LA SURREALE STORIA DEL GOVERNO CHE RISCHIA DI RIMANETRE SENZA SOLDI PER LA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO
IL NON POTER ACCEDERE AL FONDO SAFE DETERMINATO DALL’AVER SBAGLIATO I CONTI?
La prossima legge di bilancio è la più importante di tutte, per il governo. Perché è quella che arriva prima delle elezioni e dopo anni in cui non ha speso nulla, il governo la voleva utilizzare per essere generoso al momento giusto. Tanto più ora, con una crisi economica alle porte e un crollo di consensi che non accenna a frenare dopo la sconfitta al referendum.
Insomma, se c’è un anno in cui bisogna spendere, in cui è necessario spendere è proprio il prossimo.
Precondizione per farlo è l’uscita dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo, a cui il governo sta lavorando da inizio legislatura, e che non ha mai mancato di annoverare tra i suoi successi prossimi venturi. Con il deficit che torna sotto il 3% del PIL, infatti, si può accedere al fondo Safe per finanziare l’aumento della spesa militare a tassi ridicoli. In questo modo il vantaggio è triplice: si accontenta Trump senza spendere un soldo, si investe un po’ a beneficio della crescita e rimangono soldi – più o meno 6 miliardi in più, contati male – da mettere nelle tasche degli italiani poco prima del voto.Bene. Il problema è che a quanto pare non si esce dalla procedura d’infrazione, perché qualcuno, segnatamente il ministro dell’economia
Giancarlo Giorgetti, ha fatto male i conti. Il nostro deficit infatti è pari al 3,05% del PIL, che arrotondato, fa 3,1%. Quindi, niente fondo Safe per armi e ciao ciao ai soldi in più da mettere in legge di bilancio.
Se vi sembra surreale già così, sappiate che parliamo di una cifra ridicola, che rischia di impedire al governo di spendere 6 miliardi in più per abbassare le tasse o per distribuire qualche incentivo o qualche sussidio in più. Oltre al fatto che uscire dalla procedura d’infrazione avrebbe effetti positivi pure sullo spread e quindi sugli interessi che pagheremo sul debito prossimo venturo.
Lo ammettiamo, pure qua: per settimane abbiamo pensato che alla fine i conti sarebbero tornati. Che si sarebbe trovato il modo di limare quei 23 milioni. E invece, a quanto pare, no: nonostante Giorgetti affermi di “credere ai miracoli”, nel Documento di Finanza Pubblica che presenterà oggi in Consiglio dei ministri, stando alle ultime, c’è scritto 3,1%
La Commissione Europea, non fa lo sconto e non deroga al patto di stabilità. I conti li abbiamo sbagliati noi.
Com’è possibile stia succedendo davvero? Chi ha sbagliato, in tutta questa storia? Davvero finirà così, col governo che rimane a secco all’ultimo giro di giostra e deve rimangiarsi tutte le promesse, ancora una volta, per aver sbagliato i conti di 23 milioni di euro?
Continuiamo a pensare che tutto questo non sia possibile, che siamo su Scherzi a Parte. Altrimenti, questa storia si candida a diventare la Gioconda di tutti gli atti di autolesionismo politico di questo governo. Che da qualche mese a questa parte sembra davvero mettercela tutta, per provare andare a casa.
(da Fanpage)
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