IL PROBLEMA SONO LE MOSCHEE CLANDESTINE E CHI LE CONTROLLA, NON COSTRUIRNE ALLA LUCE DEL SOLE
SONO 258 I LUOGHI DI CULTO ISLAMICI IN ITALIA, A FRONTE DI 1.200.000 MUSULMANI… FINI AUSPICA PREDICHE IN ITALIANO PER VIGILARE SU QUANTO DICONO GLI IMAN… MOLTI SONO I CENTRI DI PREGHIERA “FAI DA TE” DI CUI SI IGNORA L’ESISTENZA
Oltre che riflettere sulla costruzione di nuovi luoghi di culto islamici, è necessario
incrementare la vigilanza sulle moschee non autorizzate.
Rientrato da una visita negli Emirati Arabi, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha lanciato qualche giorno fa l’allarme sulle centinaia di moschee clandestine, spesso camuffate da semplici centri culturali, disseminate lungo la Penisola.
Un fenomeno che interessa soprattutto il nord, dove cantine sono diventate luoghi collettivi di preghiera in cui iman che si autoproclamano tali ( nell’Islam non esiste il ministro del culto) predicano in modo autonomo il dettato del Corano.
Col risultato che da questi luoghi di culto clandestini escono prediche figlie dell’interpretazione del Corano e non la lettura dei versetti. E ci sono stati casi di autentiche istigazioni all’odio.
Vi sono da parte del Centrodestra troppe attenzioni sull’opportunità o meno dell’apertura di nuove moschee alla luce del sole, sostiene in pratica Fini, mentre bisognerebbe concentrarsi di più sul fatto che esistono dei luoghi adibiti al culto senza controllo e senza neanche che siano a conoscenza dell’autorità .
Aggiungiamo i dati ufficiali per aver un quadro completo: in Italia i musulmani sono circa 1.200.000, a fronte di 258 luoghi di culto ufficiali.
Sono 38 in Sicilia, 31 in Lombardia, 23 in Veneto, 22 in Calabria, 22 in Emilia, 20 nel Lazio, 18 in Toscana, 14 in Campania, 13 nelle Marche e Piemonte, 11 in Puglia, 7 in Umbria, 6 in Liguria e in Sardegna, 4 in Abruzzo, 3 in Basilicata e in Trentino, 2 in Friuli, 1 in Molise e Valle d’Aosta. Parliamo di moschee o luoghi di culto ufficiali che peraltro non hanno dato problemi di ordine pubblico.
Oltre a questi 258 centri, esistono centinaia di moschee clandestine dove predicano iman sconosciuti.
La domanda è: vale la pena perdersi in polemiche sul diritto di erigere un luogo di culto, a parte ovviamente le eventuali riserve sulla sua ubicazione, da parte dei musulmani, quando il pericolo viene da altrove?
Facciamo un successivo e provocatorio ragionamento: vogliamo usare la polemica antimoschea per altri decenni, per mantenere alto il livello di tensione degli Italiani del nord, al solo fine di speculare elettoralmente su ataviche paure o vogliamo “governare” il Paese, gestire i cambiamenti e garantire sicurezza vera e non solo mediatica?
Allora meglio sarebbe far emergere anche le fasce nascoste del culto islamico, permettendo la costruzione di moschee, nel rispetto delle leggi e senza arrecare disagi agli italiani.
Ovvero meglio più moschee che siano veri luoghi di culto aperti e pubblici, che tante strane associazioni o scantinati dove non si sa chi predichi e cosa.
Dato che in Italia è garantita la libertà di culto, a maggior ragione lo Stato deve garantire ai musulmani di poterlo esercitare in luoghi idonei.
Conseguenzialmente deve esistere un registro degli iman autorizzati a celebrare le funzioni, e la predica deve essere fatta in italiano, fatto salvo che i versetti del Corano vadano letti in lingua araba.
Il problema semmai è del Ministero degli Interni, non dei Comuni.
Ovvero i Comuni giustamente vogliono che siano rispettate le regole urbanistiche nella localizzazione del sito idoneo a costruire una moschea, ma quello che poi accade all’interno oppure l’esistenza di cantine adibite a luogo di culto clandestino, riguarda i compiti di sicurezza degli Interni.
La Lega, tanto per essere chiari, invece che speculare su tre voti fomentando paure, dovrebbe sollecitare Maroni, invece che perdere tempo in Tv, a operare a fondo per individuare i luoghi di culto clandestini e neutralizzare eventuali predicatori di odio.
Agendo su due piani quindi: garantendo luoghi di preghiera adeguati e ufficiali, con le garanzie richieste, ai musulmani e contestualmente sradicando la pratica della predicazione clandestina che non avrebbe più ragione e giustificazione di esistere a quel punto.
Agli islamici seri va data fiducia e ospitalità , su questo il Centrodestra deve fare un salto di qualità e coniugare rispetto religioso e sicurezza dei cittadini.
Se poi vogliamo continuare a parlare il linguaggio della guerra santa o delle osterie, non lamentiamoci poi dei risultati.
In Francia Sarkozy ha permesso il proliferare di moschee ma tutte perfettamente sotto controllo e integrate.
Per governare ci vuole buon senso, idee e coraggio innovativo. Sarebbe ora che il centrodestra in Italia vivesse non sulle paure, ma sulla capacità di guardare avanti con determinazione.
Cavalcando il futuro senza guardare sempre al passato. Le riflessioni di Fini sono un buon punto di partenza.
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