GRIDO DISPERATO DEI BIRMANI
RIPRENDETEVI FASSINO … FA SOLO DANNI
Gli avevamo dedicato, mesi fa, un articolo prima della sua “dipartita”…beh, sì dopo le onoranze funebri con pianti e singhiozzi alla sigla DS, prima dello scioglimento del medesimo verso il sol dell’avvenire del PD, prima del passaggio del testimone a Walter l’amerikano…prima, soprattutto, del suo nuovo importante incarico per “toglierselo dalla balle” ( direbbe qualche dirigente del PD)…ovvero prima della sua nomina a inviato speciale della diplomazia occidentale in Birmania.
Un incarico “compensativo” evidente, si direbbe un “contentino”, lo avevano capito tutti, anche alla luce del fatto che risultava un duplicato rispetto all’incarico analogo svolto dal rappresentante dell’ONU inviato in Birmania. Lo avevano compreso tutti, salvo lui…abituato alle “palle mediatiche” che raccontava in Italia, in una conferenza stampa a Bangkok inizia a farsi conoscere con una gaffe da Guinnes. Un giornalista gli chiede: ” Come mai lei non tiene mai conto della eredità di venti anni di insuccessi della comunità internazionale nella sua azione negoziale, cercando di cambiare un atteggiamento fallimentare?” … Fassino stizzito risponde: “Non mi interesso di storia, io sono un politico”…tra i sorrisi di compatimento dei presenti. Fassino era abituato in Italia, dove i politici ogni giorno rilasciano dichiarazioni a fiume, magari l’opposto del giorno prima, hanno i giornalisti ai piedi in funzione prona, non è poveretto in grado di accettare una critica vera e un ridimensionamento del suo ruolo e delle sue aspirazioni.
E così ha continuato a parlare ed esternare a ogni occasione anche in Birmania, laddove invece sarebbe meglio stare zitti e attuare una riservata opera di mediazione.
Il risultato, lo rivela il quotidiano economico Italia Oggi, è che l’opposizione birmana in esilio ha avanzato una protesta ufficiale allo spagnolo Javier Solana, chiedendo la sostituzione dell’ex leader dei DS.
Fassino, con una raffica di articoli pubblicati su Mizzima, viene accusato apertamente di puntare all’overdose mediatica, di attuare da mesi solo una “diplomazia del megafono”, ovvero partecipare a conferenze stampa, concedere interviste, fare uso di retorica a buon mercato, col solo risultato di aver contribuito ad irrigidire il regime nei confronti della opposizione. Per un inviato “diplomatico” non c’è male insomma… quasi un invito a chiudersi in qualche monastero ad imparare la virtù del silenzio, della pazienza e della riservatezza. Più che grandi statisti da esportare all’estero, l’Italia dispone di grandi malati di protagonismo mediatico da rinchiudere, per una opportuna rieducazione.
In pratica i birmani hanno evidenziato che, quando si va a cercare di risolvere i problemi degli altri, occorre andarci con umiltà e modestia, non con la saccenza di chi pensa di conoscere “l’alta politica” e pensa di “dispensarla” ai poveracci…
Va beh, in caso di imminente rientro, visto il giro in bus per oltre 100 città che Walter l’amerikano ha iniziato, un posto da autista per il suo autobus Veltroni glielo affiderebbe volentieri… in fondo è un “buonista”…sarà un lavoro precario, ma se guida non parla: è già qualcosa non credete?
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