Novembre 22nd, 2018 Riccardo Fucile
“NESSUNO E’ CONTRO L’ITALIA, LE PROCEDURE SONO PREVISTE DAI TRATTATI, PIACCIA O MENO”… “LE QUESTIONI VANNO TRATTATE CON SERIETA’, NON CON IRONIA CHE STRIDE CON UNA SITUAZIONE GRAVE”
“L’opinione della Commissione è un passaggio importante di una procedura prevista dai trattati. Non mi sono messo il vestito rosso o la barba bianca e non sono Babbo Natale: sono il commissario agli Affari Economici e penso si debbano trattare queste questioni con rispetto reciproco, serietà e dignità . Non con disinvoltura e un’ironia che stride”.
Così Pierre Moscovici, intervistato dal Corriere della Sera, risponde al vicepremier Salvini, che ieri aveva ironizzato sulla lettera da Bruxelles, sostenendo di aspettare anche quella di Babbo Natale.
Parlando del ruolo di Salvini e Di Maio, osserva che “quando parlo al mio interlocutore Tria, o vengo ricevuto al Quirinale, parlo a persone che rappresentano istituzioni. Non possiamo mettere in dubbio la legittimità dei nostri interlocutori. Tocca poi a loro vedere con i loro colleghi come organizzare il dialogo”.
Rivendica che la Commissione “è neutra e oggettiva, segue le regole”, “da cittadino non condivido in niente le idee del capo partito Matteo Salvini. Lui è amico di Marine Le Pen, io in Francia la combatto”, ma “nella mia funzione di commissario rispetto il ruolo istituzionale di Salvini e Di Maio e sono amichevole verso l’Italia”.
‘La procedura sarà utilizzata da Salvini e Di Maio in campagna per le europee. Ci ha pensato?’, gli viene chiesto. “Ogni giorno. È la ragione per cui l’atteggiamento della Commissione è prudente. Il nostro compito non è picchiare più forte o più in fretta per far muovere i mercati. Nè prendere posizione nel dibattito italiano”, conclude.
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2018 Riccardo Fucile
LE FRASI IRRIPETIBILI DI DI MAIO SI SONO SENTITE IN TUTTO IL PALAZZO… CUOR DI LEONE HA FATTO FINTA DI CADERE DAL PERO
D’accordo, è un matrimonio d’interesse. Ma tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, adesso che non si
sentono più su Whatsapp ma attraverso le segretarie, il rapporto si fa sempre più duro da sopportare.
E gli interessi, si sa, svaniscono quando non c’è serenità . Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera ci racconta che l’ultima lite, quella sul peculato, si è sentita in tutto il palazzo:
Abbiamo avuto paura – racconta uno dei suoi – che Giggino si sentisse male (insistono a chiamarlo così: ma il giorno che ne scopre uno, lo caccia a pedate — «Giggino a’ soreta, mi chiamo Luigi!», rispose a quel geniaccio di Enrico Lucci, che lo intervistava per Nemo, su Rai2).
Insomma Di Maio, appreso che il governo era stato battuto sul disegno anticorruzione con sospetta furbata leghista, è corso nella stanza di Salvini e si è messo a urlare cose irripetibili – al solito, alcune pure in dialetto napoletano stretto.
Il leader leghista è rimasto calmo, sorridente. «Uè, dai, tranquillo, siediti, spiegami». Reagisce sempre così, Salvini.
Non è più tempo di baci in bocca e altre amenità . E come mai litigano? Roncone usa un classico delle spiegazioni di coppia: sono troppo diversi.
Che poi: prima almeno comunicavano davvero a colpi di WhatsApp ed sms. Ora si cercano, se si cercano, con le rispettive segretarie (il premier Conte sorvolato). La verità è che, come in tutte le coppie nate un po’ per caso, stanno emergendo i veri caratteri. E i due sono, anche umanamente, molto diversi (li separano tredici anni; film diversi, canzoni diverse, libri diversi – vabbè, lasciamo stare i libri).
Di Maio sempre sbarbato e con i denti bianchi,tutto perfettino, ordinatino; Salvini con la barba, a volte in felpa, gli abiti stropicciati, jogging con la maglietta della Polizia di Stato, allo stadio con il giubbotto di CasaPound.
Uno si lascia con la fidanzata – tale Giovanna Melodia – e sui quotidiani ci scappa un box; l’altro si lascia con Elisa Isoardi e il Paese apprende il pettegolezzo attraverso un selfie che i due si scattano aletto, mezzi nudi; uno va da Maccheroni, trattoria frequentata dai politici di tutte le Repubbliche, e ordina filetto e rucola; l’altro si spara dove capita panini con salame,formaggio e salsa verde.
Se stanno insieme, però, ci sarà un perchè.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 22nd, 2018 Riccardo Fucile
DUE DISSIDENTI SOSTITUITE… RIMPIAZZATE DUE DEPUTATE CHE AVEVANO ESPRESSO CRITICHE AL DECRETO SICUREZZA…COSI’ SI RISPETTA IL DISSENSO INTERNO
Il decreto sicurezza è una spina nel fianco per i 5Stelle.
Sono ben 18 i deputati M5S che avevano proposto modifiche al testo nei giorni scorsi. Un caso poi oscurato dallo scontro tra Lega e pentastellati sul disegno di legge anticorruzione.
Ma ecco che alla Camera spunta una novità .
Nella XII commissione, quella Affari sociali – che deve esprimere un parere sul decreto ora all’esame di Montecitorio dopo il sofferto via libera in Senato – il Movimento ha sostituito due deputate vicine a Fico: Doriana Sarli e Gilda Sportiello.
Gilda Sportiello, di 31 anni, in passato aveva anche protestato per la leadership troppo accentratrice di Luigi Di Maio.
Doriana Sarli, aveva contestato la subalternità alla Lega sui migranti e sui diritti. Sarli aveva espresso posizioni critiche anche sulla legittima difesa.
Le deputate e i deputati del Pd in commissione Affari sociali della Camera attaccano: “Il Movimento 5 Stelle ha sostituito in commissione Affari sociali tutti i suoi deputati che avevano espresso dubbi sul decreto legge Sicurezza, su cui la commissione dovrà esprimere il suo parere. Si tratta di coloro che avevano sottoscritto il documento che chiedeva sostanziali modifiche. Sono queste le modalità con cui i grillini rispettano il dissenso al loro interno? Con le epurazioni? Dove è finita la retorica dell’uno vale uno, della trasparenza, dello streaming, del No ai capibastone? E’ giunta direttamente dall’Elevato, Beppe Grillo, questa decisione?”.
(da agenzie)
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Novembre 22nd, 2018 Riccardo Fucile
SAREBBERO COMPLICI DEI SEQUESTRATORI, LA POLIZIA LI STA INTERROGANDO
Quattordici persone sono state arrestate per il rapimento di Silvia Romano, la volontaria italiana
di 23 anni rapita in Kenya.
Non farebbero parte del commando di otto persone che ha prelevato la giovane dopo aver ferito a colpi di arma da fuoco diverse persone tra cui tre bambini nel villaggio di Chakama. Ma potrebbero avere avuto contatti con il gruppo di sequestratori se non proprio esserne complici.
I residenti ne sono convinti tanto che dopo il sanguinoso agguato un gruppo nutrito di persone è andato a caccia dei possibili fiancheggiaotri. Alcuni sono stati prelevati e linciati dalla folla.
Le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente e hanno arrestato i presunti complici. Sono in corso gli interrogatori per risalire agli autori del rapimento e al possibile nascondiglio.
Col passare delle ore sembra tramontare l’ipotesi che il sequestro sia opera degli Al Shabaab, gli integralisti islamici somali che seminano da anni il terrore in Somalia come in Kenya, lasciando alle loro spalle decine e decine di morti. E protagonisti anche in passato del rapimento di occidentali. Un’ipotesi avvalorata dal fatto che alcuni testimoni li avrebbero sentiti parlare somalo durante il blitz per rapire Silvia.
Ma l’ipotesi più seguita è che si tratti di criminalità comune. Anche se in una regione così povera e tormentata non è raro che gli ostaggi passino di mano in mano, al miglior offerente, e non è quindi escluso che Silvia possa essere venduta dal gruppo e finire prigioniera degli islamisti. Gli investigatori non si sbilanciano, tutte le piste sono battute ma la convinzione è che i responsabili del blitz siano “banditi”, come li ha definiti il capo della polizia.
Nella contea è arrivato anche l’esercito con un dispiegamento di mezzi e uomini impressionante. Le ricerche si concentrano nella vicina foresta, utilizzata anche dai terroristi di Al Shabaab come nascondiglio.
(da agenzie)
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