L’ONU ACCUSA L’ITALIA: IN LIBIA I CONTROLLI SONO IMPOSSIBILI
PER RESPINGERE BISOGNEREBBE IDENTIFICARE E NON SI POSSONO RESPINGERE IN OGNI CASO MINORENNI E DONNE INCINTA… LA LIBIA NON PUO’ GESTIRE L’ASILO POLITICO PERCHE’ NON HA NEANCHE UNA LEGGE SULL’ASILO… MARONI NON SA PIU’ COME USCIRNE DOPO LE SCIOCCHEZZE COMMESSE E BERLUSCONI RICONOSCE CHE I CIE SONO DEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO
L’andirivieni di La Russa e di Maroni tra Roma e Tripoli sta facendo girare la
testa anche ai dirigenti libici ai quali interessa incassare i miliardi che gli abbiamo regalato per i prossimi venti anni e le motovedette che gli abbiamo portate incartate con il fiocchino.
Tra qualche tempo tutto tornerà come prima anche perchè bloccare il flusso di clandestini dai Paesi poveri africani comporta spese e mezzi, strutture e mentalità che il governo libico non ha.
Già per aver riaccolto due barconi gli sono andati in tilt i campi di accoglienza, non essendo attrezzati a situazioni di emergenza di questo genere.
Per non parlare della distanza che separa la Libia, con le sue norme interne, dalle convenzioni internazionali mai applicate dal Paese arabo in termini di riconoscimento dei diritti umani e di asilo politico.
L’Onu nel frattempo ci marca stretto e continua a contestarci i metodi seguiti. Purtroppo ha pure ragione e quindi non resta che prendere atto delle precisazioni che fa l’Alto Commissariato per i rifugiati politici.
L’identificazione è alla base del respingimento, ricorda l’Onu, non sapremo mai chi c’è in un barcone se prima non identifichiamo tutte le persone a bordo.
Il respingimento deve essere certificato da un documento e non può essere rivolto a minorenni e donne incinte.
L’Italia ha invece respinto i due barconi con a bordo anche dei minorenni e donne incinta che, secondo la stessa legge italiana, non potevano essere espulsi.
Da parte del governo italiano era stata incautamente data per possibile una sorta di richiesta di asilo politico che il richiedente potrebbe fare tranquillamente in Libia, invece che imbarcarsi per l’Italia. L’Onu ha precisato i motivi per cui è impossibile una soluzione del genere, ovvero l’identificazione e la valutazione delle richieste di asilo politico in Libia.
Semplicemente perchè all’Onu non è permesso di accedere ai centri di detenzione in Libia, non essendogli concessa l’autorizzazione ad entrare.
La Libia non è in condizioni oggi di gestire l’asilo in nome e per conto di altri Paesi europei e della Ue perchè non ha una legge sull’asilo, non ha un sistema di asilo e non firmato neanche la convezione di Ginevra.
L’errore più grossolano che ha commesso il Governo italiano è di aver ceduto a un’impostazione leghista che mirava solo a uno spot elettorale e a nascondere gli insuccessi di Maroni nella lotta all’immigrazione clandestina, certificati purtroppo dai numeri.
Che la sicurezza sia un’altra cosa, ormai sono in molti ad averlo capito: respingere i barconi senza seguire le norme internazionali ci ha sputtanato in tutto il mondo e l’ignoranza delle norme vigenti, sostenute anche nei giorni successivi, ha fatto il resto.
Tanto è vero che ci sono poi stati i distinguo di Frattini, la richiesta del tavolo tecnico con l’Europa, e ieri persino una frase significativa di Berlusconi: ” I Cie sembrano dei campi di concentramento”. Il premier ha anche sostenuto che per quel motivo “il parlamento non voleva portare la permanenza a 6 mesi”….
Ma allora, caro premier, se 100 deputati si erano opposti, e tu lo ricordi positivamente, perchè hai poi imposto la fiducia per riportare il periodo da 2 a 6 mesi?
La politica sulla sicurezza la indichi tu o la subisci dalla Lega?
Perchè hai imposto “i campi di concentramento” per sei mesi? Per rincorrere le paturnie elettorali di chi vuole prendere per il culo anche i padani, dopo aver rotto le palle agli italiani tutti?
Non ci si isola dal mondo civile per bassa cucina interna.
Si parla agli italiani, si spiega la verità e poi si garantisce la sicurezza vera, rimangiandosi i tagli alle forze dell’ordine.
Non dando quattrini alle ronde dei pirla che soffrono di insonnia.
Leave a Reply