SANTI IN PARADISO, SILVIO SULLE NUVOLE E GOVERNO A TERRA
NESSUNO ELETTORE PRETENDE CHE IL PREMIER SIA UN SANTO, MA NEANCHE CHE NAVIGHI SULLE NUVOLE… SPESSO E’ FUORI DAL MONDO REALE, VIVE DI QUOTIDIANI SONDAGGI DI CORTE E DI NARCISISTICA CONTEMPLAZIONE DI SE STESSO… NON E’ UN UNTO DAL SIGNORE, MA UN PREMIER ELETTO GRAZIE AI VOTI DI ITALIANI CHE VANNO RISPETTATI
Partiamo da un sondaggio reale, non quelli taroccati che prima delle Europee
davano il Centrodestra al 40-45% per poi risvegliarsi al 35,2%. Gli ultimi sondaggi non di Palazzo ( Crespi, Piepoli e Ipr) danno la popolarità di Berlusconi oscillante tra il 49% e il 54% e quella del Governo tra il 44 e il 46%.
Per la prima volta nel Paese ci sarebbe una maggioranza contraria sia al premier che soprattutto al governo. Certamente un’opposizione variegata e non assimilabile e che non potrebbe certo costituire attualmente un’alternativa, ma pur sempre una maggioranza nel Paese critica verso l’azione di Governo.
Il primo consiglio che ci sentiremmo quindi di dare al centrodestra e alla sua stampa è quello di aprire un dibattito sui motivi di quanto sta accadendo nel “paese reale”, invece che perdere tempo e intingere inchiostro sulle disgrazie degli altri ( vedi Congresso del Pd).
Non si vive di rendita in eterno e anche contare sui problemi degli altrui ballatoi non ci pare una grande filosofia di vita condominiale.
Il centrodestra è fatto da chi si beve i sondaggi quotidiani dei cineluce di Palazzo Grazioli dove ogni sera i Gasparri, i Bonaiuti e i Bocchino indicano la popolarità del premier sempre più su, ma è costituito anche di parecchi delusi che stanno tirando i remi e le schede elettorali in barca, stanchi di oltre un anno di promesse, di palle mediatiche e di errori madornali.
Bisogna non parlarne e fare finta di nulla? E’ meglio continuare a ballare il valzer del conformismo a bordo del Titanic mentre l’orchestra intrattiene i burocrati di partito, i cortigiani, i servitor di due padroni, le veline in attesa di accomodarsi sul letto grande di Putin?
O non si dimostra il vero attaccamento a un ideale di vita, alla militanza politica, al nostro popolo, suonando la sirena di allarme, affinchè si ponga un solido rattoppo alla falla a bordo?
Il malessere nel centrodestra è solo nascosto, ma è emerso più volte persino tra i fedelissimi parlamentari del Pdl, basti pensare alla rivolta dei cento contro il decreto sicurezza e l’ipotesi di un partito del Sud che ponga fine al monocolore leghista cui Berlusconi ha consegnato il governo del Paese.
Lui stesso ha ammesso che “è stato costretto dalla Lega a creare le ronde”. Ma che razza di premier è uno che si fa ricattare?
Ma è cosi sciocco dal pensare che, se si fosse opposto, la Lega avrebbe rinunciato alle poltrone milionarie su cui posano le chiappe i suoi parlamentari, alle auto blu con cui si sollazzano a girare per le strade di “Roma ladrona”, alle migliaia di cariche ben remunerate che hanno rastrellato nei vari Enti?
Ma dobbiamo ricordare noi a Silvio che qualcuno è entrato in Parlamento con la casa pignorata e ora ha i milioni? Che altri usano la Mercedes con autista anche per andare all’edicola sotto casa? O vogliamo tirare fuori gli affari fatti con la Banca leghista da qualcuno?
E un premier si dovrebbe fare ricattare da questi soggetti? O non dovrebbe invece rappresentare milioni di italiani che “tirano avanti” la famiglia e che hanno visto nel centrodestra una speranza di cambiamento vero?
Altro che le palle del federalismo e le minchiate delle ronde. Nel centrodestra c’è il popolo del nord, del centro e del sud, c’è l’Italia del popolo, dei sacrifici, delle rinunce, dell’etica, della moralità , non solo i servi di corte.
Non sono santi, caro Silvio, ma se diventassero premier, eviterebbero di usare luoghi istituzionali come piedaterre, userebbero il cervello.
Perchè non si sputtana un’idea, dei valori, una coerenza politica, l’immagine internazionale del Paese, per i propri vizi privati.
Non si vive nel mondo dei sogni dicendo ogni giorno “gli italiani sono con me”, non si fa ridere il Paese giustificandosi “abbiamo lasciato i telefonini a tutti perchè, fin quando ci sono io presente non possono accadere cose ineleganti perchè io sono una persona di buongusto, di cultura e di eleganza”.
Possibile che la presunzione impedisca di capire che il buongusto mal si concilia con il ricevere escort a Palazzo, che la cultura richiesta a un premier è cultura, coerenza e intuizione politica e che l’eleganza non è il doppiopetto firmato ma comportamenti etici?
Possibile che nella corte dei “miracolati” che hai intorno nessuno abbia le palle di dirti “Silvio, scendi dal piedistallo, ti ha messo lì il popolo per fare gli interessi degli italiani, non per fare promesse e proclami fini a stessi. E come ti ci ha messo, può decidere di mandarti a casa”.
Il presidente del Consiglio, chiunque sia, è un tramite, uno a cui è stato dato l’onore e l’onere di rappresentare il popolo italiano e deve pensare a quello e farlo nel modo migliore.
Non guardarsi ogni giorno allo specchio o parlare di “belle ragazze che girano”.
A 72 anni potrebbero essere le sue nipoti, sappia invecchiare senza farsi ridere dietro come i vecchietti ai giardinetti.
E togliete qualche specchio a palazzo Grazioli: vogliamo un premier che guardi meno le proprie rughe e di più i problemi degli italiani.
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