
Sono 28 mesi che Roma è nelle mani dell’amministrazione dei 5 stelle. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Da quando esiste l’elezione diretta del sindaco mai la Capitale era stata trattata così male. Ogni giorno mentre si aspetta l’autobus che non passa, mentre si passa accanto alla spazzatura che nessuno raccoglie, quando si portano i bambini a giocare nei parchi incolti, cercando di scansare il pericolo della caduta degli alberi, si avverte l’enorme incompetenza di questa amministrazione e di chi la guida.
La gente muore per strada a causa delle buche oppure investita sulle strisce sbiadite.
Il disprezzo per la qualità dello spazio pubblico coincide con il disinteresse e la lontananza dalla vita reale dei cittadini. E dal Campidoglio non arriva alcuna spiegazione. La rabbia, il malumore e la frustrazione per ora sono rimasti nelle pagine Facebook.
I giornali ci raccontano in uno stillicidio quotidiano l’inadeguatezza di una Giunta senza visione nè strategia.
Impossibile tenere il conto delle manchevolezze di chi dovrebbe governare la città . È arrivata l’ora di scendere in piazza, vogliamo farci vedere.
Perchè nessuno può farcela da solo, insieme possiamo creare la differenza.
In molti hanno creduto alle 6 donne molto testarde. E il numero 6 ci riporta al 6 maggio con la morte sulla Via del Mare di Elena Aubry, sbalzata dallo scooter perchè la strada è dissestata. E nessuno la aggiusta.
L’8 maggio si incendia l’autobus a via del Tritone. Mentre la foto faceva il giro del mondo noi ci siamo telefonate e poi viste e poi riviste. Abbiamo trovato un nome: “Roma per tutti e tutti per Roma” e aperto un gruppo chiuso su Facebook. Le adesioni oggi sono più di 20mila.
E poi altri si sono fatti trascinare dal nostro entusiasmo. Tutti abbiamo un lavoro e una famiglia e molte altre cose da fare.
Puro impegno civico per amore della nostra città Roma così maltrattata. D’altronde anche la manifestazione a Londra per un altro referendum sulla Brexit è nata così, dal passaparola.
Negli Stati Uniti per sostenere i candidati anti-Trump nelle elezioni di mid-term il prossimo novembre molte donne hanno messo a disposizione tempo, energia, tinelli e cucine.
Pensiamo che sia necessario che qualcuno dia voce e offra risposte credibili alle richieste che arrivano dai cittadini, specialmente i più svantaggiati. Ineguaglianze e ingiustizie quando vengono ridotti e decapitati i servizi sociali sono destinate a crescere. Tutto questo mentre il vice-presidente del consiglio promette di abolire la povertà .
La manifestazione del 27 Ottobre sarà solo l’inizio di una mobilitazione permanente, stiamo raccogliendo dati, informazioni, proposte e le presenteremo alla Giunta.
Stiamo già pensando al futuro.
Roma per tutti e tutti per Roma
(da “Huffingtonpost“)
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Ottobre 18th, 2018 Riccardo Fucile
PUR DI NON MOLLARE LA POLTRONA, AVANZA L’IPOTESI DI ANDARE AVANTI SENZA SIMBOLO DEL M5S
«Ho letto il titolo, ma sono passata a notizie più importanti»: ha risposto così Virginia Raggi ieri a chi le chiedeva cosa pensasse dell’intervista rilasciata da Roberta Lombardi a Repubblica Roma in cui la consigliera regionale del Lazio al suo secondo mandato ricordava alla sindaca la necessità di dimettersi in caso di condanna per falso nel caso Marra.
Una freddezza comprensibile visto che al di là delle foto in campagna elettorale il rapporto tra le due personalità più importanti del MoVimento 5 Stelle a Roma (una sindaca, l’altra candidata governatrice contro Zingaretti) non è mai stato idilliaco ed è costato richiami ufficiali e abiure all’ex deputata.
Eppure da qualche giorno circola in Campidoglio — e di riflesso sui giornali — un’ipotesi diversa da quella che vede la sindaca, in caso di condanna, pronta a dimettersi seguendo il codice M5S (testo ritoccato a gennaio 2017 dopo l’avviso di garanzia a Raggi) e poi, dopo 20 giorni, «le dimissioni diventano efficaci ed irrevocabili – è il comma 3 dell’art. 53 del Tuel– e si procede allo scioglimento del consiglio, con contestuale nomina di un commissario» da parte della Prefettura.
L’altra ipotesi è stata oggetto di un articolo del Fatto e oggi di uno del Corriere della Sera Roma, e vede la sindaca andare avanti senza simbolo M5S, tema su cui in Campidoglio si discute da un po’, soprattutto tra consiglieri.
Spiega Andrea Arzilli:
Nel retroscena, però, si fanno i conti su chi è disposto a sostenere Raggi anche senza la copertura politica del M5S. Per farlo serve blindare la maggioranza dei 48 scranni in Aula: il gruppo M5S conta 28 consiglieri, di cui solo 2-3 dell’ala «intransigente» legata alla Lombardi.
La maggioranza della maggioranza sembra infatti decisa a non staccare la spina all’amministrazione, ma anzi pressa per farla proseguire anche senza le 5 stelle a sventolare sul palazzo Senatorio. «Siamo con Virginia anche senza simbolo: abbiamo iniziato un grande lavoro su Roma e non ci fermeremo proprio adesso», confidano alcuni consiglieri grillini.
Il M5S Roma finirebbe quindi per sfidare la direzione nazionale grillina decidendo di mettersi al di fuori delle regole grilline per mantenere Virginia Raggi sullo scranno, con tutte le conseguenze a suo sfavore?
Per inquadrare correttamente la situazione bisognerebbe prima considerare un’altra questione, anch’essa dirimente: insieme a Raggi c’è un buon numero di attuali consiglieri comunali che sono al loro secondo mandato dopo averne svolto uno proprio in Comune oppure in uno dei Municipi.
Chiudere l’esperienza amministrativa di Virginia Raggi, per loro, significherebbe chiudere anche la loro esperienza politica con il MoVimento 5 Stelle per sempre.
La questione però si intreccia con quella fatta trapelare nei giorni scorsi dal senatore Emanuele Dessì, che vorrebbe alcuni senatori grillini pronti a chiedere una deroga alla regola per consentire a chi ha svolto un mandato da consigliere comunale di poter svolgere un altro mandato parlamentare.
È evidente che al netto del “grande lavoro su Roma” che i consiglieri ritengono di aver svolto (i cittadini romani meno, visti i risultati delle elezioni nei municipi e nel Lazio) questo sarà uno dei punti che sarà decisivo nel dirimere la questione dell’appoggio dei consiglieri alla sindaca.
Anche perchè tutti questi discorsi non sembrano proprio quagliare con un dato di fatto inequivocabile: dopo due anni e mezzo di amministrazione Raggi Roma è più sporca di prima e gli autobus continuano a non passare, in barba alle “grandi vittorie” che i consiglieri e la stessa prima cittadina sbandierano ogni tanto su Facebook per vitalizzare la claque. Interpellati alle urne sulle capacità amministrative del M5S nel voto dei municipi III e VIII qualche mese fa, i cittadini romani hanno preferito mandare al ballottaggio i candidati di centrodestra e centrosinistra invece di quelli grillini.
L’incapacità della Giunta Raggi, che non potrebbe venire rivitalizzata nemmeno con la probabilissima vittoria del no nel referendum ATAC che si svolgerà a novembre, ha giocato un ruolo anche nella sconfitta di Roberta Lombardi nella corsa alla Regione Lazio e nelle vittorie dei candidati di centrosinistra e centrodestra in molti collegi della Capitale alle elezioni del 4 marzo: pare difficile, visti i numeri, insistere ancora sulla Raggi e sembra impossibile anche che il M5S riesca a tornare a vincere a Roma presto, anche se dovessero scendere in campo candidati eccellentissimi come Alessandro Di Battista.
Sic stantibus rebus, quella della consiliatura sembra più un’agonia che una “bellissima esperienza amministrativa”. Staccare la spina sarebbe un atto di pietà . Soprattutto nei confronti di Roma.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 18th, 2018 Riccardo Fucile
“SE DEROGHIAMO ALLE NOSTRE STESSE REGOLE DIVENTIAMO COME GLI ALTRI”
“Non sarò certo io a dire che a Roma va tutto benissimo” e “ho l’onestà intellettuale e gli
occhi per vedere che la mia città è ancora molto in difficoltà “.
Lo afferma in un’intervista ‘la Repubblica’, Roberta Lombardi, capogruppo M5s alla Regione Lazio, all’indomani dell’allarme lanciato da Unindustria sulla Capitale ferma.
Sul fatto che Roma arranca ed è sommersa dai rifiuti Lombardi sottolinea: “Lo vedo anche io, ma da politica ho informazioni che i cittadini spesso non hanno e so che la dietro la città sporca c’è un problema di revoca di un appalto alla Coop 29 giugno che non ottemperava al servizio”.
Sui problemi di Roma Lombardi non dà la colpa “a Tizio o Caio ma a circostanze che si intrecciano in un quadro difficile. Se gli elettori reputeranno che l’M5S non è stato in grado lo diranno quando si tornerà a votare. Intanto cerchiamo di far comprendere le difficoltà e lavorare per il meglio”.
Sull’ipotesi che la sindaca di Roma Virginia Raggi venga condannata Lombardi risponde: “Ho letto gli atti ma confido nella capacità della magistratura di ricostruire la vicenda. Sul futuro, in caso di condanna mi pare che la sindaca sia stata chiara”. “Ha detto che si dimetterà – conclude – Anzi, si deve dimettere perchè ha firmato il codice etico M5S come tutti noi”.
“Non ci sono piani B – conclude – Siamo 5 Stelle e se deroghiamo alle nostre stesse regole diventiamo come gli altri”.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2018 Riccardo Fucile
IN RISPOSTA AL NYT CHE AVEVA PARLATO DI SPORCIZIA E GABBBIANI A ROMA LUI REPLICA: “PENSATE ALLA VOSTRA SPORCIZIA” E PUBBLICA UNA FOTO…MA SI SBAGLIA E PUBBLICA UNA FOTO DI ROMA SPORCA
Si diceva nel grandissimo film Amici Miei: Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e
velocità d’esecuzione. Bellissimo.
Tutte qualità che tal Paolo Ferrara, per disgrazia Capitale, diventato capogruppo M5s in Campidoglio a fare da guardia alla surreale giunta presieduta da Virginia Gerundio Raggi (facendo, pensando, intervenendo, lavorando, lanzalonando) presumibilmente non ha mai avuto se non al negativo
Talchè il genio (anzi il ‘genio’) si è perfino messo a polemizzare con il New York Times che aveva descritto con toni poco lusinghieri la Roma grillina invasa immondizia e gabbiani
E cosa ha fatto? Ha postato una foto che dimostrasse l’immondizia di New York. Peccato che la foto fosse di Roma.
Aveva detto l’impavido Ferrara: Il @nytimes piuttosto che parlare degli uccelli di Roma concentri le energie sulla loro città dove ci sono gabbiani grandi come condor che fanno colazione direttamente da Mac Donald’s. Si mettano l’anima in pace e non si facciano prendere dall’invidia per le bellezze di Roma.
Subito è cominciato il massacro digitale: – MA è scattata a Roma!!! E c’è la conferma, è in vendita su http://www.alamy.com HAHAHAHAHAH che cazzo di coglioni che siete !!!!!!!!!
– Il #M5S è incredibile!! Che spettacolo!! Io vivo a Roma. Ma dimmi un po’. A me sembra la gradinata della Chiesa di San Bartolomeo. Non mi sbaglio.
– Non sapevo che al “Mac” Donald’s avessero le bottiglie di vetro. Ma non ti eri autosospeso?
– Quindi mi stai dicendo che è un cialtrone bugiardo fino al midollo che spaccia foto di Ny con foto di Roma ed inganna i cittadini??? #doppiamorale
– Quindi a Lei #Roma piace così?Sporca ed inefficiente?Ciò che scrive @nytimes è quotidianamente sotto i ns occhi. Invece di cercare, senza successo, di fare il Cinegiornale Luce sulle bellezze di Roma e le schifezze altrui non sarebbe meglio darsi, concretamented a fare? #romafaschifo
– Addò l’hai rubata sta foto? Le famose banane del MAC Donald, le famose bottiglie di vetro, le famose forchette, ahah, a CAZZARO! Ormai il vostro modello è Pulcinella. #M5S
– Avete trasformato in due anni una città già in difficoltà in un inferno in terra, spazzatura ovunque, bancarelle sciatte, abusivi, verde pubblico abbandonato, sosta selvaggia triplicata, Degrado in ogni singolo quartiere, centro storico devastato, periferie peggio, almeno taci
– FakeNews come solo il M5S sa fare. La foto è scattata a Roma e il ristorante non è un Mac Donald’s
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 5th, 2018 Riccardo Fucile
UNA CAPITALE DA INCUBO TRATTEGGIATA NELL’ARTICOLO DEL QUOTIDIANO AMERICANO
Una città sporca in preda a gabbiani di dimensioni sproporzionate, attratti dai rifiuti lasciati in
giro, che minacciano gli stessi cittadini: è una Roma da incubo quella descritta dal New York Times che alla Città Eterna e ai suoi nuovi ‘inquilini’, prepotenti e aggressivi, ha dedicato un articolo.
Come sottolinea il prestigioso quotidiano, “i romani per anni si sono lamentati del degrado della loro città : le buche, i bus che vanno a fuoco, i parchi maltenuti e la spazzatura non raccolta, che appesta le strade e intasa il fiume”.
“Ma i gabbiani non si lamentano degli spazi incolti e del cibo gratuito”, ha sottolineato il New York Times, ricordando di quando l’amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi fece arrabbiare gli abitanti della città pubblicando sulla pagina Facebook del Campidoglio “una foto di un gabbiano trionfante sul Foro romano”.
Ai post irati degli utenti, l’amministrazione rispose facendo marcia indietro, scusandosi e sostituendo l’immagine con le sue procedure “per ridurre i gabbiani in città “.
Il quotidiano cita tra le cause della loro presenza nella Capitale la discarica di Malagrotta. “Era la più grande in Europa, fino a quando le autorità non decisero che non era adatta per trattare i rifiuti. Dalla sua chiusura nel 2013, la spazzatura non raccolta di Roma ha rimesso tutto in moto. Il Vaticano ha aggiunto rare prelibatezze al menu”, prosegue l’articolo, ricordando quando un gabbiano attaccò e uccise le colombe lanciate dal palazzo apostolico in occasione della preghiera per la pace in Ucraina nel gennaio 2014.
Nonostante la repulsione che possono provocare – “cibandosi di rifiuti, puzzano come la spazzatura” – e la paura che trasmettono – “possono staccarti una mano con una beccata”, dicono testimoni intervistati – “per i gabbiani è solo la legge della selezione naturale”: “Non si possono incolpare perchè seguono il loro istinto di proteggere i loro piccoli e apprezzano le strade all-you-can-eat” di Roma, conclude l’articolo.
(da agenzie)
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Agosto 6th, 2018 Riccardo Fucile
LA RAGGI INAUGURA IL PARCO ACQUATICO: SI ROMPE L’ENNESIMA TUBATURA, IL GETTO ARRIVA FINO AL QUINTO PIANO DEGLI STABILI
Gli abitanti del quartiere Monteverde a Roma oggi si sono svegliati con un’attrazione degna di un parco acquatico. E tutto sotto casa.
In via di Monteverde, all’angolo della chiesa di San Damaso una tubatura rotta ha causato la chiusura della strada nel tratto verso Pontebianco. I gruppi di territorio su Facebook raccontano di un getto violentissimo che arriva fino al quinto piano di uno degli stabili adiacenti. I vigili sono già sul posto in attesa dell’ACEA.
“Almeno chi è partito per le ferie non deve preoccuparsi di annaffiare le piante”, dicono nei gruppi di zona, mentre c’è chi si preoccupa per chi ha lasciato le finestre aperte in camera da letto e oggi si trova con la sveglia e la doccia in contemporanea.
Tra i residenti c’è chi racconta che l’ACEA è arrivata sul posto dopo ore dalla prima segnalazione.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2018 Riccardo Fucile
LA VERSIONE MINIMALISTA DI PARIS-PLAGES VOLUTA DALLA RAGGI INAUGURATA SUL TEVERE E’ GIA’ UN FLOP
Aldo gioca contro se stesso a beach volley. Lancia palloni a ripetizione poi passa sotto la rete e li rilancia. Fa caldo, tanto caldo: temperatura percepita 40°, il sole è a picco, il fiume che scorre poco più in la è un miraggio che non dà sollievo.
Benvenuti a Tiberis, la spiaggia de’ noantri, l’oasi senz’ombra, versione minimalista di Paris-plages, inaugurata oggi a Roma, in zona Marconi.
A giudicare dalle presenze, qualche curioso a rischio insolazione mischiato tra una decina di addetti ai lavori, l’esordio è stato un flop.
Eppure è tutto gratis: campi, lettini, ombrelloni, docce, parcheggi.
Offre il Campidoglio, cioè Virginia Raggi, la sindaca che l’ha fortemente voluta-. Messa in fuga ieri dall’allerta meteo, oggi dall’incubo di tagliare nastri nella desolazione totale. Magari stasera o domani arriveranno le folle. Andrà così, vedrete. Finora però la spiaggetta con affaccio vietato, realizzata in tutta fretta a un passo dall’ex Cinodromo, più che un punto di incontro sembra un luogo per sfigati.
<Siamo solo alla fase 1, è un progetto pilota, l’opera dovrà essere completata>, semina ottimismo Franco Giampaoletti, il City manager delegato a rappresentare il Comune. Ad accogliere i primi arrivati c’era anche Dianele Diaco, presidente della commissione Ambiente accompagnato dalla moglie e dalla figlioletta, costrette ad una toccata e fuga per via della canicola, appunto.
Venti — non di più – ombrelloni in stile moresco su un prato sintetico già ingiallito. Finte dune, finte palme, bagni biologici, sotto un gazebo una macchinetta triste come unico punto ristoro per la distribuzione di acqua minerale e caffè.
Roma-plages per ora è tutta qui. <Abbiamo rimosso tonnellate di rifiuti e terra, bonificato un’area golenale consegnata al degrado e bonificato quasi un ettaro di terra trasformato ora in un parco d’affaccio>, rivendica Giampaoletti, occhiali scuri, la fronte imperlata di sudore.
E in effetti ottenere la concessioni non deve essere stato semplice visto che sul Tevere s’intrecciano più competenze: Autorità di Bacino, Regione Lazio, Campidoglio, Capitaneria di Porto, Città Metropolitana. Una giungla più fitta della vegetazione spontanea che già sull’altra sponda nasconde migliaia di roditori e un paio di accampamenti rom.
“Sono venuta dall’Eur in autobus e ho portato con me un libro — si consola Marisa, signora in bikini — sto alla centesima doccia ma non mi lamento, meglio questo che quello che c’era prima”.
Francesco spinge Mauro sulla carrozzina lungo la salita di accesso. Una faticaccia. Sfinito, mima un tuffo nel Tevere e si lascia immortalare dall’amico.
Alfredo, 44 anni, impiegato, ha resistito solo pochi minuti. “Ero curioso, per 20 giorni qui è stato un via vai di operai e betoniere. Abito vicino, in via Enrico Fermi, dall’altra parte del fiume, la sera restiamo al buio perchè non c’è illuminazione. Mi chiedo: non era meglio fare qualcosa di più utile ai romani, ad esempio tappare le buche?”.
Ci sono i tavolini, ma all’ora di pranzo non c’è nulla da mangiare.
“La zona rimane interdetta ai vu cumprà “, chiarisce Diaco. Nessuna traccia di Ubaldone, il titolare dell’imbarcadero. I bateaux quando ci sono, se ci sono, arrivano a Ostia Antica, un viaggio senza ritorno per via delle rapide che non consentono la risalita.
“Fateci pagare un prezzo simbolico, ma mettete qualche servizio in più”, invoca un’altra signora, spiaggiata anche lei sulla riva attrezzata. Mentre Valeria, catanese, è stremata: “Mettessero qualcuno che con una pompa d’acqua passasse ogni tanto a innaffiarci…”.
E Virginia? Dov’è Virginia? Della sindaca zero notizie.
Si resta solo per qualche amarcord, anziani che ricordano i tempi del Ferrobedò, quando non troppo distante da qui i pischelli pasoliniani dei grattacieli di Via Donna Olimpia si tuffavano nelle marane. E c’è chi scommette sul primo tuffo nel Tevere. Urlerà “Americà facce Tarzan”?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 4th, 2018 Riccardo Fucile
AVREBBE DOVUTO RIVALEGGIARE CON I LIDI CITTADINI DI BERLINO E PARIGI… ANCHE LA RAGGI EVITA LA SPIAGGIA VERSIONE ESTIVA DI SPELACCHIO
Il maltempo corre in soccorso di Virginia Raggi e le consente di cancellare l’inaugurazione di
Tiberis, l’attesissima spiaggia sul Tevere di Ponte Marconi, evitando l’imbarazzo di farsi fotografare in un catino ardente, ricoperto a metà di teli neri per nascondere il canneto che sta prepotentemente ricrescendo, versione estiva dell’esibizione natalizia di Spelacchio, l’albero di Natale semisecco che fece ridere tutta la città sei mesi fa. Non si è inaugurata ieri e non si inaugurerà oggi. La spiaggia aprirà (stasera) e basta, senza cerimonie.
La spianata
Neanche l’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari vuole farsi inchiodare all’immagine della golena sommariamente spianata dalle ruspe, e hai voglia a dire «abbiamo portato via 60 camion di rifiuti», hai voglia a magnificare le «sabbie granulometriche» che garantiscono morbidezza ai due campi di beach volley: senza un filo d’ombra, un albero, una possibile passeggiata, una doccia all’aperto, e nemmeno un chiosco per prendersi un gelato, chi può aver voglia di fermarsi qui quando a km. 24 c’è Ostia e il mare vero?
Il progetto in teoria era suggestivo. Roma come Parigi e Berlino (anche se solo dirlo suona male ai romani, sempre convinti di non aver niente da invidiare a nessuno). La riqualificazione di un pezzo di fiume. Erba, sabbia, ombrelloni, famiglie che si godono un’oasi di relax fra il cemento.
Doveva aprire in giugno, quando il clima è ancora tollerabile e la città in cerca della prima tintarella. Si è scontrato con la strategia delle nozze coi fichi secchi che domina nell’amministrazione, con quelli che a Roma si chiamano “i risparmi di Maria Carzetta” per indicare la taccagneria che conduce al disastro.
E allora, dopo il primo annuncio nel dicembre scorso si decide di non fare un bando: niente privati. Il Comune gestirà in prima persona, attraverso l’Ufficio Tevere appena istituito.
E chissà chi decide in questo Ufficio Tevere, ma di sicuro è uno che non è mai stato a Parigi e Berlino, e forse non conosce bene neanche Roma.
Per capirlo basta guardare — oltre al ritardo di due mesi nei lavori — le stuoie incannucciate sbilenche del Tiberis e soprattutto il malinconico distributore di acqua, caffè e crostatine installato sotto l’unico gazebo, inconcepibile in una città dove persino i ministeri e gli ospedali devono avere un bar coi tramezzini freschi per funzionare.
È l’ideologia poveraccia che si è vista agire in città fin dall’inizio del governo M5S. Ha funzionato per un po’, in una Roma arrabbiata nera per gli sprechi delle ere precedenti, degli assessori che si facevano la jeep coi soldi della Regione perchè aveva nevicato o dell’Atac che comprava pennelli a duecento euro l’uno.
Non è stata prerogativa solo del M5S: appartenevano alla stessa categoria gli strilli del Pd contro le auto blu (e come dovrebbe muoversi un assessore, in bici?) o la campagna delle destre sui pranzi gratis dell’ex sindaco Marino.
E tuttavia Roma chiedeva un po’ più di trasparenza e di onestà , non certo di passare dall’insensato faraonismo allo stile clochard che oggettivamente domina nella spianata sotto Ponte Marconi.
“Spiaggia di Roma”, dicono pomposamente i cartelloni. 22 ombrelloni e 48 lettini. Una fontanella. Bagni chimici. 8 spogliatoi e 8 docce in lamiera. Chiusura alle 20. No Wi-Fi. Ingresso gratuito.
Meglio di niente, dirà qualcuno, e magari è pure vero. Ma che tristezza..
Flavia Perina
(da “La Stampa”)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
ALTRO CHE “VISITA A SORPRESA AL CANTIERE” COME SOSTENUTO DALLA RAGGI
Un’imbarazzante “visita a sorpresa”.
È quella annunciata dalla sindaca Raggi e fatta ai lavori in corso per la ciclabile di via Nomentana con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Imbarazzante perchè, dalla polemica che è subito esplosa con la presidente del II Municipio, la dem Francesca Del Bello, quella visita non sembra affatto “a sorpresa”.
Vediamo come sono andati i fatti.
A cominciare dall’annuncio su Facebook della sindaca: “Oggi abbiamo fatto un sopralluogo a sorpresa al cantiere della ciclabile di via Nomentana, insieme al ministro Toninelli. Siamo partiti da Porta Pia fino ad arrivare a viale Regina Margherita per vedere come proseguono i lavori: il primo tratto di 400 metri è quasi completato, quando sarà pronto lo inaugureremo alla presenza di tutte le istituzioni”. È questo il post che ieri sera appariva, con tanto di video, in cui Virginia Raggi accompagnata anche dall’assessora alla mobilità Linda Meleo e dal presidente della commissione Trasporti Enrico Stefà no, esplorava lo stato dei lavori dei cantieri.
“Una visita improvvisata”, dichiarava.
“Ogni tanto giro per la città per vedere quello che succede e molte volte lo faccio senza stampa, in segreto e senza dire niente a nessuno perchè voglio rendermi conto con i miei occhi. Una cosa è leggere le notizie dei giornali, un’altra è toccarle con mano o come in questo caso camminare con i piedi sulla pista ciclabile. Quindi non c’è nessun attrito o voglia di escludere”, concludeva rispondendo a una domanda che le chiedeva la ragione dell’assenza della minisindaca Francesca Del Bello.
Ma il blitz provoca la reazione proprio della Del Bello.
Perchè esiste una lettera inviata a Polizia Locale, Ama, Carabinieri e Questura, in cui si scrive: “Mercoledì 1 agosto, alle ore 17, la sindaca di Roma visiterà il cantiere per la realizzazione della pista ciclabile di via Nomentana a partire da Porta Pia fino a viale Regina Margherita. Per l’occasione gli uffici in indirizzo provvederanno ciascuno per la parte di competenza al servizio di viabilità e ad assicurare la presenza del fotografo. L’Ama e Decoro Ama, nell’espletamento del servizio ordinario, devono provvedere ad assicurare una accurata pulizia delle aree ove si svolgerà la visita”.
Attacca la dem Del Bello: “Che la Sindaca abbia voluto farsi bella con la ciclabile di via Nomentana senza ricordare che progetto e fondi per la sua realizzazione siano stati messi in campo dalla Giunta Marino ci può pure stare. Del resto siamo abituati a sentirci raccontare la storia che i danni di questa città siano colpa del Pd e le cose belle merito dei 5 Stelle. Ma che la sua visita “a sorpresa” di ieri pomeriggio al cantiere sia stata come la passeggiata di Cappuccetto Rosso nel bosco, anche no!”.
Ma c’è di più. Quel tratto di ciclabile, pronto da un mese, prima dell’intervento provvidenziale dell’Ama era un vero inferno di rifiuti e degrado.
(da agenzie)
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