LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI’ DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI
NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI… IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E’ ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E’ DI AVVISO CONTRARIO
Pur di non rischiare una nuova batosta, dopo quella del referendum, sulla riforma della legge elettorale la Meloni azzoppata è disposta a ritoccare il famigerato premio di maggioranza: potrebbe abbassarlo riducendo il numero dei parlamentari guadagnati dalla coalizione vincente, passando da 70 deputati e 35 senatori. a 45 deputati e 20 senatori
Una disponibilità a rivedere l’abnorme premio di maggioranza dello “Stabilicum” che punta a far convergere l’opposizione sul sì alla riforma.
Una condivisione di cui, sulla carta, Giorgia Meloni non avrebbe bisogno. Come avvenuto con la riforma della Giustizia, il centrodestra potrebbe approvare la nuova legge elettorale a colpi di maggioranza. Ma la fu Ducetta si trava davanti due ostacoli: gli alleati dei Camerati d’Italia, cioè Forza Italia e Lega, sono più che scettici (eufemismo) e votando a scrutinio segreto il rischio per la Fiamma Tragica di prendere una seconda batosta si fa concreto. Quanti franchi tiratori potrebbero tentare di affossare lo “Stabilicum” in aula? Ah, saperlo…
Infatti, giocando con il pallottoliere, sia gli azzurri sia i leghisti, si chiedono in coro: ma ci conviene? Salvini e Tajani, anche nel loro piccolo, hanno capito che, in questo “proporzionale mascherato”, come primo partito della coalizione, Fratelli d’Italia drenerebbe gran parte dei seggi disponibili.
La contrarietà più grande è legata appunto all’incertezza dei seggi sicuri: chi se li prende? Chi decide come ripartire le poltrone?
Visti i mal di pancia del Carroccio e i retroscena sulle riflessioni di Marina Berlusconi su un eventuale “pareggione” (Forza Italia diventerebbe l’ago della bilancia), davanti al rischio di finire trombati, non è detto che la maggioranza voti compatta.
Ma nubi cupe si addensano anche sui Fratellini d’Italia che si chiedono: ma in caso di sconfitta alle politiche del 2027, a causa de’ ‘sto premio di maggioranza, molti noi non torneranno a scaldare gli scranni in parlamento…
Certo, la storia, dai tempi di Berlusconi, insegna che quando si è trattato di conquistare il potere, la destra si è sempre compattata nonostante le divergenze, dimostrando di conoscere il segreto di ogni coalizione di successo: “Prima si vince e poi si regolano i conti”.
Nel campolargo sono abbastanza favorevoli alla riforma meloniana i Cinque Stelle, i quali sperano di allargare le proprie file parlamentari agguantando, in caso di successo, il premio di maggioranza; altrimenti, non hanno nulla da perdere.
Nel Pd invece sono molte le perplessità: Elly Schlein ha condiviso i suoi dubbi con l’Avs di Fratoianni & Bonelli, che è l’unico alleato con cui ha un accordo politico stabile, e ha deciso di sabotare ogni possibile discussione.
(da Dagoreport)
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