NERVI TESI ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO IN TUTTA ITALIA,LE PROTESTE DEI MAGISTRATI CONTRO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: “TOGHE MAI COSI’ VULNERABILI”
GLI INTERVENTI DEI MAGISTRATI CRITICI CON IL MINISTRO NORDIO
«Il ruolo delle corti e dei giudici è più che mai centrale e determinante, e tuttavia mai
come oggi le corti appaiono fragili e vulnerabili, esposte alle censure di un senso comune che le descrive come una minaccia e una trappola per l’esercizio dei pubblici poteri, invece che come un insostituibile regolatore della complessità sociale». Sono le parole contenute nelle conclusioni della relazione del presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario Inaugurazione dell’anno giudiziario nelle Corti d’appello. I nervi sono tesi, soprattutto dopo che ieri c’è stato un duro faccia a faccia tra governo e magistratura nell’aula magna della Cassazione. Alle critiche delle toghe, infatti, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha replicato senza mezzi toni: «Ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l’indipendenza della magistratura».
Gratteri: «Nordio parla di blasfemia? Inappropriato»
La cerimonia potrebbe essere l’ultima inaugurazione celebrata dalla magistratura nel suo attuale assetto unitario. La nuova riforma costituzionale targata Meloni-Nordio separa, infatti, le carriere e gli organi di autogoverno di giudici e pubblici ministeri, modificando profondamente l’organizzazione interna del sistema giudiziario. In risposta alla «blasfemia» citata da Nordio, il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, afferma: «È un termine inappropriato. Il ministro Nordio è una persona colta, conosce molto bene la lingua italiana, ma questa volta ha usato un termine inappropriato».
«Riforma disfunzionale ai reali bisogni della giustizia»Non perdono l’occasione i magistrati per far valere la propria posizione sulla riforma. «Non è accettabile sostenere che i giudici non sono sufficientemente terzi e imparziali perché sarebbero appiattiti sulle richieste del collega pubblico ministero. Se fosse vero, vi sarebbe una grave emergenza per lo Stato di diritto, ma non risulta rilevato da alcun organismo internazionale. La realtà è che la magistratura italiana è un ordine dello Stato sano», dichiara il presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei nel suo discorso alla presenza, tra gli altri, proprio del ministro Nordio. Nel suo intervento ci tiene a sottolineare che «questa riforma non inciderà in alcun modo sui tempi della giustizia, che nel nostro distretto per fortuna sono sopportabili, ma che, a livello nazionale, sono insopportabilmente lunghi». Sulla stessa lunghezza d’onda il discorso della presidente della Corte d’appello di Brescia Giovanna Di Rosa, nel corso dell’inaugurazione, secondo la quale la riforma è «disfunzionale ai reali bisogni della giustizia».
(da agenzie)
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