Maggio 13th, 2010 Riccardo Fucile
SONDAGGIO CRESPI RICERCHE: FINI VOLA AL 10%, UN ELETTORE SU TRE DEL PDL E’ CON LUI E IL DATO E’ IN CRESCITA…SE SI TRATTASSE DI VOTARE PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, IL 54,9% DI PIDIELLINI VOTEREBBE SILVIO, MA BEN IL 35% PREFERISCE GIANFRANCO…SCHIAFFO ALLA LEGA: BEN L’ 87,6% DEGLI ITALIANI RITIENE L’UNITA’ D’ITALIA UN VALORE ASSOLUTO
Tra annunci e smentite, dell’incontro tra Gianfranco Fini e il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, ieri non c’è stata traccia, mentre sono evidentissime le tensioni che ancora agitano il partito.
“Fino a quando non ci saranno risposte politiche ai problemi che ho sollevato è prematuro fare incontri, soprattutto con intermediari”, spiega Gianfranco Fini parlando con i più stretti collaboratori.
Attende risposte da Berlusconi, il presidente della Camera: sia sulla lotta alla corruzione, sia sul federalismo. Due temi che aveva già sbattuto in faccia al cavaliere dal palco dell’assemblea nazionale.
Allora Berlusconi aveva reagito attaccando Fini. Oggi quel gelo continua.
Il premier è stato però consigliato dai suoi collaboratori a tenere un atteggiamento più possibilista verso Fini, anche perchè se cadesse il governo cadrebbe pure lo scudo del legittimo impedimento e sarebbero guai giudiziari a non finire.
Ma il premier è pressato dagli ex An che vorrebbero isolare Fini e che, alla notizia del prevalere di una possibile linea morbida, sono insorti, temendo che Fini voglia regolare i conti con i “traditori”.
Fini non solo ha rifiutato di incontrare il triumvirato Bondi, La Russa, Verdini, ma anche quando sono stati eliminati i primi due (che non aveva alcuna intenzione di vedere) ha lasciato alla porta anche il solo Verdini.
Porte spalancate giustamente per Saviano che rappresenta la legalità , porte chiuse per gli emissari inquisiti: un segnale significativo non solo per l’interno del partito, ma anche per l’opinione pubblica nazionale.
Se il premier pensava di poter ristabilire l’ordine del sultano senza dare risposte politiche, insomma, sta sbagliando strategia perchè Fini tieni botta.
Non solo: l’ultimo dettagliato sondaggio di Crespi Ricerche dà il presidente della Camera costantemente in crescita nella considerazione dello stesso elettorato del Pdl.
Vediamo nel dettaglio qualche dato. Continua »
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Maggio 12th, 2010 Riccardo Fucile
IN UN CLIMA LUNARE, LA BRAMBILLA HA PRESENTATO A MILANO L’INIZIATIVA DEI TEMPLARI DI SILVIO E HA DATO I NUMERI …IL 42% DEGLI STRANIERI VOTEREBBE SILVIO, LEI SARA’ L’ALA “MOVIMENTISTA” E BONDI QUELLA “FORMATIVA”… POI NON RICORDA QUANTI SIANO FINORA GLI ADERENTI ALLA PROMOZIONE: FORSE QUALCUNO ASPETTERA’ LE OFFERTE 3 X 2
Quando si era impegnata nella rete dei Circoli della Libertà bisogna dire che aveva fatto
un buon lavoro organizzativo: sui contenuti ovviamente ognuno ha il proprio punto di vista.
Quando si dedicò alla Tv della Libertà aveva invece iniziato la linea discendente: pochi ascolti, un buco economico enorme in pochi mesi, sanato da un provvidenziale intervento del partito e la relativa chiusura video.
Messa in lista d’attesa, la Michela alla fine era riuscita a ottenere il ministero del Turismo dove, senza portafoglio e soldi da spendere, ha navigato senza infamia e senza lode.
Anche nelle sue rare apparizioni televisive ha perso un po della verve che l’aveva contradistinta agli albori dell’impegno politico.
Ora Silvio le ha affidato l’ingrato compito di selezionare le truppe scelte, ovvero di dare vita ai “promotori della libertà “, a metà tra l’attacchino politico e il promotore finanziario.
Con tanto di sito, organizzazione sul territorio e conferenza stampa di presentazione.
Avvenuta sotto un cielo milanese in burrasca, come l’aria che si respira all’interno del Pdl.
E lo svolgimento di tale presentazione è emblematica dello stato di confusione e di improvvisazione che regna nel Pdl.
Intanto la Brambilla ha esordito con un presunto sondaggio che vedrebbe, in caso di voto agli immigrati, prevalere ovviamente Berlusconi con il 42% di consensi, a seguire Bersani con il 25%, Casini all’ 11% , Di Pietro al 9% e persino Bossi all’8%.
Sconcerto: se fosse così, perchè allora non volete che gli immigrati votino?
A chi le chiede come si è svolto il sondaggio, ecco la sopresa : il campione è appena di 700 immigrati, addirittura divisi tra regolari e irregolari.
Ma come: invece che denunciare gli irregolari, come andate proponendo da mesi, siete andati a chiedere loro se voterebbero per Silvio?
Mah, qualcosa non quadra, anche perchè il risultato è smentito dal recente sondaggio della Bocconi e dai dati stessi del Viminale.
Va beh, pazienza e andiamo avanti. Continua »
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Maggio 12th, 2010 Riccardo Fucile
IL PREZZO REALE DI VENDITA ERA DI 900.000 EURO, DICHIARATO SOLO 390.000, LA DIFFERENZA IN NERO CON 52 ASSEGNI DA 10.000 EURO L’UNO….INCALZA FU ARRESTATO NEL ’98 PER MANIPOLAZIONE DI APPALTI QUANDO TANGENTOPOLI TRAVOLSE IL CLAN SOCIALISTA “NECCI-PACINI BATTAGLIA”…CONSIGLIERE DI LUNARDI, ORA BRACCIO DESTRO DEL MINISTRO MATTEOLI
Lo avevamo scritto due giorni fa: a breve sarebbe scoppiato un altro caso relativo alle sospette regalie di Diego Anemone a funzionari e politici.
Dal sequestro di 52 assegni da 10.000 euro ciascuno, per un totale di 520.000 euro, stava infatti muovendo l’indagine della Guardia di Finanza per stabilire tempi, mode e forme per l’acquisto di un appartamento in via Emanuele Gianturco al civico 5, cinque vani più cantina, al secondo piano di uno splendido palazzo a ridosso del Lungo Tevere, a cinque minuti a piedi da Piazza del Popolo.
I venditori dell’appartamento, Maurizio De Carolis e Daniela Alberti, hanno confermato che il prezzo reale di vendita è stato di 910.000 euro: 390.000 regolarmente registrati dal solito notaio Napoleone, il 7 luglio 2004, ovvero il giorno successivo a quello dell’atto messo a punto per la casa di Scajola, altri 520.000 euro in nero con 52 assegni da 10.000 euro forniti da Anemone, tramite il solito architetto Zampolini e passaggi ala Deutsche bank.
Stesso copione usato il giorno precedente per Scajola.
Ma chi sarebbe stato il beneficiario del regalo di Anemone?
Alberto Donati, marito della figlia di Ercole Incalza, braccio destro del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli.
L’ing .Incalza è una vecchia conoscenza socialista della Tangentopoli di Lorenzo Necci e Francesco Pacini Battaglia. Continua »
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Maggio 12th, 2010 Riccardo Fucile
NON SARA’ PIU’ AUTOMATICO CHE L’ULTIMO ANNO DI PENA SI POSSA SCONTARE A DOMICILIO, DECIDERA’ IN TAL SENSO IL GIUDICE: COSI’ SI SALVA LA FACCIA DA “DURI E PURI” E NON CAMBIA LA SOSTANZA DEL “TUTTI A CASA”….LA LEGA CEDE PURE SUI CLANDESTINI CHE NON POTRANNO ESSERE INCARCERATI NEI CIE….IL LEGHISTA BRIGANDI’ (CHE E’ SEMPRE LI’) PARLA GIUSTAMENTE DI OSTI
Certo che la classe politica italiana ha la capacità , grazie anche ai media amici, di far
passare dei provvedimenti che si pensano invisi all’opinione pubblica in generale e al proprio elettorato di riferimento in particolare, modificando una virgola nella forma e lasciando inalterata la sostanza, per poi ergersi a “inflessibili tutori della legalità “.
Nella fattispecie parliamo del provvedimento “svuotacarceri”, voluto dal ministro Alfano per cercare di non far esplodere il sistema penitenziario italico: siamo arrivati a quasi 66.000 detenuti su una capienza omologata di 46.000.
Dato che le nuovi carceri costruite in due anni e passa di governo sono pari a zero, nonostante le promesse, dato che di far scontare la pena ai detenuti stranieri negli Stati di origine non se ne parla, nonostante le dichiarazioni di intento, dato che, neanche per i piccoli reati è stata ipotizzata la immediata espulsione come indesiderati di quegli stranieri condannati in via definitiva, alla fine ci si è ritrovati gli istituti di pena colmi all’inverosimile, vergogna occidentale per come sono costretti a vivere, in meno di un metro quadro a testa, migliaia di detenuti.
Per non parlare di quelli ancora in attesa di giudizio che un domani potrebbero essere pure riconosciuti innocenti, ma aver dovuto vivere in condizioni disumane per mesi o anni per la lentezza della macchina giudiziaria italiana.
In fondo la proposta di Alfano era semplice e il 13 gennaio in Consiglio dei Ministri l’avevano votata tutti (Lega compresa) all’unanimità : chi doveva scontare l’ultimo anno di pena avrebbe potuto farlo agli arresti domiciliari e amen.
Ma a quel punto la Lega ha fatto il solito gioco: a Roma conta la poltrona, in periferia il giro da osteria.
E dato che qualcuno aveva cominciato a parlare di indulto mascherato, ecco la Lega “dura e pura” che cambia idea e cerca di cavalcare anche gli aspiranti boia.
Per salvare le carceri, ma soprattutto la faccia, ecco la soluzione uso pirla: con tre emendamenti in Commissione giustizia si cancella l’automatismo per cui ai detenuti cui resta un anno di pena era concesso di scontarla a domicilio.
Penserete: allora restano in carcere?
No, escono lo stesso tutti, ma la decisione sarà demandata al magistrato di sorveglianza che dovrà valutare caso per caso, anche in base all’idoneità del domicilio.
Dato che l’imput sarà quello di concederlo, ve lo immaginate un magistrato che neghi tale concessione? Forse sulla base se nel domicilio eletto vi sono o meno i doppi servizi?
Siamo nel ridicolo, all’ipocrisia conclamata. Continua »
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Maggio 11th, 2010 Riccardo Fucile
SECONDO I DATI ISTAT, PERSI IN DUE ANNI L’8,1% DEI POSTI DI LAVORO DEI LAVORATORI INDIPENDENTI: IL 51% AL NORD, IL 14,3% AL CENTRO, IL 34,59% AL SUD….CRESCONO SOLO DI 26.000 UNITA’ I LIBERI PROFESSIONISTI
Ci sono anche delle vittime silenziose in Italia, in seguito alla crisi economica internazionale che ha colpito l’economia mondiale: sono quelli che l’Istat definisce “lavoratori indipendenti” per distinguerli da da quelli con posto fisso che almeno godono del paracadute parziale della cassa integrazione.
Per questa categoria “silenziosa” che ha pochi strumenti per farsi valere e sentire, la perdita di posti di lavoro è stata, in due anni e mezzo, di ben 503.000 unità .
Nella contabilità vanno annoverati gli imprenditori individuali, ovvero i piccoli commercianti ed artigiani, il popolo delle partite Iva, ovvero coloro che lavorano in proprio nei servizi, i collaboratori domestici, i soci di cooperative di lavoro e i co.co.co. (giovani collaboratori senza garanzie).
La crisi ha colpito soprattutto il Nord, dove i lavoratori indipendenti hanno rispettivamente perso 126.000 posti nel nord est e 130.000 nel nord ovest, pari al 25% del totale.
Segue poi il Sud con una perdita di 174.000 unità lavorative, pari al 34,5% del totale, mentre il Centro conta una riduzione di 73.000 posti di lavoro, pari al 14,5%.
Ma quali categorie di lavoratori indipendenti ha subito maggiormente le conseguenze della crisi? Continua »
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Maggio 11th, 2010 Riccardo Fucile
PESANTI CRITICHE DELLA CEI AL PROGETTO DEL GOVERNO SUL FEDERALISMO: “AUMENTA LE INGIUSTIZIE, MOLTIPLICA IL CENTRALISMO, DIMENTICA LA SOLIDARIETA'”…I VESCOVI AUSPICANO LA CITTADINANZA AGLI IMMIGRATI, LA DIFESA DELL’UNITA’ NAZIONALE E LA TASSAZIONE DELLE RENDITE, NON DEL LAVORO
Insieme all’allarme per il declino dell’Italia e alla preoccupazione per un debito pubblico
spaventoso che graverà sulle future generazioni, dalla Conferenza episcopale arriva una sonora bocciatura del federalismo fiscale che sarà causa della “moltiplicazione del centralismo, dell’aumento delle ingiustizie, della mancanza di una reale devoluzione di poteri e funzioni ai governi locali”. Secondo il documento preparatorio delle Settimane sociali, il tradizionale appuntamento del cattolicesimo italiano che si terrà ad ottobre a Reggio Calabria, i vescovi e il laicato cattolico fissano l’agenda per l’Italia del futuro. Intanto prendono posizione per “una nuova legge elettorale che garantisca non solo governabilità , ma anche reale rappresentanza degli eletti rispetto ai territori”: non più un parlamento di nominati, per capirci.
Auspicano poi “una riforma fiscale che preveda lo spostamento della pressione fiscale dal lavoro e dagli investimenti alle rendite, accompagnata da una valorizzazione del quoziente familiare”.
E ancora la necessità di un equilibrio tra poteri istituzionali, “la necessità di riconoscere la cittadinanza in tempi rapidi ai figli degli immigrati”, come in tutti i Paesi civili, “il mantenimento delle radici storiche dell’Unità nazionale”.
Un brusco distinguo con le tesi della Lega e una convergenza significativa con le posizioni del pur “laico” Fini.
Il documento è stato presentato ieri a Radio Vaticana dal vescovo di Ivrea, monsignor Miglio, e da monsignor Pompili, portavoce della Cei. Continua »
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Maggio 11th, 2010 Riccardo Fucile
TREMONTI FA CAPIRE CHE IL FEDERALISMO COSTA E IN QUESTO MOMENTO I PROBLEMI SONO ALTRI… MENTRE BERLUSCONI CERCA DI PRENDERSI ANCHE IL MERITO DELL’ACCORDO SALVA EURO, I LEADER EUROPEI AUSPICANO UNA POLITICA DI RIGORE DEI BILANCI PUBBLICI… MA RIMANGONO LE DIVERGENZE TRA LE ECONOMIE EUROPEE
Ovviamente, secondo la nota di Palazzo Chigi, un “impulso fondamentale ai negoziati sul piano di salvataggio dell’euro l’ha dato Berlusconi quando, poco prima dell’ 1 di notte, ha chiamato al telefono la cancelliera Merkel. Le trattative si stavano arenando sulle diverse proposte”.
Ti pareva che il premier italiano non fosse stato determinante anche questa volta e non rivendicasse, con la modestia che gli è propria, un suo intervento decisivo.
In verità ci saremmo attesi che gli altri Paesi riconoscessero tale suo apporto, ma o se ne sono dimenticati o forse non c’è stato, visto che sia la Germania che la Francia, con meno enfasi e maggiore eleganza, pur avendo avuto entrambe un ruolo decisivo, evitano di attribuirsi meriti particolari affermando che “il maxipiano era necessario per garantire un futuro all’euro: ora occorre però attaccare i problemi alla radice e combattere realmente le cause di tensione che gravano sulla moneta unica”.
Nel frattempo la Banca europea afferma che ora “si aspetta una politica di rigore nei bilanci pubblici dei governi europei”.
In realtà , il piano messo a punto risolve i problemi nell’immediato, ma non certo le divergenze di fondo tra le economie europee.
L’agenda di Giulio Tremonti, riveduta e corretta nelle ultime ore a causa del crollo delle borse e delle tensioni sui deficit pubblici, ha ora una solo priorità : salvaguardare i conti.
Al Tesoro danno per scontato che il dossier sul federalismo fiscale subirà una robusta frenata.
Una doccia gelata per il giocattolino della Lega che ora avrà i suoi problemi a spiegare che il federalismo fiscale “non si può fare in questo periodo perchè ha costi troppo alti”.
Si scopre finalmente che “nelle sue prime fasi, il federalismo presenta costi certi, non ancora quantificati peraltro, mentre i benefici (ipotetici) appaiono lontani nel tempo. Oggi sarebbe da matti spendere un solo euro nell’attesa di un futuro migliore: non possiamo allentare la cinghia neanche di un centimetro, altrimento presto saremmo costretti ad altri buchi”. Continua »
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Maggio 10th, 2010 Riccardo Fucile
GASPARRI SOSTIENE UNA LISTA CIVICA CONTRO IL PDL A MERANO, LATINA MINACCIA UNA SCISSIONE E GLI ESCLUSI IN REGIONE LAZIO ATTACCANO I VERTICI DEL PDL…IN CAMPANIA POLEMICHE PER LE VELINE RUGGIERO E DEL GIUDICE SPINTE AD ASSESSORATI… A MILANO SCONTRI TRA LARUSSIANI E CIELLINI
Più che un partito dell’amore, il Pdl sembra una pentola a pressione, pronto ad
implodere nelle periferie dell’impero.
Non solo nel caso noto ed eclatante della Sicilia, dove Lombardo governa con metà Pdl, mentre l’altra metà sta all’opposizione, non solo le divergenze tra il premier e Fini.
Nella maggior parte dei casi si tratta di mere lotte interne per questioni di potere e di bassa cucina politica.
Con alcune vicende persino ridicole.
Prendiamo il “caso Merano”: a pochi giorni dal voto comunale, il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, e l’on. Pdl Giorgio Holzmann sostengono la lista civica “Alleanza per Merano” del candidato sindaco Carmelo Genovese.
Il problema è che il Pdl ufficialmente punta invece su Claudia Benedetti, per la quale si stanno spendendo la coordinatrice provinciale Michaela Biancofiore e il ministro Franco Frattini.
Qua Fini non c’entra e Gasparri tra le Dolomiti (e non solo) è stato bollato come “traditore”.
Viene da chiedersi, visto che minaccia sempre i dissidenti finiani di esplusione dal Pdl, se in questo caso si espellerà da solo per non aver rispettato le direttive del partito.
Nel Lazio gli esclusi dalla lista per le regionali, rimasti fuori anche dalla giunta Polverini, attaccano il coordinatore romano, Gianni Sammarco, reo di fare il capocorrente.
Come se non bastasse, dopo il ritrovo a Fossanova-Latina, le province minacciano una Pontida laziale e vogliono una regione autonoma da Roma. A Viterbo il presidente della Provincia, Marcello Meroi, si era addirittura dimesso a cuasa dei contrasti interni nella composizione della Giunta.
A Roma il sindaco Alemanno si trova ad avere a che fare con maggioranze che vanno e vengono.
Spaccato il partito ad Avellino, a causa della nomina ad assessore regionale di Antonia Ruggiero e di quella, nello staff di Caldoro, di Giovanna Del Giudice, meteorina di Emilio Fede, imposte entrambe dal premier. Continua »
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Maggio 10th, 2010 Riccardo Fucile
SEQUESTRATI ALTRI ROGITI DAL NOTAIO NAPOLEONE: SI CERCANO
RISCONTRI SU UN’OPERAZIONE, AVVENUTA IL GIORNO DOPO QUELLA DI SCAJOLA, CON ALTRI 52 ASSEGNI DI ANEMONE PER L’ACQUISTO DI UN IMMOBILE…BERTOLASO VERSO L’ADDIO, SI APRE IL FILONE RAI E QUELLO DELL’EDILIZIA CARCERARIA
Ormai negli ambienti di governo si aspetta solo la seconda ondata: dopo Bertolaso, Scajola e Lunardi, viene dato per scontato che dalle carte degli inquirenti stanno emergendo elementi che potrebbero coinvolgere a breve altri esponenti di governo, tre per la precisione.
I nomi sono top secret perchè non risultano ancora indagati dalle procure che stanno lavorando su un flusso informativo senza precedenti, tra testimoni e registrazioni telefoniche.
Viene considerata questione di ore la formalizzazione di un quarto nome vip che avrebbe ricevuto da Anemone una casa.
La Guardia di Finanza, su delega della procura di Perugia, giovedi sera ha eseguito una perquisizione presso lo studio del notaio Gianluca Napoleone, quello che ha redatto l’atto dell’acquisto della casa dell’ex ministro Scajola: i militari hanno sequestrato i rogiti stipulati negli ultimi 10 anni.
Cosa cercano in particolare i magistrati?
Gli atti della transazione con cui Anemone il 7 luglio 2004, il giorno successivo alla consegna degli assegni per 900.000 euro per l’acquisto della casa di Scajola, ha emesso 52 assegni da 10.000 euro, sempre tramite l’arch. Zampolini, per aiutare “qualcuno”, con 520.000 euro, ad acquistare un immobile da tale Maurizio De Carolis.
Chi ne abbia beneficiato non si può dire, almeno finchè i militari non avranno esaminato tutti gli incartamenti.
In pratica anche il 7 luglio 2004, l’arch. Zampolini si è recato presso la filiale della Deutsche Bank dove il giorno prima aveva versato il contante e ottenuto 80 assegni da 12.500 euro intestati alle sorelle Papa.
Stessa prassi del giorno precedente, versamento di 520.000 euro in contanti ed emissione di 52 assegni circolari da 10.000 euroa favoredi un altro proprietario che ha venduto l’appartamento a un Vip. Continua »
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