Destra di Popolo.net

IMPOVERITI E ANGOSCIATI: ECCO COME STANNO I CITTADINI DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GOVERNO MELONI: PER L’84% DEGLI ITALIANI LA PRINCIPALE PREOCCUPAZIONE È IL COSTO DELLA VITA. IL 40% DICHIARA DI SENTIRSI ECONOMICAMENTE PIÙ POVERO RISPETTO A UN ANNO FA

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

GHISLERI: “ENTRARE IN UN SUPERMERCATO CON 50 EURO E USCIRNE CON UNO SCONTRINO PIÙ LUNGO DEL PREVISTO E UN CARRELLO PIÙ VUOTO RISPETTO A UN ANNO FA, È DIVENTATA UN’ESPERIENZA COMUNE PER MOLTE FAMIGLIE ITALIANE”… “OGGI, IL VERO ‘CARRELLO DELLA SPESA’ NON È FATTO SOLO DI CIÒ CHE SI ACQUISTA, MA SOPRATTUTTO DI CIÒ A CUI SI RINUNCIA”

Entrare in un supermercato con 50 euro e uscirne con uno scontrino più lungo del previsto e un carrello più vuoto rispetto a un anno fa, è diventata un’esperienza comune per molte famiglie italiane.Non è soltanto una sensazione, purtroppo è la fotografia di un cambiamento reale nelle abitudini di consumo. Oggi, il vero “carrello della spesa” non è fatto solo di ciò che si acquista, ma soprattutto di ciò a cui si rinuncia.
Il 40,5% degli italiani dichiara infatti di sentirsi economicamente più povero, mentre il 47,3% afferma di essere rimasto nella stessa condizione economica dello scorso anno. Una stabilità che, più che rassicurare, solleva un interrogativo di fondo: uguale, rispetto a quale situazione? A una condizione economicamente soddisfacente, oppure a una già segnata da difficoltà?
Perché intervistati sul principale problema che affligge il nostro Paese, l’84,4% dei cittadini italiani lo individua proprio nel costo della vita.
Se poi si scende sul piano personale, nel confronto tra quelle che vengono percepite come le emergenze quotidiane, quasi un cittadino su due (47,9%) indica ancora il carovita come priorità assoluta.
Seguono le liste di attesa per ottenere una visita medica e, più in generale, le criticità del sistema sanitario, segnalate dal 35,2%, le tasse ritenute eccessive per
famiglie e imprese (25,5%) e il lavoro, nelle sue diverse fragilità, dal livello degli stipendi alla stabilità occupazionale (24,6%).
Più distanziati, ma comunque presenti nella percezione collettiva, compaiono la guerra, avvertita come un rischio senza una chiara via d’uscita (19,1%), i temi della sicurezza legati a microcriminalità e degrado urbano (18,2%), l’evasione fiscale e l’illegalità diffusa (17,4%) e la gestione dell’immigrazione (17,2%).
Chiudono la “top ten” il cambiamento climatico e la vulnerabilità del territorio (14,6%) e la mancanza di prospettive per le giovani generazioni (9,1%). Un quadro che restituisce una gerarchia di preoccupazioni fortemente ancorata alla dimensione economica e materiale della vita quotidiana, ma che lascia emergere anche un sottofondo di incertezza più ampio, che attraversa sicurezza, salute e futuro.
Eppure, nello stesso contesto, secondo più ricerche e sondaggi nazionali ed europei una quota di italiani superiore al 60,0% si dichiara felice o abbastanza felice.
Se da un lato una famiglia su tre riduce la spesa alimentare (dato Istat), dall’altro si sono stimati circa 7,2 milioni di italiani in viaggio per il ponte del Primo Maggio (secondo le stime di Confturismo-Confcommercio). Un contrasto che solleva una domanda: tutto questo si tratta di risparmio o di compensazione?
Le scelte sembrano indicare una ridefinizione delle priorità. Si riduce la spesa quotidiana, ma si preservano – per quanto possibile – momenti di svago e socialità. Si rinuncia a beni considerati essenziali fino a poco tempo fa, come alcuni prodotti alimentari, ma non all’idea di benessere, anche se declinata in forme diverse e più contenute. Il contesto economico spiega questa trasformazione.
Negli ultimi anni, i prezzi dei beni alimentari sono aumentati di circa il 24,0% rispetto al 2021, mentre l’energia ha registrato un incremento cumulato del 34,4% in cinque anni (Fonte ConfCommercio – FederConsumatori).
Dinamiche che hanno inciso profondamente sul bilancio delle famiglie, a fronte di salari che non hanno seguito lo stesso ritmo di crescita. Di fronte a questa pressione, gli italiani si adattano, cambiano abitudini, scelgono marchi alternativi, attendono promozioni, confrontano prezzi con attenzione crescente
La gestione della spesa quotidiana si trasforma in un esercizio di calcolo e pianificazione. Parallelamente, si osserva una riallocazione dei consumi. Si spende meno per alcuni beni materiali e più per servizi, tecnologia e intratteniment modificando il carello della spesa – e spingendo il mercato del “second hand”. Circa la metà delle famiglie possiede almeno un abbonamento a piattaforme digitali, con una spesa media mensile tra i 25 e i 27 euro (fonte Il Sole 24 Ore).
Restano poi le differenze territoriali: nel Nord si continua a spendere significativamente di più rispetto al Sud, delineando un Paese che, anche nei consumi, si muove a velocità diverse.
La questione, allora, non è solo stabilire se gli italiani stiano peggio o meglio, ma comprendere come stiano cambiando. Quando oltre l’80,0% della popolazione percepisce il costo della vita come un problema centrale, il tema supera i confini dell’economia e diventa clima sociale, percezione diffusa, esperienza quotidiana.
Forse il nuovo “sogno” non è più legato all’accumulazione, ma alla semplicità: poter fare la spesa senza dover calcolare ogni voce, senza la necessità di rinunciare, senza l’ansia del totale finale. Una normalità che oggi appare meno scontata.
Nel frattempo, le famiglie continuano a muoversi con cautela, adattandosi a un contesto incerto, bilanciando rinunce e concessioni. In un equilibrio fragile, dove più che pianificare si procede a vista.
Alessandra Ghisleri
per “La Stampa”

argomento: Politica | Commenta »

IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA, GIOVANNI MELILLO, HA SPEDITO UNA LETTERA AI MINISTRI NORDIO E PIANTEDOSI E ALLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, CHIARA COLOSIMO, PER DIRE SENZA GIRI DI PAROLE CHE LA RIFORMA SULLE INTERCETTAZIONI VOLUTA DAL GOVERNO FRENA LE INDAGINI SU MAFIA E TERRORISMO

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

“C’È UN OBIETTIVO ARRETRAMENTO DELLA LINEA DI EFFICACIA DELLE INVESTIGAZIONI” – CON LA NUOVA LEGGE SONO IMMUNI, DALL’UTILIZZO DI INTERCETTAZIONI RACCOLTE IN PROCEDIMENTI DIVERSI, TUTTI I REATI DEI “COLLETTI BIANCHI” CHE COLLABORANO CON LE ORGANIZZAZIONI MAFIOSE

Nel linguaggio sempre un po’ felpato delle comunicazioni ufficiali, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo la definisce «urgente necessità di riflessione sulle criticità riscontrate», ma si tratta di un vero e proprio allarme.
Termine che comunque compare nella lettera che Giovanni Melillo ha inviato ai ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, oltre che alla presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, quando scrive che l’effetto della riforma «si è rivelato oltremodo grave e allarmante, in ragione dell’obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo».
Il riferimento del procuratore nazionale è alla nuova disciplina sulla utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e ambientali in procedimenti diversi da quelli per cui sono state disposte, modificata da un decreto-legge varato dal governo nell’agosto 2023 poi convertito in legge dalla maggioranza di centrodestra, intitolato «Disposizioni urgenti in materia di processo penale».
Prevede che i colloqui registrati nell’ambito di un’indagine non possano diventare fonte di prova per ulteriori inchieste o approfondimenti, anche quando si intravede la commissione di nuovi illeciti, «salvo che risultino indispensabili per l’accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza».
Prima l’estensione riguardava anche tutti i reati per i quali sono consentite le intercettazioni, ma questa parte è stata eliminata. Col risultato di escludere un lungo elenco di reati che compaiono spesso nelle indagini contro le associazioni criminali, anche attraverso l’aggravante della finalità di agevolazione di organizzazioni mafiose.
Melillo ne fa un rapido e sommario sunto: «Si va dai più gravi delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, ivi compresi quelli di concussione e corruzione, a tutti i reati in tema di traffico di rifiuti, sino ai delitti di scambio elettorale-mafioso, a quelli di intestazione fittizia dei beni e altre utilità provenienti da delitto e autoriciclaggio, per giungere a tutti i reati finanziari, societari e fiscali che rivelano il loro valore strategico per l’espansione affaristica delle mafie».
In sostanza, restano immuni dall’utilizzo di intercettazioni raccolte in procedimenti diversi tutti o quasi tutti i reati dei «colletti bianchi» che collaborano con le
organizzazioni criminali, provocando «un sostanziale arretramento dell’efficacia dell’azione di contrasto a quei fenomeni».
Che il procuratore Melillo ha voluto denunciare rivolgendosi alle «competenti autorità politiche», cioè governo e Parlamento, «per le valutazioni a loro riservate, in ossequio ai doveri di leale collaborazione istituzionale».
E avverte che il passo indietro riguarda anche le inchieste sul terrorismo, giacché la nuova norma «impedisce il ricorso alle intercettazioni disposte in procedimenti collegati per l’accertamento di condotte quali la partecipazione a un’associazione sovversiva e di assistenza agli associati, ovvero l’istigazione e apologia di reato con finalità di terrorismo che reggono le dinamiche di reclutamento, anche di minori, in quelle pericolose organizzazioni criminali».
«Risulta possibile — scrive — utilizzare le intercettazioni di altro procedimento per perseguire il delitto di ricettazione di denaro o cose provenienti da rapina, estorsione e furto aggravato ma non per provare delitti di riciclaggio mafioso, così come possono usarsi nei procedimenti per detenzione di un documento d’identificazione falso ma non in quelli per scambio elettorale-mafioso».O ancora, si potranno utilizzare «per un delitto di truffa aggravata ma non quando si procede per casi di indebita compensazione di crediti fiscali e previdenziali di imprese mafiose per decine di milioni di euro».
Per evitare le inevitabili «dispersioni probatorie», spiega, le diverse Procure distrettuali impegnate nelle inchieste antimafia e antiterrorismo «si ritrovano sovente costrette a disporre l’esecuzione delle medesime intercettazioni in ciascuno dei procedimenti», attivando di fatto una registrazione per ogni fascicolo, «con conseguente lievitazione dei costi e dispersione di preziose risorse per lo svolgimento delle attività delegate alla polizia giudiziaria»; ulteriore causa di un «complessivo e progressivamente sempre più grave indebolimento degli sforzi di contrasto dei più pericolosi fenomeni criminali».

(da “Corriere della Sera”)

argomento: Politica | Commenta »

LO PSICODRAMMA DELLA DESTRA A VENEZIA DIVENTA “INTERNATIONAL”: TUTTI I PIÙ GRANDI GIORNALI DEL MONDO INFILANO LA PENNA NELLA PIAGA DELLE BEGHE LAGUNARI DELLA MELONI

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

IL “FINANCIAL TIMES”: “IN QUANTO A GUERRE CULTURALI, POCHE SUPERANO QUELLA DEL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA, DOVE L’ORCHESTRA SI È RIBELLATA PER MESI CONTRO LA NUOVA DIRETTRICE MUSICALE, SCELTA PER LA SUA AFFINITÀ POLITICA CON LA PREMIER. IL CONFLITTO È STATO SOLO UNO DI UNA SERIE DI CONTROVERSIE CHE HANNO OSTACOLATO IL TENTATIVO DEL GOVERNO DI DESTRA DI MELONI DI IMPRIMERE IL PROPRIO MARCHIO SULLA VITA CULTURALE ITALIANA. ‘SEMBRANO INCIAMPARE DA UN ERRORE ALL’ALTRO”

In quanto a guerre culturali, poche superano quella del Teatro La Fenice di Venezia, dove l’orchestra si è ribellata per mesi contro la nuova direttrice musicale, apparentemente scelta per la sua affinità politica con la premier Giorgia Meloni.
La disputa è giunta di recente al culmine quando Beatrice Venezi ha dichiarato a un giornale argentino che l’orchestra stessa era un covo di nepotismo «dove le posizioni vengono praticamente tramandate di padre in figlio». Nel giro di pochi giorni è stata licenziata per aver denigrato il prestigioso teatro.
Sebbene la risoluzione del contratto di Venezi abbia calato il sipario su quella vicenda, il conflitto è stato solo uno di una serie di controversie che hanno ostacolato il tentativo del governo di destra di Meloni di imprimere il proprio marchio sulla vita culturale italiana.
«Sembrano inciampare da un errore all’altro», ha dichiarato Marianna Griffini, autrice di The Politics of Memory in the Italian Populist Radical Right. «Ciò a cui fanno riferimento in termini culturali è Il Signore degli Anelli. Come si traduce poi questa ossessione per Il Signore degli Anelli nella definizione delle politiche?»
Da quando ha preso il potere alla fine del 2022, Meloni ha spinto affinché il governo eserciti un’influenza più forte su istituzioni culturali prestigiose come teatri e musei, che aveva lamentato essere stati dominati «dalla sinistra».
Sebbene su scala più modesta, le sue mosse riecheggiano le guerre culturali condotte da Donald Trump, mentre il presidente degli Stati Uniti cerca di rimodellare istituzioni artistiche come il Kennedy Centre per adattarle ai suoi gusti.
Il governo Meloni è «in una battaglia per nominare i propri uomini — per dimostrare di avere buoni intellettuali o artisti di destra», ha affermato Andrea Mammone, professore di politica alla Sapienza.
Andrea Estero, presidente dell’Associazione nazionale dei critici musicali e direttore della rivista mensile Classic Voice, ha dichiarato che la presidente del Consiglio e i suoi alleati «ritengono la cultura strategica» e hanno l’impulso a «centralizzare il controllo della cultura in generale».
Tuttavia molte nomine si sono rivelate controproducenti, generando controversie e perfino battaglie legali, lasciando teatri d’opera e musei in subbuglio e creando notevoli imbarazzi per Meloni.
«È evidente che esiste una fondamentale mancanza di competenze professionali in queste nomine motivate politicamente», ha detto un operatore del settore artistico che ha chiesto di restare anonimo. «Se si mette qualcuno senza esperienza alla guida di una grande istituzione culturale, le cose vanno male.»
La Biennale di Venezia, la prestigiosa fiera internazionale d’arte, si apre questa settimana tra le proteste nell’Unione europea per la decisione di consentire il ritorno della Russia nonostante la guerra in corso in Ucraina. Il padiglione è curato da due figlie di importanti collaboratori del presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco — nominato dal governo Meloni nel 2024 — ha resistito alle pressioni, anche da Roma, per fare marcia indietro sulla partecipazione della Russia.
Bruxelles ha tagliato 2 milioni di euro di finanziamenti agli organizzatori della Biennale a causa della partecipazione di Mosca. Ma Buttafuoco ha mantenuto la sua posizione, citando il desiderio di opporsi a «qualsiasi forma di esclusione o censura» e definendo la fiera un «luogo di apertura, dialogo e libertà artistica».
Tale è l’imbarazzo per Meloni, che sostiene fermamente l’Ucraina, che il suo ministro della Cultura, Alessandro Giuli, diserterà l’inaugurazione. La giuria
internazionale incaricata di selezionare i vincitori dei premi artistici della fiera si è dimessa venerdì.
«È una guerra culturale interna», ha affermato Griffini a proposito dello stallo. «Stanno affrontando tensioni tra i loro stessi intellettuali di estrema destra e le necessità più pragmatiche imposte dall’esercizio del governo.»
Quando si tratta dei propri gusti estetici, Meloni e i suoi alleati politici si orientano decisamente verso la cultura popolare — con una forte enfasi sul pop.
Nel 2023, il governo ha organizzato una mostra alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea dedicata allo scrittore britannico JRR Tolkien e alla sua saga fantasy Il Signore degli Anelli — da tempo fonte di ispirazione per l’estrema destra italiana. Tra gli oggetti esposti figuravano un flipper, costumi tratti dal film, copertine dei libri e opere dei fan.
L’opera lirica è un altro ambito centrale, essendo un genere nato in Italia e diffusosi in tutta Europa. Ma Estero ha affermato che Roma vuole che i teatri d’opera italiani privilegino una manciata di popolari «best-seller» del «repertorio tradizionale italiano», piuttosto che sperimentare ed evolversi come cultura viva.
«Si concentrano molto sulla tradizione — compositori tradizionali — Verdi, Bellini, Puccini e così via», ha detto. «La loro strategia è concentrarsi su una sorta di museo di questa eredità: questi grandi compositori di queste grandi opere.»
Poco dopo essere arrivato al potere, il governo ha imposto un nuovo limite massimo di età di 70 anni per qualsiasi cittadino straniero alla guida di una delle 13 fondazioni lirico-sinfoniche statali italiane. Ha utilizzato la nuova norma come pretesto per rimuovere il celebre direttore francese Stéphane Lissner dal Teatro San Carlo di Napoli, dove aveva ottenuto riconoscimenti per le sue messe in scena innovative e per l’ingaggio di grandi star.
Lissner — che in precedenza aveva diretto la Scala di Milano e l’Opéra di Parigi — ha contestato con successo la sua estromissione in tribunale. Quando l’anno scorso ha lasciato definitivamente al termine del suo contratto quinquennale, si è lamentato di «troppa politica nel teatro».
I pubblici ministeri stanno ora indagando su Lissner, sul suo team e sulle star dell’opera da loro ingaggiate per accuse secondo cui i cantanti sarebbero stati pagati eccessivamente in violazione delle norme italiane. Lissner e il suo team hanno dichiarato di non poter commentare mentre l’indagine è in corso.
Il tenore tedesco Jonas Kaufmann ha dichiarato di essere rimasto «sorpreso» nell’apprendere dai media italiani di essere sotto inchiesta. «È corretto che l’assegnazione di fondi pubblici sia attentamente esaminata», ha affermato in una dichiarazione, aggiungendo: «Ho adempiuto pienamente ai miei obblighi contrattuali».
A Venezia, La Fenice dovrà cercare un nuovo direttore musicale, mentre Venezi si definisce vittima di una «campagna d’odio».
Estero afferma che il processo della sua nomina è stato così insolito da rendere impossibile per i musicisti accettarlo: «È stata una nomina politica per un incarico che non può tollerare nomine politiche», ha detto. «Le scelte artistiche devono essere fatte per ragioni musicali.»

Amy Kazmin
per il “Financial Times”-

argomento: Politica | Commenta »

LA GRANDE PAURA DI PUTIN SI CHIAMA SERGEI SHOIGU: IL CREMLINO RAFFORZA LA SICUREZZA DI “MAD VLAD” CHE TEME UN COLPO DI STATO DELL’EX MINISTRO DELLA DIFESA, UN TEMPO STRETTO COLLABORATORE DEL PRESIDENTE

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

SHOIGU, ATTUALMENTE SEGRETARIO DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA, VIENE ASSOCIATO AL RISCHIO DI GOLPE POICHÉ CONSERVA “UNA NOTEVOLE INFLUENZA ALL’INTERNO DELL’ALTO COMANDO MILITARE” … UN DOCUMENTO CITATO DA “CNN” E “FINANCIAL TIMES” AGGIUNGE CHE L’ARRESTO DI RUSLAN TSALIKOV, EX VICE DI SHOIGU, AVVENUTO IL 5 MARZO, È CONSIDERATO “UNA VIOLAZIONE DEGLI ACCORDI DI PROTEZIONE TACITA TRA LE ÉLITE”

Secondo report di intelligence provenienti da fonti europee, citati da Financial Times e Cnn, la Russia ha intensificato i protocolli di sicurezza intorno al presidente Putin.
Il timore è che Putin possa essere assassinato o deposto con un colpo di Stato. Il
tutto avviene mentre – secondo quanto riportato dall’Ft – lo stesso presidente diventa «sempre più isolato e assorbito dalla guerra in Ucraina», e passa sempre più tempo «in bunker sotterranei» gestendo aspetti minuti del conflitto.
A partire da marzo, la preoccupazione del Cremlino per un colpo di stato o per un tentativo di assassinio, in particolare con l’uso di droni, si è intensificata di colpo.
Negli ultimi mesi – continua il quotidiano britannico – i servizi segreti che si occupano della scorta degli alti funzionari hanno drasticamente inasprito le misure di sicurezza intorno al presidente: i controlli per le persone che lo incontrano di persona sono diventati ancora più severi. Dai cuochi in giù, chiunque lo avvicini ha il divieto di prendere mezzi pubblici o usare attrezzatura collegata a internet. Nelle case dei collaboratori più stretti sono stati installati sistemi di sorveglianza.
L’elenco dei luoghi che il presidente visita si è notevolmente ridotto: né lui né la sua famiglia si recano più nelle residenze nella regione di Mosca o a Valdai.
A causa dell’aumento del livello di sicurezza, le reti di comunicazione sono periodicamente disattivate in alcune zone di Mosca: gli operatori telefonici hanno comunicato che a partire da domani nella capitale ci saranno interruzioni dei servizi.
Fra i membri dell’élite politica russa che preoccupano Putin ci sarebbe Sergei Shoigu, un tempo stretto collaboratore del presidente. L’ex ministro della Difesa, attualmente segretario del Consiglio di Sicurezza, «è associato al rischio di un colpo di stato, poiché conserva una notevole influenza all’interno dell’alto comando militare».
Il documento della fonte dell’intelligence europea citato da Cnn e Ft aggiunge che l’arresto di Ruslan Tsalikov, ex vice di Shoigu, avvenuto il 5 marzo, è considerato «una violazione degli accordi di protezione tacita tra le élite, che indebolisce Shoigu e aumenta la probabilità che egli stesso possa diventare oggetto di un’indagine giudiziaria»
(da corriere.it)

argomento: Politica | Commenta »

LE MOSSE DI GIORGIA MELONI PER USCIRE DALL’ANGOLO

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

BLINDARE L’ESECUTIVO, SIGLARE A TREGUA TRA SALVINI E TAJANI, ABBANDONARE LE VELLEITA’ TRUMPIANE, CONCENTRARSI SULLA POLITICA INTERNA E CAMBIARE COMUNICAZIONE

Il governo Meloni è diventato da poco il secondo più longevo della storia repubblicana e non era affatto scontato. Dopo la sconfitta del Sì al referendum sulla giustizia, infatti, Giorgia Meloni si era trovata di fronte a un bivio: prendere atto del fallimento e rimettere il proprio mandato nelle mani del presidente della Repubblica (e magari successivamente in quelle degli elettori), oppure cambiare radicalmente registro, provando a ricucire il rapporto con la propria base, in modo da preparare la durissima battaglia per la riconferma alle Politiche. C’erano diversi elementi che avrebbero consigliato alla presidente del Consiglio di rimettere il mandato: le difficoltà dell’esecutivo, la complicatissima congiuntura internazionale (con le tante ripercussioni sulla stabilità economica di famiglie e imprese), le tensioni interne alla maggioranza e, non da ultimo, la constatazione delle divisioni nell’opposizione. Agire rapidamente avrebbe significato non solo costringere gli avversari ad accelerare un percorso di costruzione dell’alternativa che si annuncia molto complesso (in particolare per la scelta del leader), ma anche ridimensionare le possibilità dei suoi competitor (attuali e potenziali) nel campo del centrodestra. Né
la famiglia Berlusconi né Vannacci, in effetti, sarebbero stati pronti a insidiare l’egemonia di Meloni, nel caso di ritorno alle urne in tempi brevissimi.
La presidente del Consiglio ha evidentemente scelto un’altra strada, probabilmente ancora più complessa dal punto di vista politico. Perché si è trattato di ripensare la strategia in modo globale, analizzando gli errori commessi negli anni e impostando cambiamenti consequenziali. Tanto si è detto della svolta in politica estera, con la fine della pia illusione di porsi come ponte tra Trump e l’Unione Europea in nome di una visione ormai anacronistica (e sicuramente semplicistica), che non teneva conto della trasformazione della democrazia statunitense e degli enormi sconvolgimenti globali degli ultimi anni.
Tanto si è scritto anche della questione dell’egemonia culturale, ricordando la pretesa di fare dell’Italia il laboratorio della coesistenza fra la nuova destra identitaria e quella conservatrice. Un progetto sul quale il cerchio magico di Meloni aveva investito molto, nella consapevolezza che si trattasse di un tema molto caro ai militanti e nella speranza di dover guidare il Paese per un lungo lasso di tempo. Dopo aver piazzato (o cercato di piazzare) pedine nei gangli vitali della cultura e dichiarato guerra al vecchio establishment, il vascello della destra ha più volte rischiato il naufragio, non dando mai l’impressione di conoscere la rotta (malgrado al timone si siano alternati Sangiuliano, Giuli, lo stesso Fazzolari e altri capitani de facto). Il disimpegno della presidente sul caso Venezi e sul disastro della Biennale, in tal senso, è la testimonianza di una resa o, al massimo, di come la questione sia stata messa in ghiaccio, in attesa di tempi migliori.
Un po’ meno si è parlato di quanto Meloni abbia lavorato sul piano interno, dopo la batosta al referendum e gli ultimi sondaggi.
Eppure, si tratta della scelta strategica più importante, non solo in previsione del “sorpasso” sul Berlusconi II per passare alla storia come il governo più longevo della storia d’Italia. Il primo passaggio è stato blindare l’esecutivo dopo le uscite di Delmastro, Santanché e Bartolozzi, mostrandosi resiliente agli attacchi che in vario modo e per diverse ragioni sono piovuti su Nordio, Piantedosi e Urso. Scelta probabilmente esistenziale (sarebbe stato difficile andare avanti se fosse caduta un’altra testa “pesante”), ma che ha contribuito a dare un orizzonte a una
compagine che sembrava sul punto di disgregarsi. E che è stata accompagnata dal secondo tassello: un patto con (e fra) Salvini e Tajani per rafforzare la maggioranza. Intendiamoci, i rapporti tra il leader restano tesissimi, ma in questo momento ognuno ha bisogno dell’altro. L’equilibrio raggiunto sui due provvedimenti più importanti di questa fase della legislatura (che segue all’immondo pastrocchio sul decreto sicurezza) è un segnale importante.
Parliamo, appunto, del tassello più importante della nuova strategia meloniana: la ritrovata attenzione ai temi concreti, quelli che, fuori di propaganda, incidono davvero nella vita delle persone. L’intervento su lavoro/salari e il piano casa vanno esattamente in questa direzione: contribuiscono a dare l’idea di un governo “attento” e presente, si concentrano sulle condizioni di vita delle persone a basso reddito, coinvolgono le parti sociali e gli amministratori locali, aiutano tutti i partiti della maggioranza a riconnettersi con le istanze del proprio elettorato. Certo, la loro riuscita andrà valutata nel tempo e molto dipenderà da quali saranno le reali risorse che il governo riuscirà a mobilitare, ma aver recuperato l’iniziativa è un segnale importante. Anche perché, sia detto per inciso, il quadro economico complessivo è disperante e il governo si prepara a un complicatissimo braccio di ferro con l’Unione Europea per recuperare un minimo margine di manovra. Dunque, occorrerà far capire agli italiani un concetto che suona più o meno così: “Noi siamo pronti e abbiamo la volontà di migliorare le vostre condizioni, intervenendo su salari, prezzi, lavoro, casa, sanità, ma non possiamo farlo per ottusi e freddi vincoli europei, che non tengono conto della situazione generale”. Sarà una partita che si giocherà soprattutto sul piano mediatico, che inciderà molto sulla corsa alle prossime Politiche. Meloni si sta già preparando, l’opposizione farebbe meglio a darsi una svegliata.
Infatti, come dato di fondo, stiamo assistendo a un importante cambio di registro comunicativo da parte della presidente del Consiglio. Che ha un obiettivo centrale: riprendere il controllo della narrazione, oscurare quattro anni di scelte prudenti e tentativi più o meno fallimentari di riformare il Paese, restituire appeal alla proposta politico-ideologica di Fratelli d’Italia e riabilitarsi agli occhi di quella parte di elettorato che aveva scelto lei, prima ancora di partito e coalizione
Le prese di posizione sulle scelte di Donald Trump e sulle mosse degli israeliani sono un indicatore di un diverso approccio, che si basa principalmente sulla necessità di riconnettersi con il proprio elettorato. Perché se Giorgia Meloni è la donna che viene dal basso e che capisce le persone, se è l’underdog contro le elite, allora dovrà agire e comportarsi come tale. Serve ritrovare l’autenticità di un tempo, costi quel che costi. Anche litigando con i giornalisti, ma presidiando lo spazio pubblico e non solo i salotti amici. Anche rinunciando ai sorrisi di approvazione di Donald Trump e all’abbraccio della von der Leyen, se proprio è necessario.

(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

TRUMP CONTINUA A MINACCIARE UN’USCITA COMPLETA DEGLI STATI UNITI DALLA NATO, MA SI TRATTEREBBE DI UNO SCENARIO IMPROBABILE : WASHINGTON PERDEREBBE L’ACCESSO A BASI STRATEGICHE IN EUROPA, FONDAMENTALI PER OPERAZIONI MILITARI GLOBALI – SPOSTARE SOLDATI, FAMIGLIE, MEZZI E LA COSTRUZIONE DI NUOVE BASI ALTROVE COSTEREBBE “CENTINAIA DI MILIARDI DI DOLLARI E ANNI DI LAVORO

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

ULTIMO, GLI USA PERDEREBBERO MOLTISSIMI VANTAGGI ECONOMICI: L’ALLEANZA ATLANTICA GARANTISCE ENORMI COMMESSE ALLE INDUSTRIE AMERICANE: UN’USCITA METTEREBBE A RISCHIO ESPORTAZIONI PER CIRCA 240 MILIARDI DI DOLLARI L’ANNO

Da diversi mesi, ormai, il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ripete ai leader dei Paesi europei: cerchiamo di assecondare il più possibile Donald Trump, perché le sue reazioni potrebbero essere imprevedibili. […]
Trump ha prima annunciato che ritirerà 5 mila soldati statunitensi dalla Germania; poi ieri ha aggiunto che potrebbero essere anche di più. La stessa sorte può toccare a Italia e Spagna.Il leader della Casa Bianca potrà anche ordinare un leggero ridimensionamento della presenza militare americana che, al 31 dicembre 2025, stando alle cifre ufficiali diffuse dal Pentagono, era composta da 68 mila unità. Ma Trump non si spingerà al punto da abbandonare completamente la Nato. Per quale ragione?
Ce ne sono almeno tre. La prima è la più evidente e anche la più importante. Gli Stati Uniti possono contare su numerose basi e installazioni militari nel Vecchio Continente, nel quadro della Nato e/o a uso esclusivo degli interessi americani. È difficile immaginare che, una volta usciti dalla Nato, Washington possa continuare a operare in queste basi con la stessa efficienza e, soprattutto, con la stessa collaborazione da parte dei Paesi ospitanti.
La seconda ragione non è così vitale, ma ha comunque un certo peso. Quanto costerebbe al bilancio degli Stati Uniti smantellare anche solo una parte del presidio europeo? Il generale Mark Hertling, già comandante delle forze armate Usa in Europa e che in quel ruolo ha gestito il rientro di truppe Usa dal 2003 al 2011, ha scritto sui Social che ci vorrebbero «centinaia di miliardi di dollari» e almeno «quattro anni di pianificazione». Una stima esagerata?
Può darsi. Tuttavia bisogna calcolare che non vanno trasferiti solo i soldati, ma anche le loro famiglie e il personale di supporto. Sempre intorno a Ramstein, giusto per rimanere in Germania,ruota la «Kaiserslautern Military Community», formata da 54 mila americani. Inoltre, vanno considerati altri possibili costi, come il trasporto di mezzi e di attrezzature sofisticate. Andrebbero costruite altre basi, altri presidi. Sì, ma dove? In ogni caso sarebbero spese in più.
Infine, ci sono quelli che vengono definiti «i dividendi nascosti» della Nato. Sono gli ordinativi, le commesse per le industrie americane. La voce più ovvia e più consistente è quella delle armi. L’indiscussa, almeno per ora, egemonia delle aziende Usa si fonda chiaramente sui grandi contratti come quelli per costruire i caccia F-35, i missili a lungo raggio o le batterie di difesa Patriot.
Ma non basta. È molto importante anche il reticolo di 1.300 accordi tra i 32 Paesi membri che fissano gli standard degli ordigni e delle dotazioni Nato: si va dal calibro delle munizioni, fino al diametro dei serbatoi. Sono requisiti a suo tempo imposti da Washington e che favoriscono, in larga misura, non solo l’apparato industriale militare degli Stati Uniti, ma anche i settori che offrono circa 5.500 prodotti «dual use», per utilizzo sia bellico e civile: l’elettronica, i computer, i laser, il nucleare e altro ancora.
Il Csis, il Center for Strategic & International Studies di Washington, calcola che l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato metterebbe a rischio esportazioni verso i partner per un totale di 240 miliardi di dollari, all’anno.
(da Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

AMICHETTISMO IN SALSA LEGHISTA: IL MINISTERO PER LE DISABILITÀ, GUIDATO DA ALESSANDRA LOCATELLI, È DIVENTATO TERRA DI CONQUISTA PER ESPONENTI DELLA LEGA CON TITOLI DI STUDIO DISCUTIBILI

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

MAURO REDAELLI, CHE HA LA TERZA MEDIA ED È PROPRIETARIO DI UN GOMMISTA E DI UNA POMPA DI BENZINA, HA L’INCARICO DI VIGILARE SUI PROGETTI DEL PNRR… UNA ALTRO FEDELISSIMO DELLA MINISTRA È TIZIANO FISTOLERA, DIPLOMATO IN UN ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE, HA RICEVUTO L’INCARICO DI ESPERTO PER LA GESTIONE DELLA “COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE”. COMPENSO: 62MILA EURO LORDI ANNUI

Il gommista che vigila sui fondi Pnrr destinati alla disabilità, l’elettricista che si reinventa social media manager, grazie all’esperienza acquisita nella Lega, in Lombardia. Sembra una storia di scalata sociale di due amici dalla provincia alla capitale.
Invece è solo l’ennesimo capitolo dell’amichettismo in salsa leghista al ministero per la Disabilità, che si somma alla vicenda sui possibili conflitti di interessi sull’Autorità garante per i disabili.
Il dipartimento della Disabilità, affidato alla leghista Alessandra Locatelli, è terra di conquista per i dirigenti locali del partito di Matteo Salvini. A discapito di altre professionalità messe da parte.
I fedelissimi sono stati chiamati nel ruolo di esperti con una retribuzione di 62mila euro all’anno e con contratti che vanno oltre la fine della legislatura. La scadenza è ora fissata al 31 dicembre 2027.
Mauro Redaelli è partito dalla sua città Carugo, 6.500 abitanti in provincia di Como, fino all’incarico, a Roma, nell’ambito dell’attuazione del Pnrr. Grazie alla sua militanza nella Lega. Nella sua carriera politica è stato più volte consigliere comunale a Carugo, eletto con liste civiche, ma con un’estrazione leghista.
Dal 2009 al 2013 è stato prima coordinatore provinciale comasco dei giovani padani, poi responsabile provinciale del partito. Un percorso sul territorio. Infine, ecco la promozione in direzione Pnrr. Compito di rilievo.
Eppure Redaelli, secondo il curriculum pubblico, come titolo di studio ha una licenza media, conseguita in un istituto di Cantù. Oggi è titolare di una pompa di benzina e di una rivendita di pneumatici di famiglia. E soprattutto non spiccano particolari competenze in materia di Recovery Plan, fondi europei e simili.
L’assenza di titoli non gli ha sbarrato la strada verso l’incarico dato dalla ministra Locatelli. Del resto la scelta degli esperti è discrezionale: per 62mila euro all’anno Redaelli è chiamato a svolgere attività «di monitoraggio delle riforme in attuazione del Pnrr».
Altro esperto in ascesa è un comunicatore leghista, Tiziano Fistolera, amico di Redaelli, che Locatelli aveva avuto al suo fianco durante il mandato di assessora alla regione Lombardia, prima di entrare nel governo Meloni. Inizialmente era stato inserito negli uffici di diretta collaborazione con uno stipendio di 30mila euro all’anno.
La cifra è raddoppiata, attestandosi a 62mila euro (lordi) annui, con il conferimento dell’incarico di esperto per la gestione della «comunicazione istituzionale», quindi «nell’organizzazione e partecipazione a eventi nazionali e internazionali». Fistolera è onnipresente, al seguito della ministra nelle varie missioni, da New York a Tokyo.
Anche lui è stato consigliere comunale nel suo piccolo comune, Delebio, 3mila abitanti in provincia di Sondrio. Nel curriculum pubblicato sul sito del governo risulta diplomato in un istituto tecnico industriale, a cui hanno fatto seguito alcuni corsi di formazione nell’ambito della comunicazione.
Fistolera ha quasi sempre usato queste competenze a beneficio del partito. Prima di arrivare alla corte di Locatelli, aveva curato la comunicazione digitale di Massimo Sertori, quando era assessore agli Enti locali con Attilio Fontana.
Altro collaboratore storico, l’uomo dei social della ministra leghista fin dai tempi della regione Lombardia, è Paolo Muttoni: stesso stipendio degli altri, in questo caso c’è una laurea. Casi di “amichettismo” nel Carroccio, che non sono passati inosservati dei palazzi governativi
Alla portavoce Marina Santoriello, invece, la ministra ha garantito una promozione con un cambio di ruolo: fino al 2025 percepiva 68mila euro come capo ufficio stampa. Ora, ufficialmente, è portavoce a titolo gratuito. Nel frattempo è diventata direttrice della rivista Io valgo, l’house organ del ministero. Anche questo compito pro bono.
Ma a ottobre 2025 Locatelli aveva firmato un decreto che garantisce a Santoriello 90mila euro all’anno per funzioni di «supporto alla segreteria tecnica» fino alla fine del 2027. Una promozione di fatto.
E Locatelli tiene all’immagine, anche fotografica. Nicola Gennari, di professione filmmaker e fotografo, è stato arruolato per 48mila euro per «la promozione delle attività dell’osservatorio sulla disabilità».
(da Domani)

argomento: Politica | Commenta »

PARENTI D’ITALIA. NELLE LISTE DI FRATELLI D’ITALIA PER IL CONSIGLIO COMUNALE A CAVA DE’ TIRRENI, IN PROVINCIA DI SALERNO, COMPARE RENATO CIRIELLI, SECONDOGENITO DEL VICEMINISTRO MELONIANO DEGLI ESTERI

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

SEGUE LE ORME DEL FRATELLO ITALO, CHE NELLA CONSILIATURA APPENA CONCLUSA SEDEVA TRA I BANCHI DELL’OPPOSIZIONE – SENZA DIMENTICARE CHE LA MOGLIE DI CIRIELLI SENIOR, MARA CAMPITIELLO, È CAPO DEL DIPARTIMENTO AL MINISTERO DELLA SALUTE, E IL COGNATO NICOLA CAMPITIELLO ERA IN CORSA A PAGANI PER IL CENTRODESTRA

Ecco un altro Cirielli in politica. Il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, pesca ancora in famiglia. A Cava de’ Tirreni, circa 50mila abitanti in provincia di Salerno, nella lista di Fratelli d’Italia per il consiglio comunale c’è Renato Cirielli, secondogenito del viceministro meloniano che segue le orme anche del fratello.
Nella consiliatura appena conclusa, tra i banchi dell’opposizione sedeva Italo Cirielli, componente dello staff dell’eurodeputato FdI Alberico Gambino (fedelissimo di Cirielli senior). Con la candidatura di Renato Cirielli, la famiglia del viceministro (schierata nelle istituzioni) è quasi al completo.
La moglie Mara Campitiello, capa dipartimento al ministero della Salute, il cognato Nicola Campitiello era in corsa a Pagani (Salerno) per il centrodestra. Poi lo scioglimento del comune per camorra ha fatto slittare il voto
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

ALLA PROSSIMA ALLUVIONE, NESSUNO PIANGA: IL GOVERNO HA DESTINATO SOLO L’1% % DEI FONDI DEL PNRR (POCO PIÙ DI 2 MILIARDI SU 190) ALLA PREVENZIONE DEI DISSESTI IDROGEOLOGICI, NONOSTANTE IL 94,5% DEI COMUNI SIANO ESPOSTI AL RISCHIO FRANE E ALLUVIONI

Maggio 4th, 2026 Riccardo Fucile

IL RISULTATO È CHE SI CONTINUA A SPENDERE MOLTO DI PIÙ PER RIPARARE I DANNI INVECE DI PREVENIRLI, SENZA CONTARE CHE I FONDI GIÀ STANZIATI VENGONO USATI LENTAMENTE E MALE

Viviamo in un Paese che si sgretola sotto i piedi, che frana a ogni pioggia, ma quando l’Europa ha offerto la più grande dote finanziaria della storia repubblicana, l’Italia ha scelto di non proteggersi.
Il 94,5% dei comuni è esposto a frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera. Eppure […] il Paese ha preferito non usare davvero l’unico strumento che avrebbe potuto cambiare le cose: il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Anche per quel che riguarda il territorio, non c’è stata una visione di lungo periodo. Le associazioni ambientaliste, infatti, hanno denunciato come il piano sia stato usato poco e male sulla prevenzione, privilegiando interventi emergenziali.
Su 190 miliardi di fondi europei, solo poco più di 2 miliardi sono stati destinati direttamente al dissesto idrogeologico. Una cifra minima, quasi simbolica, se confrontata con l’enormità del problema e con i costi che ogni anno l’Italia sostiene per riparare i danni. Secondo uno studio dell’Ance, negli ultimi quindici anni la spesa per i danni da dissesto è triplicata, passando da 1 miliardo a 3,3 miliardi l’anno.
E se si sommano terremoti, incendi, mareggiate e siccità, il conto sale a 12 miliardi l’anno. Il Pnrr avrebbe potuto invertire questa logica. Invece no. Le misure del piano dedicate al dissesto sono essenzialmente due: 500 milioni per un sistema avanzato di monitoraggio e previsione; 1,49 miliardi per interventi contro alluvioni e frane, di cui 290 milioni per Emilia-Romagna, Toscana e Marche e 1,2 miliardi per aree colpite da calamità.
Totale: 1,99 miliardi. Anche includendo qualche voce accessoria, si resta poco sopra i 2 miliardi. Una cifra irrisoria se confrontata con i 5,3 miliardi programmati dallo Stato dal 2010 al 2023 per il dissesto, soldi che però avanzano lentamente, tra ritardi e frammentazione amministrativa. L’Associazione dei costruttori denuncia che su 21,6 miliardi stanziati negli ultimi 15 anni, solo il 20% dei cantieri risulta concluso: «Di 24mila interventi finanziati per 19 miliardi, risultano conclusi cantieri solo per 3,9 miliardi».
Questo è il paradosso italiano: pochi fondi e spesi male. La governance è un labirinto: almeno 13 soggetti coinvolti nella gestione del rischio idrogeologico, dai ministeri alle regioni, dalle Autorità di bacino ai consorzi di bonifica. […] Non sorprende che il 29% degli interventi è ancora da avviare, mentre solo il 21% risulta concluso.
Il Pnrr avrebbe potuto imporre un modello diverso: tempi certi, responsabilità chiare, monitoraggio digitale. Invece, proprio la misura più strutturale — 6 miliardi per la resilienza dei territori e l’efficienza energetica dei comuni — è stata eliminata in una delle rimodulazioni. Un taglio che ha privato l’Italia di un capitolo che avrebbe potuto finanziare opere diffuse di prevenzione.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nel solo 2026, nei primi tre mesi, lo Stato ha già dovuto stanziare 1,2 miliardi per far fronte alle emergenze del Centro-Sud, tra il ciclone Harry e le frane di Niscemi e del Molise. Una cifra che supera i 933 milioni previsti dalla legge di bilancio per tutte le emergenze dell’anno
L’Italia ha scelto di destinare al rischio idrogeologico appena l’1% del Piano. E ogg, mentre frane e alluvioni continuano a colpire un territorio fragile, il governo si trova a cercare fondi che non ha perché i margini del bilancio sono sempre più stretti.
Nei giorni scorsi l’Ance ha riproposto al governo un piano contro il dissesto che punta su cinque azioni: adattare città e territori ai cambiamenti climatici; una cabina di regia unica per accelerare i progetti; usare il metodo Pnrr con tempi certi e gare;
investire in digitalizzazione; garantire fondi stabili per superare la gestione delle emergenze.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.373)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (233)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2026
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GIULI NON HA RETTO ALL’ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO, VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO
    • “GIORGIA LA ‘SCIAMANA’ OGGI È IN TERRA INCOGNITA”: MASSIMO GIANNINI NEL SUO NUOVO LIBRO TRATTEGGIA L’ASCESA E LA CADUTA DELLA (EX?) “TRUMPETTA” MELONI: “LE COSE NON SONO ANDATE COME SPERAVA. L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA L’HA FATTA A PEZZI LA CORTE COSTITUZIONALE, IL PREMIERATO FORTE È FINITO SU UN BINARIO MORIBONDO, LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PM È STATA BOCCIATA DAL POPOLO SOVRANO”
    • IL CAOS AL MINISTERO DELLA CULTURA ARRIVA SUL “TIMES”: IL QUOTIDIANO LONDINESE METTE IN FILA TUTTI I DISASTRI DI ALESSANDRO GIULI, FINO AD ARRIVARE AL LICENZIAMENTO DEL “MINISTRO OMBRA”, IL FEDELISSIMO DI FAZZOLARI, EMANUELE MERLINO
    • SONDAGGIO WINPOLL; SI RIDUCE IL DISTACCO TRA FDI (26,6%) E PD (23%), MENTRE ELLY SCHLEIN PRENDE IL VOLO SU CONTE IN CASO PRIMARIE: 61% CONTRO 39%
    • COSI’ LA GRECIA SI E’ RESA COMPLICE DELLO STATO TERRORISTA DI ISRAELE NELL’ASSALTO ALLE NAVI DELLA FLOTILLA
    • TRUMP MONETIZZA SU TUTTO, ANCHE SULLE GRAZIE PRESIDENZIALI: PER USCIRE DI PRIGIONE, BASTA SGANCIARE TRA UNO E SEI MILIONI DI DOLLARI AI MEMBRI DEL “CERCHIO MAGICO” DEL PRESIDENTE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA