UN SONDAGGIO “REUTERS” INDICA CHE IL 61% DEGLI AMERICANI DISAPPROVA I RAID MILITARI IN MEDIORIENTE: LA GUERRA DEL GOLFO BY TRUMP È IL CONFLITTO USA PIÙ IMPOPOLARE DAGLI ANNI CINQUANTA
I LIVELLI DI DISAPPROVAZIONE SUPERANO ADDIRITTURA LA GUERRA DEL VIETNAM, CHE SCATENÒ CONTESTAZIONI E LASCIÒ UNA FRATTURA PROFONDA NELLA SOCIETÀ
A due mesi dall’inizio del conflitto con l’Iran, la guerra avviata dagli Stati Uniti si
configura come la più impopolare nel Paese dai tempi della guerra di Corea del 1950. I dati mostrano un livello di disapprovazione superiore persino a quello registrato durante la guerra del Vietnam, storicamente considerata tra le più invise all’opinione pubblica americana.
Secondo quanto riportato da Somaiyah Hafeez in un articolo pubblicato da “The Mirror US”, un sondaggio Reuters/Ipsos del 28 aprile indica che il 61% degli americani disapprova i raid militari contro l’Iran, in forte aumento rispetto al 43% rilevato all’inizio del conflitto. Il dato supera anche il 60% di cittadini che, a guerra del Vietnam conclusa, ritenevano un errore l’invio di truppe nel Paese asiatico.
Il calo di consenso si riflette direttamente sulla popolarità del presidente Donald Trump, scesa al 34%, il livello più basso dal suo ritorno alla Casa Bianca. Il peggioramento è legato sia alla gestione della guerra sia all’aumento del costo della vita: solo il 22% degli intervistati approva l’operato del presidente su questo fronte, anche a causa dell’aumento dei prezzi del carburante seguito all’escalation militare.
Trump, che durante la campagna elettorale del 2024 aveva promesso di non avviare nuovi conflitti, nel primo anno del suo nuovo mandato ha autorizzato operazioni
militari in sette Paesi, tra cui l’Iran, dove la guerra è iniziata il 28 febbraio. Nonostante un cessate il fuoco raggiunto all’inizio di aprile, le tensioni restano elevate e incidono sui mercati energetici globali, con prezzi in crescita e riserve di petrolio in calo.
Sul piano umano, il Ministero della Salute iraniano riferisce di 3.375 morti causati dagli attacchi statunitensi e israeliani, mentre gli Stati Uniti hanno confermato 13 vittime tra i propri militari e oltre 200 feriti. Il bilancio si inserisce in un quadro più ampio: secondo il Cost of War Project della Brown University, le guerre guidate dagli Stati Uniti dopo l’11 settembre hanno causato circa 940.000 morti in diverse aree di conflitto.
Anche i costi economici risultano rilevanti: l’amministrazione Trump ha speso 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni di guerra, con una media successiva di circa 1 miliardo al giorno fino al cessate il fuoco dell’8 aprile. Su base giornaliera, il conflitto con l’Iran appare tra i più onerosi della storia recente, superando i costi medi delle guerre in Afghanistan e Iraq.
(da agenzie)
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