Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
DI MAIO: “SE VOTIAMO NO IL GRUPPO DI SPACCA, NON REGGIAMO”
Il Fatto apre oggi la prima pagina con una notizia-bomba: il MoVimento 5 Stelle dice sì al processo per Matteo Salvini. “Di Maio compatta i suoi: ok all’autorizzazione a procedere”, scrive ancora il quotidiano.
Nell’articolo di Luca De Carolis però si dice qualcos’altro. Ovvero si spiega che la notizia si basa sulla risposta di una fonte di governo non precisata a un messaggio:
Ieri, il vicepremier ha offerto il petto ai giudici, dicendosi pronto al processo. Mentre la ministra del Carroccio Giulia Bongiorno preannunciava il suo no in Giunta. UNA MOSSA a tenaglia, contro quei Cinque Stelle che hanno letto il gioco. E che anche per questo vanno dritti verso il sì al rinvio a giudizio del ministro dell’Interno.Tanto che in serata una fonte di governo lo dice dritto: “Salvini vuole farsi processare? Bene, è quello che avrebbe fatto il M5S”.
Ergo, siamo pronti a darglielo, il processo.
Perchè ai piani alti sentono di dover difendere un loro comandamento, quello in base al quale non ci si può sottrarre ai tribunali, mai. E poi perchè il no, proprio alla luce dei codici fondanti del Movimento, sarebbe come gettare un ordigno dentro il gruppo del Senato, già molto agitato. “Rischieremmo di non reggere in aula”, ammettono dai piani alti.
E allora si va corre verso il sì. Scelta comunque gravosa, perchè il M5S dovrà far processare un ministro di cui ha condiviso la linea.
Con il Carroccio che potrebbe puntare il dito contro la mancata solidarietà del contraente di governo. Lasciando montare la marea social contro il “tradimento”. Tradotto, comunque andrà sarà una rogna
Il problema però è che testualmente quanto afferma la fonte del M5S non è che i grillini manderanno Salvini a processo ma che un ministro grillino avrebbe fatto così. E questo, in effetti, era già scritto nel programma del MoVimento 5 Stelle.
Le altre considerazioni invece riguardano il gruppo e la possibilità che in molti si sentano traditi dalla scelta di salvare Salvini, come già sapevamo.
Ma dall’altra parte della bilancia c’è anche il fatto che molti si sentano terrorizzati dalla prospettiva di lasciare il governo. E anche questo peserà nella scelta finale dei grillini.
Annalisa Cuzzocrea su Repubblica invece racconta di un incontro segreto avvenuto ieri tra Di Maio e Salvini, nel quale il capo politico M5S ha ricordato all’alleato che il Movimento ha sempre votato contro qualsiasi immunità , anche nel caso di suoi parlamentari (ci sono i precedenti di Paola Taverna e Mario Giarrusso). Se stavolta decidesse di agire diversamente appellandosi – come faranno i leghisti in giunta per le immunità – al «preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo», rischierebbe di spaccare il Movimento. Di non avere i voti di tutto il gruppo al Senato. E di esasperare elettori che sulle battaglie storiche hanno visto fin troppe marce indietro. §
Repubblica aggiunge che in caso di condanna per Salvini scatterebbero le incompatibilità della Legge Severino.
Il presidente della giunta per le elezioni a Palazzo Madama, il forzista Maurizio Gasparri, presenterà la sua relazione mercoledì. A quel punto, il ministro dell’Interno avrà una settimana per inviare una memoria o rispondere direttamente alle domande dei colleghi.
Poi, la giunta voterà un atto di indirizzo ed entro sessanta giorni dovrà pronunciarsi l’aula. La maggioranza farà di tutto perchè il voto sia palese, appellandosi ai precedenti di Silvio Berlusconi e Augusto Minzolini.
Anche se, da regolamento, i voti «sulla persona» dovrebbero essere segreti. Il che renderebbe più pericolosa la situazione di Salvini: perfino Forza Italia potrebbe essere tentata di votare il via libera, se il risultato fosse la caduta del governo.
Il Corriere della Sera invece racconta cosa si sono detti in chat i parlamentari del MoVimento 5 Stelle.
Le chat del M5S ribollono di dubbi: c’è chi non vede ombra di fumo persecutionis, chi proclama sempiterna lealtà ai magistrati e chi ricorda come, sul caso Diciotti, DiMaio, Salvini, Toninelli fossero sulla stessa lunghezza d’onda.
Gli umori del gruppo di Palazzo Madama sono così altalenanti e contrastanti che Di Maio e Salvini, nel loro ultimo e preoccupato colloquio, hanno espresso il comune auspicio di «riuscire a stoppare questo casino in Giunta», perchè il caso muoia prima di arrivare in Aula. «Non sono sicuro di poter garantire la tenuta dei miei», avrebbe ammesso Di Maio.
Ma, informa sempre Monica Guerzoni, nelle segrete stanze del M5S, se ne parla come di una partita «lose-lose», destinata alla sconfitta in ogni caso (infatti sulla vicenda il M5S si gioca la faccia). Per questo il ministro del Lavoro e dello Sviluppo confida nella eterogenesi dei fini e spera che Salvini, se davvero è convinto che il processo sia «un grande regalo elettorale», decida di rinunciare all’immunità .
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
IL RAPPER J-AX SUL”FATTO” NON LE MANDA A DIRE
“Oggi i veri comunisti col Rolex sono anche i destrorsi che fanno gli ‘amici del popolo’, tipo i
leghisti che per vent’anni hanno distrutto l’Italia con Berlusconi e ora si son rifatti la verginità con la keyword ‘sovranista’”.
Lo afferma – intervistato da Marco Travaglio su ‘Il Fatto Quotidiano’ – il cantante J-Ax, che la definizione ‘comunisti col rolex’ l’ha inventata e scelta insieme a Fedez per il loro album in coppia del 2017.
“È bastato farsi un selfie con una paranza di pesce in un ristorante all-you-can-eat per scaricare sugli immigrati e sull’Europa la colpa di tutte le stronzate che hanno fatto e tornare a mangiarsi tutto”.
Ma J-Ax non risparmia stoccate al Pd, colpevole a suo avviso di non aver cercato un accordo con Di Maio dopo le elezioni dello scorso anno:
“Ha preferito ‘mangiare popcorn’ e godersi lo spettacolo. Ora Salvini si è preso il Paese e detta ogni giorno l’agenda all’Italia: vorrei sapere se, a Renzi&C., è andato di traverso qualche popcorn o se sono contenti così. Mi preoccupano i 5Stelle, che rischiano di farsi vampirizzare da Salvini”.
Al Pd J-Ax contesta anche di non aver promosso il reddito di cittadinanza
“Avrebbe dovuto approvarlo la sinistra ed è giusto che esista per chi si trova in estrema difficoltà . Però la politica dovrebbe risolvere il problema alla fonte: se le persone non trovano un lavoro, non possiamo tappare il buco solo versando loro dei soldi. Dobbiamo anche tagliare l’assurdo costo del lavoro, per esempio. Come imprenditore, verso più soldi in tasse per ciascun lavoratore che assumo che in stipendi”
Infine un consiglio al Pd in cerca di un leader:
“Ispiratevi alla Ocasio-Cortez, la più giovane deputata eletta alla Camera americana, una ragazza che fino a un anno fa faceva la barista e si è presentata proponendo di tassare al 70 per cento i redditi sopra i 10 milioni di dollari all’anno. Quella è la sinistra.”.
(da “Huffingtonpost“)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
PRIMA GLI ITALIANI? MA SALVINI PERCHE’ NON ACCOGLIE QUALCHE SENZATETTO ITALIANO NELLA SUE SECONDA CASA DI RECCO?
È praticamente “casa” del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, Recco. Eppure sulla questione migranti le strade si dividono.
Confermando le anticipazioni di alcuni giorni fa, il sindaco Dario Capurro (centrodestra) ha scelto, con decisione autonoma, di trasformare il Cas esistente nel suo Comune in Sprar, aderendo al nuovo bando di cui fanno già parte i Comuni di Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Uscio e Camogli.
Spiega Capurro: «Quando la Prefettura ha attribuito a Recco una quota di 47 migranti, ritenendo tale numero sproporzionato per la nostra comunità , avevo dato parere contrario alla costituzione di Sprar. Di conseguenza la Prefettura ha attivato di imperio nel nostro Comune gli attuali Cas. La buona gestione della cooperativa Il Ce.Sto . accompagnata da un numero di migranti ben inferiore alle 47 unità previste ha consentito di attuare un progetto di accoglienza e di integrazione che ha dato esiti positivi senza dar luogo ad alcun episodio di conflittualità »
A Recco Salvini è di casa, avendo la seconda casa nel comune rivierasco.
Semmai stupisce che, in base la principio “prima gli Italiani”, non l’abbia mai messa a disposizione dei senzatetto italiani.
O forse la solidarietà verso i connazionali per lui non vale.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2019 Riccardo Fucile
RIUNIONI SU RIUNIONI PER AVERE CONSIGLI LEGALI, DICE “POTREI RINUNCIARE ALL’IMMUNITA’ DOPO IL VOTO DEL SENATO” MA SA DI AVER COMMESSO UN REATO E L’IMPUNITA’ GLIELA PUO’ SOLO GARANTIRE IL SENATO (E IL M5S) … E IN SERATA PARAGONE ANNUNCIA IL SI’ ALL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE DEI GRILLINI
Intanto bisogna conoscere la psicologia del personaggio.
Salvini non è un “cuor di leone” e la prospettiva di andare a processo per un reato che sa bene di aver commesso (perchè la giurisprudenza in materia è chiara e certe testimonianze rese da alti funzionari del Viminale ai giudici di Catania non gli hanno certo giovato) lo preoccupa, anche perchè trovarsi in cella con Battisti sarebbe imbarazzante.
Dopo aver detto ad altri inquisiti che dovevano rinunciare all’immunità parlamentare ora è di fronte al bivio: o sceglie l’impunità garantita dalla Kasta e perde la faccia o si fa processare.
Se avesse voluto rinunciarvi, lo avrebbe già fatto, con buona pace di tanti analisti che pensano sia mosso da chissà che strategia politica.
In realtà prende solo tempo, fa riunioni su riunioni, muove pedine e chiede pareri.
Dimenticate l’arroganza che dimostra in pubblico, la realtà è un’altra.
La domanda di fondo è questa: a chi verrebbe assegnato il processo ?
Qualcuno si è stupito che i tre magistrati di Catania, dove il procuratore è notoriamente “in sintonia” con Salvini, abbiano chiesto l’autorizzazione a procedere.
Semplice: perchè sono stati sorteggiati tra i magistrati della stessa Procura, non sono stati scelti da Zuccaro e lo hanno sonoramente smentito, attenendosi alle norme vigenti.
Dato che Zuccaro è il procuratore capo ma non tutti per fortuna dell’Italia la pensano come lui, ecco la variabile pericolosa per Salvini.
Che garanzie ha che la scelta cada su giudici “amici”?
Per questo occorre tempo, siamo certi che capirete…
Resta un altro problema: i processi vanno per lunghe, c’è anche l’appello e la Cassazione: chi garantisce a Salvini che tra qualche anno, quando non sarà più ministro e con un partito al 30%, quando gli italiani lo avranno dimenticato (vedi Bossi), qualche giudice si senta libero di condannare “un ex potente” a qualche anno di reclusione e a rifondere lo Stato di 150.000 euro per i soldi sperperati bloccando la Diciotti, nonchè qualche centinaia di migliaia di euro di danni ai “soggetti sequestrati”?
L’altra soluzione diventa così la più percorribile: se il Senato dice no all’autorizzazione a procedere, il processo non si farà , nè ora nè mai.
Controindicazioni: siamo sicuri che i numeri ci siano ?
In serata Paragone (M5S) ha annunciato che i grillini voteranno Sì, coerentemente ai precedenti, e pensa che anche la Lega “non potrà che votare per coerenza nello stesso modo”, mandando a processo Salvini.
Detto da uno che è tra i grillini più intelligenti, è un segnale per “tenere” la base cinquestelle e tendere una trappola ai suoi ex amici della Padania.
Un modo per rendere sempre più urgente un segnale da Catania.
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
“DEVONO ESSERE COLLOCATI NELLE APPOSITE STRUTTURE”… L’AUTOGOL DI SALVINI: “HANNO 17 ANNI E MEZZO” DECIDE LUI SENZA AVERLI VISTI… BENE, SE ANCHE FOSSE COSI , SONO MINORENNI E QUESTO E’ SEQUESTRO DI PERSONA E’ REITERAZIONE DI REATO, LA MAGISTRATURA SPICCHI UN MANDATO DI ARRESTO
La Procura dei minori di Catania ha intimato lo sbarco immediato dei ragazzi non accompagnati a bordo della nave Sea Watch, che si trova a un miglio dalla costa di Siracusa, e ha aperto un fascicolo contro ignoti per accertare in quanti siano a bordo. Per il procuratore di Catania Caterina Ajello, lasciare i minori stranieri non accompagnati a bordo della nave è una “grave violazione dei loro diritti“, come ha scritto in una lettera ai ministri dell’Interno e delle infrastrutture e trasporti, rispettivamente il vicepremier Matteo Salvini e Danilo Toninelli, ma anche al presidente del tribunale per i minorenni di Catania, al procuratore generale di Catania e al prefetto di Siracusa.
I minori — fa notare il magistrato — sono tutelati da norme che “impongono il divieto di respingimento e di espulsione, riconoscendo invece il diretto ad esser accolti in strutture idonee, ad avere nominato un tutore, ad essere accolti e ad avere un permesso di soggiorno”.
Diritti che, sottolinea la procuratrice Ajello, “vengono elusi a causa della permanenza a bordo della nave” dove sono “costretti a situazione di disagio fino a quando la situazione politica internazionale non sarà risolta” con “grave violazione dei loro diritti”.
Il Procuratore dei minori chiede, quindi, ai ministri Salvini e Toninelli che “i minorenni extracomunitari a bordo della nave Sea watch 3 possano sbarcare per essere collocati nelle apposite strutture per minori stranieri”.
La lettera è stata inviata oggi pomeriggio anche al Comandante della capitaneria di Porto di Siracusa e all’autorità garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e all’ufficio del difensore dei diritti dei bambini presso il comune di Siracusa.
La richiesta è stata avanzata dalla procuratrice Ajello dopo che “dall’ufficio dei Difensori dei diritti dei bambini del Comune di Siracusa è stata segnalata” al suo ufficio “la presenza di minori non accompagnati a bordo della nave della Ong ‘Sea Watch3’, ferma nella rada del Siracusano”. “Atteso la loro presenza nel distretto di mia competenza — osserva la procuratrice Ajello — la loro tutela deve essere assicurata da questa Autorità giudiziaria”.
Alla nave dell’ong tedesca, con 47 migranti a bordo da una settimana, “per riparare dalle condizioni meteo in ulteriore peggioramento, è stato assegnato un posto di fonda a 1,4 miglia dal porto di Augusta”, in Sicilia. Napoli offre il proprio porto, ma il ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini dice che in Italia non c’è spazio e scrive al governo olandese, visto che l’unità batte quella bandiera, per chiedere che se ne occupi.
Perentoria la replica di Amsterdam: “Finchè non ci saranno accordi europei su soluzioni strutturali per i migranti a bordo dei barconi, i Paesi Bassi non prenderanno parte a soluzioni ad hoc“, ha detto il segretario di Stato olandese per l’Asilo e le migrazioni Mark Harbers.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
DI MAIO CON L’ACQUA ALLA GOLA, SI PARLA DI LIBERTA’ DI COSCIENZA PER EVITARE DI SPACCARE IL GRUPPO
“Per noi è una loose-loose situation”. C’è quasi rassegnazione nelle parole di un uomo di
governo 5 stelle.
La richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri di Catania nei confronti di Matteo Salvini inciderà , comunque vada a finire questa storia, una cicatrice a forma di fulmine sulla pelle del Movimento.
“Perchè se vorrà avvalersi del voto del Senato rischiamo che il gruppo ci esploda in mano. Se deciderà invece di andare a processo chiederà contropartite dolorose, senza contare che ci imbastirà su tutta la campagna elettorale”.
Luigi Di Maio è stato preso totalmente in contropiede. Nelle ultime quarantott’ore si sono susseguite riunioni su riunioni, gli sherpa stanno chiedendo pareri e consigli in settori tra i più impensabili.
Da ambienti vicini al capo politico a metà pomeriggio sono sicuri: “Farà un video, e prenderà posizione”. Passa qualche ora e arriva la retromarcia: nessun video. Alla fine il post su Facebook arriverà , ma l’unico argomento toccato saranno le trivelle. Un momento di grande difficoltà .
Sia la stella magica del leader sia il corpaccione parlamentare stanno metabolizzando il da farsi. Un pollice verso sull’autorizzazione a procedere allo stesso tempo salverebbe il governo e ne metterebbe a rischio la tenuta, per il frastagliarsi del gruppo parlamentare stellato a Palazzo Madama.
Tenere fede ai propri principi e votare a favore vorrebbe dire compattarsi ma sancire la probabile fine dell’esecutivo.
Con quello che oltretutto potrebbe essere un voto di mera testimonianza, visto che al blocco pressochè monolitico del centrodestra potrebbe saldarsi un pezzo del Pd. Ma ci torneremo.
Per questo pian piano il galeone che issa la bandiera 5 stelle sta lentamente orientando la propria inerzia.
“È una situazione complessa — spiega una fonte dell’esecutivo — ma Salvini non è indagato per un suo fatto personale, ma in veste istituzionale, per cose che rientrano nell’ambito delle sue prerogative. È rischioso sconfessare di fatto la linea del governo”.
Eccola la chiave: trasformare un voto ad personam in un voto sull’esecutivo gialloverde. Senza però scivolare nel mood berlusconiano del conflitto tra poteri.
Un sentiero strettissimo. Che però al momento pare la chiave: “Non c’entra niente l’immunità — il ragionamento fatto da chi ha visto Di Maio in queste ore — è un voto che riguarda altro”.
Innegabile che in questo “altro” ci sia anche il futuro stellato. Almeno una trentina di senatori sarebbero orientati comunque a votare a favore del tribunale catanese.
E un ordine di scuderia di chiaro senso avverso frantumerebbe l’unità del gruppo, altro che dissidenti.
Tanto che si sta valutando, tra le possibili opzioni, anche quella della libertà di coscienza. Che farebbe traballare i gialloverdi, ma eviterebbe il deflagrare della bomba.
Nel gioco di incastri, Salvini dovrebbe dormire sonni tranquilli. Il voto è segreto, e parte da una base di circa 130 voti. Ne basterebbero trenta dei centosette 5 stelle a salvarlo. Senza contare qualche possibile aiuto dal gruppo Misto e dalle Autonomie. Anche meno, considerando possibili assenze e astensioni.
E solo un orientamento di segno opposto assunto compattamente dal Movimento e dal Pd (159 voti, al netto di qualche ex grillino) potrebbe condannarlo.
Ipotesi al momento irreale. Anche perchè tra i democratici si è aperto un dibattito. Il 29 si riuniranno per un primo confronto. Ma più d’uno si attesta su una linea garantista, e di salvaguardia delle garanzie del potere politico.
Una bella gatta da pelare, soprattutto in una fase come quella congressuale che gioco forza impatterà sulle scelte. E che di fatto consolida la posizione di Salvini e rischia di confinare un eventuale voto a favore di Di Maio e dei suoi come semplice bandierina da sventolare al funerale del governo, senza nessun effetto pratico.
Mercoledì si riunirà la Giunta per le immunità del Senato che deve preparare una relazione (favorevole o contraria) da istruire al voto d’aula. Maurizio Gasparri, presidente dell’organo, terrà la sua relazione introduttiva.
Poi il ministro dell’Interno potrà avanzare le sue controdeduzioni documentali. In Giunta il voto è palese. Lì si inizieranno a capire i giochi.
Perchè il centrodestra unito consta di 8 componenti su 22. Ergo, nessuna maggioranza si può determinare senza il voto dei 5 stelle. Che sono 7.
E sono fondamentali per il determinarsi di qualsivoglia maggioranza. Sia che votino, in un senso o nell’altro, sia che si astengano.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
MACCHINA DEL FANGO IN AZIONE SUI MAGISTRATI CON LISTE DI PROSCRIZIONE ORCHESTRATE DAI COMPAGNI DI MERENDA DELLA ZECCA PADANA
I manganellatori del web li stanno comprendo di insulti per aver applicato la legge:
l’intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del Csm per “dire basta agli attacchi strumentali alla magistratura” è stato chiesto dall’Anm di Catania.
“La Giunta distrettuale di Catania rileva, con preoccupazione ed allarme, l’avvio di una mirata campagna di stampa finalizzata a delegittimare, con toni e contenuti inaccettabili e non degni di uno Stato di diritto, l’operato della Magistratura in generale e dei colleghi del Tribunale per i Ministri di Catania in particolare”.
E’ quanto si legge in una nota della Giunta distrettuale Anm di Catania.
“Sul quotidiano ”Il Giornale” è stato pubblicato un articolo, dal titolo : ”Ecco chi è il giudice del Tribunale dei ministri che scarcera gli scafisti”, nel quale l’autore, nell’informare i lettori sulla richiesta di autorizzazione a procedere formulata dal Tribunale per i Ministri nei confronti del Senatore Matteo Salvini, invece che addentrarsi in una legittima lettura critica del provvedimento giudiziario, opera pesanti allusioni all’operato del giudice Corda”
“Le Procure della Repubblica ed i Tribunali del distretto sono presi a modello dall’intera Magistratura italiana per rigore ed efficacia interpretativa, per professionalità e competenza, lottando, in stretta sintonia con le forze di polizia, contro i trafficanti di esseri umani e raggiungendo risultati di assoluto prestigio”
I magistrati proseguono: “In altro articolo, apparso sulla testata on line vox news, si registra la pubblicazione di un elenco di Magistrati indicandoli come iscritti a Magistratura democratica. Tale pubblicazione brilla per pressappochismo e disinformazione, indicando nell’elenco da un lato Magistrati non più appartenenti all’ordine giudiziario, dall’altro Magistrati che notoriamente hanno speso e spendono il loro impegno in altri gruppi della Magistratura associata. Omettendo ogni valutazione in ordine all’opera di mirata disinformazione, ciò che preoccupa è il ricorso a liste di proscrizione che evocano altri allarmanti scenari”.
“La Giunta, nel ribadire la propria vicinanza e solidarietà ai Colleghi, rivendica, con forza ed ogni mezzo, l’indipendenza della Magistratura etnea, la cui azione ed i cui provvedimenti sono e saranno sempre ispirati unicamente alla Carta Costituzionale, alle norme sovranazionali ed al diritto vigente, senza ombre di condizionamenti esterni – conclude la nota – Si invoca l’intervento del Presidente della Repubblica, delle più alte cariche istituzionali e del Consiglio Superiore della Magistratura, affinchè cessino ostentate strumentalizzazioni e mirati attacchi all’ordine giudiziario ed ai singoli Magistrati”.
(da Globalist”)
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
IL NUOVO LEADER DELLA CGIL CHIUDE IL CONGRESSO DI BARI
I Modena City Ramblers, Neri Marcorè, Dario Vergassola. Sono stati loro gli animatori della festa finale del congresso della Cgil di Bari, occasione per salutare Susanna Camusso e per insediare il suo successore Maurizio Landini.
Da oggi Camusso (sul palco vestita di rosso come il suo successore) si occuperà delle relazioni internazionali della Cgil “come ambasciatrice del sindacato nel mondo” ha detto Landini che le ha offerto anche un altro incarico: “Quello delle relazioni di genere” .
Nelle prime ore dopo l’insediamento, Landini farà visita il centro di accoglienza per migranti di Bari: “Abbiamo un governo che indica come massimo pericolo l’arrivo dei migranti mentre sono di più i nostri ragazzi costretti a emigrare per trovare un lavoro”, ha detto Landini.
Landini ha attaccato duramente il governo: “Abbiamo due vicepremier che parlano di lavoro e povertà senza aver mai lavorato e senza essere stati poveri”.
Nel discorso programmatico è tornato sulla “contrattazione inclusiva”, la formula con cui indica l’idea di unire in un unico contratto tutti i lavoratori che a vario titolo lavorano in un’unica filiera produttiva.
E a chi gli chiedeva un giudizio sul vuoto politico a sinistra ha risposto che “il sindacato non può pensare di sostituirsi alla politica. Sarebbe un errore. Il sindacato fa il sindacato e contratta con i governi. Se non ci vogliono ascoltare protestiamo, come faremo unitariamente il 9 febbraio prossimo”.
(da agenzie)
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Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile
EN MARCHE E’ TORNATO AI LIVELLI DEL PRIMO TURNO DELLE POLITICHE, INTORNO AL 23,5%, MENTRE LA LE PEN E’ SCESA AL 20,5%
Una lista di Gilet gialli si presenterà alle elezioni europee di maggio 2019 e vedrà come
capolista l’infermiera ed ex portavoce Ingrid Levavasseur.
Lo riferisce l’emittente Bfm-Tv citando un comunicato del movimento.
Levavasseur, 31 anni, sarà alla testa di «lista unitaria di iniziativa popolare» composta da 79 candidati, 10 dei quali già scelti e selezionati.
A quanto si legge in un comunicato diramato dal gruppo, «il movimentob di cittadini nato nel nostro Paese il 17 novembre 2018 fa trasparire la necessità di trasformare la collera in un progetto politico umano, capace di fornire risposte ai francesi, che sostengono il movimento da mesi».
In precedenza si era già vociferato su una discesa in campo del gruppo di protesta, esploso a novembre con una serie di sollevazioni contro il caro benzina.
Al momento, però, la lista non ha indicato il suo eventuale gruppo di collocamento nell’Eurocamera.
Il movimento è riuscito a conquistarsi una certa legittimazione politica, arrivando a ottenere un pacchetto di misure ad hoc dallo stesso Macron.
Paradossalmente, l’ondata di scontento sembra aver favorito il titolare dell’Eliseo, in recupero nella reputazione dei suoi elettori.
Il partito presidenziale La Rèpublique En Marche e gli alleati centristi del Modem risultano al primo posto davanti al Rassemblement National di Marine Le Pen in un ultimo sondaggio in vista delle elezioni europee di maggio.
Secondo lo studio realizzato dall’istituto Elabe per Bfm-Tv, la lista maggioritaria del presidente Emmanuel Macron guadagna 4 punti rispetto al precedente sondaggio, con 23,5% dei favori. Secondo, il Rassemblement National di Marine Le Pen, con il 20,5% dei favori, stesso livello di due mesi fa.
E molto dietro i Rèpublicains (12,5%), France insoumise (9,5%) di Jean-Luc Mèlenchon, Europe-Ecologie-Les Verts (9%) e Partito socialista (6%).
Pur se i Gilet Gialli hanno perso popolarità nelle ultime settimane, una lista che faccia loro riferimento è data intorno al 7,5%, elettori in buona parte di Marine e Melenchon che quindi verrebbero penalizzati dalla loro discesa in campo.
A tutto vantaggio di Macron che è tornato alla perentuale raggiunta al primo turno delle ultime politiche.
(da “il Sole24ore”)
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