LEGA LADRONA: 48 INDAGATI PER APPROPRIAZIONE INDEBITA A REGGIO EMILIA
RIMBORSI FACILI PER 250.000 EURO, 54 CAPI DI IMPUTAZIONI: ALBERGHI, CENE, APERITIVI, SPESE SENZA VIDIMAZIONE
Aperitivi elettorali, pizze in compagnia, il conto dell’hotel dell’ex leader Umberto Bossi e il compenso agli
autisti dei camion-vela.
Sarebbero solo alcuni delle centinaia di rimborsi messi sotto la lente dai militari del Guardia di Finanza di Reggio, che nell’ultimo anno hanno passato al setaccio tutte le pezze d’appoggio custodite nella sede reggiana della Lega Nord dell’Emilia.
Un’indagine certosina, che ha portato alla luce una lunghissima serie di spese rimborsate a dirigenti e militanti del partito, ora indagati in massa dalla procura di Reggio.
Non si tratta di fondi statali, bensì di soldi appartenenti al movimento politico sui quali pesa un’ipotesi di reato per appropriazione indebita aggravata formulata nei confronti di 48 leghisti, buona parte dei quali reggiani.
Il totale dei rimborsi contestati è di circa 250 mila euro.
In tutto sono 54 i capi di imputazione e si riferiscono a fatti ricostruiti dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, relativamente a quattro anni, dal 2009 al 2012, periodo sul quale si sono concentrati gli uomini della Guadia di Finanza.
Tra i nomi iscritti nel registro degli indagati c’è anche Marco Lusetti, proprio colui dal quale è partito l’esposto nel 2012 e che ha dato il “la” alle indagini sui fondi, sentito più volte in questi mesi dal pm reggiano.
Insieme a lui risulta essere indagato anche Angelo Alessandri, ex segretario della Lega Nord Emilia.
C’è poi Giacomo Giovannini, leghista fino al 2012 e ora a Progetto Reggio, Gianfranco Barigazzi, già responsabile amministrativo della Lega Emilia, Gabriele Fossa, ex consigliere della circoscrizione ed ex segretario del Carroccio sempre a Reggio.
Ma la lista è talmente lunga che sono pochi i militanti attivi in quel periodo che sono rimasti fuori dall’inchiesta.
Ci sarebbero infatti anche anziani volontari e giovani universitari che si sono fatti rimborsare le prestazioni più disparate.
Si va dalla bolletta anticipata alla sede, al servizio di guida per i camion elettorali, fino a chi ha chiesto i rimborsi per il viaggio effettuato a L’Aquila per portare aiuti ai terremotati.
Un ampio calderone nel quale sono finiti tutti gli importi messi insieme dalle Fiamme gialle.
In molti casi si tratta di giustificativi che riportano la descrizione del rimborso ma sono completamente sprovvisti di timbro della Lega o di una qualsiasi intestazione.
Le cifre maggiori sono riferite a rimborsi spese a politici di spicco del Carroccio: in alcuni casi mancherebbero completamente le pezze giustificative, in altri quanto consegnato a supporto sarebbe invece riferito a situazioni considerate diverse dagli investigatori rispetto a quanto riportato nelle richieste.
Nei prossimi giorni diversi indagati verranno interrogati.
Le indagini, quindi, sono ancora in corso e gli indagati verranno sentiti alla presenza dei loro avvocati.
Da quanto trapela, una volta esaurita la serie di interrogatori, l’inchiesta si avvierà alla sua conclusione con relative richieste di rinvio a giudizio.
(da “La Gazzetta di Reggio Emilia”)
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