LA IATTURA PER IL GOVERNO SI CHIAMA CARLO NORDIO: COME SI MUOVE, FA DANNI. IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SI È DISTINTO SOLTANTO PER LE GRANE CHE HA CREATO A GIORGIA MELONI: PRIMA DEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI, C’È STATO IL CASO ALMASRI. E POI LA CAMPAGNA FLOP PER IL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, LE DICHIARAZIONI ARDITE SULLA “MODICA QUANTITÀ” DI CORRUZIONE E IL “SISTEMA PARA-MAFIOSO” DEL CSM
DOPO LA NOTA DEL QUIRINALE, CARLO NORDIO HA CERCATO L’OMBRELLO DI PALAZZO CHIGI. E LO HA OTTENUTO
Un nuovo terremoto rischia di travolgere il ministro della Giustizia. Uscito sconfitto dal referendum sulla “sua” riforma, azzoppato dai casi Almasri e Bartolozzi, costretto a liquidare il sottosegretario Delmastro, Carlo Nordio finisce ancora una volta nella polvere.
La lettera con la quale la Presidenza della Repubblica gli chiede di verificare la «supposta falsità» di alcuni elementi contenuti nella domanda di grazia di Nicole Minetti getta un’ombra pesantissima sulla regolarità delle procedure seguite da Via Arenula in questa delicata vicenda.
È bastato che le agenzie di stampa battessero la notizia per far scattare l’allarme rosso al ministero. Un intero ufficio è andato in tilt. È a quel punto che Nordio ha cercato l’ombrello di palazzo Chigi, non sapendo come replicare al pesante affondo incassato. E lo ha ottenuto.
Giorgia Meloni lo ha sentito al telefono. Toni pacati, massima attenzione alla vicenda da parte della presidente del Consiglio. Un passo falso e la pedina già
claudicante della Giustizia potrebbe rotolare, come avvenuto dopo il referendum per ministri e sottosegretari sostituiti.
Nel centrodestra nessuno ha voglia di commentare. C’è chi informalmente dalle parti di Fratelli d’Italia sottolinea che questi dossier sono stati seguiti dal gabinetto del Guardasigilli, guidato a suo tempo proprio da Bartolozzi, ora tornata nei ranghi della magistratura.
Ma c’è anche chi sostiene che Nordio, che da ministro della Giustizia ha espresso parere favorevole alla grazia, conosca bene la famiglia Cipriani, la dinastia dell’Harry’s Bar di Venezia, di cui è erede Giuseppe, il nuovo compagno di Minetti. Anche per questo il rischio che Nordio rimanga schiacciato da questa vicenda è alto.
E infatti le opposizioni lo incalzano e tornano a colpire il nervo scoperto del governo. Parla di «pesanti dubbi» il coportavoce di Avs Angelo Bonelli, che annuncia un’interrogazione al ministro. Attacca anche la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani: «Cosa sta aspettando Meloni a far fare un passo indietro a Nordio? Non c’è più tempo da perdere».
Secca la replica del Guardasigilli: «Prima di chiedere le mie dimissioni l’onorevole Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in giurisprudenza, l’articolo 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia».
Matteo Renzi osserva: «Non conosco Nicole Minetti, ma conosco molto bene Sergio Mattarella. So che c’è una garanzia di serietà». E chiede le dimissioni non di Nordio, bensì di Meloni.
(da agenzie)
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