FITTO ATTACCA: “FORZA ITALIA PARTITO SENZA REGOLE, UN CUPO BUNKER ACCANTO A BERLUSCONI”
DOPO L’ABBANDONO DI SCHITTULLI: “NOVE MILIONI DI ELETTORI NI FUGA”
Un partito senza regole. Con dirigenti delegittimati. Chiuso in un bunker stretto attorno a Silvio
Berlusconi.
Così Raffaele Fitto all’indomani dello strappo del candidato alle Regione Puglia, Francesco Schittulli, che ha lasciato Forza Italia (“Vado avanti con chi mi sostiene”).
“Scrivo queste righe con i sentimenti con cui ci si accosta a una vicenda che sa di tragedia greca o shakespeariana”, scrive Fitto sul suo blog.
“Il centrodestra italiano, in primo luogo grazie a Berlusconi, è stato a lungo depositario delle speranze e delle attese degli italiani di un grande cambiamento e di una profonda riforma liberale.
Un mix di errori politici e di circostanze esterne negative ha purtroppo impedito di realizzare questa promessa.
Per parte mia, insieme a tanti amici, rivendico di essere stato accanto a Berlusconi nelle fasi per lui più dure, quelle degli attacchi giudiziari, dell’uso politico della giustizia, del tentativo di estrometterlo dalla politica per via giudiziaria”.
“Nei momenti difficili, si difende chi è sotto attacco. Ma ora che le nubi giudiziarie sono in gran parte diradate intorno a Silvio Berlusconi, è venuto il momento di discutere in modo intellettualmente onesto della situazione che è sotto gli occhi di tutti”.
Poi, l’affondo, pesantissimo: “Siamo in un partito senza regole dalla testa in giù. Piaccia o no, la vecchia Forza Italia e il Pdl avevano sempre rispettato statuti e regole. Da un anno, invece, siamo in una terra di nessuno, dove nulla corrisponde a quanto è scritto nello statuto. Siamo in un partito con dirigenti privi di qualunque legittimazione democratica.
C’è ormai un cupo bunker, costruito intorno a Berlusconi, dove pochi autonominati pretendono di decidere sulla sorte delle persone, e – peggio ancora – sulla linea politica. Lo dico senza asprezza e senza nulla di personale. Ma davvero pensiamo che le liste possano essere fatte e disfatte dalla senatrice Rossi, o comunque dipendere da un suo finale atto di volontà ?
Davvero pensiamo che dirigenti possano essere esclusi in Puglia e non solo dalle elezioni regionali e domani dalle elezioni politiche solo per aver espresso un’opinione nel dibattito di partito o per aver partecipato a un’assemblea?
Dove siamo finiti? Non eravamo, o non dicevamo di essere, un partito liberale di massa? Siamo in un partito senza una seria e credibile linea politica. Siamo soprattutto un partito con 9 milioni di elettori in fuga. E adesso qualcuno vorrebbe anche più bavaglio per tutti?”.
(da “La Repubblica”)
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