“MELONI ALLEATA DI TRUMP? NO, È TOTALE SUBORDINAZIONE. IL VOSTRO ATLANTISMO FA SCHIFO” . A “OTTO E MEZZO” MASSIMO CACCIARI E MARCO TRAVAGLIO FANNO LA MESSA IN PIEGA ALL’EUROPARLAMENTARE DI FORZA ITALIA LETIZIA MORATTI
TRAVAGLIO RINCARA: “MELONI? PONZIA PILATA IN POLITICA ESTERA. SU GAZA ABBIAMO TACIUTO IN MANIERA COMPLICE. SU ISRAELE ABBIAMO RINNOVATO IL PATTO DI DIFESA ANCHE QUANDO SPARAVANO SUI NOSTRI SOLDATI. LEI E L’ITALIA SONO STATI SOLO DEI CAMERIERI DEGLI AMERICANI”
Durissima reprimenda del filosofo Massimo Cacciari all’europarlamentare di Forza Italia Letizia Moratti sulla politica estera del governo Meloni. Entrambi ospiti a Otto e mezzo (La7), il tema centrale è l’attacco del presidente degli Usa Donald Trump all’indirizzo della premier Giorgia Meloni.
Moratti difende la presidente del Consiglio, sostenendo che la sua linea è sempre stata quella tradizionale dell’Italia: “Ha sempre tenuto una posizione atlantista. L’ha fatto con Biden e l’ha fatto con Trump. Noi di Forza Italia siamo popolari, fortemente europeisti e atlantisti“.
Poi si rivolge a Moratti: “Ma di che alleati parliamo? Io sono suo alleato quando c’è una certa parità di forze. Alleati erano la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica contro il nazismo. Che forza mette in campo rispetto agli Stati Uniti l’Europa o la Meloni? Ma di che alleanza parliamo? Stiamo usando delle parole di cui ormai non comprendiamo più il significato. Non è alleanza, quella di Meloni è una posizione tutto subordinata“.
Cacciari conclude, mentre Moratti contesta la sua posizione: “Ci possono essere
10mila atlantismi. Cerchiamo di usare le parole dando a esse un significato, per piacere, perché il mio mestiere è semplicemente questo: mettere ordine nel linguaggio. Non c’è l’atlantismo, ci sono tanti atlantismi. E quello attuale fa schifo“.
“È ovvio che tutti dovrebbero condannare le interferenze americane nella politica italiana, chiunque ci sia al governo. Però bisognerebbe farlo sempre, anche quando a interferire era l’amministrazione Biden alle elezioni scorse, l’amministrazione Obama, l’amministrazione Bush, i sinedri europei che danno le pagelle ai buoni e cattivi in Europa e dicono per chi bisogna votare e per chi non bisogna votare”.
Così a Otto e mezzo (La7) il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta le parole di solidarietà della segretaria del Pd Elly Schlein nei confronti della premier Giorgia Meloni, dopo gli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
“Le interferenze estere – sottolinea Travaglio – o si condannano sempre o non le si condanna mai. Io mi auguro semplicemente, come ha auspicato Cacciari, che si recuperi il significato vero della parola ‘alleato’. L’alleato sta in piedi e non sdraiato. L’alleato discute con l’altro alleato. E quando ci conviene, bisogna dire dei sì. Quando ci conviene, bisogna dire dei no. “.
E aggiunge: “Secondo me, Trump qualcosa di buono lo ha fatto quando ha cercato di chiudere la guerra in Europa con un compromesso, con una pace possibile, con una pace sporca, in Ucraina. Quello è stato il momento in cui l’Europa unitariamente gli ha detto di no.
Il direttore del Fatto conclude: “Adesso vedo che la Meloni, dopo che ha perso il referendum sulla giustizia, sta facendo un ‘indietro tutta’ su tutti i fronti. Era piena di impresentabili e li ha cacciati. Su Israele oggi ha sospeso il rinnovo automatico del patto di difesa. Bisognava aspettare oggi quel momento? Non si poteva farlo prima? – chiosa – Almeno quando Israele sparava sul nostro contingente in Libano e noi zitti? Altro che atlantismo, siamo stati dei servitori che si meravigliavano se venivano trattati da servitori. E come dovevamo essere trattati? Per quello che eravamo: dei camerieri“.
(da agenzie)
Leave a Reply