“SEMBRAVA DI ESSERE A TELETRUMP O TELEORBAN”. PD, M5S E AVS HANNO INVIATO UNA LETTERA ALL’AGCOM DOPO IL MONOLOGO DI GIORGIA MELONI A “QUARTA REPUBBLICA”, SU RETE4, OSPITE DI NICOLA PORRO: “SENZA CONTRADDITTORIO, CON UN CONDUTTORE PRIMO FAN, UN COPIONE PROVATO E RECITATO. CHIEDIAMO UNA SANZIONE ESEMPLARE A QUESTA VERGOGNA”
RETE4 POTREBBE RISCHIARE UN “ORDINE DI RIEQUILIBRIO”, E DI DOVER DARE AMPIO SPAZIO IN PRIMA SERATA AL NO SETTIMANE FA
Mediaset dà più spazio alle ragioni del Sì al referendum e viola la par condicio. La denuncia di
Pd, M5s e Avs, oltre che dei comitati per il No, è già stata recapitata all’Autorità garante per le comunicazioni.
Sotto accusa è finita, soprattutto, la puntata di lunedì sera di “Quarta Repubblica”, con l’intervista di circa mezz’ora a Giorgia Meloni: «Un monologo in prima serata senza contraddittorio, con un conduttore primo fan, un copione provato e recitato – attaccano i parlamentari dem della commissione di Vigilanza –. Sembrava di essere a TeleTrump o a TeleOrban. Abbiamo chiesto una sanzione esemplare a questa vergogna».
Non solo, il Pd invita l’AgCom a imporre a Rete 4 un riequilibrio, «ospitando per pari tempo, con analoga audience e con la stessa tipologia di format leader in favore del No». In pressing anche i 5 stelle, con il capogruppo in Vigilanza Dario Carotenuto: «Nessun dibattito, nessun contraddittorio – sottolinea – oltre due ore di trasmissione, tra l’intervista di trenta minuti alla premier e gli interventi degli ospiti in studio, tutti orientati nella stessa direzione».
Il caso sarà inserito nell’ordine del giorno della riunione dell’Autorità in programma oggi e Rete4 potrebbe rischiare davvero un cosiddetto “ordine di riequilibrio”. A quel punto, per mettersi in regola, di qui a domenica Mediaset dovrà dare ampio spazio in prima serata al No.
Comunque, anche se Rete4 non dovesse rispettare l’indicazione dell’AgCom, andrebbe incontro a una multa non troppo salata: da un minimo di 10 mila a un massimo di 250 mila euro, ma è improbabile che vada oltre i 20 o 30 mila.
«Su Rete 4 le scelte editoriali hanno valorizzato unicamente le ragioni del Sì, senza alcuno scrupolo di equilibrio», dicono anche dal comitato “Giusto dire No” dell’Associazione magistrati. In questo modo, «Mediaset, dopo aver inserito le ragioni del No solo nei suoi telegiornali notturni, compie un altro sfregio alle regole condivise, che dovrebbero regolare la campagna referendaria».Il riferimento è al monitoraggio effettuato nelle notti fra sabato 14 e domenica 15 e fra domenica 15 e lunedì 16: «I telegiornali Tg4, Studio Aperto e Tg5 hanno mandato in onda circa 15 minuti di tempo di notizia con circa 9 minuti di tempo di parola sulle ragioni del No al referendum», si precisa nella lettera inviata al presidente AgCom Giacomo Lasorella.
Anche 40 secondi del presidente dell’Anm Cesare Parodi o 30 secondi di Elly Schlein, ma alle tre di notte. «Questi dati vengono calcolati assieme a quelli delle edizioni principali dei tg – avvertono dal comitato –. Questo comporta una violazione sostanziale della par condicio».
(da agenzie)
Leave a Reply