Destra di Popolo.net

BLUFF IMMIGRATI CLANDESTINI: FERMATE SOLO 23.117 PERSONE CONTRO LE 52.823 DEL 2009 E LE 70.625 DEL 2008

Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile

QUELLI ARRIVATI SUI BARCONI SONO SCESI DA 9.573 NEL 2009 A CIRCA 1.000, MA NE ARRIVANO DECINE DI MIGLIAIA ALLA MALPENSA E VIA TERRA… MARONI FA SPOT A LAMPEDUSA, MA I CONTROLLI IN REALTA’ SONO DIMINUITI E NON CI SONO SOLDI PER I RIMPATRI

I dati sono ufficiali, forniti dal Ministero nel corso di una conferenza stampa che ha dedicato ampio risalto al fatto che le carrette del mare non sbarcano più sulla nostra costa.
Meno disperati quindi che a bordo di barconi affollati affrontano giornate di navigazione, senza acqua nè cibo, con la speranza di approdare sani e salvi sulle spiagge italiane.
Molti avrebbero diritto a presentare domanda di asilo politico, in quanto provenienti da zone di guerrra, in base alle convenzioni internazionali che l’Italia ha firmato, ma la prassi del governo è quella dei respingimenti in mare, senza alcuna verifica dei diritti di questi essere umani.
Abbiamo fatto un accordo con il regime “democratico” libico che prevede che Gheddafi faccia il lavoro sporco di cacciare i profughi, in cambio di aiuti per 5 miliardi di dollari che il governo italiano paga al regime liberticida libico.
In cambio Maroni può fare vedere in Tv il centro di Lampedusa vuoto, anche perchè, quando arriva qualche barcone, trasferiscono subito i poveretti a Porto Empedocle, così nessuno vede nulla.
Ma torniamo ai dati: sono sbarcati via mare nel 2009 esattamente 9.573 immigrati, ridotti nei primi sei mesi di quest’anno a meno di 1.000.
Prevedendo un raddoppio entro fine anno, si può ritenere che alla fine saranno circa 7.000 in meno rispetto al 2009.
Ma vale la pena soffermarsi su altro dato: quanti clandestini sono stati scoperti e fermati quest’anno, al di fuori dei respingimenti in mare? Continua »

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A GRANATA RADDOPPIANO LA SCORTA, MA I CECCHINI SONO NEL PDL

Luglio 26th, 2010 Riccardo Fucile

LA MAFIA MINACCIA FABIO PER LA SUA DENUNCIA CIVILE CONTRO LA CRIMINALITA’ E LE COLLUSIONI CON IL POTERE POLITICO, MA NEL PDL I QUAQUARAQUA’ SI PREPARANO PER L’ESECUZIONE A CURA PROBIVIRI… SI PERSEGUE CHI DIFENDE LA LEGALITA’, NON CHI GIUDICA MANGANO EROE

Qualcuno non ha digerito il fatto che Fabio Granata, deputato finiano siciliano e vicepresidente della Commissione antimafia, sia riuscito a ottenere sostanziali modifiche al decreto contro le intercettazioni, inizialmente proposto dal governo, ristabilendo norme a tutela dell’azione dei magistrati antimafia.
Qualcuno non perdona a Fabio di aver sostenuto che “all’interno del governo, alcuni atteggiamenti hanno oggettivamente ostacolato l’attività  della magistratura”.
E come in un film già  visto, ecco convergere due operazioni stranamente coincidenti: da un lato in Sicilia qualche “avvertimento” ha portato a   dover raddoppiare in questi giorni la scorta a Granata, circostanza non resa pubblica, dall’altro si leva a Roma, nel Pdl, un concerto di voci coordinate tra loro contro il   giovane deputato siciliano all’insegna della presunta pidiellina indignazione per aver sostenuto fatti peraltro noti a tutti.
Ecco La Russa, uno dei tre coordinatori nazionali, intimargli: “Chieda scusa oppure lasci il partito”.
Ecco le sue parole: “Dico all’amico Fabio Granata: o dici nomi, cognomi o almeno dai indizi forti sui pezzi del governo che starebbero ostacolando la lotta alla mafia, e in quel caso io non potrei stare un minuto di più nel governo se una cosa del genere fosse vera, oppure tu chiedi scusa o lasci il partito”.
Frattini si dice indignato, Lupi parla di probiviri, si sveglia persino l’ex sociale Alemanno che una volta si buttava contro l’auto di Bush padre ora preferisce quella di Tremonti: “ho sentito quanto ha detto Granata contro Mantovano, un membro della nostra comunità . Io credo che siano necessarie due cose: primo che Fini e tutti coloro che hanno intenti costruttivi prendano le distanze da Granata ma credo anche, e mi duole dirlo, che sia tempo che Granata vada a farsi un giro fuori”.
Ma Fabio non sta zitto e replica.
“Non ho davvero nulla di cui scusarmi – dice – perchè le verità  che ho detto sono oggettive e sostenibili in qualsiasi sede, anche in quella (se esiste) dei probiviri del Pdl, dove La Russa e gli ex amici di An potranno chiedere con forza la mia espulsione e ribadire la loro fraterna solidarietà  a Verdini e Cosentino”.
Poi, nel merito, aggiunge: “La Russa continua a strumentalizzare affermazioni serie ed equilibrate da me portate avanti nel contesto della Commissione Antimafia e che erano riferite all’inopinata negazione da parte della Commissione ministeriale presieduta da Alfredo Mantovano del regime di protezione per Spatuzza, considerato attendibile da ben tre Procure sulla questione delle stragi del ’92”.
E ancora: “Visto che La Russa mi chiede spiegazioni sulle mie affermazioni gli dico anche che io mi riferivo alle decine di esternazioni contro le Procure di Caltanissetta e Palermo, colpevoli di cercare irriducibilmente la verità  sulle stragi. E, per avere i nomi, La Russa può semplicemente consultare le agenzie di stampa degli ultimi due mesi”.
“Poi – conclude – mi riferisco anche ad un ddl sulle intercettazioni, difeso con forza dal governo in una stesura originale che, per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche ambientali, avrebbe indebolito lo strumento più importante per le indagini di mafia, se non fosse intervenuta la nostra volontà  radicale di modificarlo. E alle decine di attestazioni di stima e solidarietà , anche da parte di esponenti del governo, dopo una condanna a sette anni a Marcello Dell’Utri per associazione mafiosa e dopo la sua ennesima proclamazione ad ‘eroe’ di un mafioso conclamato come Mangano”.
E’ evidente che si cerca di colpire Granata per colpire Fini, ma di questo parleremo in altro articolo, restiamo nel merito: per quale motivo Granata dovrebbe essere deferito ai probiviri?
Già  il termine fa sorridere: chi sono in realtà  gli uomini probi, in questa vicenda? Continua »

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RIPRENDONO GLI SBARCHI DI IMMIGRATI, MA NON SI DEVE SAPERE: LI TRASFERISCONO A PORTO EMPEDOCLE

Luglio 26th, 2010 Riccardo Fucile

52 IMMIGRATI   ARRIVATI SULLA SPIAGGIA DI “CALA FRANCESE” A LAMPEDUSA TRATTENUTI PER ORE SOTTO UN SOLE COCENTE E POI PORTATI A PORTO EMPEDOCLE…. PER LA PROPAGANDA DEL GOVERNO, LAMPEDUSA DEVE FIGURARE VUOTA E NON FARE NOTIZIA….DIECI SBARCHI ANCHE A LINOSA

Ci sono ormai notizie che vengono taciute dai media nazionali, salvo qualche rara e meritevole eccezione.
Qualche giorno fa, eludendo ogni controllo, 52 immigrati sono sbarcati sulla spiaggia di “Cala francese”, a Lampedusa, lasciati dagli scafisti a pochi metri dalla costa.
Per un ordine non scritto, ma rigorosamente rispettato, gli extracomunitari sono stati bloccati sulla spiaggia per molte ore, sotto un sole cocente e con una temperatura che superava i 37 gradi, sorvegliati a vista dai militari italiani, in attesa che venissero trasferiti nel più vicino Centro di accoglienza per le verifiche del caso.
Ma è successo una cosa non nuova: pur essendo a portata di mano il centro di Lampedusa, chissà  come mai i clandestini sono stati trasferiti in quello di Porto Empedocle (prov.di Agrigento).
La risposta non è tecnica ovviamente, ma politica: per il governo, Lampedusa “non deve fare più notizia”, si deve far vedere che è rigorosamente vuoto, che il governo la bloccato gli arrivi.
E pazienza se per fare in parte questo abbiamo pagato 5 miliardi a Gheddafi per fare il lavoro sporco.
E pazienza se per 15.000 arrivi in meno a Lampedusa a favore di telecamere, sono arrivati 350.000 immigrati non in regola in più al nord, comodamente seduti in treno o in aereo, con visto turistico per tre mesi, e poi spariti nel nulla.
La verità  è che, nonostante i proclami di blocchi e di cooperazione con Libia e Tunisia, i disperati continuano ad arrivare anche via mare, ma l’importante è non farli vedere.
Occhio non vede, cuore non duole, voto non si perde. Continua »

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TRA I MOSTRI FIGLI DELLA PADANIA: DA MASO A LUDWIG, DA STEVANIN A BERLOSO

Luglio 25th, 2010 Riccardo Fucile

GLI ASSASSINI SONO RAGAZZI DI PROVINCIA BENESTANTI: AMMAZZANO BARBONI, PROSTITUTE, OMOSESSUALI PER “RIPULIRE IL MONDO”… RIVERSANO SUGLI ALTRI IL “MALE OSCURO”   DI UNA ESISTENZA SENZA PROBLEMI ECONOMICI IN QUEL NORD EST CHE PARTORISCE BENESSERE E DELITTI, CON IL SOLO MITO DEL LAVORO E DEL DENARO

Un altro serial killer di prostitute, stavolta dal nome esotico, Ramon Berloso, 35 anni, catturato appena in tempo: stava programmando il suo terzo omicidio, dopo quello di Ilenia e Diana, sarebbe toccato a una escort di Udine.
Per l’occasione aveva acquistato una nuova balestra, arma con cui trafiggeva le vittime, dopo averle tramortite a bastonate.
E’ una violenza senza nome, quella del Triveneto: quella locomotiva d’Italia che partorisce industrie, benessere e delitti, tra valli e colline fino al delta del Po.
Delitti maturati in famiglia e sulla strada, tra le mura di case padronali e nei casolari sperduti di campagna.
Gli assassini sono sempre loro, ragazzi di provincia di buona nascita, benestanti, che nel freddo della nebbia di provincia, scelgono di riversare sugli altri quel “male oscuro” che hanno nella testa e nel cuore.
Durò sette anni il terrore di Ludwig in Veneto, un bilancio complessivo di 15 morti e 39 feriti, ma gli investigatori non hanno mai escluso che i morti potessero essere almeno 28.
Ludwig erano Marco Furlan, padovano, e Wolfang Abel di Dusserdolf, ammazzavano barboni, prostitute, omosessuali perchè “dovevano ripulire il mondo”, così scrivevano nei loro farneticanti volantini.
Furlan era figlio del primario del Centro ustionati di Verona e alcune delle vittime furono arse vive, a cominciare da un barbone che dormiva in una vecchia auto.
Condannato a 27 anni, ora Furlan è libero dall’aprile 2008.
A metà  degli anni ’90 riempì le cronache invece Gianfranco Stevanin, figlio di una famiglia padovana di proprietari terrieri: divenne un serial killer di prostitute, scannate, fatte a pezzi e seppellite nella campagna veneta. Continua »

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PER ESPELLERE I CLANDESTINI ABBIAMO 137 AUTO FERME: MARONI LE HA NOLEGGIATE PER 1,2 MILIONI PER 6 MESI

Luglio 23rd, 2010 Riccardo Fucile

LE AUTO DESTINATE AD ACCOMPAGNARE I CLANDESTINI ALLA FRONTIERA SONO LASCIATE INUTILIZZATE IN 19 QUESTURE…. MARONI HA FATTO UN CONTRATTO CON LA “MAGGIORE” PER NOLEGGIARLE AL COSTO DI 8.000 EURO AD AUTO PER 6 MESI…., MENTRE LE VOLANTI SONO FERME PER MANCANZA DI SOLDI

Sono tempi in cui stringere la cinghia per gli italiani, ma non per la Casta.
Il Ministro degli Interni Maroni ha stanziato un milione e 200 mila euro per il noleggio semestrale di 137 auto, mezzi da utilizzare per accompagnare gli immigrati clandestini alle frontiere, ma che in realtà  marciscono al sole nei parcheggi di 19 questure italiane.
In larga parte inutilizzati, utilitarie e Suv, sono finiti anche a qualche funzionario che ha dovuto però darli indietro dopo le denunce dei sindacati.
La spesa per il noleggio salta agli occhi soprattutto in tempo di tagli, con lo Stato che si prepara a mettere le mani nelle tasche degli agenti con il congelamento dei redditi al 2010 e con una sforbiciata del dieci per cento alle pensioni.
Il contratto con la “Maggiore” stipulato dal ministero dell’Interno prevede la fornitura per sei mesi di Panda, furgoni ma anche di fuoristrada con la formula all-inclusive.
Sono cioè comprese anche le spese di carburante fino a 400 euro a mezzo.
A conti fatti, ciascun veicolo costerà  poco meno di 8 mila euro per sei soli mesi.
Una “cifra spropositata” denunciano i sindacati. “uno spreco”, alla luce dei tagli al comparto sicurezza
Mentre le volanti cadono a pezzi e i poliziotti non hanno nemmeno le divise estive, si utilizza una fetta ingente di risorse per un’esigenza che alla prova dei fatti si dimostra inesistente, tanto che le auto non vengono utilizzate a Roma come a Palermo.
Quella somma poteva essere impiegata per acquistare un numero ridotto di mezzi e adeguare definitivamente il parco auto. Continua »

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“E’ MORTA LA SICUREZZA PER MANO DEL GOVERNO BERLUSCONI”: AGENTI, MILITARI, VIGILI DEL FUOCO IN PIAZZA A ROMA

Luglio 22nd, 2010 Riccardo Fucile

“SOLO FINI CI E’ VICINO”: A ROMA IN PIAZZA TRENTA SIGLE SINDACALI DI DESTRA E DI SINISTRA PER PROTESTARE CONTRO I TAGLI ALLA SICUREZZA…   “SIAMO BUONI SOLO QUANDO DEVONO VENIRE AI NOSTRI FUNERALI”… ASSURDO IL TAGLIO DELL’11%: NOTTURNI, FESTIVI E STRAORDINARI SONO ESSENZIALI PER LA LOTTA AL CRIMINE

Rabbia e parole forti in piazza durante la protesta dei poliziotti contro la manovra economica del governo che prevede tagli ai comparti di Polizia, Vigili del Fuoco, Corpo forestale, Cocer, Guardia di Finanza e Aeronautica.
Più di mille i manifestanti, tra poliziotti e rappresentanti sindacali, che si sono presentati con epitaffi e nastri neri al braccio: “Oggi il Paese è in lutto, perchè è morta la sicurezza”, invitando alle dimissioni Maroni.
E poi ancora con le sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle: “Il governo, anzichè combattere il crimine, sembra avere cambiato schieramento: ha girato i cannoni e si è messo a sparare contro le Forze dell’ordine”.
A un certo punto alcuni rappresentanti sindacali hanno attraversato la piazza per arrivare a due passi dal portone di ingresso della Camera dei Deputati urlando «vergogna! vergogna!» e protestato contro l’autorizzazione al sit-in che li ha relegati in un piccolo quadrato delimitato dalle transenne.
A quel punto il paradosso: poliziotti in protesta contro poliziotti a far rispettare l’ordine.
Tra le urla e i fischietti i manifestanti hanno acceso un fumogeno tricolore e intonato lo slogan: “Non ci piegheremo alla criminalità  organizzata”. Particolarmente delusi i finanzieri: “Sono un gabelliere gabbato”, recita la maglietta di un sottufficiale.
“Il governo aumenta la sicurezza: ai semafori vanno via gli extracomunitari arrivano i poliziotti lavavetri”, gli fa eco la t-shirt di un collega.
Passa un poliziotto con un cartello al petto. “Stipendi bassi come Brunetta”
“Il Governo è pregato per il futuro di non giocare con le parole, non è affatto vero che nella manovra la specificità  delle forze di polizia ed armate è stata salvaguardata”: lo afferma il segretario generale dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Letizia.
«Infatti – ricorda Letizia – ai poliziotti ed ai militari non potrà  essere rinnovato il contratto nel quadriennio 2010-2013 e verranno così loro negati non meno di 6.000 euro a ciascun dipendente. Inoltre – aggiunge – il beffardo blocco dell’art.9, comma 1, decurterà  gli emolumenti stipendiali nel triennio di 9.000 euro per l’assegno di funzione ai quadri e di14.000 euro per i trattamenti dirigenziali a funzionari ed ufficiali”.
Una delegazione del sindacato dei poliziotti è stata ricevuta dal vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini.
“Apprezziamo la vicinanza espressa   dal presidente Fini che ci ha ricevuti. Siamo invece delusi da questo governo che sventolava come vessillo la politica della sicurezza. Cosa ne sarà  della lotta al crimine con il blocco delle indennità  accessorie? Per noi notturni, festivi e straordinari sono essenziali. Senza non potremo garantire la sicurezza di tutti.” Continua »

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FINI A PALERMO CI METTE LA FACCIA E RACCOGLIE APPLAUSI, GLI ALTRI STANNO IN CASERMA

Luglio 20th, 2010 Riccardo Fucile

NEL GIORNO DI BORSELLINO, IL PDL SI SPACCA… FINI : “NON FU SOLO STRAGE DI MAFIA E MANGANO NON E’ UN EROE”…GRANATA: “C’E’ CHI OSTACOLA LE INDAGINI”… SCHIFANI STA IN CASERMA, ALFANO A ROMA A MESSA, BERLUSCONI CON LE “BELLE LAUREATE”…FINI AFFRONTA LA CONTESTAZIONE E NE ESCE TRA GLI APPLAUSI

Nel giorno più difficile, quello del 18° anniversario della strage di via D’Amelio, è andata in scena la spaccatura verticale del Pdl sulla questione morale.
Una giornata tesa, tra cortei e contestazioni, autorità  del governo defilate e parenti di Borsellino che avevano invitato le istituzioni a fare un passo indietro.
Mentre il ministro della Giustizia, il siciliano Alfano optava per una messa a Roma in ricordo dei caduti, mentre Schifani se ne stava chiuso in caserma a Palermo nel timore di contestazioni, mentre il premier preferiva raccontare barzellette sui carabinieri alle “belle laureate” di Novedrate, alla fine la faccia ce l’ha messa solo il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Avrebbe potuto limitarsi a raccogliere il consenso dei suoi 500 militanti che sono poi sfilati in corteo nella fiaccolata serale indetta da Azione Giovani in ricordo di Borsellino.
Ha preferito andare in via D’Amelio dove lo attendeva il popolo delle “agende rosse” che reclamano la verità  sulla strage.
Ha incassato i primi fischi di contestazione, con qualche manifestante che gridava “vergogna” alle istituzioni, poi ha rotto ogni cerimoniale e si è avvicinato ai giovani del comitato e ha cominciato a rispondere alle loro domande.
Un dialogo sfociato in un applauso quando il presidente della Camera ha detto che “Mangano non è un eroe”.
I manifestanti hanno ringraziato Fini per la sua presenza, intervallando il colloquio con il Presidente della Camera con slogan come «Fuori la mafia dallo Stato».
A una domanda circa le iniziale contestazioni, Fini ha risposto: “Non mi risulta. Piuttosto – ha aggiunto – mi sono fermato a parlare con dei ragazzi animati da una certa passione e da un grande desiderio di verità . Erano divisi, come è normale, tra chi apprezzava la presenza del presidente della Camera, anche perchè credo di avere un percorso di coerenza contro la criminalità , e coloro che contestavano che all’interno dello Stato possono esserci presenze di tipo mafioso”.
“Sapere che sulle indagini sulle stragi ci sarebbero stati depistaggi mi suscita indignazione”. Così Fini ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano quali sentimenti susciti in lui sapere che pezzi dello Stato potrebbero avere bloccato le inchieste sull’eccidio di via D’Amelio. Continua »

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PAOLO VIVE, OLTRE L’INDIFFERENZA , LE MENZOGNE E GLI OPPORTUNISTI DI SEMPRE

Luglio 19th, 2010 Riccardo Fucile

A 18 ANNI DALL’OMICIDIO DI PAOLO BORSELLINO E DELLA SUA SCORTA, UNA PARTE DI PALERMO ASSISTE INDIFFERENTE, LA POLITICA NASCONDE LA VERITA’, LA LEGALITA’ E’ MESSA IN DISCUSSIONE…. PAOLO RAPPRESENTAVA LA DESTRA VERA, PULITA, CORAGGIOSA CHE NON HA PAURA DI AMARE IL PROPRIO PAESE E DI MORIRE PER DIFENDERNE I VALORI….RAPPRESENTA LA NOSTRA MEMORIA E LA NOSTRA SPERANZA DI CAMBIAMENTO

Molti di quelli che lo avevano simbolicamente votato alla presidenza della Repubblica come “uomo giusto”, oggi ne avrebbero limitato gli strumenti di indagine.
Eppure sfileranno stasera durante la fiaccolata che a Palermo concluderà  il ricordo dell diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita,   per mano mafiosa, Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
Al termine di una giornata di tensione, con contestazioni al governo avvenute anche a Milano, con i parlermitani che finora hanno scelto di stare a casa. Disinteresse, disincanto, timore di marciare a fianco di qualcuno che potrebbe essere stato il mandante della mano assassina?
Siamo certi che stasera in piazza ci saranno invece tanti giovani siciliani desiderosi di riscatto sociale.
La mente non può non tornare alla immensa fiaccolata che attraversò Palermo nell’estate del 1993, dopo la strage di Capaci e l’assassinio del giudice Falcone.
A guidare quella fiaccolata era Paolo Borsellino, lo sguardo triste ma determinato di chi sapeva che “era arrivato il tritolo anche per lui”, ma non intendeva disertare l’ultima battaglia: quella della legalità , del servizio alla Comunità , quella della difesa dei valori e degli ideali che avevano caratterizzato la sua vita.
Fino al sacrificio supremo.
Erano i giorni nei quali un potere occulto e criminale, dopo aver eliminato Falcone, doveva abbattere l’ultimo ostacolo a quella ignobile trattativa finalizzata a salvaguardare la vita e il potere di vecchi e nuovi referenti politici ed economici di Cosa Nostra.
Fu proprio al termine di quella straordinaria manifestazione che Paolo Borsellino prese la parola.
Un silenzio surreale sembrava avvolgerlo.
Iniziò a parlare   per “ricordare Giovanni e i Giuda che lo avevano tradito”.
Paolo concluse quella magnifica “orazione civile” con parole fortissime e sprezzanti, tra gli applausi e le lacrime della folla, verso chi “aveva perduto per sempre il diritto alla parola”. Continua »

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BERLUSCONI METTE LA TAGLIA SULLE SPIE INTERNE: TRE MILIONI DI EURO A CHI SCOVA CHI PASSA LE NOTIZIE AI GIORNALI

Luglio 16th, 2010 Riccardo Fucile

OGNI VOLTA CHE CONVOCA I VERTICI DEL PARTITO A PALAZZO GRAZIOLI LE FRASI ESATTE VENGONO RIPORTATE DAI GIORNALI… LO STESSO ACCADE NEL CORSO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: LA TAGLIA PER PALAZZO CHIGI SALE A CINQUE MILIONI

La voce era da qualche giorno in giro, ma oggi la conferma ufficiale arriva da un giornale vicino al premier, ovvero “Libero”.
D’accordo che Silvio parla spesso di trame internazionali a suo danno, di strani “complotti” dei poteri forti che remano contro di lui, ma che si arrivasse alle taglie interne al Pdl come nel Far West nessuno se lo sarebbe aspettato. Non sappiamo se la decisione farà  più preoccupare o sorridere gli italiani, alle prese con problemi più seri della fuga di notizie da Palazzo Grazioli, ma Silvio lo aveva promesso: “ghe pensi mi”.
Ora abbiamo capito a cosa si riferiva.
Le gole profonde del Governo hanno i giorni contati: Silvio ha messo una taglia di 3 milioni di euro sui delatori di palazzo Grazioli e di 5 milioni su quelli di palazzo Chigi.
Il motivo? Ogni volta che convoca un consiglio dei ministri o un summit di partito, il giorno dopo sui quotidiani appare il resoconto completo degli incontri con tanto di suoi virgolettati.
E Silvio è furibondo perchè le frasi virgolettate sono proprio vere.
Nel Ghota di corte si annida un Giuda e Silvio è intenzionato a stanarlo: non sappiamo se trascorra le notti a esaminare le schede segnaletiche dei ministri e dei vertici pidiellini, ma certo non è riuscito a venirne   a capo da solo.
A questo punto ha deciso di far scattare l’offensiva della taglia in denaro.
Tre e cinque milioni a seconda delle residenze, cifre da paura, che temiamo scateneranno falsi allarmi, delatori presunti, coltellate alla schiena tra ministri, aumentando ancora di più le divisioni e i sospetti. Continua »

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