LO STATO HA MIGLIAIA DI IMMOBILI INUTILIZZATI MA PAGA 10 MILIARDI PER STARE IN AFFITTO: 6.428 CONTRATTI
SI LASCIANO NEL DEGRADO MOLTE PROPRIETA’ STATALI E POI SI PAGANO ESOSI AFFITTI PER MINISTERI, UFFICI, CASERME E AGENZIE DELLE ENTRATE… LO STATO PAGA 10.234.000.000 EURO L’ANNO DI AFFITTI : NESSUNO VERIFICA LA CONGRUITA’ DELLE SPESE, GLI SPRECHI E SOLUZIONI ALTERNATIVE… POI, IN TEMPO DI CRISI, LA CINGHIA LA DEVONO TIRARE GLI ITALIANI
Ogni tanto riemerge nel nostro Paese la vecchia storia delle locazioni passive, ovvero dei
contratti di affitto che lo Stato centrale stipula per poter avere a disposizione immobili in cui svolgere le proprie attività istituzionali. Parliamo di questure, ministeri, prefetture, uffici territoriali, caserme delle forze dell’ordine, agenzie delle entrate, sedi decentrate sul territorio dei vari ministeri.
Mentre da un lato vengono certificati migliaia di beni statali lasciati all’abbandono e al degrado, dalle strutture penitenziare a quelle scolastiche, dalle caserme agli uffici, dai tribunali costruiti nel deserto ai palazzi locali del potere, dall’altro, invece che riconvertire queste stutture ad un uso appropriato, si preferisce pagare miliardi di euro in affitti.
Ogni tanto qualche ministro chiede il censimento dei contratti per programmare le spese: ultima vittima lo stesso Tremonti che non ha praticamente neanche ricevuto risposta dalle amministrazioni statali interessate.
Sappiamo solo le cifre generali che fanno rabbrividire: 6.428 contratti di locazione in tutta Italia, per una spesa di 10.234.250.000, dicasi oltre 10 miliardi, dieci volte quello che costerà bloccare ora il rinnovo dei contratti o procrastinare di 6 mesi l’andata in pensione di chi ne aveva diritto.
Oltre a una cattiva gestione, ci sono poi pure gli sprechi: abitazioni assegnate decenni fa e ancora utilizzate da amici e parenti dell’avente diritto, non si sa a che titolo, uffici di centinaia di metri quadrati utilizzati per pochi impiegati. Altro che ottica di contenimento della spesa pubblica, altro che appelli di Tremonti per avere notizie: in Italia basterebbe, appena un governo si insedia, mandare 6.428 pattuglie della Guardia di Finanza a verificare altrettanti contratti di affitto, sia dal punto di vista della congruità che della oppurtunità .
Tempi di relazione 15 giorni e a quel punto si potrebbe cominciare davvero a fare piazza pulita di tante incongruenze: riusciamo a smobilitare le caserme delle forze armate, salvo poi pagare milioni di affitto per una questura o una caserma di polizia e carabinieri, tanto per segnalarne una.
Il bello è che lo Stato è pure in arretrato nel pagamento degli affitti anche di anni, così si pagano pure gli interessi e la morosità .
Manca qualsiasi organismo di controllo, ma soprattutto la volontà politica per ordinare le verifiche: in fondo non gliene frega nulla a nessuno da decenni, tanto sono soldi pubblici.
Certe volte per riammodernare una struttura di proprietà basterebbe una cifra pari a 3 anni dell’ affitto che si paga per altri locali, ma fare un minimo ragionamento nella burocrazia italia è precluso.
Ecco alcuni dati dell’Agenzia del Demanio sui contratti di affitto divisi per regione: Lazio 686 contratti pari a 4,1 miliardi di euro, Lombardia 666 contratti per 877 milioni di euro, Campania 465 contratti per 608 milioni di euro, Toscana 442 contratti per 509 milioni, Sicilia 539 contratti per 496 milioni, Veneto 436 contratti per 468 milioni, Piemonte 475 contratti per 448 milioni, Emilia Romagna 295 contratti per 478 milioni, Liguria 207 contratti per 352 milioni, Puglia 366 contratti per 312 milioni.
Saranno prezzi giusti le cifre che si pagano?
E chi lo saprà mai, qualcuno lo avrà certamente firmato il contratto, questo è l’unico dato certo.
Che a livello centrale poi qualcuno lo abbia rapportato alle quotazioni di mercato, gli italiani hanno buone ragioni per dubitarne, visto che nessuno risponde persino alle richieste di censimento dell’Agenzia centrale del Demanio.
Piccole cronache italiane, in fondo, mentre si chiedono ai cittadini pesanti sacrifici.
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