Aprile 6th, 2010 Riccardo Fucile
IL MESSAGGIO DEL PREMIER ACCOLTO DA FISCHI: C’E’ CHI VUOLE INFANGARE O SOLO USCIRE DALL’IMBROGLIO DELLA RICOSTRUZIONE?.. SU 52.000 FUORI CASA, SOLO 15.000 SISTEMATI NELLE C.A.S.E., 5.000 SONO ANCORA IN ALBERGO E 27.000 SI SONO DOVUTI ARRANGIARE DA SOLI….E IL PDL ALL’AQUILA CITTA’ E’ STATO SCONFITTO DAL PD
Titola oggi il quotidiano “Libero”, in occasione dell’anniversario del tragico terremoto dell’Aquila: “Gli sciacalli speculano sull’Aquila”.
Si riferisce alle polemiche che sono nate nelle ultime settimane sui criteri seguiti nella gestione dell’evento e sulla promessa ricostruzione non ancora avviata. Essendo stati tra i primi in assoluto e sicuramente l’unico sito di area di destra ad avanzare critiche sull’operato del governo fin da subito, ci siamo letti attentamente le tre-pagine-tre che il quotidiano dedica all’analisi del post-terremoto e ci siamo trovati di fronte a palesi falsità di certi titoli, smentiti peraltro nei testi degli articoli stessi.
Segno evidente della discrasia tra chi volutamente enfatizza nei titoli concetti privi di verità , in contraddizione coi dati reali che poi emergono leggendo il testo dell’articolo stesso.
Lungi da noi da noi definire “sciacalli” costoro, gradiremmo però che facessero altrettanto.
Si legge su “Libero” che gli abitanti rimasti senza casa ammontano a 52.328 e che sono stati tutti sistemati: è una balla colossale.
E dati ufficiali alla mano vi spieghiamo il perchè: 5.000 sono ancora ospitati negli alberghi della costa, a 90 chilometri dalla città , meno di 15.000 sono riusciti a ottenere uno dei nuovi alloggi antisismici del “progeto C.a.s.e.”, 1.600 vivono nelle casette di legno, alias moduli abitati provvisori, 800 sono ospiti delle caserme e ben 27.000 hanno scelto una “sistemazione autonoma”, acquistando a proprie spese una casa prefabbricata in legno o andando ad abitare presso amici e parenti.
Altri ancora sono andati a stare in case ad affitto calmierato.
Un quadro ben diverso da quelo che era stato prospettato: ovvero che al 31 dicembre tutti e 52.328 sarebbero stati sistemati grazie al progetto Ca.s.e. . Emerge un’altrà verità , da noi denunciata già in autunno: oltre il 50% dei terremotati si è dovuto arrangiare da solo e a proprie spese e delle C.a.s.e. ha potuto usufruire solo il 25% dei terremotati e pure in grande ritardo.
In soldoni si è voluto speculare sull’effetto mediatico che sarebbe stato garantito dalle case antisismiche, a danno delle casette in legno che, se ordinate a tempo debito, avrebbero permesso a tutti gli aquilani di rimanere in città . Continua »
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Aprile 5th, 2010 Riccardo Fucile
IL CONSENSO SI ACQUISTA DIMOSTRANDO COI FATTI DI GOVERNARE BENE, NON MANIPOLANDO L’INFORMAZIONE…IL PDL E’ AL 29,7%, HA PERSO 10 PUNTI IN DUE ANNI, NONOSTANTE IL CONTROLLO DEI MEDIA… IL TG1 E’ IN CALO DI ASCOLTI E LA SOLUZIONE PER MINZOLINI E’ CAMBIARE I CONDUTTORI A LUI SGRADITI…E’ QUESTA LA “GRANDE RIVOLUZIONE LIBERALE” PROMESSA?
Di riforme si parla in questi giorni, ma nessuno si chiede perchè, essendo nel programma elettorale del centrodestra dal 2008, in due anni non si siano fatto nulla per realizzarle.
Le grandi opere pubbliche sono ferme, le case per le giovani coppie sono evaporate, l’adeguamento degli ammortizzatori sociali è solo un argomento da promettere in tv, la tassazione degli italiani è di fatto aumentata, i servizi fanno sempre più schifo perchè i fondi ai comuni sono stati tagliati, i presidi delle scuole tra un po’ dovranno andare da una finanziaria per farsi anticipare le spese per le fotocopie e la carta igienica, visto che il Ministero non ha un euro.
Responsabilità tutte di Lega e Pdl, in ordine ormai di arroganza.
Finite le elezioni, festeggiato il “sedicente successo elettorale” (l’unico reale è stato quello della Polverini), nessuno si rende conto di un piccolo particolare. Forza Italia e An, prima di fondersi, avevano insieme il 40%, senza contare i partitini satelliti (si sarebbe arrivati al 43%).
Già alle politiche del 2008, il Pdl prese di meno, il 37,2%, alle europee del 2009 discesa ulteriore al 35,2.
Ora alle regionali è ancora sceso al 29,7% (e la Lega è salita solo dall’11,3% al 12,3%).
In due anni il Pdl ha perso quasi il 10% di voti, nonostante controlli 5 Tg su 6. E ha perso quattro milioni di elettori per strada che non votano più.
Il Tg 1 è in costante perdita di ascolti, il suo direttore è inquisito dalla procura di Trani per non aver ottemperato alla segretezza dell’interrogatorio cui è stato sottoposto (ci voleva una grande intelligenza, dopo che gli avevano detto che il contenuto della conversazione con il giudice doveva rimanere riservato, appena uscito dalla caserma della Guardia di Finanza, a chiamare Bonaiuti e relazionarlo dei dettagli). Continua »
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Marzo 24th, 2010 Riccardo Fucile
SOTTO ACCUSA PER IL CROLLO DI UN PALAZZO CHE HA CAUSATO 10 MORTI, SI SCOPRE CHE L’IMPRENDITORE FREZZA HA OTTENUTO APPALTI PER 15 MILIONI DI EURO DALLA PROTEZIONE CIVILE.. HA REALIZZATO 5 NUOVE PALAZZINE PER I TERREMOTATI E HA OTTENUTO ANCHE APPALTI PER IL G8
L’imprenditore e costruttore Armido Frezza, uno dei principali protagonisti della ricostruzione della città , avendo ottenuto dalla Protezione civile appalti per 15 milioni di euro per il progetto C.a.s.e. e per il G8 all’Aquila, ha ricevuto un avviso di garanzia per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni dalla Procura della Repubblica che sta indagando sulle cause dei crolli di diversi edifici della città .
L’accusa riguarda in particolare il crollo di un palazzo che, la notte del sisma, ha causato la morte di dieci persone.
L’edifico si trovava di fronte alla Casa dello Studente, in via XX Settembre 79: secondo alcuni superstiti, il palazzo tremava già da mesi, in seguito a lavori in un edificio vicino, e la cosa era stata segnalata alle autorità , senza che nessuno prendesse provvedimenti.
I lavori alle fondamenta del palazzo costruito da Frezza avrebbero indebolito, favorendone il crollo, un’ala intera dell’edificio.
Il nome di Frezza emerge poi anche nelle indagini per i crolli dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove l’imprenditore aveva vinto nel 2007 l’appalto per ristrutturare un’ala del complesso, poi gravemente lesionata dal sisma. All’indomani del terremoto, la società di Frezza era quindi finita al centro delle polemiche sui crolli, finendo oggetto di indagini giudiziarie.
Nonostante questo, La Protezione civile pensò bene di affidargli 15 milioni di euro per realizzare 5 palazzine che fanno parte delle nuove case per i terremotati volute dal governo.
Quelle per cui Letta assicurò che “nessuno degli imprenditori della cricca ha mai lavorato e preso un euro”. Continua »
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Marzo 18th, 2010 Riccardo Fucile
LA PROTEZIONE CIVILE VOLEVA PREMIARLI PER GLI INTERVENTI ALL’AQUILA, PURCHE’ SI PAGASSERO LA MEDAGLIA: 130 EURO A TESTA…I TERREMOTATI INDIGNATI FANNO UNA COLLETTA E SI OFFRONO DI DONARLE LORO (COSTO 18 EURO)…. I VIGILI: “SIAMO ONORATI, MA I SOLDI RACCOLTI DESTINATELI AD AIUTARE LA POPOLAZIONE”
Tutti li abbiamo visti scavare a mani nude tra le macerie, per cercare di salvare i vivi e
recuperare i morti: all’Aquila e dintorni hanno fatto 26.000 sopralluoghi e un totale di 203.352 interventi.
Li hanno chiamati “gli angeli del terremoto” per la loro opera instancabile: parliamo dei Vigili del Fuoco che sono intervenuti in Abruzzo fin dalle prime ore del terremoto per cercare di prestare aiuto alla popolazione.
Come avevamo già scritto, a distanza di un anno, il governo, attraverso la Protezione civile, ha pensato bene di premiarli con una medaglia di benemerenza, ma ad una condizione: che se la pagassero.
Esattamente 130 euro per il kit intero, preparato e venduto da una società collegata alla Protezione civile.
Da qui la denuncia del sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, il Conaco: “Molti hanno ricevuto una lettera della protezione civile con le indicazioni per ritirare il kit “insegne e benemerenze”, seguendo le quali e rivolgendosi alla System Data Center Spa, si sarebbero potute acquistare le onoreficenze pagando 130 euro”.
I Vigili sono inferociti: “O lo Stato ritiene che ce le meritiamo, e quindi non ce le fa pagare, oppure non ci dia nulla, se le tenga”.
La notizia delle medaglie a pagamento a 130 euro ha creato indignazione tra gli aquilani che si sono così offerti di pagare di tasca propria le onoreficenze. “Saremo noi aquilani a dare le medaglie ai nostri angeli, ognuna costa 18 euro e abbiamo già attivato un punto di raccolta fondi per realizzare quante più medaglie possibile”. Continua »
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Marzo 15th, 2010 Riccardo Fucile
ABBIAMO TOCCATO IL FONDO: AMMONTA A 130 EURO LA SOMMA CHE VIGILI DEL FUOCO, MILITARI E VOLONTARI ACCORSI PER IL TERREMOTO DOVRANNO PAGARE PER RITIRARE LA MEDAGLIA DI “PUBBLICA BENEMERENZA” ASSEGNATA DALLA PROTEZIONE CIVILE..I VIGILI DEL FUOCO INDIGNATI RIFIUTANO L’INSULTO DI UNO STATO ACCATTONE
Se vuoi metterti al collo la medaglia al valore, prima metti la mano al portafoglio.
Questa la morale e l’implicito invito che i vigili del fuoco, i militari, le forze di polizia, i volontari accorsi per prestare aiuto agli aquilani, colpiti dal tragico terremoto di un anno fa, si sono visti recapitare dalla Protezione civile di questo nostro sgangherato Paese.
In America, dopo la vicenda delle Torri Gemelle, le autorità degli States hanno riempito di attestati di benemerenza, di commossi ringraziamenti e di medaglie d’oro al valore i vigili del fuoco che tanto si prodigarono nelle prime ore successive al disastro, sacrificando anche la loro vita.
In Italia, la Protezione civile ha invitato le categorie che abbiamo elencato a ritirare un attestato gratuito firmato dalla Presidenza del Consiglio e dal dipartimento, unitamente alla “medaglia di pubblica benemerenza”, per ottenere la quale però occorre rivolgersi a una società privata e pagare la bellezza di 130 eurini per un kit che comprende”medaglia,nastro, rosetta, distintivo, astuccio e fascetta”.
Quanto sopra è indicato sul sito benemerenze.it, collegato all’indirizzo web della Protezione civile.
E per una operazione del genere hanno pure emanato un decreto dove si legge che “gli oneri per la realizzazione e la spedizione dei diplomi sono a carico della Protezione civile, quelli connessi a medaglie e insegne a carico dei beneficiari”.
Le associazioni dei Vigili del Fuoco sono sommersi da centinaia di lettere di indignata protesta da parte degli iscritti che, dopo essersi fatto un mazzo così per aiutare i fratelli aquilani, senza nulla chiedere, ora devono subire la beffa di una lettera in cui la Protezione civile li invita a ritirare una medaglia a pagamento, attraverso un appalto dato a una società privata che gestisce le benemerenze.
Per ottenere un riconoscimento da questo Stato accattone, in pratica, devi pagartelo.
Il tutto in un bel cofanetto con il logo della Protezione civile e senza poter neanche chiedere solo la medaglia.
O compri il kit completo dalla System Data Center SpA o te la scordi. Continua »
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Marzo 14th, 2010 Riccardo Fucile
DE SANTIS AVREBBE USUFRUITO DI BEN 150 INCONTRI MENTRE ERA INTERCETTATO… A DISPOSIZIONE DI FUNZIONARI PUBBLICI CENTINAIA DI SQUILLO DI LUSSO IN TUTTA ITALIA ANCHE PER RICEVIMENTI, SERATE E PERSINO PER I SOPRALLUOGHI AI LAVORI DEL G8…GLI IMPRENDITORI PAGAVANO E OTTENEVANO APPALTI
Sarebbero circa 350, con tanto di nomi e cognomi, le escort di lusso con
tariffe tra i 500 e i 700 euro che sono finite nei verbali di intercettazione relativi all’inchiesta sul G8 della Maddalena, sui Grandi Eventi e sulla Scuola dei Marescialli di Firenze.
Ragazze pagate dagli imprenditori per ingraziarsi la cricca ai vertici della Protezione civile, ovvero Angelo Balducci, Fabio De Santis (i vice Bertolaso) e Mauro Della Giovampaola, in particolare.
Una fitta rete di escort sparse in tutta Italia, a seconda delle esigenze logistiche, e a disposizione dei principali funzionari pubblici, ad eccezione di Balducci che si rivolgeva al corista per procurarsi soprattutto ragazzi gay di colore che si prostituivano.
Nelle intercettazioni finora erano emerse solo poche ragazze, quelle che con estrema finezza De Santis e Della Giovampaola chiamavano al telefono “zoccole”, quando le prenotavano ad Anemone per le loro serate in laguna, magari poi lamentadosi pure per prestazioni inadeguate.
Anemone pagava anche 5.000 euro ad incontro, ma non sempre i clienti della Protezione civile era soddisfati delle scelte del loro “protettore”; insomma siamo veramente al massimo dello squallore.
Ma dalle indagine ora è emerso che il giro era molto ampio, erano centinaia le escort a disposizione per accompagnare i dirigenti pubblici ovunque: dai ricevimenti alle serate ufficiali, dalle inaugurazioni ai sopralluoghi ai lavori del G8 tra Sardegna, Lazio e Toscana. Continua »
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Marzo 8th, 2010 Riccardo Fucile
GABINETTI CHE PERDONO, VASCHE DA BAGNO DA SISTEMARE, DIVANI E LIBRERIE: I COSTRUTTORI INTERVENIVANO GRATIS A CASA DEI DIRIGENTI…DOMESTICI A DISPOSIZIONE, ASSUNZIONI, BMW DA 71.000 EURO, RISTRUTTURAZIONE DI CASE, RIFACIMENTO DI PISCINE NELLE VILLE : IL PRONTO INTERVENTO ANEMONE
Quando il vice capo della Protezione civile, Angelo Balducci, gli telefonò per dirgli che aveva urgente bisogno di un divano per la sua villa di Montepulciano, l’imprenditore Anemone arrivò persino a privarsi di quello che aveva nel suo ufficio e dove si faceva nel pomeriggio una pennichella.
Ma fu solo uno dei tanti favori che Anemone era abituato a fare ai dirigenti della Protezione civile per ingraziarseli e ottenere quindi appalti.
A scorrere le migliaia di pagine dell’inchiesta “Grandi Appalti”, viene quasi da solidarizzare con i costruttori come Anemone, Piscitelli, Rocco Lamino e Riccardo Fusi: gli alti dirigenti pubblici e i loro figli, le loro mogli, sorelle e fidanzati volevano tutto subito e gratis.
Nelle telefonate del filone “Case & arredi”, la parte del leone la fa la famiglia Balducci.
Nella villa di Montepulciano, l’ex braccio destro di Bertolaso dispone di una coppia di custodi romeni “regolarmente stipendiata da Anemone”.
Quando i due chiedono un aumento, Anemone si infuria: “Ci penso io…gli faccio un bel discorsetto”.
Poi c’è il grave problema del gabinetto che perde nella casa del figlio Filippo e della sua fidanzata romena.
I due non avevano un lavoro? E Anemone li assume.
Non avevano un’auto? E lui gli mette a disposizione una Bmw da 71.000 euro.
Vivevano in una casa fatiscente? E Anemone la ristruttura a sue spese. Continua »
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Marzo 6th, 2010 Riccardo Fucile
PER UNA OPERAZIONE DI BUON SENSO CI SONO VOLUTI UN ANNO E LE CARRIOLE IN PIAZZA… INTERVERRA’ L’ESERCITO IN UNA PRIMA FASE, SI INIZIERA’ TRA UN MESE (SPERIAMO) …AMPLIAMENTO DEL SITO DI PAGANICA, DUE NUOVI A BARISCIANO E A BAZZANO
C’è voluta la rivolta delle carriole perchè qualcuno capisse che era assurdo
, a distanza di un anno, che quattro milioni di macerie continuassero a far bella mostra di sè e che nessuno muovesse un dito, rimediando una brutta figura di fronte all’Italia intera.
Forse ha inciso più il secondo aspetto rispetto al primo e adesso le autorità competenti hanno improvvisamento trovato anche i siti per accogliere i detriti, quei siti che fino a ieri parevano non esistere.
Miracolo degli aquilani, insomma.
Secondo i programmi, si inizierà non prima di un mese: questo è stato deciso al termine di un summit al Ministero dell’Ambiente, cui hanno preso parte Stefania Prestigiacomo, il presidente dell’Abruzzo, Stefano Chiodi, nella sua qualità anche di delegato all’emergenza terremoto, ol sindaco,il presidente della Provincia e il vicecapo della Protezione civile.
Come auspicato da tempo su questo sito, a provvedere alla rimozione delle macerie saranno in una prima fase l’esercito e i vigili del fuoco.
In attesa dell’espletamento della gara per l’affidamento del servizio di trasporto. Continua »
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Marzo 3rd, 2010 Riccardo Fucile
ECCO IL TESTO DELL’ORDINANZA N. 3797 DEL LUGLIO 2009 CHE DELEGA BERTOLASO E LO AUTORIZZA (ART. 17) PERSINO A FAR INTERVENIRE L’ESERCITO… INVECE LE MACERIE SONO ANCORA LI’ E LA PROTESTA DEGLI ABITANTI E’ FONDATA…ORA TOCCHERA’ ALLA REGIONE, MA SENZA NUOVE REGOLE CI VORRANNO ANNI
Domenica è andata in scena l’ennesima protesta degli abitanti dell’Aquila,
stanchi di vedere giacenti 4 milioni di tonnellate di macerie nella loro città , senza che nessuna autorità si prenda l’incombenza di iniziarne la rimozione. La “rivolta delle carriole” ha stavolta “bucato” gli schermi dei media, nessuno ha potuto far finta di ignorare una protesta che sta assumendo proporzioni sempre più consistenti.
E domenica prossima si replica.
A fronte delle considerazioni degli abitanti, più che giustificate, abbiamo ascoltato da parte delle autorità il solito scaricabarile su chi avrebbe dovuto intervenire.
In particolare il capo della Protezione civile, l’onnipresente Bertolaso, ha detto che è normale che vi siano delle proteste (ma non erano tutti felici, contenti e intenti a stappare lo spumante?), che il compito della Protezione civile è terminato e che ora devono provvedere Regione e Comune (con che soldi non è dato sapere).
Bertolaso ha precisato che la rimozione delle macerie non rientrava comunque tra i suoi compiti.
Peccato che le cose non stiano così e lo dimostriamo, documenti alla mano. Perchè spettava invece proprio alla Protezione civile rimuovere le macerie del terremoto ed individuare i siti dove trasferirli e smaltirli.
Bertolaso, nella sua qualità di capodipartimento, aveva ricevuto incarico formale con un’ordinanza urgente del luglio scorso della Presidenza del Consiglio, la numero 3797, esattamente sette mesi fa.
Non solo: l’art. 17 del dispositivo ministeriale consentiva alla Protezione civile anche l’uso dell’esercito.
Se in una prima fase infatti, con l’ordinanza 3767, il governo aveva affidato il compito ai comuni , con la seconda aveva delegato Bertolaso come supplente.
Anche perchè ci si era resi conto che i comuni erano in ginocchio e non avrebbero certo potuto organizzare lo sgombero delle macerie.
Si legge nel’ordinanza: “Il commissario delegato può provvedere, in sostituzione dei Comuni che non abbiano adottato tempestivamente i provvedimenti, alla individuazione dei siti da adibire a deposito temporaneo e selezione dei materiali derivanti dal crollo degli edifici”. Continua »
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