Settembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
I GIORNALI PUBBLICANO I NOMI DEI DUE ACCUSATI… TASSO ALCOLEMICO TROPPO ALTO PERCHE’ UNO POTESSE NON ACCORGERSENE
Sono Marco Camuffo, 50 anni di Prato, appuntato scelto, e Pietro Costa, 30 anni di Palermo, i due
carabinieri accusati da due studentesse americane di stupro a Firenze.
Il secondo oggi è atteso con il suo avvocato in procura per rispondere alle domande dei magistrati, mentre per il primo, che ha detto di non essersi accorto che la ragazza con cui ha avuto un rapporto, a suo dire consenziente, fosse ubriaca. Il nome di Marco Camuffo è oggi sul Corriere della Sera e sulla Stampa, mentre Pietro Costa è nominato sulla Nazione.
Ma a quanto pare il test alcoolico smentisce la ricostruzione di Camuffo. Il test alcolemico effettuato in ospedale alle 5 della mattina di giovedì scorso, racconta Grazia Longo sulla Stampa, due ore dopo l’aggressione subita, racconta un’altra verità . Il risultato è infatti molto alto: «Non solo, a breve sarà effettuato un altro esame per la proiezione retroattiva che consente di misurare la percentuale alcolica nel sangue al momento della violenza. Lo eseguirà l’istituto di genetica forense dell’ospedale Careggi su incarico della Procura guidata da Giuseppe Creazzo».
È stato chiarito che le ragazze avevano, come tutti gli altri studenti americani, una assicurazione omnicomprensiva stipulata dai rispettivi atenei e neppure sapevano che la polizza copre anche le violenze.
Il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo ha seminato altri dubbi: «Non so se fosse la prima volta. Probabilmente non erano una coppia rodata da anni».
L’idea è che anche altre persone potrebbero aver subito la stessa sorte capitata alle due studentesse americane.
Il procuratore ieri ha anche parlato del video trovato nel cellulare di una delle due studentesse: un fotogramma brevissimo, probabilmente partito per sbaglio, con un audio che fa pensare che sia stato girato in una situazione di confusione, con molta gente, forse nella discoteca, in cui si vede il busto di una persona in divisa: «Impossibile da identificare e di nessuna rilevanza per le indagini».
La Repubblica poi segnala che “in un forum di carabinieri, accanto allo sgomento per la condotta dei colleghi, non mancano giudizi feroci e sprezzanti sulle ragazze americane, ma in generale all’interno dell’Arma il sentimento prevalente è il dolore”.
La Procura militare accusa Marco Camuffo e Pietro Costa di violata consegna e peculato proprio per il loro comportamento di quella sera.
Reati gravissimi che potrebbero accelerare la «cacciata» dall’Arma. Anche perchè è lungo l’elenco delle norme che hanno infranto, compresa quella che li obbligava a compilare la relazione di servizio. E invece nessun documento sull’intervento di quella notte è mai arrivato ai superiori.
La ASL e la perdita di reperti smentita
“Ad oggi nessun campione prelevato è stato perso o eliminato anzitempo dal laboratorio e i risultati analitici sono sempre stati confermati anche in sede di controanalisi”, ha precisato ieril’Azienda Usl Toscana Centro in riferimento agli articoli di stampa apparsi in questi giorni che ipotizzavano che sarebbero stati persi i campioni delle tracce biologiche prelevati nel palazzo del centro storico di Firenze.
L’Azienda Usl Toscana Centro precisa che i campioni prelevati con il “codice rosa” — il percorso riservato alle persone vittime di violenza e abusi — prelevati dai pronto soccorso relativi ai campioni per gli esami tossicologici, vengono inviati al Laboratorio di Tossicologia clinica e Antidoping dell’Asl “in regime di catena di custodia”.
“I campioni di sangue e urina sono prelevati in due aliquote, opportunamente sigillate, una delle quali viene conservata e congelata per un anno o fino alla chiusura dell’eventuale procedimento giudiziario — si legge in una nota della Asl — Questo per ogni matrice prelevata: sangue per la ricerca dell’etanolo, sangue per la ricerca di sostanze di abuso e urina per la ricerca di metaboliti di sostanze di abuso”.
Intanto si fa l’elenco delle contestazioni da rivolgere ai due militari, con un sospetto ben preciso.
Il primo “errore” è stata la decisione di entrare nella discoteca e fermarsi al bar nonostante fossero in servizio.
Poi c’è la scelta di far salire le due ragazze in auto, che è consentita soltanto in casi eccezionali e informando la centrale operativa.
Infine c’è l’entrata nel palazzo.
Ma il punto è un altro, spiega oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:
La spregiudicatezza di entrambi convince i magistrati della procura militare ad ampliare gli accertamenti. Secondo le prime informazioni trasmesse da Firenze, mercoledì era la seconda volta che i due carabinieri uscivano insieme in pattuglia. Eppure si sono fidati l’uno dell’altro, hanno violato tutte le regole evidentemente consapevoli che non sarebbero stati traditi.
Ecco perchè si ipotizza che il loro comportamento possa non essere isolato e dunque si vuole accertare se ci sia una rete di complicità che «copre» eventuali abusi.
Proprio come accaduto in Lunigiana dove un’inchiesta della Procura di Massa Carrara ha portato agli arresti otto carabinieri di caserme diverse per aver abusato sessualmente di almeno una donna e aver picchiato numerosi stranieri.
Per questo nell’elenco dei testimoni da convocare ci sono gli altri quattro carabinieri intervenuti mercoledì sera alla discoteca Flo, senza escludere di poter interrogare anche altri colleghi e superiori.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: violenza sulle donne | Commenta »
Settembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
TRA LE AGGRAVANTI IL TRADIMENTO DEL RUOLO RICOPERTO… LA VITTIMA: “NON ABBIATE PAURA DI CONFIDARVI”
Un maestro elementare è stato condannato a 18 anni di carcere per aver abusato di un alunno minorenne. È una delle più alte pene mai inflitte per violenza sessuale, maggiore anche alla richiesta dell’accusa.
Oltre che per l’età sotto i 14 anni della vittima, i giudici del Tribunale di Milano hanno voluto punire il tradimento e lo sfruttamento del ruolo di fiducia che l’insegnante ricopriva al momento dell’abuso, risalente al 2012.
Come riporta il Corriere della Sera, il maestro elementare non insegnava nella classe del bambino, ma era stato indicato dal preside per alcune lezioni straordinarie a pagamento.
Ed è in quei pomeriggi che nell’istituto della provincia di Milano cinque anni fa si sono consumati gli abusi sull’alunno tra i 10 e i 12 anni. Violenze che lo hanno segnato fortemente, tanto da indurlo a rimuovere l’accaduto per autodifesa.
Il ragazzino poi, ha reagito e ora, dopo la sentenza di primo grado, ha avuto il coraggio di parlare attraverso le pagine del giornale: “Se ho trovato la forza per raccontare quello che mi era capitato, è stato proprio per salvare altri bambini come me”, ha detto il minore.
“Non bisogna ascoltare i pedofili che minacciano, se parlassimo, di fare del male alle persone alle quali vogliamo bene. Al contrario non c’è da avere paura, e nemmeno bisogna avere imbarazzo a confidarsi con i genitori o con gli amici. E anche la polizia, io l’ho sperimentato — ha raccontato — sa come ascoltarti e metterti a tuo agio e aiutarti piano piano”.
La giudice del tribunale di Milano Elisabetta Canevini, oltre ai 18 anni di carcere, ha inflitto al maestro anche 3 anni di libertà vigilata.
Le aggravanti alla violenza sessuale sono proprio la minore età dell’alunno e l’abuso dell’imputato della propria qualità di insegnante.
L’uomo era già stato sospeso dal Provveditorato quando il pm Luisa Baima Bollone aveva segnalato il rinvio a giudizio.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Giustizia | Commenta »
Settembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
NEL PRIMO CASO AUTORE UN BENGALESE CHE LAVORAVA IN UN RISTORANTE, NEL SECONDO SI IPOTIZZA UN COCKTAIL ASSUNTO ALL’INTERNO DI UN LOCALE, MA LA RAGAZZA NON RICORDA NULLA
All’alba di sabato una studentessa finlandese di 21 anni è stata violentata. Ad avvicinarla e poi
attaccarla è stato un cittadino bengalese, da tre anni a Roma con un permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Un’altra donna è stata trovata dal buttafuori di un locale di San Lorenzo, quartiere tra la stazione Termini e l’università La Sapienza, completamente fuori di sè.
Racconta oggi Giuseppe Scarpa su Repubblica che la donna “era sotto l’effetto di droga. Ma la ragazza in ospedale ha giurato di non aver assunto nessun tipo di sostanza. Eppure i medici le hanno trovato tracce di ketamina nelle urine.
Al pronto soccorso i camici bianchi hanno anche riscontrato i segni di un rapporto. Di quella serata, trascorsa da sola, la giovane però non ricorda niente. Sarebbe stata drogata a sua insaputa. Forse le hanno versato qualcosa dentro a un cocktail”.
(da agenzie)
argomento: violenza sulle donne | Commenta »
Settembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
DISPOSTA LA PUBBLICAZIONE SUL SITO INTERNET DEL M5S
Con provvedimenti cautelare interlocutorio il giudice ha sospeso le Regionarie del M5S in Sicilia rinviando la casa al 18 settembre per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei candidati classificatisi in posizione utile per entrare in lista.
Claudia Spiga ha così accolto totalmente le richieste di Mauro Giulivi assistito dagli avvocati Lorenzo Borrè e Riccardo Gentile, escluso della Regionarie M5S in quanto sospeso secondo lo staff.
Nel provvedimento il giudice “dispone la sospensione l’esecuzione della determina dello Staff del MoVimento 5 Stelle di esclusione di Mauro Giulivi dalla partecipazione alle primarie per le elezioni dei candidati alle elezioni regionali siciliane comunicata il 29 giugno 2017”, “dispone la sospensione dell’esecuzione delle determine di individuazione dei “candidati più votati” alla “regionarie” siciliane pubblicate sul sito internet del MoVimento 5 Stelle in data 4 e 9 luglio 2017” e infine dispone l’integrazione nel contraddittorio nei confronti dei soggetti indicati in dette ultime delibere come utilmente collocati per la candidatura alle elezioni regionali. Nella prossima udienza, fissata per il 18 settembre, il provvedimento potrebbe essere ritirato.
Nel provvedimento il giudice scrive:
Poichè non risulta (nè è stato allegato) che detta adesione dovesse intervenire prima della candidatura proposta on line, e al contrario risulta che nella precedente procedura per le comunarie detta adesione è stata richiesta solo all’esito delle primarie, e poichè il Giulivi è stato escluso da detta procedura, senza formalizzazione di alcun invito alla relativa sottoscrizione, deve escludersi la sussistenza della causa ostativa alla candidatura (mancata sottoscrizione del c.d. codice etico) prospettata dall’associazione resistente.
Nè vale in senso contrario richiamare la mancata sottoscrizione del c.d. etico previsto per le comunarie in quanto così facendo si svolgerebbe una non ammissibile prognosi ex ante sulla futura determinazione del candidato al riguardo.
D’altra parte anche in detta ipotesi, sulla base della corrispondenza intercorsa tra le parti (cfr e-mail del 7 e 13 febbraio e 30 maggio 2017 del Gulivi), non pare configurabile un rifiuto alla sottoscrizione del codice di comportamento da parte dell’associato.
Va quindi accolta, inaudita altera parte, sussistendo il periculum in mora per le ragioni poc’anzi esposte, la domanda cautelare di sospensione degli effetti delle determine di individuazione dei candidati utilmente collocati per la candidatura alle liste regionali.
Deve contestualmente disporsi l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei soggetti indicati in dette ultime delibere come utilmente collocati per la candidatura alle elezioni regionali, onerando il ricorrente del relativo adempimento. In ragione del numero dei litisconsorti e della innegabile esigenza di rapida definizione del procedimento, sussistono i presupposti per prescrivere ex art. 151 c.p.c., che la notifica del ricorso e del presente decreto siano eseguite mediante pubblicazione sul sito internet del MoVimento 5 Stelle.
La soluzione più probabile per la vicenda è che a breve il M5S rifaccia le Regionarie per il solo comune di Palermo consentendo la partecipazione alla competizione anche a Giulivi.
Ma contro questa tesi c’è il fatto che il tribunale ha sospeso entrambe le votazioni: anche quella per Cancelleri governatore.
Giulivi non è un semplice iscritto M5S: oltre a essere il compagno della deputata Chiara Di Benedetto, Giulivi è stato anche l’amministratore del meetup Il Grillo di Palermo: lui, insieme ad altri, aveva presentato una denuncia contro ignoti per la validazione di account di alcuni che erano stati protagonisti del servizio delle Iene sulle firme false di Palermo.
Giulivi si definiva ironicamente “uno dei pochi Nutiani” (ovvero, vicini al deputato Riccardo Nuti) “rimasti al mondo”.
Giulivi ha la bella idea di candidarsi come consigliere alle Comunarie di Palermo che vedranno successivamente la sconfitta dei “monaci” e la vittoria della new wawe palermitana, con Salvatore Ugo Forello che sarà candidato sindaco dopo aver vinto il ballottaggio con il poliziotto Igor Gelarda.
Arriva all’undicesimo posto sui 40 disponibili con 62 voti di preferenza e può legittimamente ambire a un posto in Consiglio comunale. Qui però accade il patatrac.
Giulivi, di cui il candidato sindaco Ugo Forello e tutto il M5S siciliano conoscono perfettamente i precedenti, viene infatti invitato a firmare il “Codice di comportamento per i candidati ed eletti del MoVimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Palermo 2017”.
«In pratica — racconterà lui successivamente su Facebook — si chiedeva, con un preavviso di 2 ore e 30 minuti, di recarmi presso una fantomatica sede e firmare un documento, mai letto prima, indispensabile per confermare la mia candidatura. Dal momento che ho “sfortunatamente” un lavoro, non ho potuto nè leggere, nè recarmi in via Scrofani entro le ore 20».
Giulivi invia alle 23 e 07 dello stesso giorno una mail allo staff in cui spiega di non aver potuto arrivare in tempo all’appuntamento e poi — povero ingenuo o raffinato troll — pretende addirittura di poter visionare il codice di comportamento che vogliono fargli firmare.
«Dopo aver inviato la mail — racconta sempre lui — mi sono accorto che l’attuale candidato sindaco del M5S, l’Avv. Ugo Forello, mi aveva estromesso dai canali interni di comunicazione, già alle ore 21:03. In pratica, dopo appena un’ora dalla scadenza dei termini per firmare l’importantissimo codice di comportamento, ero già stato scaricato dal “candidato sindaco”. L’esclusione mi è stata anche conferma da un’agenzia di stampa, uscita nella stessa serata, con i nomi dei 40 candidati tra i quali “curiosamente” non figurava il mio».
Giulivi a quel punto fa la fine di tanti prima di lui: non riceve più risposte dallo staff; torna a scrivergli ma nessuno se lo fila. Dopo qualche giorno prende atto del fatto che è stato escluso dalle candidature del MoVimento 5 Stelle al comune di Palermo ma decide di lasciar perdere e di non ricorrere in tribunale, forse anche per quieto vivere. A giugno però si riapre la corsa e stavolta ci sono le Regionarie, ovvero la competizione per decidere chi sarà il candidato governatore e i candidati consiglieri alla Regione Siciliana. Giulivi torna a presentare la sua candidatura ma dieci giorni dopo lo staff gli scrive per fargli sapere che non può candidarsi.
“Ciao Mauro, abbiamo notato che hai accettato la candidatura per le regionali siciliane, tuttavia uno dei requisiti per avanzare la propria candidatura è il non avere procedimenti disciplinari in corso ovvero di non aver ricevuto sanzioni disciplinari da parte degli organi del MoVimento 5 Stelle negli ultimi 6 mesi. A tuo carico risulta un procedimento in corso con il Collegio dei Probiviri. Viene quindi meno uno dei requisiti per la candidatura. Pertanto ti comunichiamo che sei stato rimosso dall’elenco dei candidati. Un saluto Lo Staff”, gli scrivono.
Giulivi non ha ricevuto la comunicazione dell’apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti, come prescrive il regolamento di Beppe Grillo e come accaduto, in una vicenda diversa, alla consigliera comunale romana Cristina Grancio. Il candidato contesta la decisione e spiega di non aver ricevuto alcuna sanzione disciplinare chiedendo il reintegro nella lista. Ovviamente viene bellamente ignorato e il 4 luglio le primarie si svolgono regolarmente incoronando, qualche giorno dopo, Giancarlo Cancelleri come candidato governatore.
E intanto nel M5S palermitano serpeggia qualche malumore, visto che tutto questo nasce da un errore di Ugo Forello e dalla sottovalutazione di un caso che è esploso poi. Esattamente come le firme false.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Settembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
ACCOLTO IN VIA CAUTELARE IL RICORSO DI UNO DEGLI ESCLUSI… UN ALTRO CASO GENOVA E LA CREDIBILITA’ DEL MOVIMENTO PERDE QUOTA. L’AVV. BORRE’ COLPISCE ANCORA
Nuova grana per il MoVimento 5 stelle: le regionarie M5s sono state infatti sospese dal Tribunale
di Palermo che ha accolto in via cautelare il ricorso presentato da Mauro Giulivi, candidato escluso dalla selezione.
Le regionarie per il candidato alla Regione Sicilia erano state vinte da Giancarlo Cancelleri.
Secondo Giulivi lui era stato escluso senza una reale motivazione.
La Stampa precisa che “il provvedimento cautelare emesso dal giudice sospende l’elezione (che dunque al momento è insussistente), e rinvia la causa al 18 settembre per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei candidati classificatisi in posizione utile per entrare in lista”.
Giulivi sosteneva di essere stato escluso perchè reo di non aver firmato un documento che gli era stato sottoposto dal Movimento: “Mi si chiedeva – scriveva su Facebook – con un preavviso di 2 ore e 30 minuti, di recarmi presso una fantomatica sede e firmare un documento, mai letto prima, indispensabile per confermare la mia candidatura. Dal momento che ho “sfortunatamente” un lavoro, non ho potuto nè leggere, nè recarmi in via Scrofani entro le ore 20″.
Il caso ricorda quello di Genova quando fu esclusa Marika Cassimatis che poi vinse il ricorso.
“Il giudice – spiega all’AdnKronos l’avvocato di Giulivi, Lorenzo Borrè – nell’ordinanza ha detto che sussiste il fumus boni iuris per la sospensione dei provvedimenti di esclusione della partecipazione di Mauro Giulivi dalle procedure di scelta di candidati dell’M5S alle elezioni regionali del 2017” e di conseguenza “per la sospensione dell’efficacia esecutiva delle votazioni con cui sono stati scelti detti candidati”.
Il giudice “ha ritenuto però di dover estendere il contraddittorio ai candidati votati alle primarie e ha quindi disposto una nuova udienza per il 18 settembre in occasione della quale il provvedimento verrà o confermato o revocato”, aggiunge il legale.
LE MOTIVAZIONI
ll giudice del tribunale di Palermo che ha accolto il ricorso non riconosce al momento il testo che il candidato avrebbe dovuto firmare come codice etico e scrive nel provvedimento:
“Poichè non risulta (nè è stato allegato) che detta adesione dovesse intervenire prima della candidatura proposta on line, e al contrario risulta che nella precedente procedura per le comunarie detta adesione è stata richiesta solo all’esito delle primarie, e poichè il Giulivi è stato escluso da detta procedura, senza formalizzazione di alcun invito alla relativa sottoscrizione, deve escludersi la sussistenza della causa ostativa alla candidatura (mancata sottoscrizione del c.d. codice etico) prospettata dall’associazione resistente”.
(da agenzie)
argomento: Grillo | Commenta »