I CATTIVI MAESTRI DELL’ANTI-GLOBALIZZAZIONE: È RIDICOLO E OLTRAGGIOSO CHE A DAVOS, A DARE LEZIONI ‘ANTIGLOBALIZZAZIONE AL MONDO, SIA HOWARD LUTNICK, SEGRETARIO AL COMMERCIO DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP. LUTNICK È AZIONISTA DI CANTOR FITZGERALD, SOCIETÀ FINANZIARIA USA A SUA VOLTA AZIONISTA E IN AFFARI COME BANCA DEPOSITARIA DI TETHER, LA SOCIETÀ CHE GESTISCE STABLECOIN CHE INTENDE GLOBALIZZARE LA MONETA PRIVATA
È OLTRAGGIOSO, PERCHÉ MENTRE LUTNICK SI IMPANCA A POLIZIOTTO MORALE DEL MONDO, GLI USA SVALUTANO IL DOLLARO ANCHE GRAZIE ALLE BOUTADES DI TRUMP”
È ridicolo, tartufesco, oltraggioso, paradossale che a Davos, a dare lezioni “antiglobalizzazione” all’Unione Europea e al mondo, sia Howard Lutnick, segretario al commercio dell’amministrazione Trump.
Il miliardario Lutnick si impanca a filosofo “de sinistra” sulla “difesa dei lavoratori americani” contro la “delocalizzazione produttiva”, ma tace e nasconde sotto il tappeto alcune cose.
È ridicolo, perché Lutnick è azionista di Cantor Fitzgerald, società finanziaria Usa a sua volta azionista e in affari come banca depositaria di Tether, la società creata nei paradisi fiscali e poi emigrata in Salvador che gestisce l’omonima stablecoin che intende globalizzare la moneta privata, quello che a tutti gli effetti è la criptovaluta, l’omonima stablecoin fondata da Giancarlo Devasini e Louis van der Velde, il duo che sta privatizzando nelle loro tasche (da decine di miliardi di dollari ciascuna) quello che per le banche centrali è l’aggio di emissione (per chi non ne sa nulla, è la differenza tra valore facciale di una banconota e costo per la sua produzione industriale), il duo che in passato era amministratore di società in affari o di proprietà di Gennaro “Rino” Platone, boss delle frodi carosello sull’Iva (alla fine degli anni ’90 era tra i 10 uomini più ricchi d’Olanda) che tramite catene societarie in decine di Paesi frodava ogni anno Iva per centinaia di milioni di euro, in contatto con la camorra. È tartufesco, perché proprio grazie alle criptovalute la famiglia del suo boss Trump sta guadagnando miliardi di dollari, in totale conflitto di interesse, senza dimenticare la rete globale di immobili e altre attività private del presidente Usa, di certo non edificate facendo l’interesse dei lavoratori americani.
È oltraggioso, perché mentre Lutnick si impanca a poliziotto morale del mondo, gli Usa svalutano il dollaro anche grazie alle boutades di Trump, fanno concorrenza ai loro ex alleati distruggendone la base produttiva con i dazi e bombardano a casaccio Paesi di cui sino a ieri ignoravano bellamente i problemi.
È paradossale che il Paese che ha beneficiato più di tutti sino a oggi della globalizzazione e della dollarizzazione globale della finanza e dell’economia vada a dare lezioni antiglobaliste ad altri.
(da profilo Facebook di Nicola Borzi, giornalista)
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