SECONDO I RAPPORTI DELLA GDF E LE SEGNALAZIONI DELLA DIA, VI SONO COLLEGAMENTI TRA GINO MAMONE, LEGATO ALLA COSCA DELL’NDRANGHETA CALABRESE DEI MAMMOLITI E LA POLITICA LIGURE
INIZIAMO CON UN PRIMO CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DELLE INCHIESTE CHE RUOTANO INTORNO ALLA FIGURA DI MAMONE E DELLA ECO,GE E SODALI…I RAPPORTI DEGLI INQUIRENTI E LE RISULTANZE DELLE INDAGINI
Tanto per dare un contributo alla conoscenza sulle inchieste che ruotano attorno alla figura dei MAMONE e della ECO.GE e sodali, iniziamo con il pubblicare qualche estratto in parte già ripreso dalla stampa. E’ solo la prima puntata.
Da un rapporto della Guardia di Finanza del 19 gennaio 2007 alla Procura si legge:
“nell’ambito delle indagini di p.g. Delegate… stanno emergendo collegamenti con ambienti della criminalità organizzata ligure ed il particolare con la famiglia MAMONE”.
In tale rapporto si approfondiscono i rapporti con i fratelli BIASCI, Alessandro e Simone. Tra le varie intercettazioni, segnaliamo quello relativo ad un incontro, richiesto da BIASCI, presso l’ufficio di Gino MAMONE all’Eco.Ge di Via Ferri, per poi, a seguito dell’incontro tornare in Toscana.
In merito a tali colloqui si viene a conoscenza dell’induzione da parte degli stessi all’emissione di fatture da parte della INTERNATIONAL TEAM relative a presunte sponsorizzazioni (in realtà fatture per operazioni inesistenti) per un importo complessivo di 450.000 euro, nei confronti della ECO.GE srl di Genova di cui Gino MAMONE è l’amministratore unico.
Intermediario tra le società risulta il commercialista PANARESE Andrea.
Mentre i pagamenti delle fatture avvenivano tramite bonifico bancario su un conto corrente riconducibile alla INTERNATIONAL TEAM, presso la Banca San Giorgio di Via Sestri a Genova, ed intestato a Gabriel MOREAU e con delega ad operare per Sandro BIASCI.”
Dal rapporto si legge anche: “Detti pagamenti sarebbero stati regolari per il versamenti dei primi 300.000 euro, dopodichè si sarebbero interrotti. Il MAMONE, ascoltato dai due, afferma invece di aver effettuato regolarmente tutti i pagamenti… ipotizzando che la parte di denaro spettante ai BIASCI quale compenso per l’emissione di dette fatture, ovvero 17.600 euro, sarebbe stata trattenuta dal PANARESE. Il PANARESE, contattato subito dopo da Simone BIASCI, è di parere opposto…” E ancora: “I due fratelli, per non aver ottenuto la somma di denaro, meditano vendetta nei confronti del PANARESE (… “…che ora anche lui qualcosa bisogna fargli, non la può passà liscia così… qualcosa si studia).
Il 6 aprile 2007 in altra nota la Guardia di Finanza scrive alla Procura: “Le intercettazioni delle conversazioni… hanno messo in evidenza affari di natura illecita, inerenti in particolare un consolidato meccanismo di presunti scambi di favore a fronte della concessione del proprio voto elettorale in occasione delle prossime elezioni amministrative di Genova [ndr le elezioni del 2007 nelle quali hanno vinto i candidati Vincenzi alla carica di Sindaco e Repetto alla carica di presidente della Provincia].
Infatti le indagini tecniche hanno già consentito di segnalare STRIANO Paolo, nato a Genova il 03/01/1967, consigliere comunale e Capo Gruppo della Margherita del Comune di Genova nonchè membro della III Commissione per l’urbanistica – assetto del territorio e lavori pubblici di detto Comune [ndr poi nominato Assessore dal Sindaco Marta Vincenzi]…, in quanto lo stesso, in virtù del suo ruolo politico, risulta aver agito come mediatore nella compravendita tra gli indagati Gino MAMONE e Michelino CAFARELLI relativa all’area ex oleificio Gaslini di Genova di proprietà della ECO.GE srl [in nota la GdF scrive: “come già ampiamente illustrato nella pregressa corrispondenza l’indagato Gino MAMONE intendeva vendere l’area dell’ex oleificio Gaslini a società di costruttori immobiliari. Però, attraverso operazioni di bonifica da lui stesso effettuate e attraverso l’ottenimento di presunte concessioni edilizie da parte di politici compiacenti, MAMONE garantirebbe la rivalutazione di tale area”].
Tuttavia, essendo in scadenza il suo mandato politico e al fine di garantirsi nuovamente l’elezione alle prossime consultazioni elettorali per il Comune di Genova, STRIANO sta tessendo una serie di rapporti di forte collaborazione con taluni esponenti del mondo non solo politico, ma anche imprenditoriale genovese. Queste ultime relazioni gli consentono di adescare i consensi dei privati cittadini, interessati in particolare a posti di lavoro, che lo stesso promette in cambio del proprio voto elettorale…”
In un’altra dettagliata relazione dell’aprile 2007 la Guardia di Finanza, dopo un approfondimento sul filone delle false fatturazioni con nuove società e movimenti sia in Italia che all’estero, dedica il secondo capitolo a “delitti di corruzione di pubblici ufficiali e funzionari” ed uno sui “Collegamenti con la criminalità organizzata”.
Vediamone qualche estratto.
“Delitti di corruzione di pubblici ufficiali e funzionari”
Tra le società sponsorizzatrici vi è la ECO.GE di MAMONE Gino, componente della nota famiglia MAMONE di origine calabrese.
Attraverso la registrazione di fatture per operazioni inesistenti, il MAMONE si è creato dei “fondi neri”, che lo stesso utilizzerebbe per il pagamento di tangenti a taluni politici ed imprenditori locali, finalizzate alla partecipazione della ECO.GE in gare per appalti pubblici e non.
Infatti, una delle attività a cui è interessato l’indagato è la compravendita di alcune aree-terreni di scarso valore con società di costruzioni immobiliari. Le stesse verrebbero rivalutate attraverso operazioni di bonifica, da lui stresso effettuate, e attraverso l’ottenimento di concessioni edilizie. La concessione di quest’ultime sarebbero in seguito agevolare presso le opportune sedi da politici appartenenti ad alcuni Enti locali.
Fra queste operazioni allo stato attuale sono in corso quella dell’ex oleificio GASLINI di Genova e dell’area STOPPANI di Cogoleto.
L’area Stoppani al momento è soggetta alla giurisdizione del Commissario Straordinario Avv. Giancarlo VIGLIONE, nominato dal Ministero dell’Ambiente per sovrintendere ai lavori di bonifica dell’area. MAMONE Gino avrebbe intenzione, attraverso un concordato fallimentare con la società STOPPANI spa, di comprare l’area, ancora di scarso valore commerciale, in quanto non ancora bonificata e procedere successivamente sia alle operazioni di bonifica che alla rivendita del terreno a società di costruzioni immobiliari, dopo essersi assicurato le concessioni edilizie facendo ricorso ai canali politici.
Frattanto il Ministero dell’Ambiente ha emesso apposito provvedimento per ottenere il risarcimento dei danni patiti per l’inquinamento del suolo dal cromo e da altre sostanze nocive trattative dalla segnalata e tristemente nota “STOPPANI spa”. Il risarcimento ammonta a 300 milioni di euro.
Benchè questo provvedimento lo preoccupi, il MAMONE non desiste dai suoi intenti di accaparrarsi l’area e portare a compimento le sue speculazioni.
Egli intende proseguire nel suo operato, avvalendosi dei suoi numerosi appoggi politici attraverso i quali ottenere l’approvazione ed il consenso degli Enti Locali per il buon esito del suo progetto.
Grazie alle conversazioni telefoniche intercettate sulle utenze in uso agli indagati innanzi citati, sono stati acquisiti preziosi elementi circa il coinvolgimento delle sottonotate persone, che opererebbero a favore del MAMONE:
“Collegamenti con la criminalità organizzata”
Fra i contatti telefonici e personali (molto cordiali) dell’indagato, Gino MAMONE (segnalato dalla D.I.A. per i suoi legami con la cosca della ‘ndrangheta calabrese dei MAMMOLITI) [nella nota la GdF: “estratto della relazione D.I.A.
Anno 2002: “presenze significative sono state individuate anche in Liguria, la criminalità calabrese, presente sin dagli anni ’60, si è manifestata tanto in ambito microcriminale, ove attraverso l’esercizio dello spaccio di droga al minuto, quanto in importanti settori economici quali l’edilizia, la ristorazione e, soprattutto, lo smaltimento dei rifiuti. Le consorterie censite sul territorio sono riconducibili alle famiglie ROMEO, NUCERA, RAMPINO, MAMONE, FOGLIANI, FAMELI e FAZZARI. La famiglia MAMONE, proveniente dalla Piana di Gioia Tauro (RC) e collegata ai MAMMOLITI di Oppido Mamertina (RC), si è insediata in Genova, ove è titolare della società “F.lli MAMONE & C. di MAMONE Luigi” aggiudicataria di un cospicuo numero di appalti pubblici.
“…emergono inequivocabilmente, quelli con STEFANELLI Vincenzo, detto “Cecè” [la GdF in nota: “nato ad Oppido Mamertina (RC), il 23/05/1959 – titolare della ditta “NICAT” corrente in Genova, via Ramiro Ginocchio 65R, esercente, dal 28/06/2001, l’attività di lavori edili di costruzione, completamento e rifacimento immobili, lavori di movimento terra”], noto esponente della criminalità organizzata di stampo mafioso…
Non a caso STEFANELLI Vincenzo risulta essere già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti penali di grosso spessore [in nota la GdF: “in particolare, sono degni di nota le ultime denunce concernenti il traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione (denuncia del 06.03.2002 ad opera del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Ferrara); associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti (denuncia del 23.06.2001 ad opera della Sezione Anticrimine Genova); sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione (denuncia del 05.05.1983 ad opera della Questura di Aosta). Vi sono, inoltre, ulteriori varie denunce nel tempo per furti, ricettazione, violenza privata e traffico di stupefacenti”].
A lui Gino MAMONE si rivolge per il recupero di un escavatore di valore di 180.000 euro, rubatogli in un cantiere della sua società ECO.GE, Vincenzo si impegna a trovarglielo tramite i suoi contatti sul territorio, lamentandosi però con Gino di non essere stato avvertito subito e di essersi rivolto alla sua assicurazione per il risarcimento del danno. Tale gesto evidenzia sia i forti legami tra i due soggetti che la conduzione di politiche poco ortodosse (ritrovamento di un veicolo rubato tramite contatti mafiosi, ndr) pur di raggiungere i propri fini.
Nell’agosto 2007 la Guardia di Finanza, in una nuova comunicazione alla Procura scrive: “Dai contatti telefonici e personali (molto cordiali) dell’indagato Gino MAMONE (segnalato dalla D.I.A…) emergono inequivocabilmente, quelli con STEFANELLI Vincenzo, detto “Cecè”, appartenente ad una famiglia [in nota la GdF: “di origine calabrese operante nel Comune di Varazze(SV) e zone limitrofe”] che ha sempre attirato l’attenzione dei vari organi investigativi conquistando anche le cronache giudiziarie per le imprese criminose in cui è rimasta coinvolta [in nota la GdF scrive: “vds. in tal senso operazione “URANO” avviata nel 1999 dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, allo scopo di far luce sulle attività illecite gestite da sodalizi criminali di origine albanese – facenti capo alle famiglie calabresi STEFANELLI-GIOVINAZZO – attivi, sul versante ligure, nei settori del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e dello sfruttamento della prostituzione.
Il tenore delle prime conversazioni intercettate ha evidenziato taluni collegamenti di Gino MAMONE sia con il mondo politico che con il mondo delle cosche calabresi. Egli potrebbe rappresentare il punto di contatto tra i due mondi…
Infatti le successiva indagine tecniche hanno consentito di accertare collegamenti tra esponenti del mondo politico genovese e appartenenti alla locale criminalità organizzata...”
Un’ulteriore figura di rilievo è rappresentata da MALATESTI Piero poichè lo stesso risulta avere numerosi contatti con il mondo politico ed imprenditoriale che non risultano essere giustificati dalla professione svolta dallo stesso, il tassista.
Il tenore di alcune conversazioni intercettate confermerebbe quanto esposto definendo altresì anche un suo ruolo d’intermediazione per affari vari con soggetti anche molto noti come ad esempio Gino MAMONE; per tale motivo si è cercato di meglio monitorare e cercare di ricostruire, ove possibile, i legami tra i vari soggetti politici ed imprenditoriali.
MALATESTI lo invita altresì ad incontrarsi per poter parlare anche del coinvolgimento in questo progetto di altri soggetti da lui definiti “nostri amici” “… dobbiamo parlare vederci e andare anche un attimo dai nostri amici e chiedere…”
In data 28/04/2007… nelle ore pomeridiane… MAMONE Gino, accompagnato dal fratello Antonino MAMONE detto Ninetto. I due, poco dopo, venivano raggiunti da una terza persona [nota…], successivamente identificata in MALATESTI Piero, all’interno di palazzo Ducale che ospitava il convegno dell’Udeur, presieduto dal Ministro…”
Nelle conclusioni dello stesso rapporto si legge: “Dall’analisi delle intercettazioni innanzi citate è emerso che le organizzazioni criminali calabresi, che si sono storicamente sviluppate attorno a singoli nuclei familiari rigidamente autoreferenziati e diffidenti verso le intromissioni esterne, hanno assunto delle inquietanti proiezioni extraregionali ed internazionali, dimostrando un’accentuata capacità imprenditoriale nei settori della criminalità economica e finanziaria. L’interesse delle cosche è rivolto anche allo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, agli investimenti mobiliari ed immobiliari, ai tentativi di infiltrazione nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici.”
(da “Casa della Legalità ” – Osservatorio sulla criminalità e le mafie)
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