IL VENTO E’ CAMBIATO: GIORGIA MELONI HA PERSO IL TOCCO MAGICO “YOUTREND” CERTIFICA CHE IL CAMPO LARGO, COMPOSTO DA PD, MOVIMENTO 5 STELLE E AVS SENZA LE FORZE CENTRISTE, È AL 43%, SOPRA AL BLOCCO DI GOVERNO (42,1%)
A DESTRA PERDONO CONSENSI TUTTI I PARTITI … CONTINUA A CRESCERE IL MALCONTENTO NEI CONFRONTI DELL’ESECUTIVO (IL 57% DEGLI ITALIANI HA UNA OPINIONE NEGATIVA) E CROLLA LA FIDUCIA IN GIORGIA MELONI (IL 62% DEGLI ELETTORI NON CE L’HA) … L’83% DI CHI VOTA FDI SI DEFINISCE CATTOLICO: ECCO PERCHÉ MELONI, DOPO IL VERGOGNOSO ATTACCO DI TRUMP AL PAPA, E’ STATA COSTRETTA A SFANCULARE IL TYCOON
“Complessivamente, l’area giallorossa” (il campo largo: Pd, M5s e Avs) “arriva al 43%, intorno al suo massimo storico, superando il centrodestra anche senza le forze centriste. Il blocco di governo (FdI, FI, Lega, Nm) si colloca al 42,1%”.
È quanto emerge da un sondaggio di Youtrend per Sky Tg24.
FdI resta primo partito ma scende al 26,4% (-0,4% punti rispetto all’instant poll del 23 marzo), il Pd sale al 22,9% (+0,9%) e riduce il distacco a 3,5 punti. Il M5s è stabile al 14,1%. Nel centrodestra FI scende all’8% (-2%), la Lega risale al 6,6% (+1,2%) e Noi Moderati è stabile all’1,1% (+0,1%). Futuro Nazionale è stabile al 4,1%.
A sinistra Alleanza Verdi-Sinistra scende al 6% (-1,1%). Nell’area centrista-liberale Azione sale al 3,1% (+0,4%), Italia Viva al 2,5% (+0,5%) e +Europa scende all’1,2% (-0,5%). Esordisce il Partito Liberaldemocratico con l’1,1%. L’area degli astenuti e indecisi cala al 37,0% (-2,7%). Sondaggio svolto con metodologia CAWI tra l’11 e il 13 aprile 2026 su un campione di 815 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia. Il margine d’errore è del +/- 3,4% con un intervallo di confidenza del 95%. (ANSA).
Il giudizio degli italiani sulla gestione della guerra in Iran da parte di Trump è schiacciante: il 79% esprime una valutazione negativa e solo il 7% positiva, con il 14% che non si esprime. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di YouTrend per Sky TG24.
La bocciatura nei confronti della gestione di Trump in Medio Oriente è trasversale: raggiunge il 97% tra gli elettori Pd, il 98% tra quelli AVS e il 99% fra Azione/IV/+Europa, ma è maggioritaria anche nel centrodestra (76%) e fra gli stessi elettori FdI (71%).
Il 47% degli italiani ritiene che il governo avrebbe dovuto prendere una posizione più netta contro Stati Uniti e Israele in occasione dell’attacco all’Iran, il 32% giudica che l’esecutivo abbia tenuto un buon equilibrio e solo il 2% avrebbe voluto un sostegno più aperto all’azione militare. Nel centrodestra il 72% approva l’equilibrio tenuto dal governo e solo il 12% avrebbe voluto una posizione più critica. Nel campo largo l’83% avrebbe voluto una condanna più netta (punte del 91% tra elettori Pd e del 95% tra quelli AVS).
La conseguenza che preoccupa di più della mancata riapertura dello Stretto di Hormuz è l’aumento del prezzo di benzina, gasolio e bollette (42%), seguita dal rallentamento dell’economia e rischio di recessione (18%) e dalla possibilità che la crisi faccia saltare i negoziati (17%).
Il 13% degli intervistati teme il rischio di razionamenti di carburante. L’1% si è dichiarato non preoccupato. L’aumento dei prezzi è la prima preoccupazione in tutti gli elettorati, con valori particolarmente alti nel centrodestra (48%) e tra gli “altri partiti” (51%). Nel campo largo pesa relativamente di più il rischio di recessione (28%).
Negli ultimi giorni hanno fatto molto discutere gli attacchi di Donald Trump contro Papa Leone XIV. Prese di posizione che possono sicuramente creare malcontento e avere anche un “impatto” politico tra gli elettori cattolici italiani. Guardando al credo religioso, l’83% di chi vota FdI si definisce cattolico (è il partito con la percentuale più alta). Leggermente meno tra FI e Lega. Tra gli elettori del Pd il 53,9% è cattolico mentre il 40,4% si definisce ateo.
Tra i partiti più piccoli, spicca la percentuale di atei tra coloro che votano AVS (il 61,1%). Anche tra gli astenuti c’è una grossa fetta di cattolici (il 62,8%) che quindi non avranno probabilmente gradito le parole di Trump contro il Papa e potrebbero orientare di conseguenza il loro voto futuro.
Sulla gestione delle conseguenze del referendum da parte di Meloni, il 38% dà un giudizio positivo (18% “molto”, 20% “abbastanza”) e il 46% negativo (27% “abbastanza”, 19% “molto, avrebbe dovuto dimettersi”). Il 16% non si esprime. La polarizzazione è netta: tra gli elettori di centrodestra l’86% dà un giudizio positivo, mentre nel campo largo l’80% è negativo (per il 38% avrebbe dovuto dimettersi). Tra gli elettori Pd il 42% ritiene che Meloni avrebbe dovuto lasciare, quota che sale al 44% fra quelli M5s.
La priorità indicata dalla maggioranza relativa degli italiani per l’ultimo anno e mezzo di legislatura è la gestione della crisi energetica e la protezione di famiglie e imprese dall’aumento dei prezzi (38%). Seguono gli investimenti sui salari e la lotta alla precarietà (15%), l’abbassamento delle tasse (14%) e la riforma della sanità pubblica (13%). La politica estera e la guerra nel Golfo sono indicate solo dal 5
Le riforme istituzionali – giustizia (2%), legge elettorale (1%), premierato (1%) – sono considerate prioritarie da quote marginali. La crisi energetica è la prima priorità in tutti gli elettorati, dal centrodestra (44%) al campo largo (44%), con un picco tra gli elettori Pd (50%) e di Azione/IV/+Europa (47%).
(da agenzie)
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