Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
PARODIA FEROCE A “QUELLI CHE IL CALCIO” DI LUCA BIZZARRI E PAOLO KESSISOGLU SULLA POLITICA RAZZISTA DEL GOVERNO
In questa parodia di Teorema che Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno cantato a Quelli che il Calcio oggi su Rai2 c’è la quintessenza dell’intera politica italiana spiegata meglio che da centinaia di politologi associati.
Riproduciamo soltanto la seconda strofa, la più riuscita:
Prendi una barca, trattala male, dille che non può attraccare
E se s’immischia un magistrato rispondi “Ho difeso lo Stato”
Taglia i fondi per l’integrazione, qua la pacchia è finita, si sa
Tanto in Libia son brave persone, se han da ridire spediamoli là
E tanta gente sai ti voterà ,
la linea dura vedrai pagherà ,
grazie a Rousseau avrai l’immunità ,
la coalizione è più forte, si sa!
Sai mi hai convinto io sono d’accordo, al popolo serve un nemico
Se c’è la crisi puntiamo il dito sull’ospite poco gradito
Chiudi gli occhi su abusi e evasione, dammi retta lascia tutto com’è
Dà i la colpa all’immigrazione, vedrai che la gente è tutta con te
Luca e Paolo avevano annunciato il loro “Teorema” su Salvini, la Diciotti e la strategia politica del vicepremier con un tweet “.Vorrei salutarvi prima nel caso non ci si vedesse piu'”
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
ORA LA MAGISTRATURA APRA UN’INDAGINE: NON CI POSSO ESSERE DELINQUENTI NELLE FORZE DELL’ORDINE… E SALVINI SPIEGHI PERCHE’ HA CANCELLATO IL POST CON GLI INSULTI QUANDO NON LO FA MAI: CHI DEVE COPRIRE?
Martina Mondini è la 25enne di Stradella sommersa di insulti sui social per aver criticato in
un post sulla pagina Facebook di Matteo Salvini la linea del ministro sull’immigrazione.
Cos’ha scritto esattamente nel commento che ha scatenato gli haters?
“Ho commentato in modo volutamente provocatorio un video postato sulla pagina Facebook di Salvini, in cui lui, in collegamento su La7, dopo aver baciato il crocifisso parlava della sua idea di integrazione: ovvero lasciare i bambini africani in Africa e quelli italiani in Italia. Ho scritto ‘Prima di parlare di integrazione devi sciacquarti la bocca, perchè non sai nemmeno cosa significa. Come non sai cosa significa amare e rispettare il prossimo. Schifo’. Tra l’altro il termine ‘schifo’ non era riferito a lui come persona, ma alla situazione. In poche ore sono stata attaccata con oltre 650 commenti di insulti, anche molto pesanti”.
Si aspettava una simile ondata d’odio?
“No. Tra l’altro credo che gli attacchi sarebbero stati meno feroci se nella mia foto profilo di Facebook fossi stata accanto a un bianco. Invece sono con il mio ragazzo, che è nigeriano. L’ho conosciuto qui a Stradella, quando era ospite del centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa. C’è stato persino chi mi ha chiesto cosa sia venuto a fare in Italia, dato che la Nigeria è un Paese ricco. E’ arrivato in Italia nel 2015 su un barcone, come richiedente asilo, è laureato in Statistica e nel 2017 ed è stato assunto da un’azienda della zona con un contratto a tempo indeterminato. Io invece sono laureata in Scienze politiche e sto finendo la magistrale. Abbiamo entrambi alle spalle una solida preparazione culturale”.
Ha intenzione di sporgere denuncia?
“No, perchè il procedimento per denunciare gli autori dei commenti alla Polizia Postale è molto lungo. Però sono convinta che quanto accaduto vada reso pubblico, quindi ho conservato e divulgato sui social gli screenshot, anche se tutto è stato cancellato dalla pagina Facebook di Salvini e sono stata bloccata. Adesso non posso più commentare i suoi post”
Perchè ha voluto divulgare l’accaduto?
“Non mi sento una vittima, ma voglio si sappia che il razzismo esiste, anche se molte delle persone che mi hanno dato addosso sostengono di non essere razziste. Tra di loro ci sono anche tante donne, comprese nonne che nella foto profilo sorridono accanto ai nipotini. Ce n’è persino una in divisa, quindi credo sia una poliziotta. Leggere tutti i commenti a sfondo sessuale e i riferimenti all’acido e alla candeggina mi ha ovviamente colpito: se fossero stati rivolti a una ragazza più fragile di me dal punto di vista caratteriale avrebbero probabilmente fatto più danno. In me hanno più che altro fatto scattare l’immediata volontà di denunciare pubblicamente l’accaduto. Però il messaggio più importante che vorrei lanciare è un altro”.
Quale?
“Mi piacerebbe che sempre più persone capissero che l’integrazione è possibile e che non tutti i richiedenti asilo sono delinquenti. Io lavoro per una cooperativa che gestisce un centro d’accoglienza. Ho iniziato a maggio del 2016 come insegnante d’italiano e dall’anno successivo sono diventata educatrice. Quindi so di cosa parlo”.
Salvini l’ha contattata?
“No e forse è meglio così. Non so cosa gli risponderei nel caso si facesse vivo”.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
REA DI ESSERE FIDANZATA CON UN GIOVANE LAUREATO NIGERIANO, GLI PSICOPATICI RAZZISTI VOMITANO ODIO… FINO A QUANDO NON LI ANDRANNO A CERCARE CASA PER CASA E GLI PASSERA’ IL SORRISO
Stava guardando una trasmissione tv in cui era ospite il ministro dell’Interno Matteo Salvini che parlava di immigrati e lei, 25enne di Stradella (Pavia), educatrice in un centro di accoglienza del Comune, ha scritto di getto un commento sulla sua pagina Facebook: “Prima di parlare di immigrazione, Salvini dovrebbe sciacquarsi la bocca”.
Parole che le hanno scaricato addosso una valanga di insulti razzisti e sessisti, con la dose rincarata dal fatto che Martina – questo il nome della ragazza – ha come foto profilo su Facebook una foto con il suo fidanzato, un ragazzo nigeriano.
“Il negretto ti soddisfa, spero”, “Invece di parlare di integrazione, controlla quando scade il permesso di soggiorno del tuo compagno, inutile donna”, “Vai direttamente in Africa, avrai l’imbarazzo della scelta, dal produttore al consumatore” sono solo alcuni dei commenti, i meno irriferibili.
A scrivere sono donne e uomini, con riferimenti sessuali molto espliciti e con l’invito a “sciaquarsi la bocca con l’acido” o con la candeggina. Ed è un altro episodio, dopo quello che ha avuto per protagonista Emma Marrone, la cantante che durante un concerto ha detto ‘Aprite i porti’ e che per questo è stata massacrata via web.
Insulti che Martina ha cancellato, ma che sua cugina Cristina Vangone ha deciso di riportare in un lungo sfogo su Facebook (oscurando nomi e volti degli haters), scrivendo: “Queste persone non conoscono Martina; non conoscono la sua vita, il suo trascorso, la sua preparazione accademica o professionale e non conoscono il suo impegno sociale. Si sono semplicemente imbattute in una foto di profilo in cui appare a fianco del suo compagno, un ragazzo nigeriano, e lì si sono fermate. Le hanno vomitato addosso tutta la loro rabbia e l’insoddisfazione. Senza contare la gravità delle allusioni all’acido o alla candeggina in un’epoca in cui il vitriolage sta contando sempre più vittime. Fatti e parole a mio avviso gravissime che non dovremmo lasciar passare inosservate. E intanto, invece, è stato impedito a lei di lasciare ulteriori commenti ai post della pagina….Così, giusto per viaggiare consapevoli verso l’8 marzo”.
Martina – come racconta La Provincia Pavese – ha conosciuto Joe nel centro di accoglienza di Stradella (Pavia) in cui lavora. Il giovane nigeriano, arrivato nel 2015 in Italia su un barcone da richiedente asilo, è laureato in Statistica: nel 2017 è stato assunto da una azienda della zona con un contratto a tempo indeterminato.
“Non capisco il perchè di tanto odio – ha commentato Martina in relazione agli insulti ricevuti ricevuti via web -. Chi mi ha insultata dovrebbe conoscere il mio ragazzo, si renderebbe conto dell’assurdità del proprio pensiero”.
Quanto al commento postato sulle dichiarazioni di Salvini, la giovane ha precisato: “Ero arrabbiata, ho scritto che Salvini prima di parlare di integrazione ‘dovrebbe sciacquarsi la bocca’. Non ho insultato nessuno, ho solo manifestato legittimamente il mio dissenso”.
(da agenzie)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
IL PIANO DEL GOVERNO PER ELIMINARE SETTE SCONTI , TAGLIANDO LE AGEVOLAZIONI FISCALI E RECUPERARE QUALCHE MILIARDO
Sarà contento di sapere il Popolo di Salvini che il primo consiglio dei ministri del governo
Lega-M5S, così come l’ultimo, non ha mai tagliato le accise.
In compenso però il governo studia come aumentare il carburante tagliando le agevolazioni fiscali che danneggiano l’ambiente.
Il piano, fa sapere oggi Repubblica in un articolo a firma di Roberto Petrini, è sul tavolo del governo – con la sponsorizzazione della sottosegretaria al Tesoro Laura Castelli (M5S) – e mette nel mirino almeno sette sconti, prevalentemente sull’Iva, che costano alle casse dello stato 16 miliardi l’anno.
L’obiettivo è quello di percorrere la strada già tracciata da diversi anni, ma mai portata a compimento, di una razionalizzazione delle detrazioni e deduzioni fiscali che pesano sul bilancio del 2019 54,9 miliardi e ammontano a 466 misure. «
Stiamo lavorando sulle tax expenditures per una revisione complessiva in un’ottica di produttività ed efficienza», ha dichiarato nei giorni scorsi il premier Conte.
La prima misura è quella che riguarda l’equiparazione dell’accisa sul diesel e quella della benzina: il gasolio, come è noto, è più inquinante ma gode in Italia di uno sconto fiscale rispetto alla benzina del 23 per cento.
È una agevolazione che costa allo Stato 4,9 miliardi all’anno. La seconda riguarda gli aerei: le compagnie non pagano l’accisa sul carburante delle loro flotte perchè soggetta a completa esenzione. Le conseguenze cadono sul bilancio dello Stato per 1,5 miliardi e sul relativo effetto serra.
Stesso trattamento per le navi: gli armatori sono esenti dall’accisa sul bunker fuel, che contiene zolfo e nuoce all’ambiente, con un peso sulle casse dell’erario per 456 milioni. Beneficiano di uno sconto sui carburanti del 17,2 per cento anche i Tir, incoraggiando il traffico su gomma e alimentando consumi inquinanti.
La pacchia è finita per quelli delle accise.
E per quelli che ci hanno creduto.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
PEVERI HA SPARATO DALL’ALTO VERSO IL BASSO A UNA PERSONA IN GINOCCHIO E INERME DALLA DISTANZA DI DUE METRI: IN ALTRI TEMPI SI SAREBBE CHIAMATA ESECUZIONE, GIUSTO CHE SIA FINITO IN GALERA E CI RESTI… E CHI GIUSTIFICA UN CRIMINE COMMETTE APOLOGIA DI REATO, ALTRO CHE RAPPRESENTARE LE ISTITUZIONI
Ieri Matteo Salvini è andato a trovare in carcere a Piacenza Angelo Peveri, condannato a 4
anni e otto mesi per tentato omicidio dopo quello che è accaduto il 6 ottobre 2011 in un cantiere sul fiume Tidone dove la sua ditta lavorava.
Luigi Ferrarella oggi sul Corriere della Sera ci mostra la differenza tra quello che dice il leader della Lega e la verità dei fatti, secondo un principio che vale per la cronaca come per l’economia e la politica.
Questa è la versione dei fatti di Matteo Salvini:
Salvini a Piacenza premette che su Formigoni «non commento le sentenze», poi però incontra in cella l’imprenditore condannato a 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio: «Per me nemmeno doveva finire in galera, condannato perchè dopo 100 furti si è difeso e ha ferito involontariamente uno dei ladri che ha avuto 10 mesi ed è a spasso: è urgente la legge sulla legittima difesa».
Si è difeso? Ha ferito involontariamente? Siamo sicuri?
Ecco la verità dei fatti:
Racconto non proprio calzante alle sentenze sull’uomo che nel 2011, avvisato a distanza che tre ladri con un tubo stavano rubando gasolio da un suo escavatore vicino a un torrente, vi si precipita e dal ponte correttamente spara in aria due volte; poi però scende sul greto, dove un suo dipendente sta malmenando uno dei ladri non armati in fuga, e insieme lo prendono per il collo sbattendogli più volte la testa contro i sassi a terra; e infine, in piedi sovrastando il ladro supino a terra, a meno di 2 metri gli spara al torace con un fucile a pompa, per fortuna chiamando subito i soccorsi in un momento di recuperata lucidità .
Persona contro gasolio. Persone barattate con una trattativa politica. Persone declassate a statistica farlocca. Comunque mai più, parrebbe, persone prima di tutto.
Il dettaglio divertente della vicenda è che anche con la legge di Salvini sulla legittima difesa Peveri sarebbe finito in carcere, visto quello che ha fatto.
Che bugiardo, eh?
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
“NON NE POSSONO PIU’ DI PAGARE 300 EURO AL MESE A ROUSSEAU E VENGONO A CHIEDERCI SE VERREBBERO ACCETTATI”… BERLUSCONI SERRA LE FILA E PUNTA AL 10% ALLE EUROPEE PER AVERE MAGGIORE PESO
Il Messaggero racconta oggi in un retroscena a firma di Emilio Pucci che alcuni parlamentari
del MoVimento 5 Stelle sono pronti a passare al centrodestra per consentire il varo di un nuovo governo a guida Salvini:
Raccontano in FI e nella Lega che molti malpancisti del Movimento siano tornati a guardarsi intorno. Incontri, cene tra parlamentari (in settimana si sono visti due deputati M5s e tre di FI) dove il disagio degli alleati di Matteo Salvini al governo emerge sempre più forte.
«E’ così, ma non si può dire e chi lo fa sbaglia», dice un “big” azzurro.
Al momento non sono previsti nuovi ingressi ma sono ripresi i contatti, tenuti soprattutto da ex fuoriusciti M5S.
«In diversi»,sottolinea un dirigente forzista, «non ne possono più di pagare 300 euro al mese a Rousseau. Vengono da noi per chiedere lumi, per capire se verrebbero accettati».
E in Parlamento in molti, anche leghisti, non escludono una vera e propria scissione del Movimento, nell’ipotesi (probabile) che anche in Sardegna i grillini crollino.
In questo caso non si tratterebbe di passaggi di singoli deputati e senatori verso Forza Italia o il Misto, ma della nascita di un vero e proprio nuovo gruppo parlamentare pronto a sostenere un governo Salvini insieme a FI e Fdi
La situazione ricalca quella dell’inizio della legislatura, quando il Cavaliere si stava preparando a prendere in mano alcuni eletti per portarli da Salvini allo scopo di varare un nuovo governo: un’operazione stoppata all’epoca dalla Lega:
Alla Camera servirebbero almeno 50 grillini (sui 220 deputati del gruppo) disposti a votare la fiducia e una ventina al Senato.
Di certo c’è che il Cavaliere ha invitato i vertici ad aprire le porte, anche se per ora sono al lavoro soprattutto nel gruppo Misto. Di eventuali transfughi se ne parlerà dopo l’appuntamento di maggio.
L’ultima scommessa di Berlusconi è portare le sue truppe ben al di sopra il 10% dei consensi nelle urne, altrimenti — è il refrain tra deputati e senatori — ad implodere sarà proprio il partito azzurro.
L’ex premier è convinto che ci sia un patto tra Meloni, Toti e Salvini affinchè si arrivi a una liquefazione di Forza Italia. Per questo motivo ha alzato la voce («Chi non è d’accordo con i nostri principi è pregato di andarsene», ha intimato nell’ultima riunione) nei confronti di quelli che la capogruppo Maria Stella Gelmini definisce«traditori».
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
ORMAI SI PARLA APERTAMENTE DI UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CON L’APPOGGIO DI META’ DEL GRUPPO M5S DESTINATO A SPACCARSI… POLTRONISTI GRILLINI PRONTI A VENDERSI
Sarà la TAV la partita decisiva della maggioranza Lega-M5S. E se da una parte, quella del M5S, c’è Alessandro Di Battista che tira verso il No, legando il suo ritorno in campo alla conclusione positiva (per i grillini) della trattativa sull’Alta Velocità , dall’altra ci sono i tanti eletti grillini che oggi sulla TAV pensano che… il destino del governo sia più importante:
Qui sta il punto. Nella Lega, giorno dopo giorno, cresce la convinzione che i 5 Stelle stiano per implodere. E si avvicinino alla scissione in Parlamento: da una parte l’ala governista guidata da Di Maio, dall’altra quella ortodossa incarnata da Roberto Fico.
«Non esistono più i grillini di una volta», ironizza un alto dirigente del Carroccio, «da qualche tempo li vedi andare a cena con quelli di Forza Italia, oppure ti avvicinano e ti dicono: “Chi se ne frega della Tav, facciamola e andiamo avanti insieme in pace e serenità ”.
Insomma, se si arrivasse alla rottura, la cosa più probabile sarebbe la nascita di un governo guidato da Salvini e sostenuto da metà («se non di più») dei parlamentari 5 Stelle, Giorgia Meloni e Forza Italia, con Berlusconi in un ruolo molto defilato».
Per questo, spiega oggi Alberto Gentili sul Messaggero, sarà decisiva la partita della TAV, che arriverà prima delle elezioni europee:
Il momento della verità non è lontano. L’ipotesi del rinvio della decisione sulla Tav a dopo le elezioni europee del 26 maggio non regge più. Bruxelles, con la sponda di Parigi, ha fatto sapere che se non vengono aggiudicati dalla società italo-francese Telt i nuovi appalti per l’Alta velocità entro metà marzo (valore 2,3 miliardi), l’Unione europea si riprenderà i fondi.
Perciò, come dice un altro esponente della Lega, «tra una ventina di giorni casca l’asino: i 5 Stelle dovranno dire sì, oppure andremo avanti lo stesso».
E attenzione: tra quindici giorni l’Aula del Senato avrà già votato (con una settimana di anticipo) sull’autorizzazione a procedere contro Salvini per il caso “Diciotti”. Ciò significa che la sorte giudiziaria del vicepremier leghista non dipenderà più dai voti 5 Stelle.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
E’ DAVVERO OFFESO CON IL M5S E DETTA CONDIZIONI PER TORNARE IN CAMPO
Dopo le tante indiscrezioni sulla scomparsa del sottomarino o dell’anguilla Alessandro Di
Battista, oggi Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano conferma i nostri peggiori auspici: Dibba è davvero andato via perchè offeso con il M5S e vuole dettare condizioni per tornare in campo. Una di queste è evitare altre figuracce come quella con il TAP:
Ma ora rilancia Di Battista, che ha notato come Matteo Salvini continui a insistere per la Torino-Lione: nonostante la mozione di maggioranza appena approvata alla Camera, che parla di revisione completa dell’opera, esattamente come il contratto di governo, cioè punta a congelarla per ucciderla. “Ma io mi sono impegnato in prima persona per il no al Tav, in ballo ci sono 8 miliardi che verrebbero buttati in un’opera inutile”ha ragionato con alcuni parlamentari.
Quindi non si può cedere sulla Torino-Lione, neanche in parte.
Anche perchè Di Battista sente ancora sulla pelle la ferita del Tap, il gasdotto in Puglia su cui in un comizio si era esposto: “Una volta al governo lo fermeremo in due settimane”.
Invece è andata diversamente, e l’ex deputato si è dovuto scusare. Ma per Di Battista, dicono, conta molto anche la revoca della concessione ad Autostrade, la società dei Benetton: “Anzi, forse questa è la cosa a cui tiene di più”.
E anche in questo caso conterebbe molto il tema delle risorse, “perchè con i soldi dei pedaggi puoi investire in sicurezza”, ripete spesso.
Dibba, come pensavamo, vuole evitare di tornare in campo per fare altre figuracce e non ha paura di chiedere un patto prima di rientrare:
Insomma, questo pensa e vuole l’ex parlamentare, per essere in campo da qui alle prossime settimane. E il come è ancora tutto da definire. “Ma la quadra si troverà e poi lui e Luigi vanno d’accordo, si sentivano spessissimo anche quando Di Battista era in Sudamerica” assicura un deputato della vecchia guardia. Tradotto,il tema delle garanzie non è un problema con il capo politico. Però c’è, esiste.
Come l’idea di fare in fretta sul varo del “nuovo ”Movimento. “L’obiettivo è completare le votazioni sulle nuove regole e sulla struttura entro un mese o poco più” spiegano dai piani alti. Molto prima delle Europee, così da dare per tempo agli elettori l’immagine di un M5S più solido e anche più tradizionale (rassicurante). Insomma,di un partito.
Che punta ancora (anche) su Di Battista: nonostante l’Abruzzo, e le garanzie.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 24th, 2019 Riccardo Fucile
IL GOVERNO OCCUPA L’INFORMAZIONE SENZA CONTRADDITTORIO
Il Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) contesta alla tv di Stato lo spazio eccessivo che i telegiornali e i programmi riservano a Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
Il Garante critica anche i format della Rai, cioè il modo in cui la televisione pubblica organizza il rito dell’intervista intorno alle due nuove star politiche, Di Maio e Salvini.
La Repubblica racconta che il garante ha spedito alla RAI il secondo richiamo al rispetto del pluralismo dopo quello del 21 dicembre 2018: in un mese, il premier Conte ha parlato dagli schermi della Rai per 3 ore 17 minuti e 5 secondi.
Tutti gli altri esponenti del governo arrivano invece a più di 9 ore e 17 minuti.
E di questo enorme tempo televisivo — 9 ore e 17 minuti — la gran parte è finito a Di Maio e Salvini.
Le cose, spiega oggi Repubblica, vanno perfino peggio nelle trasmissioni di approfondimento di RaiUno, RaiDue, RaiTre e Rai News.
Qui Conte è al 3,51 per cento; mentre il resto del mondo (cioè gli altri membri del governo) addirittura al 25,15 per cento.
Il problema però non è solo nella dilatazione degli spazi. Il problema è anche come tu la organizzi, un’intervista. Il Garante suggerisce alla televisione pubblica di applicare la più antica regola del giornalismo invitando in studio il ministro e anche un esponente delle opposizioni (dal Pd a Fratelli d’Italia, da Forza Italia a Liberi e Uguali).
Invece i vicepremier Salvini e Di Maio possono prodursi nel più classico del one man show. §
Scrive il Garante che i vice premier — «di norma» — vengono ospitati «alla presenza del solo giornalista e dunque senza un effettivo contraddittorio».
L’assenza di contraddittorio e la sovraesposizione di Salvini e Di Maio allarmano il Garante ora che siamo «in vista della campagna elettorale» per le elezioni europee di primavera. Allarma anche il fatto che la Rai si sia trasformata di Tele-Salvini e Tele-Di Maio pur essendo «la concessionaria del servizio pubblico tv».
Anche il Garante nota la mancanza di contraddittorio dovuta alla troppa presenza di reggimicrofono e alla scarsa presenza di giornalisti in tv. Cambierà qualcosa o sarà come sempre succede a ogni cambio di maggioranza in RAI?
(da “NextQuotidiano”)
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