Destra di Popolo.net

LICENZIATO IL CAMERIERE DEGLI INSULTI OMOFOBI SULLO SCONTRINO

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

LA TITOLARE DELLA “LOCANDA RIGATONI” DI ROMA: “SIAMO SEMPRE STATI GAY- FRIENDLY, SOLO UN ATTO SCONSIDERATO DI UN SINGOLO”

Erano andati a cenare in un ristorante ma, al momento del conto, è arrivata l’amara sorpresa per una giovane coppia gay. E’ accaduto lo scorso giovedì quando un ragazzo romano omosessuale di 21 anni, e il suo fidanzato, sono andati alla Locanda Rigatoni, in via Domenico Fontana, vicino Piazza San Giovanni, per cenare.
La coppia era andata per passare una serata tranquilla e hanno ordinato dei primi, chiedendo di sostituire del pecorino con del parmigiano.
Alla fine della cena, quando è arrivato lo scontrino, hanno trovato scritto sullo scontrino: Pecorino NO, Froci SI
Mentre sui social il ristorante colleziona lamentele e   impazza la polemica, nel ristorante di via Domenico Fontana va avanti il servizio del pranzo: la direttrice, raccontano i camerieri, è in lacrime.
“Il ragazzo che ha battuto quello scontrino è già  stato licenziato, ovviamente”, spiega un dipendente. “Tra l’altro, veniva a lavorare saltuariamente, solo a chiamata, nei giorni con più prenotazioni – prosegue – Dispiace che per l’errore di uno ora la nostra attività  sia etichettata come omofoba: siamo sempre stati gay-friendly, alcuni camerieri che hanno lavorato qui in passato erano omosessuali e si sono sempre trovati bene. Da noi si è addirittura tenuta la festa di matrimonio di una coppia gay”.
Ma torniamo al fatto. “I ragazzi hanno fanno notare al cameriere che tale scritta non era divertente – ha raccontato Fabrizio Marrazzo responsabile Gay Help Line e portavoce Gay Center – ma il cameriere, ridendo, ha riferito che sarebbe   stato un errore del computer, continuandoli a prendere in giro. Il ragazzo ha poi fatto notare che quello “scherzo” è per loro offensivo, dicendo: “Guarda nessuno sta ridendo, sei una persona infantile, nessuno si è mai permesso di trattarmi in questo modo nella mia vita”.
A quel punto è intervenuta la proprietaria, ribadendo che è stato un problema del computer, cercando di minimizzare. Solo dopo 30 minuti di discussione la proprietaria, senza mai chiedere scusa, ha dichiarato che non gli avrebbe fatto pagare il conto. Come se non bastasse il cameriere è tornato lamentandosi con i ragazzi, che per colpa loro ha fatto una brutta figura con gli altri clienti.
“Dopo l’evento i ragazzi hanno contatto il sito LGBT Bitchyf ed il nostro numero verde 800713713   Gay Help Line, dove gli abbiamo offerto supporto legale”.
“Quanto accaduto al ristorante “Locanda Rigatoni” è un fatto molto grave – ha dichiarato Marrazzo – purtroppo ogni anno riceviamo oltre 20.000 contatti al nostro servizio, per episodi di omofobia, e molti di questi episodi sono visti come divertenti dagli aggressori anche in casi di violenza. Quanto accaduto non ha nulla di divertente. Non è accettabile che una coppia gay non possa andare in un ristorante nel centro della Capitale senza venire offesa e rovinarsi la serata. Richiediamo alla Sindaca Raggi di revocare la licenza al ristorante e valutare anche le sanzioni da adottare. I ristoranti sono dei locali con licenza pubblica e pertanto azioni discriminatorie non possono essere consentite. Inoltre, invitiamo sin da subito tutti i cittadini e turisti a boicottare tale ristorante.”
“Gravissimo l’episodio di omofobia denunciato da Gay Center, che ha raccolto la testimonianza di due clienti di un ristorante in zona San Giovanni. Condanniamo apertamente ogni forma di discriminazione e scherno lesive di dignità  e libertà  personali. Episodi simili offendono tutta la città . Saranno avviate in ogni caso le opportune verifiche, anche a seguito dell’eventuale denuncia”. Lo dichiarano in una nota congiunta Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e Flavia Marzano, assessore alla Roma Semplice.
Ora il licenziamento speriamo serva d’esempio a rendere le persone più civili.

(da agenzie)

argomento: Diritti civili | Commenta »

COS’ALTRO DEVE COMBINARE DI MAIO PER CHIEDERE LE SUE DIMISSIONI?

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

IL GIUSLAVORISTA CAZZOLA: “RIDICOLA LA POLEMICA CON BOERI QUANDO L’ART 14 COMMA 2 DEL DECRETO DIGNITA’ PREVEDE UNA COPERTURA PLURIENNALE DETERMINATA DALLE MINORI ENTRATE DERIVANTI DALLA MINORE OCCUPAZIONE”

Che nessuno — anche a seguito delle dichiarazioni irresponsabili sull’Ilva svolte alla Camera – abbia chiesto con forza le dimissioni di Luigi Di Maio è la prova che ci stiamo avviando a marce forzate verso un regime giallo-verde.
È insostenibile la linea di condotta del ministro sulla vicenda della tabella inserita (come da sua pubblica versione) nel corso del tragitto tra il Ministero e il Quirinale, nella Relazione Tecnica al disegno di legge Dignità  ad opera di una congiura internazionale (la “manina”) con addentellati negli apparati dello Stato.
Era da subito evidente (ben prima dell’audizione in cui Tito Boeri ha ricostruito in modo inoppugnabile i fatti) che si trattava di una montatura tesa a neutralizzare la scoperta per cui il “gioiello” della consorteria gialla del governo, invece di creare nuovi posti di lavoro più tutelati, ne distruggeva almeno 80 mila in un decennio (HuffPost è stato tra i primi a mettere in chiaro come non ci fosse alcun bisogno di dissertare sulle origini della tabella, quando l’articolo 14 comma due del decreto stesso prevedeva una copertura finanziaria poliennale delle minori entrate fiscali e contributive derivanti (in conseguenza della minore occupazione) dagli effetti delle norme sui contratti a termine e sull’incremento dell’indennità  di licenziamento ingiustificato.
Ma Di Maio ha confermato, ugualmente, la sua versione contraffatta in Aula alla Camera e — questo è l’aspetto più grave — ha consentito, in prima battuta, che fossero accusati del misfatto organi ed istituti cruciali della pubblica amministrazione, facendo trapelare il proposito di intransigenti repulisti nei ministeri coinvolti e minacciando un uso vendicativo dello spoil system.
Nel bel mezzo di questo vergognoso episodio dei “tempi nuovi”, c’è stato un altro ministro che avrebbe fatto meglio a non farsi coinvolgere nella pagliacciata della “manina”.
Mi riferisco a Giovanni Tria (che peraltro conosco e stimo da almeno un quarto di secolo), il quale ha sottoscritto con Di Maio una nota congiunta, nella quale era confermata l’azione lobbistica della “manina”, ma veniva scaricata sull’Inps tutta la responsabilità  della tabella infiltrata, ritenuta dallo stesso Tria — ecco il poderoso assist a Di Maio – priva di valore scientifico e perciò discutibile
Tutto ciò col nobile proposito di ottenere un’assoluzione in istruttoria, da parte del ministro, per gli apparati del Mef e della Rgs (poi si vedrà  che cosa succederà  alla scadenza del mandato di Daniele Franco).
Va ricordato, a onor del vero, che — se congiura ci fosse stata veramente — la Ragioneria non avrebbe potuto cavarsela affermando “È stato Boeri”, perchè la responsabilità  finale della Relazione Tecnica è solo sua.
È la Ragioneria che, considerata tutta la documentazione raccolta, appone in calce il famoso “bollino” che assicurando la conformità  tra oneri e copertura delle norme di spesa garantisce il proseguimento nell’iter legislativo.
Quindi l’Inps – e tanto più Boeri (il quale non passa le notti ad elaborare tabelle truffaldine, ma si fida dei suoi uffici – non avevano nessuna colpa. Come avviene in questi casi, era in corso da settimane una normale e stretta collaborazione tra gli uffici dei ministeri competenti e l’Inps, con uno scambio di informazioni e di messe a punto se del caso ripetute. Ma il tavolo dove finisce lo scarico del barile è quello del Ragioniere generale.
Dal canto suo, Matteo Salvini, tra una caccia ai negher e una chiusura dei porti, non ha esitato a chiedere le dimissioni di Tito Boeri accusandolo di “fare politica”.
Certo la presidenza del professore della Bocconi è stata molto attiva e vivace ed è spesso approdata a iniziative parecchio discutibili proprio sul piano dello sconfinamento dei ruoli.
Ricordo le polemiche contro i vitalizi e le c.d. pensioni d’oro, corredate anche da articolate proposte sul piano tecnico.
In seguito l’Inps non esitò a presentare — con il titolo “per equità  e non per cassa” — persino uno schema di disegno di legge, con tutti gli annessi e connessi, di riforma della legge Fornero e di riordino più complessivo del sistema di welfare.
La cosa non piacque al governo (Renzi) di allora e al ministro Poletti, che si sentì esautorato. Ma nessuno si azzardò a replicare come hanno fatto adesso questi ragazzotti, per di più in una circostanza in cui tutte la ragioni stanno dalla parte di Tito Boeri.

Giuliano Cazzola
Giuslavorista
(da “Huffingtonpost”)

argomento: denuncia | Commenta »

UN ADDIO IMPROVVISO E TRAUMATICO: SERGIO MARCHIONNE MALATO, COSTRETTO A LASCIARE FCA

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

SI CHIUDE UN’ERA LUNGA 14 ANNI PER IL MANAGER DEI DUE MONDI

L’ha presa Fiat e la lascia Fca. L’ha presa sull’orlo del baratro e la lascia senza debiti. Non ha raggiunto tutti i target industriali che si era prefissato, ha però compiuto una marcia costante su quelli finanziari.
In questo, ma non solo, c’è il senso dell’era di Sergio Marchionne, 14 anni alla guida della casa torinese, oggi azienda italo-statunitense di diritto olandese, settimo gruppo automobilistico mondiale.
Anni di scelte impopolari, di rotture nelle tradizioni relazioni industriali e sindacali, di lavoro sul prodotto.
Sergio Marchionne lascia Fiat Chrysler Automobiles in modo improvviso, traumatico. Si sapeva da tempo che avrebbe lasciato il testimone.
Avrebbe però dovuto passare la guida nella primavera 2019, mantenendo la carica di consigliere di Exor e di presidente Ferrari fino al 2021.
E invece cause di forza maggiore lo portano all’addio da tutti gli incarichi della galassia Agnelli.
Ci sono gravi motivi di salute, “complicazioni inattese” di un intervento subito a fine giugno che gli impedirà  di riprendere l’attività  lavorativa. Il manager non compare in pubblico dal 26 giugno, quando consegnò una Jeep all’Arma dei Carabinieri ed era anche per questo molto atteso all’appuntamento con la trimestrale di mercoledì prossimo.
Sergio Marchionne è un manager dei due mondi. Nasce a Chieti nel 1952.
Il padre Concezio era maresciallo dei Carabinieri, a lungo in servizio in Istria a cavallo delle due guerre e oltre. Lì conosce la madre Maria, la cui famiglia fu tragicamente perseguitata nello scontro etnico fra italiani e slavi.
Per questo i due si rifugiano dalla famiglia di lui, in Abruzzo. Lì nasce Sergio, e lì resterà  fino ai 14 anni. Poi il padre, raggiunta la pensione, decide di prendere armi e bagagli e ricominciare in Canada.
Marchionne prende due lauree (Filosofia all’università  di Toronto, Legge alla Osgoode Hall Law School of York University) e un Mba (Università  di Windsor). Lavora come commercialista e avvocato, si forma in diverse esperienze aziendali.
La prima svolta arriva nel 2002, quando diventa a.d. di Sgs a Ginevra e si fa notare da Umberto Agnelli, che lo coopta nel Cda di Fiat nel 2003.
Il primo giugno 2004 da perfetto sconosciuto veniva chiamato a gestire la Fiat. Al suo fianco c’erano il presidente Luca Cordero di Montezemolo e il vice John Elkann.
Le sue prime parole furono queste: “Fiat ce la farà . Il concetto di squadra è la base su cui creerò la nuova organizzazione; prometto che lavorerò duro, senza polemiche e interessi politici”.
Le polemiche in realtà  non sono mancate, come il lavoro duro. Marchionne indossava giacca e cravatta, in seguito non accadrà  quasi mai.
Al pullover blu ha rinunciato in pochissime occasioni: di recente ha sfoggiato la cravatta proprio per annunciare il traguardo del debito zero. “Erano 10 anni che non la indossavo, me l’anno regalata”.
Un traguardo importante, se si pensa da dove era partita la gestione Marchionne. Non arrivava in un momento qualsiasi, era una fase drammatica per l’azienda: era appena morto Umberto Agnelli, era stato allontanato Giuseppe Morchio.
Il bilancio 2003 si era chiuso con un rosso di 2 miliardi, il Lingotto era sull’orlo del baratro. Sul fronte finanziario i primi successi del manager italo-canadese furono la rottura dell’alleanza con Gm, che impediva l’acquisto di Fiat Auto da parte della casa americana, e l’accordo con le banche sul convertendo da 3 miliardi di euro, grazie al quale gli Agnelli mantenevano il controllo.
Marchionne il 17 febbraio 2005 diventava anche a.d. dell’auto (solo Cesare Romiti aveva tenuto le due cariche), lanciava a Torino la Grande Punto e varava un piano che prevede entro il 2008 investimenti per 10 miliardi.
Nei conti del 2005 il turning point: il gruppo registra, per la prima volta dopo 5 anni un utile di 1,4 miliardi e il risultato della gestione ordinaria è venti volte superiore a quello del 2004.
Alla presentazione dei conti 2006, Marchionne parlava di una Fiat finalmente uscita dall’emergenza e a suggellare la rinascita arrivava il 4 luglio 2007 la nuova 500 presentata con una grande festa a Torino
La crisi del 2008 costringeva il Lingotto a modificare i piani e richiedeva un massiccio ricorso alla cassa integrazione.
“Il 2009 – ha ammesso Marchionne – sarà  l’anno più difficile della mia vita perchè sono state spazzate via le condizioni sulle quali avevamo definito i nostri programmi”. Nel 2009 però Sergio Marchionne assestava il colpo da novanta, con l’acquisizione della statunitense Chrysler, fallita l’anno prima, e il cambio del nome, da Fiat a Fca. Domicilio fiscale passava a Londra, la sede legale trasferita dopo 115 anni da Torino ad Amsterdam, a proposito di scelte impopolari.
In piena crisi economico-finanziaria, Marchionne aveva ben chiaro che il piano stand-alone non poteva bastare per Fiat. “Solo quei gruppi che riusciranno a fabbricare 6 milioni di automobili l’anno saranno in grado di resistere nel futuro”.
Ad aprile l’avvio di lunghe e travagliate trattative per Chrysler con i sindacati e l’amministrazione Obama, fino all’accordo, annunciato dal presidente americano, che prevedeva l’acquisizione da parte del Lingotto del 20% delle azioni Chrysler, in cambio del know how e delle tecnologie torinesi. Poi diversi step con l’aumento della quota nella casa americana.
Dal 2014 Marchionne diventava anche presidente di Ferrari al posto di Luca Cordero di Montezemolo e dava il via al processo di spin-off del Cavallino da Fca completato a inizio 2016 con la quotazione a Wall Street, dove il manager aveva portato già  Fiat Chrysler a ottobre 2014. Una scommessa vinta.
Gli analisti, al momento della quotazione, assegnavano un valore al Cavallino tra i 5 e gli 8 miliardi di euro, mentre oggi Ferrari capitalizza oltre 22 miliardi di euro e continua a macinare utili.
Non è un caso che l’ultima operazione straordinaria annunciata da Marchionne, che fa parte del piano 2018-2022, sia un altro scorporo, quello di Magneti Marelli, previsto entro l’inizio del 2019.
L’era Marchionne ha inoltre segnato profondamente le relazioni industriali in Italia. Capace di portare avanti scelte impopolari, il manager ha aperto uno scontro frontale con la Fiom, negli stabilimenti e nelle aule dei tribunali, sul nodo della governabilità  delle fabbriche contro assenteismo e microconflittualità  diffuse.
Voleva applicare il sistema di organizzazione del lavoro americano e chiede ai sindacati di abolire gli accordi integrativi e adottare un nuovo contratto specifico. Vengono indetti referendum a Pomigliano e Mirafiori, i lavoratori approvano la linea Marchionne. Un altro fronte, Marchionne lo apre con Confindustria annunciando a fine 2011 l’uscita dall’associazione. Una decisione clamorosa perchè all’inizio del ‘900 la Fiat era stata uno dei suoi soci fondatori.
Lo scontro con il sindacato viene accentuato dal piano Fabbrica Italia, che non dà  il successo sperato. Doveva portare a produrre 1,4 milioni di vetture nel 2014, un target lontano anni luce per l’Italia.
Nel 2014 il manager presenta un nuovo piano, più vago sui target, centrato sulla produzione dei modelli premium, che hanno un maggiore margine di guadagno. Porta la Jeep a Melfi, rilancia l’Alfa Romeo.
In 14 anni Sergio Marchionne ha staccato poche cedole, ma chi ha creduto in lui, investendo in Borsa sul titolo, può ben dirsi soddisfatto.
Chi avesse investito 1.000 euro su Fiat all’inizio del 2011, con le azioni a 7,02 euro dopo lo spin-off con Fiat Industrial – ora Cnh Industrial -, adesso, con le azioni a 16,42 euro, avrebbe 2.300 euro in tasca.
Prese il timone di una Fiat con ricavi pari a 47 miliardi di euro, un indebitamento di 500 milioni. L’ultimo bilancio, quello 2017, vede ricavi per 110,9 miliardi di euro, profitti per 3,51 miliardi e un indebitamento netto che a metà  2018 è azzerato.
I numeri sono dalla sua parte. “Il mio successore sarà  interno. Oggi era qui” ha detto in occasione della presentazione del piano 2018-2022. Tocca a Mike Manley, numero uno di Jeep. La successione avviene in modo brusco, traumatico, improvviso, ma Marchionne lascia una Fiat in carreggiata.
Non sarà  una passeggiata e non sarà  scontato che Fca, senza Marchionne, continuerà  a mantenere il suo legame con l’Italia come oggi.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Politica | Commenta »

IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA CHE COMUNICA ALLA STAMPA UN ARRESTO FACENDO INCAVOLARE I MAGISTRATI CHE STAVANO CERCANDO DI ARRIVARE AI COMPLICI

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

PER IL GRAVE FERIMENTO DEL BENZINAIO DI BUSTO FERMATO UN PREGIUDICATO ITALIANO DI 50 ANNI DI CANTU’… IL LEGHISTA CANDIANI LO ANNUNCIA ALL’INSAPUTA DELLA PM E DELLA MOBILE CHE VOLEVANO TENERE ANCORA COPERTA LA COSA PER ARRIVARE AI COMPLICI CHE COSI’ SONO STATI AVVISATI

Un benzinaio di Busto Arsizio ieri era stato ferito gravemente a colpi di pistola. Ora si trova nel reparto di Rianimazione, stabilizzato dopo un’intervento chirurgico. E’ in prognosi riservata.   L’uomo, 39 anni, titolare di un distributore di benzina di Busto Arsizio, è stato raggiunto da colpi di pistola sparati da due rapinatori.
Erano le 20 di ieri e stava rientrando a casa. I due hanno agito a volto coperto, in sella a uno scooter. Avrebbero esploso quattro colpi, tre quelli che hanno colpito l’uomo alla coscia e all’addome. E’ stato rapinato dell’incasso. I due aggressori sono poi scappati.
Fermato un canturino
Uno dei due rapinatori è stato individuato e rintracciato nella notte grazie al lavoro degli inquirenti, coordinati dal pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra. Si tratta del pluripregiudicato 50enne Massimo Fattobene, canturino. E’ stato trovato in possesso di parte della refurtiva. Gli agenti proseguono nelle indagini per arrivare anche al complice.
L’anomalia
Il fatto anomalo è che l’arresto non è stato comunicato dalle forze dell’ordine o dal pm ma dal sottosegretario leghista agli Interni Stefano Candiani esprimendo grande soddisfazione per l’individuazione del responsabile.
Peccato che, come evidenziato dal Tg nazionale, nessuno avesse autorizzato Candiani, tutto preso a mettere il cappello sull’operazione, a svelare i dettagli dell’indagine, cosa che non è compito della politica.
Da qui il comprensibile dissenso del magistrato che coordina le indagini perchè aver diffuso il nome dell’arrestato puo’ pregiudicare le indagini in corso per arrivare a bloccare i complici.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

ITALIA E LIBIA DENUNCIATE PER OMICIDIO COLPOSO E OMISSIONE DI SOCCORSO, LA PROCURA SPAGNOLA PUO’ APRIRE PROCEDIMENTI PENALI ANCHE CONTRO SOGGETTI ESTERI

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

OPEN ARMS E JOSEFA HANNO PRESENTATO REGOLARE DENUNCIA ALLE AUTORITA’ SPAGNOLE APPENA SBARCATI A PALMA … FINALMENTE QUALCUNO INDAGHERA’ SULLE RESPONSABILITA’ DEI MINISTRI (E QUALCUNO RIDERA’ DI MENO)

Una battaglia politica ma anche una guerra legale: l’ong Proactiva Open Arms ha denunciato per omissione di soccorso e omicidio colposo la Guardia Costiere di Libia e il governo italiano che ha sposato la linea intransigente di Salvini
L’ong ha presentato la denuncia alle autorità  spagnole dopo aver sbarcato nel porto delle Baleari Josefa, l’unica sopravvissuta al naufragio di cui ha attribuito la responsabilità  alla Guardia Costiera libica e poi, per omissione, agli italiani.
A Palma sono stati sbarcati anche i due cadaveri, tra i quali quello di un bambino di circa cinque anni, recuperati in mare, su un zattera di legno, a circa 80 miglia dalle coste libiche lo scorso martedì
Anche Josefa, la donna di origini camerunensi rimasta per due giorni in mare prima di essere recuperata dalla nave Open arms, intende denunciare la Libia e l’Italia per quanto è successo.
“Josefa, che riceverà  il trattamento da rifugiata intende denunciare la Libia per aver abbandonato l’imbarcazione, tornandosene indietro, lasciando altri cadaveri, e l’Italia per il rifiuto a sbarcare i cadaveri”.
La legislazione spagnola consente alle procure di quel paese di aprire procedimenti penali contro cittadini e soggetti esteri.
Per cui la denuncia potrebbe avere serie conseguenze sul piano giudiziario.
Durante la conferenza stampa il deputato   e volontario di Open Arms Erasmo Palazzotto ha affermato: “Per prima cosa permettetemi di ringraziare il governo spagnolo per la grande prova di aprire i porti. Grazie a Open Arms, che opera con professionalità , il nostro senso di umanità  non va perso. Non è pensabile che un Paese dell’Unione europea finanzi le milizie di trafficanti e le bande della criminalità  organizzata in Libia. Quando tornerò nel mio Paese chiederò al Governo italiano che renda pubblici i dati su ciò che è accaduto nel luogo in cui è stata trovata morta la madre con il bambino”

(da agenzie)

argomento: Giustizia | Commenta »

“IN LIBIA I BARCONI VENGONO AFFONDATI CON I MIGRANTI ANCORA A BORDO”: LA CONFERMA DA FONTI MILITARI

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

LE STESSE FONTI DENUNCIANO: “L’ITALIA CI FA FARE IL LAVORO SPORCO PERCHE’ NON VUOLE GLI AFRICANI”…ORA INTERVENGA LA MAGISTRATURA… IL GOVERNO ITALIANO FINANZIA E SI RENDE COMPLICE DEI CRIMINALI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA

Barconi affondati mentre i migranti sono ancora a bordo.
È questo che accade nelle acque del Mediterraneo quando la Guardia costiera libica interviene per i soccorsi.
Il motivo: quando le motovedette libiche si avvicinano ai barconi, i migranti, che non vogliono essere riportati in Libia, rifiutano di essere trasportati sulle imbarcazioni della Guardia costiera.
E a quel punto, per convincerli ad accettare il soccorso, è ormai prassi che i militari libici inizino le operazioni per affondare la barca.
Una prassi disumana, che s’è ripetuta in parecchi salvataggi, rivelata al Fatto, con la promessa dell’anonimato, da più fonti militari.
Che i barconi vadano affondati è un dato acquisito. La Procura di Trapani, per esempio, contesta alla Ong tedesca Iugend Rettet di non aver distrutto le barche per impedirne il riutilizzo da parte di trafficanti, durante un salvataggio del 18 giugno 2017.
Qui siamo paradossalmente alla dinamica opposta: il barcone viene affondato, ma con i migranti a bordo, per costringerli a salire sulle motovedette libiche.
Il governo ha invece smentito la ricostruzione della Ong Proactiva sul salvataggio, avvenuto il 17 luglio, di Josefa, la camerunense di 40 anni soccorsa dalla Open Arms a circa 80 miglia dalla costa libica. Accanto a lei, aggrappati al relitto di un gommone, i cadaveri di una donna e di un bambino di circa 5 anni.
Il Viminale ha bollato come una fake news la dichiarazione dei volontari spagnoli: “I libici hanno lasciato morire quella donna e quel bambino. Sono assassini arruolati dall’Italia”.
La prova evocata dal Viminale consisteva nel video-reportage di una giornalista tedesca che aveva filmato i soccorsi. La cronista ha escluso che, durante i soccorsi ai quali aveva assistito, in mare fossero rimasti dei migranti. Ma poi ha aggiunto che, nelle stesse ore e nella stessa area, le motovedette libiche avevano effettuato un altro soccorso.
La prova quindi non provava nulla se non che, nel soccorso registrato dalla cronista, non risultavano cadaveri o superstiti rimasti in acqua. Nulla poteva escludere, invece, che il relitto con le due vittime e la superstite fosse collegato invece al secondo soccorso di quella notte.
A cinque giorni dall’episodio — nonostante il Fatto abbia chiesto per ben due volte al Viminale se continui ad accusare la Proactiva di aver mentito, se sia in possesso di ulteriori prove che possano dimostrarlo, o se invece abbia preso atto di aver sbagliato nel definire una bufala la versione della Ong — il ministero dell’Interno continua a tacere sull’episodio.
Eppure, persino la Guardia costiera libica, su La Stampa, fornisce conferme che il relitto con i due cadaveri è legato a un loro salvataggio e che non si tratta di quello filmato dalla cronista tedesca: “Lunedì 16 luglio — dice il colonnello Tofag Scare alla giornalista Francesca Paci — abbiamo ricevuto una chiamata dal mercantile spagnolo Triades che ci segnalava un’imbarcazione di migranti in difficoltà  tra Tripoli e Khoms, ci siamo mossi per intervenire, ne abbiamo tirati a bordo 165, maschi e femmine, tutti. Abbiamo lasciato in mare solo i due corpi senza vita di una donna e di un bambino dopo aver provato a rianimarli. Ma oltre a loro non c’era nessuno in acqua. Secondo la legge libica vanno identificati prima di essere sepolti o rimandati a casa e dunque in questi casi vengono lasciati in mare. Non avremmo avuto alcuna ragione di lasciare in mare delle persone vive: anche se si fossero rifiutati di salire a bordo le avremmo tirate su a forza. Quello di cui ci accusano è una bugia, è propaganda”. Il premier libico Fayez al-Sarraj ha parlato di accuse “oltraggiose”.
Ma un fatto è certo: la Guardia costiera libica nega di aver lasciato persone vive in mare ma conferma che il relitto al quale era aggrappata Josefa con i due cadaveri è quello del loro soccorso. Non vogliamo credere che i militari libici abbiano volontariamente lasciato superstiti in mare. Ma è chiaro che almeno Josefa è sfuggita al loro intervento.
Di fronte a tutto questo, sarebbe il caso che Salvini ammettesse pubblicamente di aver sbagliato, accusando la Ong di aver mentito, assumendo la responsabilità  delle sue pesantissime e immotivate affermazioni.
Un altro militare confida a La Stampa: “L’Italia ci fa fare il lavoro sporco perchè non vuole gli africani”.
Se il lavoro sporco prevede l’affondamento dei barconi con i migranti a bordo, i cittadini italiani dovrebbero saperlo e Salvini dovrebbe smentire o confermare anche questo.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: criminalità | Commenta »

GIORGIA LINARDI (SEAWATCH) RACCONTA LE TORTURE ACCERTATE NEI LAGER LIBICI

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

LA DRAMMATICA TESTIMONIANZA A LA7: “I BAMBINI NEI CENTRI DI DETENZIONE LIBICI MUOIONO”

“Io non mi vergogno di essere una ‘pirata umanitaria’, se questo significa sottrarre persone a un sistema per cui, una volta che vengono riportate in Libia, sono soggette a un regime di detenzione arbitraria illimitata, senza alcun diritto a vedere un avvocato o a essere soggette a un giusto processo”.
Così a L’Aria che Tira Estate (La7) esordisce Giorgia Linardi, portavoce della ong SeaWatch in Italia, in una sofferta testimonianza sulle condizioni disumane nei campi di detenzione libici.
E spiega: “Non ci rendiamo conto che quello che arriva, al di là  del Mediterraneo e nel Mediterraneo, è una scrematura enorme delle persone che partono, perchè la gran parte muore nel deserto e nei centri di detenzione in Libia. C’è una quantità  infinita di centri di detenzione informali dove le persone sono tenute in cattività , ma non c’è una distinzione netta tra quelli ufficiali e quelli non ufficiali. Il controllo del governo libico è nominale, ma non sempre effettivo. E usiamo delle categorie che non esistono, come il concetto di Guarda Costiera Libica“.
Linardi racconta: “Nei centri di detenzione libici le persone vivono in 40 cm di spazio, hanno una tazzina dove fanno pipì e poi la lanciano sul muro perchè si crea un po’ di umidità  e non si muore di caldo”.
Giorgia Linardi continua: “Le torture possono essere definite anche menzogne, ma non quando sono visibili sul corpo delle persone. Abbiamo visto le schiene di persone torturate, come nel caso di un ragazzo 26enne che è stato torturato in un centro di detenzione mattina e sera. Aveva delle cicatrici spesse due dita”.
E aggiunge: “Una donna nel centro di Sorman, uno dei centri di detenzione ufficiali, dove erano rinchiuse circa 500 donne, ha raccontato di aver assistito al parto di una compagna e dopo il parto il suo cordone ombelicale è stato reciso con un pezzo di vetro. Altre donne sono state picchiate e una donna ha partorito per via delle percosse sulla pancia. Nemmeno le donne incinte vengono risparmiate. E i bambini nei centri di detenzione muoiono”

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

SONDAGGIO IXE’: E’ FINITA LA PACCHIA PER LA LEGA, M5S TORNA IN TESTA

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

CONTINUA A SALIRE LA PERCENTUALE DI ITALIANI CHE VOGLIONO RESTARE IN EUROPA… BOCCIATA LA FLAT TAX

Interessanti alcuni movimenti tellurici dentro l’opinione pubblica.
In primo luogo, in materia economica, affiora una certa cautela: circa 1/4 degli italiani ritiene che le proposte formulate in campagna elettorale siano sostenibili; una percentuale analoga pensa che ci siano le risorse solo per una parte di esse.
In secondo luogo, su reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni osserviamo un relativo indebolirsi delle posizioni più radicali, rispetto all’aprile scorso.
In terzo luogo molto interessante invece appare il dato su un’ipotetica uscita dall’euro: dal febbraio scorso, a ridosso del voto, la quota di contrarietà  a uscire dall’euro è passata dal 52% al 68%, mentre la quota di antieuropeisti convinti si è progressivamene dimezzata fino a crollare al 17%
I dati tuttavia, fanno supporre che arruolare l’Italia fra i ‘sovranisti’ per molti versi è operazione impropria, a dispetto delle perplessità  e dell’insofferenza che molti italiani esprimono verso l’Europa.
Sulla flat tax è contrario il 45% degli italiani, favorevole solo il 38%
Veniamo ai partiti.
La Lega si è bloccata al 28%, la crescita non c’e’ più, mentre recupera qualcosa il M5S che si attesta al 29,2%.
Nel centrodestra risale un pochino Forza Italia al 9,6%, stabile Fdi.
A sinistra il Pd è sceso ancora al 18,2%, la Bonino regge al 2,3%, Leu al 2,6%, Potere al Popolo all’1,9%

(da “Huffingtonpost”)

argomento: elezioni | Commenta »

“DI MAIO ANNULLI LA GARA ILVA O È UN QUAQUARAQUÀ”: CALENDA SFIDA DI MAIO IN TV

Luglio 21st, 2018 Riccardo Fucile

CANTONE SI SMARCA DAL M5S: “GOVERNO NON MI USI PER ANNULLARE LA GARA” … CALENDA RIVELA: “I RILANCI DI ACCIAITALIA FATTI A GARA CHIUSA, L’AVVOCATURA CERTIFICO’ CHE NON POTEVANO ESSERE ACCETTATI”

Il “pasticcio” su Ilva lo fa la politica. Che litiga, giorno dopo giorno, sul futuro della più grande acciaieria d’Europa – un tassello fondamentale dell’intero sistema industriale italiano – e dei suoi lavoratori.
Continua la bagarre fra Luigi Di Maio e Carlo Calenda, con il primo che, ricevuta la lettera dell’Anac che solleva dubbi sull’aggiudicazione del gruppo siderurgico accusa il suo predecessore per il “pasticcio” della gara, e il secondo che lo sfida a singolar tenzone in tv.
“Caro @luigidimaio mercoledì sarò a ‘In Onda’. Facciamo un bel confronto posato e costruttivo su Decreto ‘Dignita e Ilva?” è la proposta lanciata via Twitter da Carlo Calenda.
“Dice balle. La stessa Anac spiega che la gara è valida e non ci sono gli estremi per annullarla. L’unico modo per farlo è invocare l’interesse generale. Di Maio può farlo in qualsiasi momento, così come potevo farlo io. Certo, questo lo esporrebbe a delle conseguenze, compresa l’eventuale richiesta di risarcimento da parte della società  vincitrice. Se Di Maio pensa che sia illegittima annulli la gara”. […] “Sono solo “chiacchiere che servono a prendere tempo rispetto alla promessa elettorale di chiudere l’Ilva e all’incapacità  adesso di gestire questa situazione”.
Sul rilievo espresso da Di Maio, secondo cui l’offerta di Acciaitalia era la migliore, Calenda replica:
“Pochi ricordano che la cordata AcciaItalia l’ha fatta Cdp su richiesta del governo. Dunque sul piano teorico quello che dice Anac è comprensibile ma sul piano pratico è un rilievo inesistente. Tutti noi volevamo che Cdp vincesse altrimenti non l’avremmo fatta scendere in campo, ma non al punto da truccare una gara. Ho chiesto un parere all’avvocatura dello Stato sulla possibilità  di tenere in conto i rilanci fatti a gara chiusa da AcciaItalia. Il parere è stato negativo”.
L’unica strada per permetterle di migliorare l’offerta, prosegue Calenda, “era annullare la gara e ripartire”, ma l’Avvocatura disse che “questo ci avrebbe esposto al rischio di una causa da parte di Mittal, la necessità  di rifinanziare l’amministrazione straordinaria, noi valutammo per almeno 300 milioni, e perdere molti mesi. Il tutto per 50 milioni in più, perchè tale era il rilancio di AcciaItalia? Siamo seri”.
Chi non ci sta a essere messo in mezzo alla contesa politica è Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità  Anticorruzione. Il suo parere sulla gara per Ilva, dice in un’intervista al Corriere della Sera, non non può giustificarne l’annullamento perchè “non contiene soluzioni che, invece, vengono lasciate al governo che dovrà  effettuare autonome valutazioni”.
“Quando il ministro Di Maio, che è da sempre fautore della massima trasparenza, pubblicherà  la nostra nota e la sua richiesta sarà  tutto più chiaro. Una decina di giorni fa ho incontrato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Fra le altre cose mi ha parlato della vicenda Ilva e di possibili criticità  nella gara, anticipandomi che ci avrebbero chiesto un parere. Ho prospettato che forse non eravamo competenti ma lui ha evidenziato profili di nostra spettanza. Non abbiamo fatto accertamenti, nè potevano farli. Nel parere spieghiamo che abbiamo agito per spirito di leale collaborazione istituzionale e sulla scorta dei dati fornitici, solo per esprimere una posizione giuridica”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: governo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.913)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Luglio 2018
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Giu   Ago »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL VERO OBIETTIVO DI GIORGIA È RISCRIVERE LA COSTITUZIONE SENZA PASSARE DAL REFERENDUM! . MARCELLO SORGI STRONCA LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE TARGATA MELONI (“UNA DEI TANTI TESTI SCRITTI MALE USCITI DA PALAZZO CHIGI”) E LANCIA L’ALLARME PERCHÉ LO “STABILICUM” AGGIRA LE INDICAZIONI DELLA CONSULTA ASSEGNANDO UN PREMIO DI MAGGIORANZA ESAGERATO
    • CROSETTO SE CI SEI, BATTI UN…GOLFO! IL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO E’ BLOCCATO A DUBAI , ERA DA IERI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI PER MOTIVI PERSONALI (ERA ANDATO A RIPRENDERE LA FAMIGLIA PER POI RIPARTIRE ALLA VOLTA DELL’ITALIA)
    • UNA POLTRONA NON SI NEGA A NESSUNO: BASTA CHE SIA AMICO DEI SOVRANISTI: NEI PROSSIMI MESI CI SONO 211 POLTRONE DA RINNOVARE, E IL GOVERNO SI PREPARA A UNA SPARTIZIONE
    • LE CAZZATE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN POTREBBERO DARE UNA MAZZATA ALL’ECONOMIA GLOBALE: IL REGIME IRANIANO POTREBBE REAGIRE ALL’ATTACCO DI ISRAELE E AMERICANO CHIUDENDO LO STRETTO DI HORMUZ, DA DOVE PASSA IL 20% DELLA PRODUZIONE MONDIALE DEL PETROLIO
    • MIGLIAIA IN PIAZZA A ROMA CONTRO IL DDL BONGIORNO: “NON NORMALIZZERETE LO STUPRO NEI TRIBUNALI”
    • L’AUTOCRAZIA E’ PIU’ VICINA: TRUMP VUOLE RESTARE AL POTERE, FREGANDOSENE DELLE REGOLE. IL PRESIDENTE AMERICANO RICICCIA LA STORIELLA DEL “VOTO TRUCCATO” NEL 2020 COME SCUSA PER AGGIRARE LA REGOLA DEI DUE MANDATI: “HO DIRITTO A UN ALTRO MANDATO PERCHÉ HANNO IMBROGLIATO A MORTE NEL SECONDO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA