“SONO E RIMANGO GARANTISTA”. IL MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO, SI SMARCA DAL TIRO AL PICCIONE DEL CENTRODESTRA CONTRO RANUCCI: “VALGONO, PER ME, NEI CONFRONTI DEL CASO REPORT, LE STESSE RIFLESSIONI CHE HO SEMPRE FATTO. SONO DISGUSTATO DALLE CONTINUE VIOLAZIONI DEL SEGRETO INVESTIGATIVO”
DIFENDO IL DIRITTO DI NON ESSERE GIUDICATI MORALISTICAMENTE SOLO SULLA BASE DELLE PERSONE CHE SI FREQUENTANO E CONTINUERÒ A CONSIDERARE UNA BARBARIE INACCETTABILE QUESTO MODO DI CELEBRARE PROCESSI NELLE PIAZZE MEDIATICHE. ANCHE QUANDO A SUBIRLO È QUALCUNO CHE, IN PASSATO, DI QUELLA STESSA BARBARIE È STATO SPESSO INTERPRETE” – SIGFRIDO RINGRAZIA “PER LA COERENZA”
“Valgono, per me, nei confronti del caso Report e di Ranucci, le stesse riflessioni che ho sempre fatto nei confronti di chiunque. Sono disgustato dalle continue violazioni del segreto investigativo e dalla pubblicazione di intercettazioni e chat che, per legge, non dovrebbero essere pubblicate.
Lo considero un vulnus alla Costituzione e alla democrazia. Allo stesso tempo, difendo il diritto di non essere giudicati moralisticamente solo sulla base delle persone che si frequentano.
Sono e rimango garantista. E continuerò a considerare una barbarie inaccettabile questo modo di fare informazione e di celebrare processi nelle piazze mediatiche. Anche quando a subirlo è qualcuno che, in passato, di quella stessa barbarie è stato spesso interprete”. Lo scrive il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post su X.
“Ringrazio un ministro, verso il quale non siamo stati teneri, per la sua coerenza e per essersi dissociato dalla scelta di delegittimarmi fatta dalla Rai”. Così Sigfrido Ranucci in una story su Instagram commentando le affermazioni del ministro della Difesa Guido Crusetto, che in un post su X a proposito del caso Report ha dichiarato di “difendere il diritto di non essere giudicati moralisticamente solo sulla base delle persone che si frequentano. Sono e rimango garantista. Continuerò a considerare una barbarie inaccettabile questo modo di fare informazione e di celebrare processi nelle piazza mediatiche”.
(da agenzie)
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