QUELLE DUE O TRE COSE CHE IL GOVERNO DEVE SPIEGARE SU SQUADRA FIORE E GIUSEPPE DEL DEO
DEL DEO ERA UNO DEGLI UOMINI DEI SERVIZI SEGRETI PIU’ VICINI ALLA MELONI. PERCHE’ SI ERA MISTERIOSAMENTE DIMESSO UN ANNO FA?
Riassunto delle puntate precedenti, per chi non conosce i fatti. Giuseppe Del Deo, fino
a un paio di anni fa, era vicedirettore dell’AISI, i servizi segreti interni italiani. Poi, nel 2024, è stato promosso a vice direttore del DIS, il dipartimento della Presidenza del Consiglio che coordina tutti i servizi segreti italiani, interni ed esterni.
Le cronache di allora e di oggi lo raccontano vicinissimo a Fratelli d’Italia: il favorito della presidente del consiglio Giorgia Meloni e del suo fido sottosegretario Giovanbattista Fazzolari per la nomina a capo dell’AISI, poi sfumata. Amico del ministro della difesa Guido Crosetto, molto apprezzato da Matteo Piantedosi. Addirittura amico personale, così dicono i giornali, di Patrizia Scurti, fedelissima segretaria di Giorgia Meloni, e di suo marito Giuseppe Napoli, anche egli agente dell’AISI e capo scorta di Giorgia Meloni.
E qui cominciano i misteri.
Nell’aprile del 2025, Del Deo si dimette improvvisamente e va in pensione, a 51 anni, senza che nessuno dia alcuna spiegazione, a seguito di un accordo con Giorgia Meloni in persona. Le dimissioni vengono presentate all’opinione pubblica “nell’esclusivo intendimento di effettuare nuove esperienze professionali”.
Qualcuno ha legato questa vicenda al cosiddetto Caso Giambruno, l’allora compagno della premier, la cui auto, nella notte tra il 30 novembre e il 1 dicembre del 2023 fu avvicinata da due uomini, che poi si scoprì erano due agenti dell’AISI.
È un caso, questo, che esplode nei primi mesi del 2025, in una fase di incredibile turbolenza dei servizi segreti, scossi dalle rivelazioni su giornalisti e attivisti spiati con Paragon, dalle altrettanto improvvise dimissione della capa del DIS Elisabetta Belloni e dal disastro sul caso Almasri
Oggi, invece, scopriamo che Del Deo è indagato dalla procura di Roma per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla Squadra Fiore, un centro di spionaggio parallelo e illegale che, dicono gli inquirenti, operava per costruire dossier su commissione, accedendo illegalmente “a banche dati protette da misure di sicurezza, realizzando riprese video e audio di conversazioni e incontri privati destinate a essere successivamente diffuse, intercettazioni di comunicazioni e/o conversazioni, specie di natura telematica (email, chat WhatsApp)”.
Tiriamo le fila, quindi.
C’è un uomo potentissimo dei servizi segreti, molto vicino alla premier e al governo.
Ci sono delle misteriose dimissioni
E pare ci sia, o ci sia stata, una centrale di spionaggio illegale, di cui faceva parte anche questo potentissimo uomo dei servizi segreti, molto vicino alla premier e al governo.
E in attesa che la procura di Roma faccia chiarezza su questa vicenda, ci sono almeno tre domande, da aggiungere alla lista, per chi comanda i servizi segreti italiani, cioè la premier Giorgia Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Hanno mai avuto sospetti che Giuseppe Del Deo, a loro così vicino, potesse fare parte o aver agevolato le attività di una rete di spionaggio illegale?
C’entrano qualcosa i loro eventuali sospetti con le improvvise dimissioni di Del Deo?
E se c’erano dei sospetti, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, o si è preferito chiudere la vicenda senza troppo clamore, dimissionando Del Deo?
Ci auguriamo che qualcuno ponga queste domande alla Presidente del Consiglio. E, ovviamente, ci auguriamo che la Presidente del Consiglio o il suo sottosegretario Alfredo Mantovano, per una volta, rispondano.
(da Fanpage)
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