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MACRON SI PRESENTA A SORPRESA ALL’ASSEMBLEA DI 300 GILET GIALLI

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

SPIAZZATI DALL’ATTO DI UMILTA’, SI ALZANO IN PIEDI PER APPLAUDIRLO

Un po’ perchè colti di sorpresa, un po’ per testimoniare comunque il rispetto per chi si mette in gioco, 300 abitanti del paese di Bourg-de-Peage, nel cuore della Francia profonda, si sono alzati in piedi con i loro gilet gialli ed hanno applaudito Emmanuel Macron.
A sorpresa, oggi pomeriggio, il presidente si è presentato alla Maison des Associations del paesino di 10.500 abitanti, dove era in programma un “dibattito cittadino” esordendo così: “Mi scuso per essermi autoinvitato all’ultimo momento”. Infaticabile in questi primi giorni di “grande dibattito nazionale” da lui voluto per disinnescare la crisi sociale dei gilet gialli,
Macron ha risposto a una domanda di uno dei presenti che si era riferito alle sue origini e al suo lavoro di banchiere: “Ho avuto una vita prima – ha spiegato – poi ho cambiato e sono stato eletto dai francesi”.

(da “agenzie”)

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FUGA DAL REGNO UNITO: SONY, AYRBUS E PERSINO LA BBC, COSI’ LE AZIENDE PRENDONO IL VOLO

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

L’ECONOMIA BRITANNICA RISCHIA DI PERDERE IL 10%, ECCO A COSA PORTANO LE POLITICHE SOVRANISTE

Quando era primo ministro, David Cameron aveva definito quella di James Dyson una “grande storia britannica di successo”.
L’inventore dell’aspirapolvere senza sacchetto aveva creato un’impresa redditizia grazie a quella rivoluzionaria tecnologia, diventando miliardario.
Ora che ha deciso di trasferire il quartier generale della sua società  dal Regno Unito a Singapore, Dyson sembra raccontare un’altra storia, sempre britannica: quella di Sony, Panasonic e di tutte le aziende che stanno andando via dall’isola inglese dopo il referendum su Brexit.
A preoccupare gli imprenditori e manager che operano in Gran Bretagna non è solo il divorzio di Londra con l’Unione europea, ma anche le modalità  della separazione.
Nel novembre scorso, infatti, già  un report del governo sottolineava che con un piano Brexit simile a quello negoziato dalla premier Theresa May, l’economia del Paese sarebbe stata del 3,9 per cento più piccola; diversamente, con un ritiro senza accordo, la Gran Bretagna avrebbe perso il 9,3 per cento del suo prodotto interno lordo nei prossimi 15 anni.
Dopo la disfatta di May alla Camera dei Comuni, che non ha approvato l’accordo negoziato con Bruxelles, uno scenario “no deal” (uscita dall’Unione senza un accordo certo) diventa sempre più possibile.
L’ultimo in ordine di tempo a esprimere preoccupazione per questa ipotesi catastrofica è stato il ceo di Airbus Tom Enders, che in un video ha sottolineato il timore per gli impianti del colosso di aeromobili nel Regno Unito, che potrebbero non sopravvivere a una rottura tragica dell’armonia comunitaria, da cui dipendono legami commerciali e catene di distribuzione.
“Se non ci dovesse essere un accordo per la Brexit, noi di Airbus dovremmo fare delle scelte potenzialmente dannose per la Gran Bretagna”, ha ammonito nel filmato pubblicato sul canale Youtube della società .
Il colosso produttore di aeromobili ha la sede principale a Toulouse, in Francia, ma dispone di molte strutture ingegneristiche e di produzione nel Regno Unito.
Conta 14 mila impiegati solo in Gran Bretagna ed è responsabile di oltre 110 mila posti di lavoro lungo la sua catena di distribuzione.
“Per piacere, non date ascolto alla pazzia dei Brexiteer (i cittadini che vogliono uscire dall’Ue) secondo cui Airbus non si trasferirà  perchè abbiamo tanti impianti nel Paese”, ha detto Enders, avvertendo che “ci sono così tanti Stati là  fuori pronti a costruire le ali dei velivoli di Airbus”.
Un messaggio recepito dall’esecutivo britannico, che ha mandato una delegazione al meeting annuale del World Economic Forum di Davos per rassicurare leader politici e investitori sul dopo Brexit.
Come si legge in una nota sul sito del governo, è in programma un intervento del cancelliere dello scacchiere Philip Hammond per convincere il mondo imprenditoriale a investire nel Paese anche dopo la separazione dall’Ue: “La Gran Bretagna è un gran posto dove fare business. E noi siamo determinati a far sì che rimanga tale, anche dopo aver lasciato l’Unione europea”.
L’incubo di nuove barriere commerciali e costi più alti per le aziende impedisce sogni sereni anche alla Sony che ha annunciato di trasferire la sede legale delle sue attività  europee ad Amsterdam, abbandonando così Londra.
“L’incertezza su Brexit è enorme”, aveva spiegato alla Cnn il portavoce della società  giapponese Takashi Lida. E non è la sola, visto che già  Panasonic aveva detto nell’agosto scorso che avrebbe spostato la sua sede legale europea in Olanda. Una paura che condividono le società  di servizi finanziari, al punto da spingerle a trasferire oltre mille miliardi di attività  fuori dal Paese. E anche grandi banche americane, come JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup negli ultimi tempi hanno pensato di spostare circa 250 miliardi di euro a Francoforte.
In generale, gli scenari caotici post Brexit se non paura hanno generato sicuramente apprensione per il futuro. Al punto che anche i mezzi di informazione corrono ai ripari.
La Bbc, il più grande gruppo radiotelevisivo britannico, sta cercando un luogo nel continente dove aprire una sede europea per continuare a trasmettere i propri programmi nei vari stati dell’Unione.
Tra le opzioni possibili, c’è Bruxelles “che è nella shortlist, ma si stanno considerando anche altre località , come Amsterdam“, fanno sapere alcune fonti vicine alla società . Come riporta il Guardian, a Davos il primo ministro belga Charles Michel ne avrebbe parlato anche con il direttore generale della Bbc Tony Hall. Un’altra destinazione papabile potrebbe essere l’Irlanda.
L’emittente britannica avrà  bisogno di licenze europee per trasmettere i suoi canali internazionali, che includono Bbc World, Bbc Entertainment, Bbc First e Bbc Earth, nel resto del continente dal 30 marzo nel caso in cui il Regno Unito lasci l’Ue senza accordo. Per assicurarsi queste licenze, quindi, potrebbe avere bisogno di un ufficio centrale o di spostare una parte consistente della forza lavoro di quel canale in uno Stato membro.
Sull’isola britannica tira una brutta aria e lo spettro del “no deal” potrebbe comportare anche un taglio degli investimenti diretti esteri nel Regno Unito. Secondo le stime del Centro studi Confindustria, il paese rischia di dover rinunciare in dieci anni a 282 miliardi di euro. E per gli stati dell’Unione potrebbe essere un’occasione da non perdere per attirare nuovi capitali stranieri.

(da “Business Insider”)

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CHI SPINGE I TWEET CONTRO GLI IMMIGRATI? L’AGENZIA DI STAMPA RUSSA SPUTNIK E RUSSIA TODAY

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

L’ANALISI DI ALTO DATA ANALYTICS: SUI SOCIAL I GRUPPI PRO-IMMIGRATI SONO IL DOPPIO DI QUELLO CONTRO … IL 90,4% DELLA DISTRIBUZIONE DEI CONTENUTI DELLE AGENZIE RUSSE CURATA DAI RAZZISTI

Su Twitter il gruppo sociale di chi pensa che i migranti vadano accolti, e non respinti, è più numeroso di chi invece vorrebbe cacciare chiunque sia disposto a rischiare la vita pur di raggiungere l’Europa.
Ma i contrari, sebbene siano meno numerosi, sono molto più attivi.
Anche grazie al ruolo di Sputnik, l’agenzia di stampa russa che gestisce siti internet in oltre trenta lingue.
A dirlo è l’analisi condotta dai ricercatori di Alto Data Analytics su 1.055.774 cinguettii di 98.191 utenti che hanno partecipato al dibattito italiano sull’immigrazione dal 1 ° febbraio al 31 luglio 2017.
Così sono riusciti a individuare i gruppi sociali capaci di costruire una narrativa ideata per sostenere una o l’altra posizione, grazie a livelli anormali di coinvolgimento.
Con l’analisi si dimostra che la narrativa è stata costruita prima del processo elettorale, e sistematicamente coltivata fino a oggi.
«Le narrative definite polarizzanti sono dunque premeditate e mantenute nel tempo, in alcuni casi con evidenti sforzi per dimostrare la propria solidità  – commentano i ricercatori di Alto -, grazie a riferimenti ad altre importanti e riconosciute fonti di informazione, individui identificati come esperti, dichiarazioni di figure pubbliche e al concetto di fact checking».
Il dibattito pubblico ha mostrato un’alta concentrazione su Twitter, con l’85 per cento degli utenti coinvolti nella discussione digitale iscritti al social network.
Due le comunità  chiave alla base del dibattito: anti-immigrazione e pro-immigrazione.
Il principale gruppo sociale pro-immigrazione è formato da 35.017 utenti, quasi il doppio di quello anti-immigrazione.
Ma ha postato “appena” 187,665 tweet, 2 volte e mezza in meno rispetto ai loro “avversari”.
Questo gruppo sociale è strettamente legato a una comunità  di utenti che difende l’immigrazione principalmente per valori religiosi: è formata da 7.478 utenti che hanno pubblicato 31.522 tweet.
Il nucleo pro-immigrazione e quelli contigui rappresentano il 53% di tutti gli utenti, ma appena il 27% di tutti i tweet.
Le comunità  pro-immigrazione hanno concentrato le loro discussioni su diritto di asilo, il ruolo delle ONG a sostegno dei nuovi immigrati e l’obbligo morale di aiutare chi si trova in una situazione critica.
La loro narrativa collegano l’aiuto umanitario con l’idea dei diritti umani fondamentali, e le opinioni anti-immigrazione sono etichettate come razziste.
Queste comunità  hanno supportato le loro narrazioni con siti italiani come Redattore Sociale, Open Migration, Famiglia Cristiana, Radio Vaticana, Rai o siti di organizzazioni non governative che lavorano nell’immigrazione in Italia.
I media stranieri con un’alta affinità  includono The Guardian, Euronews e VICE
Il principale gruppo sociale anti-immigrazione è invece formato da 17.748 utenti, che hanno postato 469.881 tweet.
Questa comunità  è strettamente correlata a chi critica il ruolo delle Ong, 7.577 utenti che hanno pubblicato 92.287 tweet.
Queste due comunità  anti-immigrazione rappresentano il 32% degli utenti nella discussione principale sull’immigrazione, ma hanno prodotto un volume impressionante di tweet: sono il 68% di tutti quelli correlati alla discussione pubblica. «Ciò rappresenta un rapporto anormale di attività  nel lungo periodo di sei mesi di analisi – spiegano i ricercatori -. Questi utenti mantengono alti livelli di attività , che potrebbero essere considerati comportamenti anomali se confrontati con altri utenti all’interno del dibattito pubblico».
Chi è più attivo, sostiene che l’Italia stia subendo un’invasione, con conseguenze economiche e sociali negative per gli italiani.
Seguono le critiche alla gestione dell’immigrazione di governo e politica, con una narrativa antieuropea basata sul discredito dell’Ue, sui dubbi sul suo ruolo e sul quello dell’Italia. Si associa così l’immigrazione a insicurezza, crimine e terrorismo.
La principale comunità  anti-immigrazione è alimentata da un numero molto attivo e limitato di utenti allineati ideologicamente e influenzati dalle preferenze politiche per Lega Nord, Forza Italia e Casa Pound
Su un totale di 3.164 diverse fonti di contenuti – articoli di giornali, blog, immagini e video – i media stranieri hanno avuto un ruolo chiave.
Russia Today e Sputnik si sono classificati tra i primi 100 siti più influenti nel dibattito. La versione italiana di Sputnik News si è classificata al 40esimo posto, Russia Today al 58esimo.
«Quando abbiamo identificato quali community hanno condiviso più attivamente i contenuti di Russia Today e Sputnik News – continuano gli analisti – abbiamo scoperto che il 90,4% della distribuzione di contenuti Russia Today e Sputnik arriva da comunità  anti-immigrazione».
Altri siti con elevata affinità  all’interno degli utenti anti-immigrazione sono “Tutti I Crimini degli Immigrati”, “Il Populista”, “Italia Patriamia”, “Vox News” e siti web di partiti o personaggi politici come Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo.
Il sito “Tutti i crimini degli immigrati” collega la sua ultima sezione di notizie a Vox News, un altro sito con un’alta affinità  e influenza tra gli utenti anti-immigrazione. Vox News a sua volta include una sezione fact checking per consentire agli utenti di verificare le sue novità .
Vox afferma che «ogni post ha almeno un’altra fonte, oltre la nostra identificabile direttamente con un clic».
Dopo aver usato il servizio, gli analisti hanno rilevato che le fonti rimandano sempre a siti simili a Vox News, o a pagine di Facebook collegate al partito politico neofascista Casa Pound o di altri siti come “Tutti I Crimini degli Immigrati”.
Una costruzione narrativa che si auto alimenta.
E che continua a guidare il dibattito social sull’immigrazione.

(da “La Stampa”)

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SEA WATCH E L’OLANDA, L’ULTIMA BUFFONATA DI DI MAIO E DEL SEQUESTRATORE DI PERSONE SULLA PELLE DEI POVERI

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

A BORDO CI SONO OTTO MINORI, DIFFIDATO IL GOVERNO DALLE CONSEGUENZE CHE POTREBBERO DERIVARE… A SIRACUSA SINDACO, ARICVESCOVO E CENTINAIA DI CITTADINI CHIEDONO CHE SIA AUTORIZZATO L’ATTRACCO… E’ ORA CHE INTERVENGA LA MAGISTRATURA, NON ESISTE CHE UN INDAGATO PER SEQUESTRO DI PERSONA POSSA REITERARE IMPUNEMENTE IL REATO

“A Sea Watch, per riparare dalle condizioni meteo in ulteriore peggioramento, è stato assegnato un posto di fonda a 1,4 miglia dal porto di Augusta, Marina di Melilli- Siracusa. Un posto di fonda invece di un POS (porto sicuro, ndr)”: con il messaggio su Twitter di Sea Watch Italy si apre l’ennesima battaglia navale che il governo Lega-M5S ha dichiarato al resto del mondo (e segnatamente dell’Europa) e con l’intelligenza umana.
La nave Sea Watch è ancorata ad un miglio a largo delle coste di Siracusa.
L’ingresso, secondo quanto si apprende dalla Guardia Costiera italiana, è stato consentito a causa delle cattive condizioni meteo per garantire la sicurezza dei 47 migranti che si trovano a bordo, ormai da 7 giorni, e della stessa imbarcazione.
La Sea Watch è affiancata da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.
Il ministro Di Maio ha invitato su Facebook la nave a fare rotta a Marsiglia, il responsabile delle Infrastrutture Toninelli ha detto che deve andare in Olanda.
Intanto Salvini ha fatto scrivere ad Amsterdam: “Il governo della Repubblica italiana invita il governo del regno dei Paesi Bassi a predisporre, con urgenza, gli adempimenti relativi all’organizzazione della presa in carico e del trasferimento in territorio olandese dei 47 migranti a bordo della nave olandese Sea Watch“.
Intanto il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha scritto a Toninelli offrendosi per l’approdo e la stessa cosa ha fatto, scrivendo al capitano della Sea Watch, il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris.
Mediterranea Saving Humans, la piattaforma delle associazioni italiane che con Nave Mare Jonio si alterna con Open Arms e Sea Watch nel Mediterraneo, ha chiesto “ora che, sempre nel rigoroso rispetto della legge del mare, il Governo italiano assegni alla Sea Watch 3 il porto di Siracusa come POS (Place of Safety) e autorizzi immediatamente lo sbarco dei 47 naufraghi che si trovano da una settimana a bordo. Mediterranea ricorda a tale proposito che tra queste persone vi sono anche almeno otto minori non accompagnati e diffida il Governo dall’assumere qualsiasi iniziativa che possa risultare lesiva dei loro diritti soggettivi”.
I 47 migranti a bordo sono provati da sette giorni in mare gli ultimi due dei quali con onde alte sette metri e raffiche di vento a 70 nodi in ulteriore peggioramento. 36mila persone hanno finora aderito alla petizione lanciata online su ‘change.org’ da   Luigi Manconi e Sandro Veronesi. T
ra i firmatari anche gli scrittori Andrea Camilleri e Roberto Saviano, il regista Matteo Garrone e Roberto Benigni.
”Vogliamo dare voce a un’opinione pubblica — si legge nell’appello — che esiste e che di fronte a una tale tragedia chiede di ripristinare il rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali, e soprattutto del senso della giustizia. A cominciare con il consentire alle navi militari e alle Ong che salvano le vite in mare di poter intervenire. E a chi finge di non conoscere le condizioni di quanti — grazie anche a risorse e mezzi italiani — vengono riportati nei centri di detenzione libici — si legge ancora nell’appello — chiediamo di fare chiarezza sul comportamento e sulle responsabilita’ della guardia costiera libica”.
La Diocesi di Siracusa, intanto, ha dato la disponibilità  all’accoglienza dei migranti. “Di fronte a persone che rischiano la vita, ognuno di noi, per la propria parte, si deve attivare per assicurare la migliore accoglienza e la salvaguardia della vita”, ha detto l’arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo.
“Ho appreso che il sindaco ha dato la propria disponibilità  per accogliere i migranti e questo fa onore alla città  di Siracusa. Speriamo che la vicenda si risolva al meglio, non possiamo pensare che queste persone non abbiano alcun diritto, tra cui il diritto alla vita, all’accoglienza. Per cui quello che è nelle nostre possibilità  va fatto. Mi auguro che in alto loco si pensi in maniera corretta“

(da agenzie)

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IL MIGRANTE PERDE LA MADRE, I CARABINIERI GLI PAGANO IL VIAGGIO PER ANDARE AL FUNERALE

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

QUESTI SONO GLI UOMINI IN DIVISA CHE ONORANO L’ITALIA, NON CHI INDOSSA ILLEGALMENTE LA LORO DIVISA INFANGANDO LA LORO STORIA

Viene avvisato dalla sorella della morte della mamma ma non ha i soldi per comprare un biglietto e raggiungere Napoli, dove vive la famiglia.
Così un ragazzo tunisino residente a Bernalda (Matera) si rivolge ai carabinieri che provvedono all’acquisto.
È una storia di solidarietà  quella che vede protagonisti un migrante stagionale con regolare permesso di soggiorno e la stazione del Comando dei Carabinieri del comune materano.
Il giovane, da quanto si è appreso, si è recato in lacrime in caserma. I carabinieri, dopo le verifiche del caso e dopo aver appurato la veridicità  dei fatti, si sarebbero subito prodigati nel raccogliere i soldi necessari per il viaggio attraverso una colletta.
L’uomo è partito questa mattina con un pullman per Napoli.
Non è il primo gesto di solidarietà  di questo tipo in Basilicata. Qualche mese fa gli abitanti di Bella, in provincia di Potenza, hanno raccolto i soldi necessari per il funerale di un giovane pakistano morto tragicamente sul lavoro.

(da agenzie)

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L’ALBERGATORE FAN DI SALVINI TRUFFATO DA SEDICENTI LEGHISTI: CI RIMETTE 5.000 EURO

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

LA TRAGICOMICA VICENDA DEL TITOLARE DELL’HOTEL SOLEMAR DI ISCHIA… E ALLA FINE NON FA PIU’ SCONTI AI LEGHISTI

Tra i numerosi problemi della Lega al Sud spunta la tragicomica vicenda dell’Hotel Solemar di Ischia.
L’albergo, di proprietà  dell’imprenditore leghista Aldo Presutti, avrebbe dovuto essere la sede del partito di Salvini sull’isola.
Ma Presutti, salito agli onori delle cronache per aver offerto sconti ai sostenitori di Salvini che volessero soggiornare nel suo hotel, ha deciso di tirarsi indietro dopo essere stato truffato da un sedicente leghista (o meglio, un ex leghista).
«Sono stato raggirato da un personaggio che si era presentato come una persona che è venuta dal Federale della Lega — lui faceva parte della sezione di San Marino di Bentivoglio — che diceva di essere venuto in “avanscoperta” per parlare con l’imprenditore e vedere le problematiche dell’isola».
Il truffatore ha fatto leva sulla buonafede «nel credere nella Lega e il bene della nostra isola» e ed è riuscito a scucire a Presutti cinque mila euro per una campagna elettorale in Emilia Romagna visto che i conti della Lega erano tutti bloccati a causa della vicenda dei 49 milioni del processo a Bossi e Belsito.
L’uomo però non era un emissario della Lega, anzi. Luca Fiorentini, questo il nome del “finto leghista” è stato da tempo espulso dal partito di Salvini.
Ma Presutti questo non lo sapeva e così quando verso la fine del 2018 Fiorentini — che dice di essere “Coordinatore Lega Salvini Premier a Bentivoglio” — si è presentato ad Ischia assieme all’imprenditrice vicentina Elena Brunello al fine di lanciare un fantomatico progetto leghista sulla medicina shaolin che avrebbe interessato l’isola dal nome L’Antica Via Della Seta Elisir di Nuova Conoscenza
Presutti si è fidato. I due del resto dicevano di avere tutte le carte in regola, addirittura il progetto era già  stato (dicevano) in Senato e giusto per rendere più appetibile l’offerta i “finti leghisti” avevano offerto alla compagna di Aldo Presutti Carmen Terracina la posizione di responsabile del progetto Antiviolenza di Genere e sulla Donna di Ischia.
La Terracina è, almeno da quanto appare sul suo profilo Twitter, una accesa simpatizzante leghista e secondo il quotidiano online IlGolfo24 è anche un’aspirante candidata della Lega.
Con così tante promesse come non cedere alla richiesta di un’offerta per la causa?
E così è stato: Presutti fa un bonifico da 5mila euro a favore della Lega per la campagna elettorale a San Marino di Bentivoglio.
Che fine hanno fatto quei soldi?
Presutti ritiene che non siano andati davvero alla Lega mentre Fiorentini spiega che è tutto regolare: «il bonifico è tracciato. Si tratta di una donazione gratuita per la sponsorizzazione della campagna elettorale. In cambio ho più di cento chili di volantini della sua struttura alberghiera».
Anzi secondo Fiorentini era Presutti che voleva «sfruttare il simbolo della Lega per riempire il suo albergo».
Secondo Presutti però il provinciale della Lega gli ha detto che Fiorentini non fa più parte del partito, quindi a che titolo raccoglieva finanziamenti?
Nella vicenda è intervenuto infine il deputato salviniano e coordinatore regionale per la Campania della Lega Gianluca Cantalamessa che avrebbe dovuto recarsi ad Ischia   ma dopo l’esplosione dello scandalo ha deciso di non recarsi sull’isola e di azzerare la Lega ischitana.
In un’intervista a IlGolfo24 Cantalamessa stronca le speranze di Presutti e Terracina di diventare dirigenti locali della Lega. L’ex AN spiega che «per essere dirigenti della Lega e far parte dell’organigramma del partito è necessario aver fatto un minimo di militanza».
Motivo per cui probabilmente Presutti ha poi deciso di ritirare la disponibilità  ad usare l’Hotel Solemar come sede del partito.
La Terracina è però molto attiva sui social dove posta continuamente immagini e notizie pro-Salvini. Tra i tweet spunta anche quello dove festeggia l’arrivo all’Hotel Solemar di “Luca Fiore” presentato come coordinatore della Lega a Bologna.
Riguardo alla vicenda del truffatore (o presunto tale) il coordinatore regionale precisa che «Dal mio omologo in Emilia ho appreso che questa persona che è venuta ad Ischia parlando in nome e per conto della Lega non sarebbe responsabile di sedi nè sezioni. non è un dirigente del partito e, sempre secondo quanto mi è stato riferito, non risulta nemmeno socio militante».
Insomma alla fine il raggiro ha prodotto un unico effetto: da oggi nessuno a Ischia è autorizzato a parlare a nome della Lega.

(da “NextQuotidiano”)

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“PRONTO A FARMI PROCESSARE” A PAROLE, MA CUOR DI LEONE NON RINUNCIA ALL’IMMUNITA’: “DECIDERA’ IL SENATO”

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

SALVINI COME VERDINI, SI RIFUGIA DIETRO L’IMMUNITA’ PARLAMENTARE… IL PRESIDENTE DEGLI AVVOCATI: “SI FACCIA PROCESSARE, QUESTO DOVREBBE ESSERE IL COMPORTAMENTO DI UN MINISTRO DELLA REPUBBLICA”

Sceneggiata numero 1
“Non ho bisogno di protezione, altri chiedevano l’immunità  perchè rubavano, io invece ho applicato la legge da ministro. E ritengo di aver applicato la costituzione che prevede la difesa della patria”, dice il vicepremier leghista parlando con i giornalisti sulla terrazza di un immobile confiscato e consegnato a Roma Capitale.
Quindi Salvini rinuncia allì’immunita’ parlamentare? Manco per niente.
“Se dovrò essere processato per questo – continua – lo deciderà  liberamente il Senato. Chi sono io per non farmi processare? Il Senato è sovrano e deciderà , non voglio sostituirmi al Senato”.”. E conclude: “Il voto in aula ci deve essere”
Quindi se i grillini e il sedicente centro-destra di Forza Italia e Fdi lo salveranno, tanti saluti a tutti, come un Verdini qualsiasi
Il M5s intanto si mantiene cauto nei giudizi: “Faremo una riunione per prendere questa decisione dopo aver ascoltato la giunta”, chiarisce il senatore pentastellato Gianluca Castaldi.
“Questa volta il Movimento 5 Stelle deve uscire allo scoperto – denuncia Pippo Civati di Possibile –   il ‘salva-Salvini’ sarebbe un vero raggiro agli elettori. Dopo anni di promesse sui privilegi della politica, di fronte alla giustizia, il ‘no’ all’autorizzazione verso il loro alleato, sempre più loro capo, sarebbe ingiustificabile. Anche per un campione di arrampicata sugli specchi come Di Maio”.
Sul caso interviene anche il presidente dell’Anm Francesco Minisci a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: “Bisogna abbassare i toni del dibattito e noi auspichiamo che la dialettica torni nei canoni corretti: la magistratura ha le sue prerogative, noi rispettiamo quelle di tutti, ma chiediamo rispetto”.
Più duro Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione delle Camere penali: “Sfidare in modo un pò guascone e con l’occhio al consenso popolare spiccio non risponde a canoni istituzionali di comportamento di un ministro della Repubblica”.

(da agenzie)

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“MA CHE RAZZA DI UOMINI E’ QUESTA?”: I VERSI NELL’ENEIDE DI VIRGILIO CI RACCONTANO LA TRAGEDIA ODIERNA NEL MEDITERRANEO

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

“QUI, IN POCHI, NUOTAMMO ALLE VOSTRE SPIAGGE. CHE RAZZA DI UOMINI E’ QUESTA? O QUALE PATRIA COSI’ BARBARA PERMETTE SIMILE USANZA? CI NEGANO IL RIFUGIO DELLA SABBIA, CI VIETANO DI FERMARCI. SE DISPREZZATE IL GENERE UMANO TEMETE GLI DEI”

Nel primo Libro dell’Eneide di Virgilio, mentre Enea e i suoi stanno per raggiungere le coste della Sicilia, dopo sette anni di navigazione, arriva la tempesta.
La dea Giunone, da sempre ostile ai troiani, briga con Eolo, re dei venti, a scatenare una tempesta senza precedenti.
Ma anche Enea ha i suoi santi in Paradiso e così, sostenuto da Nettuno, dio delle acque, si salva e con sette delle sue venti navi approda nelle coste della Libia.
Qui dovrà  convincere Didone, la regina di Cartagine, con una famosa orazione, per chiederle ospitalità :
“Qui, in pochi, nuotammo alle vostre spiagge. Che razza di uomini è questa? O quale patria così barbara permette simile usanza? Ci negano il rifugio della sabbia; dichiarano guerra e ci vietano di fermarci sulla terra più vicina. Se disprezzate il genere umano e le armi degli uomini, temete almeno gli Dei, memori del bene e del male.”
Sono i versi da 538 a 543 dell’Eneide di Publio Marone Virgilio, poema composto probabilmente tra il 29 a.C. e il 19 a.C., opera epica alla base della nostra cultura non solo perchè narra la nascita di Roma, ma perchè da oltre duemila anni racconta la “lotta per la vita” di un uomo e dei suoi compagni, narrando la leggendaria storia di un gruppo di profughi che, sfuggendo dalla guerra, viaggiarono tra tempeste, morti e naufragi per il Mediterraneo fino ad approdare nel Lazio, diventando il progenitore del popolo romano, i fondatori dell’Italia.
Quella stessa Italia che oggi nega ad altri disperati l’approdo e, dunque, la salvezza. Che Nettuno sia con loro.

(da “Fanpage”)

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IL “SALVA-SALVINI” E’ UNA VIOLAZIONE DEL PROGRAMMA M5S

Gennaio 25th, 2019 Riccardo Fucile

COME I GRILLINI VOGLIONO INTORTARE I LORO ELETTORI

La richiesta di autorizzazione a procedere da parte del Tribunale dei Ministri nei confronti di Matteo Salvini per il caso Diciotti e il sequestro di 177 persone mette il MoVimento 5 Stelle di fronte al dilemma del prigioniero.
Le opzioni sono due: salvare Salvini come se fosse un Verdini qualsiasi e votare in Senato contro l’autorizzazione a procedere oppure tenere fede ai sani e robusti principi del partito anti-casta che fu e rischiare di far cadere il governo?
La soluzione potrebbe fornirla proprio Salvini. Il ministro dell’Interno si è già  dichiarato colpevole (in un video, quindi non vale) e si è detto pronto ad andare a processo.
Chissà  che non voglia togliere d’impaccio l’alleato rinunciando all’immunità  parlamentare e facendosi processare come un normale cittadino (e papà ).
Ma in caso contrario che cosa faranno i senatori pentastellati?
In teoria una soluzione potrebbe fornirla il contratto di governo che prevede la convocazione del Comitato di Conciliazione tra le cui finalità  c’è quella di «giungere ad un dialogo in caso di conflitti al fine di risolvere i problemi e le divergenze rilevanti».
Non è   ben chiaro chi ne faccia parte, la composizione del Comitato (che dovrebbe intervenire anche «in riferimento alla realizzazione e al completamento delle opere pubbliche di rilievo nazionale non menzionate nel contratto», quindi ad esempio la TAV) è demandata ad un accordo tra le parti.
Il contratto di governo Lega-M5S stabilisce anche che non possono entrare a far parte del governo soggetti che “siano sotto processo per reati gravi“.
Il reato contestato a Salvini è quello di sequestro di persona aggravato, ma non è chiaro se per il M5S sia un reato grave o meno. Il punto principale però è che nel programma di governo presentato nell’agosto 2017 il M5S affermava la sua intenzione di attuare una serie di riforme contro gli eccessi della casta con “modifica dell’immunità  penale dei parlamentari, che deve essere limitata alle opinioni e ai voti espressi nell’esercizio delle funzioni” .
Un concetto ribadito anche da Di Maio durante l’ultima campagna elettorale: “Da noi chi sgarra viene messo alla porta, nel Partito Democratico viene fatto ministro”.
Il problema è che pur essendo un ministro del governo del Cambiamento Salvini non è un parlamentare del M5S e quindi l’eventuale scappatoia è che il M5S risponderebbe solo per i “suoi”, anche a patto di derogare ad una regola fondamentale del partito (e sappiamo cosa diceva Casaleggio sul derogare alle regole).
Il M5S ha sessanta giorni di tempo (ma già  entro un mese si dovrà  esprimere la Giunta per le autorizzazioni del Senato) per decidere se vuole ancora essere il partito che fu movimento e quindi votare a favore dell’autorizzazione a procedere oppure se salvare il governo e le poltrone dei ministri.
Durante una telefonata con il collega vicepremier Luigi Di Maio ha rassicurato l’alleato leghista dicendo che il MoVimento non farà  scherzi e voterà  contro l’autorizzazione a procedere. Ma al Senato, dove i numeri della maggioranza sono risicati, l’ago della bilancia potrebbero esserlo i senatori pentastellati “dissidenti”.
Il M5S porterà  le arance a Salvini?
Paola Nugnes ha già  annunciato che voterà  a favore dell’autorizzazione a procedere. Non tanto perchè ritene che Salvini sia colpevole ma perchè «noi del M5S abbiamo sempre valutato che l’autorizzazione a procedere fosse un atto dovuto».
Più cauta la senatrice Elena Fattori che invece spera in una rinuncia dell’immunità  da parte di Salvini e ipotizza che alla fine il ministro verrà  salvato dai senatori del centrodestra che faranno da stampella alla maggioranza.
Anche il senatore Alberto Airola ricorda la regola non scritta sull’immunità  che ha sempre dettato la linea per il M5S: “non so dare una risposta precisa ma nessuno è mai stato sottratto alla giustizia da un voto soprattutto nel momento in cui ci si professa innocenti”.
Ma prima di arrivare in Aula a Palazzo Madama si dovrà  passare per il voto della Giunta per le autorizzazioni (presieduta dal forzista Gasparri). Lì ci sono il senatore Gregorio De Falco, fresco di espulsione dal M5S cui ha intentato causa e Mario Michele Giarrusso.
Proprio Giarrusso fu costretto dal M5S a rinunciare all’insindacabilità  e all’immunità  parlamentare in seguito ad una querela per diffamazione.
Il MoVimento votò contro l’insindacabilità  e in Aula si espresse a favore dell’autorizzazione a procedere nei confronti del suo senatore.
In quell’occasione Di Maio ricordò che il MoVimento 5 Stelle non avrebbe mai fatto ricorso all’insindacabilità  e all’immunità  «non ci proteggiamo dietro questi strumenti» perchè «sono loro [l’allora maggioranza a guida PD NdR] che si proteggono dietro l’immunità  parlamentare, così hanno salvato dalla galera un senatore di NCD».
Nel 2014 Di Maio scriveva su Facebook che l’immunità  parlamentare era un istituto anacronistico che andava abolito.
A complicare le cose è arrivata la dichiarazione fatta ieri sera a Piazza Pulita dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che in merito alla vicenda della Diciotti ha spiegato che quello che è stato fatto in merito alla nave Diciotti quest’estate è stata un’azione concordata da tutto il governo. L’attività  che è stata portata avanti è stata portata avanti da tutto il governo e non solo dal ministro Salvini».
Insomma se Salvini venisse condannato allora si tratterebbe di una condanna anche nei confronti dell’azione di governo. Ed è evidente che questo il MoVimento 5 Stelle non può permetterselo. Un salvagente per il clandestino Salvini (e per se stessi)

(da “NextQuotidiano“)

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