Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
BERLUSCONI ANNUNCIA MANIFESTAZIONI CONTRO IL GOVERNO LEGA-M5S: “GIU’ LE MANI DALL’ITALIA CHE LAVORA E PRODUCE”
Prima in aula e poi in transatlantico per una foto in stile squadra di calcio. Il gruppo di Forza Italia ha indossato dei gilet azzurri con la scritta ‘Basta tasse’ nel corso dell’esame della manovra. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha dovuto sospendere l’aula per 5 minuti.
I parlamentari azzurri , appena ha iniziato a parlare la rappresentante del M5S Teresa Manzo, hanno indossato un gilet azzurro con la scritta ‘Basta tasse’.
“I gilet azzurri indossati dai nostri parlamentari sono il simbolo di un’Italia che non vuole distruggere, ma ricominciare a costruire: un’Italia che dice basta tasse, giù le mani dalle pensioni, giù le mani dal volontariato, giù le mani dall’Italia che lavora e che produce!”, scrive subito dopo Silvio Berlusconi in una nota.
“Gli stessi gilet azzurri a gennaio saranno nelle piazze di tutte le città italiane per continuare la mobilitazione contro il governo giallo-verde a fianco dell’altra Italia seria e lavoratrice che ancora una volta viene ingiustamente penalizzata”.
Peccato che Berlusconi denunci (giustamente) la manovra di Lega-M5s, salvo non andare fino in fondo, ovvero rompere le alleanze con i razzisti nelle Regioni in cui governa insieme a agli autori della manovra contro il popolo italiano.
Si va avanti a sceneggiate, scimmiottando una protesta che in Francia si è già sgonfiata in un mese, a parte le poche migliaia di estremisti (sovranisti e comunisti a braccetto) che l’hanno manipolata.
Esilarante infine il commento del grillino Michele Romanello: “E’ singolare che i colleghi di ‘Crozza Italia’ abbiano fatto questa buffonata mentre si annunciava la nascita della figlia del nostro capogruppo”.
Avete capito bene: alla Camera era prioritario genuflettersi alla notizia della nascita della figlia del capogruppo M5s, altro che Gesu’ bambino a Natale.
E voi stolti che pensavata che il Parlamento servisse ad altro.
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
OGNI 100 EURO SOGGETTI A IMPOSTA, 16 EURO RIMANGONO ILLEGALMENTE NELLE TASCE DEGLI EVASORI: UN TOTALE DI 113,3 MILIARDI L’ANNO
Nel 2016 l’evasione stimata in Italia è stata del 16 per cento. 
In termini assoluti, invece, sono 113,3 i miliardi di euro sottratti all’Erario.
I dati sono forniti dall’Ufficio studi della Cgia, secondo cui, a livello territoriale, le realtà più a rischio sono quelle del Sud: in Calabria la stima di evasione è al 24,2%, in Campania al 23,2%, in Sicilia al 22,2% e in Puglia al 22%.
La situazione migliora appena nelle regioni del Centro-Nord: in Veneto il tasso di evasione si attesta al 13,8%, nella Provincia autonoma di Trento e in Friuli Venezia Giulia scende al 13,3%, in Lombardia al 12,5% e nella Provincia autonoma di Bolzano al 12%.
Negli ultimi anni, il peso dell’evasione è stabile.
Se nel 2016, l’infedelta’ fiscale e’ costata alle casse del fisco 113,3 miliardi di euro, l’anno prima ammontava a 114 miliardi (16,2 euro ogni 100) e nel 2014 a 118,8 miliardi (17,1 euro ogni 100).
“Per combattere questa piaga sociale ed economica”, sostiene il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, “la strada da percorrere è una sola: ridurre il peso del prelievo fiscale. In altre parole, pagare meno per pagare tutti. Ovviamente gli evasori seriali vanno perseguiti e messi nelle condizioni di non farlo più, ovunque essi si annidino, ma attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio. Purtroppo, esiste anche un’evasione di sopravvivenza, diffusa in particolar modo al Sud, per cui non pagare le imposte ha consentito in questi ultimi anni la salvaguardia della continuità aziendale e di molti posti di lavoro”.
Oltre all’eccessivo carico fiscale che grava sui contribuenti, osserva la Cgia, il problema nel nostro Paese è anche “il peso dell’oppressione fiscale che ostacola l’attività quotidiana, soprattutto delle imprese di piccola dimensione”.
Al netto delle tariffe applicate dai commercialisti per la tenuta della contabilità aziendale, secondo una indagine realizzata periodicamente dalla presidenza del consiglio dei Ministri, il costo della burocrazia fiscale in capo agli imprenditori (obblighi, dichiarativi, certificazione dei corrispettivi, tenuta dei registri, etc.) ammonta a circa 3 miliardi di euro all’anno.
“Per semplificare i rapporti con il fisco e ridurre le possibilità di evasione”, dichiara il segretario della Cgia, Renato Mason, “occorre ridurre anche il numero di adempimenti fiscali che, invece, rischiano di aumentare ancora. Non dobbiamo dimenticare che i più penalizzati da questa situazione sono le piccole e micro aziende che, a differenza delle realtà piu’ grandi, non dispongono di una struttura amministrativa in grado di farsi carico autonomamente di tutte queste incombenze”.
Secondo Zabeo, “verosimilmente a ridurre l’evasione sono stati gli ottimi risultati ottenuti dall’Amministrazione finanziaria nei confronti dell’evasione/elusione praticata dalle imprese di maggiore dimensione e, in parte molto piu’ contenuta, dalla contrazione dell’economia sommersa che e’ avvenuta grazie alla leggera ripresa economica registrata in questo triennio”.
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
L’ACCUSA E’ CORRUZIONE, CONCUSSIONE, TRUFFA AGRAVATA E FALSO: 13 CASI ACCERTATI IN 3 MESI… TROPPI CASI TRA LE FORZE DELL’ORDINE, MA IL MINISTRO PENSA ALLA NUTELLA
Corruzione, concussione, truffa aggravata e falso. Per questi reati, commessi 13 volte nell’arco di soli tre mesi, due agenti della polizia stradale sono finiti in manette a Roma.
I poliziotti, che chiedevano soldi agli automobilisti per chiudere un occhio sulle multe, erano diventati un vero e proprio incubo per gli automobilisti che transitavano nei pressi di Colleferro, Comune a sud della Capitale.
Le indagini della Stradale di Roma, coordinata dalla procura di Tivoli, sono partite dalla denuncia di un autotrasportatore che ha raccontato di essere stato fermato all’altezza di San Cesareo da due agenti di pattuglia e di essere stato costretto a consegnare loro del denaro in contanti per evitare di essere sanzionato a causa del sovraccarico del mezzo che guidava.
Un’inchiesta serrata e durata circa tre mesi che ha portato la polizia a individuare i responsabili: gli agenti, S.A., di 42 anni, e M.E., di 48, sono stati arrestati anche perchè «la carcerazione è l’unica soluzione per impedire ai due indagati di proseguire con la loro condotta». Infatti per i poliziotti le condotte delittuose erano «una vera e propria abitudine di vita e di servizio».
E’ il carcere l’unica misura cautelare idonea per fermare i due indagati. A metterlo nero su bianco è il gip di Tivoli, Mario Parisi, che nelle pagine di ordinanza cautelare ha spiegato che i due poliziotti se lasciati in libertà o agli arresti domiciliari continuerebbero a: «perseverare nel coltivare con disinvolta e proterva soddisfazione quella che pare una vera e propria costumanza di vita e di servizio».
Per il giudice – che ha sposato pienamente la tesi sostenuta dal procuratore di Tivoli, Francesco Menditto – le personalità dei due poliziotti arrestati che «non solo hanno ormai integralmente stravolto in proprio favore il servizio loro affidato, ma che praticano un costume esistenziale improntato alla continua e sprezzante indifferenza generale al precetto: la truffa e la menzogna sistematiche» costituiscono «sicuri indici del risalente e consapevole abbandono delle più elementari regole condivise dalla collettività ».
Un lavoro minuzioso quello portato avanti dagli investigatori, ma che non avrebbe mai visto la luce se non ci fosse stata la denuncia da parte dell’onesto cittadino. «L’operazione è riuscita grazie alla sensibilità della persona che ha segnalato la concussione patita e che ha consentito alla Polizia Stradale di Roma di acquisire preziosi elementi per la ricostruzione della verità dei fatti ed evitare ulteriori condotte illecite da parte dei poliziotti», ha fatto sapere la procura di Tivoli.
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
IL RAGAZZO IVORIANO HA 19 ANNI E LAVORA ALLA DESPAR, SALVATO DA DUE PASSANTI INTERVENUTI IN SUA DIFESA… E’ ORA DELLA LEGITTIMA DIFESA
Insultato e pestato da un branco razzista. Il tutto in pieno centro.
Yacoub Ivane, 19enne originario della Costa D’Avorio e impiegato come tirocinante al supermercato Despar di corso Porta Reno, se l’è cavata con qualche ammaccatura.
Un miracolo avvenuto anche grazie all’intervento di due persone, un uomo e una ragazza, che hanno cercato in tutti i modi di strapparlo dalle grinfie del branco.
«Non ricordo chi fossero — racconta Yacoub — ma vorrei trovarli e parlargli, in primo luogo per ringraziarli e poi per chiedergli se sarebbero disposti a testimoniare dopo che avrò sporto denuncia per l’accaduto».
Nel frattempo, il 19enne è di nuovo al lavoro tra gli scaffali del supermercato. Sorride, ma gli occhi tradiscono ancora l’amarezza per l’accaduto. «È successo in centro — ricorda con lo sguardo fisso al pavimento —. Poteva capitare a chiunque».
La mente riavvolge il nastro fino alle 22.30.
Ivane cammina lungo Porta Reno. Sta raggiungendo un amico con cui ha appuntamento. Quando arriva all’altezza dei portici viene avvicinato da quattro ragazzi. Gli chiedono se ha della droga. Lui risponde di no e prosegue per la sua strada. Ma per il branco non finisce così.
«Mi hanno urlato contro frasi razziste. Dicevano che tutti i neri hanno la droga e che siamo tutti spacciatori — spiega Yacoub —. Mi insultavano e intanto si avvicinavano».
Il 19enne ivoriano cerca di allontanarli. «Non mi toccate, lasciatemi andare» gli dice. Ma è la scintilla che fa scattare la violenza.
«Ho sentito una botta sulla testa da dietro e poi mi è arrivato un pugno in faccia» prosegue il commesso. In suo soccorso intervengono due passanti. Prima una ragazza e poi un uomo, che viene a sua volta colpito dai balordi. Sono attimi concitati e i ricordi si accavallano.
«Qualcuno ha chiamato i soccorsi — dice —. Gli aggressori se ne sono andati ed è arrivata l’ambulanza insieme alle forze dell’ordine».
La serata di Yacoub si conclude al pronto soccorso. Perde sangue dal naso e ha dolore a una spalla e a un occhio. «Sono stato fortunato — conclude —. Se fossi stato da solo sarebbe andata molto peggio».
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
LA SENATRICE: “POSSONO ESPELLERMI, MA NON MI DIMETTO”… “CONTE NON E’ UN ARGINE AL SOVRANISMO”
“Basta voti al buio e il tetto di 150mila euro per gli appalti senza gara è contro la nostra storia”. 
Lo dice a Repubblica, Elena Fattori, la senatrice del M5S sotto procedimento da parte dei probiviri per il mancato voto di fiducia sul decreto sicurezza.
“Possono espellermi – avverte -, ma io non mi dimetto”. Sulla manovra spiega: “Ho detto che è l’ultima cosa che voto al buio e lo confermo. C’era il rischio dell’esercizio provvisorio e non è così terribile come il decreto sicurezza. Purtroppo gli emendamenti che avevamo presentato, come quello sul caporalato, sono stati completamente ignorati. Per stavolta passi, ma non è accettabile votare cose che non si leggono e non si dibattono. Non accetto più di dire solo sì o no”.
Alla domanda se crede che i 5 stelle vogliano introdurre il vincolo di mandato, risponde: “Se n’è parlato, ma spero di no. È una cosa su cui il gruppo parlamentare è sempre stato molto diviso”,
“Alessandro Di Battista – aggiunge – è bello, bravo, parla bene, ma non ha sempre ragione. Nella prima versione del programma che abbiamo votato c’era solo la modifica di un regolamento, non una modifica costituzionale”.
Intervistata anche dal Corriere della sera, Fattori dà un giudizio sul premier Conte: “Se la sta cavando bene ma non è un argine alle politiche sovraniste”, sul Global compact “si è adeguato ai diktat del ministro dell’Interno”.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
E CHIAMA IN CAUSA SALVINI: “SE CHI PARLA DAVANTI AI MICROFONI CON LA DIVISA DELLA POLIZIA PARLA COSI’, LA GENTE GLI VA DIETRO”
“Fascia di capitano ai giocatori di colore? Si può anche fare, però se alla base c’è un concetto espresso negli ultimi tempi in cui si dice ‘prima agli italiani’ sono cose che restano lì. Nello stadio si riflette il clima del paese, e si amplifica, e quindi non è da meravigliarsi. Questa iniziativa si può anche fare, ma servirebbe un cambiamento di cultura”.
Dai microfoni dell’emittente Radio Crc il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri interviene nel dibattito sul caso Koulibaly e il razzismo negli stadi.
“Chi si fa sentire tutti i giorni, cambi pensiero – dice ancora Ulivieri -. Se il pensiero non cambia, si continuerà così. Se chi parla davanti ai microfoni parla così, la gente gli va dietro. Io sto parlando di fatti e non di cose. Questo ‘prima gli italiani’ non mi garba, mi sono sempre sentito cittadino del mondo”.
“Io condivido quello che ha detto Allegri, che bisogna raffreddare le cose – dice ancora Ulivieri -, e quello che dice Ancelotti, ovvero che bisognerebbe fermarsi. Oggi curve a lutto? Credo che di fronte alla morte ci voglia rispetto sempre. È una persona che avrà fatto i suoi errori, ma ci vuole rispetto per tutti. Inter- Napoli doveva essere sospesa? La decisione spetta a chi è responsabile dell’ordine pubblico. Ci sono delle norme dello Stato e a queste bisogna attenersi. Ci sono autorità superiori all’arbitro che decidono”.
(da “Huffingtonpost”)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
UNO DEGLI ARRESTATI SVELA IL MANDANTE DELL’AGGUATO AI TIFOSI NAPOLETANI… MA IL VIMINALE E’ DIVENTATO UN SALONE DELLE FESTE PER PREGIUDICATI?
Uno dei tre ultras arrestati per gli scontri prima della partita Inter Napoli ha fatto il nome di uno
degli ispiratori dell’attacco dei nerazzurri contro i partenopei.
Si tratterebbe di uno del leader della Curva dell’Inter. L’uomo sta rispondendo alle domande del gip di Milano nel carcere di San Vittore.
La sua scelta costretto il suo avvocato a rinunciare al mandato perchè l’ultrà indicato era già un suo assistito. L’interrogatorio prosegue quindi con l’assistenza di un altro legale.
Da alcune indagini difensive sarebbero anche emersi dubbi sulla ricostruzione dell’incidente che ha visto vittima Daniele Belardinelli, il tifoso del Varese rimasto ucciso dopo essere stato investito da un mezzo il cuoi conducente è ancora ricercato. La vettura, indicata come un Suv, stando a indagini difensive, sarebbe stata diretta verso lo stadio, non in uscita da Milano come da una prima ricostruzione, e avrebbe invaso la corsia opposta.
Così come rimane da capire se il conducente della vettura avesse a che fare con gli scontri o passasse per caso.
Mentre la magistratura cerca di fare chiarezza, il ministro degli Interni pensa a invitare i capi ultras al Viminale per un tavolo operativo: forse dovra’ fare a meno del capo della curva interista, ma potrà rifarsi con molti alti pregiudicati.
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
SCENOGRAFIA DA BRIVIDI SUGLI SPALTI CON LA MASCHERA DEL CAMPIONE
Allo stadio con la maschera di Koulibaly.
In quarantamila al San Paolo hanno urlato il nome del campione azzurro vittima di cori razzisti nel match di San Siro contro l’Inter.
Sono cominciate già all’arrivo del Napoli allo stadio le manifestazioni di vicinanza dei tifosi azzurri a Kalidou. I tifosi del Napoli hanno accolto l’autobus della squadra davanti allo stadio San Paolo con uno striscione “Siamo tutti Koulibaly: no al razzismo!”.
I tifosi hanno applaudito a lungo il bus del Napoli accompagnandolo idealmente all’interno dello stadio. In campo, al momento del riscaldamento, Faouzi Ghoulam ha indossato la maglia numero 26 con il nome Koulibaly.
Sugli spalti, sono migliaia le maschere indossate dai tifosi: fogli con il volto di Kalidou, all’ingresso in campo del Napoli per il match contro il Bologna, lo stadio che ha scandito “Kalidou”.
(da agenzie)
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Dicembre 29th, 2018 Riccardo Fucile
IMPEGNO CIVILE, DEDIZIONE AL BENE COMUNE, FEDELTA’ ALLA REPUBBLICA: CI SONO ANCORA ITALIANI DI CUI NON VERGOGNARCI
Alcuni di loro si sono distinti nel campo della solidarietà , altri nella tutela dei minori, della
legalità , dell’inclusione sociale, altri ancora hanno mostrato il loro impegno nel soccorso o nella cooperazione internazionale.
Sono 33 e ognuno di loro, per il presidente della Repubblica, meritava di essere insigniti dell’onorificenza al Merito della Repubblica italiana.
Sergio Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.
Ecco l’elenco e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato.
Maria Tiziana Andriani, 56 anni, presidente della Onlus Afron: “Per la professionalità e l’umanità con cui è impegnata nella lotta al cancro nei Paesi africani”. Tra i risultati raggiunti dalla Onlus: più 600.000 persone coinvolte in campagne di sensibilizzazione sui tumori, 15.587 donne hanno ricevuto uno screening senologico e ginecologico gratuito, più 100 bambini colpiti dal cancro hanno beneficiato di attività di supporto psico-sociale e ludico-ricreativo.
Fabio Caramel, 26 anni (Marcon – VE), calciatore e donatore di midollo spinale: “Per aver testimoniato in prima persona il valore e la responsabilità della scelta di donare il midollo” Calciatore dilettante dello Spinea, squadra del veneziano. Nel febbraio 2018 ha scelto di saltare una partita importante, contro la squadra capolista del campionato dilettanti, per donare il suo midollo spinale ad una donna malata.
Vincenzo Castelli, 63 anni (Roma), medico specializzato in Allergologia, lavora all’ospedale Vanini: “Per il suo quotidiano impegno nella divulgazione e promozione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso”. È il padre di Giorgio Castelli, giovane calciatore stroncato da un arresto cardiaco mentre si allenava nello stadio di Tor Sapienza nel 2006. Dopo la morte del figlio ha creato, insieme alla moglie Rita e agli altri due figli Alessio e Valerio, la Fondazione di ricerca scientifica Giorgio Castelli, il cui obiettivo è contribuire alla lotta alle malattie cardio-vascolari attraverso la promozione e divulgazione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso. L’attività della Fondazione ha preceduto di fatto la Legge Balduzzi del 2012 sulla presenza dei defibrillatori negli impianti sportivi e sulla cultura dell’emergenza.
Vito Massimo Catania, 39 anni (Regalbuto – EN), atleta: “Per il suo generoso impegno nella sensibilizzazione sul tema delle barriere architettoniche e sociali”. È un podista tesserato con l’Atletica Regalbuto. Nel 2014 ha vinto l’Etnatrail di 64 Km; nel 2016 la Super maratona dell’Etna. Da un paio di anni ha deciso di smettere di gareggiare e di mettere disposizione le sue gambe e polmoni a chi non ha la possibilità di poter correre permettendo ai disabili di vivere l’esperienza della corsa. Sensibilizza così gli sportivi e il pubblico sulla vita dei disabili, vittime delle barriere architettoniche e sociali.
Aldo Chiavari, 76 anni (Tolentino – MC), presidente della Dafram Spa, che costruisce valvole a sfera flottante: “Per la sensibilità e la generosità con cui ha sostenuto due dipendenti duramente provati dalla malattia e dalla successiva scomparsa della figlia”. I vertici della società si sono distinti per umanità e solidarietà nei confronti di due loro dipendenti, impiegati come operai, Amos e Giuseppina Pazzaglia che nel 2015 hanno perso la figlia Valentina a cui tre anni prima era stato diagnosticato un rabdomiosarcoma maxillo-facciale. Durante i tre anni di cure i datori di lavoro hanno sostenuto la famiglia sia moralmente che economicamente. In occasione dei numerosi spostamenti per/da il Policlinico Gemelli di Roma e l’ospedale di Padova hanno pagato le spese di viaggio, vitto e alloggio. Pur non sapendo quando sarebbero potuti rientrare in servizio, la società Dafram ha conservato il loro posto di lavoro.
Maria Rosaria Coppola, 62 anni (Napoli), dipendente del centro di produzione Rai: “Per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista”. Nel novembre 2018 mentre viaggiava su un treno della rete circumvesuviana ha difeso un ragazzo proveniente dallo Sri Lanka, vittima di una aggressione (verbale) razzista da parte di un giovane passeggero. Davanti al silenzio e all’indifferenza degli altri viaggiatori, è stata l’unica ad intervenire. L’accaduto è stato filmato con lo smartphone da un altro viaggiatore e poi postato su Facebook. È diventato virale in pochissimo tempo. Nel video si vede il giovane che inveisce contro gli immigrati, lanciando accuse.
Roberto Luigi Giuseppe Crippa, 51 anni e Luisa Fricchione, 57 anni (Tione – TN), Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per lo straordinario esempio di generosità e solidarietà che li ha visti adottare otto giovani etiopi rimasti orfani in seguito alla guerra civile” Genitori adottivi dell’atleta (nazionale italiana) Yemen Crippa, medaglia di bronzo nei 10mila agli Europei di atletica a Berlino (agosto 2018). Tra il 2003 e il 2008 hanno adottato, a più riprese, un gruppo di giovani etiopi (8 tra fratelli e cugini) rimasti orfani. Hanno cresciuto ed educato questi ragazzi permettendo loro di costruirsi una vita indipendente.
Irma Dall’Armellina, 93 anni (Noventa Vicentina – VI), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’eccezionale prova di altruismo con cui ha prestato il proprio servizio in qualità di volontaria in una missione umanitaria in Kenya” Rimasta vedova con tre figli, ha vissuto gli anni della guerra e cresciuto da sola la sua famiglia. Nel febbraio 2018, nonostante il bastone e i problemi alle gambe, è partita per il Kenya per una missione umanitaria di tre settimane in un orfanotrofio che da sempre aiuta a distanza con offerte economiche.
Mustapha El Aoudi, 40 anni (Crotone), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuto in difesa di una donna violentemente aggredita” Cittadino marocchino, in Italia dal 1990. È un venditore ambulante. Il 4 dicembre scorso è intervenuto in difesa di Nuccia Calindro, una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita violentemente (e gravemente ferita) da un uomo che l’accusava della morte della madre. Grazie all’intervento di Mustapha l’aggressore è stato fermato dalla Polizia e portato in Questura.
Carmen Isabel Fernandez Reveles, 60 anni (Milano), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘In qualità di Presidente di EMDR, per l’opera di sostegno psicologico che i professionisti dell’associazione, offrono, a titolo volontario, alle vittime e testimoni di eventi traumatici’ Presidente dell’Associazione EMDR Italia che riunisce i terapeuti formati, secondo gli standard internazionali, all’applicazione dell’Eye Movement Desensitization and Reprocessing – Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari. Dal 1999 l’Associazione è diventata un riferimento per la gestione dei disturbi legati a situazioni di stress cronico e traumatico. Dal 2001 ha contribuito alla formazione di volontari e funzionari della Protezione civile e supportato Croce Rossa Italiana, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Esercito, Arma dei Carabinieri, Polizie locali.
Ilaria Galbusera, 27 anni (Bergamo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno e la passione con cui fa dello sport uno strumento di conoscenza e inclusione delle diversità ” Capitano della Nazionale Femminile Volley sorde, medaglia d’argento ai Deaflynmpics 2017, Giochi dedicati agli atleti sordi. Lavora in banca e si sta laureando all’Università Cattolica di Milano. Ha una sordità congenita ereditaria ed è cresciuta fra due mondi: mamma udente e papà sordo. In occasione dei Deaflympics, fra social e siti, instagram e post su facebook cominciò a girare un video: una squadra con la maglia azzurra che “canta” l’Inno d’Italia nella lingua dei segni. Appassionata di corti visivi, ha voluto raccontare lo sport sordo attraverso “Il rumore della vittoria”, documentario realizzato con Antonino Guzzardi, altro videomaker. Ne è nato un viaggio attraverso l’Italia, seguendo il percorso umano e sportivo di sei giovani atleti sordi che indossano la maglia azzurra.
Attivissima nel sociale, è stata promotrice di un viaggio in Ghana per aiutare la Federazione locale sordi, che non aveva potuto partecipare alla competizione olimpica per mancanza di risorse economiche, a raccogliere fondi. L’ultima iniziativa di Ilaria si chiama “Champions’ Camp”: sono campi estivi sportivi per ragazzi sordi e udenti insieme che condividono non solo una vacanza ma un progetto educativo.
Germana Giacomelli, 71 anni (Craviana – MN), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per aver dedicato tutta la sua vita all’accoglienza e all’inclusione di minori in condizioni di disagio e di abbandono” Conosciuta come la “Grande Madre d’Italia” ha avuto finora 121 “figli”: 5 li ha partoriti lei, 8 li ha adottati, gli altri le sono stati affidati dai Tribunali per Minorenni di Milano, Brescia e Venezia. Il più piccolo aveva 15 giorni, il più grande oggi ha 47 anni. Da 33 anni mette a disposizione tutto il suo tempo a favore delle persone più deboli. Vive con il marito Gianpaolo Brizzolari, fornaio, nella grande casa dove accoglie tutti i ragazzi che le sono stati affidati. I bambini provengono da situazioni familiari complicate; sono figli di tossicodipendenti, di genitori che hanno subito condanne, vittime di violenze domestiche o orfani di entrambi i genitori. Per sostenere questi ragazzi Germana si fa aiutare da una psicologa, altri tre educatori ed una logopedista, tutti pagati da lei ed il marito.
Antonio La Cava, 73 anni (Matera), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della cultura” Maestro in pensione. Da 18 anni ha fatto della sua vita una missione in nome della cultura: portare libri ai bambini delle scuole elementari dei paesi più piccoli e isolati della Basilicata, dove spesso non ci sono biblioteche o librerie. Lo fa con un mezzo speciale: il bibliomotocarro, un motocarro trasformato in una vera e propria biblioteca ambulante. L’idea del bibliomotocarro è nata nel 1999 per richiamare l’attenzione sulla crescente disaffezione nei confronti del libro da parte, soprattutto, delle nuove generazioni. Racconta La Cava: “Nel corso di questi anni ho percorso 170mila chilometri a bordo di questo motocarro e nonostante l’età e la scomodità del mezzo rifarei tutto da capo. Nessuno nasce lettore, sta a noi genitori, alla scuola, alla società fare dei nostri bambini, di tutti i bambini indistintamente, dei lettori perchè è con la lettura che si formano gli uomini di domani ma soprattutto si trasmette ai bambini l’importanza della cittadinanza attiva.”
Roberta Leporati, 52 anni (Martina Franca – TA), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo nella formazione delle giovani generazioni e a favore della promozione della cultura” Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Chiarelli di Martina Franca (Taranto). In collaborazione con Katia Ricciarelli, Marco Carrozzo e il tenore Francesco Zingariello, ha dato vita ad un progetto di avvicinamento degli studenti al mondo dell’opera lirica. Il progetto pilota, che ha visto come capofila l’Istituto Chiarelli, è iniziato con un mini tour di Puglia e Basilicata, per poi proseguire in Sicilia, nelle Marche, in Emilia Romagna, in Veneto coinvolgendo amministrazioni comunali, associazioni musicali, conservatori, famiglie. L’edizione del 2019 è in programma per il 27 gennaio, Giorno della Memoria, e vedrà la messa in scena di Brundibar, originariamente rappresentata nel campo di concentramento di Theresienstadt.
Nilo Mattugini, 65 anni e Simonetta Stefanini, 60 anni (Lido di Camaiore – LU), Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’esempio di accoglienza e disponibilità offerti in tema di tutela dell’infanzia”. Già genitori di una ragazza con disabilità , sono stati i primi a rendersi disponibili per il progetto “Nonna per amica” del Comune di Camaiore. Obiettivo dell’iniziativa è quello di creare una banca dati di over50 che possano dedicare il loro tempo a bambini e ragazzi in carico al Servizio sociale e contribuire così alla realizzazione dei progetti educativi definiti dal Servizio sociale in accordo anche con la famiglia di origine. Nilo e Simonetta si prendono cura di un bambino di 8 anni che vive a Camaiore con la sola madre dal vissuto complicato e priva di alcuna rete familiare: lo ospitano in casa nei pomeriggi e nelle sere in cui la madre lavora, lo accompagnano a praticare attività sportive, lo hanno inserito in esperienze di socializzazione.
Claudio Madau, 37 anni (Oristano): “Per la sua preziosa iniziativa a supporto della condizione dei malati durante la degenza ospedaliera” Libraio. Ideatore di Dottor Libro, la prima rassegna letteraria pensata e organizzata negli ospedali romani di San Giovanni e San Camillo. Dal 2005 si è trasferito dalla Sardegna a Roma dove ha aperto una libreria in via dell’Amba Aradam, accanto all’ospedale San Giovanni. Dal 2016 ha cominciato ad organizzare incontri letterari per i pazienti dell’Ospedale per contribuire ad alleviare la condizione gravosa della degenza. Gli eventi si svolgono a cadenza settimanale e ogni autore ha l’occasione di parlare del suo libro confrontandosi con i pazienti.
Iacopo Melio, 26 anni (Pisa): “Per il suo appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali” Affetto dalla Sindrome di Escoban che lo costringe su una sedia a rotelle, studia Scienze Politiche a Firenze e lavora come freelance nel mondo del giornalismo e della comunicazione digitale. Si occupa di sensibilizzazione e divulgazione come attivista per i diritti umani e civili. Nel Gennaio 2015 ha fondato la Onlus “#vorreiprendereiltreno”, con l’obiettivo di portare avanti progetti inerenti alla disabilità . Si occupa dell’abbattimento di tutte le barriere, non solo architettoniche, soprattutto culturali.
Davide Monticolo, 45 anni (Trieste), ex cestista: “Per la sua generosa attività di sensibilizzazione e di sostegno a favore di persone con disabilità “. Presidente di “Un Canestro per te Onlus”, fondata nel 2016 allo scopo di aiutare l’amico atleta Dario che, in seguito a un incidente aveva perso l’uso delle gambe e aveva la necessità di intraprendere un nuovo percorso di vita. L’Associazione, attraverso una squadra di pallacanestro, ha di fatto reso “operativo” un gruppo di amici per fornire un aiuto sia concreto che morale a Dario e a chi, come lui, potesse averne bisogno.
Roberto Morgantini, 71 anni (Bologna), lotta contro l’emarginazione sociale: “Per il suo prezioso contributo alla promozione di una società solidale e inclusiva” Vicepresidente di ‘Piazza Grande’, associazione impegnata nella lotta all’emarginazione sociale, e anima storica dell’ufficio stranieri della Cgil. Nel 2015, in occasione del suo matrimonio, chiese agli amici, come regalo, una donazione per raccogliere fondi volti ad avviare una iniziativa alla quale pensava da molto tempo. Il suo sogno era quello di creare “una comunità ” intorno ad una tavola: ha dato vita alle Cucine Popolari. Per ora le sono tre, in zone diverse della città : ci lavorano 100 volontari, preparano 2800 pasti al mese.
Riccardo Muci, 31 anni (Copertino – LE), agente Polstrada di Bologna: “Per il coraggio e l’altruismo con cui, senza esitazione, si è adoperato per prestare soccorso in occasione dell’incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio”. È rimasto ferito nell’incidente dove la collisione tra mezzi pesanti ha provocato l’esplosione di una autocisterna che trasportava GPL uccidendo una persona e ferendone 140. Stava svolgendo attività di controllo del territorio come Capo pattuglia, raggiunto il luogo dell’incidente, rendendosi conto dei rischi per l’incolumità pubblica, si adoperava per mettere in sicurezza l’area al di sotto del cavalcavia. Percorreva l’area interessata intimando ai presenti di allontanarsi con rapidità . Durante queste operazioni è stato travolto dall’esplosione e sbalzato per diversi metri procurandosi ustioni di II e III grado. Nonostante le gravi lesioni riportate, continuava a prestare soccorso. All’ospedale Bufalini di Cesena è stato sottoposto a intervento chirurgico a entrambe le braccia.
Marco Omizzolo, 43 anni (Sabaudia – LT), combatte il caporalato: “Per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato”. Sociologo, legale rappresentante dell’associazione di promozione sociale Tempi moderni e consigliere della cooperativa sociale In Migrazione che svolge servizi di mediazione culturale e assistenza ai migranti. Ha più volte denunciato il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi. Segue da anni il fenomeno dei braccianti nell’Agro Pontino.
Marco Ranieri, 38 anni (Bari): “Per l’appassionato impegno nel recupero e redistribuzione degli alimenti e nella promozione dell’educazione contro lo spreco”. È il rappresentante legale dell’associazione Farina 080, fondata con tre amici (Antonio Scotti, Marco Costantino e Antonio Spera) e volta a contribuire a ridurre lo spreco alimentare attraverso una serie di strumenti tra i quali il food sharing ossia lo scambio di cibo tra gli utenti di una comunità registrata sulla piattaforma Avanzi popolo 2.0. Da questa idea di scambio tra privati si è passati al concetto di recuperare e ridistribuire quantità di alimenti provenienti da imprese o eventi che ne hanno in eccedenza. In particolare, su Bari è stata avviata una collaborazione con tre pizzerie: volontari dell’associazione consegnano i prodotti in eccedenza alle suore di madre Teresa di Calcutta per la mensa o alle Caritas parrocchiali.
Roxana Roman, 34 anni (Roma): “Per il suo contributo nell’affermazione del valore della legalità “. Di cittadinanza rumena. È proprietaria del bar “Roman Roxana”, nel quartiere Romanina dove, il giorno di Pasqua 2018, due appartenenti al clan dei Casamonica hanno aggredito il marito Marian Roman e una cliente disabile. Gli stessi aggressori, hanno rivolto ai presenti espressioni intimidatorie, distrutto gli arredi del locale e costretto a tenere chiusa l’attività commerciale per due giorni a causa delle continue minacce. Roxana e il marito hanno deciso di denunciare. La donna racconta: “La mia denuncia è stato un gesto normale. Nel quartiere la paura c’ è sempre, è lo strumento dei Casamonica per avere più potere”.
Massimiliano Sechi, 32 anni (Sassari): “Per il suo encomiabile esempio di reazione alle avversità , spirito costruttivo e impegno sociale”. Affetto da una focomelia che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, deve affrontare da subito pietismo e bullismo. Un lungo periodo di depressione lo porta a buttarsi nei videogiochi, grazie ai quali diventa popolare (è campione dei Gec – Giochi elettronici competitivi). Si rende conto di avere una grande responsabilità nei confronti delle migliaia di persone che lo seguono: decide quindi di reagire dando un nuovo senso alle sofferenze. Nel 2015 fonda l’Associazione Massimiliano Sechi definendola la sua “risposta alla disabilità “. È promotore del progetto “No Excuse”, con cui intende “invitare tutte le persone a non avere scuse e ad impegnarsi nella società “.
Rebecca Jean Spitzmiller, 62 anni (Roma), lotta contro il degrado urbano: “Per il suo coinvolgente impegno nella lotta contro il degrado urbano e nella difesa dei beni comuni”, ricercatore presso l’Università degli Studi Roma Tre dove insegna Diritto comparato e internazionale. Ha iniziato la carriera come insegnante d’arte negli Stati Uniti. È impegnata nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni comuni e nella diffusione del senso civico sul territorio di Roma Capitale. Nel 2009, stanca delle scritte e tag che imbrattavano la zona in cui vive (Viale Eritrea), ha cominciato a pulire le strade con alcuni solventi. In pochi mesi centinaia di cittadini si sono uniti. Nell’ottobre 2014 ha fondato Retake Roma, una Organizzazione di Volontariato necessaria per creare un rapporto con gli enti, dare risalto e credibilità alle attività , gestire le donazioni (vernici, gel, ecc.) di privati, aziende e multinazionali.
Rosella Tonti, 51 anni (Norcia): “Per la professionalità e l’umanità con cui si è spesa per garantire il regolare svolgimento dell’attività scolastica e la coesione della comunità locale a seguito del sisma del 2016”, dirigente scolastico degli istituti di Norcia e Cascia. In occasione del terremoto dell’ottobre 2016 è stata in prima linea per garantire le attività scolastiche e il sostegno alla comunità duramente colpita.
Igor Trocchia, 46 anni (Bergamo),ex calciatore: “Per il suo esempio e la sua determinazione nel rifiuto e contrasto a manifestazioni di carattere razzista”. Ex calciatore, è venditore di generi alimentari e allenatore del Pontisola, squadra di calcio giovanile della provincia di Bergamo. Il 1° maggio 2018, a Ponte San Pietro (BG) in occasione di un torneo della categoria esordienti, durante la partita Rozzano-Pontisola, un calciatore del Rozzano offende, con insulti razzisti, il centravanti del Pontisola, mediano tredicenne, di cittadinanza italiana, figlio di genitori del Burkina Faso. A fine partita Trocchia si accorge che il suo giocatore rifiuta di dare la mano all’avversario e chiede spiegazioni. Quando i calciatori del Pontisola raccontano al mister l’episodio, Trocchia decide di dare subito un segnale forte: “Giochino gli altri, noi ce ne andiamo”. Ha commentato: “nessuna coppa e nessun torneo valgono la dignità di un ragazzino”. La squadra viene ritirata nonostante stesse vincendo il torneo, la scelta è condivisa da tutti: dai calciatori alla dirigenza.
Suor Elvira Tutolo, 69 anni (Termoli – CB): “Per il suo impegno in ambito internazionale nella difesa e recupero dei bambini e ragazzi di strada” Missionaria delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida Thouret. Dopo aver svolto servizio in Italia per il recupero dei giovani dalle tossicodipendenze, da più di 25 anni è missionaria in Africa.
Annalisa Ubertoni, 56 anni (Treia – MC): “Per l’esemplare contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione”. Coordinatrice del Centro di studi e servizi per la famiglia dell’associazione La Goccia onlus. Responsabile del gruppo marchigiano di Refugees Welcome Italia, organizzazione impegnata nella promozione di una politica dell’inclusione sociale che passa attraverso una accoglienza domestica dei migranti.
Carlo Vettorato, 71 anni (Aosta): “Per il suo prezioso contributo nella ideazione e realizzazione dell’attività di elisoccorso in Valle d’Aosta e nella sensibilizzazione sul tema della sicurezza in montagna”. È una colonna della Protezione Civile in Valle d’Aosta, a lui si deve la nascita del moderno Servizio di Elisoccorso della Regione. Nel 1972, in qualità di medico anestesista e rianimatore in servizio presso l’ospedale Parini di Aosta, ha cominciato le attività di elisoccorso operando con la Smalp (Scuola Militare Alpina) e il Ral (Reparto Aviazione Leggera dell’Esercito). Il 1° dicembre 1984, anche grazie all’arrivo del dott. Alessandro Bosco, il servizio diviene permanente (365 giorni all’anno).
Don Eugenio Renzo Zocca, 75 anni (Settimo di Pescantina – VR): “Per la dedizione e il quotidiano impegno a favore di anziani in condizioni di disagio economico e sociale”. Ordinato prete nel 1967, nel 1980 nella periferia ovest di Verona denominata “Saval”, ha dato vita a una parrocchia, Santa Maria Maddalena, che è diventata il fulcro delle attività di un quartiere in cui non c’era nulla se non il capolinea dell’autobus ed una scuola elementare, sotto il cui portico, si celebrava la messa. Ha fondato l’associazione L’Ancora impegnata a Settimo (VR) con L’oasi di Gina e Enrico, struttura di accoglienza inaugurata nel 2011, che offre ospitalità ad anziani in condizione di disagio economico e sociale.
(da “Huffingtonpost”)
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