CRISTO E TRUMP NON SONO SOCI
L’USO SCONCIO DEL CRISTIANESIMO POSTO IN ESSERE DALLA CASA BIANCA
Devo avere scritto, nei mesi scorsi, almeno un paio di amache su questo papa americano, chiedendomi come mai — appunto perché americano — non dicesse con chiarezza, e da papa, che cosa pensa della prepotenza di Trump, del suo bellicismo, del suo linguaggio violento, e soprattutto del suo uso blasfemo della religione come alibi politico e come movente di guerra.
Forse ignoravo i tempi della Chiesa, che non sono quelli della cronaca. Fatto sta che mi sbagliavo, sia pure in folta compagnia, e sono davvero felice di poterlo dire. Non sono incerte o caute, sono secche, dirette e inequivocabili le parole che Leone XIV ha speso, nelle ultime settimane, contro il presidente americano e la sua
visione del mondo. Così che si possa dire — finalmente! — che il cristiano più autorevole del globo è fortemente contrario all’uso sconcio del cristianesimo che la Casa Bianca ha messo in atto, con l’appoggio — non va dimenticato — di molti pastori evangelici, di non pochi vescovi americani, e sull’onda disturbante dei “cristiani rinati”, dei teocon, del nuovo fondamentalismo religioso di destra che ha avuto una parte decisiva nell’elezione di quel signore così evidentemente poco cristiano.
Pare, dunque, che i nodi vengano al pettine. La prepotenza non è evangelica, Cristo e Trump non possono essere partner in affari, l’intelligenza artificiale, per quanto lucrosa, e potente, non può sostituirsi allo Spirito Santo nell’indirizzare gli uomini. Da non credenti, digiuni di teologia, lo avevamo immaginato, nel nostro piccolo, già da parecchio tempo. Ora ne abbiamo la conferma ufficiale. Ne siamo confortati. Evviva.
(da Repubblica)
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