Dicembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
PER “IL TEMPLARE” MICHELE BORDONI E’ STATA FORMULATA L’ACCUSA DI STRAGE: VOLEVA UCCIDERE “UNA PLURALITA’ DI PERSONE”
Si è autodefinito «un templare, un illuminato»; ha detto «Ne dovevo ammazzare di più» alla polizia.
Eppure Michele Bordoni, che il 9 dicembre scorso con la sua Toyota Yaris ha travolto alcuni visitatori del mercatino di Natale in pieno centro a Sondrio, ferendone quattro, non è finito sulle prime pagine dei giornali italiani.
E nemmeno negli status delle pagine Facebook di quei politici italiani che di solito strumentalizzano ogni episodio, anche accaduto a migliaia di chilometri di distanza. Perchè?
Eppure la Procura che ieri, dopo aver ricostruito la dinamica di quanto è accaduto, ha inoltrato al gip Carlo Camnasio la richiesta di convalida dell’arresto del giovane e la misura della custodia cautelare in carcere ha ritenuto che, per le modalità con cui ha agito, avesse in mente di uccidere indistintamente “una pluralità di persone”.
Ipotesi supportata anche dalle parole dello stesso Bordoni, quando, finita la folle corsa contro un palo, è stato bloccato dalla polizia: “Ne dovevo ammazzare di più”, ha detto. E poi, uno dei feriti ha raccontato agli investigatori di aver notato che il 27enne “ha guardato e ha puntato la macchina verso di me”.
Bordoni tre giorni fa, poco prima di mettere in atto il suo piano, con la sua Toyota Yaris è entrato in un parcheggio sotterraneo nel centro città sfondando la sbarra di accesso.
In base alle immagini delle telecamere, è rimasto posteggiato per qualche minuto, per poi ripartire a tutta velocità , uscire dal posteggio sfondando ancora le sbarre e dirigersi nell’area pedonale dove ha investito tre passanti che stavano visitando il mercatino, tra cui una donna che ha fatto un balzo di parecchi metri (è quella più grave), per poi imboccare una via in contromano dove ha travolto ancora un uomo.
Prima di essere fermato ha tentato di fuggire e ha lievemente ferito un agente e quando è stato trasportato in ospedale (da dove ieri è stato dimesso per finire in cella) ha pronunciato frasi sconnesse e pare pure la parola ‘Isis’
Da Sondrio a Poggiridenti
Dai primi accertamenti — si è ancora in attesa degli esiti degli esami — è emerso che di certo aveva bevuto ma non al punto da essere totalmente ubriaco. In più, come ha ammesso lo stesso Bordoni, aveva fumato “tre canne”.
Il giovane, residente a Poggiridenti (Sondrio), al momento non risulta sia stato in cura per problemi di salute mentale. La procura per lui chiede il carcere con le accuse di strage, resistenza e lesioni nei confronti di un poliziotto.
L’ipotesi di strage è stata riformulata dopo la ricostruzione dell’accaduto da cui è emerso che il giovane avrebbe voluto uccidere “indifferentemente una pluralità di persone”.
Eppure su di lui è calato il silenzio della politica. Perchè?
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
NEL MIRINO L’ORGANIZZAZIONE SKINHEAD DO.RA
La polizia di Varese sta eseguendo diverse perquisizioni nei confronti dei militanti di
estrema destra di ispirazione skinhead del gruppo del sodalizio di estrema destra ‘Do.ra. Comunità militante dei dodici raggi’.
Procede nell’ambito di un’indagine per ‘Riorganizzazione del disciolto partito fascista’ sulla più numerosa e strutturata comunità nazionalsocialista italiana.
Due le procure che indagano su di loro per apologia di fascismo e odio razziale, Varese e Busto Arsizio.
Nati dalla fusione tra gli ultras Sette Laghi del Varese calcio Varese Skinhead, si ispirano dichiaratamente al partito neonazista di Adolf Hitler, hanno come capo Alessandro Limido, figlio dell ex calciatore della Juventus Bruno Limido.
In questi anni i Do.ra. hanno portato avanti sul web e sul territorio una propaganda razzista e xenofoba: convegni con la svastica, cortei e volantinaggi contro gli immigrati, feste nostalgiche nelle quali si festeggiava l’anniversario della nascita di Hitler.
I neonazisti Varesini hanno sempre rivendicato una loro autonomia “politica” rispetto alle altre formazioni dell’ultradestra italiana: lontani da Forza Nuova e Casapound. Hanno rapporti solo con la galassia skinhead.
Soprattutto con formazioni che riprendono contenuti e simbologia dal nazionalsocialismo. Come il Mab (Manipolo d avanguardia Bergamo), con cui c è un sodalizio politico che va avanti da tempo. Con loro i Do.Ra. hanno condiviso azioni e iniziative.
Numerosi negli ultimi due anni gli striscioni esposti sulla pubblica via, volantinaggi e insulti web, che non sono sfuggiti all’Osservatorio sulle nuove destre.
I poliziotti della Digos di Varese – con il coordinamento del servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno della direzione centrale della polizia di prevenzione – sta eseguendo due perquisizioni locali e personali, disposte dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Busto Arsizio che competenza per il territorio di Caidate.
I fatti per i quali si procede sono accaduti alla fine dello scorso anno quando sul Monte San Martino di Duno, sempre nel Varesotto, poco lontano dal Sacrario eretto in memoria dei caduti partigiani, una trentina di militanti di Do.ra. ha dato vita a una manifestazione commemorativa posizionando sul terreno una ‘croce tiwaz’ e una corona di alloro con i colori della bandiera nazista per ricordare i morti dell’esercito tedesco.
Analoga iniziativa è stata ripetuta lo scorso 18 novembre. Oggetto di indagine da parte della magistratura e della Digos è anche la petizione online, organizzata provocatoriamente dall’associazione lo scorso gennaio per “chiedere la messa fuori legge dell’Anpi”.
Il movimento, fondato nel 2012 nel comune di Caidate, pur definendosi nell’atto costitutivo associazione culturale apartitica e senza fini di lucro, è chiaramente ispirato ai principi del nazionalsocialismo. Lo stesso simbolo adottato, un logo che riporta in primo piano la scritta in colore rosso ‘Do.ra.’ (acronimo di dodici raggi), con sullo sfondo un frammento del ‘sole nero’, è evocativo delle tradizioni religiose degli antichi popoli germani ma anche del misticismo nazista di cui si ritrova traccia nel mosaico presente nel Castello di Wewelsburg, come ricorda la polizia di stato in una nota.
Quest’ultimo, opera settecentesca ristrutturata per volontà del gerarca nazista Heinrich Himmeler, è diventato famoso poichè luogo di riunioni e riti segreti ed esoterici ai quali era ammessa soltanto un’èlite di ufficiali delle Ss.
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
IL SUO PROCURATORE CHIEDE L’ANNULLAMENTO DEGLI ACCORDI FIRMATI DAL PORTIERE PERCHE’ SAREBBE STATO “COSTRETTO A FIRMARE” UN CONTRATTO DA 5.5 MILIONI DI EURO L’ANNO
Se è uno scherzo, sta riuscendo bene.
Secondo il Corriere della Sera, che ne scrive in un articolo a firma di Monica Colombo, l’avvocato Rigo, consulente di Mino Raiola, ha inviato al Milan una serie di email in cui chiede l’annullamento del contratto firmato in estate appellandosi a una presunta violenza morale che il ragazzo avrebbe subito: in quel martedì di luglio l’agente non era presente negli uffici di Casa Milan mentre l’avvocato Rigo per protesta lasciò la stanza al momento degli autografi.
Il dettaglio è che la violenza sarebbe consistita nel firmare un contratto quinquennale da 5,5 milioni di euro più bonus (e l’assunzione del fratello come terzo portiere dei rossoneri).
Così Gigio, dopo aver percepito tre mensilità , ha inviato un documento ai dirigenti in cui sostiene di essere stato oggetto di pressioni psicologiche, firmando senza la necessaria serenità .
Se dimostrato, la violenza morale che costituisce un vizio del consenso ai sensi dell’articolo 1435 del codice civile determina l’annullabilità del contratto.
Al Milan sorridono se non ci fosse da piangere visto che la «violenza» si è manifestata passando da un compenso elargito di 100 mila euro a uno di 11 milioni lordi.
Le parti sono al lavoro e in febbrile contatto: una causa non è ancora stata istruita (ma poi dove? davanti al collegio arbitrale?).
Di certo Raiola punta a portare via Donnarumma a parametro zero (senza prolungamento, il contratto sarebbe scaduto il giugno prossimo), procurando un ingaggio in doppia cifra all’assistito e commissioni da record per sè, per proporlo al miglior offerente.
La situazione è paradossale e forse prende il via dalla bocciatura del Voluntary Agreement da parte della UEFA: la fotografia attuale induce a ritenere che il club rossonero potrebbe avere qualche difficoltà a rientrare nei requisiti richiesti per il settlement agreement, cioè il patteggiamento a cui sono state sottoposte già Inter e Roma.
Ma l’Uefa esaminerà il caso più avanti. In teoria, chi non rispetta i vincoli del fair play Uefa rischia una serie di conseguenze che vanno dalle multe all’esclusione dalle coppe.
Questo potrebbe aver spinto Raiola a muoversi per far finire il ragazzo sul mercato il prossimo anno. Con la minaccia dell’addio a parametro zero in caso di annullamento degli accordi stretti l’estate scorsa. Che porterebbe il giocatore a guadagnare cifre ancora più alte dei 5,5 milioni netti che gli dà il Milan.
(da NextQuotidiano”)
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Dicembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
SE LA SENTENZA VERRA’ CONFERMATA IN APPELLO, SI TRATTERA’ DI UN PRECEDENTE GIURIDICO A FAVORE DEGLI SGOMBERI
Il tribunale civile di Roma ha condannato il Viminale a risarcire con una cifra
complessiva di 7 milioni di euro i proprietari di un palazzo occupato a Roma, nei pressi della vecchia Fiera, per il mancato sgombero dell’edificio.
L’immobile, di proprietà della Oriental Finance srl, attiguo ad un hotel nella prima cerchia periferica della capitale (via del Caravaggio 105/107) è stato occupato nel 2013 da «oltre trecentocinquanta persone» e nell’agosto dell’anno successivo è scattato il decreto di sequestro preventivo firmato dal gip.
Il tribunale ha così sancito che lo Stato ha l’obbligo di sgomberare i palazzi occupati perchè deve impedire che vengano commessi reati. Se non lo fa deve risarcire i proprietari.
E questo non può che essere un precedente giuridico importante — anche se sulla vicenda pende l’appello — a favore dei proprietari degli immobili occupati.
Che oggi potranno serenamente attendere che la forza pubblica intervenga avendo ben presente che se non lo fa a pagare il conto saranno tutti i cittadini.
Al contrario per il Viminale la sentenza è una brutta notizia, perchè lo spingerà ad agire il prima possibile negli sgomberi per evitare la condanna al risarcimento dei danni.
C’è di più.
Racconta Sara Menafra sul Messaggero che lo sgombero non è stato eseguito, secondo la versione del ministero dell’Interno, perchè l’amministrazione locale non era riuscita a «trovare delle soluzioni alloggiative temporanee per i casi più gravi», «non potendosi ritenere sussistente un obbligo di provvedere sic et simpliciter, senza preoccupazione per le ricadute sul piano della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico».
La mancata esecuzione del provvedimento penale, si legge ancora negli atti della difesa, «non poteva essere imputata al ministero il quale non ha competenza autonoma in tema di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali».
(da “NextQuotidiano”)
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