Aprile 29th, 2026 Riccardo Fucile
“CHI SA PARLI E SI CHIEDA SCUSA ALL’ANPI”
Il giornalista Gad Lerner torna a puntare il dito contro quella che descrive come una
deriva pericolosa di alcuni ambienti legati alla difesa di Israele. In un post su Facebook, parla apertamente di «degenerazione squadristica di elementi che in nome dell’autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele». E aggiunge una richiesta netta: «Basta omertà dall’alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili».
Il fermo del 21enne dopo il ferimento di due iscritti Anp
L’intervento arriva a poche ore dal fermo di un ragazzo di 21 anni appartenente alla comunità ebraica romana, che si è dichiarato membro alla Brigata Ebraica, subito smentito dai vertici dell’organizzazione partigiana. Il giovane è accusato di tentato omicidio, per aver ferito uomo e di una donna, entrambi tesserati Anpi, avvenuto a Roma lo scorso 25 aprile, nel giorno della Liberazione. Un episodio che, per Lerner, conferma uno scenario che da tempo prova a portare dentro al dibattito pubblico, senza, sostiene, trovare risposte adeguate.
Sciogliere i nuclei paramilitari e chiedere scusa all’Anpi
Nel suo messaggio, Lerner critida duramente anche certe dinamiche interne alle comunità ebraiche italiane e ricorda che pure «noi ebrei dissidenti dall’importazione della guerra mediorientale nelle nostre Comunità veniamo fatti oggetto da tempo di simili minacce, non solo verbali». Da qui l’invito a chi sa a farsi avanti e la richiesta di sciogliere quelli che definisce nuclei paramilitari. La chiosa è per chi ha attaccato l’Anpi accusandola di antisemitismo: per Lerner, oggi, è il momento di «chieda scusa».
(da Open)
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Aprile 29th, 2026 Riccardo Fucile
HA 21 ANNI ED E’ APPARTENENTE ALLA COMUNITA’ EBRAICA
«Faccio parte della Brigata Ebraica», avrebbe riferito agli investigatori il 21enne Eithan Bondi, difeso dal penalista Gai, nel corso della perquisizione di questa notte.
La Digos, che aveva immediatamente acquisito le immagini delle telecamere della zona e sentito i testimoni, ha individuato dopo le indagini coordinate dalla procura di Roma il presunto autore del gesto, che a bordo di uno scooter, con giacca
mimetica e casco integrale, ha sparato almeno tre colpi contro i due manifestanti, che avevano attorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi. L’uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto.
Tentato omicidio
I pm, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, contestano il reato di tentato omicidio al 21enne fermato per gli spari del 25 aprile. Nelle contestazioni anche il reato di detenzione di armi. Il giovane sarebbe stato individuato dalla targa dello scooter da cui ha esploso i colpi con una pistola soft air.
Brigata Ebraica e mondo ebraico romano condannano gli spari del 25 aprile
Coro di condanne dopo il fermo di Eitan Biondi, il 21enne sospettato di aver sparato il 25 aprile a Roma contro due attivisti dell’Anpi con una pistola ad aria compressa.
Davide Riccardo Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, in una nota all’ANSA ha preso le distanze dal giovane: «Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza», ribadendo che l’organizzazione non ha iscritti con quel nome né rappresentanti nella capitale e annunciando di volersi rivolgere alle vie legali contro chi accosta il suo nome all’episodio.
Sgomento anche dalla Comunità Ebraica di Roma, alla quale Biondi risulta iscritto: il presidente Victor Fadlun si è detto «riempito di sgomento e indignazione», dissociandosi «senza riserve da qualsiasi forma di violenza antidemocratica» ed esprimendo solidarietà ai feriti Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, oltre a un appello contro ogni strumentalizzazione. Sulla stessa linea Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele Due Popoli Due Stati, secondo cui «chi spara, anche se con un’arma ad aria compressa, contro dei manifestanti nel giorno in cui si festeggia la liberazione del paese dal nazifascismo è un criminale, qualunque sia la sua appartenenza o le sue motivazioni».
(da Open)
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Aprile 29th, 2026 Riccardo Fucile
L’INDICE ELABORATO DALL’UNIVERSITÀ TORCUATO DI TELLA SI ATTESTA A 2,02 PUNTI, IL LIVELLO PIÙ BASSO DELL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE GUIDATA DA JAVIER MILEI. SU BASE ANNUA, LA FIDUCIA SCENDE DEL 13,2%, MENTRE IL CALO CUMULATO DA DICEMBRE RAGGIUNGE IL 17,9%.
La fiducia nel governo argentino cala per il quarto mese consecutivo ad aprile, secondo
l’indice elaborato dall’Universidad Torcuato Di Tella, che registra una flessione del 12,1% rispetto a marzo. Si tratta del calo più marcato del 2026, dopo le contrazioni già osservate nei mesi precedenti.
L’indicatore si attesta a 2,02 punti, segnando il livello più basso dell’attuale amministrazione guidata da Javier Milei. Su base annua, la fiducia scende del 13,2%, mentre il calo cumulato da dicembre raggiunge il 17,9%.
Tutti i componenti dell’indice risultano in diminuzione, con il dato più critico legato all’efficienza dell’azione di governo, in calo del 21,4%. In flessione anche la valutazione generale e la percezione dell’interesse pubblico. Il calo riguarda tutte le aree geografiche e le fasce sociali, riflettendo un peggioramento diffuso del clima di opinione, in un contesto economico incerto e segnato da aspettative divergenti sul futuro del Paese
(da agenzie)
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Aprile 29th, 2026 Riccardo Fucile
POI UNA VOLTA ARRIVATI IN RUSSIA, I LAVORATORI SAREBBERO STATI PRIVATI DEI DOCUMENTI, COSTRETTI A FIRMARE CONTRATTI IN LINGUA SCONOSCIUTA E TRASFERITI IN ZONA DI GUERRA SENZA ADDESTRAMENTO
Almeno otto cittadini peruviani sono morti e altri cinque sono rimasti feriti dopo essere stati reclutati con false offerte di lavoro e inviati al fronte nel conflitto tra Russia e Ucraina. Lo riferiscono media locali e l’emittente Rpp, citando denunce di familiari e legali che parlano di una rete internazionale attiva tra America Latina ed Europa orientale.
Secondo le testimonianze, gli annunci diffusi sui social promettevano salari elevati e impieghi civili, come cuochi o addetti alla sicurezza. Una volta arrivati in Russia, i lavoratori sarebbero stati privati dei documenti, costretti a firmare contratti in
lingua sconosciuta e poi trasferiti in zona di guerra senza addestramento.
Le famiglie segnalano oltre cento casi tra morti e dispersi, con contatti interrotti da settimane. Presentate denunce per tratta di persone, mentre le autorità valutano iniziative diplomatiche per assistenza e rimpatri, resi complessi dalla distanza e dall’assenza di garanzie di sicurezza.
(da agenzie)
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Aprile 29th, 2026 Riccardo Fucile
IL 52% DI LORO PREVEDE DIFFICOLTÀ NEL TROVARE UN LAVORO E IN GENERALE, QUASI TUTTI NON HANNO FIDUCIA NEL FUTURO. E COME POTREBBERO: I BOOMER SE SO’ MAGNATI TUTTO, E I VECCHI NON MOLLANO UN CAZZO (INVECE CHE GODERSI LA PENSIONE, RESTANO ABBARBICATI ALLA POLTRONA A RUBARE IL LAVORO ALLE NUOVE LEVE)
Nove giovani italiani su dieci si sentono sotto pressione per avere successo o essere
‘perfetti’. La pressione sale con l’età e grava soprattutto sulle ragazze: il 95% tra i 16 e i 21 anni contro l’89% dei coetanei maschi. Già alle medie lo scarto c’è: 84% le ragazze di 11-14 anni, 76% i loro compagni.
È la fotografia della seconda edizione di “Sognando il futuro e il lavoro”, la ricerca realizzata da Valore D in collaborazione con Ipsos su 1.300 studentesse e studenti tra gli 11 e i 21 anni. La fiducia nelle pari opportunità si erode con il passaggio all’età adulta: tra gli 11-14 anni crede in pari chance di successo il 77% dei ragazzi e il 74% delle ragazze; tra i 16-21 anni la quota maschile scende al 70%, mentre quella femminile crolla al 51%. Un divario di quasi venti punti che – viene sottolineato – racconta come, crescendo, le ragazze vedano restringersi il perimetro di ciò che ritengono possibile.
La priorità numero uno, per ragazzi e ragazze di entrambe le fasce d’età, non è più la carriera. È l’equilibrio tra vita privata e professionale; molto alti anche il desiderio di stabilità e di realizzazione personale. Sullo sfondo, però, pesano timori molto concreti: tra i 16-21enni il 52% prevede difficoltà nel trovare il lavoro desiderato e uno su quattro (25%) teme di non poter contare su un impiego capace di garantire l’autonomia economica.
Già alle scuole medie le aspirazioni si separano: le professioni tecnico-scientifiche attraggono il 31% dei ragazzi contro l’11% delle ragazze. Anche sull’intelligenza artificiale lo scarto è netto: prenderebbero in considerazione un lavoro in questo campo il 71% dei maschi e il 51% delle femmine.
Grazie alla maggiore sensibilizzazione sul tema, oggi il 71% dei giovani tra i 16 e i 21 anni sa cosa sono le materie Stem, più del doppio rispetto al 33% registrato nel 2021. Eppure gli stereotipi restano: il 31% dei ragazzi e il 21% delle ragazze continua a considerare i lavori scientifici “più adatti agli uomini”, mentre oltre una ragazza su quattro pensa le ragazze studino meno spesso le materie scientifiche perchè non si sentono all’altezza. Non sorprende che il 51% di chi conosce le Stem le percepisca come ambienti “troppo maschili”.
La famiglia è ancora il primo punto di riferimento e influenza l’87% degli 11-14enni; tra i più grandi, mamma (71%) e papà (62%) restano al vertice delle figure che orientano le decisioni sul futuro. Migliora anche il ruolo della scuola, la cui efficacia percepita è passata dal 34% del 2021 al 50% di oggi. L’84% dei giovani chiede più supporto nell’orientamento, attraverso strumenti concreti, testimonianze dirette, confronto con chi quei mestieri li fa per davvero.
“Questa ricerca racconta una generazione lucida e ambiziosa, ma esposta a una doppia pressione: quella individuale, legata al successo, e quella culturale, che continua a orientare le scelte fin da giovanissimi – sottolinea Barbara Falcomer, direttrice Generale di Valore D – Se vogliamo incidere davvero sulle disuguaglianze e colmare il gender gap nelle Stem, che sono il motore principale dell’innovazione e le discipline più strategiche per il mercato del lavoro futuro, dobbiamo intervenire già nella prima infanzia: nei modelli che offriamo, nell’orientamento, nei contesti educativi”.
(da agenzie)
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Aprile 28th, 2026 Riccardo Fucile
COME POSSA RESTARE ALLA GUIDA DI UN TEATRO DOVE A A OGNI CONCERTO TUTTO IL PUBBLICO APPLAUDE CHI GLI URLA DI DIMETTERSI È UN MISTERO…LA RESA DEI CONTI AVVERRA’ DOPO LE ELEZIONI A VENEZIA” (I SONDAGGI DANNO IL CENTROSINISTRA AVANTI) … PER LA SOSTITUZIONE DI VENEZI TRA I FAVORITI C’È MARKUS STENZ, AMATO DALL’ORCHESTRA PER AVER APPENA BEN DIRETTO “LOHENGRIN”
E adesso alla Fenice che succederà? Se Beatrice Venezi per ora resta nella Pampa, chi pare non voler rinunciare all’incarico è il sovrintendente e direttore artistico, Nicola Colabianchi.
L’uomo fa perfino tenerezza, sballottato com’è dagli ordini dei gerarchi romani che prima gli impongono di arruolare Venezi e poi di licenziarla. Come possa restare alla guida di un teatro dove a ogni recita e a ogni concerto tutto il pubblico applaude chi gli urla di dimettersi è un mistero. Lui è bravissimo a fare finta di niente, come se questo disastro planetario non lo riguardasse. Ma si sa che la destra egemonica vive in un mondo distopico dove la realtà non esiste, quindi Venezi può essere una grande direttrice e il ministro Giuli confermare «piena fiducia» a un sovrintendente che finora ha fatto solo disastri.
I lavoratori però non mollano e, dopo la testa di Venezi, chiedono anche quella di Colabianchi, come in una Salomè al quadrato. E la recente esperienza dimostra che questi veneziani sono determinatissimi. In ogni caso, la resa dei conti non avverrà prima delle comunali di fine maggio.
I sondaggi danno ampiamente in testa il candidato del centro-sinistra, Andrea Martella, che ha già annunciato di voler “resettare” il teatro, intento che implicherebbe di sostituirne il sovrintendente.
L’operazione tuttavia non è facile, perché il sindaco è sì il presidente della fondazione, ma c’è un consiglio d’indirizzo dove siedono altri quattro membri, uno solo dei quali di nomina comunale: un altro è indicato dalla Regione (di destra) e due dal ministero (idem). Anche per un eventuale commissariamento ci vorrebbe un intervento del Mibac. Certo che è difficile restare sovrintendente avendo contro i lavoratori, il pubblico ed eventualmente il sindaco: in un anno appena a Venezia, Colabianchi è riuscito a realizzare quest’unanimità al contrario.
ltro capitolo, la sostituzione di Venezi dopo una direzione musicale finita prima di iniziare. Escludendo Pino Insegno (si scherza), in zona destra ci sarebbero Alvise Casellati, figlio di, che però fa il direttore artistico al Massimo di Palermo, e Alberto Veronesi, altro figlio di, nel qual caso forse l’Orchestra chiederebbe di richiamare Venezi. Ai professori piace Markus Stenz, che ha appena diretto benissimo Lohengrin, ama riamato l’Orchestra, ha standing internazionale e lunga dimestichezza con la Fenice, insomma è il contrario di Venezi
(da La Stampa)
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Aprile 28th, 2026 Riccardo Fucile
L’OPINIONE DEGLI ELETTORI USA IN MERITO ALLA POLITICA ECONOMICA DI “THE DONALD” È PERFINO PEGGIORE: SOLO IL 22% DEI CITTADINI SOSTIENE CHE STIA FACENDO UN BUON LAVORO
Il consenso del presidente americano, Donald Trump, secondo il sondaggio Reuters/
Ipsos, continua a calare: nell’ultima rilevazione e’ al 34%, contro il 36% registrato a meta’ aprile.
È ancora piu’ marcato il giudizio sull’economia, in particolare sul costo della vita. Solo il 22% degli intervistati approva la gestione di Trump su questo fronte, in calo rispetto al 25% del sondaggio precedente.
Il dato conferma come inflazione e spese quotidiane restino tra i punti piu’ critici per l’amministrazione.
(da agenzie)
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Aprile 28th, 2026 Riccardo Fucile
LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D’APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E’ PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L’ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E’ ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: NULLA E’ STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA’ IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D’AFFARI CON EPSTEIN …LA REVOCA DELLA GRAZIA A MINETTI (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA…)
La nebbia sul caso Minetti, con il passare delle ore, si dirada. Quel che appare chiaro è che la maggior responsabilità politica del pastrocchio della grazia all’ex igienista dentale cara a Berlusconi non è del Quirinale, ma del Ministero della Giustizia, guidato dallo spritzante Carlo Nordio
I magistrati e gli uffici della Procura generale della Corte di Appello di Milano, che fanno capo a Francesca Nanni, hanno precisato che si sono attenuti alle specifiche indicazioni inviate da via Arenula riguardanti le possibili falle della richiesta di clemenza, presentata dall’esperto avvocato della Minetti, Antonia Calcaterra.
Sul fatto che nella prima istruttoria non siano stati fatti controlli all’estero, Nanni e il suo vice Brusa hanno chiarito: “Abbiamo agito sulla base della delega del
Ministero che è una delega classica, attivata in casi simili, né più né meno. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare”.
Quindi, la Nanni ha aggiunto: “Normalmente il Ministero ci dice se ritiene gli accertamenti non completi, li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti”. Ora, hanno ribadito, “l’interesse di tutti è chiarire”, attraverso verifiche su eventuali procedimenti penali in Uruguay o all’estero “su tutte le persone” e la raccolta di documenti anche del Tribunale uruguaiano.
Sempre sulle precedenti verifiche Nanni ha risposto: “Magari il giornalista è stato molto bravo o qualcuno non ha detto a noi ciò che doveva dire. Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. Voglio accertare, prima come cittadina e poi come magistrato, i fatti indicati”.
Scrive Francesca Del Vecchio oggi sulla “Stampa”: “Non è un caso che a intervenire, parlando con le agenzie di stampa, sia Gaetano Brusa, il sostituto procuratore della Corte d’Appello che si era occupato della procedura. Di richieste di grazia ne arrivano tante, sui tavoli dei magistrati, e questa non aveva nulla di particolare se non il fatto di essere scritta particolarmente bene”.
“La stessa Procura generale, che istruì il dossier, – continua Del Vecchio – facendo richiesta per nuove indagini all’estero ha immediatamente sottolineato che nella prima documentazione ‘non risultavano anomalie’.
Le verifiche partite verso la fine del 2025 si sarebbero basate, però, solo sulla situazione clinica del minore, sul casellario giudiziario, sulla condotta di Minetti e sulla sua situazione in Italia. Motivo per cui ora è necessario un supplemento di indagine che potrebbe portare alla revoca della concessione dell’atto di grazia”.
L’istruttoria della Procura sulla pratica Minetti è stata inviata al ministero della Giustizia, all’epoca ancora guidati con piglio militaresco dalla “zarina” Giusi Bartolozzi (ex deputata di Forza Italia, epoca Berlusconi) che ha dato il suo parere positivo, trasmettendo tutto all’attenzione del Quirinale, dove tali pratiche non vengono analizzate nel merito
Lo spiegava ieri Monica Guerzoni sul sito del “Corriere”: “A chi si chiede perché il§Quirinale non abbia fatto verifiche prima di firmare l’atto di clemenza, i collaboratori del presidente rispondono che il capo dello Stato non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti”.
Quindi, la responsabilità politica del caso Minetti ricade tutta sul capoccione dello spritzante Carlo Nordio.
E se fossero vere anche la metà delle clamorose notizie rivelate dal “Fatto quotidiano”, travolgerebbe non solo l’ex magistrato veneziano ma anche il governo Meloni.
Nulla è stato approfondita sulla la condotta di vita di Nicole Minetti e del suo comnpagno Cipriani in Uruguay, tra festini nella tenuta “Gin Tonic” a Punta del Este, la presunta gestione di escort e le possibili omissioni sull’affidamento del bambino (era stato dichiarato orfano, ma è emerso che aveva una madre, poi scomparsa nel nulla).
Solo dopo lo scoop del “Fatto”, la Procura Generale di Milano ha fatto partire “accertamenti” attraverso l’Interpol “a tutto campo e con urgenza” sul caso Minetti “su fatti indicati gravissimi”. I magistrati vogliono avere informazioni e documenti dall’Uruguay, “su tutte le persone” di cui si parla, oltre alla documentazione del Tribunale uruguayano sulla causa per il minore.
Lo hanno spiegato la Pg Francesca Nanni e il sostituto pg Brusa. Al termine delle verifiche invieranno un parere al Ministero. “Stiamo facendo partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi – ha spiegato Nanni – e abbiamo raccomandato urgenza, attivando l’Interpol. Poi, in base agli esiti valuteremo il da farsi, li estenderemo se ci sarà bisogno, non escludendo rogatorie”. Dopo le nuove verifiche, “noi – ha aggiunto – siamo sempre tenuti a dare un parere e potremo evidentemente anche modificarlo e anche il Ministero darà un parere e poi il Presidente deciderà”.
Se tali fatti venissero confermati, e di conseguenza si arrivasse alla revoca della grazia, sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica. Una figura di merda colossale che renderebbe inevitabili le dimissioni del ministro. Una eventualità che terrorizza la Meloni che si è subito precipitata a dichiarare: “Sul caso Minetti, mi fido del ministro Nordio”.
(da Dagoreport)
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Aprile 28th, 2026 Riccardo Fucile
NELLA RICHIESTA DI GRAZIA, I LEGALI DELLA MINETTI SOSTENEVANO CHE NELL’OTTOBRE DEL 2021 IL PICCOLO FOSSE STATO OPERATO A BOSTON, DOPO DUE PARERI CONTRARI DEL SAN RAFFAELE DI MILANO E DELL’OSPEDALE DI PADOVA
Il professor Luca Denaro, direttore dell’Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale
dell’Azienda Ospedale Università Padova, “ribadisce di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino”.
A riferirlo una nota dell’azienda ospedaliera universitaria di Padova. Il nome di Denaro figura nella ricostruzione giornalistica circa il percorso che ha portato alla concessione della grazia presidenziale all’ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia, Nicole Minetti
“Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il Ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l’interesse di tutti è chiarire i fatti indicati”. Lo hanno spiegato la Procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto Pg Gaetano Brusa ai giornalisti in relazione alle polemiche sul caso della grazia a Nicole Minetti.
I legali sostengono che nell’ottobre 2021, grazie a Cipriani e Minetti, il bambino sia stato operato al Boston Children’s Hospital dopo due pareri contrari all’operazione del San Raffaele di Milano e dell’Ospedale di Padova.
Per tale ragione, scrive l’avvocato, il bambino sarebbe stato operato negli Stati Uniti. Quei pareri contrari, citati nella copia visionata dal Fatto, tuttavia, non sono stati numerati e allegati all’istanza. Il professor Pietro Mortini del San Raffaele fa sapere: “Mai visti”, e il minore non risulta tra i pazienti dell’ospedale. Stessa risposta da Luca Denaro e Maurizio Iacoangeli a Padova.
(da agenzie)
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