Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
“LA GENTE E’ SENZA LUCE NEGLI OCCHI, IL VERO NERO CHE MINACCIA L’ITALIA NON E’ IL FASCISMO, MA LA CUPEZZA D’ANIMO CHE HA PORTATO AL GOVERNO M5S E LEGA”
Prima di ogni cosa, l’incantesimo da spezzare: “L’Italia non è in mano a Salvini, non è vero che
ha in pugno il paese. L’Italia dobbiamo contendercela pezzo per pezzo, casa per casa, centimetro per centimetro. Opporre alla vigliaccheria, la generosità . Al rancore, l’altruismo. Alla fine, vedrà , vinceranno gli innocenti”.
Il fervore s’impossessa di Franco Arminio, uno dei poeti più importanti del nostro paese , non appena si tocca la materia incandescente della realtà .
Forse perchè i poeti come lui — ma, forse ancor di più, tutti i poeti — hanno l’istinto animale dell’attualità .
Nel corpo sentono la temperatura del mondo e, con il corpo, si gettano nella lotta. Non hanno prudenza. Sono senza riguardi.
Facilmente, possono passare per pazzi: “Il nostro tempo è il tempo dell’emozione. E Salvini vince perchè è emotivo. Lo si può contrastare con la ragione, con l’intelligenza, ma non certo con la razionalità algida dei conti in ordine. Per questo, Calenda non è l’uomo giusto per combatterlo. Non trasmette niente. Non accende nulla. Non tocca nel profondo nessuno”.
“Per anni, io stesso ho scritto solo per gli altri poeti. Poi, mi son liberato da questo obbligo e ho cominciato a scrivere per le persone che leggono. Ho venduto decine di migliaia di copie. Posso dire che non è vero che l’Italia sta morendo, che non ha più slanci. Siamo un paese profondamente depresso, questo sì: la scontentezza è ovunque, al sud, al centro, al nord; tra i giovani, tra i vecchi; tra i poveri, come tra i ricchi. Certo, non sono un medico, nè un sociologo: parlo per impressioni. Ma quello che vedo in giro è l’infelicità , il torpore, l’irritazione, l’indisponibilità . La gente è senza luce negli occhi. E il vero nero che minaccia l’Italia non è il fascismo, ma è l’umore, lo stato d’animo cupo che ha portato al governo i Cinque stelle e la Lega”.
Ma Salvini e Di Maio sono anche la cura per questo male?
No, non lo sono affatto. Il clima del paese è rimasto lo stesso. Non sono riusciti ad accendere la passione, l’entusiasmo popolare.
Hanno un gran consenso, però.
Ma perchè dura ancora la rabbia per chi c’era prima, e che, per giunta, non se n’è ancora andato.
Perchè avrebbe dovuto?
Perchè non so cosa succederà dopo Salvini e Di Maio, ma non credo torneranno Renzi e Calenda.
Lei vede già oltre Salvini e Di Maio?
No. Io non vedo un vero movimento popolare dietro questi uomini. Si sanno raccontare. Le loro foto sui social prendono molti mi piace. Ma dov’è l’Italia che arde per Di Maio e per Salvini? Magari ci fosse. Non sarebbe la mia Italia. Ma sarebbe qualcosa.
Ma perchè dovrebbe esserci questo sovrappiù?
Perchè all’Italia non serve solo qualcuno che faccia le leggi, serve qualcuno a cui potersi affidare, una guida che la faccia uscire dalla depressione, gli faccia ritrovare un afflato lirico, spirituale.
L’ha mai avuto, l’Italia?
L’Italia degli anni sessanta-settanta era piena di vita. Ha costruito, ha sperato, ha fatto figli. Oggi è ferma sulla Tav, opera a cui sono del tutto contrario, ma il cui destino incerto dà il segno del blocco che vive il paese.
Gli intellettuali possono fare qualcosa?
Potrebbero, ma sono depressi, come tutti gli altri. Non prendono iniziativa, sono isolati.
Ma se hanno moltiplicato gli interventi pubblici, Arminio.
Ma si tratta, in molti casi, di narcisismo travestito da impegno. Saviano è un caso speciale, rischia la vita veramente. Ma lei ha visto gli altri dedicare una parte della propria vita alla società ? Chi è mai andato da un operaio in cassa integrazione, da un disoccupato, da una famiglia che ha un malato di mente in casa e non sa come gestirlo? Questo è l’impegno. Non firmare appelli. Scrivere manifesti.
Non servono anche le parole?
Sì, ma bisogna stare attenti a non sopravvalutare le figure con cui abbiamo a che fare. Urlare al fascismo è inappropriato.
Perchè?
Perchè gli dà una dimensione superiore a quella che hanno effettivamente. Nè Di Maio nè Salvini possiedono la statura per dare una svolta storica all’Italia e al mondo.
Era più appropriato evocare la “svolta autoritaria” con Renzi?
No, ma non bisogna dimenticare la bruttezza che ha prodotto la classe dirigente del centro-sinistra: la bruttezza etica, estetica, psicologica, spirituale. Bisogna dirselo: non hanno più energia, e dovrebbero avere il coraggio di farsi da parte. Basta guardarli: sono spenti.
Vede in giro qualcuno di più acceso?
Al momento, no. Ma non perchè non ci siano, in Italia, risorse emotive e spirituali, ma perchè la via della rappresentanza politica, per queste forze, è bloccata.
Lei cosa direbbe a Salvini?
Che l’idea della vita che evoca è meschina.
Perchè?
Perchè è una vita misera, una vita piccola, una vita piena di rancore e paura; paura dell’immigrato, dei furti, delle aggressioni.
È ottimista per il futuro?
Sì, una parte di me lo è.
Quale parte?
Quella che crede che Salvini sia come l’ultima fiamma della candela. Brucia, brucia, brucia, sempre più forte. Poi, all’improvviso, si spegne.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL SENATORE: “LA NOSTRA PRIMA REGOLA VA RISPETTATA SENZA ECCEZIONI”
Il senatore del Movimento Cinque Stelle Alberto Airola nella consultazione online su Rousseau voterà perchè il ministro dell’Interno Matteo Salvini vada a processo per sequestro di persona nel caso della nave Diciotti.
Una presa di posizione di peso che arriva dopo altri annunci pubblici.
Airola, 48 anni, torinese di Moncalieri, è un esponente storico dei Cinquestelle. Prima di entrare nei meetup, ha fatto parte a lungo del movimento No Tav. E Airola, in fondo, la pensa come il presidente della commissione Antimafia, il senatore Nicola Morra, anche lui parlamentare al secondo mandato e tutore dei principi fondativi del Movimento.
“Il M5s — spiega Airola in un post su facebook — in tutti i casi ha sempre rifiutato qualsiasi scudo giuridico o immunità , Salvini in quanto ministro, non deve secondo noi, sottrarsi ad un eventuale processo. Così come non si sottrae nessuno: parlamentari, sindaci, amministratori pubblici, consiglieri, assessori, normali cittadini. Anche se questo caso tecnicamente è diverso, la regola vale lo stesso, anche nei confronti dei leghisti, nulla di personale”.
E nemmeno vale, per Airola, il ragionamento sulla tutela di un interesse tutelato dalla Costituzione o comunque un interesse pubblico: “Non entro nel merito — taglia corto il senatore — La prima regola del M5s va rispettata senza eccezioni”.
Ma soprattutto, secondo il senatore torinese, se il M5s votasse no al processo si produrrebbe una contraddizione dopo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli si sono autodenunciati alla Procura di Catania che li ha indagati con l’ipotesi di concorso del reato con Salvini.
“Ora — ragiona Airola — visto che Di Maio aveva dichiarato che si sarebbe fatto processare, e di conseguenza Toninelli, come voteremo la prossima volta su Rousseau? Ci potremmo trovare nel singolare caso di Salvini salvato e gli altri perseguiti. Inaccettabile“.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
SEI MOTIVI PER MANDARE A PROCESSO IL SEQUESTRATORE DI PERSONE E SALVARE IL M5S
Marco Travaglio è avvelenato con il MoVimento 5 Stelle per il voto per salvare Salvini su
Rousseau, e non ha alcuna intenzione di nasconderlo.
Oggi il Fatto Quotidiano apre con la presa di posizione dei tre più autorevoli sindaci grillini, ovvero Virginia Raggi, Chiara Appendino e Filippo Nogarin, che chiedono di mandare Salvini a processo.
Il direttore invece firma un editoriale che comincia così:
Oggi il M5S tenta il suicidio. E i suoi 100 mila e più iscritti hanno l’onore e l’onere di salvarlo da morte certa, votando No all’impunità per il ministro Salvini sul caso Diciotti. Per almeno 6 buoni motivi.
E poi elenca i sei motivi: il primo è il quesito ridicolo che scambia il sì con il no, già sfottuto ieri da Beppe Grillo che così si è guadagnato la possibilità di dissociarsi dalla decisione se qualcuno gliene chiederà conto durante i suoi spettacoli.
Il secondo è la sequela di “errori” contenuti nel post che spinge i grillini a votare per salvare Salvini, il terzo motivo è proprio la presa di posizione dei sindaci grillini, il quarto è l’atteggiamento di Salvini che continua a dire di essere tranquillo anche in caso di processo; il quinto motivo è invece il rischio che alla fine a processo al posto dello stesso Salvini vadano Conte, Toninelli e Di Maio che si sono autodenunciati. Infine, ecco il sesto motivo:
Se gli iscritti salvano Salvini, i senatori M5S voteranno allo stesso modo di Forza Italia per bloccare un processo a un ministro. Regaleranno al Pd l’esclusiva della legalità . E se lo sentiranno rinfacciare finchè cà mpano. Se invece votano No ricompattano il M5S, altrimenti spaccato per sempre.
Tutti i dubbi sono comprensibili, anche perchè chi oggi voterà non ha potuto leggere le carte processuali, diversamente dai senatori che le hanno lette e non le hanno (o fingono di non averle) capite.
Ma, in caso di dubbio, c’è un solo sistema per non sbagliare e non doversi poi pentire: ascoltare la propria coscienza e agire con coerenza.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
INTERVISTA AL FILOSOFO FRANCESE: “SFIDO SALVINI A INCONTRARMI PER DIRGLI IN FACCIA CHE E’ INDEGNO DELLA GRANDE CULTURA ITALIANA E CHE PRENDE ORDINI DA PUTIN E DA BANNON”
Il filosofo francese Bernard Henry Lèvy arriva in Italia per una tornèe teatrale e, intervistato dal Tempo, spara a zero su Salvini ed elogia alcuni politici italiani:
Lei sarà a Milano il 5 marzo, al Teatro Parenti: Milano è anche la città di Salvini, il leader della Lega. Cosa dirà ai milanesi su Salvini?
«Quello che mi piacerebbe di più è dirlo allo stesso Salvini. In faccia, direttamente. In pubblico o in privato. Al Teatro Parenti o altrove. Lo invito. Quello che devo dire alle persone, mi piace dirlo guardandole negli occhi. E mi garba che abbiano l’opportunità di rispondermi. A Salvini, voglio dire questo: che l’Italia merita di meglio; che è indegno della grande cultura italiana; e che si dice sovranista quando invece, come d’altronde lui stesso sa molto bene, prende ordini da Mosca (Putin) o da Washington (Steve Bannon)».
Crede che gli italiani che hanno votato Lega e 5 Stelle siano razzisti?
«Il razzismo è in tutti. Solo che alcuni resistono a questa parte di razzismo che è in loro. Altri no. Gli elettori di Salvini sono quelli del secondo caso. A proprio agio nel loro razzismo. Sentono quella vocina sporca in loro e la accolgono con favore».
Chi è il peggior politico europeo di oggi? Chi, invece, quello che lei salverebbe?
«Non voglio fare una hit parade. Tutto quello che posso dirle è che avete politici di alta qualità in Italia. Matteo Renzi, ad esempio, l’unico leader europeo che parli di Kant e Dante nei suoi discorsi politici, credo che verrà riabilitato rapidamente. Carlo Calenda con il suo Manifesto europeo. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, un ex “berlusconiano” che è entrato in conflitto con la Lega. Gregorio De Falco, l’uomo che ordinò al capitano della Concordia di tornare a bordo e che oggi si oppone alla politica anti-migranti di Salvini. O da voi a Roma, le voci di opposizione che cominciano a farsi sentire. La resistenza anti-populista è appena agli inizi. Vedrà . Venga anche lei; la aspetto il 24 aprile a Roma, alla Sala Umberto».
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
“UNO DEGLI ELEMENTI INGANNEVOLI E’ QUELLO RELATIVO AL RITARDO DELL SBARCO, SI TRATTA DI SEQUESTRO DI PERSONA”
Una vera e propria requisitoria contro quelli che sono stati i suo colleghi di Movimento e che
adesso vogliono salvare mani e piedi Salvini.
Ha scritto De Falco: “Il testo del quesito posto agli iscritti del Movimento è fuorviante, poichè basato su fatti non veri o addirittura falsi ed è comunque suggestivo
Uno degli elementi ingannevoli è quello relativo al ritardo dello sbarco.
Infatti, bisogna specificare che non si è trattato di un “ritardo dello sbarco”, ma di un vero e proprio divieto imposto alla nave che era entrata in porto ed era andata ad un ormeggio operativo. Non un ritardo dunque, ma l’imposizione di un divieto, un atto volontario.
Si dice anche che non potesse essere consentito lo sbarco, al fine di evitare che se toccando il suolo italiano, lo Stato avrebbe dovuto prendersi carico dei naufraghi, secondo le regole di Dublino III.
Niente di più falso, poichè i naufraghi erano a bordo di una nave militare e dunque erano già in Italia. Tale circostanza, inoltre, rende ancor più chiaro che vi era l’obbligo di procedere senz’altro allo sbarco ed esclude che potesse esservi interesse a tutelare i confini della Patria.
Il trattenimento è stato quindi una inutile violenza ed ha bloccato una nave militare per giorni impedendole di assolvere ai propri compiti di istituto.
Ancora, nel programma il Movimento aveva da tempo deciso di voler abrogare sia l’insindacabilità parlamentare (art. 68 Cost.) che l’immunità dei Ministri (art 96 Cost.). Quest’ultima è proprio la fattispecie in questione e riguarda le ipotesi di reato commessi nell’esercizio delle funzioni ministeriali, per qualunque finalità siano commessi, quindi non solo reati patrimoniali come la corruzione, ma anche i delitti contro la persona.
Il criterio per stabilire se un reato commesso attraverso l’esercizio di una pubblica funzione possa essere considerato lecito, è costituito dalla verifica di preminenza dello specifico interesse pubblico tutelato, rispetto al diritto sacrificato.
In concreto, nel caso Diciotti, il limite alla libertà personale è stato imposto arbitrariamente e senza ordine di giustizia ed è stato usato come elemento di forza per pretendere che altri Paesi europei si facessero carico dei naufraghi.
Il reato ministeriale non costituirebbe illecito, poichè si varrebbe della scriminante “politica”, quando il sacrificio imposto, il sequestro di persona ipotizzato dal Tribunale dei Ministri, avesse rappresentato l’unica modalità per evitare un danno allo Stato, oggettivamente molto più grave, quale avrebbe potuto essere ad esempio un attacco terroristico, o una minaccia di epidemia, in concreto inesistenti.
Ad ogni modo, il criterio di bilanciamento deve essere comunque basato su ragionevolezza e proporzionalità . Il quesito proposto suggerisce già di per sè la risposta ed è inteso a sottrarre il ministro Salvini al suo Giudice naturale”.
(da Globalist)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
ERA PERCHE’ SALVINI SI FACESSE PROCESSARE, ORA SI NASCONDE
Qualcuno ha notizie di Alessandro Di Battista? L’ex deputato del MoVimento 5 Stelle non pubblica più nulla su Facebook dal 13 febbraio, giorno del figurone da Giovanni Floris a DiMartedì, quando si è lamentato della scarsità di applausi (finti) e il conduttore gli ha risposto chiedendogli se volesse invitare altri suoi sostenitori, e poi ha detto che la lotta al cancro non fa crescere il PIL.
Da quel giorno il Dibba è desaparecido.
Un po’ perchè i giornali raccontano che molti eletti grillini puntano il dito su di lui per spiegare il fallimento del M5S in Abruzzo, un po’ forse perchè Di Battista si è schierato a favore del processo a Salvini mentre il M5S organizzava il solito voto-farsa a democrazia limitata per salvargli il deretano.
Il Dibba quindi oggi è assente ingiustificato, ma una spiegazione per la sua volontà di farsi uccel di bosco c’è: non vuole mettersi in mezzo facendo una scelta di campo su una questione che sta spaccando gli attivisti e sulla quale lui ha tutto da perdere in qualsiasi modo finisca.
Come Di Maio, del resto, che però — raccontano oggi i giornali — si prepara a una grande offensiva in mattinata per convincere i suoi fans a votare nel modo giusto, ovvero per salvare Salvini.
E Dibba che fa, non si schiera? Forse attenderà l’ultimo minuto per compiere la giravolta del millennio, forse farà passare la nottata e parlerà solo a risultato acquisito per fare la figura dell’eroe dopo aver abbandonato temporaneamente la nave.
Magari per dire che lui ha votato per processarlo, cominciando così a costruire sui fatti una leadership alternativa a quella attuale che governa il M5S.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI PARMA: “E’ IL PUNTO PIU’ BASSO MAI TOCCATO DA QUESTO GOVERNO”
Parole durissime di una brava persona che sulla sua pelle ha conosciuto il fanatismo grillino, le
regole fatte per cacciare chi è scomodo e favorire i leccapiedi e i protetti.
”Scambiano la democrazia, che è partecipazione ma conoscenza, trasparenza ma discussione, con il voto online di X Factor per decidere se un ministro può stare dentro o fuori. Svuotano il Parlamento delle sue più nobili funzioni, dopo aver urlato per anni che era il luogo in cui discutere, perchè non si vogliono prendere la responsabilità di decidere”.
Così in un post su Facebook il sindaco di Parma ex Cinque Stelle, Federico Pizzarotti in merito alla scelta del M5S di affidare al voto sulla piattaforma Rousseau la decisione sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Salvini per il caso Diciotti.
”Hanno paura di farlo. Chi ha paura stia fuori dalle istituzioni. L’Italia, una delle potenze economiche mondiali, in mano a populisti senza vergogna e con la paura di assumersi le proprie responsabilità . È il punto più basso mai toccato da questo governo”.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
QUALCUNO HA ANCORA UNA DIGNITA’
Virginia Raggi, Chiara Appendino e Filippo Nogarin – i tre sindaci M5s rispettivamente di Roma, Torino e Livorno – scrivono al Fatto Quotidiano e spiegano perchè direbbero No all’impunità per Matteo Salvini nel caso Diciotti.
Raggi spiega:
Ho affrontato un processo e mi hanno assolta. Le responsabilità , anche politiche devono restare personali. (…) Avevo già annunciato che avrei rimesso il mio mandato in caso di condanna. Ma ero fiduciosa dell’assoluzione perchè mi sono sempre comportata onestamente.
Nogarin cita Orwell e afferma:
Salvini non è un ministro più uguale degli altri. Ci si deve sempre difendere nei processi, non dai processi. Dunque negare l’autorizzazione a procedere nei confronti di un ministro significa rendere insindacabile il suo operato e questo rende, di fatto, questo ministro più uguale degli altri.
Appendino commenta:
Non entro nel merito della questione perchè so quanto sia complesso governare e non voglio dare un giudizio politico sull’atto alla base della richiesta di autorizzazione a procedere. Ritengo corretto, però che a esprimersi nel merito siano i giudici, nei diversi gradi di giudizio.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2019 Riccardo Fucile
“MANDATE A PROCESSO IL CAPITANO DE STICAZZI”
Rogue0 va all’attacco del voto di Rousseau per salvare Salvini. Stamattina gli iscritti alla
piattaforma Rousseau saranno chiamati a votare per salvare Matteo Salvini dal processo Diciotti come da post apposito pubblicato dai grillini sul Blog delle Stelle che non a caso “consiglia” di votare sì.
Ma nel frattempo torna a farsi sentire una vecchia conoscenza dei grillini e di Casaleggio, ovvero l’hacker Black Hat Rogue0, che ha già violato pesantemente la piattaforma impadronendosi anche dell’utenza di Davide Casaleggio e pubblicando il numero di telefono di Alessandro Di Battista.
«#LOL , a ridaje. Nessun allarmismo cari amici di #Rousseau! Mandar a processo il povero Cristo @evaristegal0is è stato facile, ripetervi per il #Capitano della Marina di Sua Maestà de Sticazzi non sarà quindi così complicato. Venghino signori venghino, votate! #pisQAnon Never Die», scrive Rogue0 riprendendo il post del M5S in cui si mentiva, sostenendo che la decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere non decide su Salvini ma sulla responsabilità del governo (è vero il contrario).
E la sua è una vera e propria minaccia, perchè Rogue0 cita EvaristeGalois, ovvero il primo hacker che era entrato in Rousseau ma senza leakare dati o danneggiare il sistema: il direttivo di Rousseau l’ha segnalato alla polizia postale e l’hacker è finito indagato.
Quindi, spiega Rogue0, visto che loro hanno “mandato a processo” Evariste Gaulois, lui in risposta (e per vendetta) manderà a processo Salvini (ovvero manipolerà il voto per far vincere il no).
Per salvare Salvini su Rousseau si vota oggi dalle 10 alle 19 e«tempo due ore», fanno sapere dal Movimento, si saprà già stasera se avranno vinto i No, cioè quelli a favore dell’autorizzazione a procedere, oppure i Sì, cioè quelli contrari a che il ministrodell’Interno finisca sotto processo per il caso Diciotti.
Il diritto di voto ce l’hanno gli iscritti al M5S. Alla piattaforma si può accedere come «ospiti» ma per poter prendere parte alle attività è necessario essere iscritti al M5S.
L’anno scorso, per costruire il programma che ha portato il Movimento al governo, gli iscritti hanno espresso oltre2,4 milioni di preferenze distribuite su 26 votazioni.
Qualche tempo fa il Garante della Privacy aveva concesso 15 giorni di tempo a Rousseau per mettersi in regola con una serie di prescrizioni tecniche segnalate da mesi, almeno da dicembre. Se ciò non avvenisse potrebbero scattare sanzioni ulteriori.
Tutto questo riguarda l’hackeraggio dell’estate del 2017, ovvero quello che vide protagonisti prima Evariste Gaulois e poi Rogue0, e non quello del 2018, che è ancora senza sanzioni.
Il presidente dell’Associazione Rousseau Davide Casaleggio ha inviato il 7 settembre una mail al Garante della Privacy, che lo aveva già multato, per ammettere il furto di dati come prevede la nuova normativa del GDPR.
Il data breach, secondo quanto detto pubblicamente dallo stesso Casaleggio, dovrebbe riguardare i centomila iscritti alla piattaforma voluta da Gianroberto per essere il sistema operativo del M5S. Le ispezioni sul precedente hackeraggio avevano accertato varie irregolarità , Cms Movable Type obsoleto, mancanza di trasparenza, segretezza del voto violabile.
(da “NextQuotidiano”)
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