“LA RIAPERTURA DEL PADIGLIONE RUSSO? IL GOVERNO NON È D’ACCORDO, MA LA BIENNALE È UNA FONDAZIONE AUTONOMA”: GIORGIA MELONI E’ PILATESCA SULLA QUERELLE CHE OPPONE IL MINISTRO GIULI AL PRESIDENTE DELLA RASSEGNA, BUTTAFUOCO
LA PREMIER NON VUOLE RISCHIARE LE SUE DIMISSIONI A RIDOSSO DELL’INAUGURAZIONE DEL 9 MAGGIO E SI LIMITA A MONITARE: “CI SONO DIVERSE PRESE DI POSIZIONE, ANCHE DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE CON RISCHI DI DEFINANZIAMENTI, È UNA COSA CHE LA BIENNALE DEVE CALCOLARE” … MA QUALCUNO CREDE MAI CHE NARCISO-BUTTAFUOCO POSSA DARE LE DIMISSIONI?
«Il governo non è d’accordo, ma la Biennale è una fondazione autonoma». Per la prima volta in pubblico, martedì al Vinitaly di Verona, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa sulla riapertura del padiglione russo alla 61esima internazionale d’arte a Venezia. Palazzo Chigi si sfila dallo querelle: già la settimana scorsa, riferiscono fonti vicine al dossier, la premier avrebbe chiesto a tutti gli attori di spegnere il caso.
Meloni non vuole in alcun modo rischiare le dimissioni di Pietrangelo Buttafuoco dalla guida dell’istituzione. Tanto più a ridosso dell’inaugurazione del 9 maggio. Infatti, a chi le chiedeva se ci saranno conseguenze per la riapertura del padiglione russo, la premier ha specificato che «ci sono diverse prese di posizione, anche della comunità internazionale con rischi di definanziamenti» e che «è una cosa che la Biennale deve calcolare».
Ma non ha fatto nessun riferimento a un intervento diretto dell’esecutivo. Facendo leva su punto fermo: «La politica estera la fanno il governo, il Parlamento, il presidente della Repubblica e non le fondazioni autonome».
In difesa della Biennale, invece, il capodelegazione della Lega Paolo Borchia ha scritto una lettera alla Commissione Ue per chiedere di rivedere i tagli annunciati: «L’arte non dev’essere ostaggio della geopolitica, non siamo in Urss».
Il ministro della Cultura, che un mese fa ha avviato lo scontro frontale Buttafuoco,
da giorni non sfiora l’argomento. Ieri, però, a Montecitorio si è presentato con in mano un libro dal titolo Venetians. Il segreto dell’arsenale.
Nonostante siano passate più di quattro settimane, il Mic non ha ancora reso noti i risultati dell’istruttoria sulle carte ricevute dalla Biennale, che ora sono state girate alla Farnesina. La Commissione Ue, infatti, già a fine marzo ha chiesto un parere anche agli Esteri sulla compatibilità tra il padiglione russo e le sanzioni.
(da agenzie)
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