Novembre 25th, 2011 Riccardo Fucile
RICERCA IPSOS: “IL 92% DEI 1490 COMUNI E’ ORMAI IN GRAVE DIFFICOLTA’… FINO AD OGGI LA SCURE SI E’ ABBATTUTA SU BIBLIOTECHE, INIZIATIVE CULTURALI E SPORT
Il 92% dei 1490 comuni aderenti ad Anci Lombardia prevede per il 2012 tagli che incideranno
“abbastanza” o “molto” sui loro bilanci.
E nel 2011 la scure si è abbattuta soprattutto sulla manutenzione di strade e del verde, sulle biblioteche civiche e sulle iniziative culturali, sugli impianti sportivi, mentre tagli più ridotti hanno riguardato i servizi sociali e scolastici, l’assistenza agli anziani. È quanto emerge dalla ricerca che Ipsos ha realizzato per Anci Lombardia e che viene presentata questa mattina a Milano al Palazzo delle Stelline.
Il 66% dei sindaci ammette di non poter più dare risposte adeguate alle crescenti richieste dei cittadini. “I tagli ai comuni sono tagli ai cittadini – afferma Attilio Fontana, presidente Anci lombardia e sindaco leghista di Varese-.
I vincoli del patto di stabilità sono un freno alla ripresa economica dei nostri territori, che appare oggi prioritaria”.
L’indice dei tagli è misurato da 0 (nessun taglio) a 100 (tagli radicali).
La media in Lombardia è di 25.
La riduzione delle risorse sulla manutenzione delle strade ha un indice in Lombardia pari a 49. Va meglio per i servizi sociali (21), servizi scolastici (19), asili nidi (15), assistenza agli anziani (11).
Ipsos ha anche intervistato mille lombardi per saggiare il loro giudizio sull’operato dei comuni e sulla situazione economica dell’Italia.
Secondo il 52% degli intervistati il peggio della crisi deve ancora arrivare e per il 31% siamo all’apice. Il 60 % inoltre ha gia iniziato nel 2010 a ridurre i consumi.
Poco più della metà pensa che i sindaci siano buoni amministratori delle finanze comunali.
Il 70% dei comuni lombardi ha gia aumentato o prevede di aumentare le tasse, anche se solo il 47% dei cittadini sarebbe disposto a pagarne di più.
Solo un sindaco su tre pensa che il federalismo fiscale porterà benefici, molto più fiduciosi i cittadini (51%).
( da “Redattore Sociale“)
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Novembre 25th, 2011 Riccardo Fucile
PASQUALINA STRAFACE, EX SINDACO DI CORIGLIANO CALABRO, NONOSTANTE LE PESANTI ACCUSE SUL SUO COMUNE, DA QUALCHE MESE SIEDE NELLA SOCIETA’ DI RAPPRESENTANZA DELL’ANCI CALABRIA… ANGELA NAPOLI PRESENTA UN’INTERROGAZIONE
C’è una presenza imbarazzante nel consiglio di amministrazione della Sorical, la società mista (Regione Calabria e Veolia) che gestisce gli acquedotti calabresi.
Si chiama Pasqualina Straface, ex sindaco del Pdl di Corigliano Calabro (provincia di Cosenza), sciolto per infiltrazione mafiosa.
Una decisione firmata dall’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni lo scorso otto giugno, che accolse la proposta venuta dal prefetto di Cosenza, basata sulla “sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali — come si legge nel decreto di scioglimento — con la criminalità organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando pertanto i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale”.
L’ex sindaco di Corigliano Calabro, nonostante le pesanti accuse che pendono sulla sua amministrazione, non ha però lasciato l’importante posto di consigliere della Sorical, dove siede da qualche mese in rappresentanza dell’Anci Calabria.
Un ruolo chiave, divenuto sensibile dopo la decisione del gestore degli acquedotti di ridurre l’acqua ai comuni calabresi che non riescono a pagare le bollette.
Dovrebbe essere proprio lei, il sindaco dimesso dal prefetto, a sostenere i diritti delle amministrazioni comunali di fronte all’amministratore delegato Maurizio Del Re, nominato — come da statuto — dal socio privato, la francese Veolia.
L’Anci della Calabria non sembra stupirsi più di tanto: “Non è che non ci dormiamo la notte per questa vicenda — spiega Rosanna Palazzo, segretario regionale — e dico di più: chi ripagherà Pasqualina Straface per quello che ha subito quando, magari tra anni, si scoprirà che non era vero nulla?”.
La segretaria della sezione calabrese dell’associazione dei comuni si dice sicura della estraneità di Pasqualina Straface e della sua famiglia dai condizionamenti della ‘ndrangheta.
L’ex sindaco è stata indagata insieme ai fratelli per associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione “Santa Tecla”, condotta dalla Dda di Catanzaro lo scorso anno, che portò a 67 arresti.
Il nome dell’indagine derivava dall’omonimo via a pochi passi da Piazza Duomo a Milano, dove — secondo l’accusa — gli affiliati si incontravano per organizzare il traffico di droga dalla Calabria verso la Lombardia.
Pasqualina Straface è stata poi prosciolta dal Gip, che però ha mantenuto le accuse per i due fratelli: “Lei è una bravissima persona, e anche il fratello, morto da poco: al suo funerale c’era tanta gente, dicono che era un uomo generoso. Ma questi magistrati li leggono i giornali?”.
I fratelli dell’ex sindaco, Franco e Mario Straface, sono indagati davanti al Gup per associazione mafiosa.
I loro presunti contatti con le cosche del cosentino sono ampiamente citati nella relazione del prefetto che ha chiesto e ottenuto lo scioglimento del consiglio comunale di Corigliano Calabro: “Elementi sintomatici di un condizionamento dell’amministrazione da parte della criminalità organizzata — si legge nel decreto di scioglimento dello scorso giugno — sono stati rinvenuti nei particolari legami tra uno dei componenti della giunta comunale ed i fratelli del primo cittadino interessati dalla menzionata ordinanza di custodia cautelare. Viene inoltre rilevato che parte dei componenti dell’attuale compagine politica sono gravati da precedenti penali, pregiudizi rilevati peraltro anche nei confronti di funzionari e dipendenti dell’ente locale, alcuni dei quali ritenuti organici o contigui alla malavita organizzata”.
Angela Napoli, deputato calabrese di Fli, aveva presentato il 24 novembre del 2010 un’interrogazione al ministro dell’Interno Maroni, chiedendo spiegazioni sulla presenza di Pasqualina Straface nel Cda di Sorical: “La Sorical è una società per azioni a maggioranza di capitale pubblico — scriveva Napoli — e che, pertanto, dovrebbe attenersi alla disciplina pubblicistica in materia di incompatibilità per le nomine dei consiglieri di amministrazione e degli altri vertici societari nonchè per le assunzioni e gli incarichi dirigenziali”.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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